giovedì 27 luglio 2017

pc 27 luglio - Lì dove pulsava il cuore della classe operaia milanese, oggi prospera la logica dei disastri ambientali

Ancora incendi nel Milanese: brucia ditta di smaltimento di materiali per auto nell'area dell'ex Alfa di Arese
Sono 16 le squadre dei vigili del fuoco intervenute sul posto dopo decine di chiamate da parte dei residenti
di SIMONE BIANCHIN e CHIARA BALDI

26 luglio 2017
Un vasto incendio è scoppiato poco prima delle 20 ad Arese, nel Varese. Le fiamme hanno interessato un deposito industriale nell'area dell'ex Alfa, non lontano dal centro commerciale. Sedici le squadre dei vigili del fuoco intervenute sul posto dopo decine di chiamate da parte dei residenti. Una

pc 27 luglio - RAZZISTI IN DIVISA. Sono legittimati dai decreti Minniti

Ventimiglia, poliziotto caccia l'immigrato dalla stazione: «Tornatene in Africa»


Un ragazzo di colore strattonato da un funzionario di polizia che gli urla di uscire dalla stazione. «Te ne devi andare», «vai al tuo Paese», «vai in Africa», «torna nel Burundi», «fuori dalle balle». A pochi giorni dal caso del poliziotto sospeso per gli insulti razzisti nei confronti di un ragazzo di colore in bicicletta in autostrada, gli attivisti del gruppo Progetto 20k, che offre aiuto ai migranti a Ventimiglia, hanno pubblicato sulla propria pagina Facebook un video nel quale si vede un funzionario della polizia mentre in stazione pronuncia le frasi riportate nei confronti di un ragazzo di colore.
L'agente intima al ragazzo di lasciare la stazione, e all'ennesima replica, lo strattona e gli urla di andarsene, di fronte ad altri ragazzi, un'altra agente e due militari. Il video ha raggiunto decine di migliaia visualizzazioni e oltre mille di condivisioni, con i commenti che si dividono tra chi dà ragione al poliziotto e chi lo critica. «I toni, il linguaggio utilizzato e l'atteggiamento del funzionario di polizia - scrivono gli attivisti nel post sul social - sono indice del clima di costante ostilità che circonda i migranti in transito per la città di frontiera".

pc 27 luglio - In merito alla "violenza di genere strutturale" di cui parla la ministra Fedeli/Miur

Dire ipocrisia è davvero poco! Dire arroganza lo è altrettanto! La ministra Fedeli, “nuova” paladina della “buona scuola”, quella dell’alternanza scuola-lavoro dove i porci padroni che sfruttano gratis gli studenti per i loro profitti, se si tratta di studentesse si arrogano anche la pretesa di molestarle e violentarle! o quella dei Dirigenti Scolastici sceriffi e maschilisti che, in caso di assunzione diretta di docenti “femmine”, le hanno sottoposte ad osceni colloqui provando a non assumerle perché in stato di gravidanza,  come successo l’anno scorso, si permette ora di parlare di “violenza sulle donne” e di come oggi si deve combattere, “sin dai banchi di scuola", come afferma in un comunicato recente in bella mostra sul sito del Miur.

“Una violenza di genere” che la ministra è costretta a definire, alla luce di quanto accade ogni giorno e su cui la borghesia non può fare finta di non vedere  “quattro donne assassinate nelle ultimissime ore… non è un fenomeno di natura episodica, né emergenziale. È un problema strutturale. Dobbiamo esserne tutte e tutti consapevoli”. STRUTTURALE, appunto! Cioè insita nell’attuale società in cui viviamo? parte

mercoledì 26 luglio 2017

pc 26 luglio - Corteo NO MUOS a Niscemi il 6 agosto

Niscemi. Contro il Muos, campeggio e corteo 6 agosto Ore 16 manifestazione in contrada Ulmo

Sabotare la guerra imperialista e le basi militari a partire dal Muos. Non un passo indietro.


stralci dall'appello che condividiamo
Dopo il successo della manifestazione cittadina dell’uno luglio a Niscemi, come movimento No Muos rilanciamo la lotta e promuoviamo tre giorni di campeggio, dal 4 al 6 agosto, all’interno del presidio di contrada Ulmo e manifestazione il 6.
Una lotta, quella contro l’installazione satellitare statunitense, ... crediamo sia fondamentale che questa lotta continui perché non rappresenta solo la lotta a una base militare, ma alle tendenze alla guerra che si stanno accentuando.
Dopo il G7, dove i sette padroni del pianeta si sono riuniti per parlare di come spartirsi questo mondo....noi continuiamo a rispondere dal basso con l’intento di portare al centro del dibattito pubblico la questione della guerra, dell’imperialismo e della militarizzazione dei territori,...
100 sono i milioni di euro spesi al giorno in Italia per stare dentro la NATO e 64 per la guerra e le forze armate, mentre, senza fare retorica, scuole, sanità, diritti sociali, lavoro, pensioni, ....meno soldi ai servizi, cancellazione di diritti sociali, spese militari esorbitanti, per alimentare la voracità dei grandi gruppi industriali e degli stati che, nelle diverse parti del mondo, fanno guerre per i loro sporchi interessi producendo morti, disastri, esodi, carestie.

DOMENICA 6 AGOSTO
●Ore 16 manifestazione in contrada Ulmo
●Ore 21 chiusura campeggio
Tutte le realtà politiche, associazioni, comitati, singoli attivisti, sindacati di base, che hanno intenzione di partecipare e vogliono avere maggiori informazioni, li invitiamo a contattare la pagina https://www.facebook.com/CoordinamentoNoMuos/
La battaglia è ancora aperta!
Sabotare la guerra imperialista e le basi militari a partire dal Muos
Non un passo indietro .

pc 26 luglio - Solidarietà con gli operai Hitachi a Napoli - appello


Venerdi 28 luglio ore 10 presidio alla prefettura
Siamo 4 operai alle dipendenze della società interinale Quanta in servizio presso lo stabilimento Hitachi di Via Argine a Napoli. Da un processo di ristrutturazione in atto ne residua che solo per noi 4 non c’è una ricollocazione. Tutti i nostri colleghi, 44 in totale,

pc 26 luglio - India: i maoisti attaccano una multinazionale mineraria e bruciano 19 veicoli… la guerra popolare in India non si può fermare

Contro lo “sviluppo” del governo indiano che svende il paese alle multinazionali e che si manifesta con processi di espropriazione delle terre, trasferimenti forzati, transazioni fraudolente, militarizzazione del territorio, diritti negati, avvelenamenti di acque e terre, distruzione di foreste, leggi liberticide, guerra contro il proprio popolo (Operazione Green Hunt, per dirne una), senza dimenticare mai nemmeno la storia: l’India è stato e continua ad essere il paese in cui i capitalisti stranieri e locali causano morti senza problemi: il disastro di Bhopal, dove c’era una fabbrica chimica, dell’americana Union Carbide, ha prodotto oltre mezzo milione di vittime indiane, con migliaia di morti e di invalidi a vita!

“La Guerra Popolare in India - oggi a 50° della 'rivolta di Naxalbari' che ne ha aperto la strada - lotta contro i massacri, l'operazione Green Hunt, la repressione contro i maoisti, le popolazioni adivasi, gli intellettuali e studenti democratici e rivoluzionari, contro lotte le lotte di operai, contadini, donne, contro le minoranze nazionali e dimostra come nulla e nessuno può fermare la Guerra popolare in marcia per la liberazione sociale e politica delle masse indiane, né possono formare il sostegno internazionale.” (dal documento del 1° maggio internazionale di quest’anno-http://proletaricomunisti.blogspot.it/2017/05/pc-1-maggio-1-maggio-rosso.html)

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I Naxaliti bruciano 19 veicoli vicino alla miniera di ferro
Di Ejaz Kaiser | Servizio Express News Pubblicato: 11 luglio 2017 21.06
RAIPUR: Maoisti armati martedì scorso hanno attaccato le miniere di ferro di Barbaspur nel distretto di Kanker del sud del Chhattisgarh e, dopo aver legato i lavoratori, che sono soprattutto abitanti del villaggio, hanno bruciato 19 veicoli, tra cui 13 autocarri, tre ribaltabili Hyva e una macchina JCB.
Gli estremisti hanno tolto loro i telefoni cellulari e li hanno avvertiti "di non tornare al lavoro nelle aree minerarie".

pc 26 luglio - Ribelli G20 Amburgo - Roma Giovedì 27, libere/i tutti. Presidio all’ambasciata tedesca - pieno appoggio al presidio in Germania del 6 agosto


Alessandro, Emiliano, Orazio, Maria, Fabio, Riccardo sono ancora detenuti ad Amburgo. sono in carcere per aver manifestato contro il #G20, vittime di una UE sempre più securitaria e repressiva, e della folle gestione della Polizia di #Amburgo.
Giovedì 27 luglio alle 16 a Roma vi chiediamo di essere presenti al presidio – conferenza stampa che terremo davanti al Consolato #tedesco (via Solferino 40) per chiedere la loro liberazione.
Non ci fermeremo finché non saranno liber@ tutt@.
Se toccano un@ compagn@, toccano tutt@.
#liberitutti #liberetutte


APPELLO PER UNA CAMPAGNA DI LOTTA VERSO UNA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE AD AMBURGO PER LA LIBERAZIONE DI TUTTE LE PRIGIONIERE E I PRIGIONIERI DETENUTI
A più di due settimane dal G20, i tempi di detenzione degli arrestati di Amburgo si allungano di

pc 26 luglio - La vera storia dell’”attentato” all’ambasciata israeliana in Giordania

Bassam Saleh - contropiano


Non c’è stato nessun attentato all’ambasciata israeliana in Giordania. E nessuno ha tentato di accoltellare la guardia della sede diplomatica ad Amman. Lo riferiscono giornali locali e i familiari di una delle vittime giordane, Bashar Hmarneh, medico ortopedico di fama appartenente ad una famiglia che conta nel tessuto sociale giordano. Colpito da vicino

pc 26 luglio - Daspo urbano a Napoli, previsto dal decreto Minniti, contro due giovani transessuali

Minniti, sempre Minniti! Questo ministro “multitasking” al servizio della borghesia italiana è l’autore del decreto sul daspo urbano! Che diversi sindaci stanno mettendo in atto! Si tratta di una iniziativa chiaramente di stampo fascista che vuole limitare fortemente la “libertà di movimento”, e fascista è chi vi si attiene.

Ma che vuole esattamente questo ex (?) responsabile dei servizi segreti? È già ministro dell’interno, ma nella sostanza anche degli esteri, visto l’attivismo irrefrenabile, Libia ecc. ecc., e l’insignificanza di Alfano. Vuoi vedere che vuole diventare primo ministro? Visto che un tipo come Gentiloni può diventarlo, perché non io? Si sarà detto! Che sono così attivo e so come risolvere i problemi!
Esprimere solidarietà con chi viene colpito ma soprattutto dobbiamo rispondere alla repressione dello Stato e dei suoi uomini, come Minniti, perché è una necessità impellente!
da infoaut
Napoli, daspo urbano a due giovani transessuali
24 JULY 2017 |  IN METROPOLI.
Il decreto Minniti continua a mostrarsi per quello che è: una legge fascista e razzista. Daspo Urbano a due transessuali che passeggiavano in centro a Napoli.
Non è la prima applicazione del Decreto Minniti a Napoli. Era già successo a un fioraio abusivo durante un fermo della Polizia Municipale, sul quale si erano mobilitate le realtà sociali e di movimento napoletane. Anche il Sindaco di De Magistris aveva preso parola a riguardo contro l'applicazione del Decreto Minniti.
Pochi giorni fa due giovani transessuali che chiacchieravano nei pressi di Piazza Garibaldi, sono state fermate dalla Polizia. Sono state accusate di adescamento dagli agenti che le hanno sotttoposte al Daspo Urbano di 48 ore e a una multa di 100 euro. Non solo, anche una terza transessuale è stata fermata dalla Polizia mentre era al bar, prelevata e sottoposta ad un controllo.
L'associazione Transessuale Napoletana che ha diffuso la notizia racconta che le ragazze hanno paura ad uscire di casa per il rischio di dover subire altri controlli e fermi.
Il Decreto Minniti sta disegnando un quadro molto chiaro lungo tutto lo stivale: chi può essere etichettato come "diverso", chi è più povero ed escluso viene attaccato ed emarginato. Come a dire "portate i vostri problemi lontano da qua". A chi decide di non abbassare la testa e di alzare la voce, arriva puntuale la sottrazione del diritto al dissenso. Denunce, multe, fogli di via. Lo si è visto nelle mobilitazioni contro i potenti del mondo a Roma e a Taormina, ma anche nella denuncia per "vilipendio alle istituzioni" all'attivista che aveva criticato il Decreto Minniti durante una mobilitazione al Pantheon.
A Napoli l'applicazione del Decreto Minniti ha visto un salto, prevedibile e replicabile. L'attacco alle prostitute è accompagnato da una catalogazione discriminatoria. Se sei trans, aspettati di essere fermato dalla Polizia, perchè il tuo orientamento è associato alla prostituzione. Non è tanto diverso da quello che succede per i controlli anti-terrorismo quando i fermati sono sempre neri, o in generale etichettabili come stranieri.

Il razzismo istituzionale mostra la sua vera faccia nei dispositivi securitari. Respingerli nella loro totalità e raccontare la vera complessità sociale che viene coperta e allontanata è la strada percorrere.

pc 26 luglio - Isab-Esso di Priolo: Dopo il sequestro padroni e sindacati passano alla “battaglia legale” sulla pelle di migliaia di operai, per non parlare della popolazione

Come succede altrove, vedi l’Ilva di Taranto, anche a Priolo i padroni, per cui la “democrazia” si ferma ai cancelli delle loro fabbriche, non vogliono sottostare alle “imposizioni” di leggi e leggine e tanto meno ad ispezioni e indagini che vorrebbero costringerli a mettersi “in regola” con le norme vigenti sull’ambiente, almeno quelle, visto che quelle contrattuali che riguardano il salario e i diritti dei lavoratori per loro sono delle vere e proprie camicie di forza e di cui, di fatto, provano in un modo o nell’altro a non tenerne conto. Per questo stanno discutendo sulla validità del sequestro e decidendo di dare battaglia legale e contrastarlo.

Il giornalista del quotidiano dei padroni, il Sole 24 Ore, Nino Amadore, in un articolo di ieri, 25 luglio, prova a mettere in difficoltà, se non in ridicolo, il sindaco di Priolo, dicendo che è paradossale che da un lato si inaugurano lidi balneari e dall’altro ci si lamenta dell’aria inquinata! Quindi non solo operai e popolazioni devono subire l’inquinamento prodotto dai padroni per il profitto, sempre protetto dallo Stato, ma si dovrebbero anche negare un bagno al mare in estate! E poi tira in ballo a favore della sua tesi anche i sindacati confederali che, secondo l’interpretazione delle loro parole, ritengono oramai vecchi i parametri usati per indicare il livello di inquinamento; livelli che sarebbero stati superati da tempo. Ciò vorrebbe dire che i livelli riscontrati oggi e che hanno portato al sequestro adesso sono accettabili? Che brutta gente che c’è al servizio dei padroni!

Ma come sempre i sindacalisti che sono gente lungimirante affermano con forza e determinazione “Noi l'avevamo detto!” e ripropongono il loro diktat: “Per noi comunque il diktat è e rimane il trinomio lavoro-sicurezza-salute: un trinomio inscindibile a fondamento delle nostre politiche industriali".” Chiediamo (in senso retorico) ai sindacalisti “diktatoriali” solo alcune cose:
- Siete lì da sempre?
- Il vostro “intervento” cosa ha cambiato nella vita degli operai dentro e fuori la fabbrica?
- il vostro “intervento” cosa ha cambiato nella salute delle popolazioni locali?
... ...
Il cosiddetto giornalista continua cercando di mettere in contraddizione (per lui è tutto un paradosso!) il parere degli esperti e le interpretazioni normative: “I consulenti della procura, tra cui il chimico Mauro Sanna e Nazareno Santilli dell’Ispra, attribuiscono agli impianti sequestrati i tre quarti di responsabilità [bel consulente che parla di tre quarti!] del presunto inquinamento dell’aria nella zona industriale di Siracusa”; sempre questi consulenti contesterebbero “alcuni reati da codice penale ma nessuna infrazione prevista dal Testo unico ambientale sulla base del quale sono rilasciate le Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale).”

E infine questo particolare giornalista sente nell’aria una “sensazione diffusa che sia una strategia per ridimensionare e parecchio il polo industriale siracusano.”

Vuoi vedere che questa sensazione (a prescindere dalle reali guerre industriali che hanno al centro il petrolio, le nuove produzioni e trasformazioni) ha a che fare con il ricatto occupazionale, che mai, per amor del cielo, lo scribacchino al servizio dei padroni chiamerebbe così?

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Riportiamo sotto per intero l’articolo del Sole 24 Ore e l’articolo che parla dell’intervento dei sindacalisti confederali
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Priolo, battaglia legale sul sequestro

–di Nino Amadore  25 luglio 2017
Sulla spiaggia di Priolo, a meno di un chilometro in linea d’aria dalle ciminiere della raffineria Isab, il

martedì 25 luglio 2017

pc 25 luglio - "SUONI E PAROLE PER IBRAHIM"

Da Je sò pazzo


Il ricavato della serata servirà per coprire le spese processuali, il rimpatrio della salma, ed eventuali altre spese per la famiglia di Ibrahim.

Ibrahim Manneh aveva 24 anni, era nato in Costa d’Avorio, era cresciuto in Gambia e da anni viveva qui a Napoli. Ibrahim è morto nella notte tra il 9 e il 10 Luglio di malasanità e di razzismo. I suoi amici, i suoi familiari, i suoi compagni, non sanno ancora come sia stato possibile morire così. Eppure, ciò che ha ucciso Ibrahim non è frutto del caso: il semplice racconto delle sue ultime 24 ore di vita è esemplare dello stato attuale di questo Paese, del clima di odio e di indifferenza all’interno del quale vogliono gettarci, di un sistema ingiusto e spietato dove i diritti più elementari vengono negati.

In tanti, a cominciare dalla sua famiglia e dai suoi amici, hanno deciso di non voler fare finta di niente, ma di far emergere tutta la verità sulle ultime ore di vita di Ibrahim e che venga fatta giustizia perché quanto successo non accada più.

Questa serata è un momento per ricordare, ma anche per dare una risposta netta: in questa battaglia siamo tutti coinvolti e tutti dobbiamo dare un contributo per portarla avanti, per Ibrahim e perché quello che è accaduto non si ripeta.

Ringraziamo gli artisti, i tecnici e tutti coloro che si sono resi disponibili a titolo gratuito, a chi finora si è speso e chi si spenderà per questa campagna: chiediamo con forza che la storia di Ibra non venga dimenticata, che le Istituzioni preposte si preoccupino di fare emergere la dinamica in cui Ibrahim se n’è andato, le responsabilità, le mancanze. Non è un paese civile quello che accetta che razzismo e malasanità possano mietere vittime impunemente.

VERITA’ E GIUSTIZIA PER IBRAHIM!

pc 25 luglio - SEMINARIO NAZIONALE A TARANTO


Seminario 25-26-27 agosto a Taranto

con partecipazione aperta a compagni, operai, attivisti dei movimenti di lotta e degli organismi di massa.

SVOLGIMENTO


25 – Da Taormina ad Amburgo all’autunno caldo in Italia – piano per il centesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre


26 – Le lotte operaie e proletarie – il sindacato di classe – la guerra di classe: logistica Bergamo - Nord – Ilva – lotte per il lavoro a sud – FCA e altre fabbriche

27 – Dallo sciopero delle donne all’autunno delle donne – MFPR in Italia, in Europa, nel mondo

       
In tutti e tre giorni pubblicazioni nuove – libri, presentazioni – formazione - editoria...



Alloggio collettivo vicino al mare, contributo 10 euro a notte, mangiare autogestito. 

Per tutti coloro che vogliono partecipare, comunicarlo a pcro.red@gmail.com 

Proletari comunisti

pc 25 luglio - G8 Genova - La belva vigliacca del massacro alla caserma DIAZ, Canterini, per il quale la pena di morte è poco.. deve risarcire

G8, Canterini deve risarcire 53.000 euro

Vincenzo Canterini, ex comandante del Nucleo Antisommossa di Roma
Era il comandante del Nucleo Antisommossa di Roma, condannato dalla Corte dei Conti al risarcimento di danno erariale al ministero, che aveva pagato i danni a quattro persone colpite da spray urticante in corso Buenos Ayres

I giudici della Corte dei Conti hanno condannato a un risarcimento per danno erariale di oltre 53 mila euro Vincenzo Canterini, all'epoca dei fatti comandante dal VII Nucleo Antisommossa del Reparto Mobile di Roma, che prese parte al G8 di Genova del luglio del 2001. Canterini, per la magistratura contabile, deve risarcire oltre 53 mila euro pagati dal ministero dell'Interno per le spese legali e i risarcimenti civili a

pc 25 luglio - A Nova Democracia - il Brasile che ha bisogno di una 'revolucao'!

Non abbiamo la possibilità di tradurlo ma è importante leggerlo anche dal portoghese, ed è possibile con piccolo sforzo, per seguire sistematicamente gli avvenimenti e la lotta di classe in questo paese.

pc 25 luglio - Sbirri razzisti a Ventimiglia..

Il poliziotto al migrante: "Tornatene in Burundi", scoppia la polemica su Facebook

http://www.primocanale.it/single_news.php?id=188046
Un ragazzo di colore strattonato da un funzionario di polizia che gli urla di uscire dalla stazione. "Te ne devi andare", "vai al tuo Paese", "vai in Africa", "torna nel Burundi", "fuori dalle balle".

VENTIMIGLIA -  Un ragazzo di colore strattonato da un funzionario di polizia che gli urla di uscire dalla stazione. "Te ne devi andare", "vai al tuo Paese", "vai in Africa", "torna nel Burundi", "fuori dalle balle". A pochi giorni dal caso del poliziotto sospeso per gli insulti razzisti nei confronti di un ragazzo di colore in bicicletta in autostrada, gli attivisti del gruppo Progetto 20k, che offre aiuto ai migranti a Ventimiglia, hanno pubblicato sulla propria pagina Facebook un video nel quale si vede un funzionario della polizia mentre in stazione pronuncia le frasi riportate nei confronti di un ragazzo di colore.
L'agente intima al ragazzo di lasciare la stazione, e all'ennesima replica, lo strattona e gli urla di andarsene, di fronte ad altri ragazzi, un'altra agente e due militari. Il video ha raggiunto decine di migliaia visualizzazioni e oltre mille di condivisioni, con i commenti che si dividono tra chi dà ragione al poliziotto e chi lo critica. "I toni, il linguaggio utilizzato e l'atteggiamento del funzionario di polizia - scrivono gli attivisti nel post sul social - sono indice del clima di costante ostilità che circonda i migranti in transito per la città di frontiera".

pc 25 luglio - 150 ANNI DALLA PUBBLICAZIONE DEL 1° LIBRO DE "IL CAPITALE" DI KARL MARX - Riprendiamolo nelle nostre mani con i Quaderni della Formazione Operaia - richiederli a: pcro.red@gmail.com

La prefazione alla prima edizione de "Il capitale":

"...Presuppongo naturalmente lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo e che quindi vogliano anche pensare da sè..."

"Renderò onore agli operai che non hanno nulla, che sono considerati una classe pericolosa e parteciperò attivamente alla loro organizzazione, perchè essi sono il motore collettivo della Storia dell'emancipazione, i principali costruttori di una società egualitaria"
Karl Marx

PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE




Quest'opera della quale consegno al pubblico il primo volume, costituisce il seguito del mio scritto Per la critica dell'economia politica, pubblicato nel 1859. Il lungo intervallo fra l'inizio e la continuazione è dovuto a una malattia durata molti anni, che ha interrotto a più riprese il mio lavoro.
Il contenuto di quello scritto anteriore è riassunto nel primo capitolo di questo volume; e non solo per mantenere il nesso e per completezza: l'esposizione è migliorata; ogni volta che è stato possibile, molti punti, prima semplicemente accennati, ora sono stati ulteriormente sviluppati mentre, viceversa, cose che là erano state sviluppate per esteso qui sono solo accennate. Le sezioni sulla storia della teoria del valore e 
del denaro sono state ora soppresse del tutto, com'è 
ovvio; tuttavia il lettore dello scritto precedente troverà nelle note al primo capitolo nuove fonti per la storia di quella teoria.
Il detto « ogni inizio è difficile » vale per tutte le scienze. Perciò la comprensione del primo capitolo e specialmente della sezione che contiene l'analisi della merce presenterà maggior difficoltà degli altri. Però ho svolto nella maniera più divulgativa possibile ciò che riguarda più da vicino l'analisi della sostanza di valore e della grandezza di valore[1]. La forma di valore, della quale la forma di denaro è la figura perfetta, è poverissima di contenuto e semplicissima. Tuttavia, invano l'umanità da più di duemila anni ha cercato di scandagliarla a fondo, mentre d'altra parte l'analisi di forme molto più ricche di contenuto e molto più complicate è riuscita per lo meno approssimativamente. Perché? Perché il corpo già formato è più facile da studiare che la cellula del corpo. Inoltre, all'analisi delle forme economiche non possono servire né il 
microscopio né i reagenti chimici: l'uno e gli altri debbono essere sostituiti dalla forza d'astrazione. Ma per quanto riguarda la società borghese la forma di merce del prodotto del lavoro, ossia la forma di valore della merce, è proprio la forma economica corrispondente alla forma di cellula. Alla persona incolta, l'analisi di tale forma sembra aggirarsi fra pure e semplici sottigliezze: e di fatto si tratta di sottigliezze, soltanto che si tratta di sottigliezze come quelle dell'anatomia microscopica.
Quindi, eccezion fatta per la sezione sulla forma di valore, non si potrà accusare questo libro d'esser di difficile comprensione. Presuppongo naturalmente lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo e che quindi vogliano anche pensare da sé.
Il fisico osserva i processi naturali nel luogo dove essi si 
presentano nella forma più definita e meno offuscata da influssi perturbatori, oppure, quando è possibile, fa esperimenti in condizioni tali da garantire lo svolgersi del processo allo stato puro. In quest'opera debbo indagare 
il modo capitalistico di produzione e i rapporti di produzione e di scambio che gli corrispondono. Fino a questo momento, loro sede classica è l'Inghilterra. Per questa ragione è l'Inghilterra principalmente che serve a illustrare lo svolgimento della mia teoria. Ma nel caso che il lettore tedesco si stringesse farisaicamente nelle spalle a proposito delle condizioni degli operai inglesi dell'industria e dell'agricoltura o si acquietasse ottimisticamente al pensiero che in Germania ci manca ancor molto che le cose vadano così male, gli debbo gridare: De te fabula narratur!
In sé e per sé, non si tratta del grado maggiore o minore di sviluppo degli antagonismi sociali derivanti dalle leggi naturali della produzione capitalistica, ma proprio di tali leggi, di tali tendenze operanti ed effettuantisi con bronzea necessità. Il paese industrialmente più sviluppato non fa che mostrare a quello meno sviluppato l'immagine

pc 25 luglio - Lettera dalle carceri di Amburgo



LETTERA DEL COMPAGNO RICCARDO DAL CARCERE DI BILLWERDER, AMBURGO

In questo momento mi trovo detenuto nel carcere Billwerder di Amburgo. Sono stato arrestato venerdì 7 Luglio alle ore 19.30 nei pressi del Rote Flora. Sono accusato di oltraggio allo Stato, di aver messo in pericolo la pubblica sicurezza, di aver svolto un ruolo attivo all’interno di un gruppo di quindici persone che ha fronteggiato la polizia, in particolare di aver tentato di ferire un poliziotto della Sezione Speciale di Bloomberg adibita ad effettuare arresti e recuperare reperti.
Non riconosco il dualismo “colpevole – innocente” proposto dagli apparati giuridici dello Stato.
Ciò che voglio dire a riguardo è di essere orgoglioso e felice di essere stato presente durante la sommossa di Amburgo contro il G20. La gioia di vivere in prima persona la determinazione di

pc 25 luglio - Estendere queste iniziative. LIBERI TUTTI

#NoG20 – Liberi tutte/i. Presidio davanti ambasciata tedesca, Roma 27 luglio @ 16:00

La stampa non se ne occupa. ma Alessandro, Emiliano, Orazio, Maria, Babio, Riccardo sono ancora detenuti ad amburgo. sono in carcere per aver manifestato contro il #G20, vittime di una Ue sempre più securitaria e repressiva, e della folle gestione della Polizia di #Amburgo.
Giovedì 27 luglio alle 16 a Roma vi chiediamo di essere presenti al presidio – conferenza stampa che terremo davanti all?ambasciata #tedesca (via San Martino della battaglia/pzza Indipendenza) per chiedere la loro liberazione.
Non ci fermeremo finchè non saranno liber@ tutt@.
Se toccano un@ compagn@, toccan@ tutt@.
Sono previsti presidi davanti i consolati tedeschi e prefetture in altre città italiane