Roma: Comunicato dello Spazio Sociale Ex51 sulla campagna diffamatoria del governo Meloni sui centri sociali
Dopo la grande manifestazione del 31 gennaio a Torino abbiamo assistito a una forte reazione del governo in due direzioni: una stretta securitaria e autoritaria, già parte del suo programma da destra radicale, e un importante sforzo mediatico per attaccare l’opposizione reale, quella sociale e di piazza.
La prima è uno strumento completamente
nelle loro mani che ha preso la forma di un nuovo decreto sicurezza e di
un disegno di legge; a essi è necessario contrapporsi ancora in maniera
decisa, riprendendosi metro dopo metro gli spazi di libertà negata. Non
è certo sufficiente osteggiare simili provvedimenti timidamente e con
qualche frase ad effetto, come magistralmente fa la sinistra
istituzionale, per beceri motivi elettorali e che, qualora al governo,
avrebbe reagito in modo analogo.
Il secondo, cioè la propaganda
mediatica, àmbito nel quale l’apparato statale è egemone, sembrerebbe
non aver funzionato a dovere fin da subito. Forse perché preso dalla
foga, forse perché screditare una piazza da 50.000 persone non era
semplice; forse perché parzialmente controbilanciato da una stampa più
vicina alla sinistra partitica e pallidamente scettica su vari aspetti
(esclusivamente per i suddetti motivi elettorali, non ci si illuda: un
identico attacco al corteo è comunque arrivato anche da loro); forse perché, nonostante gli
Anzi, quasi ci rallegra questo interesse morboso e accanito nei nostri confronti, perché ci offre l’opportunità di rilanciare e mostrare, anche a chi non ci conosce, chi siamo veramente e che cosa facciamo. Come altri centri sociali, collettivi e realtà che si autorganizzano per proporre dal basso alternative concrete allo stato di cose, ci sentiamo di dire che il nostro spazio rappresenta una vera opposizione. In un quartiere e in una più ampia zona di Roma – quella del quadrante Nord-Ovest – dove i problemi sono tanti, profondi e radicati e al contempo ignorati dalle istituzioni, l’attenzione mediatica, invece di curarsi della desolazione e dell’abbandono in cui la popolazione vive, dei diritti negati e delle condizioni materiali ogni giorno peggiori, cerca, per conto di chi governa, di criminalizzare chi costruisce percorsi per opporsi a tutto questo.
La nostra opposizione si manifesta attraverso un conflitto reale, costruito con percorsi di lotta dal basso, contro lo stato attuale delle cose, e, al contempo, attraverso iniziative di informazione e condivisione, formazione e dibattito, attività sociali a tutti i livelli. Basterà dire che abbiamo avuto conoscenza del servizio, in parte anche a noi dedicato, subito dopo una bella giornata di distribuzione indumenti nell’àmbito del nostro progetto di Guardaroba Solidale e apprestandoci a discutere della prosecuzione del percorso nazionale, tracciato a partire dalla grande assemblea del 17 gennaio a Torino. Siamo entrambe le cose, seppur per il potere ciò non sia concepibile né ammissibile, e in ogni caso da reprimere. Rifiutiamo e non ci riconosciamo nella dicotomia tra buoni e cattivi, sempre più spesso utilizzata da questo governo, come anche da quelli precedenti, per dividerci e criminalizzarci.
L’apparato dello stato ci attacca con le
sue armi. Dobbiamo sempre ricordare che, oltre alla necessità di
difenderci, ciò offre opportunità e che la scelta del campo di battaglia
spetta a noi. Crediamo che questo campo sia nei quartieri delle città,
nei piccoli centri e in ogni comunità che si forma attorno a bisogni che
questo sistema tradisce quotidianamente. Si trova nelle attività
sociali e culturali che le realtà propongono dal basso. Si trova nei
movimenti e nelle piazze che, con le loro specificità, sono attivi ogni
giorno per creare un’opposizione concreta a questo stato di cose.
La
lotta mediatica non ci appartiene: al momento è sproporzionata in
termini di forze e la propaganda, che avvelena le persone sedute davanti
alla TV, non può essere affrontata ad armi pari. Ma possiamo mostrare a
tutti che cosa realmente siamo, nella quotidianità e nelle lotte,
mantenendo la nostra identità, la nostra narrazione e soprattutto la
nostra agenda, nella consapevolezza che un mondo diverso, senza
disparità o ingiustizia, è possibile.
Ci appelliamo quindi a
tutti i centri sociali, i collettivi, le assemblee e le realtà della
città che vogliano condividere con noi idee e proposte per rilanciare un
percorso cittadino di lotta, che difenda e promuova gli spazi e tutto
ciò che facciamo quotidianamente, che unisca contro il costante attacco e
ribalti il tavolo, che faccia vera opposizione in base alle proprie
pratiche e specificità.
Proprio per questo invitiamo collettivi,
percorsi e singole individualità ad un’assemblea per discutere di tutto
questo DOMENICA I MARZO alle ore 14:30 presso il nostro spazio in via
Aurelio Bacciarini, 12, Valle Aurelia.
Ci vedremo in piazza il 14 febbraio per L38 e il 21 febbraio in ricordo di Valerio Verbano.
Ad Askatasuna la nostra solidarietà militante, vicinanza ideale e gratitudine
per quanto fa e rappresenta.
A ZK Squat e Leoncavallo la complicità e la vicinanza per i recenti sgomberi.
A L38 Squat, Officina 99, CaseMatte e Spin Time la solidarietà per le minacce ricevute.
A tutti gli spazi e i collettivi oggi sotto attacco la nostra rabbia, perché, se continuiamo la lotta, gli apparati dello stato non potranno fermarci mai.
Contro il governo Meloni
Contro ogni oppressore
Contro il pacchetto sicurezza e l’attacco mediatico
In difesa degli spazi sociali e per il rilancio di un’opposizione reale, dal basso e conflittuale
Il popolo si ribella
Ostinatamente,
Spazio Sociale Ex 51
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