martedì 25 maggio 2021

pc 25 maggio - MOUSSA BALDI, IMMIGRATO DELLA GUINEA, IMPICCATOSI NEL CPR DI TORINO: UN "SUICIDIO" DI STATO - Da un'intervista all'Avvocato Gianluca Vitale


Avv. Gianluca Vitale:

Avevo visto Moussa Baldi (l'immigrato della Guinea che si è impiccato tre giorni fa - ndr) venerdì scorso, nel Cpr, di Torino, era abbastanza provato, non capiva quello che gli stava succedendo. Moussa aveva il foglio di via, aveva avuto un provvedimento di espulsione verso marzo di quest'anno e viveva per strada tra Ventimiglia e Imperia, di elemosina. 

Dopo l'aggressione subita da tre persone - 2 siciliani e un calabrese tuttora liberi - era stato prima portato in questura e poi al Cpr di Torino. L'udienza con il giudice di pace aveva convalidato l'espulsione. Non l'hanno voluto considerare vittima di reato. 

Nel Cpr è stato subito messo in isolamento in un locale da tre metri per tre, Nonostante lo stato psicologico fragile Moussa non era curato, non vi è stato alcun supporto psicologico.

In questo Cpr è il terzo ragazzo che muore. Chi ha problemi psicologici viene abbandonato a sè, non vi è alcuna assistenza. 

Ora stiamo cercando di rintracciare dei parenti di Moussa Baldi in Guinea, perchè possa essere sepolto nella sua terra. Per questo ho anche scritto al consolato, ma finora non ho ricevuto risposta.

pc 25 maggio - Assemblea nazionale on-line di approfondimento sul centenario del PCd'I - 28 maggio ore 17


Dopo l'approfondito l'esame dell'azione del Partito Comunista negli anni della clandestinità, dal '26 al '43 - gli scioperi operai e  dei lavoratori durante il fascismo e il ruolo degli scioperi nella Resistenza dal '43

l'agenda del nuovo appuntamento propone interventi e discussione su

- la guerra partigiana, lezioni attuali

- la Resistenza come fusione di 3 guerre che ne fanno la esperienza più avanzata e embrione di guerra di popolo di lunga durata in un paese imperialista - i tre strumenti Partito/Fronte Unito/Esercito popolare, le tre fasi difensiva strategica/equilibrio strategico/offensiva strategica

Venerdì, 28 maggio ore 17:00 – 20:00
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata:

pc 25 maggio - USCITO L'OPUSCOLO DI ANALISI CRITICA/VADEMECUM SULLO SMART WORKING - Dal blog femminismorivoluzionario

Frutto delle assemblee donne/lavoratrici, un lavoro di squadra che ha visto protagoniste proprio le lavoratrici impegnate nello smart working, da Bologna, a Palermo, a Milano, dal pubblico impiego, alle Poste, alla scuola, ecc.

 Per riceverlo scrivere a: lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com
- Una lavoratrice racconta
- La tecnologia sta cambiando il mondo così i padroni cambiano noi
- La parola chiave sarà produttività
- La questione della salute nell'ambito del lavoro "agile"
- Ma quando stacco?
- La nuova forma di "doppio lavoro" per le donne

DALLA PRESENTAZIONE:
"Durante la pandemia circa 1,5 milioni di lavoratori, in prevalenza donne, hanno utilizzato lo smart working.
Molte lavoratrici si sono divise tra la cura dei figli, dei mariti, compagni, genitori anziani, la gestione della casa e il lavoro svolto in smart working.
Soprattutto dalla fase pandemica in poi, tantissime lavoratrici del pubblico impiego, della scuola, delle Poste e di tutti quei settori anche privati, come i call center, o impiegate negli uffici delle fabbriche... hanno e stanno pagando conseguenze pesanti anche in termini di incidenza negativa sullo stato della loro salute psicofisica. 
Sembra che lo stato d'emergenza stia rientrando, mentre la possibilità di continuare a lavorare a casa rimane come prospettiva nel futuro".

pc 25 maggio - Contro il G20 su Lavoro e Istruzione - costruire l'opposizione e la manifestazione proletaria e popolare

Appello di 'proletari comunisti Palermo'

Il 22 e 23 giugno a Catania si terrà il vertice dei Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali dei paesi del G20 presieduto quest’anno dal governo dell’Italia sui temi del lavoro e dell’istruzione.

A fronte di una condizione sociale, economica e del lavoro, prima e dopo la pandemia, che ha visto e vede in tutto il mondo centinaia di milioni di licenziamenti di uomini donne e giovani, e aggravamento della povertà, insomma una condizione disastrosa per la classe operaia e le masse popolari proprio dal punto di vista del lavoro, dell’istruzione e delle condizioni di vita, la borghesia capitalista/imperialista del G20 si riunisce a Catania per “scambiare idee” e indicare le sue soluzioni alla crisi.

I dati che prevedono il peggioramento, in particolare “post pandemia” di questa situazione si trovano nei loro stessi documenti che preparano l’iniziativa: “La ripresa post-pandemia potrebbe quindi essere caratterizzata da livelli di disoccupazione particolarmente elevati per alcune categorie di lavoratori”, e ancora: “I lavoratori più vulnerabili, con un livello basso o medio di competenze, sono a maggior rischio di esclusione dal mercato del lavoro”, insomma prevedono un’altra terribile ondata di disoccupazione, e quindi un peggioramento effettivo delle condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari; è per questo che proveranno a mettere in campo “soluzioni” che presentano avvolte nel loro linguaggio ingannevole, ampolloso e retorico: “Le conclusioni del vertice dei Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali di Catania, nel loro insieme, indicheranno la strada che i Paesi del G20 si impegnano a percorrere insieme per progredire nel rafforzamento della presenza femminile nel mercato del lavoro, nell'adattamento dei sistemi di protezione sociale e nella regolamentazione delle nuove forme di lavoro, con l'obiettivo di individuare soluzioni politiche atte a rendere le nostre società più prospere, inclusive e resilienti, senza lasciare nessuno indietro”!

Queste “politiche”, che nel frattempo hanno garantito miliardi di profitti alle grandi imprese soprattutto

pc 25 maggio - Tunisia prosegue l'ondata di solidarietà con la Palestina

Great wave of solidarity with Palestine in the country

A sit-in in front US embassy denouncing the American government support to zionist entity. It must to be known that after 2012 salafite attack against American embassy in Tunis has almost been a taboo to organize demonstration there, this taboo was finally violated .

Finally two nights ago some activist simbolically rebabtized the central “Avenue de Paris” in “Avenue de Gaza

pc 25 maggio - Il nuovo sciopero alla Gaser Bergamo

 Solidarietà e sostegno agli operai in lotta



Difesa dei posti di lavoro per precari 

Basta tirocini a 500 euro

Aumenti di salario sicuri e per tutti 

Avanti per la salute e sicurezza 

Dall'inizio delle agitazioni la fabbrica a cambiato volto 

Incalzati dagli scioperi e dagli esposti i padroni hanno fatto partire una bonifica sostanziale 

Ma resta il nodo della fatica che rompe la schiena e consuma

pc 25 maggio - PROCESSO ILVA - IN ATTESA DELLA SENTENZA...

Ci vorranno almeno altre due settimane prima della sentenza della Corte d'Assise.

Intanto è utile leggere 3 Bollettini che lo Slai cobas (parte civile nel processo con oltre 100 operai Ilva/appalto, lavoratori cimiteriali, abitanti di Tamburi e Paolo VI) ha fatto nel corso di questi lunghi anni di oltre 300 udienze, in cui sono riportati i passaggi più significativi, le testimonianze degli operai, ecc.

Per richiederli scrivere a slaicobasta@gmail.com

Bollettino N. 1 
Bollettino N. 2

Bollettino N. 3

pc 25 maggio - NUMEROSA E ANTISIONISTA MANIFESTAZIONE POPOLARE DI SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE A BERGAMO CONVOCATA DA MOLTE REALTÀ

DOMENICA A BERGAMO, ANCORA I GIOVANI, IN MAGGIORANZA STUDENTESSE, PROTAGONISTI IN PIAZZA CON UNA CALOROSA E PARTECIPATA MANIFESTAZIONE POPOLARE

PER LA PALESTINA LIBERA DALL'OCCUPAZIONE E DAI BOMBARDAMENTI DI ISRAELE, 

LIBERA DALLO STATO SIONISTA VOLUTO DALL'IMPERIALISMO

FORTI LE ACCUSE AI MEDIA CHE OSCURANO LE RAGIONI DI 70 ANNI DI LOTTA CONTRO ISRAELE

E L'ATTACCO AL GOVERNO ITALIANO IMPERIALISTA, COMPLICE DEGLI OCCUPANTI ASSASSINI

lunedì 24 maggio 2021

pc 24 maggio - “Lo Stato non deve procedere all’estradizione degli esuli politici italiani" - una presa di posizione in Francia - Noi diciamo "Gli anni 70 non si processano!" Assemblea a Milano 19 giugno ore 16 - luogo da comunicare

Quelle “ombre rosse” perseguitate da una vendetta di Stato…

Mercoledì 28 aprile, una grande operazione di polizia ha arrestato nove esuli italiani nel quadro di una procedura di estradizione per rinviare 10 uomini e donne in Italia, dove rischiano l’ergastolo. Le 10 persone coinvolte dalla procedura di estradizione, iniziata quel giorno, vivono in Francia dove sono state accolte decenni fa.

Le vite sono state ricostruite, le famiglie fondate, protette dal rifiuto di principio della Francia di rispondere alle richieste di estradizione degli attivisti politici. In Corte d’appello, la giustizia francese ha deciso diversi gradi di libertà vigilata in attesa delle udienze previste a giugno per ciascuno di loro davanti alla Camera istruttoria per esaminare la richiesta di estradizione in Italia.

Arrestare persone in esilio quarant’anni dopo è una vergogna per l’immagine internazionale della Francia, in totale contraddizione con i valori universali che dice di difendere. Queste persone in esilio in Francia vi avevano trovato una fragile protezione contro la repressione e la giustizia d’eccezione che allora imperversava nel loro paese.

A partire dalla fine degli anni ‘70, diverse centinaia di italiani ricercati dalla giustizia del loro paese sono fuggiti in Francia, dove alcuni si sono stabiliti. L’Italia era alla fine di un decennio di scontri politici e sociali su vasta scala, a volte con grande violenza.

Dall’attentato neofascista di Piazza Fontana a Milano nel dicembre 1969 a quello alla stazione di Bologna nell’agosto 1980, due terzi dei 362 omicidi attribuiti ai militanti di estrema sinistra dal ministro della giustizia francese Eric Dupond-Moretti, sono stati commessi dall’estrema destra, abile in attacchi indiscriminati che hanno ucciso decine di persone in luoghi pubblici.

Questa estrema destra, le cui ramificazioni nell’apparato statale sono ormai provate, è stata perseguita solo marginalmente.

I presunti reati risalgono a più di 40 anni fa. Le persone interessate sono state processate e condannate in Italia in condizioni di repressione feroce e di massa (60.000 processi, 6.000 prigionieri politici), segnate da numerose incarcerazioni senza condanna, basate su indagini aleatorie.

Marina Petrella [tra gli arrestati del 28 aprile], per esempio, ha passato otto anni in detenzione preventiva in Italia. Le procedure utilizzate per imporre le condanne sono state considerate all’epoca incompatibili con i principi dello stato di diritto francese. In quel periodo, infatti, fu messo in atto in Italia un arsenale di legislazione eccezionale, diretto soprattutto contro l’estrema sinistra.

La Legge Reale del 1975 e i decreti legge del 1978, 1979 e 1980 hanno rafforzato i poteri della polizia, aumentato le pene e militarizzato la lotta al terrorismo. Il sistema del “pentimento” permetteva la remissione della pena agli imputati che denunciavano altre persone. È nel quadro di queste leggi e sulla base di tali dichiarazioni che sono state pronunciate molte condanne.

Questa legislazione eccezionale, denunciata da Amnesty International e da altre organizzazioni per i diritti umani, è stata alla base della decisione della Francia di non estradare le persone che si erano rifugiate sul suo territorio, a condizione che abbandonassero ogni attività illegale.

Non solo nessuno di loro è stato coinvolto in alcun atto legalmente riprovevole dal loro arrivo in Francia, ma hanno dovuto ricostruire le loro vite nella precarietà permanente dell’esilio, senza lo status legale di rifugiati politici. Eppure, hanno trovato i mezzi per investire se stessi nella loro vita professionale ma anche nella vita sociale e culturale…

Inoltre, stiamo parlando di persone ormai anziane, tutte vicine ai 70 anni, delle quali non si può far credere che rappresentino un pericolo per qualcuno. D’altra parte, nulla è cambiato nel diritto italiano negli ultimi quarant’anni. Al contrario, lo Stato italiano ha ulteriormente degradato i diritti della difesa.

Invertendo questa decisione, il governo francese sta attuando un accordo fatto su una lista nominativa con Matteo Salvini, il leader di estrema destra, quando era ministro dell’interno. È stato quest’ultimo ad ottenere nel 2019 l’estradizione di Cesare Battisti, rifugiato in Bolivia.

Il rifiuto di qualsiasi amnistia, a volte mezzo secolo dopo il fatto, è scioccante, quando è stata concessa a fascisti e collaboratori subito dopo la guerra (legge del 1944 e amnistia di Togliatti del 1946).

Ma concedere l’amnistia significherebbe riconoscere la natura politica del conflitto che ha scosso l’Italia in quegli anni, e smettere di trattare gli attivisti politici come delinquenti, o addirittura mafiosi.

Per cancellare dalla memoria e dalla storia dieci anni di lotte sociali e operaie, ribattezzati gli “anni di piombo”, lo Stato italiano, senza alcun riguardo per l’umanità, vuole far morire uomini e donne in carcere mezzo secolo dopo il fatto.

Questa operazione di estradizione, negoziata tra i due stati, è stata chiamata “Ombre rosse”. L’ostinato desiderio di vendetta di Stato che il governo italiano sta riattivando si incontra ora con la strategia ultra-securitaria del governo francese, che sta mettendo in atto una legislazione liberticida.

Accogliendo questa richiesta di estradizione per la prima volta collettivamente, lo Stato francese non solo sarebbe complice di questa operazione di riscrittura della Storia, ma farebbe un altro passo sul suo territorio verso la criminalizzazione di coloro che si oppongono al potere in nome della lotta al terrorismo.

Dopo la richiesta dell’Italia, saranno soddisfatte anche le richieste dei regimi antidemocratici di estrema destra in America Latina, Africa, Asia o Medio Oriente, e ora anche in Europa? E come possiamo assicurare agli esuli politici che il governo francese non li estraderà per motivi geopolitici di “buon vicinato”?

Per noi, gli esuli italiani non sono “ombre”, ma donne e uomini inseguiti da una vendetta di Stato senza limiti, che hanno pagato caro il diritto di vivere dove hanno ricostruito la loro vita per quarant’anni. Per questo chiediamo la loro totale libertà, la sospensione dell’estradizione e la fine delle persecuzioni giudiziarie.

Premières et premiers signataires

  1. Gilbert Achcar, universitaire
  2. José Alcala, cinéaste
  3. Christophe Alévèque, humoriste
  4. Pierre Alferi, écrivain
  5. Tariq Ali, écrivain
  6. Arié Alimi, avocat
  7. Eric Alliez, philosophe

pc 24 maggio - Genova : "L'antifascismo non si processa" - forte manifestazione sabato

Circa 150 militanti di Genova Antifascista hanno manifestato questo pomeriggio in piazza Corvetto, nel centro di Genova, a due anni dalla grande manifestazione chiamata dalle varie realtà antifasciste della città per contestare il comizio di CasaPound in occasione delle scorse elezioni politiche.Un presidio e poi un corteo per le vie del centro città per ribadire che “l’antifascismo non si processa e per chiedere a gran voce l’amnistia per i reati sociali”. Dopo gli scontri con la polizia in quel 23 maggio 2019, sfociati in 56 denunce, il gup Angela Nutini ha rinviato a giudizio 45 manifestanti accusati a vario titolo di resistenza, porto di oggetti atti a offendere, travisamento e lancio di oggetti pericolosi. Il processo comincerà il 5 ottobre davanti al primo collegio della prima sezione penale. In tutto erano 50 gli indagati.

La protesta era stata organizzata contro il comizio di CasaPound che era stato autorizzato in piazza Marsala, protetto da un ‘fortino’ di grate e circa 200 poliziotti in tenuta antisommossa. Oltre 2mila persone avevano partecipato alla contromanifestazione organizzata fra gli altri da Anpi e Cgil sotto la Prefettura.Una parte dei manifestanti si era poi diretta verso piazza Marsala lanciando oggetti contro lo schieramento di forze dell’ordine che avevano risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e diverse cariche di alleggerimento. Nell’ambito degli scontri venne ferito in modo serio il giornalista Stefano Origone: per quell’episodio 4 poliziotti del reparto mobile sono stati condannati a 40 giorni di reclusione con la condizionale

pc 24 maggio - Il nuovo infame accordo neocoloniale Italia/Tunisia - denuncia e mobilitazione antimperialista e internazionalista

Lamorgese a Tunisi il ritorno… più rimpatri all’orizzonte e soldi alla guardia costiera tunisina

“La stabilità della Tunisia significa stabilità per l’Italia” questo lo slogan sfoderato dalla Lamorgese nuovamente a Tunisi dopo meno di un anno dalla precedente visita in cui ha incontrato, insieme alla commissaria europea per gli affari interni Yilva Johansson, nuovamente il presidente della repubblica Kais Saied ed il primo ministro nonchè ministro degli interni ad interim Hichem Mechichi.

Recentemente il primo ministro Mechichi aveva dichiarato la sua contrarietà all’ennesima proposta europea di aprire centri di detenzione per migranti in territorio tunisino.

Anche stavolta dietro alle dichiarazioni di rito quali “approccio globale alla migrazione”, “sviluppo

pc 24 maggio - ANCHE A TARANTO - REPRESSIONE DEI LAVORATORI ALL'INSEGNA DEL FASCISMO PADRONAL/ISTITUZIONALE

Anche a Taranto in questi mesi sta andando avanti una repressione padronale/Istituzionale che ha chiare caratteristiche fasciste. 

Abbiamo già parlato e torneremo a farlo dei licenziamenti all'ex Ilva, poi ArcelorMittal e ora Acciaierie d'Italia, che hanno un evidente messaggio intimidatorio verso tutti i lavoratori: licenzio alcuni singoli lavoratori per imporre a tutti di abbassare la testa, di non pensare, non denunciare problemi di sicurezza, a fronte di una politica che ogni giorno mette a rischio il lavoro, attacca il salario di migliaia di lavoratori, la sicurezza e con incidenti/mancanza di manutenzionedegli impianti che mettono in grave pericolo la vita stessa dei lavoratori.

Un altro fronte è il Cimitero, dove tempo fa vi è stata un'aggressione criminale verso il delegato Slai cobas da parte del referente della Ditta creando un clima di pesantissima intimidazione, minacce contro tutti i lavoratori dello Slai cobas con il chiaro tentativo di far fuori materialmente lo Slai cobas, sindacato nettamente maggioritario al Cimitero.

In questa aperta repressione, Magistratura, Istituzioni locali, e per l'ex Ilva anche Ministri, si sono voltati dall'altra parte o hanno dato ragione ai padroni.

Recentemente sta andando in scena - questa volta tra i lavoratori e in particolare contro lo Slai cobas sc della ex pasquinelli, lavoratori impegnati in appalti pubblici che da 10 anni lottano per una stabilizzazione lavorativa nell'impianto di selezione della differenziata - un'altra faccia di fascismo padronale, in questo caso di un Ente pubblico, l'Amiu che vuole il licenziamento di 8 lavoratori. Questa volta il messaggio è ancora più chiaro, dice apertamente, e opera di conseguenza: io voglio attaccare, liberarmi dello Slai cobas e per farlo tolgo il lavoro ai lavoratori - indipendentemente se sono tutti dello Slai cobas o di altri sindacati, addirittura se erano presenti ad una iniziativa sindacale dello Slai cobas o no. Con un'azione di aperta ritorsione/vendetta: due hanno protestato e io per ritorsione faccio fuori 8.
Su quest'ultima repressione leggi il comunicato dello Slai cobas per il sindacato di classe nel blog tarantocontro: https://tarantocontro.blogspot.com/2021/05/lavoratori-ex-pasquinelli-senza-lavoro.html

Queste repressioni sono accompagnate da dichiarazioni, reazioni alle denunce e iniziative sindacali, da parte delle aziende isteriche, anche viscerali, fuori da ogni "normale" contrasto azienda/sindacati, che mostrano l'attuale humus che caratterizza questi attacchi; in cui ciò che si vuole colpire non è neanche la lotta, la protesta in sè, ma il fatto che lavoratori, lo Slai cobas sc osi mettere in discussione il potere dei padroni, o di rappresentanti istituzionali.
Non è un caso che in generale, anche in altre realtà a livello nazionale, la motivazione di vari licenziamenti repressivi è la "rottura del legame di fiducia", che tradotto è "non ti sei assoggettato a me".

Tutto questo richiede, maggiore comprensione da parte dei lavoratori e una lotta, risposta, unità che deve necessariamente elevarsi per scontrarsi con questa nuova realtà.

pc 24 maggio - Torino aggredito e rinchiuso! Un orribile crimine razzista e di Stato - mobilitazione immediata e prolungata

Si impicca il migrante della Guinea aggredito a Ventimiglia: "Perché mi hanno rinchiuso?"

"Io non riesco più a stare rinchiuso qui dentro: quanto manca a farmi uscire? Perché mi hanno rinchiuso? Voglio uscire: io uscirò di qui", sono le ultime parole che Musa Balde, 23 anni, originario della Guinea, ha detto al suo avvocato, Gianluca Vitale, venerdì scorso, nel Cpr, centro di permanenza per il rimpatrio, di corso Brunelleschi a Torino.

Irregolarmente in Italia, era stato picchiato selvaggiamente da tre uomini con bastoni e spranghe, il video aveva fatto il giro della Rete: ma dopo essere stato dimesso dall'ospedale era stato portato al centro di permanenza per il rimpatrio di Torino. Si è impiccato con le lenzuola del suo letto.

pc 24 maggio - Video: con la Palestina in tutto il mondo

 

pc 24 maggio - Palestina - circolante dopo lo sciopero generale del 18 maggio

 

domenica 23 maggio 2021

pc 23 maggio - Palestina storica: le ragioni della nuova generazione protagonista della nuova resistenza che dice "ora basta, è abbastanza!"

 


vpalestine 20 maggio 2021

Di Azzam Tamimi

Questa non è la prima guerra tra Gaza  e il regime sionista che occupa la Palestina. È il quarto grande confronto in meno di 13 anni, ma questo è diverso. 

In primo luogo, è stato Hamas che ha avviato la battaglia come rappresaglia per la profanazione da parte di Israele della moschea di  al-Aqsa  e il tentativo di rimuovere con la forza le famiglie palestinesi dalle loro case nel  quartiere di Sheikh Jarrah di Gerusalemme, per essere sostituite da coloni ebrei.

In secondo luogo, lo scontro è coinciso con una dimostrazione di unità  e solidarietà senza precedenti  nella Cisgiordania occupata, nella Palestina del '48 e nella diaspora. Tutti sono stati riuniti da flagranti provocazioni israeliane su quello che i musulmani di tutto il mondo considerano il loro terzo luogo di culto più sacro sulla terra.

Questa generazione è nata in una realtà completamente diversa. Era rimasto pochissimo territorio per qualsiasi stato palestinese significativo

In terzo luogo, una generazione completamente nuova di giovani uomini e donne è in prima linea, sfidando una società ebraica sempre più fanatica e un governo israeliano di estrema destra. Questa generazione non si fa illusioni  sull'occupazione . La maggior parte dei suoi membri sono nati ben dopo gli  accordi di Oslo , che avrebbero dovuto portare a uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza.

Invece, questa generazione è nata in una realtà completamente diversa. Era rimasto pochissimo territorio per qualsiasi stato palestinese significativo. Dal 1967, e più attivamente dal 1993, Israele ha  confiscato più terra , costruito più insediamenti, ampliato quelli esistenti e  demolito  più case palestinesi. La nuova generazione non aveva uno Stato ad aspettarli, ma piuttosto un'Autorità Palestinese, il principale risultato di Oslo, che  collude con Israele  nell'opprimere i palestinesi.

Normalizzazione con Israele

La delusione, l'amarezza, la rabbia e la frustrazione provate da questa nuova generazione sono state approfondite da un decennio che ha visto i governi arabi della regione relegare la causa palestinese ai margini della loro politica. Ciò è culminato con la decisione di diversi stati arabi di  normalizzare le relazioni con Israele, nonostante la spinta di quest'ultimo ad annettere più terra e dichiarare Israele uno  stato suprematista ebraico .

La situazione di stallo alla Moschea di al-Aqsa e Sheikh Jarrah è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sotto il primo ministro Benjamin Netanyahu, Israele si è spostato  all'estrema destra  dello spettro politico, dando un potere crescente al campo dei sionisti religiosi, che crede che la Palestina sia stata promessa loro da Dio e quindi hanno il diritto di espropriare i palestinesi. Sono particolarmente concentrati sulla Moschea di al-Aqsa, che credono che alla fine diventerà il sito di un  terzo tempio .

Per preparare il panorama a una tale eventualità, hanno rivendicato la proprietà di case palestinesi vicino alla moschea, anche a Sheikh Jarrah, e hanno utilizzato il sistema giudiziario israeliano dell'apartheid per  legalizzare gli sfratti . Agendo impunemente e protetti dalle forze di sicurezza israeliane, gli estremisti ebrei organizzano  marce provocatorie  all'interno di Gerusalemme, ea volte prendono d'assalto il complesso della moschea di al-Aqsa.

L'ultima esplosione è avvenuta quando i coloni hanno  organizzato una grande manifestazione  per celebrare l'anniversario dell'occupazione di Gerusalemme Est nel 1967. Durante il mese sacro del Ramadan, la polizia israeliana e i coloni hanno intimidito e molestato i fedeli musulmani, anche attraverso l'attuazione di misure per  limitare l'accesso  a la moschea dei palestinesi della Cisgiordania occupata.

Con l'escalation delle provocazioni e delle tensioni, i fedeli, la maggior parte dei quali appartenevano alla nuova generazione di palestinesi, si sono opposti alla polizia, portando infine alla  rimozione delle barriere  dalla piazza della Porta di Damasco.

Rancori profondi

Mentre le tensioni ribollivano, Hamas ha  messo in guardia Israele  dal continuare i suoi attacchi contro i fedeli e dalla profanazione della moschea. Ha dato a Israele fino alle 18:00 del 10 maggio per dimettersi, promettendo che altrimenti sarebbe venuto in aiuto dei palestinesi a Gerusalemme - e i razzi hanno iniziato a sparare proprio nei tempi previsti.

Mentre la battaglia infuria, più di  200 palestinesi  sono stati uccisi, inclusi più di 60 bambini. Una sostanziale distruzione è stata inflitta a Gaza, con Israele che ha distrutto case residenziali  oltre ai suoi abitanti , apparentemente con l'obiettivo di trasformare la popolazione di Gaza contro Hamas e altre fazioni di resistenza.

Invece, i palestinesi a Gaza sono diventati sempre più incoraggiati, nonostante l'enorme dolore e la perdita. Nel frattempo, le città israeliane del sud e del centro sono state paralizzate dal costante sbarramento di missili da Gaza.

Come nelle guerre precedenti, gli attori regionali e internazionali hanno cercato di  mediare un cessate il fuoco . Ma ciò che complica le cose per Israele è l'ampia partecipazione a questa rivolta popolare dei palestinesi di tutto il paese, comprese le comunità del '48. I palestinesi cittadini di Israele, trattati come cittadini di seconda classe in un feroce  regime di apartheid , hanno le loro profonde lamentele. La  facciata dell'armonia arabo-ebraica  nelle città e nei paesi “misti”, come Lod, Jaffa e Haifa, è stata irrimediabilmente distrutta.

pc 23 maggio - La repressione antioperaia di padroni e governo non deve passare - andiamo a una assemblea nazionale e a una manifestazione nazionale

Comunicato

Lo Slai cobas per il sindacato di classe esprime la massima denuncia per quanto avvenuto a Roma e la massima solidarietà con i lavoratori della FedEx e i disoccupati del 7 novembre, a al Si cobas.

E' divenuto ben chiaro che Governo Draghi e ministro Georgetti sono solidamente al fianco dei padroni della FedEx per piegare la lotta tenace e combattiva dei lavoratori.

La via scelta è quella della repressione che colpisca questa lotta come paradigma di tutte le lotte dei lavoratori che non siano conciliabili con il sindacalismo confederale complice.

Avviene anche in altri posti di lavoro, vedi a Taranto con i licenziamenti repressivi dell'ArcelorMittal oggi Acciaierie d'Italia.

Stiamo informando correttamente i lavoratori degli avvenimenti di Roma e stiamo verificando con loro come organizzare la partecipazione a una risposta comune generale.

Pensiamo a una assemblea nazionale in presenza  che proporremmo per il 19 giugno a Milano e una eventuale manifestazione nazionale entro lo stesso mese.

Slai cobas per il sindacato di classe

coordinamento nazionale

23 maggio 2021

pc 23 maggio - Riuscita iniziativa di solidarietà con la Palestina a Taranto

Comunicato stampa

prima riuscita iniziativa di solidarietà con la Palestina a Taranto in piazza Immacolata ieri sabato 22 per iniziativa dello Slai cobas per il sindacato di classe, circolo proletari comunisti Taranto, Fronte della gioventù comunista Taranto - uniti nel Patto d'azione anticapitalista.

Oltre 50 tra lavoratori studenti, donne, cittadini hanno partecipato alla iniziativa - organizzata in fretta per essere tempestivi - in tutte le forme possibili con cartelli striscioni, interventi con l'impianto di amplificazione, firme a una petizione di solidarietà #iostocon la Palestina e di adesione alla campagna e al comitato, ancora informale che lo sostiene.

Pannelli illustrativi documentavano i fatti di questi giorni, le bombe, la distruzione di case e ospedali a Gaza - compreso quelli addetti al Covid, altra piaga che falcidia il popolo palestinese per l'apartheid sanitario messo in atto dallo Stato di Israele - le centinaia di morti e feriti, tra cui più di 70 bambini, gli attacchi alle sedi della stampa internazionale, per opera di Israele che prima ha innescato la protesta palestinese sfrattando 40 famiglie di palestinesi dalle loro case dove vivevano dal 1956, e bloccando con la polizia il passaggio ai luoghi di preghiera dei palestinesi e arabi palestinesi a Gerusalemme e poi, a fronte alla vibrante e giusta protesta del popolo palestinese, ha scatenato selvaggi bombardamenti, condannati anche, ma non a sufficienza, dalla comunità internazionale.

Non è possibile accettare tutto questo è illegittimo e disumano!

Non è possibile alcuna equidistanza tra aggressori e aggrediti, solo stando con la Palestina e i

pc 23 maggio - Logistica: Cgil-Cisl-Uil firmano un contratto bidone che piace molto ai padroni

DAL CHIUSO DELLE STANZE DEL PALAZZO, E’ STATO FIRMATO IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLA LOGISTICA: UN ALTRO ACCORDO BIDONE CHE PIACE MOLTO AI PADRONI

A distanza di 17 mesi dalla scadenza del CCNL viene siglato un nuovo accordo solo per la parte economica che concede briciole in un settore che ha sempre lavorato in tutto il periodo della pandemia pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e subendo pesantissime rappresaglie sul piano repressivo in alcuni dei gangli fondamentali del settore, con la totale complicità di quei sindacati confederali che hanno sottoscritto il rinnovo del contratto. Basti pensare a quello che ha messo in campo Fedex/Tnt a Piacenza con la chiusura del magazzino, mettendo in mezzo alla strada 300 famiglie, all’unico scopo di portare un attacco frontale all’esperienza Cobas, l’unica che ha portato legalità e diritti in questo comparto.

Un comparto che ha goduto da sempre della complicità dei sindacati confederali.
Cariche della polizia, fogli di via, arresti, divieti di dimora, multe pesanti, sono questi gli “argomenti” democratici che lo Stato e Fedex hanno messo in atto per ripristinare un sistema di sfruttamento che aveva portato alla realizzazione di enormi profitti, in assenza di una reale presenza sindacale.

Fedex è la punta di diamante di un progetto che si pone l’obiettivo di colpire Si Cobas e Adl Cobas.

pc 23 maggio - Ancora sulla morte di Luana e delle morti sul lavoro

Le storie operaie finiscono male

Nei media e nel mondo dell’editoria si preferiscono storie in cui i giovani a 22 anni si divertono e fanno i master all’estero, non le operaie tessili, quelle «non esistono più». Finché non si muore dentro una macchina

di Alberto Prunetti (*)

Gli operai esistono e muoiono tre ogni giorno, ma di rado le loro storie riescono ad andare oltre un trafiletto su un giornale di provincia e un foglio funebre con scritto «grande lavoratore». Amen.

Eppure provateci a raccontare le storie degli operai e delle operaie. Provate a raccontare le storie degli operai che muoiono e vedete cosa vi dicono. Mandate un manoscritto alle case editrici che parli di vite come quelle di Luana D’Orazio.

Nell’ordine:

a) Non vi risponderanno.

b) Oppure i più onesti vi diranno che l’ufficio marketing non dà buoni segnali sulla storia di un operaio morto.

c) Qualcun altro vi dileggerà: ancora una storia di operai morti? E che siamo, nell’Ottocento?

d) Infine – ma sono i più stronzi – qualcun altro vi dirà: «Ma che tristezza… e fattela una risata ogni tanto».

Non è un problema solo italiano, intendiamoci. Faccio un esempio clamoroso: Shuggie Bain di Douglas Stuart. Ha vinto il premio editoriale in lingua inglese forse più importante al mondo nel 2020, il Booker