mercoledì 11 febbraio 2026

pc 11 febbraio - Guerra imperialista, alleanze e territori di guerra - una nota

 da ORE12/Controinformazione rossoperaia  del 10/02


In questa puntata di Ore12/Controinformazione rossoperaia daremo qualche notizia della situazione nei diversi territori di guerra per inquadrarli all’interno di dinamiche mondiali con cui tutto il sistema imperialista, quindi non solo il nazista Trump ma anche Ue, Russia, Cina, India ecc, è impegnato in direzione di uno scontro mondiale, di un’altra guerra imperialista che per i padroni del mondo avrà ricadute in termini di egemonia, di rapina delle risorse, di profitti mentre per i proletari, per i lavoratori, per le masse, si tradurrà in morte, distruzione, peggioramento delle condizioni di vita a tutti i livelli.

Imperialismo vuol dire guerra ma vuol dire anche fascismo/nazismo/sionismo, il peggio che nelle società viene a galla e che in tempi di profonda crisi arriva al potere, non con colpi di Stato ma all’interno della stessa democrazia borghese e che punta a sovvertire lo Stato, il bilanciamento di poteri, gli accordi internazionali, una marcia moderno fascista per assicurare la “sicurezza” del loro potere borghese e chi meglio dei fascisti può farlo, chi meglio dei fascisti è utile per il potere dei padroni, per trascinare i popoli nelle guerre, per dividerli, per aizzare l’odio razziale, per propagandare la guerra come necessaria, per irregimentare le società, per costruire regimi dittatoriali.

La politica internazionale ha bisogno del punto di vista di parte proletaria, affinché i lavoratori e i giovani si organizzino per fermare questo processo che tende alla guerra interimperialista, un processo reazionario, repressivo che punta a un nuovo ordine mondiale, e noi di Ore12/Controinformazione rossoperaia contro tutto questo lavoriamo, con questo strumento quotidiano e con la sua diffusione in forma cartecea contrastiamo e smascheriamo la falsa propaganda dei governi della borghesia imperialista, compreso il nostro, ovviamente.

La lotta contro la guerra è tornata in piazza in questi giorni, unita alla solidarietà alla Palestina, venerdì scorso ci sono stati gli scioperi e le manifestazioni che hanno toccato i porti e che hanno visto lavoratori e studenti in piazza protestare ed esprimere la solidarietà al popolo palestinese, così come anche contro la guerra imperialista si è manifestato a Torino nel grande corteo per la difesa del centro sociale Askatasuna, così come le proteste che si sono svolte all’apertura dei giochi olimpici di Milano-Cortina e contro la presenza dei militari assassini dello Stato sionista di Israele che partecipavano alle olimpiadi e contro i paramilitari nazisti dell’ICE mandati da Trump e autorizzati dal governo italiano.

Per sommi capi andiamo a riepilogare i fatti di questi ultimi giorni.

L’imperialismo americano guidato dal nazista Trump punta a terrorizzare tutto il continente americano nella contesa con Russia e Cina, a partire dalla Groenlandia, poi ha aggredito il Venezuela e sequestrato il presidente Maduro, e ha minacciato anche il Canada, il Messico, la Colombia e ora punta su Cuba, verso cui ha inasprito l’embargo, “gli ospedali di tutto il Paese hanno sospeso gli interventi chirurgici. Nei centri sanitari, il personale medico ha affermato che antidolorifici, antipertensivi, antibiotici, fluidi per via endovenosa, cateteri e garze non sono disponibili. Molti hotel sono chiusi, vengono segnalati tagli ai trasporti e le interruzioni di corrente hanno innescato una crisi energetica senza precedenti”, il carburante è razionato, questo ha riportato il Fatto Quotidiano su Cuba.

Sul fronte mediorientale il nazista Trump e il suo cane da guardia sionista perseguono i loro obiettivi di destabilizzazione imperialista contro l’Iran e la Palestina.

Contro la “Nato islamica” si rafforza l’asse tra Emirati, India e Israele - leggiamo da Pagine Esteri - con il ruolo della Turchia nel patto militare di Arabia Saudita e Pakistan, la cosiddetta “Nato islamica”. Quindi nuove alleanze si stanno definendo nello scacchiere mediorientale.

Intanto il popolo curdo è attaccato da Turchia e dal nuovo governo integralista siriano e il popolo curdo e la solidarietà ad esso erano in piazza alla manifestazione di Torino per l’Askatasuna.

Riguardo l’Iran noi siamo con la rivolta proletaria e popolare che è scoppiata e abbiamo detto che non è diretta dalle centrali straniere dell'imperialismo e del sionismo - anche se comunque hanno agito - ma è la rivolta delle masse impoverite e siamo perché si sviluppi fino al rovesciamento del regime reazionario, che solo un nuovo potere liberato dagli ayatollah può spezzare l’accerchiamento dalla morsa imperialista e sionista.

Ora Trump, dopo avere inviato verso l’Iran dodici navi, portaerei a propulsione nucleare, caccia e sottomarini, praticamente partecipa al negoziato in Oman mettendo la pistola sul tavolo su nucleare e sanzioni. I negoziati sono ancora in corso e suona come una minaccia di un novo intervento militare la visita che Netanyahu farà a Washington dal 18 al 22 febbraio per incontrare Trump e partecipare alle riunioni del Board of Peace per Gaza, la sua “Onu personale”, privata, a pagamento”. Con questo incontro vogliono accelerare l'attuazione della seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza e raccogliere fondi per la ricostruzione, cioè ingrassare di profitti dei padroni immobiliaristi, delle banche e della finanza imperialista che sulle rovine di Gaza e sul sangue dei palestinesi di Gaza loro vedono possibilità di affari, loro li vedono solo così mentre i popoli del mondo sanno bene da che parte stare, cioè “dalla Palestina libera dal fiume fino al mare”, dalla parte dell’umanità contro la barbarie sionista, dalla parte del diritto all’autodeterminazione dei popoli, dalla parte della resistenza palestinese e del diritto a uno Stato palestinese.

Il neocolonialismo imperialista/sionista in medioriente intanto persegue la sua infame opera di pulizia etnica, di deportazione in Palestina.

Con le spalle coperte dall’imperialismo americano, lo Stato nazi-sionista israeliano punta all’annessione di fatto ora della Cisgiordania: il governo israeliano ha di fatto formalizzato l'annessione dell'INTERA Cisgiordania occupata. Non l'Area C, non la Valle del Giordano, ma tutta la Cisgiordania occupata, dove oltre 3 milioni di palestinesi sono confinati in ghetti densamente popolati e recintati. Riportiamo la denuncia di Francesca Albanese: “In Cisgiordania è in corso una pulizia etnica estremamente violenta e senza precedenti. Tra gli obblighi degli Stati membri c’è quello di non sostenere chi compie atti illeciti; qui, invece, si parla di crimini e di genocidio. L’Europa continua però a commerciare con Israele, soprattutto a causa dell’opposizione di Germania e Italia alla sospensione dell’accordo commerciale, ed è un fatto gravissimo.

È altrettanto grave che alcuni paesi europei continuino a fornire armi a Israele e a finanziare la ricerca scientifica attraverso il programma Horizon. Non si può dire che l’Unione Europea non faccia abbastanza: attraverso i suoi stati membri e le sue politiche, contribuisce attivamente alla distruzione della Palestina. La gravità della situazione è tale che quasi non se ne parla più.

Il governo israeliano nella Cisgiordania occupata ha emesso provvedimenti che intervengono direttamente sulla proprietà della terra, sui registri fondiari e sull’applicazione delle leggi nei territori palestinesi per favorire lo sviluppo di nuove colonie. Le modifiche prevedono anche il trasferimento di competenze edilizie e di pianificazione dalle autorità palestinesi all’amministrazione civile israeliana in aree sensibili come Hebron, compresi i siti religiosi attorno alla moschea di Ibrahim, modificando gli equilibri amministrativi stabiliti dagli Accordi di Oslo, che verrebbero nei fatti cancellati dalle nuove leggi di Tel Aviv, illegali per il diritto internazionale.

Ma l’uccisione dei palestinesi continua anche durante il cosiddetto “piano di pace”, le operazioni militari non si sono mai fermate: bombardamenti, uccisioni e distruzione continuano senza interruzione. Dalla firma della tregua, il 10 ottobre 2025, più di 500 persone sono state ammazzate a Gaza. Come sempre, tra le vittime ci sono molti bambini: schiacciati sotto le case civili rase al suolo, carbonizzati nelle tende date alle fiamme, colpiti a morte da cecchini e carri armati”.... “Mentre Gaza continua a essere bombardata gli Stati Uniti hanno approvato nuove e massicce forniture di armi a Israele. Il Dipartimento di Stato ha dato il via libera a un accordo da 3,8 miliardi di dollari per l’acquisto di 30 elicotteri d’attacco Apache, affiancato da un ulteriore pacchetto da 1,8 miliardi per veicoli tattici leggeri”, come riporta il giornale on line Pagine Esteri.

Così come, al proprio interno, si rafforza l’apartheid con la nuova legge varata dalla Knesset sulla pena di morte, esclusivamente prevista su base etnica, per impiccare esclusivamente palestinesi.

Lo Stato sionista di tipo nazista di Israele ha potuto commettere un genocidio e portare avanti la sua politica di occupazione illegale dei Territori palestinesi perché ha appoggi e sostegno non solo da Trump, ma anche dal governo italiano guerrafondaio, complice sionista, di Meloni/Crosetto/Tajani contro cui è sceso in piazza il movimento in solidarietà alla Palestina che ha denunciato l’invio di armi aggirando le stesse leggi che vietano l’import/export nelle zone di guerra, i legami delle industrie militari a partire dalla Leonardo, delle università, delle fondazioni, dei padroni di aziende italiani con Israele genocida. E poi una complicità anche nella repressione dei palestinesi in Italia, per cui vengono processati in Italia Anan, Hanoun e altri palestinesi “colpevoli di Palestina” come dice il titolo di un documentario, processati, rinchiusi nelle galere sulla base di dossier provenienti dai servizi segreti israeliani.

Le spese per il riarmo da parte di questo governo sono un pozzo senza fondo, dall’inizio della XIX legislatura sono stati presentati dal Governo Meloni 67 programmi di richiesta e acquisto militare, per una spesa complessiva di quasi 24 miliardi, e aumenterà la spesa per armi e difesa fino al 5% del PIL entro il 2035.

Leonardo è l’azienda di punta del programma militare italiano: “in questi mesi lo stabilimento britannico di Leonardo (società italiana a controllo pubblico attiva nei settori difesa, aerospazio e sicurezza, ndr), ha continuato a inviare componenti per i caccia F15 ed F35, che sono stati determinanti nella devastazione di Gaza. Una parte delle bombe usate hanno il marchio Mbda, il consorzio europeo nella produzione di missili e bombe, controllato per il 25% da Leonardo”.

Oltre a questo continuano ad essere approvati da parte di questo governo e di questo parlamento gli invii di armi all’Ucraina che sono arrivati ai 2,5 miliardi di euro.

Ora sta prendendo corpo il rinnovato asse tra Italia e Germania basato su cooperazione su difesa, cioè collaborazione del sistema militare ed industriale, nel contrasto all’immigrazione e accordi commerciali, con il vertice di qualche settimana fa a Roma.

Poi leggiamo che “sorgerà in Bulgaria la prima base militare italiana in Est Europa

Il Parlamento bulgaro ha ratifica l’accordo sottoscritto dal governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di una grande infrastruttura bellica a Kabile ” in ambito Nato.

Il governo fascio-imperialista italiano sta facendo altri passi in direzione della guerra quando il ministro sul libro paga della Leonardo, Crosetto, rappresentante del sistema militare-industriale italiano, ha parlato di reintrodurre la leva, dice che sarà su base volontaria ma in realtà sarà obbligatoria nel momento in cui non raggiungerà i suoi obiettivi di arruolamento, questo è il futuro che questo governo prepara per i giovani, sulla base di un’ideologia suprematista e militarista che detta le linee di indirizzo nelle scuole e contro cui gli studenti scesi in piazza in occasione della giornata di lotta dei porti si oppongono.

Il governo Meloni sta preparando il secondo Vertice Italia-Africa, in programma il 13 febbraio 2026 ad Addis Abeba per rilanciare il piano neocolonialista, denominato “Piano Mattei” per i respingimenti dei migranti e per partecipare alla gare della rapina delle risorse energetiche e terre rare in Africa, ed è all’ombra dell’imperialismo americano che questo governo punta per ottenere “un posto al sole” per i padroni imperialisti italiani.

Noi continueremo a fare controinformazione e denuncia su questo perché tutto il movimento antimperialista, contro la guerra, in solidarietà con la resistenza dei popoli, antifascista, avanzi nella lotta contro questo governo.

 

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