martedì 31 marzo 2015

pc 31 marzo - 24 APRILE SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA - LA PROCLAMAZIONE DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE

Slai Cobas per il sindacato di classe
Sede legale v. Rintone, 22 Taranto – T/F 0994792086 – 3475301704slaicobasta@gmail.com - C.F. 90177580736

Taranto – 27/03/2015
AL MIUR - Ministero Istruzione Università e Ricerca
Viale Trastevere n. 76/a - 00153 ROMA

Alla Commissione di Garanzia
Piazza del Gesù n. 46 - 00186 Roma

epc Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Coord. Amm.vo
Piazza Colonna n. 370 Palazzo Chigi - 00187 Roma

Al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali
via Veneto n. 56 - 00187 Roma

OGGETTO: PROCLAMAZIONE SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA DEL 24 APRILE 2015.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, sostenendo e condividendo l'appello per uno sciopero unitario della scuola fatto da organismi di base dei lavoratori della scuola e in particolare dal Coordinamento Lavoratori della scuola “3 ottobre” - Milano e CoordinamentoControLaBuonaScuolaTorino, comunica con la presente nota la proclamazione dello SCIOPERO della scuola per dire NO al piano della “Buona scuola”.

Lo sciopero si svolgerà a livello nazionale e per l'intera giornata del 24 APRILE 2015 e riguarda tutto il personale scolastico, indipendentemente dal contratto di lavoro in essere.

Le richieste imprescindibili dei lavoratori della scuola sono:
- L'assunzione immediata di tutti i lavoratori precari (Docenti e ATA) della scuola statale
- Il ritiro dei tagli agli organici del personale ATA e il ripristino delle piante organiche tagliate dalla Legge 133 (Riforma Gelmini)
- il rifiuto dell'organico funzionale.
- il reale rifinanziamento della scuola statale
- il ritiro dei finanziamenti alle scuole private.
- la fine del sovraffollamento delle classi
- un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole
- il ripristino di tutte le ore di lezione e di laboratorio tagliate dalla Legge 133
- No alla chiamata diretta dei Dirigenti scolastici
- permanenza delle graduatorie come forma di reclutamento trasparente.
- percorsi di abilitazione per i futuri insegnanti che prevedano corsi di formazione gratuiti.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe, con la presente, invia la comunicazione alla Commissione di Garanzia ai sensi dell'art. 2 c. 2 della L. 146/90 e successive modificazioni.
Accetta le limitazioni imposte dalle leggi e dai contratti di lavoro.
Si fa presente che ai sensi dell'art. 28 L. 300/70 nessun lavoratore che aderisca allo sciopero deve subire limitazioni o essere oggetto di interventi disciplinari per aver esercitato questo diritto tutelato da leggi e Costituzione.
SLAI COBAS per il sindacato di classe


per com. 74121 Taranto via Rintone, 22 – slaicobasta@gmail.com – T/F 0994792086 - 347530170


PS - Alla Commissione di Garanzia si fa presente che questa indizione di sciopero dei lavoratori della scuola del 24 aprile c.a. non è in alternativa a proclamazioni fatte da altre O.S. nella stessa giornata del 24 aprile.

pc 31 marzo - Lottare non è reato, unici delinquenti il governo e questo Stato! Annullati gli obblighi di firma ai compagni dell' Ex karcere e Anomalia

L'inchiesta sui centri sociali, annullati gli obblighi di firma

Il Tribunale del Riesame ha annullato l'obbligo di firma per i 17 appartenenti al centro sociale Anomalia-Ex Karcere. Cade dunque l'ipotesi di associazione a delinquere contestata dalla Procura. "Respingiamo il teorema centro sociale/associazione a delinquere - ha detto l'avvocato Giorgio Bisagna in aula -  anomalia è una realtà che opera nei quartieri popolari promuovendo cittadinanza attivacon attività sportive dopo scuola e momenti aggregativi per gli ultimi". Già il gip aveva ridimensionato le accuse non accogliendo la richiesta di custodia cautelare. 

I giovani erano accusati di associazione a delinquere e vari reati relativi all'ordine pubblico, per gli scontri in occasione della presentazione di un libro di un attivista di Casa Pound, per le manifestazioni contro il governo regionale e contro la riforma Gelmini. Episodi comunque risalenti al periodo tra il 2010 e il 2012. Il pm aveva chiesto l'applicazione, per alcuni degli indagati degli arresti domiciliari, istanza comunque rigettata dal Gip che aveva disposto la misura dell'obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.


La difesa ha sostenuto l'assenza di indizi di colpevolezza soprattutto in relazione al reato di associazione a delinquere, fornendo una documentazione sulle attività "risocializzanti del centro sociale Anomalia, tra le quali una palestra (GUARDA IL SERVIZIO) e un doposcuola".

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/03/30/news/l_inchiesta_sui_centri_sociali_annullati_gli_obblighi_di_firma-110861516/

lunedì 30 marzo 2015

pc 30 marzo - Elezioni in Francia - la valutazione dei maoisti francesi - in via di traduzione

LA LUTTE ANTIFASCISTE ET ANTICAPITALISTE EST RÉVOLUTIONNAIRE, PAS ÉLECTORALE !

La lotta antifascista e anti-capitalista è rivoluzionaria non elettorale !

Il PS ottiene il 21% dei voti. Viene eliminato in 580 comuni e potrebbe perdere da 20 a 30 dipartimenti. L'UMP e l'UDI sono in testa con oltre il 29% dei voti. Il  FN rggiunge il 25%.
Su circa 4108 posti, 286 sono stati eletti, almeno al primo turno con 6 coppie di FN. 
L'astensione è al 48,9% + 2% dei voti bianchi. Il numero di partecipazione reale è tra il 50/51%. Dell'incremento beneficia l'UMP: Anche il FN ha ottenuto 400.000 voti in più e ottiene 1/4 dei voti espressi, 1/8 degli elettori iscritti.
Il FN è ancora il più grande partito di Francia, mentre è l'astensione ilsimbolo dominante del rifiuto della politica dei partiti parlamentari. Tuttavia, è chiaro che il FN  si è  impiantato in tutte le 
parti. Ha tentacoli più grandi regioni come Tolone, Marsiglia, Avignone, Nimes, Hérault, Narbonne, Carcassonne, Perpignan, Montauban, Tolosa e dintorni Carmault Graulhet, Villeneuve sur Lot, Agen, Medoc Nord, Nord Libour . Sopra, vicino a Grenoble, Vienna, Loiret, Yonne, Baummes signore, Lorena e Alsazia, nella Marne, quasi ovunque nel Aisne, l'Aube, Oise, nel Nord e Pas de Calais, più sottilmente diffusa Normandia.
In un contesto di elevata astensione, si conferma la crescita del Fronte Nazionale. Questo aumento è in crisi che sta colpendo la classe operaia e gli strati inferiori della piccola borghesia, causando disoccupazione di massa e la distruzione di migliaia di contadini, artigiani, commercianti e anche medie imprese.
I partiti borghesi di destra e di sinistra sono stati e sono in grado di arginare la peggiore crisi del capitalismo mai sperimentato. Anche la borghesia più reazionaria che rappresentano soluzioni di pianificazione del capitale finanziario ancora più difficile. Per raggiungere il potere, il FN ha bisogno di acquisire una base più grandi masse possibili. Si basa sul malcontento, la giusta rabbia degli sfruttati, sezioni disoccupati e in via di estinzione della piccola borghesia. La sua posizione nei bastioni della classe operaia e tra rurale abbandonata dai partiti di sinistra e di destra mostra che riesce. Vuole potere il fascismo per chi lavora e crea solo ricchezza? No, perché ciò richiederebbe espropriare chi detiene il potere economico oggi guidato dal capitale finanziario. Il loro programma è in realtà salvando la capitale e di lavoro della classe operaia e gli strati popolari nel progetto, con gli interessi dei lavoratori e padroni e boss, come lo stesso e che designa il nemico come "immigrati" "assistito", "profittatori" in breve seminando divisione all'interno del proletariato e nascondere la fonte di profitto: lo sfruttamento. Il fascismo ieri ha mostrato che non è meglio domani che prepara il fascismo, ma la dittatura brutale contro chi cerca di mobilitare oggi.
Oggi mascherato anticipo, chiamando repubblicano. E 'la forma moderna si nasconde apparire rispettabili, per dimenticare il passato di questo movimento è stata la causa di 50 milioni di morti. I fascisti sono venuti attraverso le urne, non dimenticare, e ora la bestia vile esce di nuovo dal profondo della società capitalista.
Ieri, ci sono stati i partiti comunisti che hanno portato la resistenza anti-fascista, c'era uno stato socialista, l'URSS, che ha condotto una lotta decisa contro la barbarie. Oggi, ci sono più campo socialista. Gli ex partiti comunisti impegnati nel percorso riformista, non offrire alcuna prospettiva rivoluzionaria per la classe operaia.
Dobbiamo riprendere il cammino di lotta rivoluzionaria. Unico obiettivo di un partito comunista è la presa del potere che la borghesia non rinuncerà volontariamente, in grado di offrire questa prospettiva e unire il popolo di un fronte anti-capitalista e anti-fascista, e preparare la forza di combattimento di opporsi 'apparato statale della borghesia capitalistica.
La scelta è tra socialismo e barbarie; la pace tra i popoli per il bene comune in cui la barbarie del sistema capitalista. La scelta è tra un mondo nuovo in tutto il mondo, un mondo di pace tra gli uomini o essere coinvolto in una nuova spartizione della guerra tra le potenze imperialiste in cui operiamo come carne da cannone.
Per noi, la scelta è chiara, è che il rifiuto delle dimissioni del sistema vite dell'interruttore e il rifiuto di illusioni seminatori che porterà prima o poi alla barbarie; è la scelta della lotta antifascista, anticapitalista e rivoluzionario come l'unica via per l'emancipazione di tutti i lavoratori!
Il fascismo è la lotta rivoluzionaria anticapitalista si combatte, non alle urne!
L'unico modo è quello della rivoluzione per il socialismo verso il comunismo!


pc 30 marzo - Torino Daniele libero subito!


INVITIAMO TUTTI E TUTTE AD UN PRESIDIO DI SOLIDARIETA' 
CHE SI TERRA'  QUESTA SERA PRESSO IL CARCERE 
LORUSSO-COTUGNO DI TORINO: 
APPUNTAMENTO ALLE H.21,30 PRESSO IL CAPOLINEA 
DEL TRAM LINEA 3.
Da due giorni Daniele, uno studente universitario di 22 anni,
si trova rinchiuso nel blocco B del carcere delle Vallette di Torino,
colpevole di essere sceso in piazza assieme a tantissime altre persone
per difendere la propria città dall'adunata fascio-leghista che si è tenuta
sabato nel capoluogo piemontese.
Daniele è stato infatti fermato sabato pomeriggio assieme ad altre
7 persone durante la violenta carica con cui la polizia ha aggredito
il corteo #MaiConSalvini che stava sfilando per il centro della città
 in opposizione al comizio della Lega Nord che si teneva qualche via più
in là, e che vedeva sul palco la presenza di Matteo Salvini e di
vari esponenti della galassia neofascista, da Casapound a Fratelli d'Italia.
Per gli altri fermati la Questura ha disposto il rilascio dopo alcune ore
(per 5 di loro con denuncia a piede libero), mentre per il giovane compagno
è scattata la convalida dell'arresto che l'ha portato in carcere

pc 30 marzo - È uscito il secondo numero di 'Polizia Violenta'

[Si raccolgono adesioni per procedere alla stampa di 1000 copie cartacee, a breve i dettagli dei costi]
per info info[at]daxresiste.org
_________
Editoriale
“Polizia Violenta. I banditi non stanno a guardare” è un progetto che nasce nel 2013. Era il decimo anniversario del 16 marzo, la notte dell’assassinio di Dax e degli scontri con polizia e carabinieri all’ospedale San Paolo di Milano. Ricordare quei fatti ha significato parlare dell’attualità della brutalità poliziesca. Oggi, di fronte all’inasprirsi della repressione sia nelle strade che sul fronte giudiziario, esce il secondo numero di “Polizia Violenta”. Lo dedichiamo a Davide Bifolco, colpito da una pallottola sparata da un carabiniere, e Riccardo Magherini, picchiato a morte sempre da dei carabinieri. L’ultimo capitolo “Sappiamo chi è Stato” approfondisce queste vicende ed è stato costruito grazie al contributo di ACAD (Associazione Contro Abusi Divisa). Un’associazione che, oltre a creare informazione, si occupa dei delicati aspetti legali e fornisce supporto ai famigliari delle vittime di

pc 30 marzo - Alla Fincantieri organizzano la claque

Applausi spontanei...
Applausi spontanei...

pc 30 marzo - importante sentenza per i ferrovieri e non solo


Tribunale condanna le Ferrovie. I macchinisti devono essere in due


Tribunale condanna le Ferrovie. I macchinisti devono essere in due

da contropiano

Una sentenza decisamente importante quella del tribunale di Genova. E’ stato accolto dal tribunale il ricorso di Silvio Lorenzoni, macchinista delle ferrovie di stanza a Genova.  Lorenzoni, si era opposto ad un accordo siglato tra Trenitalia e i sindacati (in un secondo tempo anche Orsa, l’organizzazione cui aderisce). Quello che, dal 2010, sui treni merci e in determinati orari, non prevede più l’obbligo di avere a bordo due macchinisti bensì uno solo affiancato da un cosiddetto Tecnico Polifunzionale (Tpc) che non è però abilitato alla conduzione del convoglio.  Il ferroviere a partire dal 2012, in più occasioni aveva rifiutato di salire a bordo della locomotiva ed era stato sottoposto nel tempo a diverse sanzioni disciplinari. Nell’estate scorsa, a seguito di altre sue “ribellioni”, era stato raggiunto da ben due provvedimenti di licenziamento. Il macchinista a quel punto si era rivolto al Tribunale del Lavoro. La sentenza, che  ripercorre la vicenda, fissa un importante precedente.  Si legge nella motivazione che “è dunque evidente che la nuova organizzazione ha prolungato i tempi d’intervento a tutela della sicurezza del macchinista in modo rilevante e soprattutto imprevedibile in ragione della diversità dei luoghi in cui l’emergenza può verificarsi”. Tutto ruota attorno ad un possibile malore che potrebbe colpire il macchinista in zone impervie o all’interno di lunghe gallerie rendendo difficoltosi i soccorsi. Il Tribunale del Lavoro di Genova sottolinea che l’organizzazione aziendale comporta «effetti pregiudizievoli per la salute del lavoratore». E più avanti ricorda come i tempi del soccorso vengano «definiti eccessivi già dalla polizia giudiziaria della Asl 2 di Savona». E ancora che «la stessa Trenitalia ha riconosciuto che il macchinista è esposto più di altri al rischio di patologie». Non suppliscono «le tecnologie a bordo» che «sono funzionali ai soli controlli sull’andamento del traffico e sulle modalità di conduzione... non risulta che possano agevolare interventi d’emergenza ». Il giudice parla poi di «arretramento considerevole del livello di tutela del macchinista».  La sentenza si chiude con l’annullamento dei due licenziamenti, con il pagamento di sei mesi di mensilità arretrate e con l’ordine di reintegrare immediate Lorenzoni al suo posto di lavoro. Se da un lato è probabile il ricorso in appello di Trenitalia la sentenza obbliga anche i sindacati a riflettere sulla tenuta di un accordo a questo punto “traballante”.

pc 30 marzo - Restitueteci FEDE! Francoforte. E' ancora in carcere lo studente italiano arrestato alla manifestazione anti Bce


Francoforte. E' ancora in carcere lo studente italiano arrestato alla manifestazione anti BceE' in carcere in Germania ormai dal 18 marzo. Si tratta di uno studente italiano - Federico Annibale - ma residente a Londra, arrestato a Francoforte nella giornata di mobilitazione europea del #18M contro l’inaugurazione della nuova sede della BCE.

pc 30 marzo - Oggi a Palermo presentazione del nuovo giornale

In Via G. del Duca, 4 (pressi Cantieri Culturali Palermo) ore 16,00

pc 30 marzo - Milano ore 18 giornata della terra - con la Palestina fino alla vittoria

I documenti inseriti in questa settimana
( 22 Marzo - 28 Marzo  2015 )

-    La cantata rossa per Tall el Zaatar
Gaetano Liguori / Giulio Stocchi / Demetrio Stratos
di Francesco Masala
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-   " Fermate la colonizzazione di Gerusalemme "di Michele Giorgio
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-   Protesta a Qalqiliya, 5 feriti dai proiettili israeliani
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27 Marzo 2015
-   Il Technion lancia nuovi corsi sulle "esportazioni nel settore della difesa"
di Alternative lnformation Center
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26 Marzo 2015
-   Espelliamo Israele dalla FIFA!
Tutti a Zurigo il 28-29 maggio
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-   Rapporto Onu: nel 2014 mai così tanti palestinesi uccisi dal 1967
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-   Morto adolescente palestinese ferito da israeliani
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 -   Israele alla sbarra: doppio processo per tentato omicidio
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25 Marzo 2015
-   Coloni israeliani estremisti preparano attentati in Cisgiordania
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-   In risposta a Pier Luigi Battista
di Nino Lisi
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-   Le forze israeliane hanno sparato a 30 bambini dall’inizio del 2015
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24 Marzo 2015 -   Le ingerenze israeliane sulle università italiane.
Un invito a non cedere
di Sergio Cararo
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-   Studenti palestinesi costretti a usare canali e percorsi fognari per recarsi a scuola
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-   La violenza dei coloni continua a colpire i bambini palestinesi
di Operazione Colomba

pc 30 marzo - commemorato a Bosio (AL) l'eccidio nazista del 44 - una corrispondenza

BOSIO (AL), DOMENICA 29 MARZO: SI COMMEMORANO I MARTIRI DELLA BENEDICTA

E' una splendida giornata di sole quella che accoglie, presso la Cascina Benedicta del Comune di Bosio (Al), i partecipanti all'annuale commemorazione dell'eccidio qui perpetrato, il 7 aprile 1944,  dai fascisti italiani e tedeschi, ai danni di novantasette partigiani.
Come avviene ogni anno, chi scrive si reca sul posto per rendere omaggio ai caduti, e lo fa mescolandosi con altre centinaia di presenti senza mostrare - a differenza di altri - i propri simboli politici: soltanto una piccola spilla con l'effige del compagno presidente Mao Tsetung tradisce la mia posizione ideologica.
Di contro c'è chi si presenta senza alcun simbolo - tra gli altri l'ex segretario della federazione alessandrina del Partito Comunista d'Italia, Gianni Malfettani, ed il capogruppo della Lista Doria al Consiglio comunale genovese, Enrico Pignone - mentre qualcun altro li ostenta; è il caso di un militante di Sinistra Anticapitalista che porta con sé un'enorme bandiera della propria organizzazione: quella che oserei definire una mancanza di rispetto verso tutti i partigiani caduti qui, visto che erano di varia estrazione politica.
La giornata comincia con un episodio curioso; poco prima della deposizione delle corone al sacrario, il gonfalone del Comune di Mornese (Al) - incautamente appoggiato ai rami di una pianta - cade al di là del basso parapetto che delimita l'area: poco male visto che, grazie al fatto di essere stato fermato da un albero che ne ha impedito lo scivolamento lungo il pendio, viene prontamente recuperato dall'addetto alla sua custodia.
Dopo aver depositato le corone - anche alla croce presente nel punto esatto della fucilazione, sulle rive del torrente Gorzente, e nello spazio occupato dalle due fosse comuni ritrovate - il corteo raggiunge l'area dei ruderi della cascina,....tra i discorsi delle autorità; tra questi il più significativo risulta essere quello del sindaco di Bosio - il compagno Stefano Persano - che, dopo
 aver salutato i partigiani presenti (il comandante Giuseppe Merlo e suo fratello Mario) esclama: "la Benedicta non è solo oggi, ma tutti i giorni: bisogna lottare sempre per gli stessi ideali, di libertà e democrazia, che hanno mosso i ragazzi qui trucidati dal piombo fascista".

Bosio (Al), 30 marzo 2015
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

domenica 29 marzo 2015

pc 29 marzo - Regione Sicilia - La Finanziaria bluff!

Lontani dai riflettori del Palazzo della regione palermitano, Crocetta e la sua giunta
approvano il testo definitivo della manovra finanziaria in quel di Catania.


La manovra ammonta a circa 150 milioni di euro, contiene anche le norme sulla riduzione dei compensi dei consiglieri comunali (bufala o presa per i fondelli?)

Soddisfatto Crocetta che parla di finanziaria «Sblocca Sicilia». La manovra che come abbiamo già detto ammonta a circa 150 milioni di euro, contiene anche le norme sulla riduzione dei compensi dei consiglieri comunali che non potranno superare il 25 -30% dell'indennità degli assessori, la soppressione di alcuni enti obsoleti come Iacp e Arsea, snellimento della burocrazia. Infine manca l'accordo con lo Stato sulle questioni aperte nei tavoli istituzionali che vanno dalla compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria

pc 29 marzo - JOBS ACT: TUTELE CRESCENTI, MA SOLO PER I PADRONI - SPUNTI UTILI DA "SBILANCIAMOCI"

Tutele crescenti, ma solo per i padroni - cancellazione dell'art. 18
...il “Contratto a tutele crescenti”, in realtà, non è un contratto, né prevede tutele crescenti per i lavoratori. Si tratta, invece, di un'abrogazione camuffata dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori... L'unica cosa che sarà, quindi, effettivamente crescente nel tempo è il numero di lavoratori esclusi dalla tutela dell'art. 18. Ma forse si intendevano “tutele crescenti per i datori di lavoro”. Allora l'espressione è giusta... la reintegrazione nel posto di lavoro si potrà ottenere solo nei residuali casi di licenziamento orale, nullo o discriminatorio, sempre che si riesca a darne la difficile prova in giudizio. Negli altri casi si avrà diritto solo ad un'indennità che non sarà più “risarcitoria” (come invece prevede l'art. 18) in quanto non legata al danno subito dal lavoratore, ma semplicemente alla sua anzianità di servizio: due mensilità dell'ultima retribuzione per ogni anno di servizio, con un minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità (art. 3, comma 1). Per poter arrivare ad una somma di 24 mensilità, il lavoratore dovrà avere un'anzianità di servizio di almeno 12 anni...
Peraltro, sarà più facile licenziare perché per rendere effettiva l'estinzione del rapporto di lavoro, grazie al Jobs Act (rectius, decreto legislativo n. 23/2015), basta imputare al lavoratore un fatto qualsiasi, purché sussistente, non importa se non così grave da giustificare un licenziamento. La riforma, infatti, preclude al giudice l'indagine sulla proporzionalità tra fatto commesso dal lavoratore e recesso del datore. È quindi possibile che si perda il posto di lavoro, ad esempio, per essere arrivati al lavoro in ritardo.
Altra novità dal sapore ottocentesco è il venir meno della previsione (contenuta, invece, nell'art. 18) del diritto alla reintegra nel caso di illegittimo licenziamento del lavoratore in malattia o infortunio (senza superamento del periodo tutelato, così detto di comporto), con il rischio che, persino in questi casi, il licenziamento, seppure illegittimo, resti efficace.
Il datore di lavoro che licenza ingiustamente viene, dalla riforma, persino premiato, come risulta dalla disposizione che concede allo stesso la possibilità di evitare il giudizio offrendo al lavoratore una somma non solo dimezzata nell'importo, ma anche depurata da oneri contributivi. Per consentire tale “tutela” del datore che licenzia ingiustamente si dovranno accantonare importi crescenti negli anni (ecco le tutele crescenti!) di risorse pubbliche: 2 milioni di euro per l'anno 2015, 7,9 milioni di euro per l'anno 2016, 13,8 milioni di euro per l'anno 2017, 17,5 milioni di euro per l'anno 2018, 21,2 milioni di euro per l'anno 2019, 24,4 milioni di euro per l'anno 2020, 27,6 milioni di euro per l'anno 2021, 30,8 milioni di euro per l'anno 2022, 34,0 milioni di euro per l'anno 2023 e 37,2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024. Si noti, infine, che tali risorse verranno attinte da quelle riservate, tra l'altro, agli ammortizzatori sociali, ai servizi per il lavoro e le politiche attive.
In altri termini, mentre i datori di lavoro scorretti vengono premiati, i lavoratori licenziati ingiustamente vengono penalizzati due volte: prima riducendone la tutela contro l'ingiusto licenziamento, poi riducendo la tutela per la consequenziale disoccupazione.

...il diritto viene capovolto...il legislatore si preoccupa di tutelare non è più quello debole ma quello forte, in cui la libertà sindacale ed il controllo giudiziario, invece che garanzia di uguaglianza e democrazia vengono ridotti a fastidiosa limitazione della discrezionalità imprenditoriale...

Nuove regole, così si trasforma il precariato e si bluffa sulle assunzioni
...I nuovi licenziamenti facili senza articolo 18 hanno provocato come primissimo effetto, guarda caso, un’ondata di licenziamenti collettivi in uno dei settori più fragili del mercato del lavoro, che già aveva un costo del lavoro più basso degli altri e un’occupazione temporanea più alta: nei call-center Almaviva sono stati messi a rischio 7mila posti di lavoro per poterli sostituire con nuove assunzioni meno tutelate. 
Ora Tito Boeri, dal suo nuovo seggio dell’INPS, dice che 76mila aziende hanno fatto domanda a febbraio di accedere alla decontribuzione per le nuove assunzioni.... ma nell’80% dei casi si tratta di regolarizzazioni di collaborazioni a progetto, partite Iva e altra varia precarietà e solo nel restante 20% di nuove assunzioni...
Per agevolare le assunzioni con quello che dallo scorso 7 marzo si propone come il nuovo contratto standard, il governo, tramite la legge di Stabilità, ha messo sul tavolo un favoloso pacchetto di decontribuzione che arriva ad un massimale di 8.060 euro a persona... con valutazioni ottimistiche del ministro Poletti: avrebbe portato all’inserimento lavorativo di 900mila giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano nel giro di 24 mesi. Secondo il centro studi Adapt... su un bacino potenziale di 2.254 mila giovani Neet, gli iscritti al piano sono soltanto 435.729. Il flop non si ferma qui. Solo il 48% degli iscritti ha ottenuto un primo colloquio di lavoro e solo l’8,1% ha avuto una qualche proposta di lavoro, spesso assolutamente generica e senza alcuna formazione o apprendistato. Del resto, per “avvicinare i giovani al lavoro”, durante l’Expo si farà ampio ricorso a stage gratuiti o “pagati” con qualche ticket-restaurant. Per i non più tanto giovani e già specializzati invece si farà ampio uso di voucher, strumento che si delinea come nuovo salario d’ingresso.
I buoni-lavoro, concepiti inizialmente come forma di emersione puntiforme del lavoro nero accessorio – baby-sittering e altri “lavoretti” - ormai sono utilizzati in quasi ogni settore, dal turismo all’agricoltura stagionale, dalle aziende familiari alle imprese con fini di lucro e perfino nelle amministrazioni pubbliche e nei tribunali. Ogni ticket da 10 euro incorpora una minima contribuzione Inps e Inail e nelle indicazioni si riferisce a una paga oraria, ma il voucher è un pagamento a prestazione, perciò troppo spesso viene usato per pagare una attività giornaliera, non necessariamente di otto ore. Non prevede malattia o nessuna altra indennità, è una specie di gratta e vinci del lavoro, acquistabile e riscotibile anche nelle tabaccherie autorizzate oltre che online grazie a una apposita carta Poste-pay...
Nel frattempo si sono perse le tracce del decreto che dovrebbe eliminare i cococo (sempre possibili tramite accordo aziendale) e sfoltire la giungla contrattuale di altre due tipologie, il job-sharing e il lavoro a somministrazione. Tra tagli all’Irap e decontribuzione fiscale pare manchino le coperture...

...dal punto di vista di chi cerca un lavoro, dai tirocini gratuiti fino al punto d’arrivo del contratto unico a fantomatiche tutele crescenti, passando per i voucher, si vede solo una trappola infinita della precarietà legalizzata.

pc 29 marzo - Torino, in migliaia odiano la Lega.

Migliaia di persone hanno partecipato oggi alla manifestazione contro Salvini e 
i suoi seguaci che si radunavano in piazza Solferino, con la partecipazione, 
annunciata all'ultimo, di Casapound che ha deciso di partecipare all'ennesima 
pagliacciata di Salvini e i suoi. 
Se Salvini negli ultimi mesi sta ricevendo in ogni dove dure contestazioni,
lasciando intravedere un nervosismo malcelato per l'ostilità 
che incontra in ogni città, oggi Torino non poteva essere da meno.
 Così all'appuntamento indetto in piazza Castello, grande è stata la 
 partecipazione da parte degli antirazzisti torinesi, pronti a dimostrare a
 Salvini che neanche a Torino è gradito. Ingente sin da subito le
 forze di polizia distribuite a grande quantità nelle vie del centro, 
a chiudere tutte le vie che avrebbero portato alla piazza dove i leghisti 
 si erano dati appuntamento.
A comporre il corteo, studenti, precari, l'ANPI di Torino,
 sindacati di base, notav e migranti, così come moltissime 
persone contrarie alle idee razziste e xenofobe della Lega 
e dei suoi amici. Il corteo partito da piazza Castello e diretto
 in direzione piazza Solferino, ha incontrato lungo il cammino
 lo sbarramento di polizia che ha deciso di caricare i manifestanti 
decisi a proseguire. Le violenti cariche nei confronti dei giovanissimi 
in prima fila, denotano il comportamento criminale deciso 
 dalla questura di Torino verso chi dimostra il proprio dissenso 
nelle strade. Le cariche hanno portato a diversi feriti e al fermo
 di almeno 8 persone. Tra le persone, anche un ragazzo colpito 
alla testa con un manganello e ferito in modo grave, per cui è 
risultato necessario il soccorso di un'ambulanza, 
trattenuta in piazza Castello per circa un'ora prima che la 
polizia la autorizzasse a partire. Un altro aspetto che la dice
 lunga sulla gestione della Questura torinese e sull'omissione
 di soccorso dei feriti.
Dopo la prima carica, il corteo ha proseguito determinato 
per le vie del centro, reclamando inoltre la liberazione 
dei ragazzi fermati. Un secondo attacco dell polizia 
è giunto con lancio di lacrimogeni, per cercare di 
disperdere ulteriormente i manifestanti che invece 
hanno proseguito in corteo, ricompattandosi poco dopo. 
Il corteo ha quindi proseguito per le vie del centro completamente
 militarizzate, passando anche dal mercato di Porta Palazzo, 
trovando la solidarietà dei migranti verso gli antirazzisti presenti in piazza.
Intanto nella piazza dove si sono radunati i seguaci di Salvini e di CasaPound 
(il quale ha dovuto ricorrere a uno o due pullman partiti da città limitrofe
 per riempire la piazza), circa 500,

pc 29 marzo - Brescia - 5000 in piazza contro il razzismo



OLTRE CINQUEMILA PERSONE SFILANO NEL 
CENTRO DI BRESCIA DIETRO LE PAROLE D’ORDINE 
#PERMESSOSUBITO E #BASTAPRECARIETA’.


notizie
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Ore 18.40 - Nuova provocazione dei neofascisti, dal volto
che collega via Musei a piazzetta Bell’Italia – adiacente a piazza Loggia
 – lanciate bottiglie contro corteo #brescia #permessosubito
, servizio d’ordine, migranti e antirazzisti li respingono prima
del contatto diretto. Ora polizia schierata altezza piazzetta Bell’Italia.
 Ore 18.30 - Ultimi interventi dal furgone per la grande giornata di 
lotta di #brescia #permessosubito. Tra gli interventi quelli di Nicoletta 
Dosio presente oggia Brescia con una delegazione di notav dalla val di Susa.
 Ore 18.20 - Provocazione di un gruppetto di neofascisti sotto i portici di
 via X Giornate, rispediti…al mittente dal servizio d’ordine del
 corteo #permessosubito.

 Ore 18.15 - Furgone in piazza Rovetta per interventi conclusivi.
 Dall’impianto la solidarietà di #Brescia a compagne e compagni
 di Torino in piazza contro i fascio-razzisti di Salvini
 Ore 17.30 Testa del corteo ora in piazza Vittoria. 
Coda ancora nel quartiere Carmine.
 Ore 16.45 - In migliaia per le vie di Brescia al ritmo 
di #permessosubito #bastaprecarietù















Ore 16 - Il corteo muove ora i primi passi.
 Ore 15.39:  continuano ad arrivare migranti e antirazzisti 
provenienti anche dalle province limitrofe e non solo, 
presenta una delegazione anche dalla Val di Susa, la valle che resiste.
Ore 15.10: Piazza Loggia inizia a riempirsi sempre di più di 
migranti e antirazzisti
Ore 14.40: Agenti della polizia della questura e della locale,
sono passati da molti gestori di attività commerciali, negozi e
bar, di Piazza Loggia e di Piazza Rovetta e inizio di via
 San Faustino a Brescia per consigliare la chiusura dei
 locali. Mossa fallita: bar e negozi sono tutti aperti per accogliere
 i moltissimi manifestanti.

pc 29 marzo - Nuove voci in Italia in solidarietà con i prigionieri politici maoisti in marocco in sciopero della fame! info materiali-contatti SRP: srpitalia@gmail.com

Mentre il regno del Marocco si rende partecipe della sanguinosa aggressione al popolo dello Yemen da parte delle classi dominanti arabe, con l'appoggio dell'imperialismo Usa, i prigionieri politici maoisti nella galere marocchine danno avvio ad un nuovo sciopero della fame.
Diffondiamo e solidarizziamo con questa lotta, facciamola conoscere fra gli studenti, nel movimento contro la guerra imperialista e contro la repressione. 

Collettivo Tazebao

Prigionieri maoisti in sciopero della fame in Marocco

Comunicato rivolto all'opinione pubblica nazionale e internazionale.
È in corso uno sciopero della fame di durata indefinita da parte del gruppo di prigionieri politici Aziz Elkhalfawi e Aziz Elbour, nelle prigioni di Boulmharez and Oudaia Marrakech.

Stiamo continuando la nostra lotta nelle prigioni di Boulmharez e Oudaia Marrakech contro

pc 29 marzo - LO SFRUTTAMENTO ALLA MARCHIONNE DEGLI OPERAI NON FA CHE CONFERMARE L'ANALISI DI MARX DI 150 ANNI FA, MA ANCHE CHE GLI OPERAI DEVONO ESSERE I "BECCHINI" DEL CAPITALE

Noi viviamo sotto il dominio della produzione capitalistica, in cui la maggioranza della popolazione può vivere solo se lavora, in cambio di un salario.
Per il capitalista i costi di un lavoratore sono dati da ciò che serve alla sua sussistenza per tornare il giorno dopo al lavoro.
Per il capitalista la forza-lavoro è una merce, come tutte le altre, che l'operaio vende al padrone per vivere. Ma una merce particolare perchè produce plusvalore.
Il capitalista realizza il plusvalore dal pluslavoro, cioè dalla quantità di lavoro non retribuito fatto dall'operaio, della cui forza lavoro, una volta comprata per un giorno, una settimana, ecc. il padrone può disporre per tutto il tempo per cui l'ha comprata, quindi oltre il tempo necessario a produrre l'equivalente del suo salario, vale a dire la reintegrazione della sua forza-lavoro.
Il plusvalore può essere assoluto o relativo. E' assoluto, quando il capitalista espande, a parità di altre condizioni, il lavoro assoggettato al capitale, questo si realizza soprattutto con il prolungamento della giornata lavorativa, che consente di ampliare le ore di pluslavoro quando siano date e costanti le ore di lavoro necessarie alla riproduzione della forza-lavoro (lavoro necessario), vale a dire l'operaio lavora più ore a parità di salario. 
E' relativo, quando vengono attuati i metodi che consentono di ridurre il tempo di lavoro necessario, attraverso soprattutto l'aumento della produttività del lavoro, quindi l'operaio nello stesso tempo di lavoro aumenta la produzione grazie a l'uso di macchinari più veloci, ecc. 
Ma spesso questi metodi non sono affatto alternativi e i padroni li utilizzano entrambi e nello stesso tempo (vedi alla Fiat)
Quindi è lo sfruttamento dell'operaio è la condizione primaria per far crescere i profitti del padrone.
(DA UNA COMPAGNA LAVORATRICE DI TARANTO)

pc 29 marzo - FIAT POMIGLIANO: SI MUORE PER TROPPO SFRUTTAMENTO

(da Il Manifesto del 28.3.15 - di Adriana Pollice)

Nella fabbrica modello si muore sulle linee

Pomigliano. Luigi è deceduto dopo aver lavorato per due notti consecutive. Un infarto alla fine del turno. Luigi Noto aveva 49 anni, lavo­rava nello sta­bi­li­mento Fca Giam­bat­ti­sta Vico di Pomi­gliano d’Arco. Era addetto alla manu­ten­zione nel reparto stam­pag­gio, aveva smesso di lavo­rare dome­nica mat­tina e aveva riat­tac­cato lo stesso giorno alle 22 per il turno di notte, alle sei di lunedì 23 marzo avrebbe dovuto smon­tare e tor­nar­sene a casa, ma alle cin­que si è sen­tito male: ha avuto appena il tempo di dire «non respiro» e si è acca­sciato. Morto per infarto... 
i col­le­ghi rac­con­tano che l’infermeria il sabato e la dome­nica di solito è chiusa e anche quando è aperta il per­so­nale non è all’altezza di emer­genze serie. In quanto al defri­bil­la­tore, pare che per Noto non sia stato utilizzato.

Il Comi­tato cas­sin­te­grati e licen­ziati Fiat ieri ha pre­sen­tato denun­cia al tri­bu­nale di Nola: «Ricor­diamo che un altro inci­dente mor­tale avvenne meno di un anno fa nello stesso sta­bi­li­mento e coin­

pc 29 marzo - LA 1° INTERNAZIONALE E I SINDACATI - "CONTRO IL SISTEMA DELLA SCHIAVITU' DEL SALARIATO"

Da Risoluzioni al Congresso di Ginevra dell’Associazione internazionale dei lavoratori, 1866

lI capi­tale è una forza sociale con­cen­trata, men­tre dal canto suo l’operaio non dispone che della sua forza ripro­dut­tiva indi­vi­duale. Per­ciò il con­tratto tra capi­tale e lavoro non può mai venir sta­bi­lito su basi eque (…).
Il solo potere sociale che pos­sie­dono gli ope­rai è il loro numero. La forza del numero è annul­lata dalla disu­nione. Quest’ultima tra gli ope­rai è pro­dotta e per­pe­tuata dalla con­cor­renza ine­vi­ta­bile fra loro stessi. I sin­da­cati ori­gi­na­ria­mente sono nati dagli espe­ri­menti spon­ta­nei degli ope­rai per supe­rare la sud­detta con­cor­renza o per lo meno per atte­nuarla, per mutare i ter­mini del con­tratto (…). L’oggetto imme­diato dei sin­da­cati è tut­ta­via limi­tato alle neces­sità delle lotte quo­ti­diane, ai mezzi per difen­dersi con­tro gli attac­chi del capi­tale, alle que­stioni sala­riali e della durata del lavoro (…). I sin­da­cati si sono occu­pati finora troppo esclu­si­va­mente di lotte locali imme­diate con­tro il capi­tale e non hanno avuto suf­fi­ciente con­sa­pe­vo­lezza del loro potere d’azione con­tro il sistema della schia­vitù del sala­riato. Si sono per­ciò tenuti troppo lon­tani dal movi­mento gene­rale sociale e poli­tico (…). I sin­da­cati devono oggi impa­rare ad agire coscien­te­mente come cen­tri orga­niz­za­tori della classe ope­raia nel grande inte­resse della sua eman­ci­pa­zione totale. Devono appog­giare ogni movi­mento sociale e poli­tico che pro­ceda in tale direzione.

pc 29 marzo - Alla FCA-SATA Melfi ogni giorno è sfruttamento - cronache...

5 marzo 2015 un violento incendio in uno stabilimento dell’indotto SATA. Il boato dell’esplosione si è sentito da lontano. Poteva essere una strage di operai.
Stando alle ricostruzioni dei carabinieri l'incendio è partito dall’esterno, a causa di un surriscaldamento del collettore di aspirazione, che avrebbe poi fatto drasticamente aumentare la pressione all’interno dei sistemi di verniciatura, causando lo scoppio e le conseguenti fiammate.
Alla base dell’esplosione c’è quindi il surriscaldamento degli impianti, dovuto all’aumento esponenziale della produzione, dovuto alla saturazione dei tempi di lavoro, per lo più applicato sul ciclo continuo 24 ore su 24. Nel 2011 fu il verniciatura a prendere fuoco dopo un blocco di manutenzione di 24 ore. Quell’incendio, secondo i sindacati era dovuto a ritmi di lavoro sempre più rapidi e al conseguente surriscaldamento delle macchine.
Ma per l'azienda il problema adesso è sulla produzione all’interno della Sata. I sistemi sono stati bloccati quindi all’interno della fabbrica si stanno utilizzando gli accumuli di produzione in attesa che si possa riavviare la produzione nell’area incendiata.

L’incontro fra la Fiat e i sindacati firmatari del contratto aziendale (Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri) ha stabilito una sorta di “nuovo contratto di stabilimento” articolato su alcuni pilastri: più produttività, lavoro anche di domenica; più posti di lavoro; con la nascita sperimentale di una quarta squadra di dipendenti con l’obiettivo di far lavorare le linee di montaggio su 20 turni, con la possibilità di fermare le linee di montaggio solo per 8 o 16 ore nell’arco delle 168 ore che compongono la settimana.
Un operaio dice, con il nuovo accordo: Vogliono farci lavorare 10 giorni di fila, senza il turno di riposo! Si