sabato 3 ottobre 2026

pc 3 ottobre - Sulla lotta per la casa a Madrid - il commento di ORE 12

Dalla Controinformazione rossoperaia ORE 12 del 1 ottobre (le foto sono invece di oggi 3 ottobre)



La grande lotta in corso a Madrid per la casa, in questi giorni l'abbiamo documentata con le tante bellissime foto che rappresentavano questa lotta cresciuta di giorno in giorno e anche con dei video che abbiamo ricevuto; così come riceviamo continuamente, anche stamattina, direttamente da Madrid informazioni, report, praticamente in tempo reale. Oggi è il quinto giorno della cosiddetta acampada alla Puerta del Sol a Madrid.

Ci voleva la goccia per far traboccare il vaso e la goccia c'è stata, ed è diventata un diluvio. È stato lo sgombero di una donna di 86 anni, tra l'altro anche malata, Mari Carmen che viveva in quella casa da ben 71 anni e che invece l'avevano sfrattata. Immediatamente sono state impiantate centinaia di tende che ogni giorno sono aumentate così come è aumentata e continua la mobilitazione di migliaia di persone, soprattutto la sera.

L'acampada viene tenuta davanti al Comune che è di destra. C'è un sindacato inquilini di sinistra che ha avviato questa lotta, è come se fosse un sindacato di base, anche se in Spagna questo tipo di sindacati si caratterizzano molto su un terreno specifico.

Ma questo è stato solo l'avvio. Dopodiché c'è stata una mobilitazione vasta, spontanea che vede lavoratori, giovani, donne, studenti, universitari che hanno molto il problema della casa, famiglie che vengono sfrattate. E gli sfratti continuano ad estendersi anche fuori Madrid.

In questo senso questa mobilitazione a Madrid si è allargata in altre città dove il problema della casa, degli affitti enormemente alti e degli sfratti c'è. Quindi, non solo nella grande città della Spagna ma anche nelle piccole città c'è questo grosso problema.

Vi è stata l'altra sera, due notti fa, un tentativo di fascisti di attaccare la acampada ma chiaramente sono stati subito cacciati, questa minaccia è stata subito sventata da tante persone, cittadini, anche

stranieri turisti, che sono rimasti a quel punto tutta la notte con le centinaia di manifestanti che in questi giorni fanno questa acampada 24 ore su 24.

Questa mobilitazione ha cominciato ad ottenere alcuni risultati.

Prima di tutto questa signora, la donna di 86 anni è potuta tornare a casa dopo che era stata ricoverata, proprio a seguito dello sfratto, in ospedale. È tornata a casa e il prezzo dell'affitto è rimasto come prima. Il Fondo di investimento che invece l'aveva aumentato ha dovuto fare un passo indietro.

In più il governo ha varato un decreto chiamato proprio con il nome di questa donna Mari Carmen. E’ però un decreto diviso in due provvedimenti e questo non piace proprio ai manifestanti che nello stesso tempo ritengono ancora molto insufficiente questo provvedimento del governo.

Il primo provvedimento blocca gli sfratti fino al dicembre 2030 e proroga di due anni i contratti in scadenza prima del dicembre 2028. Inoltre impedisce ai Fondi speculativi, chiamati ora “Fondi avvoltoi”, di proseguire nella loro azione criminale verso famiglie, abitanti, studenti. Un'azione che praticamente punta, quando un contratto d'affitto è in scadenza, ad aumentare enormemente il prezzo dell'affitto, in modo che chi non ce la fa a pagare quell'aumento in pochi giorni viene sbattuto fuori.

E’ un'operazione che noi vediamo anche nelle grandi città qui in Italia è un'operazione che punta a cambiare il volto di questi quartieri e soprattutto dei quartieri più vicini al centro.

Cioè sostituire alle case popolari, le case invece per la media borghesia, per i turisti. Questo se passa questo decreto verrebbe bloccato. E’ un provvedimento che va contro la destra di Madrid, la candidata sindaca è legata ai Fondi di investimento immobiliari.

L'altro provvedimento prevede il rinnovo automatico dei contratti di affitto per case dove si vive oltre 5 anni.

Ma il movimento non è soddisfatto di questi risultati. Loro dicono: noi vogliamo che i contratti di affitto siano a tempo indeterminato, che il contratto si rinnovi automaticamente in modo che i prezzi siano bloccati. Chiedono quindi una legge d'emergenza e dicono già: se non c'è questa legge ci sarà uno sciopero a tempo indefinito. In questa lotta si sono uniti insegnanti che hanno già proclamato uno sciopero per il 14 ottobre a Madrid.

Il governo non ha tuttora i numeri per far passare questa legge per contratti di affitto a tempo indeterminato. Venerdì vi sarà il voto del Parlamento sul decreto e c'è il rischio che anche i primi provvedimenti potrebbero essere peggiorati o non passare per i voti della destra e ultradestra del Partito Popolare, vicino alle posizioni di Vox, che chiede al governo di sgomberare la piazza entro 48 ore. Ma le migliaia di persone che sono in piazza dicono: se ci sgomberano noi torniamo. Anzi questa diventa una ragione in più perché la lotta continui e si va appunto estendendo in altre città.

D'altra parte questa lotta si sta estendendo anche come temi, obiettivi, oltre che come città. Questa lotta si collega alla lotta per la difesa della scuola pubblica e degli asili nidi pubblici. Ma soprattutto c'è una crescita del carattere anche politico della lotta. Fino a poco tempo fa il discorso, l'attenzione che influenzava molto a livello di massa era concentrata sulla questione Ceuta, sul problema dei migranti per alimentare il razzismo. Ora questa lotta è come se ha spostato questa strumentale attenzione verso gli immigrati e invece ha di fatto stabilito una unità tra persone a rischio di sfratto, tra cui tanti sono immigrati. Quindi oltre l'obiettivo delle case, questa lotta è importante anche perché ha mostrato che quando le persone lottano sui problemi reali, non sulla propaganda imposta e quindi lottano senza stare a fare l'esame del sangue di chi sta fianco a fianco nella lotta, le idee sbagliate, influenzate da razzismo, da concezioni di destra, da un giorno all'altro vengono smantellate.

Questo mostra quanto è importante anche in Italia, anche in altre realtà, l'organizzazione della lotta, perché è la lotta che in un certo senso fa pulizia, è la lotta che educa e fa crescere la coscienza delle persone.

Altre questioni si sentono durante questa acampada, durante le iniziative; si sentono discorsi politici, per esempio sulla guerra, contro la guerra, quindi non è affatto una lotta ristretta. È partita dal problema grossissimo della casa, ma via via i discorsi diventano più generali, toccano i temi politici centrali in questa fase.

Questa lotta a Madrid è importante ed è una lezione anche per noi, per l'Italia.

La lezione principale che è la lotta l'aspetto determinante, sia per strappare anche parziali risultati, per impedire gli sfratti, per impedire le speculazioni dei Fondi immobiliari – sfratti in Italia portati avanti dallo stesso governo - , sia per far estendere la lotta, far crescere la coscienza dello scontro più generale.

Anche da noi alcuni settori di movimento hanno in corso delle vertenze, delle iniziative sulla casa, ma sinceramente non servono gli “sportelli per la casa” o non bastano manifestazioni una tantum (poi ritorniamo su questo), serve la lotta. Se non c'è nessuna lotta, non c'è “sportello” che tenga; se non si rende il problema della casa un problema collettivo, un problema di classe prima di tutto, rischia di diventare un problema individuale. E allora quando diventa un problema individuale; a volte, anche se tu poi prepari, organizzi un'iniziativa, non funziona, perché la partecipazione diventa una decisione, una scelta che resta individuale.

Madrid di queste giornate dimostra che la via è tutt'altra. La via è cogliere la “goccia che fa traboccare il vaso” o una situazione veramente drammatica delle persone, e fare subito una mobilitazione senza aspettare, senza prima voler, non si sa come, unire, mettere insieme, fare documenti, eccetera, eccetera.

L'altro aspetto importante che viene anche da Madrid, non solo in questa lotta ma anche in momenti di lotta precedenti, è il problema che quando si inizia una lotta, questa deve andare avanti fino a risultati, sia pur parziali, soprattutto in questa fase.

Questo in Italia non è sempre così. Anche ultimamente a Milano si è fatta una buona manifestazione che ha avuto al centro i problemi della casa, che è molto, molto grosso a Milano, come a Torino, Napoli, ecc., per gli affitti assolutamente esorbitanti, che neanche l'impiegato statale si può permettere, figurarsi un semplice operaio, figurarsi un immigrato, ci sono gli sfratti. quindi c'è un problema grosso. C'è stata sabato scorso questa manifestazione. Bene, però qual è la differenza? La differenza è che lì a Madrid sono cinque giorni che lottano, e la lotta si estende, e continuerà se non passano i decreti; in Italia dopo una manifestazione, spesso passano addirittura mesi prima che ci sia un’altra iniziativa di lotta, nelle forme via via necessarie; a volte seguono riunioni, assemblee telematiche, bei documenti, ecc., cose che invece di alimentare la lotta la spengono e diventa più difficile riprenderla.

Ecco, che le lotte negli altri paesi servano anche a noi.

Infine, una nota. Sapete chi ci sta inviando giorno per giorno, a volte ora per ora, informazioni, foto, video da Madrid? Il compagno organizzatore a Milano della lotta contro i topi nei quartieri popolari (che ora si trova a Madrid per ragioni di studio). Quando ci sono lotte reali, le lotte si uniscono, le esperienze si intrecciano, e mai come ora “tutto il mondo è il mio paese”.

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