sabato 24 gennaio 2026

pc 24 gennaio - Da Palermo a Bruxelles una delegazione italiana

Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa internazionale che si terrà a Bruxelles il 27 gennaio prossimo per denunciare il massacro in corso delle popolazioni Adivasi, nella cosiddetta “fascia tribale” dell’India.
In apertura dopo aver annunciato la partecipazione all’iniziativa di due delegati di Palermo dello Slai cobas per il sindacato di classe, Donatella Anello e Rosario Sciortino, alla presenza di lavoratori lavoratrici e alcuni militanti è stato commentato il contenuto dell’appello internazionale della Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar e della lettera inviata al Parlamento europeo e ai suoi membri, in particolare a quelli delle Commissioni interessate, da un lato perché prendano atto della violazione dei diritti umani e dall’altra per denunciare i rapporti tra Unione europea come l’Accordo di libero scambio con la firma della von der Leyen, che ha a capo in questo momento il fascista hindutva Narendra Modi. Un regime, è stato detto, che oramai viene denunciato per le sue atrocità da diversi anni e da più parti, come i tanti istituti di difesa dei diritti umani sia all’interno che all’esterno dell’India.
La presentazione si è concentrata sulle terribili condizioni delle popolazioni tribali, con la citazione di alcuni degli ultimi esempi tratti dalla lettera inviata al Parlamento Europeo come quello che riguarda la repressione di chi denuncia vedi ad esempio alcuni giornalisti: “Da più di tre anni, il giornalista Rupesh Kumar Singh è stato arrestato per i suoi articoli contro le campagne militari o l'Operazione Samadhan-Prahar contro il popolo adivasi nello stato di Jarkhand”, o come quella che riguarda circa 50 giovani che protestavano contro le politiche antiambientali del governo Modi e che sono stati arrestati. La protesta nella capitale è stata scatenata dalla cosiddetta “nube tossica” su New Delhi”, ma anche contro la svendita dei fiumi ai privati delle multinazionali o il taglio indiscriminato di migliaia di alberi delle foreste per fare spazio alle industrie e miniere.
È stato citato il dispiegamento di almeno 60.000 uomini dell’esercito nelle aree di vari stati federali come il Chhattisagrh, Telangana, Odisha, Andhra Pradesh, Jharkhand che produce morti a causa dei bombardamenti, dell’uso dei droni forniti da Israele, paese con cui il regime di Modi ha strette relazioni militari, come li ha con il governo italiano della Meloni, attraverso gli investimenti della Leonardo e della Fincantieri, solo per citare due multinazionali.
Ma, il regime fascista indù di Modi non si limita agli attacchi alle popolazioni tribali (solo i Dalit, gli “intoccabili”, sono circa 50 milioni) o alle popolazioni di fede musulmana che sono circa 200 milioni, attacca chiunque si opponga ai suoi piani di svendita del paese, delle sue immense risorse naturali alle multinazionali sia estere che dinterne: attacca intellettuali come la famosa scrittrice Arundhati Roy, artisti, preti, giovani, studenti universitari e le donne.
Il prete gesuita Stan Swamy di 84 anni, per esempio, è morto in carcere, mentre il professore universitario Saibaba, invalido al 90% e in carrozzina, dopo essere stato tenuto in carcere per anni, è morto subito dopo che un tribunale ne aveva dichiarato l’innocenza ed era stato scarcerato. Sia per questi difensori dei diritti umani che per chiunque osi attaccare il regime, l’accusa è quella di avere legami con i “maoisti” che si battono da anni al fianco delle popolazioni tribali. Sull’attacco alle donne, in particolare, è stato fatto un breve resoconto dell’orrore che sono costrette a subire a migliaia: dalle violenze, agli sgomberi forzati dalle case e dai villaggi, agli stupri usati come arma di guerra…
Questo insieme di condizioni è stato inserito nel contesto dell’attuale situazione globale che ha visto negli interventi a Davos soprattutto del presidente degli Stati Uniti, Trump, la conferma che i genocidi in corso continueranno, da quello dei palestinesi a quello, appunto, “silenzioso” delle popolazioni tribali dell’india…
Infine è stato detto che ai responsabili del Parlamento europeo verranno consegnati direttamente l’appello della Campagna d’Emergenza e altri documenti, e sono state annunciate altre iniziative, oltre quella del 27 a Bruxelles, per dare voce alle popolazioni oppresse, e naturalmente un appuntamento al ritorno dell’iniziativa che faccia il punto sulla Campagna in corso e la rilanci

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