Due morti e un ferito grave sul posto di lavoro praticamente nello stesso giorno in cui si tengono gli incontri tra padroni e sindacati confederali su salari, rappresentanza… e perfino sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (il 7 e 8 ottobre prossimo)! E si festeggiano i 120 anni della Cgil!
È questo il segno più evidente dell’ipocrisia dei padroni
certamente, ma anche delle organizzazioni sindacali confederali che di fatto
lasciano loro mano libera e poi se la cavano con le condoglianze e qualche ora
di sciopero!
Alla Fincantieri di Ancona ieri è stata una fiammata che ha
investito due operai di cui uno è morto e l’atro è rimasto gravemente ferito… (qualche
giorno fa anche nei cantieri di Palermo c’è stato un ferito grave, l’operaio si
è quasi tranciato il braccio! mentre l’altro incidente mortale è avvenuto a Robecco
sul Naviglio (Milano)) e tutti questi operai dipendono da una ditta esterna,
una ditta degli appalti. E gli operai degli appalti oramai sono migliaia, solo
in quello di Ancona sono circa 4mila!
Non c’è bisogno di “indagine” per capire cosa sia successo
agli operai, non è un episodio strano o raro, visto che l’Inail nel suo ultimo rapporto
ha confermato la media di 3 morti al giorno sul posto di lavoro e 600 mila
infortuni e una quantità elevatissima di malattie professionali!
È logico che innanzi tutto il risparmio in generale che i padroni fanno sui mezzi e sistemi di sicurezza, insieme alla pratica diffusissima degli appalti, ai ritmi di lavoro velocissimi per la consegna delle navi e con turni spesso estenuanti, tutti questi fattori devono causare periodicamente incidenti mortali o infortuni!
Qualsiasi riunione con i padroni di Confindustria che non
tenga conto della soluzione di questi elementi non puo' dare nessuna sicurezza agli
operai che rischiano la vita ogni giorno e che per questo devono prendere nelle
proprie mani la battaglia per la sicurezza!
A cominciare dall’eliminazione del sistema dei subappalti che perpetua precarietà e sfruttamento
selvaggio degli operai più deboli perché più ricattabili per esempio come gli
immigrati; lottare per imporre ritmi e turni impossibili da mantenere.
I padroni continuano a fare il loro mestiere, fare profitti
ad ogni costo forti della copertura del governo che continua a “incentivarli”
con miliardi a fondo perduto, e forti del fatto che le organizzazioni sindacali
confederali non fanno battaglie coerenti che portino risultati concreti per gli
operai e i lavoratori.
E le parole di Landini suonano ancora una volta come una
beffa: “Siamo di fronte ad una strage”, come se cadesse dalle nuvole, sono
decenni che il processo di licenziamenti dei “vecchi” operai, sostituiti da
quelli dell’appalto va avanti! E Landini adesso si accorge che questo sistema “fondato
sulla logica dello sfruttamento… uccide e … va fermato. La morte viene
considerata un costo di questo sistema; non è più accettabile». E indovinate
come pensa di fermare la stage, Landini? Investendo “seriamente sulla
formazione e sulla prevenzione”! e con i tanti comodi tavoli con i padroni!
Ma questo è il
capitalismo-imperialismo! È per questo che senza il protagonismo e il potere
operaio in fabbrica degli operai non sarà possibile nemmeno avere una vera
sicurezza sul lavoro.
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