giovedì 12 febbraio 2026

pc 12 dicembre - Contro le bestie imperialiste e sioniste genocide - massima solidarietà e condivisione con Francesca Albanese

 

Disunited Nations

Il discorso sotto accusa di Albanese

"Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l'abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida". 

Questo uno dei passaggi dell'intervento della relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi al Forum di Al-Jazeera del 7 febbraio scorso. "Il fatto che la maggior parte dei media nel mondo occidentale abbia amplificato la narrazione pro-apartheid e pro-genocidio è una sfida - prosegue il discorso - Allo stesso tempo qui risiede anche l'opportunità. Perché se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d'ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune".  

Albanese, poi, in un post su X del 9 febbraio, ha chiarito il suo pensiero, spiegando che "il nemico comune dell'umanità è il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale

finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile". 

Nel corso del suo discorso la relatrice Onu ha inoltre affermato che negli gli ultimi due anni tutti hanno potuto vedere "la pianificazione e la realizzazione di un genocidio, e il genocidio non è finito", ma è anzi "ora pienamente evidente". Oggi "il rispetto delle libertà fondamentali è l'ultima via pacifica, l'ultimo strumento pacifico che abbiamo per riconquistare la nostra libertà", ha proseguito ancora, lanciando un appello alle più varie categorie della società a "cambiare le nostre abitudini: da ciò che scegliamo di comprare, consumare, leggere, a come ci poniamo di fronte al potere". Albanese ha quindi concluso dicendo di credere "fermamente che la Palestina sarà libera. Ma dobbiamo agire e il momento è adesso" in un "2026 di pieno impegno verso la responsabilità e la giustizia". 

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