venerdì 23 ottobre 2026

pc 23 ottobre - Crimini sionisti/imperialisti contro il popolo palestinese /L’Italia è il primo importatore di rottami ferrosi da Israele.

 

CRIMINI.
Frantumati, polverizzati gli edifici distrutti e le macerie con centinaia di corpi dei Palestinesi sotto i loro cumuli e trasformati in materiale riciclato da esportare.L'Italia è il primo importatore di rottami ferrosi da Israele. Una crescita problematica

 


Il 31 luglio 2026 è scoppiato un incendio nel porto di Marghera (VE) a partire da rottami ferrosi provenienti da Haifa, in Israele

I dati delle Nazioni Unite e dell’Istat certificano un’impennata delle importazioni di detriti e rottami da Tel Aviv concentrata negli ultimi tre anni. Un fatto commerciale che diventa un’urgenza politica dato che fonti internazionali segnalano il “saccheggio” di questi materiali dalla Striscia di Gaza e dai Territori occupati. Dove arrivano e come si comportano le Dogane e le autorità portuali. La nostra inchiesta

Dal 2025 il nostro Paese è diventato il principale importatore di rottami ferrosi da Israele superando e sostituendosi alla Turchia che dal maggio 2024 ha annunciato l’interruzione dei rapporti commerciali con Tel Aviv (circostanza peraltro smentita dai transiti di greggio diretti in Israele con scalo nei porti turchi di cui abbiamo scritto qui).

I dati evidenziano un’impennata delle importazioni di detriti e rottami da Israele: crescita che risulta particolarmente critica soprattutto perché fonti internazionali hanno segnalato il “saccheggio” di questi materiali dalla Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano (Idf) e di imprese israeliane.

Stando a Un comtrade, il database sul commercio internazionale di beni e servizi gestito dall’Ufficio statistico delle Nazioni Unite, nel 2023 Israele esportava in totale 393mila tonnellate di rottami ferrosi (codice HS 7204), la maggior parte verso la Turchia (poco più di 340mila) e, a seguire ma molto distanziate, verso Grecia e India, mentre l’Italia restava al diciottesimo posto con poche decine di tonnellate (73) importate in un anno.

Dal maggio 2024, a causa del presunto blocco commerciale imposto dalla Turchia a Israele, il commercio di rottami israeliano ha subito una battuta d’arresto. L’export è sceso a 244mila tonnellate in un anno, di cui 98mila verso la Grecia e 93mila verso la Turchia (che ha importato solo nei primi mesi del 2024), mentre l’Italia ha iniziato a risalire la classifica arrivando al quinto posto con circa 3.800 tonnellate. Nel 2025 il nostro Paese aumenta ancora di più le importazioni e arriva al primo posto con 99mila tonnellate importate (questa volta i dati sono dell’Istat), sostituendo di fatto la Turchia che esce dalla classifica. I numeri confermano che il trend è stato registrato anche nei primi sei mesi del 2026 (ultimi dati disponibili): da gennaio a giugno il nostro Paese ha importato 125mila tonnellate di rottami ferrosi da Israele.

pc 23 ottobre - solidali con la casa del popolo di Marano - sostegno alla manifestazione contro il cpr a castelvolturno - slai cobas per il sindacato di classe

Donzelli attacca la Casa del Popolo di Marano. Sabato manifestazione contro il Cpr a Castel Volturno


Il capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia Donzelli ha attaccato in un post la scuola di italiano della Casa del Popolo di Marano per il post di Potere al Popolo: “Scaffali vuoti, e loro spendono 43 milioni per un lager a Castel Volturno”.

Il deputato di Fratelli d’Italia ha rilanciato il video degli studenti-lavoratori che dicono no al Cpr: «Loro non vogliono i Cpr. Noi sì».

Donzelli, ha pubblicato sul suo profilo Instagram il video degli studenti del corso di italiano della Casa del Popolo di Marano nel quale annunciano che sabato 24 ottobre saranno alla manifestazione nazionale contro il Cpr di Castel Volturno.

Il Ministero dell’Interno vuole costruire il nuovo Cpr nell’area de La Piana, a Castel Volturno: 120 posti, un bando Invitalia da oltre 43 milioni di euro. Intanto in Campania il blocco dei tir svuota gli scaffali, e Ischia e Procida restano senza carburante.

“Donzelli ci ha fatto un favore: ha mostrato a tutti cosa facciamo alla Casa del Popolo”, dichiara

pc 23 ottobre - Bari sabato: manifestazione… ma contro la rivolta degli studenti e dei giovani proletari di Milano

Le dichiarazioni che stanno facendo “Cambiare rotta” e “Zona Franka” sulle manifestazioni che si terranno a Bari sabato, in coincidenza con le manifestazioni del sabato “fino alla caduta del governo” indette dal 'movimento 17 ottobre' in varie città, sono tese soprattutto a contrapporsi alle “violenze” di Milano, e ad assicurare manifestazioni pacifiche, da “bravi ragazzi”. Una vera infamata.

Riportiamo alcune dichiarazioni di queste due associazioni studentesche:

“Quella organizzata a Bari sabato 24 ottobre non sarà una piazza violenta, non c’è pericolo che si arrivi alle derive viste sabato scorso a Milano”; poi rincara la dose Antonella De Renzo di Cambiare rotta: “Bari non centra nulla con le scene viste a Milano”; e aggiunge con una vena anche di razzismo: “La composizione della piazza a Bari è completamente diversa. In piazza a Bari il 17 ottobre c’erano giovani dai 20 ai 30 anni, studenti, universitari, lavoratori, precari, agricoltori. A Milano c’erano invece anche ragazzini di seconda e terza generazione (vale a dire figli di immigrati - ndr) che si sono espressi nel modo che abbiamo visto. Qui da noi non esiste una situazione del genere… quella di Bari sarà una piazza pacifica”.

Si unisce a queste infami dichiarazioni il coordinatore di Zona Franka, Gennaro Cifanelli: “Ciò che è avvenuto nelle scorse giornate dubitiamo possa ripetersi nuovamente a Bari… le piazze (di Bari) sono legate a piani rivendicativi che possano rendere le nostre società più giuste, più democratiche e meno diseguali” – Ecco i giovani che vogliono Piantedosi, Meloni, Salvini.

Speriamo che vengano smentiti dagli altri studenti e giovani di Bari.

PS - Ma, purtroppo, queste posizioni degli studenti "per bene" sono presenti anche in altre città. 

giovedì 22 ottobre 2026

pc 22 ottobre - Milano - rivolta proletaria - da che parte stare - questo effettivamente è il centro del problema

un contributo - estratti

Rap’s not dead… e ora prende parte!


Da Marracash, forse uno dei rapper più schierati a livello sociale nel paese, abbiamo sentito dire che “il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il popolo”, mostrando le foto di un ragazzo che tiene in mano la bandiera italiana e di un tir fermo con uno striscione a sostegno dello sciopero, e “un risentimento crescente sta maturando, in tutti, un rigetto, un’insostenibilità della vita in questo paese e non solo”.

Parole chiare, altrettanto quanto quelle di Kid Yugi, forse uno dei pochi trapper ad essere realmente emersi dal profondo Sud, che tornando dal suo paese di origine in Puglia, descrive la drammatica situazione meridionale “nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali” e dichiara che “il patto sociale è stato infranto. La classe politica non è più serva del popolo […] bensì è prostituita a tutti i poteri sovranazionali che la finanziano e la manovrano”.

Altri rapper che si sono schierati sono Nayt, che muove il focus su “questa società

pc 22 ottobre - 32 famiglie rischiano di dover lasciare il loro quartiere a Milano - Lo aveva già denunciato il comitato che ha fatto la lotta contro i topi

Ecco cosa sta dietro anche all'abbandono delle case popolari da parte dell'Aler e del Comune di Milano, e che vengono invase dai topi: lasciare campo libero ai Fondi immobiliari, ai ricchi proprietari privati per aumentare al massimo gli affitti (già alti a Milano), costringere famiglie che stanno da decenni ad andarsene e fare case/strutture di lusso.

Ma la lotta contro i topi ha mostrato che queste speculazioni non devono passare. 

A Madrid, per questo, c'è stata una mobilitazione vastissima e che dura ancora... A  Milano i Fondi e il Comune non dormissero sonni tranquilli! 

Carovita, sfratti, affitti da capogiro... Che la rivolta dei giovani si estenda!

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Cosa succede quando un fondo diventa il tuo proprietario di casa? 

viale molise milano storia diritto casa

20 Ottobre 2026 - 08:06 Gianluca Brambilla

Il palazzo di viale Molise 51 sta per cambiare proprietà. E gli appartamenti, dove oggi vivono 63 persone in affitto, saranno messi in vendita a cifre da capogiro. 

Viale Molise, Milano. Quadrante Sud-Est della città. Da un lato della strada c’è l’ex Macello, un’area dismessa di 150mila metri quadrati che sarà oggetto di un’ingente riqualificazione. Dall’altro lato c’è un palazzo, al civico 51, dove 32 famiglie rischiano di dover lasciare la propria casa prima ancora che il quartiere possa mostrare il suo nuovo volto. L’edificio in questione ospita 35 appartamenti, tre dei quali sono già vuoti. Negli altri vivono 63 persone, con storie e situazioni diverse, ma tutte accomunate dallo stesso destino: la prospettiva che la loro casa sia venduta e che, alla scadenza del contratto, non sia

pc 22 ottobre - Milano chi è che dovrebbe essere risarcito? E chi è che devono difendere 5000 poliziotti e 500 parà sabato?

E’ tempo di fare l’inventario

Di seguito l’elenco dei principali negozi e punti vendita colpiti a Milano e a cui “i genitori dovrebbero pagare i danni”. Ma le multinazionali non sono neppure assicurate?

Via Torino e strade limitrofe

• Foot Locker: multinazionale con sede principale negli Stati Uniti (a New York) e migliaia di punti vendita in decine di paesi in Nord America, Europa, Asia e Oceania.

• Carrefour Market: multinazionale francese attiva nel settore della grande distribuzione organizzata, al centro della campagna Bds internazionale perché fornisce supporto concreto all’esercito sionista genocida

• Champions: marchio di abbigliamento sportivo di proprietà della multinazionale statunitense Authentic Brands Group (che possiede anche altri brand globali come Reebok e Forever 21), dopo essere stato acquistato dal gruppo Hanesbrands.

Via Orefici / Zona Cordusio

• Levi’s: grande multinazionale statunitense del settore dell’abbigliamento.

• Under Armour: azienda multinazionale statunitense fondata nel 1996 a Baltimora, nel Maryland. Opera e vende i suoi prodotti in tutto il mondo attraverso diversi segmenti geografici.

Corso Vittorio Emanuele II / San Babila

• Nike: multinazionale statunitense tra i leader mondiali nella produzione e nella distribuzione di calzature, abbigliamento e accessori sportivi.

Accusata dalle associazioni di diritti umani di schiavizzare bambini asiatici.

• La Rinascente: non è più italiana. Fa oggi parte di una grande multinazionale straniera.

Dal 2011, infatti, la catena di grandi magazzini di lusso è controllata al 100% da Central Group, un colossale conglomerato multinazionale con sede in Thailandia di proprietà della famiglia Chirathivat, tra i leader mondiali nel settore dei luxury department store.

Altre zone del centro (Largo Cairoli, San Babila, Corso Garibaldi)

• Decathlon (Piazza Castello / Largo Cairoli): grande azienda multinazionale francese specializzata nella progettazione, produzione e vendita di articoli sportivi, coinvolta anch’essa nella complicità sionista.

• Off-White (Via Pietro Verri): la boutique di lusso non è una multinazionale indipendente, ma un marchio globale di moda streetwear di lusso di proprietà della società di gestione statunitense Bluestar Alliance….

 * giornalista, sociologa, collaboratrice de L’Antidiplomatico

pc 22 ottobre - Giovani, vetri rotti e il bon ton “progressista”... Un contributo

di Pasquale Liguori

 Lasciamo per un momento da parte i fascisti, gli aspiranti colonnelli da golpe sudamericano, i nostalgici del manganello e quanti, davanti a ogni manifestazione di insubordinazione sociale, invocano un supplemento di repressione. Non perché costituiscano un problema secondario, tutt'altro. Ma perché esiste un'altra questione, per me altrettanto insidiosa, che riguarda coloro che si riconoscono in una cultura progressista, di diritti e libertà civili, di democrazia e difesa degli ultimi. È soprattutto a loro che vorrei rivolgermi.

Sono bastate alcune vetrine infrante, qualche sassata, gli scontri nelle strade di Milano perché si mettesse in moto il consueto apparato delle condanne. Anche i possibili candidati alla guida di un futuro governo “progressista” hanno sentito il bisogno di prendere immediatamente le distanze dalle violenze, accompagnando naturalmente la riprovazione con qualche laterale riferimento alle ragioni del disagio sociale. Eh già, perché prima ne va della propria rispettabilità elettorale, poi, purché non disturbi troppo, viene concessa qualche parola a corollario delle contraddizioni materiali che hanno generato la protesta.

Eppure, mi domando quanti tra questi rigorosi custodi della civiltà democratica abbiano letto i documenti che circolano tra quei giovani liquidati come facinorosi, maranza, minorenni irresponsabili e apprendisti delinquenti. Mi riferisco, in particolare, al manifesto del Movimento 17 Ottobre, che meriterebbe ben altra attenzione rispetto alla cronaca ossessionata dalle devastazioni. Vi si trovano considerazioni sulla crisi della rappresentanza politica, sulla trasformazione delle piazze in luoghi di formazione della coscienza collettiva, sull'organizzazione decentrata e sull'esperienza dei movimenti

pc 22 ottobre - -SALARI + CAROVITA = ESPROPRI PROLETARI - un contributo

 

Abbiamo chiarito in questo blog, con editoriale, con ORE 12 controinformazione rossoperaia, con il manifesto nazionale qual è la nostra posizione e quale la nostra azione conseguente là dove possiamo esserci, dove possiamo arrivare e alle fabbriche e posti di lavoro dove ci siamo e interveniamo. 

Di conseguenza nel blog ospitiamo i materiali del movimento in corso, senza per questo condividerne tutto, e ospitiamo note e posizioni  che condividiamo sia pur parzialmente di altre realtà organizzate nelle file operaie, proletarie, studentesche

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da Senza Tregua contro i Padroni

– SALARI + CAROVITA = ESPROPRI PROLETARI

La matematica NON è un’opinione…

“Per favore”, replicò Oliver, “ne vorrei ancora”. Il direttore diede un colpo con il mestolo alla testa di Oliver, lo immobilizzò tra le sue braccia, ed urlò per chiamare il sorvegliante. Il consiglio era riunito in un solenne conclave, quando il Signor Bumble entrò correndo nella stanza con grande agitazione, e rivolgendosi al signore sull’alta sedia, disse: “Signor Limbkins, imploro il suo perdono, signore! Oliver Twist ha chiesto di averne dell’altra!”. Ci fu una reazione generale. L’orrore era sul volto di tutti. “Dell’altra!” esclamò il Signor Limbkins. “Si componga, Bumble, e mi risponda distintamente. Ho capito che lui ne abbia chiesta dell’altra, dopo aver mangiato la zuppa concessa dalla dieta?“ “L’ha fatto, signore”, rispose Bumble. “Quel ragazzo sarà impiccato” disse il signore con il panciotto bianco.”

da “Oliver Twist” di Charles Dickens

“E’ colpa dei russi!”, “Sono i maranza!”, “E’ tutta invidia!”, “Sono i barbari immigrati!”, “Eventi imprevedibili ed inattesi!, “E’ la guerra ibrida!”: sono alcune delle note stonate della sintonia orchestrata dal mainstream mediatico, per alleviare le responsabilità dei capitani ultraliberisti in pieno affondamento del Titanic euroimperialista.

Dalla Francia all’Italia, dall’Albania alla Spagna, fino in Belgio, mezza Europa è infiammata dalle rivolte giovanili, mentre gli oligarchi sono lanciati nella corsa al riarmo ed in preda ad un delirio guerrafondaio. Per quanto rumore faccia la grancassa dei mercenari della guerra psicologica, nessuno può evitare che la cruda verità dei numeri sveli cause e responsabilità di un movimento reale, ampiamente prevedibile.

Niente scuse, i numeri parlano chiaro

pc 22 ottobre - La nostra locandina sulla rivolta dei giovani a Milano - una bella discussione con ragazzi

Corrispondenza dai nostri compagni di Milano 

Attacchinaggio zona Padova Lambretta e Corvetto. A tratti difficoltoso x pioggia che non ci ha permesso di attacchinare in alcune scuole. Al Corvetto la pioggia ha smesso ed è stato interessante quando, davanti a 3 ragazze e 1 ragazzo sui 16 anni, stavamo attacchinando davanti la foto/lapide di Ramy, messa dopo una manifestazione; quando abbiamo fatto la foto ci hanno detto: non fate foto a Ramy. Al che ci siamo avvicinati e gli abbiamo fatto vedere la locandina e hanno voluto che ne attaccassimo un altra dall'altro lato della strada;  abbiamo iniziato a discutere sul perché fossimo lì, gli abbiamo risposto sintetizzando l'editoriale di ORE 12. Ci hanno chiesto anche perché facevamo questo, risposto che è la nostra politica dalla parte degli oppressi, e allora ci hanno detto: perché non organizzate una manifestazione qua? Augurandoci un arrivederci.



pc 22 ottobre - La borghesia, il suo Stato, il suo governo fascisteggiante scatenano la repressione - Chi semina vento raccoglie tempesta...

Droni e parà, Milano si blinda: controlli sui gruppi social e ipotesi cortei vietati in centro

Preoccupano le manifestazioni di sabato. Sala: «Bene i militari, ora controllo e repressione». Piantedosi: nessuna regia occulta dietro le proteste. In arrivo le prime sanzioni per i genitori

2 minuti di lettura
 Sono parà della folgore i 500 soldati attesi a Milano, alcuni anche specializzati nella guida dei droni. Come ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto in vista del weekend, «avranno la massima mobilità sul territorio». A disporre del loro utilizzo sarà il prefetto nell’ambito del progetto «Strade sicure»…
Violenze Milano, il decreto è pieno di follie: istigare alla protesta sarà più grave della tortura

Violenze Milano, il decreto è pieno di follie: istigare alla protesta sarà più grave della tortura

La norma coi buchi. Previste pene più pesanti per chi lancia una pietra sbagliando mira, rispetto a chi colpisce e rompe una vetrina.

Il “nuovo reato” annunciato in video dalla premier Giorgia Meloni? Se durante una manifestazione crei disordini con almeno altre quattro persone e “ti metti a tirare pietre” contro una vetrina, sbagliando mira, rischi una condanna più pesante di chi all’interno della stessa manifestazione dà in escandescenze da solo, ma una vetrina la rompe davvero

pc 22 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Dall'ex-Ilva di Taranto una corrispondenza aggiornata

 

pc 22 ottobre - Milano/ manifestazione alla scala .. 400 stro...truppe di complemento dello stato di polizia di Meloni/Salvini/Piantedosi

 

Milano in piazza contro la violenza, Sala: “Riprendiamo il controllo della città”

Manifestazione promossa dalla Cgil in piazza della Scala. Il sindaco Sala: "Ci deve essere una fase immediata di ripresa del controllo della città, poi ci sarà una fase più lunga e difficile di riattivazione e dialogo con questi ragazzi"


Milano, 21/10/26, Piazza della Scala, Presidio indetto dalla Cgil Milano, 'una piazza per la coesione sociale', con sindaco Giuseppe Sala e candidati alla primarie Carlotta Cossutta, Anna Scavuzzo, Tommaso Goisis e Pierfrancesco Majorino

La pioggia non ha fermato il presidio contro la violenza promosso dalla Cgil in piazza della Scala a Milano ieri pomeriggio. Hanno aderito Anpi, Arci, Pd e altre associazioni. La manifestazione è stata una risposta alle devastazioni e vandalismi del fine settimana. Presente anche il sindaco Beppe Sala. “È chiaro che ci deve essere una fase immediata di ripresa del controllo della città, perché è quello che chiedono i cittadini, poi ho sentito dire che la sicurezza non possiamo lasciarla alla destra, appunto, quindi bisogna fare delle cose” ha detto Sala.  “E in questo momento il mio contributo è anche collaborare perché si riprenda il controllo della città. Poi ci sarà una fase più lunga e più difficile – ha aggiunto -, veramente molto più complessa, di riattivare un dialogo e una comprensione con questi ragazzi. Cerchiamo di capire come andranno coinvolte le scuole”.   “Sarà una operazione molto più complessa. Non c’è un paese democratico al mondo che vive di solo repressione – ha concluso -, c’è un momento di controllo, ma c’è qualcosa di più”.

Milano, 21/10/26, Piazza della Scala, Presidio indetto dalla Cgil Milano, ‘una piazza per la coesione sociale’, con sindaco Giuseppe Sala e candidati alla primarie Carlotta Cossutta, Anna Scavuzzo, Tommaso Goisis e Pierfrancesco Majorino

pc 22 ottobre - INDIA: Dichiarazione degli studenti universitari del bsCEM sulle proteste in corso in tutta l'India contro la SIR e il CEC Gyanesh Kumar

Sull’attuale movimento contro la SIR

Alla luce delle recenti proteste contro il capo della commissione Gyanesh Kumar, che chiedono il ritiro della SIR [Revisione Intensiva Speciale] e il rapido smascherarsi della democrazia che lo stato indiano ha cercato di coprire per lungo tempo, crediamo sia necessario iniziare una discussione e analisi della vera natura della democrazia in India. Le proteste spontanee sono scoppiate in tutto il paese, contro la SIR e il capo della CEC [Commissione Elettorale] Gyanesh Kumar. Le donne stanno protestando contro le violenze sessuali e la mancanza di ogni sicurezza basilare. I progetti di dighe, da Ken-Betwa fino a Upper Siang-Dam vengono contrastati dalle masse. La lotta degli Adivasi per Jal-Jangal-Jameen [acqua-foresta-terra] continua in mezzo agli attacchi massicci dello stato e al saccheggio delle multinazionali. Le moschee vengono prese di mira e demolite. Lo stesso succede ai quartieri della classe operaia che fronteggiano l’urto dei bulldozer dello stato. Gli operai contestano le leggi sul lavoro, i contadini contro le leggi commerciali e sull’agricoltura. Le grandi masse sono in miseria e lo si vede. Una democrazia, a dire il vero chiaramente, qui non esiste. Non esistono le condizioni di base per una società democratizzata. E non possono esistere fintantoché rimaniamo una semicolonia delle potenze imperialiste. Quando autoproclamati “gruppi di pressione apolitica” come lo stesso CJP [Il partito degli “scarafaggi”] hanno fatto appello al boicottaggio delle elezioni, tutti i partiti elettorali, compreso i partiti opportunisti di sinistra, stanno raccogliendo attorno a loro le masse preparandosi per le elezioni per il 2029. Stiamo assistendo ad una massiccia ondata di masse frustrate che scendono in piazza, e ancora una volta vediamo che gli opportunisti usano la rabbia a proprio vantaggio, lasciando intatte le condizioni di miseria.

La Revisione Intensiva Speciale, o SIR, messa in atto in 30 stati e territori dell’Unione, ha tolto dalle liste dei votanti circa 130 milioni di persone. La SIR, un passo della antipopolare NRC [Anagrafe nazionale] deve essere contrastata non solo per il diritto di voto ma per il diritto alla cittadinanza che viene portato via. Gyanesh Kumar è un ben noto membro del RSS-BJP. Il governo BJP ha cambiato

pc 22 ottobre – Spesa sociale o spesa per armi: fra una manovra economica e l’altra il Fondo Monetario Internazionale non ha dubbi su quale deve essere la scelta dei paesi imperialisti

 

La scelta tra “Spesa per armi o spesa sociale” il governo italiano della fascista Meloni l’ha già fatta da tempo visto che “nel 2026 la spesa militare del nostro Paese sarà di 48,3 miliardi”. (La Repubblica 15/10).

Praticamente la spesa per armi da sola vale il doppio della manovra di bilancio di quest’anno! E tutte le chiacchiere sulla “coperta corta” vanno a farsi benedire!

Questa “scelta” imposta ai paesi imperialisti proviene direttamente dal Fondo Monetario Internazionale che ha presentato l’ultimo rapporto, Fiscal Monitor, a Bangkok: “I paesi ad alto debito pubblico, soprattutto le principali economie avanzate” e cioè i paesi imperialisti come l’Italia, “devono rimettere i conti in ordine al più presto”.

L’attuale governo, soprattutto attraverso il suo ministro dell’economia, il leghista Giorgetti, si vanta da 4 anni di aver “rimesso a posto i conti”! E cosa significa effettivamente lo hanno capito, anche se non hanno studiato economia politica, le masse popolari impoverite e i giovani ribelli che scendono in piazza.

“In Europa, inoltre” - insiste il quotidiano dei padroni Il Sole 24 Ore del 15/10 - “le nuove esigenze di

mercoledì 21 ottobre 2026

pc 21 ottobre - Comprendere e prendere il nostro posto nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse - Intervento di proletari comunisti/PCm sulla rivolta dei giovani

Noi siamo proletari comunisti, cioè un'avanguardia del proletariato che lavora per costruire il partito del proletariato. Non siamo “i giovani”, né tantomeno siamo movimentisti . Noi dobbiamo posizionare l'avanguardia proletaria e far corrispondere a questo posizionamento il tipo di propaganda, di agitazione, di partecipazione e di organizzazione.

Innanzitutto dobbiamo comprendere che quello che succede è in sostanziale sintonia con quello che abbiamo cercato di dire, e anche in parte di fare, già dal gennaio di quest'anno, quando in occasione degli scontri del 31 gennaio a Torino, durante la manifestazione di Torino, abbiamo considerato che il posizionamento in/su quella manifestazione era un problema fondamentale.

Era il segno dei tempi, il segno all’interno dell'analisi generale e particolare che abbiamo fatto in questo ultimo periodo, sia prima del 31 che successivamente.

A quell'analisi non poteva che corrispondere un determinato sviluppo. E noi non potevamo né fare i profeti né tantomeno gli osservatori, ma dovevamo starci e vedere ciò che era principale e ciò che era secondario, ciò che effettivamente segnava il tipo di sviluppo che il movimento avrebbe potuto avere.

Su questo abbiamo anche colto strada facendo l'urgenza di un nostro cambio di passo, di salto di qualità.

Le caratteristiche specifiche di questo movimento dei giovani in corso sono prima di tutto fondate su analisi che vengono da lontano, che origina il filone particolare rappresentato dalla nostra organizzazione e dal nostro lavoro. Noi abbiamo un'ideologia simile a tante altre organizzazioni nel

pc 21 ottobre - Un altro decreto sicurezza contro giovani e manifestazioni

Il governo Meloni ha approvato ieri, 20 ottobre, un nuovo decreto sicurezza, l’ennesimo dall’inizio della legislatura. Il provvedimento arriva dopo le manifestazioni e gli scontri che hanno attraversato Milano e altre città italiane, protagonisti soprattutto giovani e giovanissimi.

La risposta dell’esecutivo è ancora una volta penale: nuove fattispecie di reato, aumento delle pene, ampliamento dei poteri di polizia, misure preventive e responsabilità economiche a carico delle famiglie. Una scelta che conferma la progressiva trasformazione del conflitto sociale in una questione di ordine pubblico.

Il decreto si inserisce in una sequenza di interventi legislativi che, dal 2022, hanno progressivamente ampliato gli strumenti di repressione. Dal decreto contro i rave al decreto Caivano, dalle disposizioni contro le occupazioni e i blocchi stradali alle nuove misure di prevenzione introdotte nel 2026, il governo ha costruito un apparato normativo fondato sull’anticipazione dell’intervento coercitivo e sull’inasprimento delle sanzioni.

Ogni episodio di cronaca diventa l’occasione per introdurre ulteriori restrizioni, presentate come indispensabili per ristabilire la sicurezza, senza che venga affrontata la questione della loro effettiva efficacia.

Un nuovo reato per le manifestazioni

La disposizione centrale è l’introduzione del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, indicato negli annunci governativi anche come «partecipazione violenta». La nuova fattispecie prevede la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro per determinate condotte violente commesse durante manifestazioni da gruppi di almeno cinque persone. Sono previste aggravanti, tra l’altro, per il volto coperto e per ulteriori conseguenze delle violenze.

Si aggiungono inoltre pene particolarmente elevate, fino a dodici anni secondo le ricostruzioni del provvedimento, per chi organizza o promuove la formazione di gruppi finalizzati a manifestazioni violente, anche attraverso strumenti informatici e telematici.Non si tratta semplicemente di punire comportamenti che prima erano consentiti. L’ordinamento

21 ottobre - LA CGIL SA DA CHE PARTE STARE... COL GOVERNO MELONI E LA REPRESSIONE DEI GIOVANI

 

Milano, la Cgil e i vannacciani scendono in piazza per condannare le violenze (ma in due eventi diversi)


Quello che va in scena oggi pomeriggio a Milano è l'unità, non elettoralmente ma nei programmi, tra la cosiddetta opposizione e le politiche repressive/securitarie contro i giovani in generale e delle periferie in particolare. "Buoni" quando subiscono in silenzio e criminali/maranza quando si ribellano e si prendono la scena e per riappropriarsi del loro futuro. Che nello scendere in piazza come il 17 mostrano che lottano anche per i lavoratori, i poveri che non ce la fanno più col carovita, come si vede in alcuni video o interviste (oscurati dalla canea mass mediatica) che mostra il vero volta di questa gioventù

Duomo, gli arrestati: “Ero curioso di vedere gli scontri”, “lì perché vogliono licenziare mio padre”

di Ilaria Carra, Carmine R. Guarino

Appunto il re è nudo, cosa è violenza, la perdita del lavoro/salario/casa o i giovani che si ribellano contro un futuro di m...., il razzismo e i soprusi quotidiani della polizia: cosa è violenza, la vetrina rotta di un brand del lusso o lo sfruttamento selvaggio e schiavista dei bambini del Bangladesh che quelle merci producono? Per la Cgil chiaramente la violenza è di questa gioventù, ma come una pensionata chiamando Radio Popolare dopo la presentazione da parte di Stanzione della Cgil si è detta indignata, non in senso letterale ma nei concetti, che questa opposizione si scaglia contro i propri figli e chiedendo cosa faccia il sindacato contro il carovita e per i diritti dei lavoratori. Appunto la cgil fa gli interessi dei padroni.

pc 21 ottobre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Il governo risponde alla rivolta con più Stato di polizia

 

pc 21 ottobre - Giù le mani dai nostri ragazzi! La repressione non ferma la ribellione. In piazza con loro per la caduta del governo Meloni

Lo Stato borghese e i suoi magistrati, imbeccati dal governo, sostenuti da una campagna stampa oscena, ha cominciato a condannare i ragazzi che hanno dato vita alla rivolta nel weekend di Milano, con processi per direttissima, in una logica da tribunali speciali nei confronti di questi ragazzi che si sono ribellati e hanno detto chiaro perché lo hanno fatto, mettendo al centro il carovita e l'impossibilità di accedere ai beni normali così come ai beni dei negozi della Milano bene.

Scandalo! Hanno attaccato i negozi della Milano bene, scandalo! Hanno messo a ferro e fuoco il centro cittadino, scandalo! 

Hanno resistito e reagito alla polizia che era lì per picchiarli, massacrarli, bastonarli, arrestarli, fermarli, molestarli!

Ecco, questo è un ritratto pieno e chiaro della società borghese innanzitutto, la società dei ricchi e dei padroni che tratta come barbari chi si ribella e si ribella in realtà con ragioni molto valide che sono le ragioni di tutti i proletari e le masse povere di questo paese che vedono il carovita taglieggiare i loro salari e rendere sempre più la loro vita impossibile. Così come il carovita taglieggia anche chi non è strettamente povero, ma che comunque pensava di stare al sicuro rispetto ai poveri, ai migranti, avendo fiducia nel sistema capitalistico, nell'Italia borghese, nell'Italia della Meloni oggi, come ha avuto fiducia - non ripagata - nell'Italia dei governi di centro-sinistra e dei tecnici del Capitale.

“È giusto ribellarsi”, questo lo diciamo innanzitutto ai lavoratori, alle masse povere del nostro paese, delle nostre città, dei nostri quartieri. Che aspettiamo a ribellarci? Com'è possibile accettare un presente di precarietà carovita e un futuro in cui l'unica cosa certa è che vogliono fare la guerra? Fino a

pc 21 ottobre - Movimento 17 ottobre a Bari? - Questo sabato stiamo a vedere...

ad esempio non vogliamo novax reazionari travestiti

Dalla Gazzetta del mezzogiorno

'Apparentemente si tratta di un movimento spontaneo, che dichiara di essere «un processo» e «non una sigla». Ma che da qualche giorno pare voler alzare il livello dello scontro. E tra le città in cui il «Movimento 17 ottobre» sta provando a chiamare la piazza c’è anche Bari: nella chat Telegram che è diventata il quartier generale della mobilitazione è spuntata la convocazione, per sabato alle 15 in Piazza Umberto, in contemporanea agli altri grandi centri.

Quello che accade è preso molto sul serio, visto che sulla radiografia di questo gruppo sta lavorando la Polizia di prevenzione, cioè il Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, con i contributi informativi che arrivano dalle Digos e dai Servizi. Non è ancora chiaro a nessuno, infatti, chi si nasconda dietro il nome e il simbolo: e dunque, al momento, è ritenuta astrattamente valida anche l’ipotesi di un’operazione eterodiretta...'