Allora immaginiamo una donna o un uomo filippino, bengalese, rumeno, che non parla bene italiano, che ha i figli che vanno al nido o alla scuola d'infanzia o alla primaria qui in Italia, sono arrivati da qualche anno o solo da pochi mesi, non riesce ancora a capire bene in che contesto è, fa fatica anche quando va a fare la spesa o quando discute di affitto con il proprietario di casa, magari si fa tradurre certe cose proprio dai figli che conoscono l'italiano meglio, oppure da un'Ai, e a un certo punto intercetta questa discussione sul decreto legge sul tetto agli stranieri e tutto il resto, e non riesce nemmeno a capire bene il senso letterale di quello che c'è scritto, apre un sito, lo prova a tradurre, o cerca di farselo spiegare da un amico che parla meglio l'italiano, e tra le cose che vorrebbe capire e sembrano spaventose c'è proprio questa cosa che se non sa l'italiano gli, le tolgono i figli, immaginate l'effetto che può fare questa cosa a una madre, a un padre, che non riesce a capire come difendersi già da un datore di lavoro che non ha nessuna intenzione di mettere in regola, da un proprietario di casa che non assicura nessun contratto, da un medico che non si fa mai trovare, da un insegnante che non ha tempo da dedicare ai colloqui con i genitori, da un ufficio del comune in cui non c'è nessuno che parli inglese, figuriamoci un mediatore che parli il bengali o l'arabo, immaginate che tipo di stato d'animo può produrre nemmeno la legge, ma l'aria, anche solo il vapore pestilenziale che emana questa legge.
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