martedì 2 luglio 2013
pc 1 luglio - con la guerra popolare in India - Scintilla Rossa Forum Marxista Leninista
Compagni
, seguiamo con grande interesse le notizie che giungono dall'india e siamo
felici di sapere che in un paese come l'india il Partito Comunista ( Maoista )
conduce la lotta contro un governo corrotto gestito dai peggiori capitalisti ,
che ogni giorno depredano le risorse , vessano i proletari sfruttandoli nelle
fabbriche , e discriminano i contadini tenendoli nella povertà in modo da
sfruttarli meglio.
Scintilla Rossa Forum m -l saluta la grande guerra popolare , che infligge la giusta punizione agli sfruttatori che rastrellano i villaggi , saluta la rivoluzione indiana , grande occasione di riscatto per il proletariato indiano e si unisce a questa giornata importante per il proletariato mondiale.
Scintilla Rossa Forum m -l saluta la grande guerra popolare , che infligge la giusta punizione agli sfruttatori che rastrellano i villaggi , saluta la rivoluzione indiana , grande occasione di riscatto per il proletariato indiano e si unisce a questa giornata importante per il proletariato mondiale.
W
la rivoluzione socialista
W
la guerra popolare indiana
W
l'insurrezione di Naxalbari
Scintilla
Rossa Forum Marxista Leninista
lunedì 1 luglio 2013
pc 1 luglio - adesioni alla campagna internazionale in Italia
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Nella giornata del 1 luglio 2013 organizzazioni e partiti comunisti di tutto il mondo hanno lanciato una mobilitazione internazionale in sostegno della decennale guerra popolare in India portata avanti dal Partito Comunista Indiano (maoista). La scelta di questa data non è casuale, infatti ricorre l’anniversario dell’assassinio di Chrukuri Raj Kumar, detto Azad, dirigente e portavoce del Partito ucciso dalla polizia tra il 1 e 2 luglio del 2010. Difficilmente si sente parlare della guerra popolare in corso in India, potenza economica dei Brics, ma anche paese delle torture, del saccheggio sociale, delle stragi, delle deportazioni, degli stupri, della devastazione ambientale ad opera delle multinazionali straniere che hanno campo libero nel furto delle risorse energetiche. Contro tutto questo le popolazioni contadine, i cosiddetti dannati della terra, assieme alla sua avanguardia rivoluzionaria, il PCI(m) hanno deciso di ribellarsi contro i propri padroni e a quelli stranieri. Per quest’occasione pubblichiamo la presentazione che il Collettivo Tazebao ha scritto per pubblicizzare un suo lavoro editoriale appena uscito, rigorosamente autoprodotto, “Azad voce della guerra popolare in India”.
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La realtà della guerra popolare in India irrompe sui mass media internazionali e italiani solo in corrispondenza alle azioni più clamorose che l’Esercito Guerrigliero Popolare e il Partito Comunista Maoista portano a termine e rivendicano, come nel caso del recente vittorioso attacco del 25 maggio contro esponenti del Congresso Indiano, oppure quando singoli episodi coinvolgono giocoforza il nostro paese, come nel caso della cattura dei due turisti italiani un anno fa.
Si tratta, invece, del più rilevante processo
rivoluzionario a livello mondiale nella fase attuale: all’interno di
quella che oramai viene definita la terza potenza economica mondiale,
la prospettiva della rivoluzione proletaria emerge con vigore e tenendo
testa ad una repressione sempre più barbara.
In quanto comunisti, pensiamo che un’esperienza come
questa non vada semplicemente documentata, bensì debba fungere da fonte
di insegnamento e di acquisizione di patrimonio per l’avanzamento
politico della causa rivoluzionaria del proletariato internazionale.
Ciò vale anche nella situazione, profondamente diversa dal punto di
vista oggettivo e soggettivo, della società capitalista-imperialista,
pressata dalla crisi, nella quale viviamo; sempre che sapremmo cogliere
ed applicare creativamente il metodo di conoscere e affrontare le
contraddizioni del reale, oltre agli insegnamenti sostanziali, che
l’esperienza della lotta rivoluzionaria in India ci riesce a comunicare
con viva forza.
E’ con questo spirito che abbiamo faticosamente e
lentamente realizzato il libro ”Azad voce della guerra popolare in
India”, che raccoglie scritti e interventi diffusi pubblicamente del
compagno Cherukuri Raj Kumar, detto Azad, dirigente e portavoce del
Partito Comunista dell’India (maoista) – ucciso il 2 luglio 2010 dalla
polizia. Proprio in occasione del prossimo anniversario del suo
martirio, organizzazioni e partiti comunisti di diversi paesi hanno
lanciato una data di mobilitazione internazionale in appoggio alla
guerra popolare in India. Questa nostra iniziativa editoriale e
propagandistica vuole essere un contributo anche a questa ricorrenza e
giornata.
Il Partito Comunista dell’India (maoista), infatti,
non è solo nella sua eroica lotta e il maoismo si sta confermando come
l’unica prassi-teoria capace di rilanciare il movimento comunista nella
lotta contro l’imperialismo e per la rivoluzione proletaria. Proprio
per questi motivi, abbiamo affiancato, a conclusione del libro, una
parte di appendice sui principali partiti comunisti maoisti nel mondo e
sul valore del maoismo come sintesi più avanzata della prassi e della
teoria della lotta di classe.
Eventuali ordini di spedizione possono essere svolte a
questa mail. Il prezzo è di 15 euro (pp. 356), ovviamente trattabile e
con pagamento posticipabile nel caso di spedizioni per diffusioni.
Siamo disponibili per iniziative di presentazione.
Collettivo Tazebao – per la propaganda comunistapc 1 luglio - - L'ADESIONE DEL MFPR ALLA GIORNATA DI SOSTEGNO ALLA GUERRA POPOLARE IN INDIA
Il Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario aderisce e sostiene con entusiasmo la nuova giornata internazionale di sostegno alla guerra popolare in India del 1° luglio.
In
occasione della mobilitazione nazionale da noi lanciata per il 6 luglio a
Roma
contro i femminicidi e le violenze sessuale contro le donne, faremo un
presidio sotto l’ambasciata indiana, rinnovando quel “ponte dall’Italia
all’India” che dalla Conferenza internazionale di Amburgo, all’8 marzo
di
quest’anno in Italia (in cui striscioni sono apparsi alle ambasciata di
Roma,
consolato di Milano e all’università di Palermo) stiamo portando avanti
per
rendere concreta la solidarietà con le imponenti manifestazioni di donne
che vi
sono state dopo gli atroci stupri e uccisioni dei mesi scorsi e per
mostrare
l’unica vera strada per la liberazione delle donne contro oppressione,
sfruttamento, stupri: quella del protagonismo rivoluzionario diretto
delle
donne nella guerra popolare, contro gli Stati, i governi, gli uomini che
odiano
le donne!
Il
nostro entusiasmo è stato accresciuto recentemente dalla notizia dell’attacco del
25 maggio contro i 27 leder del Congresso e attivisti e poliziotti. In
particolare la uccisione di Mahendra Karma capo fascista del Salwa Judum,
acerrimo nemico delle masse popolari del Bastar, oppressore, assassino, ladro
ma anche stupratore, non può non essere salutata come un grande atto di
giustizia oltre che dalle donne dell’India anche dalle donne oppresse
dell’Italia come di tutto il mondo.
Questo
personaggio era giustamente odiato dal popolo e in particolare dalle donne.
Riportiamo
dal comunicato del PCI(M) del 26 maggio:
“…Questo
capo fascista aveva stretti legami con le grandi imprese e le classi capitaliste
in Bastar che vogliono imporre i loro sporchi interessi contro il popolo.
“…nel
periodo del 1992-1996 Mahendra Karma, colluso col mercato nero del legno aveva
fatto milioni di rupie truffando il popolo adivasi… fu ministro delle carceri
di tutto il Madhya Pradesh. Più tardi diventò ministro dell’industria e
commercio… Ci furono allora in Nagarnar ingenti requisizioni di terre la
costruzione dell'impianto siderurgico proposto dalla Romelt/NMDC. Mentre le
popolazioni locali rifiutavano di abbandonare le loro terre, Mahendra Karma ebbe
un ruolo chiave nella requisizione forzata delle terre e nella brutale
repressione del popolo col supporto delle forze di polizia… Nel 1997-98 fu
lanciata la seconda campagna Jan Jagaran… Centinaia di persone furono
torturate, arrestate e incarcerate. Ci furono molti casi di case saccheggiate e
incendiante e di donne violentate. Si opponevano anche ad altri cambiamenti
progressivi, come la fine dei matrimoni forzati per le donne, la lotta alla
poligamia, ecc.
Dopo la
nascita di PCI (Maoista)… le classi dominanti sfruttatrici intensificarono la
loro offensiva contro-rivoluzionaria sotto la guida degli imperialisti per
schiacciare il movimento rivoluzionario. Inizio così nella regione Bastar, il
brutale attacco noto come Salwa Judum… È difficile trovare altri esempi storici
paragonabili per gravità alla devastazione e barbarie causate da Salwa Judum
nella vita del popolo del Bastar. Più di mille persone uccise a sangue freddo;
640 villaggi incendiata e ridotti in cenere, migliaia di case saccheggiate,
mangiando o razziando polli, capre, maiali, ecc; più di due milioni di persone
costretto a spostarsi altrove; più di 50 mila persone trascinate nei campi di
“soccorso” gestiti dallo Stato. Così il Salwa Judum è diventato una maledizione
per il popolo. Centinaia di donne stuprate in gruppo. Molte uccise dopo lo
stupro. Massacri in molti villaggi… Ci sono stati diversi casi di persone
brutalmente tagliate a pezzi prima di essere scaricate nei fiumi. Molte donne
sono state violentate dai suoi sicari su ordine diretto di Mahendra Karma, che
è stato anche direttamente coinvolto in molti episodi di incendi di villaggi,
torture e uccisioni. Così, nella mente del popolo di Bastar, il nome di
Mahendra Karma è impresso come quello di un disumano assassino, stupratore e
servo fedele dei grandi capitalisti…”.
SEMPRE GLI
STUPRI, LE VIOLENZE, LE UCCISIONI DELLE DONNE, LA VIOLAZIONE DEI LORO DIRITTI,
HANNO ACCOMPAGNATO IL LAVORO SPORCO DI MAHENDRA KARMA, COME DEGLI ALTRI MEMBRI
DEL CONGRESSO, PER SPIANARE LA STRADA AGLI INTERESSI DEI GRANDI CAPITALISTI IN
INDIA, COMPRESI QUELLI EUROPEI E ITALIANI.
In India molte violenze
sessuali sono stupri di guerra, perpetrati dai militari e da forze paramilitari
che tentano in questo modo di reprimere e fermare la ribellione e la forza
delle donne.
Ma, come abbiamo detto alla
conferenza di Amburgo, per molte donne le violenze subite e gli stupri si sono
trasformate in una ragione in più per ribellarsi e unirsi alla guerra popolare.
Come,
quindi, le donne e anche noi non potremmo gioire! Finalmente sono state
vendicate centinaia di madri e sorelle vittime delle più crudeli forme di
violenza, umiliazione e stupro.
Ma non
solo. Nella situazione in India che ha visto nei mesi scorsi l’espandersi di tremendi
stupri e uccisioni di ragazze, di bambine, ma anche una imponente e vasta
risposta di milioni di persone soprattutto donne contro queste violenze, a
fronte, invece di un governo, uno Stato che, al di là delle parole ipocrite, ha
cercato di tutelare gli stupratori e assassini dalla giusta violenza delle
donne mentre mandava i propri poliziotti, soldati a reprimere le
manifestazioni, QUESTO ATTACCO AI NEMICI DEL POPOLO E DELLE DONNE E’ ANCHE UNA
RISPOSTA E UNA SPERANZA A TUTTO QUESTO.
Movimento
Femminista Proletario Rivoluzionario
pc 1 luglio - i blog comunisti si uniscono nel sostegno alla GP in India
FORUMARXISTA
sábado, 29 de junio de 2013
RBC: Comunicado de apoyo a la guerra popular en la India
COMUNICADO DE LA RED DE BLOGS COMUNISTAS (RBC) ANTE LA JORNADA INTERNACIONAL DE APOYO A LA GUERRA POPULAR EN LA INDIA
(1 de julio de 2013)
pc 1 luglio - dall'India (Naxalbari)
Al
Comitato
Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India
Cari compagni,
Salutiamo i vostri
continui sforzi che fate per portare il messaggio della Guerra Popolare in
India alle masse del mondo e costruire il sostegno alla sua sostanza rivoluzionaria.
Questo è oggi assunto attraverso l’appello per una Giornata di sostegno
indicata nel 1° luglio. Attraverso Internet vediamo che questa attività ha
raggiunto 36 paesi in quasi tutti i continenti. È un salto evidente e un forte
risultato della Conferenza di Amburgo.
Dopo il colpo contundente
portato dai compagni del PCI(maoista) contro le classi dominanti il 25 maggio
(che coincide col giorno della commemorazione dei primi martiri della lotta
armata di Naxalbari), lo Stato indiano ha freneticamente accelerato l’impiego
della sua Forza Aerea e dell’esercito nella “guerra al popolo”. Il numero di
droni utilizzati è cresciuto drasticamente e la loro ruolo in combattimento si sta
ampiamente allargando. Sicuramente si avranno presto notizie di come stia aumentando
il numero dei civili assassinati dallo stato. Ciò già sta avvenendo da terra,
presto lo si fara dall’alto.
Ma la guerra
rivoluzionaria non si può soffocare. In India lottiamo per rafforzarla
realizzando i nostri compiti per aprire un nuovo fronte di questa guerra.
Il crescente sostegno
internazionale che questa guerra popolare ha conquistato è un’ispirazione.
Conferma la valutazione contenuta nella risoluzione della Riunione Speciale di
partiti del MRI del 2012: le guerre popolari sono punti di riferimento
strategico della crescente odnata di ribellioni che scuote il mondo. I vostri
sforzi per popolarizzare la Guerra Popolare in India ha giocato e continua a
giocare un grande ruolo nel farne emergere il significato rivoluzionario. Vi
auguriamo ogni successo nella realizzazione della Giornata di Sostegno che
avete proclamato.
Coi nostri saluti rivoluzionari,
Il Comitato di Organizzazione Centrale,
PCI
(M-L) NAXALBARI
28 giugno, 2013
pc 1 luglio - dalla Turchia
tradotto in spagnolo
Mensaje del MLKP Turquía/Kurdistán Norte al Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la India
Queridos camaradas:
Saludamos vuestra iniciativa de enarbolar la bandera del camarada Azad que vive en nuestra lucha y la determinada y legítima lucha armada de los camaradas indios. Expresamos nuestra solidaridad con la gran lucha desarrollada en la India, que es una inspiración no solo para nosotros sino para las fuerzas revolucionarias y comunistas del mundo entero. Expresando nuestra solidaridad internacionalista os saludamos con el espíritu de nuestro alzamiento de Taksim que continúa creciendo en el país.
Con saludos revolucionarios
MLKP [Partido Comunista Marxista Leninista]
Turquía/Kurdistán Norte
Buró Internacional
pc 1 luglio - Cento voci per un appello Conferenza di amburgo 24 novembre 2012
Giornata
Internazionale di Sostegno
alla Guerra Popolare in India
alla Guerra Popolare in India
Cento Voci, un Appello
Citazioni
dagli interventi alla Conferenza Internazionale a Sostegno della Guerra
Popolare in India, Amburgo 24 Novembre 2012
Facciamo appello a tutte le forze presenti per fare insieme
questa avanzata, per continuare questo lavoro in ogni paese, per usare tutte le
forme di lotta, dalle mobilitazioni per sensibilizzare e unire le masse, ad
iniziative che colpiscano i simboli del regime indiano e dell'imperialismo.
Comitato
Internazionale di sostegno della Guerra Popolare in India
I nostri compagni in India stanno combattendo la loro
battaglia per la vita o la morte contro l’imperialismo e i suoi lacchè. Grandi
sono i loro sacrifici e li stanno facendo per la liberazione dell’umanità dal
giogo imperialista per mano dei più oppressi, i più sfruttati.
Lega contro
l’Aggressione Imperialista, Amburgo
La costruzione di un ampio sostegno a difesa la guerra
popolare e la costruzione una resistenza ampia alla disumana repressione si
integrano a vicenda. C’è una realtà nuova, una situazione trasformata, che è
stata creata dallo sviluppo della guerra popolare. Che si sta creando in
condizioni di devastazione, di globalizzazione e di crisi imperialista. Ma,
all'interno di ciò, è la guerra popolare, la rivoluzione per prendere il potere
e costruire una nuova società democratica, che la determina.
Partito
Comunista dell’India (M-L) Naxalbari
Abbiamo tenuto di fronte all'ambasciata indiana una
manifestazione di centinaia di dirigenti contadini contro la Operazione Green
Hunt. Abbiamo realizzato e riprodotto migliaia di manifesti a sostegno della
guerra popolare in diverse regioni del paese e dipinto sui muri in varie
regioni del paese (anche in modo permanente) gli slogan : "Viva la guerra
popolare in India", "Viva il PCI maoista", "Abbasso la
Operazione Green Hunt ". Abbiamo anche fatto uno sforzo per diffondere i
documenti del PCI(M) e del Fronte Democratico Rivoluzionario di tutta l'India.
Fronte Rivoluzionario di Difesa dei Diritti del Popolo
(Brasile)
Ma il popolo indiano sta combattendo, sta conducendo una nuova
rivoluzione democratica. Sotto la direzione del Partito Comunista dell'India
(Maoista), la guerra popolare in corso sta costruendo migliaia di
organizzazioni popolari e Comitati popolari rivoluzionari nelle campagne. Nelle
città, le organizzazioni di massa guidate dal PCI (Maoista) lanciano vaste
campagne di azioni e di protesta di massa, scuotendo dalle fondamenta il potere
statale reazionario.
Partito Comunista delle Filippine
Va anche ribadito che il modo migliore
per sostenere la guerra rivoluzionaria in India è intensificare la lotta contro
la semi-feudalesimo, il capitalismo e l'imperialismo ovunque. Vale dire lanciare
anche nuove guerre popolari altrove.
Partito Comunista (maoista) dell'Afghanistan
Oggi l’Esercito Guerrigliero Popolare di Liberazione è il
nostro esercito. È la prima linea della lotta rivoluzionaria contro
l'imperialismo, il feudalesimo e il capitalismo, per l'importanza dell'India
nell'economia mondiale imperialista e nell'ordine geopolitico.
Partito
Comunista Rivoluzionario, Canada
In questo periodo di crisi dell'imperialismo, la guerra
popolare in India deve essere fonte di ispirazione per tutti i comunisti, i rivoluzionari,
la classe operaia e i popoli del mondo.
Partito Comunista Maoista di Francia
La guerra popolare in India è un punto d’appoggio per lotta
degli altri popoli, per questo occorre farla conoscere anche a coloro che
lottano negli altri paesi per lo stesso scopo: la liberazione nazionale e
sociale.
Comitato di Sostegno alla Rivoluzione Indiana, Francia
È tempo che i popoli di tutto il mondo si sollevino e si
oppongono alla classe dominate indiana compradora-burocratica. Ed è tempo che ci
organizziamo con la dedizione e la determinazione necessarie a questo scopo. Per
un gigantesco movimento di massa dei popoli di tutto il mondo da costruire in
modo da dare un sostegno pratico al popolo indiano sulle questioni concrete connesse
alla repressione di Stato.
Mass Line, Olanda
Tutti
quanti combattono l’imperialismo, in India e ovunque, sono nostri alleati nella
nostra battaglia contro l’imperialismo, contro le direzioni riformiste e per la
costruzione del nostro partito.
OCML Voie Prolétarienne, Francia
Le
mani insanguinate degli assassini reazionari saranno tagliate dalle masse, non
abbiamo dubbi, per quanto forti possano apparire, o credere si essere, questi
criminali sono solo tigri di carta di fronte alla guerra popolare delle masse,
che è poderosa e invincibile.
Comitato di
Sostegno alla Guerra Popolare in India, Galizia
Comitato per la Costruzione del Partito Comunista Maoista di Galizia, Stato Spagnolo
Comitato per la Costruzione del Partito Comunista Maoista di Galizia, Stato Spagnolo
Nessun
internazionalista proletario può essere indifferente allo sviluppo della
rivoluzione in India.
Gran Marcha Hacia el Comunisma, Madrid
… solidarietà con le donne indiane che lottano nella guerra
popolare oggi più grande e incisiva, che dà una risposta liberatrice anche alla
condizione di dura violenza sessuale e oppressione, che le donne subiscono in
maniera feroce in India - e nel mondo.
In India molti stupri sono di guerra, compiuti da militari e
paramilitari per reprimere ed annichilire la rabbia e la forza delle donne. Ma
per tantissime donne la violenza e gli stupri subiti sono diventati una leva
per ribellarsi per unirsi alla guerra popolare.
Movimento
Femminista Proletario Rivoluzionario, Italia
I compagni indiani fanno grandi sacrifici. La Guerra
popolare ci mostra il vero significato di mettere il collettivo prima
dell'individuo. Essi non solo antepongono a sé stessi gli adivasi, le caste
inferiori, i contadini e proletari dell’India. Essi antepongono la speranza
dell'umanità, e il futuro dei popoli e lavoratori di tutto il mondo, alla loro
stessa vita.
India
Solidarity, Norvegia
L'importanza
della guerra Popoli in India non sta solo nelle sue dimensioni enormi e il conseguente
livello di genocidio e atrocità perpetrate dell'imperialismo contro il popolo
dell'India, sta anche nel suo potenziale.
Red Action, Croazia
Fare
propaganda a sostegno della guerra popolare e controinformazione sul terrorismo
dello Stato indiano e dell'imperialismo è un compito importante. Questo è necessario per costruire un
ampio fronte di solidarietà con la guerra popolare in India e per dare alle
masse una prospettiva rivoluzionaria per mobilitarle nelle lotte.
Revolutionarer Aufbau
Comitato di Sostegno alla Guerra Popolare in India, Austria
Comitato di Sostegno alla Guerra Popolare in India, Austria
Affermiamo
che la guerra popolare in India è la nostra guerra, perché l'imperialismo ei
suoi lacchè fanno guerra ai lavoratori sfruttati e ai popoli oppressi di tutto
il mondo e di fronte a questa violenza di Stato reazionaria, solo la guerra
popolare diretta dal Partito comunista maoista può portare la vittoria, la
liberazione e la costruzione del potere popolare, la nuova democrazia, aprendo
la strada al socialismo.
Movimento Comunista Maoista,
Tunisia
pc 1 luglio - CC del PCI(Maoista) 11 giugno 2013
Partito Comunista d’INDIA (Maoista)
Comitato Centrale
Comunicato stampa
11 giugno 2013
Smascherare la manovra delle classi
dominanti per lanciare maggiori offensive contro il popolo prendendo a pretesto
l’attacco del 25 maggio
Unirsi, combattere e sconfiggere la “guerra al popolo”
La banda criminale che ha fatto
del Parlamento indiano la sua tana è nel panico. Sono terrorizzati, tremanti,
febbrili, furiosi, armati. Reclamano sangue, scoprono le zanne, sputano veleno.
Dopo tutto, è comprensibile. l’attacco del 25 maggio a Jeeramghati ha colpito
uno dei loro più fidati luogotenenti.
In termini concreti, questa
manica di criminali, non si cura troppo della morte di Mahendra Karma, cosa che
si aspettavano potesse accadere dopo aver scatenato il caos e i massacri del
Salwa Judum (SJ), che tutti hanno contribuito a creare e lasciato imperversare,
come i senatori romani che stavano a guardare i giochi dei gladiatori nel
Colosseo: Karma era come il volto pubblico del SJ, le forze armate fasciste mercenarie
dello stato centrale e locale davano il loro sostegno. Piuttosto, sono
spaventati perché in questo paese, dove ogni forma di sfruttamento,
oppressione, repressione, corruzione e truffa domina quasi incontrastata, come prassi
quotidiana, spudoratamente sotto gli occhi di tutti, il fatto che qualcuno “là
fuori” riesca far pagare il conto a questi criminali fascisti e a fare giustizia
non è casa tanto facile da digerire. È come trovarsi completamente nudi e
vulnerabili, con tutte protezioni Z-plus e gli apparati di sicurezza
improvvisamente svanite nel nulla, col fiato sul collo della furia delle masse
represse. È più che comprensibile. Un valido motivo per essere sconvolti.
Chissà chi sarà il prossimo? E,
ancora più agghiacciante, che ne sarebbe di loro se il popolo, definitivamente
disgustato dalle sempre più insopportabili imprese di questi politici cani da
compagnia, truffaldini, antidemocratici, servili, crudeli e antipopolari, decidesse
di considerare questa opzione per sfogare la propria ira e porre fine alle loro
consuete prestazioni al servizio dei compradori? Peggio ancora, che ne sarebbe
se il popolo decidesse di liberarsene in blocco, rovesciando il sistema
parlamentare, come i maoisti dicono e invitano il popolo a fare ? Davvero molto preoccupante.
Per una volta, è bene che siano
preoccupati. Capiscono meglio che nessun politico può farla franca per quel
genere di repressione neofascista contro i più poveri tra i poveri di questo
paese che è stata perpetrata coi nomi di Salwa Judum, Sendra, Shanti Yatra, Shanti
Sena, Harmad Bahini, Bhairav Bahini, TPC, Operazione Green Hunt, non può farla
franca per la svendita delle ricchezze del nostro paese, una dopo l’altra, come
routine quotidiana, a colazione, pranzo e cena per riempire il buco nero delle
insaziabili visceri della bestia imperialista, non può farla franca per aver
reso frasi senza senso ogni parola che dà senso alla nostra esistenza di esseri
umani, quali libertà, indipendenza, sovranità, autodeterminazione e democrazia.
Capiscono meglio per l'ennesima volta (a partire dai tempi della rivolta di
Spartaco) che un popolo schiacciato in modo così crudele non potrà mai accettare
tutto restando passivo per sempre. Per una volta, è meglio che siano allarmati.
Karma, un latifondista di tipo
medievale, artefice del SJ, avido,
sadico, stupratore e nemico della sua stessa tribù, la maggior parte degli
uomini della sua sicurezza, non era che carne da macello, ma senza dubbio hanno
cooperato nelle sue scorribande e massacri; alcuni dirigenti SJ; e alcuni alti
dirigento del Partito del Congresso; questi elementi sono stati eliminati
nell'attacco del 25 maggio. Purtroppo sono morti anche pochi altri, coinvolti
nella sparatoria iniziale, nonostante tutti i sforzi per ridurre al minimo le
perdite una volta che gli obiettivi principali erano stati colpiti e il
compagno Gudsa Usendi, portavoce dell'unità del nostro partito in DK ha già
presentato le nostre scuse per questo. L'elenco delle brutalità perpetrate da
Karma e dai suoi potrebbe riempire molti volumi. Molti di questi, non tutti,
sono stati documentati in dettaglio dal PCI (Maoista), da organizzazioni di
massa rivoluzionarie e democratiche, da organizzazioni per i diritti umani e
civili, da democratici, giornalisti e cittadini preoccupati per tutti coloro
che vogliono vederli. Tutte le speculazioni complottarde che cricolano sui
media circa le ragioni di questo attacco non hanno altro scopo se non
distogliere l'attenzione della gente dalla verità. Una spudorata manovra dei
mass media per nascondere la verità sulla brutalità del SJ e il ruolo
dell'esercito indiano, delle grandi aziende, dello Stato centrale e governi
locali, dei partiti del Congresso e BJP e dei macellai come Karma, nella
formazione e sviluppo in un mostro assetato di sangue. Tanta è la loro ansia di
liquidare i maoisti che non prendono neppure in considerazione che il SJ è
stato definito illegale dalla loro stessa più alta istituzione, Corte Suprema.
E tutti, compreso Jairam Ramesh, ripetono ancora una volta l'argomento più
assurda e logoro, la "teoria del sandwich", per cui gli Adivasi
sarebbero schiacciati da le forze armate da un lato e i maoisti dall'altro. Se
ne sono convinti davvero, perché allora non esigono che per prime le forze
armate, dispiegate in centinaia di migliaia dai governi centrali e locali,
siano immediatamente ritirate, se loro stessi ammettono che opprimono gli
Adivasi? Le loro bugie sorvolano sul fatto che nelle aree di forza del
movimento la stragrande maggioranza dei maoisti sono Adivasi . Il nostro
partito ribadisce che non abbiamo mai lavorato contro gli interessi del popolo.
Sono le classi dominanti e le loro forze che sopprimono il popolo e il nostro
partito le combatte.
Che tutti i nemici del popolo
affrontino la verità - la pura e semplice nuda verità. Il nostro Partito e il PLGA
difendono il diritto del popolo a difendersi da oppressori e saccheggiatori e
il 25 maggio i nostri coraggiosi PLGA guerriglieri hanno guidato sul campo il
popolo per eliminare alcuni dei peggiori nemici del popolo rivoluzionario
dell'India, in particolare del popolo di Dandakaranya e più in particolare del
popolo Bastar e i nemici di alcune altri popoli, come parte della più generale resistenza
contro i grandi latifondisti e lo sfruttamento e razzia delle grandi aziende. Cogliamo
l'occasione per ribadire a con forza ancora una volta che il nostro PLGA continuerà
a difendere il popolo e il suo diritto di difendersi e a condurlo sul campo di
battaglia fino a quando le forze governative, bande di mercenari pagate dagli
stati e i nemici di classe continueranno la loro “guerra al popolo”. Perché senza
l’Esercito Popolare gli oppressi non hanno nulla.
Questo per quanto riguarda l’attacco
del 25 maggio. Ma ciò che vogliamo porre all'attenzione del popolo è il modo
sconcertante in cui si discute di democrazia solo di fronte a questi attacchi.
Non è più che strano che essa sia diventa la più rara delle merci disponibili su
piazza nel mercato del Parlamento e sia invece in svendita solo quando le masse
lavoratrici realizzano un Bhagat Singh in qualche angolo remoto del paese? In
realtà, siamo stufi del modo in cui anche noi maoisti facciamo notizia solo dopo
questi attacchi. Quindi, per cambiare, perché non guardiamo a quanto accaduto come
una parte della nostra vita quotidiana per fare della democrazia o maoismo un
argomento importante tutti i giorni?
Coerentemente alla sua natura
social-fascista l’ufficio politico del PCI(Marxista) ha chiesto “un'azione
decisa” per porre fine a “queste incursioni maoiste” e ha fatto appello a “tutte
le forze democratiche a combattere la politica della violenza da parte dei
maoisti” e tutti i principali partiti politici, dal Congresso al BJP, dal SP al
JD (U) sono andati anche oltre nella condanna di questo attacco senza dire una
sola parola circa i motivi reali dietro di esso. I grandi media hanno prodotto
il meglio delle loro menzogne e reclamato il sangue dei maoisti più di ogni
altra cosiddetta istituzione democratica, dai farabutti leccapiedi che sono . La
riunione sulla sicurezza interna dei primi ministri e la successiva riunione di
tutti i partiti tenutesi all’indomani dell'attacco del 25 maggio, lo hanno
descritto come un "attacco diretto alla democrazia e alla libertà". I
primi ministri hanno dichiarato
all'unanimità “Rigettiamo con forza l'ideologia dei maoisti. Vogliono rovesciare
la democrazia parlamentare e la Costituzione indiana con mezzi violenti ... dobbiamo
resistere con tutte le nostre forze”. Hanno deciso di “usare tutti i mezzi
legittimi a loro disposizione” per contrastare le attività del PCI (Maoista) e strillato
che non ci sarà nessuna tolleranza o compromesso con esso.
"Facciamo appello ai giovani
degli Stati interessati a rinunciare alla violenza e a perseguire i loro
obiettivi con mezzi legittimi e democratici. Assicuriamo loro che siamo
sensibili alle loro istanze e che faremo ogni sforzo per portarli nel consesso
della vita sociale e politica " si aggiunge nella risoluzione. La stessa posizione
è stata espressa nel corso della riunione di tutti i partiti.
Democrazia? Libertà? Di chi, e
per che cosa? Meglio chiederlo alle donne che sono state violentate, stuprate
in grippo e/o uccise, ai bambini che ne sono stati testimoni e a loro volta
vittime di atrocità/massacri commessi da bande di paramilitari come SJ e forze
armate contro le loro famiglie e villaggi che cosa significano queste parole
vuote. L'unica democrazia che vediamo è la democrazia per i saccheggiatori che
consegnano per quattro soldi agli imperialisti le ricchezze del nostro paese e reclamano
la loro parte tra le briciole. L'unica libertà che vediamo è quella delle forze
armate di saccheggiare, distruggere, stuprare, massacrare e deportare le masse
oppresse per gli interessi degli imperialisti, della borghesia burocratica
compradora (BBC) e dei grandi latifondisti. Il Parlamento indiano è una delle istituzioni
più corrotte del mondo che permette e agevola tutto questo in nome della
'democrazia e libertà'. Allora, che cosa c'è di sbagliato nel voler e chiamare
a rovesciare un’istituzione che da 60 anni porta il popolo del nostro paese in
un tunnel buio, senza altra via di se non la loro distruzione? Non si insegna
nelle scuole che la democrazia è con popolo, per il popolo e del popolo? E
allora il popolo non ha il diritto di rifiutarla o anche abbatterla quando questa
esiste e agisce proprio per danneggiare i suoi interessi? Lasciamo da parte gli
attacchi come a Tadimetla o Jeeramghati. Questo sono tattici, parte inevitabile
della resistenza di un popolo quando, come detto prima, centinaia di migliaia
di truppe vengono dispiegate per reprimerli con enorme impiego di armi moderne.
Non riducete la nostra linea politica e prassi a questo tipo di attacchi. Il
PCI (Maoista) è un partito politico con un’ ideologia dal chiaro taglio scientifico
- il marxismo-leninismo-maoismo - una linea politica e un programma politico
che porterà alla creazione di una vera democrazia per il popolo del nostro
paese. Chiunque voglia parlare o scrivere qualcosa sui maoisti farebbe meglio a
studiarseli prima di etichettarci come terroristi, estremisti di sinistra ecc.
In breve, il PCI(Maoista) afferma
che l'India è un paese semi-feudale e semi-coloniale, i bersagli della nostra
rivoluzione sono l'imperialismo, il capitalismo burocratico compradore e il feudalesimo
che sfruttano e opprimono il popolo del nostro paese e devono essere rovesciati
attraverso la Rivoluzione di Nuova Democrazia (RND) per stabilire una Repubblica
Federale Democratica dei Popolare. La contraddizione tra feudalesimo e grandi
masse è al momento la contraddizione principale. Nel processo di risoluzione di
questa contraddizione attraverso la rivoluzione agraria armata, che è l'asse
della RND, cioè la guerra popolare di lunga durata, si apre la strada alla
risoluzione delle altre contraddizioni. Il carattere semi-feudale
semi-coloniale della società indiana fa sì che la rivoluzione indiana debba passare
attraverso due fasi. Il compito della prima fase è trasformare la società
semifeudale semi-coloniale, in una nuova società democratica indipendente,
attraverso la risoluzione delle due contraddizioni fondamentali della società
indiana attuale, e cioè la contraddizione tra popolo indiano e l'imperialismo e
la contraddizione tra grandi masse e feudalesimo. A sua volta, in continuità,
il compito della seconda fase è quello di stabilire il sistema socialista e
continuare la rivoluzione avanzando verso il comunismo su scala mondiale.
Questo stato di nuova democrazia sarà una dittatura democratica del popolo
esercitata dal fronte unito che comprende proletariato, contadini, piccola
borghesia e la borghesia nazionale sotto la direzione del proletariato e basato
sull'alleanza tra operai-contadini. Questo Stato garantirà una vera democrazia
per la stragrande maggioranza del popolo, mentre eserciterà la dittatura sulla
piccola minoranza di sfruttatori. Questa rivoluzione di nuova democrazia
porterà l'indipendenza nazionale è sradicherà la schiavitù, lo sfruttamento e
il dominio imperialista e stabilirà la democrazia del popolo sradicando
l'autocrazia feudale.
Operai, contadini e poveri delle
città, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione del nostro
paese vivono in povertà assoluta, sono oggi vittime di fame, malattie, disumano
sfruttamento e oppressione feudal-imperialista e si liberano da tutto ciò attraverso
la RND. Essa sovverte l’inumana gerarchia del sistema feudale Brahminico delle
caste, che da secoli opprime centinaia di migliaia di dalit e altre caste
oppresse e il sistema sociale patriarcale feudale e imperialista che sfrutta e
opprime la metà della popolazione, le donne. Essa distrugge il dominio sciovinista
indù che opprime le minoranze religiose nel nostro paese, in particolare
musulmani e cristiani. La grande maggioranza degli Adivasi da lungo tempo sono stati
privati della loro terra e dei mezzi di sussistenza tradizionali, senza ricevere
alcuna alternativa e sono state le principali vittime di 'sviluppo' e 'migrazione'.
In una società di nuova democrazia vivrebbero una vita di dignità, libertà e
autonomia. L'India è oggi una prigione di nazionalità. Lo stato di nuova
democrazia riconoscerebbe inequivocabilmente il diritto all'autodeterminazione
delle nazionalità, compreso il diritto alla secessione, e l’India di nuova
democrazia sarebbe formata solo da quegli stati che rimanessero volontariamente
all'interno di essa. Il marcio, decadente, antidemocratico, anti-popolare,
odioso cultura semi-coloniale e semi-feudale domina in tutti gli ambiti della
nostra vita sarebbe distrutta. Avrebbero fine l'odio per chi lavora,
patriarcato, superstizione, autocrazia, schiavitù imperialista, sciovinismo
nazionale, comunitarismo, sistema di caste, cieca avidità, egoismo, cultura
consumista, e la perversa ideologia e cultura sessista. Si estinguerebbe la cultura
feudale, che è in primo luogo quella della superiorità innata, cha ha base
nella casta Brahminica.
Questo stato farà del suo meglio
per risolvere pacificamente ed equamente dispute di confine, per l'acqua e
altre controversie con i paesi vicini e svilupperà con essi relazioni
amichevoli. Questo stato non potrà mai esercitare alcun comportamento
espansionista con i paesi vicini. Questo Stato democratico popolare stabilirà
l'unità con il proletariato internazionale e le nazioni oppresse del mondo, si
opporrà alla guerra imperialista e ad aggressione, sopraffazione, sovversione e
interferenza, ecc Sosterrà e aiuterà con tutti i mezzi le lotte rivoluzionaria
e la guerra rivoluzionaria, in particolare le lotte condotte sotto la guida delle
forze rivoluzionarie maoiste contro il capitalismo, l'imperialismo e la
reazione in tutto il mondo.
Per chi voglia approfondirlo, il
programma sintetico in 25 punti della Repubblica Federale Democratica Popolare
o stato di nuova democrazia è chiaramente delineato nel programma del Partito
del PCI (Maoista). Centrate su questo le discussioni sui maoisti centro.
Le classi dominanti fanno appello
ai giovani a rinunciare alla violenza e a perseguire i loro obiettivi con mezzi
legittimi e democratici. È giusto? Non è senso comune che per usare mezzi
"legittimi e democratici” occorrerebbe una almeno qualche parvenza di
democrazia? Le organizzazioni sindacali dei lavoratori, le organizzazioni contadine
e dei lavoratori agricolo, le organizzazioni femminili, le organizzazioni
culturali, studentesche e giovanili e perfino quelle dei ragazzi sono bandite. Le
voci di scrittori, artisti, democratici, intellettuali e le loro organizzazioni
sono soffocate. I diritti fondamentali vengono giornalmente calpestati. Leggi reazione
sono approvate e aggiornati con regolarità infallibile seguendo le orme dei
colonialisti e di pari passo si intensificano le misure repressive. I tribunali
sono dalla parte dei grandi criminali, politici corrotti, trafficanti e
delinquenti, mentre attivisti politici e sociali e le gente comune innocente
vengono gettati in prigione, torturati e uccisi. Questo è ciò che subiscono i
giovani del nostro amato Paese, che hanno un potenziale enorme per sviluppare
il nostro paese in un vero Stato sovrano, democratico, prospero e indipendente.
Le centinaia di migliaia di giovani assassinati a sangue freddo dalle forze di
sicurezza indiane nel Kashmir, nel Nord-Est e nelle vaste aree rurali di Andhra
Pradesh, Dandakaranya, Bihar, Jharkhand, Odisha, West Bengal, Maharashtra, UP,
Karnataka, Assam, MP e nelle altre aree del movimento rivoluzionario sono il
meglio dell'India di oggi, col loro pensiero creativo indipendente e la loro
pratica che si sta formando/unendosi in organizzazioni e partiti democratiche, di
liberazione nazionale e rivoluzionarie per dare forma a un futuro migliore per
il nostro amato paese. È un fatto evidente che i giovani hanno preso le armi per
adempiere il compito storico delle masse oppresse di plasmare il proprio futuro
con le proprie mani, contando sulle proprie forze e sul proprio popolo solo
dopo decenni di fallimenti ripetuti e frustranti da parte dello Stato indiano
di dare risposte al loro uso di “mezzi legittimi e democratici” per conquistare
le loro richieste e diritti. Chiamarli a cedere le armi per i "mezzi
legittimi e democratici" significa non solo rovesciare le cose, è uno trucco.
I giovani non hanno preso le armi perché le amano o in un contesto in cui non c’era
carenza di mezzi legittimi e democratici o perché disprezzano la democrazia. E tutto
il contrario. Stanno prendendo le armi perché vogliono una vera democrazia. La nostro
RND promette esattamente questo, l'esatto contrario dell’attuale pseudo-democrazia.
Il governo, che nelle riunioni
dei primi ministri e dei partiti non ha nemmeno citato le rivendicazioni fondamentali
del popolo, quali terra, educazione, salute ecc., annuncia ora programmi di
formazione per addestrare migliaia di giovani, in particolare Adivasi e donne, e
promette un lavoro ad almeno metà dei formati. Questo rientra nel pacchetto “sviluppo”
(l'altro è il pacchetto “repressione”, quello che promette morte e miseria, con
cui i giovani hanno in realtà più familiarità,). Gli si toglie la terra da
sotto i piedi, li si deporta dalle loro terre secolari, separati dai loro
tradizionali mezzi di sussistenza nelle foreste e nei campi per dare poche a migliaia
di loro una formazione che in realtà non li rene autosufficienti, con false
promesse di posti di lavoro per un numero ancora minore di persone. Che idea
distorta di sviluppo! Posti lavoro a basso salario per una piccola parte, che anche
se realizzati non sarebbero sufficiente a soddisfare le esigenze fondamentali minime
di una famiglia. Con l’esclusione da tutti i tradizionali mezzi di sussistenza
disponibili quando vivevano nelle foreste e la svalutazione della rupia, la
situazione diventa ancora peggiore. La spudoratezza con cui le classi dominanti
si dicono “sensibili alle preoccupazioni dei giovani” è sorprendente. A fronte
di tutta questa falsa sensibilità la realtà è un tasso galoppante di
disoccupazione e sottoccupazione. Se sono davvero sensibili allora perché non
si realizzano il PESA, la 5° e 6° pianificazione e il FRA, che lo stesso Parlamento
indiano ha approvato sono 'gravi preoccupazioni per i giovani'? Bisogna comprendere
che tutto questo è parte della guerra psicologica contro il partito maoista per
allontanare da esso i giovani.
Mentre il PM diceva che,
nell’ambito della Costituzione, il governo era disposto a parlare con tutti i
"gruppi estremisti", alla riunione dei primi ministri, il ministro
dell’interno RK Singh ha detto che non c'è spazio per dialogo con i maoisti
dopo l’attacco del 25 maggio! Tanto per capire chi decide su tali politiche. Comunque
sia, il nostro partito ha già più volte in passato affermato categoricamente la
nostra posizione sui colloqui con il governo. Vogliamo richiamare l'attenzione del
popolo e dei democratici che sostengono colloqui con il governo e un cessate il
fuoco come base per questa offerta e chiediamo che giudichino da sé la
sincerità di tali offerte: non passa giorno senza qualche intervento da parte
delle forze armate contro settori del movimento maoista per uccidere,
distruggere, torturare e stuprare e molti dei nostri migliori dirigenti
languono da molti anni nelle carceri in condizioni disumane privati dei diritti
e servizi più fondamentali.
Venendo alla situazione attuale,
le classi dominanti indiane stavano già facendo preparativi senza precedenti
per una nuova grande offensiva per finire i maoisti, ma ora cercano di usare l’attacco
del 25 maggio come pretesto. Le prossime elezioni sono una ragione in più per
l’intensificazione ed estensione della Operazione Green Hunt. Ed è ormai un
fatto ben noto e documentato che tutto questo è fatto per imporre con la forza l’applicazione
dei vari protocolli di intesa per l'estrazione mineraria e di altri progetti di
'sviluppo' nelle aree adivasi. Facciamo appello a tutti e ad ognuno a
riconoscere questa manovra e a non cadere nella trappola di pensare che attacchi
come quello del 25 maggio sono la causa della repressione. Infatti, massacri
come quelli del 17 maggio a Edesmeta, dove otto Adivasi, tra cui tre bambini,
sono stati uccisi dalle forze armate, sono precedenti e sono già parte dell’intensificazione
della “guerra al People”. Oltre a massacri, la nuova offensiva dovrebbe comprendere
principalmente attacchi aerei, cioè il coinvolgimento diretto di più unità di
elicotteri della Indian Air Force e anche di droni senza pilota. Il ministro
della Difesa ha detto che esercito non sarà impiegato, ma di fatto l’azione
coperta dell'Esercito si è già moltiplicata, prima e dopo l’attacco del 25
maggio. Sono preparativi di guerra, come se invadessero un altro paese. Il
popolo di Edesmeta dopo il massacro del 17 maggio, lo hanno detto chiaramente:
“vogliono farla finita con noi Adivasi”.
In questa occasione, abbiamo
ancora una volta appello alle persone in fuga dai loro villaggi dopo le stragi
fasciste, come a Sarkinguda, Edesmeta ecc. per paura di essere sterminati, a non
farlo, a stare uniti sotto la guida di Krantikari Janatana Sarkars e a reagire
all'offensiva dello stato indiano . Il Partito e il PLGA si impegnano a difendere
voi e i vostri diritti con la nostra vita.
Facciamo appello agli operai,
contadini, studenti, giovani, intellettuali, democratici, donne, dalit, Adivasi,
nazionalità oppresse e minoranze religiose e a tutte le organizzazioni di
queste classi, comunità e settori del popolo, vale a dire alle grandi masse del
nostro paese a svelare i piani delle classi dominanti, asservite agli
imperialisti, in particolare gli imperialisti americani che si stanno unendo ancora
una volta per una nuova grande offensiva, parte della guerra più crudele,
inumana, fascista guerra al popolo. Uniamoci insieme come una forza di lotta poderosa
in forma senza precedenti e la più ampia possibile per lottare contro di loro e
sconfiggere l’ingiusta guerra repressiva. Solo così possiamo avvicinarci alla fine
del pericolo sempre minaccioso del terrorismo di stato e conquistare una vera
democrazia e la vera libertà e anche salvare i nostri giovani - il tesoro più
prezioso per il futuro del nostro paese.
(Abhay)
Spokesperson,
Central
Committee, CPI (Maoist)
pc 1 luglio - PCI(Maoista) sull'attacco del 25 maggio
Partito Comunista dell’India (Maoista)
Comitato di Zona Speciale Dandakaranya
26 maggio, 2013
L’eliminazione di Mahendra Karma capo fascista del Salwa Judum: Legittima risposta alle atrocità inumane, i brutali assassinii e al terrore senza fine perpetrato contro gli Adivasi del Bastar!
L’attacco ai leader del Partito del Congresso:
Inevitabile rappresaglia per la fascista Operation Green Hunt condotta per mano
del governo dell’UPA nei guanti dei diversi governi l!
Il 25 maggio 2013, un distaccamento dell’Esercito Popolare Guerrigliero di Liberazione (EPGL) ha condotto un massiccio attacco contro un convoglio di più di 20 veicoli del Partito del Congresso, che ha portato all’eliminazione di almeno 27 leader del Congresso, attivisti e poliziotti tra cui Mahendra Karma, l'acerrimo nemico del popolo oppresso del Bastar e di Nand Kumar Patel, presidente dell'unità statale del Congresso. L’attacco avuto luogo mentre i leader del Partito del Congresso giravano per regione del Bastar per la loro “Parivartan Yatra” (Marcia per il Cambiamento) in vita della prossime elezioni. Almeno altri 30 sono rimasti feriti nell’attacco, anche il l’ex-ministro e leader anziano del Congresso, Vidya Charan Shukla. La morte da cane in questo attacco storico di Mahendra Karma, famigerato oppressore, assassino, stupratore, ladro e notoriamente corrotto, ha prodotto reazioni festose in tutta la regione del Bastar. Anche l'ex ministro degli interni del governo centrale Nand Kumar Patel, in passato si era distinto nella repressione del popolo. Sotto il suo mandato, per la prima volta nella regione di Bastar sono state impiegate le forze paramilitari (CRPF). Non è un segreto per nessuno, inoltre, che anche l'ex ministro centrale VC Shukla, già titolare di diversi dicasteri tra cui il ministero degli interni, è stato un nemico del popolo, attivo e fedele servo di imperialisti, borghesia compradora burocratica e latifondisti e che ha svolto un ruolo chiave nella formulazione e attuazione delle politiche sfruttatrici del governo. L'obiettivo di questo attacco era principalmente quello di eliminare Mahendra Karma e alcuni altri dirigenti di spicco del Congresso. Tuttavia, nel corso dell’attacco di massa sono stati uccisi e feriti alcune persone innocenti e alcuni attivisti di base del partito del congresso, che in realtà non erano nostri nemici, colpiti nel lungo scontro a fuoco durato due ore fra le nostre forze guerrigliere e le forze armate e di polizia. Il Comitato Speciale Zonale Dandakaranya del Partito Comunista dell'India (Maoista) si rammarica per questo ed esprime cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime.Il Comitato Speciale Zonale Dandakaranya del Partito Comunista dell'India (Maoista) si assume comunque la piena responsabilità di questo attacco. Inviamo i nostri saluti rivoluzionari ai comandanti dell’EPGL che hanno condotto questa audace imboscata, ai rossi combattenti che hanno contribuito a questo successo, a tutti quelli che hanno partecipato ad esso col loro sostegno attivo e a tutte le masse rivoluzionarie della regione del Bastar. Questo attacco ha dimostrato ancora una volta la verità storica che i fascisti perpetrano violenze, atrocità e massacri contro il popolo, non sono mai perdonati e vengono inevitabilmente puniti dal popolo.
Il presunto leader tribale Mahendra Karma era nato dalla famiglia di signori feudali Manjhi. Tanto il nonno, Masa Karma, quanto il padre, Bodda Manjhi, erano ai loro tempi famigerati oppressori del popolo e fungevano da agenti di fiducia del governo coloniale. Tutta la storia della sua famiglia è nota per lo sfruttamento disumano e l'oppressione degli Adivasi. La vita politica di Mahendra Karma è iniziata nel 1975, mentre studiava giurisprudenza, da membro del AISF. Nel 1978 fu eletto MLA nel PCI. Poi, nel 1981, quando gli fu negata candidatura nel PCI, aderì al partito Congresso. Nel 1996, andò con la fazione separatista Madhavrao Scindhia e divenne membro del Parlamento indiano come indipendente. Poi si riunì ancora al partito del Congresso.
Nel 1996 in Bastar si sviluppò un movimento di massa per l'attuazione del Sesto Programma. Anche se era principalmente PCI che dirigeva quel movimento, anche il nostro partito – allora PCI (ML) [People’s War] partecipò attivamente a quel movimento che mobilitò le masse su larga scala. Ma Mahendra Karma prese duramente posizione contro quel movimento per dimostrare di essere degno rappresentante degli avidi affaristi delle città, venuti in Bastar come coloni e avevano accumulato ricchezze enormi. Così fu chiara a tutto il popolo la sua natura anti-Adivasi e filo-compradora. Fin dagli anni 80, aveva stretto legami con le grandi imprese e le classi capitaliste in Bastar.
Successivamente, nel 1999, il nome di Karma fu coinvolto nella grande truffa nota come 'Malik Makbuja'. Un rapporto del Lokayukta rivelò che nel periodo del 1992-1996 Mahendra Karma, colluso col mercato nero del legno aveva fatto milioni di rupie truffando il popolo adivasi spartendo profitti coi funzionari forestali e il responsabile del distretto. Anche se sullo scandalo fu disposta un’inchiesta del CBI, come sempre, i colpevoli non subirono nessuna conseguenza.
Mahendra Karma fu ministro delle carceri di tutto il Madhya Pradesh. Più tardi diventò ministro dell’industria e commercio nel governo Ajit Jogi quando il Chhattisgarh fu separato da quello stato. Ci furono allora in Nagarnar ingenti requisizioni di terre la costruzione dell'impianto siderurgico proposto dalla Romelt/NMDC. Mentre le popolazioni locali rifiutavano di abbandonare le loro terre, Mahendra Karma prese posizione contro il popolo e a favore dei capitalisti. Ebbe un ruolo chiave nella requisizione forzata delle terre e nella brutale repressione del popolo col supporto delle forze di polizia. La gente del Nagarnar che perse le proprie terre non ha ricevuto né indennizzo né lavoro, come promesso dal governo. Furono costretti a disperdersi.
Fin dall'inizio, Mahendra Karma si è dimostrato acerrimo nemico del movimento rivoluzionario. Il motivo è chiaro: nato da una tipica famiglia feudale è cresciuto come agente delle grandi imprese e le classi borghesi. Nel 1990-91 contro il movimento rivoluzionario fu lanciata la campagna Jan Jagaran (“sensibilizzazione”). Il PCI revisionista prese parte a quella campagna controrivoluzionaria. Karma e molti dei suoi parenti appartenenti alle classi latifondiste vi parteciparono attivamente. Nel 1997-98 fu lanciata la seconda campagna Jan Jagaran, guidata dallo stesso Mahendra Karma. Prese il via proprio dal villaggio di Mahendra Karma Faraspal e dai villaggi nei dintorni e e si diffuse fino alle zone di Bhairamgarh e Kutru. Centinaia di persone furono torturate, arrestate e incarcerate. Ci furono molti casi di case saccheggiate e incendiante e di donne violentate. Ma, sotto la guida del nostro partito e delle organizzazioni di massa, il popolo si è riuniti e contrastò con forza questi attacchi contro-rivoluzionari. In breve tempo, questa campagna fu sconfitta.
In seguito, il movimento rivoluzionario si è consolidato. In molte aree le lotte anti-feudali si intensificarono. Latifondisti come Podia Patel, fratello di Mahendra Karma, e alcuni parenti suoi stretti furono uccisi nel quadro di azioni di resistenza di massa. In molti villaggi il potere delle forze feudali e dei signorotti fu espulso e iniziò il processo di creazione di organi rivoluzionari di Potere Popolare. Le forze feudali, e lo stesso Mahendra Karma, erano furiosi perché le terre di loro proprietà erano ridistribuite tra i poveri e i contadini senza terra e le sospese le ingiuste tradizioni che li costringevano a pagare alte rendite ai latifondisti. Si opponevano anche ad altri cambiamenti progressivi, come la fine dei matrimoni forzati per le donne, la lotta alla poligamia, ecc. Allo stesso tempo, il movimento rivoluzionario appariva come un ostacolo per la grandi aziende come Tata e Essars, che avevano iniziato i loro sforzi per saccheggiare le risorse naturali della regione del Bastar. Così, naturalmente, collusero con elementi contro-rivoluzionari come Mahendra Karma. Li foraggiarono con milioni in contanti per creare un ambiente favorevole alla loro razzia. Dall'altra parte, dopo la nascita di PCI (Maoista), partito consolidato a livello nazionale risultato della fusione tra le autentiche organizzazioni rivoluzionarie, le classi dominanti sfruttatrici intensificarono la loro offensiva contro-rivoluzionaria sotto la guida degli imperialisti per schiacciare il movimento rivoluzionario. Inizio così nella regione Bastar, complici il Congresso e il Bjp il brutale attacco noto come Salwa Judum. Tanti seguaci e parenti di Mahendra Karma, come Soyam Muka, Rambhuvan Kushwaha, Ajay Singh, Vikram Mandavi, Gannu Patel, Madhukarrao e Gota Chinna si distinsero uomini chiave del Salwa Judum.
È difficile trovare altri esempi storici paragonabili per gravità alla devastazione e barbarie causate da Salwa Judum nella vita del popolo del Bastar. Più di mille persone uccise a sangue freddo; 640 villaggi incendiata e ridotti in cenere, migliaia di case saccheggiate, mangiando o razziando polli, capre, maiali, ecc; più di due milioni di persone costretto a spostarsi altrove; più di 50 mila persone trascinate nei campi di “soccorso” gestiti dallo Stato. Così il Salwa Judum è diventato una maledizione per il popolo. Centinaia di donne stuprate in gruppo. Molte uccise dopo lo stupro. Massacri in molti villaggi. Le atrocità perpetrate contro il popolo e il caos creato dai teppisti di Salwa Judum, forze di polizia e paramilitari, in particolare i battaglioni Naga e Mizo hanno oltrepassato ogni limite. Ci sono stati diversi casi di persone brutalmente tagliate a pezzi prima di essere scaricate nei fiumi. Cherli, Kotrapal, Mankeli, Karremarka, Mosla, Munder, Padeda, Paralnar, Pumbad, Gaganpalli: in molti villaggi ci sono state uccisioni in massa. Centinaia di giovani tribali furono reclutati e trasformati in criminali di professione. Lo stesso Mahendra Karma ha condotto gli attacchi contro diversi villaggi col pretesto di realizzare raduni e marce. Molte donne sono state violentate dai suoi sicari su ordine diretto di Mahendra Karma, che è stato anche direttamente coinvolto in molti episodi di incendi di villaggi, torture e uccisioni. Così, nella mente del popolo di Bastar, il nome di Mahendra Karma è impresso come quello di un disumano assassino, stupratore e servo fedele dei grandi capitalisti. In tutto il Bastar per molti anni il popolo ha chiesto al nostro partito e al PLGA che fosse punito. Molti di loro si sono fatti avanti spontaneamente per sostenerci attivamente in questo impresa. C'erano già stati un paio di tentativi, ma per errori piccoli o altro era riuscito a fuggire.
Con questa azione abbiamo vendicato oltre mille adivasi brutalmente assassinati per pano dei sicari di Salwa Judum e delle forze armate governative. Abbiamo vendicato centinaia di madri e sorelle che vittime delle più crudeli forme di violenza, umiliazione e stupro. Abbiamo vendicato migliaia di Bastarites che hanno perso le loro case, buoi, polli, capre, suppellettili, abbigliamento, sementi, raccolti,ogni cosa, e sono stati costretti a vivere una vita miserabile in condizioni disumane.
Subito dopo questo attacco, il primo ministro Manmohan Singh, la presidente UPA Sonia Gandhi, il primo ministro del Chhattisgarh Raman Singh, ecc lo hanno definito un attacco alla democrazia e ai valori democratici. C’è da chiedersi hanno che titolo morale hanno questi cani da compagnia delle classi sfruttatore, anche solo di nominare la democrazia! Recentemente, il 17 maggio, otto persone, tra cui tre bambini innocenti, sono stati uccisi dalla polizia e dalle forze paramilitari nel villaggio di Edsametta del distretto di Bijapur, perché nessuno di questi leader si è preso allora la briga di pensare alla “democrazia”? Tra il 20 e il 23 gennaio, quando i villaggi di Doddi Tumnar e Pidiya del distretto di Bijapur sono stati attaccati dalle loro forze che hanno incendiato 20 case e una casa scuola del popolo, lo hanno fatto per portarvi la vostra “democrazia”? Esattamente 11 mesi fa, la notte del 28 giugno 2012, nel villaggio Sarkinguda 17 adivasi sono stati assassinati e 13 donne violentate. Erano quegli esempi dei vostri “valori democratici”? La vostra “democrazia” è applicata solo dagli assassini di massa come Mahendra Karma e gli agenti della classe dominante come Nand Kumar Patel? L’ombrello della vostra “democrazia si estende ai poveri adivasi di Bastar, ai loro anziani, bambini donne? I massacri di adivasi sono parte della vostra “democrazia”? Qualcuno di quelli che stanno strillando contro questo attacco ha qualche risposta da dare a queste domande? Alla fine del 2007 Salwa Judum è stato sconfitto dalla resistenza delle masse. Poi, nel 2009, il governo UPA-2 guidato dal Congresso ha scatenato l’offensiva nazionale chiamata Operazione Green Hunt. Gli imperialisti USA stanno non fornendo solo guida, aiuti e supporto, ma mettono in campo in India le loro forze speciali che stanno anche partecipando attivamente a operazioni antisovversive. Uccidere la direzione maoista è il loro bersaglio. Il governo centrale ha finora inviato più di 50.000 uomini di forze paramilitari in Chhattisgarh nel corso della Green Hunt, è cioè una vera e propria guerra contro il popolo. Di pari passo, si sono moltiplicati massacri e distruzioni. Dal 2009 a oggi 400 adivasi sono stati uccisi dalle forze armate centrali e statali solo in Bastar. Dalla metà del 2011, le truppe dell'esercito hanno stabilito basi nella regione di Bastar col pretesto delle “scuole di addestramento”. L’ex ministro degli interni Chidambaram e quello attuale Shinde, il primo ministro Manmohan Singh, hanno dato tutto il loro sostegno al governo Chhattisgarh ed espresso piena soddisfazione per le prodezze del governo di Raman Singh per schiacciare il movimento rivoluzionario. Lo stesso Raman Singh ha manifestato in ogni occasione la sua gratitudine per l’aiuto del governo centrale. Dunque, in Chhattisgarh, non ci sono differenze tra BJP al governo e il Congresso all’opposizione per quanto riguarda le politiche di repressione del movimento rivoluzionario. Solo su pressione dell'opinione pubblica, e per calcolo elettorale, alcuni dei leader locali del Congresso, a volte hanno condannato episodi come i massacri di Sarkinguda e Edsametta. La loro opposizione è finta, che non è che opportunismo. Il Congresso che il Bjp sono uguali nell’applicare politiche a favore delle grandi aziende e oppressive verso il popolo. La frequente incursioni dei Greyhounds attraverso le frontiere tra Chhattisgarh e Andhra Pradesh, le uccisioni omicidi di massa perpetrati prima Kanchal (2008) e recentemente a Puwwarti (16 maggio 2013) sono parte integrante delle politiche oppressive adottate e attuate dal partito del Congresso . È per questo che abbiamo preso di mira principali leader del Congresso.
Oggi, il Primo Ministro del Chhattisgarh Raman Singh, il Ministro degli Interni Nankiram Kanwar, i ministri Ramvichar Netam, Kedar Kashyap, Vikram Usendi, il Governatore Shekhar Dutt, il ministro degli interni del Maharashtra RR Patil, ecc; Ram Niwas, Mukesh Gupta e altri alti funzionari della polizia, tutti determinati a schiacciare il movimento rivoluzionario di Dandakaranya, hanno perso la grande illusione di essere imbattibili. Mahendra Karma ha perso l'illusione che gli Z-plus, veicoli di sicurezza anti-proiettile l'avrebbero protetto sempre. Nella storia mondiale, anche Hitler e Mussolini avevano la stessa illusione che nessuno poteva batterli. Nella storia contemporanea del nostro Paese, anche fascisti come Indira Gandhi e Rajiv Gandhi sono state vittime di simili illusioni. Ma è il popolo che è invincibile. È il popolo che fa la storia. Alla fine, quel pugno di sfruttatori e i loro cani da compagnia saranno gettati nella pattumiera della storia.
Il Comitato Zonale speciale Dandakaranya del Partito Comunista dell'India (Maoista) invita i lavoratori, contadini, studenti, intellettuali, scrittori, artisti, gente comune e tutti i democratici a chiedere ai governi di fermare immediatamente Green Hunt, ritirare ogni tipo di forze paramilitari dal Dandakaranya; rinunciare alla manovra di schierare l'esercito col pretesto dell’addestramento, porre fine alle incursioni dell’aviazione, rilasciare immediatamente tutti gli attivisti rivoluzionari e gli adivasi innocenti che languono in varie carceri, cancellare leggi crudeli come UAPA, CSPSA, MACOCA, AFSPA, ecc, annullare il tutti quei protocolli di intesa sottoscritti con le grandi aziende allo scopo di saccheggiare le ricchezze naturali del paese.
(Gudsa Usendi)
Portavoce
Il Comitato Zonale speciale Dandakaranya
PCI (Maoista)
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