Fincantieri e Leonardo oramai vanno appaiate nella produzione bellica, il governo, infatti, tramite il ministero della Difesa sta investendo miliardi nella produzione per la guerra. L’ultimo maxi contratto, in ordine di tempo, annunciato qualche giorno fa, “da Orizzonte Sistemi Navali (Osn), la joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%), e firmato con Occar (l’Organizzazione congiunta per cooperazione in materia di armamenti) … prevede lo sviluppo, la produzione, gli studi logistici e il cosiddetto initial in service support (Iss) – vale a dire la fase iniziale, dopo la consegna, di supporto logistico e manutentivo – di due cacciatorpedinieri DDX di nuova generazione.” (Sole24Ore 25/9)
Un’operazione
dal costo di circa 4 miliardi per due cacciatorpedinieri che si aggiungono alla
produzione di fregate classe Fremm e a tutta una serie di altre armi, come
quelle per la guerra sottomarina, e raggiungono una cifra pari a circa 12
miliardi di commesse complessive solo nei primi sette mesi dell’anno.
“Le
nuove unità consentono di mettere a fattor comune i significativi progressi
conseguiti sia sul fronte della piattaforma navale – progettata e sviluppata da
Fincantieri come system integrator e sempre più digitale – sia sul versante del
sistema di combattimento targato Leonardo. Elt Group fornirà, invece, una
suite di guerra elettronica di nuova generazione.”
Con
questa produzione il governo non solo si riarma, ma partecipa anche all’armamento
del Portogallo, della Grecia, del Qatar, dell’India, della Marina degli Stati
Uniti e ha “regalato” la portaerei Garibaldi all’Indonesia…
Per l’amministratore delegato della Fincantieri,
Folgiero si tratta di “uno dei più rilevanti programmi navali avviati in Italia
negli ultimi anni e conferma il ruolo di Fincantieri quale riferimento
industriale e tecnologico nella progettazione e integrazione di sistemi navali
complessi.”
Per Mariani “numero uno di Leonardo: ‘L’importante
risultato raggiunto con la firma di questo contratto è inoltre una ulteriore
dimostrazione di come l’industria nazionale della difesa, in questo caso
rappresentata da Leonardo e Fincantieri, operando in sinergia, possa esprimere
competenze innovative e strategiche, in grado di farci avanzare verso il
conseguimento di un’autonomia tecnologica, e contribuire alla crescita del
Paese e dell’Europa’”.
Come
si vede per i due impiegati dello Stato dallo stipendio d’oro (ricordiamo che
Fincantieri e Leonardo sono nelle mani dello Stato) e che la Meloni si è
portata appresso in Norvegia qualche giorno fa, la crescita del Paese e anche
quella dell’Europa passa per il riarmo e cioè per la guerra.
Mentre
si conferma lo spostamento di soldi, a prescindere da quale fondo vengono “presi”,
dalle spese sociali a quelle militari, questo governo conferma allo stesso
tempo la sua natura guerrafondaia e moderno fascista.
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