venerdì 13 febbraio 2026

pc 13 febbraio - Il governo delle mani sulla magistratura. Al referendum votiamo NO!

da ORE12 /Controinformazione rossoperaia  del 12.02.26



La riforma sulla giustizia fortemente evoluta dal governo Meloni è un'iniziativa che sta tutta dentro la marcia del moderno fascismo. Mettere le mani sulla magistratura, averne il controllo per non essere intralciati quando si fanno leggi liberticide o sempre più repressive o si agisce direttamente contro le leggi esistenti, non incappare nella giustizia (sia pur borghese) sono i veri obiettivi del governo Meloni e per questo bisogna votare NO al prossimo referendum.

Il tentativo del governo non è nemmeno tanto nascosto, visto che Nordio lo ha detto più volte in più occasioni: limitare l'eccessiva autonomia dei giudici. Così anche la Meloni, che vuole, così come ha detto, liberare la magistratura da tutti i possibili condizionamenti politici, perché di fatto l'unico condizionamento politico deve essere quello suo e quello del suo governo, e limitare le ingerenze della magistratura nella politica.

Gli attacchi quotidiani alla magistratura da parte di tutti i membri di questo governo, dalla Meloni a Nordio a Salvini, ai loro più luridi scagnozzi vanno, di fatto in questa direzione. Non si tratta quindi di una riforma costituzionale come blatera Nordio o la Meloni per cercare di ingannare la cosiddetta opinione pubblica, ma si tratta di un vero e proprio stravolgimento della Costituzione, attraverso cui ci si vuole vendicare di fatto di quei giudici che non sono allineati al governo e si mira a volere trasformare questa società capitalista di cui il governo Meloni oggi è al servizio, rappresentando l'ala più reazionaria della borghesia al potere, trasformare questa società in una società dove i potenti, i padroni, i politici devono praticamente farla sempre franca e quindi anche per questo bisogna votare NO al prossimo referendum.

Le ragioni del NO sono abbastanza chiare, mentre sarebbe davvero una perdita di tempo quella di cercare di smascherare i vuoti e ingannevoli argomenti del si, però qualcosa bisogna pur dirla.

Innanzitutto non c'entrano niente le chiacchiere che ci sono a destra e manca, dalla Meloni a Nordio a Salvini, sulla separazione delle carriere, perché di fatto oggi con le leggi attuali è già così, come abbiamo ascoltato in questi giorni in diverse trasmissioni televisive dove intervengono gli “esperti” del settore, quindi da giudici ad avvocati, da più voci è stato spiegato che già di fatto ora esiste la separazione delle carriere, per cui sia questa questione così come appunto l'altra questione sbandierata delle correnti dentro la magistratura o della necessità di una giustizia giusta.... sono tutte le ennesime bugie e le ennesime fandonie che questo governo propina ogni giorno attraverso i mass media che ha nelle sue mani per ingannare ancora una volta la cosiddetta opinione pubblica e illudere ancora una volta.

Come ha dichiarato il magistrato Sergio Rossetti, componente della giunta esecutiva centrale dell'Associazione Nazione dei Magistrati in una intervista, dove dice che “questa riforma è un inganno, una trappola che il governo sta tendendo al popolo italiano e che non migliora fatto la giustizia. Tutti sappiamo - dice - che per una giustizia efficiente servono risorse, vedi la questione dei processi infiniti che non finiscono mai degli organici che sono carenti, ecc, ecc, questa riforma non investe neanche un solo euro in questo senso. Il suo vero scopo è un altro, è quello di sottrarre i poteri forti al controllo della magistratura e quindi minare in questo senso appunto l'autonomia e l'indipendenza della magistratura”.

Alla domanda quali sono gli aspetti più preoccupanti della riforma, il magistrato risponde: “da mani pulite in poi il potere politico ha costantemente minato la fiducia dei cittadini nella magistratura e si sono poste le basi per intaccarne la sua autonomia e indipendenza. Singoli magistrati sono stati attaccati, l'intero corpo screditato. Oggi si arriva a questa riforma con la separazione delle carriere, il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, un'alta corte disciplinare con un grande numero di esponenti politici, cioè si vuole, dice il magistrato Rossetti, per Costituzione, spingere il pubblico ministero nell'orbita dell'esecutivo, cioè sotto il controllo del governo, screditare il Consiglio Superiore della Magistratura e intimorire i magistrati, quindi tutto è costruito per indebolire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e quindi poi di conseguenza la libertà dei cittadini”.

Alla domanda se è corretta come la presenta il governo cioè come “separazione delle carriere”, il magistrato risponde: “la chiamano separazione delle carriere, io la chiamo riforma per la normalizzazione della magistratura, se passerà questo Stato sarà meno libero e meno democratico”.

Così anche una denuncia critica arriva dalla Cgil in merito che ha parlato come dell'esigenza di fermare l'invadenza della magistratura rispetto alle decisioni del potere politico, come spesso la magistratura vanifica il lavoro delle forze di sicurezza, menzionando appunto casi in cui giudici sono intervenuti annullando misure di fermo, detenzione o espulsione applicando poi di fatto le leggi esistenti a garanzia dei cittadini, quindi questo è un altro obiettivo del governo Meloni con questa riforma quando si dice “avanzare nel moderno fascismo” che si serve poi anche del potenziamento anche delle misure repressive, cioè attaccare appunto i magistrati per attaccare tutti quelli che poi lottano, tutti quelli che protestano, tutti quelli che dissentono e quindi, per esempio, riguardo questo aspetto specifico, si possono fare degli esempi recenti, per esempio quando i magistrati hanno rimesso in libertà l'Imam Shain a Torino rinchiuso su ordine anche dello stesso Piantedosi in un CPR per essere espulso per la questione della lotta per la Palestina; ma così anche i provvedimenti dei giudici che hanno rimesso in libertà diversi attivisti o militanti che in questi mesi hanno lottato sempre per la Palestina che chiaramente questo governo ha preso assolutamente di mira, vedi anche gli ultimi fatti di Torino.

Ecco questo ci fa capire come questo governo non può sopportare che una magistratura per esempio possa andare contro quello che il governo si è prefissato di fare, vedi per esempio reprimere in tutti i modi per esempio il movimento di solidarietà per la Palestina ma non solo, ma anche tutto quello che significa lotta, dissenso, protesta.

Quindi questo è uno degli obiettivi che racchiude questa riforma che si vuole invece mascherare dietro i paroloni della “separazione alle carriere”, della “giustizia giusta”, ecc ecc.

L'indipendenza della magistratura deve essere limitata, il potere giudiziario deve essere limitato e passare sotto il controllo del potere esecutivo cioè del governo e i diritti devono essere sempre più compressi, sempre più negati, gli ambiti democratici sempre più ristretti e si deve invece potenziare sempre di più la repressione in tutti gli ambiti.

Entrando così nel merito poi di alcuni aspetti più tecnici della riforma, cioè per esempio la questione della riforma costituzionale del sorteggio, cioè il governo Meloni ha promosso una riforma costituzionale che mira a separare le carriere tra giudice e pubblici ministeri e dividere il Consiglio Superiore della Magistratura in due organismi distinti e una delle parti più controverse è quella che riguarda il sistema di estrazione a sorte cioè il sorteggio per la selezione dei componenti togati del CSM, cioè del Consiglio Superiore della Magistratura anziché l'elezione diretta da parte dei magistrati e su questo subito diciamo anche da ignoranti in materia che però viene subito spontaneo chiedersi ma come viene fatto questo sorteggio? e su quale base e su quali numeri e quali saranno le le dinamiche? mentre si mira ad eliminare l'elezione diretta da parte dei magistrati.

Meloni ha criticato alcune sentenze, vedi quella sulla Corte dei conti per il Ponte sullo Stretto definendole talvolta “intollerabile invadenza” e quindi ha accusato settori della magistratura di fare opposizione politica, dall'altro lato l'Associazione Nazionale Magistrati invece ha definito alcuni attacchi del governo “gravi” nei confronti della magistratura, ribadendo che i magistrati applicano le leggi e quindi invece quello che vuole stravolgere il governo cioè non far applicare più le leggi agli sessi magistrati e quindi mettere sotto controllo la magistratura, diminuendo autonomia e indipendenza, il tutto stravolgendo la Costituzione e facendo invece passare il tutto come una riforma costituzionale giusta e necessaria.

A fronte tutto questo i proletari, i lavoratori e le lavoratrici, sono chiamati ad avere chiaro quelli che sono i veri obiettivi del governo fascista Meloni con questa riforma della giustizia, per i proletari per i lavoratori i problemi che riguardano la giustizia sono strettamente legati al fatto che ogni aspetto della vita sociale contiene comunque un aspetto di classe perché questa è la giustizia in una società capitalista, che è comunque una giustizia di classe perché al potere ci sta la borghesia e quindi l'ideologia dominante è quella della classe dominante cioè della borghesia e quindi comunque la giustizia è pur una giustizia borghese, però non possiamo esimerci dal prendere posizione sempre e soprattutto fare anche la battaglia per ostacolare il cammino che questo governo vuole fare rapido verso il fascismo aperto, utilizzando anche questa riforma della giustizia che ha come vero obiettivo quello di dare un'altra forte picconata alla Costituzione nata dalla Resistenza per avanzare e quindi attaccare in questo senso la magistratura e di conseguenza attaccare quelli che sono i diritti a livello di massa, delle popolazioni, dei cittadini, dei proletari, soffocare ancora di più le lotte, il dissenso, la protesta e avanzare nella marcia in cui vuole avanzare questo governo che noi definiamo di moderno fascismo aperto.

Quindi per tutto questo bisogna decisamente andare a votare al prossimo referendum NO.


 

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