martedì 22 novembre 2022

pc 22 novembre - Ex Ilva: Bernabè è come la Morselli - Entrambi difendono gli interessi del Capitale

La differenza è solo nelle "belle" parole... Ma per gli operai neanche quelle...

Riportiamo e invitiamo a sentire questa intervista fatta da Milano Finanza a Franco Bernabè, attuale presidente di Acciaierie d'Italia, in rappresentanza della parte pubblica, perchè gli operai prima di tutto abbiamo coscienza delle intenzioni della parte pubblica (di fatto del governo, tramite Invitalia) per sgomberare ogni illusioni, portata anche ieri dai sindacati, in particolare Uilm, Fiom e sostenuta fortemente da Usb, che la soluzione di tutti i gravi problemi degli operai, sia dell'Appalto che di Acciaierie d'Italia, sarebbe nel passaggio maggioritario o completo dello stabilimento nelle mani dello Stato.

https://video.milanofinanza.it/video/bernabe-acciaierie-d-italia-no-pressioni-sul-governo-ma-senza-liquidita-ex-ilva-e-a-rischio-pp4jROj2k1rt 

In questa lunga intervista Bernabè nulla dice sui provvedimenti di sospensione dei lavori alle ditte d'appalto e quindi dell'attività lavorativa bloccata per centinaia (per ora) di operai; nulla dice della volontà di Acciaierie di aumentare il numero dei cassintegrati diretti; nulla dice su tutta la situazione immediata che vede impianti a rischio, costanti rischi per la sicurezza dei lavoratori, sulle bonifiche non fatte, ecc. 

Ma in realtà queste cose le ha dette in dichiarazioni stampa, che tutti possono leggere, in cui Bernabè afferma chiaramente che appoggia pienamente tutte le decisioni della Morselli circa i provvedimenti dei giorni scorsi. QUINDI, BERNABE' AVALLA TUTTE LE DECISIONI DELLA MORSELLI, LA "PARTE PUBBLICA" NON E' DIFFERENTE DALLA "PARTE PRIVATA". Anche i comportamenti sono uguali: entrambi non si sono presentati all'incontro presso il Ministero delle Imprese di giovedì 17 novembre.

Nell'intervista Bernabè ripete parole gia' dette in passato, promesse di "futuro luminoso" per la produzione, per le sorti dell'azienda, per la decarbonizzazione (per cui in altre dichiarazioni ha sempre parlato di 10 anni); ma da un lato non spiega perchè - a differenze di altre siderurgie in Italia e in Europa che aumentano produzione e utili anche come effetto della cessazione della produzione in Ucraina per la guerra inter imperialista - l'ex Ilva invece sta in forte crisi di liquidità e la produzione è ai minimi storici; Bernabè afferma ma non spiega se e perchè vi sarebbe un eventuale riduzione di commesse o se questi livelli di produzione dipendono piuttosto dallo stato degli impianti; dall'altro non dice assolutamente nulla cosa questo futuro significa per gli operai, in termini di esuberi, attacco al salario, sfruttamento, salute e sicurezza.

Ugualmente sugli investimenti ambientali, dovremmo credergli sulla parola, ma nulla aggiunge in termini di dati, piani, ecc.

IN REALTA' SI CONFERMA QUELLO CHE LO SLAI COBAS HA SCRITTO IERI NEL VOLANTINO DATO ALLO SCIOPERO: 

"Nel quadro della vertenza allo Slai cobas non interessa proprietà pubblica o privata che sia.
Ora si vede chiaro che Bernabè/Invitalia e Morselli/Arcelor Mittal sono d’accordo e sono due facce della stessa medaglia.
Interessa che le rivendicazioni dei lavoratori vengano tutte accettate".

Subito:

- ritiro subito della lettera della Morselli e il rientro di tutte le ditte e operai al lavoro con pagamento delle giornate perse. Con blocco delle nuove cassintegrazioni-licenziamenti esuberi nell’appalto.
- estensione della integrazione salariale a tutti i cassintegrati Acciaieria/Appalto. 
– NO alla cassintegrazione unilaterale, allargata e permanente in Acciaierie - nessun nuovo esubero dell’organico attuale di Acciaieria d’Italia e ditte dell’appalto

E nell'immediato futuro:

- rientro nel 2023 dei 1600 Cigs ex Ilva AS nell’organico Acciaierie d’Italia;
- più salario/riduzione d’orario di lavoro a parità di paga;
- soldi e piano di bonifiche,
- Sì a prepensionamenti alla ex Ilva/Appalto anche come risarcimento a fronte di morti sul lavoro e da inquinamento, amianto.

lunedì 21 novembre 2022

pc 21 novembre - Intervista di Radio Onda Rossa allo Slai cobas sullo sciopero e giornata di lotta all'Appalto/Acciaierie di Taranto, segue un breve resoconto dal blog tarantocontro

 Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

Taranto: sciopero generale alle acciaierie

Data di trasmissione
Ilva acciaierie

Oggi lunedi 21 novembre sciopero generale delle acciaierie a Taranto. Corteo operaio dalle portinerie delle ditte alla direzione.


Dal blog tarantocontro
Appalto/Acciaierie d'Italia - Buona giornata di lotta a Taranto - Una breve cronaca e le parole d'ordini differenti dello Slai cobas oggi nello sciopero e nella manifestazione di Taranto


Ore 6 Taranto una marea di operai blocca la portineria delle imprese: il piano

pc 21 novembre - Nomuos di Niscemi: 17 militanti condannati per aver occupato la base nel 2014… ma la repressione alimenta la ribellione…

E' arrivato a una prima conclusione, con tante condanne, uno dei tanti processi in corso (tra cui quello contro militanti che hanno manifestato e occupato la base il 9 agosto 2013), con condanne per chi ha manifestato contro gli strumenti di guerra e di morte, come il Muos.

La borghesia imperialista, in questo caso Italia/USA, come oramai noto a tutti, sta usando queste antenne/radar chiamate Muos nella guerra in Ucraina, soprattutto nella guida dei droni... ed è anche per questo che quando si toccano punti importante della sua guerra, la borghesia diventa molto più "sensibile" e scatena la repressione.

Una repressione che si allarga a tutti i campi della lotta di classe, a tutti i fronti di lotta... repressione che il nuovo governo moderno fascista ha voluto rimarcare con il decreto detto "anti-rave".

Contro la repressione è necessario unire e concentrare tutti i fronti di lotta in un unico fronte di lotta!


Comunicato NoMUos

pc 21 novembre - Storie di ordinario fascismo/Stato borghese in tempo di governo Meloni

 Napoli

Recentemente a Napoli è stata “scoperta” una cellula neonazista. Secondo gli atti dell’inchiesta “una costante attività di addestramento paramilitare, anche frequentando all’estero corsi di combattimento corpo a corpo e sull’utilizzo di armi da fuoco sia corte che lunghe, contatti diretti e frequenti con formazioni ultranazionaliste ucraine, come il Battaglio Azov, Pravi Sector, Misantropya, Division e Centuria. Probabilmente in vista di reclutamento nelle fila di questi gruppi combattenti”. L’associazione apertamente di stampo neonazista, negazionista e suprematista, impegnata da sempre nella propaganda dell’odio razziale, omofobiche, no vax e no green pass.

Questa associazione nata nel 2018 include nei suoi riferimenti e legami organizzati la libreria avellinese di Franco Freda; e le perquisizioni dettate dall’inchiesta hanno toccato le città di Napoli, Avellino,

pc 21 novembre - Bombardamenti turchi in Rojava info


Nella notte l’aviazione turca ha dato il via ad una serie di bombardamenti contro le principali località della Siria del Nord e dell’Iraq, compresa Kobane.

Gli aerei da guerra dello Stato turco hanno bombardato la parte occidentale della Siria settentrionale e orientale: Kobanê e il villaggio di Belûniyê a Shehba, a sud-ovest di Kobanê. E’ stato colpito anche il villaggio di Teqil Beqil, vicino a Qereçox a Dêrik, nella parte orientale del Rojava e i magazzini di grano di Dehir Ereb, a nord-est di Zirgan.

Si segnalano morti e feriti nel bombardamento del villaggio di Qizêlî a Girê Spî.

Almeno 12 sarebbero ler vittime civili e ci sarebbero anche 15 vittime tra i soldati dell’esercito siriano.

A Kobane è stato distrutto il Covid Hospital situato sulla collina Mishtenur, fondamentale per il controllo della città, colpita da un secondo attacco stamattina. Tra i feriti, un reporter della tv kurda

pc 21 novembre - Tv di regime in tempi di governo Meloni farsa che annuncia la tragedia


L’attuale televisione è piena di fascisti, revisionisti storici, cultura reazionaria, no vax, arrampicatori sociali, nani e ballerine, degni di un sistema putrescente e decadente qual’è l’imperialismo italiano.

E’ un processo che cammina da anni e in particolare, chiaramente, ha avuto il suo salto di qualità con l’era Berlusconi.

Da lungo tempo, quindi, non solo le reti Mediaset ma anche le reti Rai sono piene di una vera feccia umana. Feccia umana che non controlla solo i telegiornali e parte dei talkeshow ma soprattutto l’insieme delle trasmissioni di largo seguito che hanno infettato e inflazionato di Tv spazzatura glòi schermi televisivi.

Tutti sappiamo quanto questo abbia influito nel degrado sociale, politico, culturale e umano, non solo delle classi borghesi, medio e piccolo borghesi che ne beneficiano ma ampi settori del proletariato e del popolo.

Si può ora largamente immaginare il salto di qualità che ora ci sarà per effetto del potere diretto dei partiti feccia della borghesia imperialista al governo.

Basta l’elenco dei ministri, basta pensare quali ignobili individui siano stati nominati ministri dell’Istruzione e della Cultura; ed è facile pensare la ricaduta che nei prossimi mesi tutto questo avrà sui programmi televisivi.

E’ chiaro che, a differenza della frase scientifica di eventi che prima si presentano in tragedia e poi in farsa, nell’Italia odierna è la farsa che annuncia la tragedia. Ed è toccato ad un attore comico popolare, una volta dignitoso, Enrico Montesano, aprire la “nuova era”, presentandosi ad una delle trasmissioni feccia “Ballando sulle stelle” in divisa da X Mas. Lo scandalo mediatico susseguito è stato una farsa peggiore dell’atto, un’amplificazione squallida, degna dell’evento.

E’ chiaro che al movimento comunista, antifascista, genericamente progressista toccherà intervenire con mezzi adeguati dentro questa nuova fase della reazione imperialista. Adeguati vuol dire nel contesto di quello che è giusto chiamare ‘nuova Resistenza’.

domenica 20 novembre 2022

pc 20 novembre - Torino, al corteo studentesco lanci di uova e vernice contro la polizia. «No alla scuola del merito»

Torino, al corteo studentesco lanci di uova e vernice contro la polizia. «No alla scuola del merito»

Centinaia di ragazzi si sono radunati in piazza XVIII Dicembre: La protesta è rivolta contro la «scuola che esclude basandosi sulla competizione»

È partito alle 10 da piazza XVIII Dicembre il corteo con 400 studenti per «riportare la scuola al centro delle priorità del governo». La manifestazione è stata organizzata in contemporanea in oltre 20 piazze italiane per protestare contro le politiche governative e la "retorica del “finto merito”. 

Nel mirino degli slogan la misura dell’alternanza scuola-lavoro e il caro-istruzione. “No alla scuola dei padroni” è uno dei cori lanciati dagli studenti che si sono diretti verso corso Vittorio Emanuele paralizzando corso Bolzano.  Un cordone di polizia e carabinieri ha bloccato l'accesso al controviale del

pc 20 novembre - "Fare figli è il "punto focale" delle donne"... per l'economia della Patria, per la sacra famiglia base del sistema borghese...

(dal blog femminismorivoluzionario)

A seguire dei provvedimenti contro i migranti (con una nuova versione, applicazione dei famigerati Decreti sicurezza), e contro disoccupati, masse povere, licenziati (attraverso la restrizione del Reddito di cittadinanza, per cui la "colpa" è del disoccupato, disoccupata che non trova il lavoro; un provvedimento che colpirà dati ufficiali soprattutto donne e immigrati), c'è, già in programma, la questione della "denatalità" per le donne.

La Ministra Roccella, in piena sintonia e applicazione dell'impostazione della Meloni e dell'intero governo, per non parlare del clerico-integralista presidente della Camera, sta già mettendo a punto dei provvedimenti in questo senso.
Qui insieme al merito dei provvedimenti, su cui poi diciamo qualcosa, è la logica, l'ideologia che li accompagna che è da respingere e combattere.
Le donne vengono viste e valutate solo se fanno figli, "pesate" sulla base del numero dei figli, La loro libertà ed emancipazione affermate solo nella maternità; in questa logica, in nome della difesa della maternità è l'intervento verso le aziende.
E tutti, padroni, istituzioni, sindacati - (e chiaramente la Chiesa che già lo fa da sempre) ecc. vengono chiamati a dare il proprio contributo a questa campagna per la natalità.
Una campagna che vuole essere ideologicamente ricattatoria, mentre dà miserie e briciole offensive per le condizioni di vita delle donne. Esemplare è che invece di porre la necessità di aumenti salariali, a fronte del carovita, taglio e aumento dei costi dei servizi sociali i cui effetti immediati ricadono sulle donne, il governo sta pensando a "sconti della grande distribuzione", una misura indegna, che ricorda le tessere del periodo fascista.
Chiaramente nessun intervento per contrastare i licenziamenti delle lavoratrici, delle operaie nelle fabbriche, le pesanti discriminazioni di cui sono oggetto; la precarietà

sabato 19 novembre 2022

pc 19 novembre - Per una Sanità pubblica e gratuita. Governo Meloni giù le mani dalla Sanità! Verso l'assemblea Nazionale del 26/11 a Roma. L' adesione della Rete Nazionale sicurezza e salute


Il governo Meloni con il ministro Schillaci prosegue l'opera di distruzione della Sanità pubblica a favore dei profitti di quella privata e per fare della salute un privilegio per ricchi. 

La salute dei proletari, dei lavoratori e delle masse viene sempre di più negata a colpi di tagli, lo smantellamento del SSN è stata la costante di tutti i governi che hanno risposto ad un solo interesse, quello dei padroni, dei baroni della medicina, dei Big Pharma mentre per le masse lunghe attese per esami, per ricoveri che spesso significano rinunce e indebitamenti.

Con la pandemia abbiamo visto il disastro della Sanità pubblica, ora con la crisi economica e con la guerra anche questo governo proseguirà sulla strada di classe, quella dei padroni e dei ricchi, per  scaricare le sue scelte politiche sui proletari e le masse impoveriti. Questo governo non fa altro che alimentare il carosanità ed il peggioramento della qualità del servizio sanitario pubblico con tagli e

pc 19 novembre - MIGLIAIA DI STUDENTESSE E STUDENTI ALLE MANIFESTAZIONI DI IERI CONTRO LA SCUOLA "DEL MERITO" E IL GOVERNO FASCIO-REAZIONARIO MELONI AL SERVIZIO DEI PADRONI

Gli studenti rivendicano maggiori fondi per la scuola pubblica e per l’edilizia universitaria, l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, la cancellazione della parola ‘Merito’ dalla dicitura del nuovo ministero e più investimenti sul diritto allo studio, sono scese in piazza le sigle Link, la Rete degli Studenti medi, collettivi autonomi, Osa. Tra le diverse scuole il Visconti, Machiavelli, Augusto, Plinio, Cavour e Socrate, mentre il Tasso ha deciso di rimanere in occupazione. “Questa è la piazza dei discriminati”, hanno ripetuto i giovani che, accompagnati dalle note di Bella Ciao, si sono diretti verso il ministero.

Tra gli slogan, anche “di scuola-lavoro non si può morire” e “fuori le imprese dalle università”. “Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dovrebbe riceverci, ma non lo fa...  E ancora, c’è chi ha ricordato le discriminazioni subite dagli studenti Lgbt+, dopo il caso al liceo Cavour, dove un docente ha rifiutato il compito di uno studente transgender, nonostante avesse il diritto alla carriera alias ... “Non ci rappresenta nessuno, né il governo Meloni né il Pd e il centrosinistra”, c’è chi ha attaccato, soprattutto tra gli studenti dei collettivi autonomi e della sigla Osa...
Tori

Palermo - Contro il governo  Meloni/Valditara della scuola del "merito" ma anche contro Salvini e Piantedosi, Ministro degli Interni che ha lavorato al testo del nuovo decreto anti-rave. Ma studentesse e  studenti accusano il nuovo Governo di voler usare la norma per colpire le espressioni di dissenso. 

Napoli - Davanti a una banca, in piazza Borsa, con alcuni giovani che hanno simulato di essere morti, vittime della crisi economica, e davanti all'Università Federico II per denunciare il caro alloggi e il caro trasporti. Ma anche, come sottolineato al megafono più volte, per ricordare l'episodio di cronaca di oggi con un dipendente dell'Ateneo arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di sei studentesse. No deciso all'alternanza scuola lavoro: alcune ragazze hanno dipinto di rosso le mani per ricordare le giovani vittime degli ultimi mesi

venerdì 18 novembre 2022

pc 18 novembre - Contro il decreto anti rave - pubblichiamo tutte le voci contro nel nostro campo

Decreto anti-rave: il Governo Meloni attacca le lotte sociali

Senza Tregua | senzatregua.it

13/11/2022

scontri-polizia-lavoratori

Non sono trascorse nemmeno due settimane dall'emanazione del controverso "decreto anti-rave", ma tanto è bastato per far scomparire l'attenzione dell'opinione pubblica rispetto ai suoi aspetti fortemente lesivi della libertà di manifestare. A maggior ragione, vale perciò la pena tornare sull'argomento, con l'obiettivo di tenere alto il dibattito e fornire un contributo per costruire un'opposizione all'art. 434-bis, perché le modalità di approvazione del decreto che lo ha introdotto e i suoi contenuti sono un segnale di evidente incremento dei livelli di repressione e autoritarismo nel nostro paese che non può essere ignorato.

Le modalità di emanazione del decreto
L'introduzione attraverso la legislazione d'urgenza, tramite lo strumento del decreto-legge, del nuovo

pc 18 novembre - Una dichiarazione da leggere ma non da sottoscrivere

Non si tratta di partiti comunisti ma revisionisti e centristi

Non si definisce chiaramente quella in corso guerra interimperialista

Non si definisce come paese imperialista la federazione russa

Quindi pur contenendo molte parti condivisibili non è una dichiarazione da sottoscrivere 

proletari comunisti/PCm Italia

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22° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Noi partecipanti al 22° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai tenutosi all'Avana dal 27 al 29 ottobre 2022 ribadiamo il nostro forte impegno per la lotta del proletariato a livello globale, nonché il nostro sostegno ai molti anni di eroica lotta antifascista dei proletari del Donbas e alla resistenza dei lavoratori dell'Ucraina e della Russia contro la politica militarista dell'imperialismo:

1. Condanniamo tutte le azioni criminali dei rappresentanti del capitale mondiale: gli USA, le alleanze e i blocchi imperialisti, la Federazione Russa e gli ambienti di governo della stessa Ucraina, che sono ricorsi allo strumento estremo per risolvere le loro contraddizioni nell'era dell'imperialismo - la guerra nel territorio dell'Ucraina.

2. Sosteniamo i sentimenti e le azioni anti-militaristi in Ucraina e nella Federazione Russa, in quanto lotta delle classi sfruttate contro le classi sfruttatrici. Non soltanto la logica del marxismo, ma anche gli otto mesi di guerra già trascorsi dimostrano la falsità degli obiettivi proclamati dal governo russo, il cui

pc 18 novembre - "Scuola, ora decidiamo noi" - Oggi manifestazioni degli studenti in decine di città


La stampa da un lato parla di inizio dell'autunno caldo degli studenti per criminalizzarlo "stagione di violenza" e dall'altro di "studenti confusi che non hanno la minima idea di cosa contestano", mettendo in dubbio che non si capisca il legame tra scuola, migranti, guerra, cambiamento climatico etc.

Noi diciamo che nella lotta e nella sua radicalizzazione avanza la coscienza di classe e gli studenti sapranno trovare la loro strada e le giuste risposte.....
Ma deve diventare lotta contro la politica del governo dei padroni, ora Meloni e avanti come dice una canzone: no alla scuola dei padroni via il governo dimissioni

"Meloni e Confindustria ci rubano il futuro"

Nei giorni scorsi a Milano un gruppo di ragazzi ha inscenato un blitz ad Assolombarda. "Abbiamo deciso di fermare i lavori dentro a Confindustria perché è il luogo simbolo dello sfruttamento e degli interessi condivisi tra governo e ricchi" hanno spiegato. Davanti all'ingresso hanno mostrato striscioni con scritte come 'Vi arricchite sulle spalle di un nuovo milione di poveri' e 'Parlate di sicurezza e continuiamo a morire a scuola'.

"Se fossero davvero interessati alla nostra sicurezza, allora abolirebbero l'alternanza scuola-lavoro, responsabile della morte di tre studenti in meno di un anno e dello sfruttamento gratuito di tuttə noi; 

giovedì 17 novembre 2022

pc 17 novembre - L'incidente della Polonia - una nota


L’”incidente” della Polonia - Una miccia accesa da Zelensky per spingere verso la guerra mondiale.

Per alcune ore nella giornata di ieri un incidente di oscura natura accorso per la caduta di un missile in Polonia, ha cercato di diventare la Serajevo dei giorni nostri.

Come in automatico, sono scattati tutti i meccanismi di colloqui di pace e incontri di Vertice mentre si accendevano i motori dell’intervento diretto di Nato/Usa e a seguire di tutti gli altri paesi imperialisti che inevitabilmente avrebbe trasformato il potenziale conflitto generale in conflitto reale.

L’incendiario di turno, il terrorista di governo Zelensky, che sapeva molto bene quello che in realtà era accaduto, invece ha scatenato in pieno G20 una criminale fake news che avrebbe trasformato quello che è potenziale dal primo giorno in cui è scoppiata la guerra, innescata dall’intervento “difensivo”

pc 17 novembre - Sul G20 di Bali e il ruolo della Meloni

Il G20 di Bali è stato un fallimento. Alla fine non sono stati d’accordo su niente, fingendo di essere d’accordo su tutto.

I paesi imperialisti, di diverso grado presenti al Vertice e quelli aspiranti ad esserlo, che di tanto in tanto si travestono da nazione oppressa per poter scalare la gerarchia del mondo, hanno un solo interesse comune: difendere gli interessi e i profitti dei padroni del mondo, difendere i profitti e gli interessi dei propri padroni, cercando di travestirli da interessi generali o da interessi nazionali.

Ma l’imperialismo si è incartato, come spesso nella storia gli è successo. La crisi esige una nuova ripartizione mondiale, e il passaggio spinge alla guerra come esito cosciente, o “tempesta perfetta” delle contraddizioni insanabili.

Il G20 è finito, come il cuore di esso, il traballante G7, aveva già dimostrato.

A questo Vertice mondiale l’Italia imperialista si è presentata con una sorta di “Di Maio in gonnella”, la Presidente Meloni, che si è aggirata sorridente, elemosinante incontri, e quando li ha tenuti si è prostrata come serva e segretaria, ancella degli interessi nazionali; dove l’interesse nazionale dell’imperialismo italiano è sempre stare al servizio dell’imperialismo americano, anche se questo costasse la secca reazione degli altri stati imperialisti che in qualche maniera le ripetono, o cercano di farle capire, che l’imperialismo Usa è “l’altra squadra”, non quella in cui l’Italia deve giocare nella contesa imperialista.

Ma la Meloni questo è, anche se il riformismo straccione dell’ex “sinistra” italiana le ha servito su un piano d’argento il diventare con il 17% l’attuale capo del governo italiano.

Ma la natura dei fascisti è essere servi e facendo i servi, divenire i padroni ideologici, politici e pratici del governo e dello Stato in Italia; in una parodia dall’alto della “marcia su Roma”, come sono state le recenti disastrose e disastrate elezioni.

Tornando al punto, alla Meloni interessava garantire le miserie, chiedere soldi, aiuti e protezione che essa intende usare contro i nemici interni che sono oggi gli immigrati, domani, come il Duce ha insegnato, il popolo trascinato in miseria e guerra.

Il G20 di Bali, al di là delle chiacchiere della stampa borghese e della TV, restituisce l’immagine dell’italietta stracciona che posa a potenza.

Le parole però stanno a zero. E un’analisi giusta e una denuncia chiara non oscura la realtà dei rapporti di forza che sono i soli fatti che contano contro i governi dei padroni e ancor più oggi contro il governo dei padroni in tinte razziste e moderno fasciste.

pc 17 novembre - Sulle prossime scadenze di lotta - le indicazioni di proletari comunisti

Nelle prossime scadenze di lotta abbiamo una cosa da non fare. Quella da non fare è esaltarle come grandi lotte, numeri da gonfiare, “percorsi da sviluppare”. Non è così. Sono forme di prima resistenza.

Il 26 novembre delle donne, è una importante trincea d’avanguardia per il tipo di governo che abbiamo, clerico-fascista, sessista e revanscista contro diritti e conquiste delle donne, in primis il diritto d’aborto.

Che ci volesse una donna di matrice fascista a incarnare questo attacco, una persona che usa continuamente il fatto di essere donna come una "patacca" per autoesaltarsi a modello, è la dimostrazione che la borghesia almeno come “classe politica” è alla frutta.

Quella del 26 novembre è una manifestazione necessaria che vogliamo larga e combattiva, che raccolga tutte le istanze e tutte le lotte, i fermenti delle donne contro una classe, uno Stato e un governo che in nome di “Dio, patria e famiglia” e figli coniugano la legge fondamentale nel sistema capitalista: il profitto; sono “bandiere” che accompagnano sempre la doppia oppressione e il recupero del moderno medioevo e che sono compagne di miseria e guerra, di femminicidio di massa.

E’ in questo che il movimento attuale delle donne è una trincea che può diventare prima linea di un movimento esteso e continuo delle donne e di tutte le lotte delle masse. In questo è importante oggi la presenza delle proletarie, delle operaie sfruttate, vessate, discriminate, e uccise sul posto di lavoro, il contingente che esprime la contraddizione di classe come madre di tutte le contraddizioni.

Questo è il dato non tanto di quantità ma di qualità per misurare il livello della lotta delle donne, come termometro del livello generale della lotta necessaria e possibile: una rivoluzione proletaria, una rivoluzione nella rivoluzione, perché tutta la vita deve cambiare.

Il 2 dicembre c’è una giornata di lotta, non uno sciopero generale che è altra cosa, ed è fastidioso ai limiti dell’insopportabilità, la pretesa demagogica delle burocrazie dei sindacati di base di parlare di “sciopero generale”.

Quello che è certo è che contingenti di lavoratori, precari, disoccupati, studenti e pezzi di movimento saranno in sciopero e in piazza, con la giusta ambizione di rappresentare gli interessi proletari e popolari di tutti.

Qui importante è in che misura questo si collega, influisce, possa essere un segnale reale per il mondo delle fabbriche e quale è il tipo di presenza operaia che raccoglie l’appello alla lotta e comincia a fare la sua parte.

Bisogna lavorare per questo contro il sindacalismo confederale, vera gabbia mortale della classe operaia e puntello dell’imperialismo nelle fila operaie.


E’ chiaro che la giornata del 2 dicembre è una continuità della lotta in corso e delle manifestazioni fatte prima con al governo Draghi oggi con la Meloni. Ma non è ancora un nuovo inizio. E di questo occorre consapevolezza, innanzitutto di chi dirige e organizza. In questo senso quello che non serve è esaltarle come grandi lotte, numeri da gonfiare. Perché solo se riusciamo a costruire il nuovo inizio dentro questa fase di crisi, tendenza alla guerra, reazione aperta, noi abbiamo, sia pure in un difficile presente, un sentiero da percorrere della lotta generale, dello sciopero generale, della trasformazione dello sciopero generale in sciopero politico.

mercoledì 16 novembre 2022

pc 16 novembre - Un invito a redattori e collaboratori - miglioriamo il lavoro per il blog proletario comunista

Apprezziamo i compagni e collaboratori che si stanno impegnando per il blog e li chiamiamo a continuare. Invitiamo altri compagni a seguirne l'esempio - ma invitiamo tutti a considerare che il nostro blog, pur dedicando un grande spazio alle lotte operaie e proletarie sindacali, non è un blog sindacale. 

Esiste il blog dello Slai cobas per il sindacato di classe che ospita lotte e comunicati spesso dell'intero arcipelago del sindacalismo di base e di classe.

A questo blog servono sempre di più testi, grandi e piccoli, di denuncia politica, analisi politica, propaganda ideologica/teorica/politica/ comunista, indicazioni politiche, polemiche politiche e notizie selezionate di opposizione politica al governo a tutti i livelli.

Va tenuto in conto che l'attuale lotta sindacale contro padroni e governo è per noi comunisti brodo di coltura in cui costruire legami e organizzazione con i proletari in lotta, dirigere esperienze, elevare la coscienza e la crescita di una vera opposizione politica rivoluzionaria.

La redazione

pc 16 novembre - Ultime dal blog internazionalista maoistroad

 

pc 16 novembre - La gigantesca manifestazione di Madrid per la sanità pubblica



pc 16 novembre - Sanità: il governo Meloni prepara altri tagli mentre aumentano a 37,16 miliardi i costi pagati ai privati dalle famiglie


Secondo l'ultimo monitoraggio pubblicato in questi giorni dalla Ragioneria generale dello Stato, “La cosiddetta spesa out of pocket quella cioè al di fuori del Servizio sanitario nazionale … è cresciuta del 20,7% rispetto ai valori del 2020 quando era calata dell’11,6%. … Un boom di spese sostenute direttamente dai cittadini cresciute soprattutto per farmaci non rimborsabili, visite mediche, diagnostica dopo la frenata legata allo scoppio della pandemia che nel 2020 aveva limitato la spesa sanitaria privata” (Il Sole24Ore del 15 novembre) che sale, appunto, a 37,16 miliardi.

Visto che il Servizio nazionale fornisce sempre meno assistenza si è costretti a fare ricorso alle aziende private, ma per il proletariato e le masse popolari questo problema si aggrava, e si deve rinunciare alle cure.

“4 italiani su 10 fanno fatica a saldare i conti per le visite e i farmaci; quasi la metà rimanda il più possibile l’appuntamento con il medico o rinuncia alle cure perché purtroppo non ha abbastanza soldi. Senza contare che questo non giova al lavoro: meno ci si cura, più aumentano i giorni di malattia chiesti alle aziende.

“Le cure a cui si rinuncia di più sono, nell’ordine:

  • cure odontoiatriche: 38%
  • cure oftalmiche: 22%
  • riabilitazione fisica: 15%
  • cure ortopediche: 11%
  • cure dell’udito: 6%.

“Il 61% delle famiglie con un reddito inferiore a 1.550 euro al mese dichiara di non riuscire ad affrontare le spese sanitarie e quindi rinuncia a curarsi. La Regione dove si rinuncia di più a curarsi è la Campania (73%), seguita da Calabria (69%) e Lazio (64%).

“Le famiglie più vulnerabili, come quelle con un malato cronico, o con un solo genitore o quelle composte da tre o più adulti, come nel caso degli anziani a carico, non ricevendo dal Servizio Sanitario Nazionale tutte le cure di cui hanno bisogno, sono costrette a rinunciarvi, oppure a spendere molto di tasca propria, a volte anche soldi che non hanno. Più della metà delle famiglie con malati cronici rinuncia ad alcune cure essenziali per motivi economici e l’8% fa a meno persino delle cure sanitarie d’emergenza.” (dal sito periplofamiliare.it)

“… è un fatto – dice il manifesto dell’11 novembre - che il governo Meloni mentre accresce il disavanzo di bilancio per risolvere il problema tariffe, non cambia le previsioni in valori assoluti della spesa sanitaria per il periodo dal 2022 al 2025 fissando gli stessi valori pari a: 133,998 miliardi di euro per il 2022; 131,724 miliardi per il 2023; 128, 708 miliardi per il 2024 e 129,428 miliardi per il 2025.” Insomma, mentre si alimenta la sanità privata, preparando anche ulteriori privatizzazioni, il governo Meloni mette in atto una riduzione di circa 5 miliardi!

La battaglia per la sanità pubblica è ancor più una delle azioni imprescindibili da mettere in campo per opporsi al suo smantellamento!