martedì 20 giugno 2017

pc 20 giugno - ANCORA SULLA CHIAREZZA NELLA LOTTA NELLA LOGISTICA - CONTRASTARE E ISOLARE LE POSIZIONI E L'AZIONE

Rendiamo pubblica ora questa lettera dello Slai cobas per il sindacato di classe, coordinamento nazionale, perchè non solo nulla è cambiato nell'atteggiamento dell'USB, dopo la lettera, ma nei giorni successivi ha ulteriormente accentuato la linea che qui viene denunciata, sia cercando di attaccare, peggio dei peggiori sindacati confederali, i lavoratori della logistica e i dirigenti dello Slai cobas sc di Bergamo che da anni lottano, provando, ultimo arrivato, a dividere i lavoratori; sia accettando in un incontro con la cooperativa il licenziamento dei 90 lavoratori, per il "piatto di lenticchie" di una vaga promessa di futura ricollocazione... dei propri pochi iscritti.
Non è la prima volta che denunciamo questa pratica dell'Usb, anche su altri settori di lavoratori. L'Usb è ormai un quarto sindacato (dopo Cgil Cisl, Uil) che è arduo ancora chiamare "sindacato di base".

SLAI Cobas per il sindacato di classe
A USB di BERGAMO

A USB - LOMBARDIA

A USB CONFEDERAZIONE ROMA
5 giugno 2017
Quanto sta avvenendo in questo giorni a Bergamo/Brignano nella difficilissima vertenza dei 90 lavoratori della logistica della Coop. New Utily del magazzino Kamila deve immediatamente finire.
Mentre lo Slai cobas per il sindacato di classe, che ha sempre la linea dell'unità del fronte dei lavoratori, pur denunciando i metodi di accaparramento di iscritti da parte dell'Usb locale, ha puntato a fare iniziative unitarie, in modo che i lavoratori siano più forti e con una unica linea e

pc 20 giugno - Milano al fianco e solidale con le operaie della Fca Nola e tutte le lavoratrici attaccate per aver fatto lo sciopero delle donne

GIU' LE MANI DALLE OPERAIE DELLO SCIOPERO DELLE DONNE!
Contro la vostra repressione la nostra più forte ribellione!

Al fianco delle operaie represse da padron Marchionne.
il 20 giugno in concomitanza con l’udienza presso il Tribunale di Nola presidio davanti al Tribunale di Milano dalle 10 alle 12, per denunciare i vari episodi di repressione padronal-sindacati confederali avvenuti dopo lo Sciopero delle donne dell'8 marzo scorso: LO SCIOPERO DELLE DONNE FA PAURA...! 
 "Lo sciopero delle donne non si tocca!"

Lavoratrici del MFPR
  Milano
mfpr.mi1@gmail.com

DAL DOSSIER "TANTEDIPIU'" DEL MFPR




Di seguito il comunicato del Comitato Mogli Operai Pomigliano
FCA Pomigliano:  8 Marzo di genere operaio contro  modello-Marchionne”

pc 20 giugno - Morti d'amianto alla Breda: il tribunale di Milano sancisce che è legittimo uccidere per il profitto padronale. Comunicato a cui aggiungiamo che l'unica giustizia è quella proletaria



COMUNICATO STAMPA
Morti per amianto alla BredaTermomeccanica /Ansaldo: assolti i dirigenti
Per il Tribunale di Milano uccidere i lavoratori per il profitto non è reato.

Anche il processo contro i dirigenti della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori, si è concluso con l’assoluzione dei manager. Per la morte di questi operai nessun manager e nessun padrone pagherà, com’è ormai prassi al Tribunale di Milano.
Il giudice dr. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano ha assolto tutti gli imputati, con la formula “il fatto non sussiste” e per  “non aver commesso il fatto” come chiesto dalle difese degli imputati e dai responsabili civili Breda/Ansaldo/Finmeccanica, nonostante il P.M Nicola Balice avesse chiesto pene dai 2 ai 4 anni e 11 mesi.
Ancora una volta l’impunità è scattata a salvare chi non ha rispettato le misure di sicurezza in fabbrica. Questa sentenza è solo l’ultima di una serie di assoluzioni: la Franco Tosi, l’Enel

pc 20 giugno - Foglio di via per il ministro moderno-fascista Minniti a Cosenza, cariche della polizia su studenti e attivisti


da infoaut
Minniti si presenta all'università di Cosenza per un convegno. Fuori studenti e attivisti che volevano entrare e prendere parola vengono caricati più volte dalla polizia.
Cosenza: Minniti all'università, cariche su studenti e attivisti
Il 19 Giugno a Cosenza all'Unical si tiene una conferenza sull'intelligence a cui partecipa il Ministro Minniti. Da diversi giorni studenti, docenti, attivisti hanno risposto convocando una mobilitazione per le ore 9 alle Pensiline.
La manifestazione portava con se un foglio di via da consegnare al Ministro, per contestare questo strumento ampiamente abusato dall'approvazione del Decreto sulla Sicurezza Minniti-Orlando.

pc 20 giugno - Maya provocata e spintonata (dalla digos) alla contestazione dei No Tav... pagherete caro, pagherete tutto!

dal blog notav
 “Il fatto che Maya sia oggetto di un’attenzione “particolare” da parte della Questura a seguito della denuncia pubblica sui maltrattamenti subiti è un qualcosa di inaccettabile e, come accaduto ieri, non siamo disposti ad assistere inermi a scene di ordinaria prevaricazione.”


In questi giorni Chiomonte è stata protagonista di un festival dedicato ai vini e alla viticoltura di montagna organizzato dall’associazione Imprend’oc (proprio quella che da qualche tempo a questa parte si è autoproclamata rappresentante degli interessi del territorio per gestire le compensazioni del Tav) e sponsorizzata da TELT che, dopo aver appreso della presenza del movimento durante l’iniziativa, ha valutato bene di non posizionare il proprio gazebo all’interno della manifestazione.
In programma mostre fotografiche, degustazione di vini e prodotti tipici e, in mezzo al pomeriggio di ieri, un convegno sulle prospettive dello sviluppo del territorio che poteva vantare oratori del livello di Antonio Ferrentino.
Non potevamo certamente mancare in questa giornata, per poter rimarcare le profonde contraddizioni

pc 19 giugno - Nella giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri rivoluzionari, l'appello delle compagne del MFPR L'Aquila per Nadia Lioce

Le ragioni per garantire che il prigioniero rivoluzionario sia tenuto in un “regime di carcere duro” in cui possa essere, in astratto, “speso” nello scontro di classe in funzione deterrente e di disorientamento, col passare degli anni non scemano affatto, anzi si rafforzano (dal comunicato di Nadia Lioce al Tribunale di Sorveglianza dell'Aquila, Sebben che siamo donne, 11/08/2016)



All’Aquila, il 7 luglio, Nadia Lioce verrà processata per “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale”. Reati relativi a battiture di protesta, che la detenuta avrebbe messo in atto dopo l’applicazione delle circolari del DAP del 2011 e del 2014.



In 10 anni, il materiale cartaceo conservabile nelle celle della sezione femminile del 41-bis del carcere dell'Aquila, è passato da 30 a 3 riviste, da 20 a 3 quaderni, agli atti giudiziari dell'ultimo anno e a un solo dizionario.

Con la sentenza della Cassazione del 2014, che ha stabilito il potere insindacabile delle circolari ministeriali, le prigioniere in 41 bis possono ricevere libri solo acquistandoli tramite il carcere e previa autorizzazione.



In questi anni Nadia Lioce è stata oggetto di ripetuti sequestri di libri, quaderni e altro materiale cartaceo e di cancelleria, già sottoposto a censura e non eccedente la quantità massima detenibile con le varie restrizioni. Le è stato sottratto anche l'elastico di una cartellina porta-documenti e ora la si vuole processare per aver esercitato una legittima protesta, utilizzando per la battitura l’unica cosa disponibile in cella: una bottiglia di plastica con cui avrebbe disturbato il “quieto vivere” di un carcere che l’ha sepolta viva, condannandola al silenzio, a una condizione d’isolamento totale e perenne, all’inaccettabile sacrificio della dignità umana!



Contro il divieto ai detenuti in 41 bis di ricevere libri è nata la campagna  “pagine contro la tortura”, cui le compagne del MFPR hanno aderito, rilanciando all’Aquila la manifestazione del 25 giugno scorso, in difesa delle condizioni di vita di Nadia Lioce e più in generale dei prigionieri rivoluzionari. Le condizioni più restrittive di questo regime speciale, infatti, non affliggono certo i veri capi mafiosi, gli amici impresentabili di questo marcio sistema capitalistico-mafioso, ma soprattutto detenute e detenuti politici e proletari che protestano nelle carceri.

“Questi compagni leggerebbero anche 3 libri al giorno” spiegava l’avvocata di Nadia.

Come chiamare altrimenti questa tecnica di deprivazione psichica e sensoriale, di abbrutimento, di annichilimento della personalità umana, se non tortura bianca?


La necessità della solidariètà femminista e proletaria all’unica donna, prigioniera politica, detenuta in 41 bis, non si è certo esaurita in quella manifestazione, sussistendo ancora le ragioni che l’hanno sostenuta, così abbiamo inviato a Nadia una pubblicazione sul ruolo delle donne nella Resistenza contro il nazifascismo.


A fine anno Nadia ci scriveva: “Devo dire che, negli anni, e con il divieto per legge di comunicare che, volendo, si potrebbe concretizzare non solo in divieto di “parlare” - corroborato dalla minaccia sanzionatoria - ma pure di “ascoltare”, il momento dimostrativo fuori dal carcere crea un tale scompiglio nell’amministrazione penitenziaria da rendere la quotidianità socialmente asettica, ancor più surreale del solito. Che dire… naturalmente l’opuscolo “Donne e Resistenza” è arrivato, ma non mi è stato consegnato, data la vigenza della notoria disposizione, avverso la quale di recente ho fatto un ennesimo reclamo”


Per aggirare il problema della ricezione di libri dall’esterno, neanche ammessi in consultazione presso la biblioteca dell’istituto penitenziario, abbiamo inviato alla Lioce 2 vaglia per acquistarseli tramite il carcere, scrivendo, come causale, soltanto "contributo acquisto libri". Ma Nadia non ha ricevuto nessuno dei 2 vaglia e ha fatto reclamo.


Ci sono prigionieri in 41 bis, che si sono laureati, hanno scritto libri e sono diventati persone migliori, mentre Nadia e gli altri prigionieri politici in 41 bis non possono neanche ricevere 2 soldi per sopravvivere e studiare.


Con la sentenza della Corte Costituzionale dell’8.02.17, n° 122, questa sorta di tortura bianca è stata dichiarata legittima e definitiva, nonostante il parere contrario della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato.


D’altra parte l’approvazione di un testo di legge sul reato di tortura, completamente stravolto da quello originario, tanto da renderlo di fatto inapplicabile e incompatibile con la Convenzione internazionale contro la tortura (che l’Italia ha ratificato 28 anni fà), è il segno evidente che quella che il 2 giugno abbiamo festeggiato, non è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma uno Stato di polizia fondato sulla repressione e sull’imperialismo, sulla guerra interna ed esterna, quella guerra che oggi ci torna a casa e che l’Italia contribuisce ad alimentare.

Uno Stato di moderno medioevo, che pratica la tortura - bianca, nera o rosa che sia - non offre più margini di democrazia! Le sue quote rosa sono intrise del sangue delle donne torturate e violentate nelle carceri, nelle caserme, nei lager per migranti, nelle case e nelle strade.

Uno Stato che chiude le frontiere ai migranti, che fuggono dalla sua guerra e dalla sua miseria, è uno Stato di moderno fascismo, uno Stato razzista e uno Stato di guerra!

Uno Stato basato sullo sfruttamento del sistema capitalistico e neoliberista, che garantisce impunità e cittadinanza a chi ammazza per il profitto e certezza della pena per chi, comunque sia, lotta contro questa immensa ingiustizia, è uno Stato dei padroni ed opprime doppiamente le donne proletarie.


Sull’ideologia del negazionismo delle “classi”, la demagogia populista della “sicurezza”, la strumentalizzazione delle donne in funzione securitaria e produttiva, questo sistema ha eretto, negli anni, una fortezza contro ogni processo rivoluzionario, negando lo sfruttamento e la violenza sistemica dei corpi e dei territori, l’attualità delle ragioni dello scontro di classe, la necessità di una rivoluzione nella rivoluzione e garantendo invece la “sicurezza” di una sola “classe”, quella dominante, al di là del genere.


Questo è il succo dell’applicazione del regime di carcere duro alle prigioniere e ai prigionieri rivoluzionari in Italia: deterrenza e disorientamento delle lotte sociali, annientamento del loro spirito rivoluzionario.


E’ su questa ideologia che si fonda adesso la nostra Repubblica, non sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Resistenza cui le donne hanno dato il loro contributo di sangue e non solo di “comparse”. Resistenza che ha continuato a vivere nel protagonismo delle donne rivoluzionarie degli anni ‘70, che al di là delle scelte di lotta perdenti, perché non basate sulla mobilitazione di massa nella guerra di popolo contro questo sistema, hanno avuto il merito di riaffermare la necessità della lotta rivoluzionaria, in cui le donne siano in prima fila per mettere fine all'unica vera violenza, quella reazionaria dello Stato borghese, fascista, razzista e maschilista.


Nadia Lioce è l'unica compagna, insieme ad altri 2 prigionieri politici, ad essere ancora sottoposta alle condizioni inumane e degradanti del regime del 41 bis. L'accanimento dello Stato contro Nadia Lioce non può e non deve passare sotto silenzio! Oggi in Italia, nel carcere dell’Aquila, dove le detenute sono trattate peggio dei boss mafiosi, c'è una donna combattente che continua a ribellarsi a questo sistema di tortura e annientamento dell’identità umana, politica e sociale, ulteriormente inasprito dalla direzione del penitenziario aquilano da fine novembre 2014!


A questa donna, a Nadia Lioce, come anche ad altre donne e compagne prigioniere, abbiamo inviato, in occasione dell’8 marzo, l’appello alle detenute del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, affinché la luce dello sciopero globale delle donne illuminasse anche le nere galere ove sono rinchiuse.


Oggi, 19 giugno, in occasione della giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri rivoluzionari, rinnoviamo il nostro appello a tutte le persone sinceramente democratiche, ma in primo luogo alle donne, ad esprimere la propria solidarietà a Nadia Lioce, affinché il vento nuovo dello sciopero delle donne infranga finalmente quelle sbarre di tortura e di morte, portando con sé l’unica cosa che ancora non possono toglierci: “l’umanità”, la solidarietà di genere e di classe, la speranza di un riscatto rivoluzionario


Per inviarle mail scrivere a mfpraq@autistici.org


MFPR L’Aquila

lunedì 19 giugno 2017

pc 19 giugno - Giornata internazionale di sostegno ai prigionieri politici rivoluzionari nel mondo il 19 giugno Milano - piazzale via dei transiti dalle 17.30 alle 20.30

Libertà per Georges Ibrahim Abdallah
Difendere la vita del Presidente Gonzalo
Libertà per il prof. Saibaba e per tutti i prigionieri politici maoisti e popolari nelle carceri indiane
Libertà per i 13 operai indiani della Maruti-Suzuki condannati all'ergastolo

Solidarietà con lo sciopero della fame dei prigionieri politici rivoluzionari turchi

Viva la vittoria della lotta dei prigionieri politici palestinesi

soccorso rosso proletario
srpitalia@gmail.com

pc 19 giugno - Macron, il giovane rampollo della borghesia imperialista francese, parte subito con la repressione operaia e lo stato d’emergenza permanente!

Commentiamo tralci da un articolo di Repubblica online di oggi

Da dove comincia Macron, che rappresenta una netta minoranza di francesi? Da dove aveva promesso: la riforma del lavoro, cioè con il Jobs act alla francese, che somiglia molto a quello italiano e a quello di tutti i paesi capitalisti/imperialisti; cioè dal peggioramento delle condizioni della classe operaia, e per prevenire la forte protesta sociale renderà permanente lo stato d’emergenza!
La “riforma del lavoro”, chiamata addirittura la “riforma del secolo” e la “chiave necessaria per sbloccare il sistema industriale francese”, è l’ennesimo tentativo di scaricare sulla classe lavoratrice i disastri di un sistema sociale in perenne “crisi”.

 … “Le riforme di Macron partiranno proprio dal lavoro; la riforma più importante in tutti i sensi, perché sembra essere la chiave necessaria per sbloccare il sistema industriale francese, l'innovazione inevitabile per attirare nuovi investimenti. Ma anche la riforma su cui il presidente sa già che avrà i sindacati in piazza. Per questo vuole anticipare i tempi, per arrivare alle prossime elezioni godendo dei frutti positivi delle riforme.

 … “Nelle riforme del lavoro quindi molti predicono che non cercherà lo scontro per lo scontro, ma perseguirà l'obiettivo di ridare flessibilità al mercato. Il governo crede nella prevalenza della

pc 19 giugno - ELEZIONI IN FRANCIA, Macron conquista la maggioranza assoluta, ma anche in Francia il primo partito è quello del NON VOTO

"Un dato che farà sicuramente discutere nelle prossime settimane è quello dell'astensione che tocca il livello record del 56%..." a cui bisognerà aggiungere le schede bianche e nulle!

La Repubblica

pc 19 giugno - La Tunisia è un paese oppresso dall'imperialismo checché ne dica il suo presidente, burocratico-compradore, Essebsi

Sulla Tunisia immaginaria che nessuno conosce…

Lo scorso 12 e 13 Giugno il presidente della repubblica tunisina Essebsi si trovava a Berlino in occasione della Conferenza sul partenariato G-20 – Africa (i primi di luglio si terrà il G20 ad Amburgo).
In questa occasione il presidente ha dichiarato che la Tunisia con il suo tasso di crescita è da paragonare più ad un paese europeo che ad un paese africano…
Dichiarazione quanto mai controversa in un momento in cui il paese è praticamente in ebollizione sociale da anni, le proteste sociali e gli scioperi si susseguono dalla fine della Rivolta Popolare del 2010/2011.
Il tasso di disoccupazione reale rimane stagnante al 30% con punte del 50% in alcune regioni come Tataouine e Kasserine.
una delle tantissime manifestazioni di protesta nel Paese

Da ricordare che proprio da Kasserine a inizio 2016 è scoppiata una rivolta che in pochi mesi si è estesa in tutto il paese sulla falsa riga di quella del 2010-2011 e con le stesse rivendicazioni, a Tataouine si è da poco concluso un accordo (giusto l’altro ieri, due giorni dopo queste dichiarazioni) dopo un sit-in permanente durato per ben 3 mesi che ha paralizzato tutta la regione e la produzione di petrolio, dove lo stesso Essebsi ha inviato l’esercito perché venisse ripresa l’estrazione interrotta dai manifestanti.
Per non parlare dell’inflazione galoppante con conseguente aumento dei prezzi dei beni di prima

pc 19 giugno - SOLIDARIETA' A MAYA - ASSEMBLEA A PALERMO

(da MFPR Palermo) - Martedì pomeriggio presso il cs Ex Karcere di Palermo si è svolta un’assemblea in solidarietà a Maya, la giovane compagna di Torino fermata dai poliziotti perché riconosciuta come attivista nelle lotte per la casa e No Tav e per questo portata in caserma dove è stata maltrattata fino ad essere picchiata e illegalmente denunciata.


Riportiamo stralci del dibattito

Abbiamo partecipato in delegazione all’assemblea che è stata definita dalla compagna che l’ha introdotta “urgente”, visti i fatti accaduti, innanzitutto per mettere in campo subito la solidarietà, che comunque a livello nazionale si sta attivando da più parti, verso la compagna il cui caso  si aggiunge purtroppo a precedenti, quali anche quello di Marta, la compagna No Tav molestata dopo una manifestazione dalla polizia, e al danno si è aggiunta anche la beffa perché il caso poi è stato archiviato. Ma sono stati ricordate anche le vicende di Nicoletta Dosio, ancora NoTav, e la risposta ribelle e giusta della compagna alla repressione poliziesca e giudiziaria, così le compagne e mamme No Muos denunciate a seguito dell’8 marzo dell’anno scorso… Questo sistema deve tenere a bada le donne che lottano contro di esso, le città devono essere pacificate e la polizia se da un lato deve reprimere le donne “non meritevoli” per questo Stato, dall’altro deve invece “difendere” “le meritevoli”… Sciacalli anche alcuni giornalisti asserviti che hanno giustificato la violenza dei poliziotti contro Maya… le immagini di Maya con l’occhio gonfio non sono immagini di una donna vittima ma di una donna che lotta…
L'immagine può contenere: 17 persone, persone che sorridono

















Si sono dunque succeduti alcuni interventi, in particolare una giovane compagna ha voluto evidenziare il concetto di sicurezza: quale “sicurezza” oggi in questa fase in

domenica 18 giugno 2017

pc 18 giugno - A Palermo uno dei cavalli di battaglia pre e post elezioni del "nuovo" Sindaco Orlando è quello dei migranti/accoglienza... ma la realtà dei fatti è tutt'altra!

Orlando confermato sindaco: "Vado ad accogliere i migranti, che per me sono palermitani"...

Ma fino ad ora 

I MIGRANTI SONO STATI GHIOTTA FONTE DI PROFITTO PER GLI  AVVOLTOI: COOPERATIVE SOCIALI E ENTI CATTOLICI
"L'ACCOGLIENZA" VA AVANTI A SUON DI PRASSI ILLEGALI E REPRESSIVE DELLA POLIZIA
CI VOGLIONO MESI PER DARE UNA DEGNA SEPOLTURA AI MIGRANTI CHE NON CE LA FANNO AD ARRIVARE VIVI...

come denuncia l'articolo che riportiamo sotto di cui pubblichiamo stralci...

... A Palermo, dopo che per due anni l'affidamento del servizio di accoglienza ed assistenza dei richiedenti asilo sistematicamente andava a vuoto per mancanza di requisiti dei partecipanti, l’offerta da gestione unica per l’intera provincia è stata trasformata in bando per più gestori, suddivisi per aree. Chi ha partecipato alla gara? I soliti noti, in particolare il consorzio Sol.Co. che si è unito nuovamente alla cooperativa sociale Badiagrande (che approda anche nella provincia di Palermo, oltre ad essere leader incontrastata su Trapani), l’associazione di imprese

pc 18 giugno - A Modena la polizia attacca i lavoratori della logistica e del trasporto in sciopero


pc 18 giugno - Nella FCA Sata Melfi a casa i lavoratori in somministrazione


redazione di operai contro, Sono ormai due settimane che i lavoratori somministrati della centrale vernici della Fiat Sata di Melfi sono a casa senza lavoro. La Fca ha deciso di internalizzare […]

Sono ormai due settimane che i lavoratori somministrati della centrale vernici della Fiat Sata di Melfi sono a casa senza lavoro. La Fca ha deciso di internalizzare l’appalto precedentemente affidato alla Ppg Service Sud Srl, assumendo direttamente i lavoratori che svolgono la propria attività nella centrale vernici di Sata. “Solo alcuni però: i lavoratori in somministrazione nel passaggio da Ppg a Fca sono stati lasciati a casa. Non si tratta tecnicamente di un licenziamento, ma lo è nei fatti: attraverso la modalità del mancato rinnovo del contratto di somministrazione”.

Gli operai della Ppg, nel passaggio, hanno perso parte del salario e dei trattamenti di miglior favore che venivano loro applicati grazie al contratto collettivo nazionale di lavoro. Com’è noto infatti il contratto Fiat prevede condizioni inferiori al contratto Federmeccanica-Assistal: un lavoratore di terzo livello, ad esempio, ha perso nel passaggio 76,09 euro mensili, pari a 989,17 euro l’anno. Inoltre sarà sottoposto a una maggiore flessibilità a vantaggio dell’azienda (prevista dal contratto Fca) rispetto a quanto consentito in precedenza dal contratto nazionale: orari di lavoro, permessi retribuiti, straordinari comandati”.

pc 18 giugno - A Catanzaro contro il fascismo istituzionale - antifascismo militante


  •  NO alla via per Sergio Ramelli
  • La giunta comunale di Catanzaro nei mesi scorsi ha ufficialmente dato il consenso per l’intitolazione di una via della città a Sergio Ramelli (testualmente “a Sergio Ramelli e vittime del terrorismo”), militante milanese di estrema destra ucciso nel 1975.
    Nei comunicati circolati in proposito, sul web e non, è evidente la volontà di rivendicare Ramelli come “camerata caduto” ed il tentativo di camuffare questo atto in malo modo aggiungendo le “vittime del terrorismo” alla dicitura. In realtà non ci stupisce affatto un modus operandi ingannevole che punta a rendere tale iniziativa socialmente accettabile cavalcando l’indignazione popolare per i recenti fatti terroristici che niente hanno a che

    pc 18 giugno - Fano - rendere la vita difficile al Ministro Minniti. Con il dossier, oltre il dossier sul suo decreto

    Minniti a Fano. Un dossier contro il suo decreto



    Presentazione dossier sul decreto Minniti-Orlando e sulla sua applicazione a Pesaro, politiche securitarie e repressione preventiva al nono anno di crisi.
    Il 22 giugno il Ministro dell’Interno Marco Minniti sarà a Fano ad un incontro provinciale organizzato dall’ANCI Marche sul tema immigrazione e sicurezza.
    Il Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha da subito accolto con entusiasmo il nuovo decreto Minniti-Orlando sui temi del decoro pubblico e della sicurezza, proclamando Pesaro città d’avanguardia nell’applicazione del Decreto.
    Il 22 giugno prendiamo parola anche noi presentando un dossier che abbiamo realizzato sul tema del decreto e della sua applicazione a Pesaro, funzione e prospettiva.
    Con questa prima iniziativa daremo inizio ad un percorso cittadino di denuncia delle politiche antidemocratiche che il Partito Democratico sta portando avanti sul piano nazionale senza eccezione per Pesaro.
    Lanciamo un appello a tutte le persone e le realtà del territorio che condividono con noi l’opposizione a questa deriva, invitiamo a contattarci e prendere parte all’iniziativa alla seguiranno nuovi appuntamenti.
    GIOVEDI 22 GIUGNO / ORE 15.00 / SALA ROSSA – COMUNE DI PESARO
    Spazio popolare Malarlevet
    Comitato NO sociale – Pesaro

    pc 18 giugno - Affogare i fasciorazzisti, salvare i profughi... il caso di Catania

    Flop fasciorazzista a Catania



    Nella notte del 12 maggio all’interno del porto di Catania un gommone con a bordo 4 fascisti di “Generazione Identitaria” ha tentato di fermare la nave “Aquarius” di SOS Mediterranèe in partenza per un’operazione di soccorso: “Il nostro obbiettivo – hanno poi

    pc 18 giugno - FILIPPINE: Il presidente fascista DUTERTE dichiara la legge marziale al servizio dell'imperialismo USA

    La legge marziale a Mindanao si inserisce nella strategia imperialista americana per il dominio in Asia e nel Pacifico
    Comunicato Stampa
    del NDFP - Fronte Democratico Nazionale delle Filippine-Mindanao
    12 giugno 2017

    La legge marziale di Duterte a Mindanao dimostra ulteriormente che la sbandierata "indipendenza" del paese è tutta una fantasia. Perché? Perché le basi su cui poggia Duterte per dichiarare la legge marziale a Mindanao si inseriscono nel sistema dell'imperialismo statunitense per rafforzare ulteriormente e mantenere l'egemonia militare, politica ed economica nel paese e nella regione dell'Asia-Pacifico.
    Aumenta ulteriormente la strategia militare dell'Asia Pivot [Asia come asse centrale, ndt] per contrastare le misure aggressive adottate dalla Cina nell'affermare la sua supremazia politica ed economica in Asia, più precisamente nel Mar Cinese Meridionale. Oltre a stabilire strutture militari nelle isole Kagitian, la Cina, dopo la visita ufficiale di Duterte, si è impegnata a investire in progetti infrastrutturali multi-miliardari nel paese, come l'ambiziosa Mindanao Railway, la diga sul fiume Chico e altri progetti.

    Con l'inclinazione di Duterte verso la Cina e persino la Russia, non è sorprendente per gli Stati Uniti fare una contromossa per affermare il suo dominio. Con i generali militari pro-USA, come

    pc 18 giugno - INDIA: I Maoisti "ridisegnano le mappe" aprendo una nuova zona di operazioni in tre Stati

    I Maoisti lasciano il segno sulla mappa aprendo una nuova zona di operazioni in tre stati
    15 GIUGNO 2017

    La nuova zona copre alcune sacche forestali in distretti come Balaghat in Madhya Pradesh, Gondia in Maharashtra e Rajnandgaon settentrionale e parti del distretto di CM Raman Singh, Kabirdham e Mungeli nel Chhattisgarh.
    Per poco più di un anno, gli estremisti di sinistra [uno dei tanti nomi dati dai quotidiani borghesi indiani ai combattenti dell’esercito del Partito Comunista dell’India Maoista, ndt] operanti nel Chhattisgarh, che sono stati in gran parte limitati alla regione del Bastar nel sud, hanno tentato di creare una zona completamente nuova lungo il confine occidentale, secondo un documento maoista acquisito dalla polizia di Stato. La nuova zona copre alcune sacche forestali in distretti come

    pc 18 giugno - CONTRO IL DIRITTO DI SCIOPERO I REAZIONARI COMINCIANO CON LA "PASSERELLA"

    corrispondenza
    CARO "SIGNOR" PASSARELLI, C'E' BEN ALTRO SU CUI SI DEVE INTERVENIRE CON URGENZA
    Giuseppe Santoro Passarelli è il, totalmente sconosciuto alla stragrande maggioranza degli italiani, Garante dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali; assolutamente ignoto al cittadino, è purtroppo in grado di fare gravi danni allo stesso.
    Il personaggio in questione è il protagonista di un’intervista che egli rilascia al Corriere della Ser(v)a e viene pubblicata, a firma Andrea Ducci, sull’edizione digitale di sabato diciassette giugno del quotidiano milanese di via Angelo Rizzoli 8.
    Già il titolo dà l’idea precisa di dove voglia andare a parare questo servo dei poteri forti: «Bisogna impedire che un sindacatino fermi tutta l’Italia», mentre nel catenaccio rincara «L’astensione dal lavoro è legittima e ha osservato le regole, ma la legge ormai non funziona più. Il problema è che queste regole non sono più adeguate né sufficienti».
    Sarà pure come dice questo assai poco “signore”, ma se quello che lui definisce con tono sprezzante “un sindacatino”, è in grado di bloccare il sistema dei trasporti di un intero Paese, evidentemente non si tratta di una piccola realtà.
    Che piaccia o meno al “signor” garante, nel settore del quale egli si occupa i “sindacatini” sono quelli confederali: gli stessi ai quali una legge vergognosa assegna un terzo delle rappresentanze sindacali, a prescindere dal numero di consensi reali.
    Su questo occorre intervenire: su una norma che limita le libertà di scelta dei propri rappresentanti sui luoghi di lavoro; di certo non sulla libertà di indire uno sciopero da parte delle organizzazioni di base e/o di classe.
    Genova, 00 giugno 2017
    Stefano Ghio - Slai cobas per il sindacato di classe Alessandria/Genova