In una piazza piena di poliziotti e digos, che hanno filmato ogni minuto della manifestazione, dopo che ai militanti No-MUOS sono arrivate denunce per istigazione a delinquere a seguito un'assemblea di fine agosto davanti i cancelli della base, si è tenuta la prima necessaria manifestazione del movimento No-MUOS, per cercare di riprendere un percorso di lotta.
Forte è venuta la denuncia dei due pesi e due misure: la zona militarizzata del MUOS, al servizio della guerra imperialista, è stata subito messa in sicurezza dal governo Meloni, oggi servo degli Usa, mentre per i 1700 sfollati di Niscemi, ad oggi, nessuna soluzione concreta, solo qualche misura tampone.
Un'iniziativa per cercare anche di coinvolgere la popolazione, di fatto oggi non presente in piazza, salvo poche eccezioni o alcuni affacciati ai balconi durante il breve corteo che si è fatto nel paese al limite della zona rossa che comunque si lamentavano della non presenza dei loro concittadini.
Da più interventi finali in generale la presa di coscienza della situazione difficile anche sul piano della mobilitazione popolare che negli anni si è ridotta al minimo sia per la disillusione sia per la repressione della lotta, nonostante la rabbia espressa dai niscemesi nell' immediato contro le passerelle dei politici dei giorni scorsi, ma questo non può fermare la necessità di continuare a denunciare e a costruire iniziative che possano suscitare la ripresa della mobilitazione popolare.
Siamo andati anche a vedere, nel limite del possibile, la frana.




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