domenica 18 gennaio 2026

pc 18 gennaio - Ancora sulla conferenza stampa della Meloni/seconda parte

da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 17.01.26-2

Sempre in merito alla conferenza stampa di inizio gennaio della Meloni, un alto argomento sollevato dalle domande dei giornalisti - in parte frustrati o arrabbiati perché di fatto non potevano controbattere, a parte quelli esplicitamente lacchè che hanno fatto domande per agevolarle i suoi discorsetti - è stato quello che riguarda l'economia del paese e in particolare la condizione della classe operaia, dei lavoratori, delle lavoratrici, dei pensionati, dei giovani e delle masse popolari in generale. Alcune domande su questo sono state precise e articolate, citando anche dati precisi dell'Istat e dell'Eurostat e quindi difficilmente manipolabili, domande alle quali Meloni ha risposto sempre con quel sorrisetto sfottente e arrogante stampato in faccia del tipo “fai pure la domanda tanto io ti rispondo come dico io o addirittura non ti rispondo” e con l'atteggiamento vittimistico proprio della Meloni e di tutto questo governo fascista di cui sono portatori eterni, dicendo: “noi non c'entriamo, io non c'entro, sono problemi storici” e infatti nella sostanza ha evitato di dare risposte concrete come sull'occupazione, argomento su cui ha insistito dicendo falsamente che “le sta particolarmente a cuore” e frasi di questo genere che ha usato anche per altri temi.

Meloni ha detto: “penso che per valutare lo stato dell'economia reale - dimostrando di fregarsene dei dati reali che gli sono stati anche prospettati da alcuni giornalisti - il dato più significativo sia quello dell'occupazione, così come quello del potere d'acquisto, ma anche il dato della crescita che, dice, sta passando dallo 0,7 all'1 % ” e qui ha attaccato con una delle sue frasi proprio da presa in giro - per non dire peggio - l'interlocutore, dicendo: “ora lei capisce che anche psicologicamente, una cosa è l'1% rispetto allo 0 virgola”, che se la cosa non fosse più che seria e grave ci sarebbe veramente da ridere a crepapelle, e poi un diluvio di giustificazioni condite di frasi tipo “non è colpa mia”, esattamente come aveva risposto sul contratto dei giornalisti scaduto da ben dieci anni, è sempre colpa dei governi che ci sono stati prima del suo e se la crescita non c'è è perché l'economia italiana è legata a quella tedesca che

è in recessione e qui tutta una serie di condizioni storiche dell'economia italiana, come quella che riguarda la produttività che, a detta degli economisti borghesi, è bassa perché i padroni non investono ma secondo lei perché in questo paese ci sono molte piccole e medie imprese che a loro volta hanno difficoltà a ricevere prestiti dalle banche che hanno tassi alti; però qui verrebbe anche da chiedersi: “e voi che cosa avete fatto anche in questo senso”?

Poi ci sono i problemi delle infrastrutture che storicamente - questa parola “storico/storicamente” l’ha usata tutto il tempo - sono più carenti di quelli di altri sistemi .

E poi ancora, “ostacoli su ostacoli sono le regole ed adempimenti del mercato del lavoro che sono da noi particolarmente onerosi” e questo è proprio emblematico e tipico dell’ideologia di questo governo che sin da quando si è insediato la stessa Meloni ha proprio espresso chiaramente di essere a totale servizio di quei padroni che non si devono disturbare, quindi la Meloni vorrebbe sempre meno regole soprattutto nel mercato del lavoro per i padroni e che significa poi nella sostanza attacco sempre di più della condizione di lavoro degli operai, dei lavoratori, quindi contratti ancora più flessibili o, meglio ancora, niente contratti e far pagare ancora meno tasse ai padroni per continuare a non disturbarli, perché devono continuare a fare profitti e super profitti.

A smentirla sui dati dell'occupazione ci ha provato una giornalista del manifesto che ha citato gli ultimi dati Istat che parlano di 12 milioni di italiani che hanno rinunciato perfino a cercarlo un lavoro e introduce l'argomento dei salari bassi di almeno 9 punti percentuali che anche altri hanno citato, ritornando sul potere d'acquisto che per conseguenza di questi dati si è abbassato molto e sul salario minimo che è scomparso completamente dalla discussione pubblica. La Meloni non ha risposto completamente sull'occupazione su questa domanda ma con una sfacciataggine incredibile ha detto che “il potere d'acquisto in questo paese invece è addirittura cresciuto di 20 miliardi e che l’Istat che fonda la sua analisi sulle serie storiche”.

Poi è entrata nel merito della crisi dell'auto dando la colpa sempre a qualcun altro, mai una parola contro i padroni, dà la colpa al mondo che cambia in fretta, alle scelte sbagliate dell'Europa che ha voluto introdurre il piano dell'auto elettrica che dovrebbe contribuire ad eliminare l'inquinamento e il riscaldamento del pianeta ma un piano che, visto che tocca la tasca dei padroni di cui lei è serva perché prevede grossi investimenti, secondo lei poi è ideologico e qui approfitta perfino per vantarsi dicendo che il suo intervento in Europa è servito a bloccare questo piano e a fare cambiare idea a tutti gli altri paesi, in una situazione dove ci sono migliaia e migliaia di operai a rischio di posti di lavoro per la crisi sempre più profonda in cui sprofonda questo sistema capitalista/imperialista e la sfrenata concorrenza che c'è tra i vari padroni, i complessi industriali le multinazionali, tutto a danno chiaramente degli operai vedi per esempio in Italia il caso Stellantis.

Sempre a questa conferenza stampa alla fine - bontà sua! - dice che per risolvere i problemi dell'economia del paese bisogna fare tre cose, ricominciando con la presa in giro perché questa conferenza stampa di fatto è stata tutta una una presa in giro e un dire bugie su bugie: la prima è continuare a sostenere l'occupazione, poi lavorare per abbassare i prezzi dell'energia e chiaramente favorire gli investimenti, cioè significa continuare a dare soldi ai padroni come in questa legge di bilancio che è stata approvata, una legge a favore dei padroni e contro i lavoratori, gli operai, i nuovi poveri, i poveri, i disoccupati, le donne, i giovani, soldi che vanno sotto il nome di super ammortamento ma, soprattutto, dice quello che lei considera un modello, cioè la ZES unica per il mezzogiorno, e ancora qui mai una parola contro i padroni che a proposito di investimenti non ne hanno quasi mai fatti e si sono sempre di più arricchiti con gli aiuti di stato per miliardi - e qui possiamo citare solo i 20 miliardi per il salvataggio del Monte dei Paschi oltre quelli che sono nella legge di bilancio che è passata dai 18,7 miliardi iniziali a circa 22 miliardi, perché Giorgetti ha voluto inserire all'ultimo momento altri 3,5 miliardi per le imprese e quindi per i padroni.

Sempre in tema di occupazione un giornalista facendo finta di non avere sentito questa manipolazione dei dati, ha chiesto che cosa intende fare per risolvere la crisi occupazionale che soprattutto colpisce i giovani, gli studenti, le coppie giovani e per l’edilizia sociale a prezzi calmierati, ma su questo la Meloni ha fatto finta di non sentire, ha completamente sorvolato ed è passata direttamente al piano casa che sarebbe in dirittura d'arrivo e che prevede la costruzione di circa 100 mila nuovi appartamenti, a prezzi calmierati ragionevolmente “nei prossimi dieci anni”. Una risposta buona solo per gli stupidi, una propaganda elettorale soprattutto rivolta ai padroni dell’edilizia, per un governo che invece avanza rapido dal punto di vista repressivo con i pacchetti sicurezza - e questo governo si prepara ad emanarne altri - dove tra i colpiti ci sono proprio le persone che lottano per la casa, è un governo che in questi mesi ha messo in atto vergognosi e fascisti sgomberi appunto di persone senza casa. Quindi falsità su falsità.

Sul tema legato all'occupazione bisogna aggiungere però anche la questione delle pensioni, tema che ha voluto riprendere direttamente la Meloni per farsi bella con un'altra grandissima bugia e falsità, cioè che non è vero che il suo governo ha peggiorato la Fornero anzi, il suo governo ha cercato di frenare il peggioramento, cioè la Meloni, Salvini, per anni si sono fatti le campagne elettorali su questa questione delle pensioni e che avrebbero eliminato addirittura la Fornero mentre oggi sono quelli che stanno allungando i tempi per andare in pensione, i primi 3 mesi poi di 3 mesi in 3 mesi per arrivare praticamente a 70 anni, ma lei dice che il suo governo invece ha cercato di frenare il peggioramento che prevedeva l'allungamento dell'età pensionabile di 3 mesi in 3 mesi mentre loro l'hanno rallentato a un mese per il 2027.

Tutti chiaramente sanno oramai che il cosiddetto aumento dell'occupazione è dovuto al fatto che le lavoratrici e i lavoratori sempre più spesso - quando lavorano - sono costretti a rimanere al lavoro perché non riescono, per esempio sul tema della pensione, ad andare in pensione proprio per le leggi che comunque sono state peggiorate negli anni anche dai governi precedenti ma che anche questo governo vuole peggiorare ancora di più e quindi anche con i lavori usuranti parlando degli operai di fabbrica che devono appunto stare a lavorare fino a età veramente inaudite e questo chiaramente aumenta anche il versante delle morti sul lavoro e degli incidenti sul lavoro.

Un altro aspetto dove la Meloni ha cercato di portare uno dei cavalli di battaglia di questo governo proprio nella sua ideologia un moderno fascista è stato poi quando è tornata a parlare di denatalità dicendo che avere figli non è una colpa e che, comunque, anzi, la vera libertà è quella di decidere di avere un figlio, tornando ancora una volta alla carica con la concezione fascista propria di questo governo verso le donne, alle lavoratrici a cui si chiede di fare figli mentre lavorano con contratti precari, lavori a metà, turni spezzati, salari bassissimi, con nessuna garanzia sul domani, ha parlato di incentivi quando sappiamo benissimo che questi incentivi sono solo delle elemosine di stampo potremmo dire “mussoliniano”, che tra l'altro vengono dati solo a pochissime fette di lavoratrici, mentre, ad esempio, gli asili nido pubblici mancano o sono inaccessibili, la Sanità viene smantellata, il lavoro di cura resta sempre più scaricato sulle spalle delle donne, gratuito e invisibile, quindi in questo sistema capitalista diventare madri non è affatto una libera scelta, ma la Meloni chiaramente da dietro questo discorso della natalità è tornata alla carica con la propaganda fascista del governo e col portare avanti di fatto la concezione che le donne sono utili in questo sistema solo se fanno figli, quindi se sono incubatrici, riproduttrici di figli, una propaganda volta a controllare quelli che sono i corpi delle donne, la vita delle donne, che devono garantire la riproduzione della forza lavoro da sfruttare, la riproduzione di nuove braccia oggi da essere pronte per la guerra imperialista, in una fase in cui c'è veramente questa tendenza alla guerra mondiale.

A questo governo non interessa affatto il benessere delle donne, delle madri, né quello dei figli, interessa avere lavoratori e lavoratrici in questo caso da sfruttare mentre oggi si continuano a comprimere, ad attaccare i salari, a negare i diritti, le donne vengono celebrate solo se madri ma, chiaramente, attaccate se scelgono di non avere figli anche per la condizione, al di là della libera scelta in sé, anche per la condizione economica assurda in cui sono costrette a vivere.

La Meloni anche in questa conferenza stampa ha portato avanti quella che è l'ideologia fascista e reazionaria proprio relativamente alle donne, quindi le mancate risposte o le risposte che ha voluto dare la Meloni in questa conferenza hanno dimostrato di fatto la sua inutilità, visto che i giornalisti che si aspettavano risposte diverse - cosa che comunque è stato denunciata un po' da tutti - ed è la certificazione che una volta all'anno, visto che si degna di parlare con i giornalisti solo una volta all'anno, c'è pure questa presa in giro con i giornalisti per provare ad ingannare ancora una volta anche a livello di massa.

Naturalmente rispetto anche alla situazione descritta dai giornalisti e nonostante il falso ottimismo dimostrato dalla Meloni che non ha potuto comunque smentire i dati reali, ci si deve aspettare che i lavoratori, i giovani, le donne, gli studenti, si organizzino per lottare in maniera più sistematica, che le lotte diventino più frequenti e importanti ma anche perché la Meloni in questa conferenza stampa ha detto che il suo governo si appresta ad emanare nuovi decreti sicurezza ancora più stringenti, ancora più repressivi rispetto a quello che già è stato emanato, tanto è vero che sul suo piano di lavoro ci sono pure in costruzione 11.000 nuovi posti nelle carceri.

A fronte di tutto questo a livello di lavoratori, di lavoratrici, di masse popolari, dobbiamo sempre di più aprire gli occhi, dobbiamo sempre di più denunciare le falsità, la propaganda falsa che questo governo fa ogni giorno per dare il quadro di una situazione che non è affatto corrispondente a quella reale, e organizzarci per lottare, per cacciare questo governo che deve essere combattuto, come si vede, da ogni punto di vista.

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