da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 17.01.26
Ci occuperemo della conferenza stampa della Meloni “di fine anno” e, soprattutto di ciò che riguarda le domande e le risposte che si riferiscono alla politica interna del governo che ha riflessi diretti in diretti sulla vita delle masse proletarie, dei giovani e dei lavoratori di questo paese.
Abbiamo detto “di fine anno” perché la conferenza della Meloni sarebbe dovuta essere di fine anno e invece è stata di inizio, il 9 gennaio, e lo ha detto anche come sfottò: “ho inaugurato un metodo nuovo”, parlando con i giornalisti, ma è stata di fatto questa conferenza una specie di un monologo, una chiacchiera in solitario e alla serie di domande o non ha risposto cambiando argomento oppure riportandole sempre al modo in cui vuole affrontare i vari temi, attaccando ai giornalisti, alcuni dei quali comunque le hanno ricordato che lei lo aveva detto esplicitamente in una chiacchierata con Trump che con la “sua” stampa non ci vuole parlare e poi che di queste conferenze ne fa una all'anno.
Il problema è la struttura stessa della conferenza che è fatta in maniera tale che i giornalisti non hanno la possibilità di controbattere alle risposte di quel tipo che fa la Meloni e alle infinite bugie che ha detto soprattutto facendo propaganda del suo governo di questi tre anni e mezzo di governo.
Il presidente della conferenza Bartoli (presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti) ha aperto con la denuncia dell'attacco a cui i giornalisti sono sottoposti in tutto il mondo, elencando i numeri dei morti, compreso i 300 giornalisti in Palestina, poi dei feriti, l’enorme precarietà che c’è in questo settore e i salari davvero da fame. Mentre - ha detto - i padroni dei giornali a cominciare dai padroni della Gedi, cioè Elkann, stanno vendendo e continuano comunque ad arricchirsi. Già qui la Meloni invece di rispondere nel merito, dopo le soli frasi insipide di circostanza, ha detto che il suo governo sta pensando di istituire una giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi e che comunque come proposta per “risolvere” il problema ci sarebbe quello di fare dei corsi di formazione per i giornalisti affinché siano informati dei rischi - bella trovata! - e che comunque si facciano una assicurazione.
Alla fine di una serie di affermazioni di questo tipo che sembrano intelligenti ma che nella sostanza vengono smentite dei fatti nel momento stesso in cui vengono dette - questo meccanismo la Meloni lo
usa sempre - ha messo comunque l'accento sul pericolo che i giornalisti corrono a causa dell'introduzione dell'intelligenza artificiale, cioè davanti al numero dei morti questo diventa il problema e, infatti, come un uccello del malaugurio ha detto che addirittura la professione tra qualche anno potrebbe non esistere più e siccome lei “ha a cuore” particolarmente il tema dei livelli occupazionali, se ne starebbe occupando.Quando però i giornalisti le hanno chiesto: “sì, ma il nostro nuovo contratto a che punto è, visto che è scaduto da 10 anni?” ha risposto che lei non c’entra, non c’entra la presidente consiglio e se ne è lavata tranquillamente le mani.
Durante la conferenza poi sono iniziate le domande e ha approfittato di ogni domanda, soprattutto naturalmente di quelle che le hanno dato l'avvio per fare il suo discorsetto, per fare propaganda a mani basse come quella per esempio sulla liberazione delle di Trentini che ancora non era stato liberato, nascondendo però di fatto l' incapacità o la non volontà dimostrata da questo governo di risolvere la questione in questo anno e mezzo di prigionia di Trentini e di altri.
Poi ha spostato l'attenzione sugli argomenti che le servono come battaglia contro i magistrati innanzitutto, in vista di referendum sulla riforma della giustizia, e ha tenuto comunque a confermare che se dovesse perdere referendum non si dimetterà e ha attaccato i magistrati tante volte, compreso il fatto che secondo lei i magistrati direbbero bugie - lei che le bugie le dice ad ogni piè sospinto! - perché con la loro campagna del NO i comitati direbbero delle bugie. Ma l'attacco è stato ripetuto costantemente ad ogni domanda soprattutto che metteva al centro del problema della sicurezza e, dopo comunque aver accennato rapidamente al fatto che i risultati fino oggi raggiunti non sono per lei sufficienti, attaccando di fatto Piantedosi, ha annunciato altri provvedimenti sulla scia del precedente decreto sicurezza, del decreto Caivano ripetuto più volte ,per esempio, come “modello che funziona”, cioè un modello repressivo proprio contro i giovani innanzitutto ma che per lei funziona, come funziona quello dell'accordo con l'Albania sui centri per i migranti e poi però è stata costretta naturalmente a dire che i fenomeni dei “maranza”, dei giovani organizzati, o delle baby gang sarebbero addirittura “fuori controllo” ma il fatto che lei dica che i risultati non sono sufficienti non significa che va a risolvere i prossimi problemi che saranno risolti con il prossimo decreto sicurezza che naturalmente è uno strumento di oppressione di classe soprattutto verso i giovani ma più in generale verso chiunque si ribelli e questi non possono funzionare proprio perché non vanno a toccare i problemi legati alle cause di fondo di questi che loro chiamano “i fenomeni di delinquenza minorile” o della “delinquenza” in generale e i decreti infatti che si apprestano a fare, che sono stati annunciati, sono ancora peggiori e peggioreranno ancora questo aspetto della repressione generalizzata.
L'attacco più pesante alla magistratura è quello che è stato definito - ripreso anche da tanti altri - che la magistratura rappresenta un ostacolo rispetto a ciò che fa il governo, a ciò che fanno i ministri, e questo deve essere considerato come un attacco eversivo, da colpo di stato, perché nel sistema democratico borghese la magistratura è uno dei poteri dello Stato e quindi se uno dei poteri venisse meno, venisse messo sotto l'ala di uno degli altri poteri - in questo caso il governo - è chiaro che si cambia la struttura e la natura dello Stato ed è in questo senso che si può definire un tentativo di colpo di stato.
Comunque l'accento su questo ostacolo è stato posto soprattutto laddove i giudici sono stati accusati di aver rilasciato “l'imam di Torino” - così hanno chiamato Shahin - quindi è un attacco generalizzata alla solidarietà del popolo palestinese e ha approfittato per fare questo attacco prendendo a spunto anche la domanda sui arrestati di Genova, parlando con il giornalista, su Hannoun che è stato arrestato insieme ad alte otto persone con l'accusa di finanziamento al terrorismo anche con le risorse che dovevano servire ad alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza e, dopo aver stigmatizzato però i “terroristi” ha detto che su questo non può dire niente perché lo dirà alla magistratura ma, aggiunge, quello che ritiene più grave in tutta questa faccenda sono le manifestazioni di sostegno a queste persone.
Ha citato esplicitamente, definendolo “famoso”, il decreto sicurezza che secondo lei è stato molto contestato dalle opposizioni, mettendo un po' alla rinfusa i temi di proposito che per lei sono i più importanti: “i temi che impattano più sulla quotidianità delle persone”, e cioè l'occupazione abusiva - l'attacco ai senza casa - le truffe agli anziani, l'accattonaggio o i borseggi, contro sempre i rom o i più poveri, cose che esistono in ogni società borghese, sono normali.
Ma non resiste però poi subito dopo a passare a quello che considera la parte più importante, e cioè la violenza contro le forze dell'ordine, il blocco delle strade e delle ferrovie, cioè tutte quelle attività che pi lavoratori, i senza casa, i militanti delle lotte politiche in generale, mettono in campo talvolta quando manifestano e ha aggiunto, subito dopo, per rassicurare quelli che ascoltavano, che il suo governo sta potenziando le cosiddette operazioni “strade sicure”, “stazioni sicure” e altre cose sicure di questo tipo e, affrontando il problema dei giovani, delle baby-gang, per esempio, che sarebbe una “situazione fuori controllo” e il decreto Caivano sarebbe stato fatto per “salvare quei minori”.
In questo elenco di “successi” del governo non è mancata la lotta alla mafia, con gli arresti e altre cose condite con le solite bugie come, per esempio, quella sui 18.000 beni sequestrate alla mafia, che sarebbero tornati nella disponibilità dei cittadini, mentre tutti sanno che questi beni non si sa che fine facciano o vanno a soddisfare clientele varie.
Quindi non è mancato, naturalmente, il riferimento ai migranti in questi “successi” per portare un altro grave attacco agli immigrati, perché ha detto che gli arrivi sono diminuiti del 60% gli arrivi illegali, che però - ha tenuto a sottolineare - “come si sa, impattano sulla sicurezza in maniera significativa”.
Ha approfittato della domanda di un giornalista del TG2 poi, cioè del canale schierato apertamente con il governo, sul peso dell'Italia in Europa.“Qual è il peso che questo governo ha acquisito?” E lei si è vantata sempre sulla questione specificamente dei migranti, rivendicando il modello Albania e rivendicando il fatto che a livello europeo avrebbe convinto, addirittura, altri Stati e l’UE nel suo complesso, a intraprendere questa strada.
Non ha risparmiato l'intervento sulla legge elettorale - ma addirittura qui siamo al cabaret - perché sarebbe “più vantaggiosa” addirittura per l'opposizione più che per la maggioranza.
E, naturalmente - e qui viene fuori - si fa passare un sistema che sta costruendo il moderno fascismo come un sistema democratico e su questo la borghesia in Italia insiste da anni, e cioè che è necessario perché serve la stabilità dei governi che, una volta finita le elezioni, devono avere la possibilità di governare tranquillamente senza nessuna opposizione per portare avanti le riforme che loro ritengono necessarie, che sono, naturalmente, quelle riforme che aiutano lo sfruttamento della classe operaia da parte dei padroni e, soprattutto, l'eliminazione dell'opposizione di ogni tipo e, naturalmente, quella più importante, l'opposizione di piazza dei lavoratori, dei giovani, degli studenti e di quello che abbiamo messo.
In questo senso, alla domanda sulla questione carceraria messa in risalto da uno dei giornalisti con i dati su questa terribile situazione, dal sovraffollamento, i 238 morti di cui 79 suicidi, l'ingiusta detenzione, ecc.ecc.
Poi si è espressa con una presa in giro veramente forte dicendo che, sì, la situazione effettivamente è complessa, ma che non è un problema di questo governo ma che è un problema “storico” (ripete costantemente che tutto è “storico” per questo governo) e il suo governo non c'entra niente nelle cose che succedono, e ha aggiunto che c'è un provvedimento pure su questo per “favorire il trasferimento nelle comunità terapeutiche dei detenuti tossicodipendenti.
Ora, su questo forse la Meloni, o non sa, o fa finta di non sapere che almeno il 30% dei detenuti, secondo le statistiche, sono tossicodipendenti o hanno avuto a che fare con la droga, per cui se verranno spostati, verranno liberati il 30% dei posti, quindi anche gli 11.000 nuovi posti in costruzione nelle carceri potrebbero venire meno. E chiaramente tutto questo sono “problemi strutturali”, ha detto, che non si risolvono con né amninistia, né indulto, né cosiddette uscite anticipate come se fossero delle concessioni o fossero state concesse nel tempo da governi “lassisti”, come le piace ripetere.
Naturalmente in tutta questa storia ha ringraziato costantemente la Confindustria, sia perché l'ha aiutata nel difficile compito delle legge di bilancio, ma anche nella redazione del piano casa, così come ha ringraziato la CISL, accogliendo addirittura la sua proposta di un nuovo patto sociale di questo sindacato confederale ormai dalla parte del governo perché “bisogna lavorare tutti nella stessa direzione”, e quindi, diciamo, in questo senso è un accentuazione della necessità di un processo di governabilità a tutti i costi e quindi di un governo nelle mani di un sistema di tipo fascista.
Tutto questo condito con la demagogia, perché “il potere deve passare nelle mani dei cittadini” e i cittadini vengono tirati in ballo ogni volta quando si tratta di ingannare le masse.
Poi sui giovani che emigrano ha detto altre fesserie, emigrano perché “percepiscono che all'estero i salari sono migliori” e forse una volta lì poi decidono di rimanere.
Ha dedicato un passaggio alla famiglia, dicendo che addirittura loro hanno dedicato un ministero ad hoc per questo, che i suoi rapporti con il capo dello Stato Mattarella, sono ottimi e che non vuole mettere le mani sul Quirinale, così come non vuole mettere le mani sulla magistratura.
Insomma, nella sostanza tutto il contrario di quello che effettivamente questo governo ha fatto in questi tre anni e mezzo di governo accusando costantemente, in un modo o nell'altro, l'opposizione, sia naturalmente quella istituzionale - che non è una vera opposizione come sappiamo - ma anche quella di piazza.
Nella sostanza, per riepilogare una parte di queste questioni interne, ha annunciato in diretta una lotta contro la magistratura per far passare, in vista dei referendum, la riforma sulla giustizia, ha annunciato una più acuta lotta contro i lavoratori e le masse popolari, perché sta preparando i nuovi decreti sicurezza e si sta occupando delle carceri e del lancio di questa riforma rettorale che conferma il suo passaggio, non solo conferma l'aiuto ai padroni in tutti i sensi ma anche la conferma della via che ha intrapreso verso un moderno fascismo.
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