Comunicato
A Palermo in una delle
principali e affollate vie del centro storico, frequentata in
particolare da migranti e adiacente ad una delle sedi dell’Università di
Palermo è stata fatta l’iniziativa del Comitato di sostegno alla guerra
popolare in India all’interno della giornata di solidarietà e di azione
internazionale del 26 settembre.
Innanzi tutto
protagonista è stata l’informazione, o per meglio dire la
controinformazione sull’India e su ciò che succede in quel paese, che è
di fatto inesistente in molteplici paesi compreso l’Italia imperialista.
Molte persone che si sono fermate a guardare i cartelli/mostra, ad
ascoltare gli interventi di denuncia costante al megafono o a parlare
davanti al banchetto dei materiali, hanno confermato proprio questo
aspetto e in diversi hanno ringraziato per aver fatto conoscere la
condizione di oppressione/repressione subita dal popolo indiano, da
parte del regime fascista di Modi, vedi la recente e criminale
operazione Kagaar, così la riposta rivoluzionaria a tutto questo con la
guerra di popolo guidata dal Partito comunista maoista dell’India, la
questione dei prigionieri e prigioniere politici con l’appello a
schierarsi in solidarietà per la loro libertà, la denuncia del governo
fascista Meloni complice che stringe accordi economici/militari con
regimi genocidari come quello di Modi, uno dei più forti alleati dello
Stato nazisionista e genocida di Israele/Netanyahu,
il migliore sostegno
internazionalista al popolo indiano così come al popolo palestinese è
lottare in questo paese a tutto campo contro il governo Meloni per
cacciarlo.
Dell’India ne parlano i media dei
padroni e della borghesia al potere ma dal punto di vista dei loro
interessi capitalisti e imperialisti e non dal punto di vista degli
interessi del popolo indiano che si ribella e lotta contro
una condizione di sfruttamento e oppressione pesantissima e per
costruire con la lotta rivoluzionaria e la guerra popolare una società
diversa non più basata sullo sfruttamento di classe.
Il
movimento in Italia in generale sottovaluta o non si interessa
dell’India e di quanto accade in quel paese e questo non è un bene, è
stato detto anche durante l’iniziativa, perché solo guardando ai legami
politici/economici che ci sono tra il governo Meloni e il governo
indiano Modi con la sua alleanza stretta con il nazisionismo di Israele
contro la Palestina e la resistenza del popolo palestinese, dovrebbe
essere quasi naturale il sostegno internazionalista alla lotta, alla
guerra di popolo rivoluzionaria del popolo indiano.
I
compagni presenti sono stati tutti attivi nella distribuzione di
centinaia di volantini dati ai passanti, tra i quali tanti immigrati
(anche diversi turisti hanno voluto sapere e si sono fermati incuriositi
dai pannelli).
Visto che il presidio si è tenuto
anche davanti alla facoltà universitaria di giurisprudenza, ciò ha dato
l’occasione di parlare anche con gruppi di studenti di diritti
assolutamente negati in India per gli studenti pesantemente repressi
(vedi il movimento degli Scarafaggi che ha però inferto un colpo al
governo Modi costringendo alle dimissioni il ministro dell’Istruzione,
la corruzione dilaga in quel ministero e non solo), diritti basilari
negati ai lavoratori, contadini, alle tribù adivasi, alle donne che
subiscono una violenza indicibile ma che in tantissime hanno trasformato
questa violenza in leva per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare, ma anche di diritto internazionale che in paesi come l’India o la
Palestina di fatto non esistono. Apprezzato il legame portato anche con
pannelli e locandine “dall’India alla Palestina”, e con i volantini
diffusi.
Sono stati diffusi due volantini in
particolare, quello generale sulla situazione in India – guerra popolare
e repressione del governo fascista hindutva - e quello sulla lotta
degli studenti che hanno messo in pericolo il governo Modi e costretto
alle dimissioni il ministro dell’Istruzione.
Tra i
materiali più importanti diffuso l’ultimo documento del PCI (maoista),
mentre sul banchetto anche libri e dossier presi anche da alcuni
partecipanti all’iniziativa e da alcuni passanti.










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