Dal circolo proletari comunisti Milano
Oggi parliamo di Palestina perché è necessario rompere la cortina fumogena scatenata, attraverso stampa/media, dei cosiddetti accordi di pace, “Board of peace” del nazi/sionista Trump e della sua servetta Meloni, per silenziare le coscienze e coprire la continuazione del genocidio-espulsione-espropri di terra-arresti-violenze inaudite da Gaza alla Cisgiordania.
Una narrazione tossica, che da un lato cerca di criminalizzare la solidarietà e dall'altro contenere le enormi mobilitazioni dello scorso autunno, che hanno visto scendere in campo una nuova generazione di giovani, studenti in primis, lavoratori, sinceri democratici. Una mobilitazione “oceanica” che non si vedeva in questo paese da decenni e che ha messo paura al governo.
Parliamo di Palestina nel giorno in cui Netanyahu va dal suo padrino Trump per pianificare i piani per Gaza, ma anche il prossimo attacco all'Iran e in “apparente” disaccordo sul progetto di annessione della Cisgiordania. Apparente, perché conosciamo bene l'appoggio pieno di Trump alla linea sionista della grande Israele.
Come scrive InfoPal nel 854 giorno di genocidio vi sono 10.000 morti sotto le macerie e 5.000 scomparsi. Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, le forze israeliane hanno ucciso 576 palestinesi, tra cui 179 bambini e 69 donne, e ne hanno feriti altri 1.526 in ripetute violazioni. Ma è la descrizione dei fatti ha mostrare l'orrore della barbarie sionista: Il direttore del Complesso Medico Al-Shifa di Gaza ha confermato che Israele ha consegnato 66 scatole contenenti solo teschi, oltre ai corpi di donne il cui luogo di rapimento è sconosciuto. Alcuni dei corpi restituiti erano mutilati, tra cui cadaveri con mani mozzate e altri con l’addome aperto e ricucito rozzamente. Ha anche accusato Israele di aver rubato gli organi dei martiri, aggiungendo che Israele conosce l’identità dei corpi restituiti ma si rifiuta di rivelare qualsiasi informazione.
L’Ufficio Governativo per i Media (GMO) parla di 1.520 violazioni israeliane del cessate il fuoco a Gaza in 115 giorni. Israele ha violato il cessate il fuoco a Gaza più di 1.520 volte in 115 giorni, uccidendo centinaia di civili e bloccando l’ingresso di aiuti tanto necessari. Israele ha ucciso più di 556 palestinesi da quando il “cessate il fuoco” è entrato in vigore quasi quattro mesi fa, tra cui 288 bambini, donne e anziani. Almeno 71.803 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023. Queste violazioni hanno causato 559 vittime palestinesi e 1.500 feriti, nell’ambito di violazioni sistematiche dei termini del cessate il fuoco e del diritto internazionale umanitario.
Secondo il comunicato, tali violazioni hanno incluso 522 episodi di colpi d’arma da fuoco, 73 incursioni di veicoli militari in aree residenziali, 704 raid aerei e attacchi mirati, e 221 demolizioni di abitazioni e di vari edifici. Tra i 1.500 feriti, oltre 900 erano bambini, donne e anziani, molti dei quali sono stati colpiti all’interno di quartieri residenziali e lontano da qualsiasi linea del fronte, portando il tasso di feriti civili al 99,2%. Il comunicato ha inoltre riportato l’arresto di 50 palestinesi durante questo periodo, tutti provenienti da aree residenziali e al di fuori delle linee designate del cessate il fuoco.
Il GMO ha affermato che solo 29.603 camion di aiuti, commercio e carburante sono entrati a Gaza, su un totale previsto di 69.000, con un tasso di conformità di appena il 43%. I camion di carburante hanno rappresentato solo il 14% del volume concordato. Ha inoltre osservato che Israele non ha rispettato gli obblighi del protocollo umanitario, inclusi l’ingresso di tende, rifugi e case mobili, macchinari pesanti per la rimozione delle macerie e il recupero delle vittime, forniture mediche, la riapertura del valico di Rafah e il funzionamento della centrale elettrica di Gaza. Ha inoltre condannato le violazioni in corso lungo la linea gialla (la zona cuscinetto). Il GMO ha anche avvertito che le continue violazioni minano pericolosamente il cessate il fuoco, aggravando la catastrofe umanitaria a Gaza. Ha ritenuto Israele pienamente responsabile del deterioramento delle condizioni e delle morti civili.
La situazione in Cisgiordania: come documentato dal Centro d'informazione palestinese “Ma'ta” (organizzazione per i diritti umani indipendente), le violazioni dell'Idf e coloni sono state 6.785. Le forze sioniste hanno condotto 1.344 raid quotidiani provocando una distruzione diffusa delle abitazioni; l'arresto di 779 palestinesi; demolito 273 strutture incluse 32 abitazioni. Dall'inizio del genocidio le violenze di Idf e coloni ha prodotto 1.100 palestinesi uccisi; 11.000 feriti e 21.000 arresti. E nelle ultime ore, mentre il governo legittima il “diritto” dei coloni ad occupare tutta la Cisgiordania, mentre le forze di occupazione israeliane portano avanti un violento raid di due giorni nella città di Al-Mughayir, a nord di Ramallah, in tutta la Cisgiordania occupata si registra una nuova escalation repressiva. Oltre 20 palestinesi sono stati arrestati, tra cui due bambini e due donne. Detenzioni sono segnalate non solo nell’area di Ramallah, ma anche a Nablus, Hebron e Jenin.
In questo contesto l'altro lato del problema è il ruolo complice/repressivo del governo fascista Meloni, che da un lato è complice del genocidio e delle mani sporche del sangue di Netanyahu con la fornitura di armi e dall'altro è ad uso interno, sia per difendere gli interessi imperialisti nostrani nell'ottica di capitalizzare la spartizione degli espropri ai danni del popolo palestinese, sia per reprimere/pacificare la solidarietà ma anche ogni dissenso contro uno stato di polizia e dittatura aperta.
Anche la legittimazione che in questi giorni viene fatta con le Olimpiadi invernali, Milano-Cortina), per cui invece il CIO (comitato olimpico internazionale aveva sancito: “gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere”. Questo è stato applicato a Russia e Bielorussia anche per il non rispetto “della tregua olimpica", ma non è valido per Israele che è stata ammessa senza alcuna condizione (in tutto 10 atleti che hanno partecipato e manifestato sostegno al massacro di Gaza).
Da Redazione LaViaLibera: Come enfatizzato dalla stampa sionista, in particolare della squadra di bob, sono stati chiamati dopo il 7 ottobre 2023 a prestare servizio militare durante l'offensiva a Gaza. Ma sono i post di questi atleti/criminali che mostrano la loro vera natura. Su Instagram, 13 ottobre 2023, Ward Fawarsy ha scritto “dobbiamo ricordarci che ciò che definisce Israele non è la tragedia, ma la nostra forza. E uno dei più cazzuti che stanno prestando servizio in prima linea in questo momento è Ward Fawaarsy: "mandategli un messaggio di sostegno”. Il capitano del bob, Adam AJ Edelman primo ebreo ultraortodosso che si definisce sui social “sionista fino al midollo”, scriveva su X nel maggio scorso: “quella di Gaza è la guerra più moralmente giusta nei suoi obiettivi e più umana nella sua esecuzione della storia”. In altri post recenti recenti, nell'ottica di Giustificare” le uccisioni di giornalisti e operatori sanitari da parte dell'IDF scrive: “Gaza è l'unico posto sulla terra dove puoi nascondere ostaggi e “identificarti come giornalista” o sparare razzi da un ospedale e “identificarti come un dottore” e ancora “Gaza è diventata la guerra più mortale per i giornalisti la cui storia più importante è stata facilitare attivamente violenze sessuali sui minori a un festival musicale”.
In questo contesto si inseriscono prima il monito del ministro dello sport a Ghali che doveva cantare l'inno di Mameli, che non gli sarebbero state consentite “esternazioni” (il riferimento è a Stop Genocidio dal palco di Sanremo) e poi teleMeloni ha fatto il resto oscurando la lettura di una poesia di G. Rodari per la pace e il parlato in arabo, che fa il pari con gli strilli della Meloni “chi ha manifestato contro le Olimpiadi è contro l'Italia”, svelando il volto fascio/razzista/islamofobo di questo governo. Ma il cuore della repressione marcia su diversi piani:
1) quello della montatura poliziesca/giudiziaria contro Hannoun-Dawoud-Yaser-Albustanji e in particolare contro Hannoun a cui è stata vietata una video/chiamata coi familiari (anche loro indagati) a differenza degli altri arrestati, nell'ottica di dividere tra buoni e cattivi, che mostra, come ha detto l'avvocatessa A. Ricci, l'israelizzazione della giustizia che fa proprie le veline sioniste e attacca l'ordinamento giuridico che non si allinea applicando il teorema “solidarietà = terrorismo” rinchiudendoli in carceri ad alta sorveglianza;
2) la condanna di Anan, sempre su richiesta sionista, per essere un militante della Resistenza palestinese e senza aver commesso nessun reato nel nostro paese. Che da un lato è un attacco alla giusta causa del popolo palestinese, e di tutti i popoli oppressi, a lottare con ogni mezzo necessario per la propria liberazione, legittimando così il vero terrorismo “il colonialismo sionista” e, dall'altro lato, procedere nell'attacco ulteriore alla nostra Gloriosa Resistenza Partigiana;
3) la canea mass mediatica contro F. Albanese “rea” di aver denunciato non solo il genocidio ma soprattutto la collaborazione militare/inteligens/economica con Israele;
4) la repressione in particolare degli studenti che in autunno sono scesi in piazza;
5) le miglia di multe che colpiscono da nord a sud per i blocchi stradali-stazioni-porti-davanti alle fabbriche di morte-i lavoratori e le loro organizzazione che hanno scioperato in solidarietà col popolo palestinese;
6) impedire a studenti e docenti di parlare di Palestina e Genocidio nelle scuole e Università;
7) il DDL Gasparri/Del Rio che equipara antisionismo ad antisemitismo, che mostra anche la condivisione della cosiddetta opposizione parlamentare, al genocidio e attacco ai diritti del popolo palestinese.
Questa repressione, un DDL al giorno, attacca pesantemente ma non ferma, ma alimenta la ribellione e la determinazione, che richiede la continuazione di una risposta collettiva che guardi al suo aspetto generale (da Askatasuna al diritto di sciopero; ai decreti sicurezza, ai migranti alla difesa dei territori; ecc.) nell'ottica di cacciare questo governo con le parole d'ordine “guerra, genocidio, fascismo, Stato di polizia, tutti insieme vi spazzeremo via”.
Riteniamo che questa unità necessariamente debba procedere nella chiarezza, non solo espellendo dalle mobilitazioni chi o si è dissociato dal conoscere Hannoun o porti le istanze dei traditori dell'ANP dei "due stati" o chi sparge l'idiozia che vi sono imperialismi buoni (riferimento Russia e Cina che non hanno contrastato i piani del nazista Trump e vogliono partecipare alla spartizione di Gaza), ma soprattutto contrastando chi vuol intestarsi le grandiose mobilitazioni di settembre e ottobre per incanalarle in falsa e illusoria alternativa filo parlamentarista.
Come hanno detto, e noi tra loro, i palestinesi in tante manifestazioni “i popoli vogliono la libertà, serve la rivoluzione”, e noi diciamo che anche in questo paese serve una Nuova Resistenza.
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