sabato 9 giugno 2018

pc 9 giugno - La degenerazione catto-revisionista del PC portoghese - una nota

C'ERA UNA VOLTA IL PARTITO "COMUNISTA" PORTOGHESE
Pagina sei dell’edizione del manifesto di venerdì primo giugno riporta  una notizia c: «I comunisti votano con i cattolici: no all’eutanasia».
Il Partito Comunista Portoghese fa parte di un Governo di “sinistra” con i trotzkisti di Blocco di Sinistra, i Verdi, ed il Partito Socialista, ma questo non ha impedito loro di travestirsi da estrema destra per bocciare la legge sulla così detta “dolce morte”.
Si sono ritrovati a negare una semplice norma di buon senso in compagnia dei pretofili del Centro Democratico Sociale-Partito Popolare, mentre il Partito Social Democratico si è astenuto: alla fine, la conta ha avuto come esito 115 no e 110 sì.
Se ancora non bastasse questo clamoroso scivolone, ecco la “spiegazione” del deputato Antonio Felipe: «non si può affrontare la vita umana in funzione della sua utilità, degli interessi economici e di discutibili modelli di dignità sociale».
In pratica niente di diverso dai dettami della chiesa cristiana cattolica apostolica romana, che evidentemente rappresenta il modello di società a cui i dirigenti del Partito Comunista Portoghese intendono ispirarsi.
A nulla può valere la precisazione secondo la quale «continueremo a batterci per il diritto di tutti di rifiutarsi a pratiche mediche che prolunghino artificialmente la vita»: la pratica ha dimostrato che queste sono soltanto parole, smentite dalla prova dei fatti.

Bosio (Al), 09 giugno 2018

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