mercoledì 11 febbraio 2026

pc 11 febbraio - Il parlamento europeo ha deciso più respingimenti dei migranti - Occorre rilanciare denuncia e mobilitazione


Le decisioni del Parlamento europeo avvengono quasi in contemporanea alla ripresa di naufragi e morti in mare di queste settimane/giorni.
Sono la macabra risposta a questi morti, tra cui bambini. E chiaramente ogni restringimento verso l'accoglienza dei migranti, si traduce anche in mancati soccorsi e quindi in più morti. 
L'Italia, il governo Meloni non solo è in prima fila in questo, ma vuole essere presa ad esempio e i partiti di estrema destra del parlamento europeo la indicano a modello.
Questo si accompagna a un mettere il silenziatore alla condizione dei migranti, a imporre un silenzio stampa anche sulle tragedie in mare.
Per questo è importante tornare con forza a rilanciare la controinformazione, la denuncia e la mobilitazione.
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Info - Martedì il Parlamento europeo ha approvato alcune modifiche alle norme comunitarie sulla gestione dei migranti che chiedono asilo in Europa, per renderle più restrittive:
le modifiche includono la possibilità di respingere più facilmente le richieste d’asilo e quella di inviare i richiedenti asilo in paesi terzi ritenuti “sicuri”, in maniera simile a quello che l’Italia sta facendo coi migranti inviati nei centri in Albania. 
Le modifiche per entrare in vigore necessitano di un’approvazione finale da parte dei governi dei 27 paesi membri dell’Unione.
Tra le modifiche approvate martedì ce n’è una che definisce “sicuri” paesi come l’Egitto o la Tunisia, dove le violazioni dei diritti umani sono frequenti: definirli “sicuri” significa rendere più facile respingere le richieste di asilo delle persone che provengono da quei paesi, e quindi espellerle. Un paese è considerato sicuro se rispetta le libertà e i diritti civili e se ha un ordinamento democratico, ma finora ogni paese dell’Unione ha deciso autonomamente quali paesi considerare sicuri, con interpretazioni opinabili.
Le modifiche sono una dimostrazione della sempre maggiore diffusione di posizioni più dure sulla gestione dei migranti in arrivo in Europa, favorite anche dal rafforzamento dei partiti di destra e soprattutto di estrema destra in vari paesi europei. 
Se passano queste modifiche vi saranno quindi procedure accelerate e la possibilità di creare "return hub" (o centri di rimpatrio) in Paesi non membri. 
Istituisce strumenti di cooperazione tra gli Stati membri, un fondo di solidarietà per sostenere quelli più esposti agli arrivi. e impone a coloro che non hanno diritto di soggiorno di rispettare l'obbligo di lasciare il territorio dello Stato membro e di collaborare con le autorità.  
Altri obblighi includono quello di rimanere a disposizione delle autorità, fornire loro un documento d'identità o di viaggio, fornire i propri dati biometrici e non opporsi fraudolentemente alla procedura di rimpatrio. Ci saranno conseguenze anche quando le persone a cui è stato intimato il rimpatrio non collaboreranno. 
Gli Stati membri possono decidere di rifiutare o dedurre determinati benefici e indennità, rifiutare o revocare permessi di lavoro o imporre sanzioni penali che, secondo la posizione del Consiglio, dovrebbero includere anche la reclusione. 
La modifica consente agli Stati membri dell'Ue di respingere una domanda di asilo come  inammissibile, senza esaminarne il merito, quando i richiedenti asilo avrebbero potuto chiedere e ottenere protezione internazionale in un  Paese extra-Ue considerato sicuro per loro, per esempio passandoci. 
I Paesi terzi da considerare sicuri sarebbero: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Anche i paesi candidati all'adesione all'Ue (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro,  Serbia, Turchia) 
Per la ricollocazione dei richiedenti asilo, il sistema prevede che ogni Paese dell’UE debba accogliere una quota o, in alternativa, versare 20.000 euro per ogni persona non ricollocata. Diversi governi hanno già dichiarato che pagheranno piuttosto che accogliere.
Il dibattito europeo continua a concentrarsi soprattutto su come respingere, rimandare indietro, scoraggiare. 

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