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sabato 6 settembre 2014

pc 6 settembre - All'attivo nazionale di proletari comunisti - il lavoro di formazione su 'Principi del leninismo' nelle parole di una compagna di Palermo

Sulla lotta di classe

Questo, per me, è stato un anno molto difficile da superare a livello di militanza, ci sono stati momenti in cui ero convinta di non farcela a seguire il percorso di studio che i compagni del “centro” avevano programmato per la Scuola Quadri.
Studiare una volta a settimana Principi del Leninismo, pensavo fosse una passeggiata ma avevo visto solo l'opuscolo  e mi ero convinta fosse una sintesi del libro . . . poi ho afferrato la situazione e mi sono resa conto che questo opuscolo non era una sintesi ma un approfondimento che comprendeva anche la visuale di Mao e che riportava lo scritto di Stalin ai nostri giorni.

Ad arricchire il percorso c'era lo studio di circolo sul “che fare” che per vari motivi, non siamo riusciti a portare a termine. Troppe sono state le iniziative che abbiamo dovuto intraprendere o alle quali abbiamo dovuto aderire . . . come ben sappiamo, la lotta di classe non conosce soste.
Sempre in piazza a fianco dei lavoratori o dei disoccupati, a Niscemi per il “no muos”, la sera a fare attacchinaggio e altri pomeriggi a dividere volantini e propagandare i nostri giornali . . . ogni tanto mi veniva la voglia di dire ai compagni che stavo male e che non potevo esserci ma era più forte di me perché più lo studio andava avanti più difficile era sottrarsi alla lotta: da ciò ho cominciato a capire che lo studio e le iniziative sul campo stavano sviluppando in me, quella coscienza di classe della quale fino a quel momento non ero consapevole.

Compagni non potete immaginare quante volte mi dicevo “ce l'hanno messa tutta per renderci la vita difficile”, però poi, quando si andava in piazza a fare volantinaggio e mi trovavo a parlare con la gente cercando di spiegare e commentare il contenuto di quei volantini o dei giornali, mi rendevo conto che io, proprio io, stavo spiegando i Principi del Leninismo o quello che sono riuscita a fare mio.

Parlando con una persona alla quale avevo venduto il nostro giornale e che mi disse che ci conosceva ma per certi versi tentava di negare l'importanza di Mao, ho avuto modo di spiegargli ( e l'ho fatto con la forza di chi sa di avere ragione) che prima di Mao, Marx e Lenin hanno buttato il seme del comunismo e della lotta di classe, che Stalin in PL, semplifica se cosi si può dire, il lavoro dei grandi maestri per renderlo accessibile alle nuove generazioni . . . Mao facendo tesoro del Marxismo-Leninismo, amplia, adatta ed evolve la lotta di classe.

E' chiaro che la lotta si adegua ai paesi e ai tempi . . . la rivoluzione cinese e la rivoluzione russa non potevano essere le stesse perché profondamente diversi erano i due paesi. La rivoluzione in un paese imperialista è ancora qualcosa di molto diverso, diversi saranno i tempi e le modalità in cui dovrà avvenire. Le periferie delle nostre città dovranno verosimilmente sostituire le immense distese della Russia o della Cina o dell'India .

Quando per motivi vari, eravamo costretti a saltare il giorno di ScuolaQuadri mi rendevo conto che mi mancava la dose settimanale di “integratori” per andare avanti e affrontare il ritmo che la lotta alla borghesia e quindi al capitalismo, ti impone.
La borghesia (il gatto e la volpe) fa il suo sporco gioco ma la nostra coscienza (Marx-Lenin-Mao) è più forte!

Quando si studia e si interpreta la lotta di classe, ti rendi conto che il falso benessere che la borghesia vuole darti non ti realizzerà mai, solo la lotta di classe, l'appartenenza al proletariato, paga!

Cari compagni, con queste righe non voglio assolutamente dire di avere fatto “passi da gigante” e che sia riuscita a cancellare tutto quello che il sistema mi ha inculcato in tutta una vita, perché non è per niente facile crescere dei figli secondo i canoni che borghesia ci detta e dire loro adesso . . . non sono più la mamma che avete conosciuto.
Molti di Voi, compagni, hanno una militanza che risale alla loro gioventù e questo certo mi aiuterà a crescere ulteriormente, ad uscire definitivamente dal “paese dei balocchi” e a non lasciarmi trascinare nel famoso “pantano” di cui parla il compagno Lenin.

G. di Palermo

pc 30 marzo - COME E PERCHE' STUDIARE OGGI "PRINCIPI DEL LENINISMO DI STALIN

  ......dopo aver studiato lo scorso anno il testo di Stalin "Principi del leninismo", ora sta studiando e discutendo l'applicazione ad oggi dei principi del leninismo, per farne "arma" di combattimento, teorica prima di tutto, nella fase attuale di costruzione del Partito, in cui c'è un aspetto di definizione unito strettamente all'aspetto di delimitazione.
Questo lavoro teorico i compagni lo stanno facendo, mettendo al centro la lettura dell'opuscolo di "Formazione teorica - Note di studio su Principi del Leninismo"; utilizzando e rileggendo il testo di Stalin, ma in cui ora l'aspetto centrale non è tanto lo studio di questo testo ma la sua "guida" alla comprensione dei problemi teorici, politici, strategici, tattici dei comunisti marxisti-leninisti- maoisti oggi.




Sulle radici storiche del leninismo - "...Il maoismo si muove sempre ancora nell'epoca di Lenin, cioè dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria. Quindi, lo sviluppo di Mao è nello sviluppo della teoria e della tattica della rivoluzione proletaria definita da Lenin. E in particolare la teoria e la tattica della dittatura del proletariato di Lenin.
Mao ha vissuto nel periodo della crisi dell'imperialismo. Nel periodo dell'estensione delle condizioni della rivoluzione proletaria prodotte dall'espansione dei movimenti di liberazione nei paesi oppressi dall'imperialismo; Mao trionfa quando la rivoluzione proletaria attraversa nel primo Stato socialista una crisi e una sconfitta e, quindi, questi sono i due elementi su cui si innesca il maoismo come sviluppo del marxismo leninismo; il maoismo è cresciuto e si è rafforzato nella lotta contro il moderno revisionismo sopraggiunto alla fine della III Internazionale. Mao si afferma nel periodo di dominio del revisionismo nel mci, dominio divenuto completo dopo la morte di Stalin, e contro questo dominio si afferma il contributo più importante di Mao...

domenica 30 marzo 2014

pc 30 marzo - COME E PERCHE' STUDIARE OGGI "PRINCIPI DEL LENINISMO DI STALIN

Il Circolo proletari comunisti di Taranto, dopo aver studiato lo scorso anno il testo di Stalin "Principi del leninismo", ora sta studiando e discutendo l'applicazione ad oggi dei principi del leninismo, per farne "arma" di combattimento, teorica prima di tutto, nella fase attuale di costruzione del Partito, in cui c'è un aspetto di definizione unito strettamente all'aspetto di delimitazione.
Questo lavoro teorico i compagni del circolo lo stanno facendo, mettendo al centro la lettura dell'opuscolo di "Formazione teorica - Note di studio su Principi del Leninismo"; utilizzando e rileggendo il testo di Stalin, ma in cui ora l'aspetto centrale non è tanto lo studio di questo testo ma la sua "guida" alla comprensione dei problemi teorici, politici, strategici, tattici dei comunisti maoisti oggi.


Riportiamo alcuni stralci dei primi due paragrafi dell'opuscolo "Note di studio" su cui vi è stata maggiore discussione e approfondimento nel circolo.


Sulle radici storiche del leninismo - "...Il maoismo si muove sempre ancora nell'epoca di Lenin, cioè dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria. Quindi, lo sviluppo di Mao è nello sviluppo della teoria e della tattica della rivoluzione proletaria definita da Lenin. E in particolare la teoria e la tattica della dittatura del proletariato di Lenin.
Mao ha vissuto nel periodo della crisi dell'imperialismo. Nel periodo dell'estensione delle condizioni della rivoluzione proletaria prodotte dall'espansione dei movimenti di liberazione nei paesi oppressi dall'imperialismo; Mao trionfa quando la rivoluzione proletaria attraversa nel primo Stato socialista una crisi e una sconfitta e, quindi, questi sono i due elementi su cui si innesca il maoismo come sviluppo del marxismo leninismo; il maoismo è cresciuto e si è rafforzato nella lotta contro il moderno revisionismo sopraggiunto alla fine della III Internazionale. Mao si afferma nel periodo di dominio del revisionismo nel mci, dominio divenuto completo dopo la morte di Stalin, e contro questo dominio si afferma il contributo più importante di Mao...

Oggi siamo sempre nella fase dell'imperialismo come capitalismo morente; però va distinto nell'epoca dell'imperialismo una fase di ascesa e di affermazione di esso da una fase di crisi...
La prima contraddizione della fase del leninismo definita da Stalin ("quella che esiste tra lavoro e capitale") è tuttora la principale, non in senso di fase ma in senso epocale. Questo spiega anche perchè non si può considerare il maoismo come operante in un epoca diversa, né tanto meno confondere il contributo di Mao nell'analisi delle contraddizioni, nel far emergere il carattere principale della contraddizione tra imperialismo e popoli oppressi, come qualcosa di alternativo alla definizione di qual'è la prima contraddizione permanente. E questo non solo dal lato dell'analisi della definizione dell'imperialismo ma anche dal lato del carattere della lotta di classe del proletariato.
Vanno, quindi, combattute due forme di revisionismo, quella che nega la natura della prima contraddizione e le sue conseguenze: ("L'imperialismo porta la classe operaia alla rivoluzione") e quella che interpreta il maoismo come fondato sulla sostituzione della contraddizione principale di fase: imperialismo/popoli oppressi con la prima contraddizione tra capitale e lavoro...
Anche la descrizione della seconda contraddizione è perfettamente attuale ("quella che esiste tra i diversi gruppi finanziari e le potenze imperialiste nella lotta per le fonti di materie prime e per i territori altrui"). Questa descrizione introduce il concetto di crisi dell'imperialismo e combatte un'interpretazione evoluzionista, molto presente nel movimento operaio nell'epoca della socialdemocrazia e del revisionismo, ma anche oggi, come le teorie del crollo. Questo concetto di crisi ravvicina l'ora della rivoluzione proletaria e la necessità pratica di questa rivoluzione.
La terza contraddizione ("quella che esiste tra un pugno di nazioni "civili" dominanti e centinaia di milioni di uomini che appartengono ai paesi coloniali e dipendenti del mondo") è quella su cui si sviluppa l'epoca di Mao, ed è a questa che Mao apporta importanti contributi, non nell'analisi di essa già definita correttamente da Lenin, ma nella teoria e nella tattica che permette ai popoli oppressi di vincere, e di trasformare effettivamente le colonie e i paesi dipendenti in riserve della rivoluzione proletaria.
In generale i cultori del leninismo ortodosso, in un processo speculare coi secondi revisionisti, utilizzano questa citazione per negare l'importanza strategica della terza contraddizione, e quindi il valore del maoismo come incarnazione e sviluppo teorico di essa...

Sul metodo del leninismo (questa parte, in particolare, è stata dibattuta non solo in termini critici ma anche autocritici) - Questo metodo porta in primo luogo alla verifica della teoria nel crogiolo della lotta rivoluzionaria delle masse, della pratica viva; l'unità teoria e pratica, l'eliminazione della loro separazione, questo si rifà la nostra concezione del partito: “nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse”, Questo contrappone oggi il PCm alle correnti o dogmatico ml o ai cybermaoisti, in particolare nel movimento comunista internazionale.
In secondo luogo, questo metodo porta alla verifica di gruppi e partiti non sulla base delle loro parole d'ordini e risoluzioni, ma sulla base delle loro opere, dei loro atti, quello che noi chiamiamo maoismo verificato sulla cui base valutiamo le posizioni nel movimento comunista internazionale e nazionale, contro l'opportunismo di destra e di “sinistra”.
In terzo luogo porta alla riorganizzazione ("di tutto il lavoro del partito su un modello nuovo, rivoluzionario"). Su questo il nostro lavoro appare del tutto insufficiente, volenteroso ma artigianale, non in grado finora di costruire il partito sul modello nuovo, nel senso dell'educazione della preparazione dei militanti e delle masse alla lotta rivoluzionaria. Questo punto, quindi, va considerato come principale nell'attuale fase della ricostruzione.
In quarto luogo porta all'autocritica dei partiti proletari. Sul piano teorico questo punto è saldamente padroneggiato dal nostro partito e dal suo gruppo dirigente in formazione. Ma si è fatto fatica a realizzarlo sul piano pratico.

Nella critica agli opportunisti Stalin mette sotto le lenti alcuni dogmi teorici. 
Sul primo dogma ("il proletariato non può nè deve prendere il potere se non costituisce la maggioranza nel paese"), esso va applicato nella polemica contro gli opportunisti che ritengono che senza le “masse” non si possa condurre un'autentica attività rivoluzionaria. E qui, nella maggiorparte dei casi non intendono il legame con le masse, ma la coscienza delle masse che si esprime nelle lotte sindacali, ecc. Così questo dogma funziona da barriera dell'opportunismo in relazione al giudizio che si dà e alla posizione che si ha rispetto alla fase dell'inizio, o a quello che noi diciamo nuovo inizio. 
Sul secondo dogma ("Il proletariato non può conservare il potere se non dispone, in quantità sufficiente, di quadri già pronti, di persone colte e di amministratori capaci di organizzare la gestione del paese"), la critica de I Principi del Leninismo deve essere usata sui due aspetti che in generale quadri, avanguardie e masse non comprendono: il problema della rivoluzione come primo obiettivo, primo passo per la trasformazione effettiva della coscienza delle masse, e il potere proletario come soluzione realmente concreta dei problemi delle masse e della società.
Sul terzo dogma ("Il metodo dello sciopero politico è inaccettabile dal proletariato"), quello che dobbiamo trarre come utile per rafforzare la nostra posizione che su questo è sufficientemente corretta, sono alcuni aspetti citati. La critica agli anarchici e al sindacalismo anche di base che predicano lo sciopero generale economico in sostituzione della lotta politica del proletariato e, di conseguenza, dell'organizzazione politica del proletariato; la critica a chi considera la forma parlamentare la forma inevitabile della lotta politica del proletariato - questo è da noi spesso applicato nel dimostrare che attraverso la lotta si raggiunge un peso politico più alto e più influente che la partecipazione parlamentare.

giovedì 3 luglio 2014

pc 3 luglio - I maoisti nei circoli proletari comunisti COME E PERCHE' STUDIARE OGGI "PRINCIPI DEL LENINISMO" DI STALIN

Il Circolo proletari comunisti di Taranto, dopo aver studiato lo scorso anno il testo di Stalin "Principi del leninismo", ora sta studiando e discutendo l'applicazione ad oggi dei principi del leninismo, per farne "arma" di combattimento, teorica prima di tutto, nella fase attuale di costruzione del Partito, in cui c'è un aspetto di definizione unito strettamente all'aspetto di delimitazione.
Questo lavoro teorico i compagni del circolo lo stanno facendo, mettendo al centro la lettura dell'opuscolo di "Formazione teorica - Note di studio su Principi del Leninismo"; utilizzando e rileggendo il testo di Stalin, ma in cui ora l'aspetto centrale non è tanto lo studio di questo testo ma la sua "guida" alla comprensione dei problemi teorici, politici, strategici, tattici dei comunisti maoisti oggi.

Riportiamo alcuni stralci dei primi due paragrafi dell'opuscolo "Note di studio" su cui vi è stata maggiore discussione e approfondimento nel circolo.


Sulle radici storiche del leninismo - "...Il maoismo si muove sempre ancora nell'epoca di Lenin, cioè dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria. Quindi, lo sviluppo di Mao è nello sviluppo della teoria e della tattica della rivoluzione proletaria definita da Lenin. E in particolare la teoria e la tattica della dittatura del proletariato di Lenin.
Mao ha vissuto nel periodo della crisi dell'imperialismo. Nel periodo dell'estensione delle condizioni della rivoluzione proletaria prodotte dall'espansione dei movimenti di liberazione nei paesi oppressi dall'imperialismo; Mao trionfa quando la rivoluzione proletaria attraversa nel primo Stato socialista una crisi e una sconfitta e, quindi, questi sono i due elementi su cui si innesca il maoismo come sviluppo del marxismo leninismo; il maoismo è cresciuto e si è rafforzato nella lotta contro il moderno revisionismo sopraggiunto alla fine della III Internazionale. Mao si afferma nel periodo di dominio del revisionismo nel mci, dominio divenuto completo dopo la morte di Stalin, e contro questo dominio si afferma il contributo più importante di Mao...

Oggi siamo sempre nella fase dell'imperialismo come capitalismo morente; però va distinto nell'epoca dell'imperialismo una fase di ascesa e di affermazione di esso da una fase di crisi...
La prima contraddizione della fase del leninismo definita da Stalin ("quella che esiste tra lavoro e capitale") è tuttora la principale, non in senso di fase ma in senso epocale. Questo spiega anche perchè non si può considerare il maoismo come operante in un epoca diversa, né tanto meno confondere il contributo di Mao nell'analisi delle contraddizioni, nel far emergere il carattere principale della contraddizione tra imperialismo e popoli oppressi, come qualcosa di alternativo alla definizione di qual'è la prima contraddizione permanente. E questo non solo dal lato dell'analisi della definizione dell'imperialismo ma anche dal lato del carattere della lotta di classe del proletariato.
Vanno, quindi, combattute due forme di revisionismo, quella che nega la natura della prima contraddizione e le sue conseguenze: ("L'imperialismo porta la classe operaia alla rivoluzione") e quella che interpreta il maoismo come fondato sulla sostituzione della contraddizione principale di fase: imperialismo/popoli oppressi con la prima contraddizione tra capitale e lavoro...
Anche la descrizione della seconda contraddizione è perfettamente attuale ("quella che esiste tra i diversi gruppi finanziari e le potenze imperialiste nella lotta per le fonti di materie prime e per i territori altrui"). Questa descrizione introduce il concetto di crisi dell'imperialismo e combatte un'interpretazione evoluzionista, molto presente nel movimento operaio nell'epoca della socialdemocrazia e del revisionismo, ma anche oggi, come le teorie del crollo. Questo concetto di crisi ravvicina l'ora della rivoluzione proletaria e la necessità pratica di questa rivoluzione.
La terza contraddizione ("quella che esiste tra un pugno di nazioni "civili" dominanti e centinaia di milioni di uomini che appartengono ai paesi coloniali e dipendenti del mondo") è quella su cui si sviluppa l'epoca di Mao, ed è a questa che Mao apporta importanti contributi, non nell'analisi di essa già definita correttamente da Lenin, ma nella teoria e nella tattica che permette ai popoli oppressi di vincere, e di trasformare effettivamente le colonie e i paesi dipendenti in riserve della rivoluzione proletaria.
In generale i cultori del leninismo ortodosso, in un processo speculare coi secondi revisionisti, utilizzano questa citazione per negare l'importanza strategica della terza contraddizione, e quindi il valore del maoismo come incarnazione e sviluppo teorico di essa...

Sul metodo del leninismo (questa parte, in particolare, è stata dibattuta non solo in termini critici ma anche autocritici) - Questo metodo porta in primo luogo alla verifica della teoria nel crogiolo della lotta rivoluzionaria delle masse, della pratica viva; l'unità teoria e pratica, l'eliminazione della loro separazione, questo si rifà la nostra concezione del partito: “nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse”, Questo contrappone oggi il PCm alle correnti o dogmatico ml o ai cybermaoisti, in particolare nel movimento comunista internazionale.
In secondo luogo, questo metodo porta alla verifica di gruppi e partiti non sulla base delle loro parole d'ordini e risoluzioni, ma sulla base delle loro opere, dei loro atti, quello che noi chiamiamo maoismo verificato sulla cui base valutiamo le posizioni nel movimento comunista internazionale e nazionale, contro l'opportunismo di destra e di “sinistra”.
In terzo luogo porta alla riorganizzazione ("di tutto il lavoro del partito su un modello nuovo, rivoluzionario"). Su questo il nostro lavoro appare del tutto insufficiente, volenteroso ma artigianale, non in grado finora di costruire il partito sul modello nuovo, nel senso dell'educazione della preparazione dei militanti e delle masse alla lotta rivoluzionaria. Questo punto, quindi, va considerato come principale nell'attuale fase della ricostruzione.
In quarto luogo porta all'autocritica dei partiti proletari. Sul piano teorico questo punto è saldamente padroneggiato dal nostro partito e dal suo gruppo dirigente in formazione. Ma si è fatto fatica a realizzarlo sul piano pratico.

Nella critica agli opportunisti Stalin mette sotto le lenti alcuni dogmi teorici. 
Sul primo dogma ("il proletariato non può nè deve prendere il potere se non costituisce la maggioranza nel paese"), esso va applicato nella polemica contro gli opportunisti che ritengono che senza le “masse” non si possa condurre un'autentica attività rivoluzionaria. E qui, nella maggiorparte dei casi non intendono il legame con le masse, ma la coscienza delle masse che si esprime nelle lotte sindacali, ecc. Così questo dogma funziona da barriera dell'opportunismo in relazione al giudizio che si dà e alla posizione che si ha rispetto alla fase dell'inizio, o a quello che noi diciamo nuovo inizio. 
Sul secondo dogma ("Il proletariato non può conservare il potere se non dispone, in quantità sufficiente, di quadri già pronti, di persone colte e di amministratori capaci di organizzare la gestione del paese"), la critica de I Principi del Leninismo deve essere usata sui due aspetti che in generale quadri, avanguardie e masse non comprendono: il problema della rivoluzione come primo obiettivo, primo passo per la trasformazione effettiva della coscienza delle masse, e il potere proletario come soluzione realmente concreta dei problemi delle masse e della società.
Sul terzo dogma ("Il metodo dello sciopero politico è inaccettabile dal proletariato"), quello che dobbiamo trarre come utile per rafforzare la nostra posizione che su questo è sufficientemente corretta, sono alcuni aspetti citati. La critica agli anarchici e al sindacalismo anche di base che predicano lo sciopero generale economico in sostituzione della lotta politica del proletariato e, di conseguenza, dell'organizzazione politica del proletariato; la critica a chi considera la forma parlamentare la forma inevitabile della lotta politica del proletariato - questo è da noi spesso applicato nel dimostrare che attraverso la lotta si raggiunge un peso politico più alto e più influente che la partecipazione parlamentare.

mercoledì 10 settembre 2014

pc 10 settembre - Dall'attivo nazionale di proletari comunisti - un intervento

Sui Principi del Leninismo di J.Stalin

Checchè se ne possa dire, Stalin è stato un grande interprete di Lenin...
E' un'analisi attenta sin dai primi passi, quella fatta da Stalin nel suo scritto “Principi del Leninismo” perché la sua attenzione sulla scientificità di quanto, prima detto da Marx ed Engels e poi da Lenin doveva essere trasmessa in modo corretto e senza ambiguità a coloro che sarebbero stati le future avanguardie di quella dittatura del proletariato, che esisteva in una Unione Sovietica provata da decenni di guerre e di lutti solo per quelle grandi intuizioni!
Nei gruppi di studio dei circoli di quest'anno, abbiamo sudare nonostante il freddo dell'inverno e le ore piccole fatte in sede, ma anche noi non possiamo che essere riconoscenti nei confronti di Stalin per quanto riguarda il libro e del grande lavoro di approfondimento svolto sugli appunti-parallelismo Lenin-Mao.
In questa fase, cercherò di riepilogare quanto meglio mi sarà possibile, tutto ciò che ho tratto dai due scritti
Ritornamdo a P.L.
Bisogna precisare che il libro è scritto da uno Stalin non più giovane, nel pieno della sua maturità umana e politica e che non ha ceduto ancora a quella sorta di “boria senile” che gli ultimi anni della sua vita, lo porta a tutta una serie di errori che consegnerà la rivoluzione nelle mani del revisionismo di Nikita Sergeevič Chruščёv . . . ma questa come si suol dire è un'altra storia.
Come lo stesso Stalin dice nella premessa del libro, per esaurire l'argomento ci vorrebbe un'intera serie di libri e quindi egli stesso lo considera solo un sunto del Leninismo e quindi stabilisce che è del fenomeno internazionale che bisogna parlare, perché il Leninismo è il Marxismo dell'epoca dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria.
Nell'approfondimento fatto dal nostro opuscolo  si evidenzia sin dall'inizio, come il lavoro di Mao abbia seguito le tracce (nello stesso modo di Lenin) del Marxismo, “innovandolo” se così possiamo dire, con il suo contributo. Come Lenin ha infatti ridato vita al contenuto rivoluzionario del Marxismo, Mao lo ha fatto col Marxismo-Leninismo.
Il Leninismo nasce e prende forma proprio quando le contraddizioni del capitalismo raggiungono il “massimo” e la rivoluzione diventa un problema attuale, avendo la classe operaia concluso il periodo di preparazione e si trova pronta per l'assalto diretto al capitalismo.
Lenin parla di tre contraddizioni fondamentali che abbiamo analizzato profondamente nel corso dello studio  :
1. Contraddizione tra lavoro e capitale
2. Contraddizione fra diversi gruppi finanziari e diverse potenze imperialiste
3. Contraddizione tra nazioni “civili” dominanti e centinaia di milioni di uomini appartenenti ai popoli coloniali e dipendenti del mondo.
Già dall'inizio dello studio, vengo colpito da ciò che Stalin chiama METODO “fra Marx ed Engels da una parte e Lenin dall’altra, si stende tutto il periodo del dominio dell’opportunismo della II Internazionale” e poi ancora “ non si tratta di un dominio formale dell’opportunismo, bensì di un dominio di fatto. Formalmente, a capo della II Internazionale vi erano dei marxisti «ortodossi» come Kautsky ed altri. In realtà, l’attività fondamentale della II Internazionale si svolgeva sulla linea dell’opportunismo. Gli opportunisti si adattavano alla borghesia in virtù della loro natura adattabile, piccolo-borghese; gli «ortodossi», a loro volta, si adattavano agli opportunisti nell’interesse del «mantenimento dell’unità» con gli opportunisti, nell’interesse della «pace nel partito». Il risultato era il dominio dell’opportunismo, poiché si creava tra la politica della borghesia e la politica degli «ortodossi» una catena ininterrotta.”

Si intuisce da subito come Stalin sia  grande e profondo conoscitore-interprete di Lenin e come grande sia il suo sforzo per formare le giovani avanguardie del partito. Perché la rivoluzione non si accartocci su se stessa, gli studenti e i giovani in genere, devono capire il METODO, devono rendersi da subito conto che teoria e pratica sono complementari e che non si costruisce “rivoluzione” in mancanza di uno dei due elementi. Mao, anni dopo, riuscirà a completare, alla luce di nuovi eventi (e grazie agli errori dell'ultimo Stalin) l'interpretazione del Marxismo Leninismo . . . tutto ciò risulta comunque evidente nello studio “parallelo” dell'opuscolo di approfondimento

Nel capitolo successivo, Stalin affronta direttamente il problema e comincia a parlare di teoria trattando le 3 questioni fondamentali: a) l’importanza della teoria per il movimento proletario; b) la critica della «teoria» della spontaneità e c) la teoria della rivoluzione proletaria.

E' proprio qui, a mio giudizio, che “lo scritto” si evolve . . . il secondo punto mi sembra basilare perché reale è il pericolo al quale va incontro il proletariato se non ha risolto (o capito) la questione.
La teoria del culto della spontaneità è decisamente ostile al carattere rivoluzionario del movimento operaio, non vuole che il movimento si diriga secondo la linea della lotta contro le basi del capitalismo, vuole che il movimento segua esclusivamente la linea delle rivendicazioni che possono essere «attuate», «accettate» dal capitalismo, è totalmente favorevole alla «linea della minore resistenza». La teoria della spontaneità è l’ideologia del tradunionismo.

L'esempio lo hanno a portata di mano, i comunisti che vivono in Italia; la storia del PCI post-gramsciano e le sue scelte revisioniste che si incarnavano poi nella politica del suo sindacato, abbandonando del tutto lo spirito rivoluzionario e le stesse esigenze che la “guerra partigiana” aveva espresso, ne sono eterni testimoni.
Nell'opuscolo parallelo ho evidenziato la frase che riguardo alla teoria della spontaneità, dice “ si oppone essenzialmente al carattere rivoluzionario del movimento operaio “ e poi ancora “ ...nel movimento operaio essa assume le vesti tradizionali del sindacalismo in tutte le sue forme, fino all'anarcosindacalismo.”

E' “Sulla Dittatura del Proletariato”, proseguendo lo studio di quest'anno e precisamente sull'opuscolo, dopo un attento studio di PL, che capisco, gioco di parole, di aver capito bene quanto detto in precedenza e cioè che LA DITTATURA DEL PROLETARIATO E' IL CONTENUTO ESSENZIALE DELLA RIVOLUZIONE, perché è attraverso di essa che tutto quanto, prende corpo.
Anche in questo caso, Stalin ne traccia, sviluppandole ampiamente, le tre linee principali: a) la dittatura del proletariato, strumento della rivoluzione proletaria; b) la dittatura del proletariato, dominio del proletariato sulla borghesia; c) il potere dei Soviet, forma statale della dittatura del proletariato.

Procedendo in questo modo, affrontiamo la questione contadina.
E' interessante il passaggio, nell'opuscolo di approfondimento, in cui pur premettendo come prima Lenin e poi Mao affrontano la questione . . . si insiste giustamente che secondo PL è il ruolo del proletariato ad essere centrale e che i contadini possono e devono rappresentare una sorta di “riserva”, sfatando le tendenze destroidi che ne esaltano il ruolo per farne alleati della borghesia. Il ruolo del proletariato come “centrale” lo diamo per scontato ma bisogna fare attenzione anche a quelle “tendenze di sinistra” che negano l'importanza dell'alleanza con i contadini nella rivoluzione proletaria.
Stalin, infatti conclude il capitolo con delle semplici domande-risposte che semplificano il quadro di quanto, a una prima lettura può sembrare poco chiaro:
“Che cosa dicono tutti questi fatti?
Che gli scettici hanno torto.
Che ha ragione il leninismo, il quale considera le masse lavoratrici dei contadini come una riserva del proletariato.
Che il proletariato al potere può e deve utilizzare questa riserva per saldare l’industria con l’agricoltura, far progredire l’edificazione socialista e assicurare alla dittatura del proletariato quella base indispensabile, senza la quale non è possibile passare all’economia socialista.”

La questione nazionale può dividersi in due punti, anzi Stalin la divide proprio in 2 punti: a) l’impostazione del problema; b) il movimento di liberazione dei popoli oppressi e la rivoluzione proletaria.
Stalin inizia col mettere uno spartiacque tra quella che rappresentava la questione nazionale ai tempi della II internazionale e quella dei tempi del Leninismo.
Scrive : “...Prima, la questione nazionale si riduceva di solito a un gruppo ristretto di problemi che riguardavano, per lo più, le nazioni «civili». Irlandesi, ungheresi, polacchi, finlandesi, serbi e alcune altre nazionalità dell’Europa . . .questo era il gruppo di popoli, privati dell’eguaglianza di diritti, delle cui sorti s’interessavano gli eroi della II Internazionale... Il leninismo ha smascherato questa disparità scandalosa; ha abbattuto la barriera che separava bianchi e negri, europei e asiatici, schiavi dell’imperialismo «civili» e «non civili», collegando, in questo modo, il problema nazionale al problema delle colonie. Così la questione nazionale si è trasformata, da questione particolare interna di uno stato singolo, in questione generale e internazionale . . . “
Ma non è solo questo che da luce al capitolo intero . . . la lettura dell'opuscolo di approfondimento ci aiuta a capire più chiaramente che “la validità del Leninismo resta nella caratterizzazione di fondo dei tratti dell'imperialismo e del rapporto tra la lotta dei proletari dei paesi imperialisti e la lotta dei popoli oppressi . . . la questione nazionale non può essere trattata come – a se stante – ma va collegata necessariamente alla questione generale del potere del capitale, del rovesciamento dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria...”.

Lo studio del settimo capitolo di PL è in particolar modo interessante, sia perché prelude alla parte finale che riguarda IL PARTITO, sia perchè i punti trattati, sono essenziali per capire di cosa si parla quando di dice RIVOLUZIONE perché ne indica le tappe e spiega con estrema chiarezza cosa siano strategia e tattica, anzi le indica come Scienza della lotta di classe del proletariato . Oltremodo interessante anzi basilare è il punto che riguarda il riformismo e il rivoluzionarismo.
Nell'opuscolo di approfondimento si precisa che particolare attenzione deve essere concentrata sul terzo punto “i flussi e i riflussi del movimento e la tattica” perché risulta scientifico che una volta adottata la direttiva, bisogna seguirla senza cedimenti pur attraverso le mille difficoltà e complessità del cammino.

Arriviamo così a quella che a tutti coloro che hanno partecipato ai fruppi di studio nei circoli è sembrata la parte più bella di tutto il testo, cioè quella che riguarda IL PARTITO .
L'opuscolo inizia con una frase fondamentale “Collocare il capitolo sul Partito di Principi del Leninismo di Stalin ai nostri tempi ci è utile per descrivere le ragioni del fallimento dei partiti revisionisti e opportunisti dell'estrema sinistra che sono stati una riedizione in piccolo dei partiti della II internazionale . . . “ E poi spiega, nell'evoluzione dello scritto, il come e perché e quali siano le differenze. E ancora dall'opuscolo vieni fuori un'altra verità che già Stalin citava nel libro e cioè che la rivoluzione e il suo mantenimento, quindi la dittatura del proletariato, non può essere affidata a militanti che si sono formati nei vecchi partiti dell'estrema sinistra.
Il libro e l'opuscolo, pur se provenienti da epoche e realtà storiche diverse, dimostrano come il Marxismo Leninismo Maoismo sia una vera scienza, nulla è dato al caso e forse nulla è inventato . . . perché nella realtà la scienza non inventa ma scopre o riscopre.
Mi piace la conclusione dell'opuscolo quando dice che lo slancio rivoluzionario se non è unito al senso pratico e allo stile di lavoro non porta di per se stesso alla rivoluzione e quindi alla dittatura del proletariato. Voglio concludere citando Mao: Servire il popolo, cioè “slancio rivoluzionario – senso pratico – servire il popolo” !

RedForever agosto 2014

domenica 3 marzo 2013

pc 3 marzo - CONCLUSO STUDIO E DIBATTITO SUL CAP. "IL PARTITO" DEI "PRINCIPI DEL LENINISMO" DI STALIN



2° PARTE DELLO STUDIO DEL CIRCOLO PROLETARI COMUNISTI DI TARANTO DEI “PRINCIPI DEL LENINISMO” DI STALIN.

Lo studio sui tratti caratteristici del partito del leninismo è ripartito dal paragrafo “Partito come forma suprema dell’organizzazione di classe del proletariato”, in cui Stalin spiega come il proletariato nella sua lotta contro il capitale possiede varie altre organizzazioni: sindacati, organizzazioni di donne senza partito, unioni della gioventù, organizzazioni culturali, ecc., tutte necessarie per la classe, ma perché tutte queste varie organizzazioni conducano la loro azione in una sola direzione al servizio di una sola classe e non devino verso altri interessi di classe, è necessaria la direzione del partito del proletariato.
Su questa parte del testo il dibattito nel circolo è stato ampio, toccando diversi aspetti, facendo riferimento anche all’esperienza del nostro lavoro. Riportiamo solo alcuni aspetti del dibattito.
L’esempio più evidente – è stato detto – delle organizzazioni extra partito è l’organizzazione sindacale, la prima e più di massa forma di organizzazione dei lavoratori, in cui si temprano, acquistano esperienza nella lotta contro il padronato, il governo, la repressione statale. Ma anche le altre organizzazioni sono necessarie – come scrive Stalin a “consolidare le posizioni del proletariato nelle diverse sfere di lotta… (e a temprarsi) come la forza chiamata a sostituire l’ordine borghese con l’ordine socialista”. Nel dibattito si è fatto l’esempio dell’organizzazione delle donne, del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, che non è necessaria solo alle donne, ma è altrettanto necessaria alla classe operaia che su questo terreno è spesso più arretrata della borghesia illuminata, spesso impregnata anche delle forme più deteriori di ideologia borghese. (A volte questo valore strategico generale del mfpr viene sottovalutato dalle stesse compagne).

Alla classe operaia, quindi, servono tutte queste organizzazioni extrapartito che portino il suo punto di vista, la sua posizione alternativa a quella della borghesia e lottino contro la borghesia su tutti i fronti, temprando il proletariato come classe che deve prendere il potere, per sostituire tutto l'ordinamento attuale.
Ma questo sistema di organizzazioni per “condurre la loro azione in una sola direzione poiché servono una sola classe, la classe dei proletari” vuol dire due cose:
primo, che tutta la teoria della “indipendenza” e “neutralità” dei sindacati come delle altre organizzazioni della classe è da un lato falsa (anche i sindacati confederali sono legati a partiti e politiche borghesi) dall’altro è volutamente diffusa per impedire che esse servano alla lotta rivoluzionaria del proletariato;
secondo, che questo sistema di organizzazione deve essere diretto da un’organizzazione centrale che ha l’esperienza necessaria, ha l’autorità necessaria, cioè riconoscimento anche morale da parte delle masse per il suo lavoro, la sua abnegazione, disinteresse, che raccoglie gli elementi migliori del proletariato. Questa organizzazione è il partito.
Dice Lenin: il partito è sintesi superiore di un sistema di organizzazione.

Questo tipo di partito richiede dei “rivoluzionari di professioni”, cioè compagni e compagne che vedono la militanza, non come una sorta di impegno burocratico, lavoro part time, ma come il centro della loro vita, concentrati con la testa e col cuore. L'attività del circolo, in questo senso, deve tendere a creare le condizioni perché alcuni compagni facciano questo salto.
Nel dibattito si è detto anche che questa militanza alcune volte crea delle contraddizioni nelle relazioni personali, specie per le compagne, che si confrontano/scontrano spesso con forme di maschilismo. Ma questo – hanno detto, proprio le compagne - è un terreno di lotta, e per le compagne di doppia lotta, su cui o si va avanti o si arretra. Occorre imparare a trattare queste contraddizioni in modo che non diventino antagoniste e finiscano per ostacolare la crescita delle compagne e dei compagni; ma se diventano antagoniste, bisogna trattarle con la lotta aperta.
Altro aspetto. Ci possono essere nella vita momenti in cui qualche compagno non può dare il 100%, su questo non c'è da drammatizzare ma affrontare e dare soluzioni collettive. Diventa un problema se il modo in cui viene affrontata la questione invece che frutto di decisione collettiva è frutto della volontà del singolo compagno. In questo secondo caso è inevitabile che questi compagni diventano “elementi instabili”, fatto che porta ad un arretramento ideologico, ad uno spirito rivendicativo, in cui è il partito che deve essere al servizio e deve dipendere dall’instabilità del singolo compagno.

Si è quindi tornati sulla questione, posta da Lenin e ripresa da Stalin nei “Principi del leninismo”, su chi deve essere membro del partito: se deve essere “l'ultimo degli scioperanti” o chi esprime coscienza di classe e svolge un ruolo di avanguardia, per riprendere la critica al codismo e all’opportunismo, con esempi anche a noi vicini. Per esempio gli operai del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, che aggregano ma non si pongono come avanguardia di classe verso gli altri operai; altro esempio sono gli operai Ilva organizzati da l’Usb, che pur se quando lottano sono avanzati rispetto alla massa degli operai Ilva, spesso sono portatori di atteggiamenti nocivi, di contrapposizione alla massa degli operai, non comprendono la realtà, non fanno un'analisi della condizione oggettiva e soggettiva, non portano parole d'ordine che possano fare avanzare e allargare la lotta. Questo tipo di operai sono ancora lontani da una coscienza di classe, per cui ci si sente parte di tutta una classe, degli operai di tutta la fabbrica, non solo del tuo reparto.
Il partito nel rivolgersi alla classe si rivolge alle sue espressioni più avanzate.
Oggi, a causa di anni e anni di guasti, anche ideologici, del sindacalismo confederale e del riformismo politico, e del dominio invadente delle idee borghesi (in cui un ruolo deleterio è rappresentato da tv, internet/facebook), tra gli operai sono presenti spesso idee confuse, sbagliate, concezioni individualiste, che ostacolano una coscienza di sé come classe e lo sviluppo di lotte avanzate, e che condizionano anche lo stile di vita.  
Questo rende difficile la costruzione del partito del proletariato, e quindi deve essere un terreno di lotta. Perché, come dice Lenin, è la massa degli operai con le loro lotte che spingono gli elementi avanzati al partito.

Un'altra parte del testo “Principi del leninismo” su cui ci si è soffermati con vari interventi è stato il paragrafo, importantissimo, sul “partito, strumento della dittatura del proletariato”. Sintetizziamo brevemente il dibattito.
Il partito comunista è uno strumento per portare il proletariato alla lotta per la conquista del potere; non è una “chiesa” fine a sé stessa, né un fatto di sola adesione politica/ideologica, ma è lo strumento indispensabile al proletariato per fare la rivoluzione e conquistare il potere.

Ma cosa è questo potere? Cosa è la dittatura del proletariato? Lo stesso termine dittatura – diceva un compagno - a volte spaventa, perché si pensa subito alle dittature borghesi/fasciste conosciute. Ma si tratta di tutt’altro!
Dice Lenin che essere d'accordo con la rivoluzione ma negare la dittatura del proletariato significa concretamente non volere il potere del proletariato, perchè la dittatura del proletariato è l'unica forma che permette al proletariato di prendere e mantenere il potere.
La dittatura del proletariato, infatti, non è solo una forma necessaria di imposizione del potere proletario contro la borghesia rovesciata, ma una forma indispensabile per salvaguardare il nuovo potere. La conquista del potere è solo il primo passo, subito dopo è necessaria una lotta per mantenerlo, perché non si tratta di un semplice cambio di potere (o di passaggio di gestione nello stesso sistema tra un partito e un altro, come avviene oggi per il governo); si tratta di un cambio di classe al potere e la classe borghese, capitalista scalzata lotta ferocemente su tutti i fronti per recuperarlo. Perciò la dittatura del proletariato è esercizio della forza dei proletari e delle masse popolari contro la borghesia che continua a sopravvive anche dopo la rivoluzione e si organizza per riprendere il potere.
In termini marxisti qualsiasi forma di Stato è una dittatura di una classe sull’altra. Anche la democrazia borghese contraddicendo gli stessi principi proclamati è in realtà una dittatura della borghesia sul proletariato e sulla maggioranza delle masse; ed essa ha un contenuto visibile di aperta coercizione, di dittatura, ogni volta che sono in discussione gli interessi della classe borghese.
Il trucco è che viene presentata questa dittatura come “democrazia”. Il marxismo serve a smascherare questa mistificazione.

La dittatura del proletariato, invece non è un esercizio del potere per sè, ma uno strumento nelle mani della classe che rappresenta la maggioranza dei proletari e delle masse, per liberare tutta l’umanità, per estinguere le classi e quindi per porre fine alla dittatura del proletariato non per perpetuarla.  

Ma la dittatura del proletariato è indispensabile anche sul fronte delle masse. Le masse proletarie e popolari non è che per solo il fatto di aver fatto la rivoluzione si sono trasformate e liberate da tutto il marcio dell'influenza della borghesia. Certo, nel corso della rivoluzione le masse si trasformano, ma resta una lotta prolungata da fare. Su questo Mao è andato avanti, anche sulla base del bilancio dell’esperienza dell’Urss, e ha sviluppato la Rivoluzione Culturale Proletaria, per portare la rivoluzione in tutti i campi, non solo nella struttura ma nella sovrastruttura.
Vanno distinte – è stato detto nel dibattito – le contraddizioni che hanno natura antagonista con le forze borghesi, dalle contraddizioni in seno al popolo che il proletariato al potere deve trattare anche trasformando le condizioni materiale e sociali che producono quella contraddizioni. Qui sono stati portati alcuni esempi: la questione della droga, la questione della violenza sessuale, ecc.
Come scrive Stalin: la forza dell'abitudine di milioni di persone è la forza più terribile da combattere e contro questa forza la dittatura del proletariato è strumento indispensabile per non rendere fragile il potere. La rivoluzione, non è una catarsi immediata e completa. Anche tra chi ha fatto la rivoluzione esiste il peso delle abitudini e restano le influenze delle altre classi (qui, alcuni compagni, hanno fatto esempi di ciò che avviene anche in lotte importanti, es. a Taranto, nelle occupazioni del Comune, in cui anche elementi avanzati sviluppavano comportamenti sbagliati).
D’altra parte lo stesso nuovo potere può essere fonte di pesanti insidie. In Cina si è parlato giustamente di borghesia rossa, e ci si riferiva a quei compagni che una volta preso il potere si sono comportati come i borghesi, esercitando il potere per sé; oggi abbiamo esempi più recenti come tutta la vicenda del Nepal insegna.

Infine il circolo si è soffermato sull’ultimo capitolo dei “principi del Leninismo”, su “Lo stile di lavoro”. Qui Stalin scrive che i tratti caratteristici di questo stile di lavoro sono due: lo slancio rivoluzionario russo e il senso pratico americano.
Si può dire – ha detto una compagna - che i due tratti dello stile di lavoro si traducono in ultima analisi nell’unire la teoria alla pratica
E’ stato poi sottolineato come questi tratti non solo sono complementari, ma sono l’uno l’antidoto dell’altro; l’uno contro un “senso pratico” che rischi di diventare “affarismo”, l’altro contro uno slancio che rischi di sostituire il ‘miracolismo’ ai fatti vivi della politica rivoluzionaria.

2.3.13




martedì 26 dicembre 2023

pc 26 dicembre - Dichiarazione congiunta In occasione del 130° anniversario della nascita del grande maestro marxista compagno Mao Tse-tung

Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

Dichiarazione congiunta

In occasione del 130° anniversario della nascita del

grande maestro marxista compagno Mao Tse-tung

Proletari e popoli oppressi del mondo – Uniamoci!

Rendiamo omaggio al grande maestro marxista compagno Mao Tse-tung in occasione del suo 130° anniversario della sua nascita. Rendiamo un omaggio rivoluzionario alle eroiche figlie e figli dei popoli oppressi di tutto il mondo che hanno dato la loro vita nella lotta rivoluzionaria per una nuova società libera dallo sfruttamento e dall'oppressione per il socialismo-comunismo, lottando eroicamente contro i reazionari.

L’obiettivo di questa Dichiarazione congiunta è mantenere alta la reputazione e l’esigenza del marxismo-leninismo-maoismo per l’avanzata dei movimenti di liberazione nazionale, dei grandi movimenti antimperialisti, delle rivoluzioni proletarie socialisti nei paesi capitalisti-imperialisti e le rivoluzioni di Nuova Democrazia.

In questa occasione è importante comprendere che la rivoluzione e la costruzione socialista sono impossibili senza la scienza del marxismo-leninismo che il grande maestro marxista compagno Mao ha preservato, sviluppato e arricchito.

I leader più brillanti del proletariato internazionale, Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao Tse-tung, hanno formulato il marxismo-leninismo-maoismo.

Riconosciamo il maoismo come la terza tappa, qualitativa, nuova e superiore del marxismo-leninismo. Il marxismo-leninismo-maoismo è la teoria più avanzata. In occasione del 130° anniversario della nascita del compagno Mao Tse-tung, dichiariamo fermamente al proletariato internazionale e ai popoli oppressi del mondo che il marxismo-leninismo-maoismo è l'ideologia che ci guida.

Il marxismo-leninismo-maoismo

Il marxismo è una scienza attiva, non un dogma senza vita. È in stretta relazione con la pratica e vi contribuisce. Si sviluppa e si arricchisce costantemente nel processo di sviluppo della lotta di classe, della lotta per la produzione e la sperimentazione scientifica. L'ideologia, teoria o scienza del marxismo (leninismo-maoismo) è la sintesi delle esperienze di lotta di classe di tutti i paesi e in tutti i settori negli ultimi quasi 175 anni. Si tratta di un'entità integrale di filosofia, economia politica e socialismo scientifico o lotte di classe proletarie.

Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao lo hanno sviluppato negli ultimi 175 anni nel fuoco della lotta di classe e nella lotta teorica contro l’ideologia borghese, il revisionismo e i suoi riflessi e le altre varie tendenze estranee. Il MLM è un'arma invincibile nelle mani del proletariato internazionale e delle masse sfruttate. È un'arma che aiuta il proletariato a comprendere il mondo, a fare la rivoluzione e a cambiarlo. E’ una ideologia scientifica viva che si sviluppa e arricchisce costantemente nel processo della pratica rivoluzionaria nel Movimento Comunista Internazionale.

“Il marxismo-leninismo-maoismo è l’arma invincibile che permette al proletariato di comprendere il mondo e di cambiarlo attraverso la rivoluzione. È un’ideologia scientifica, viva e di applicazione e universale, che si sviluppa costantemente e si arricchisce sempre più mediante la sua applicazione nel fare la rivoluzione, così come mediante l’avanzamento della conoscenza umana in generale. Il marxismo-leninismo-maoismo è nemico di ogni forma di revisionismo e dogmatismo. È onnipotente perché è vero” – dal documento del 1993 del MRI “Lunga vita al marxismo-leninismo-maoismo”.

Karl Marx – Marxismo

Karl Marx sviluppò la filosofia materialista dialettica come metodo e prospettiva insieme al suo stretto collaboratore Frederick Engels. Applicarono il metodo dialettico per conoscere le leggi del movimento dello sviluppo sociale. Questo è il materialismo dialettico. Marx portò alla luce le leggi del movimento del capitalismo incluse le sue contraddizioni di classe e l’origine dello sfruttamento, teorizzò il plusvalore come base dello sfruttamento capitalista e sviluppò la teoria dell’economia politica. Sviluppò il socialismo scientifico basandosi sulla teoria della lotta di classe. Formulò i principi che dirigono la strategia e la tattica della lotta di classe proletaria. Disse: “I filosofi finora hanno solo interpretato il mondo, in vari modi; il punto è cambiarlo”.

Marx sintetizzò la conoscenza che l’umanità ha acquisito durante secoli. Principalmente basandosi sulle questioni razionali della filosofia classica tedesca, l’economia politica classica inglese, la teoria della lotta di classe rivoluzionaria francese e le teorie socialiste. Marx inventò la concezione materialista dialettica in relazione con la storia. Definì l'essenza umana come l'entità delle relazioni sociali.

Nel suo famoso testo Il Capitale spiegò la teoria del valore del lavoro. Basandosi sulla legge della contraddizione, Marx scoprì la contraddizione fondamentale del capitalismo. Spiegò le crisi capitaliste come altra manifestazione della contraddizione fondamentale del capitalismo. Marx ed Engels definirono che il proletariato emergeva come la classe sociale rivoluzionaria per eccellenza e la forza motrice dello sviluppo sociale. Nel processo di liberazione dalla schiavitù salariata, il proletariato libererà tutta la società da ogni tipo di sfruttamento e oppressione di classe e avanzerà verso una società senza classi. Definirono che per questo è necessario costruire una propria organizzazione avanzata, vale a dire il partito proletario, e lavorarono per questo.

Affermarono che la contraddizione tra le forze produttive e i rapporti di produzione nella società di classe si riflette come una contraddizione di classe e che la storia della società è quella delle lotte di classe.

Il marxismo è nato in tempi di grandi cambiamenti nella storia dell’umanità e quando alcuni Stati capitalisti occidentali stavano stabilendo la loro egemonia nel mondo.

Marx ed Engels svolsero un ruolo importante nella formazione dei partiti comunisti e della prima Internazionale e nel loro orientamento. Affermarono: “Lavoratori di tutto il mondo unitevi!” e dettero una prospettiva internazionale e una solidarietà di compagni ai lavoratori di vari paesi.

Marx ed Engels spiegarono come lo Stato nasce, si sviluppa e muore nel processo di sviluppo della società umana dalla società schiavista fino al comunismo. Marx ed Engels sconfissero tutte le teorie socialiste utopiche piccolo-borghesi e stabilirono fermamente i principi del socialismo scientifico. Il metodo marxista fu riconosciuto per comprendere e sviluppare quasi tutte le scienze, a partire dalla scienza ordinaria fino alla strategia e alla tattica rivoluzionaria.

La prospettiva rivoluzionaria, la teoria politica e il metodo dialettico sviluppati da Marx rappresentano il primo grande salto nello sviluppo dell'ideologia scientifica proletaria.

V.I. Lenin: leninismo

Lenin ereditò gli insegnamenti rivoluzionari di Marx ed Engels tra le fiamme della rivoluzione socialista nelle condizioni storiche dell’era dell’imperialismo. Preservò fermamente questi insegnamenti. Il leninismo è il marxismo in rapporto all’era dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie. Il compagno Lenin ha dato un grande contributo all’arricchimento delle tre componenti del marxismo. Ha sviluppato ad un livello molto più alto la comprensione del partito proletario, della violenza rivoluzionaria, dello Stato, della dittatura del proletariato, dell’imperialismo, della questione contadina, della questione femminile, della questione della nazionalità, della guerra mondiale e delle tattiche proletarie di lotta di classe.

La teoria del materialismo sviluppata da Lenin e la sua definizione della materia ha rafforzato ulteriormente le basi del materialismo filosofico marxista. La magnifica analisi dell'imperialismo di Lenin è una grande apporto al marxismo. Ha spiegato scientificamente la trasformazione del capitalismo dalla sua fase capitalista pre-monopolista alla fase del monopolio e come questo stadio superiore del capitalismo conduce a guerre e rivoluzioni. Ha sottolineato che la guerra imperialista è la continuazione della politica imperialista, lo stadio più alto e ultimo del capitalismo. Per questo, ha detto: è l’alba della rivoluzione proletaria.

Un altro grande apporto del compagno Lenin è stata l’enfasi che il proletariato deve distruggere definitivamente la macchina statale borghese e instaurare al suo posto la dittatura proletaria.

Dato che il capitalismo si sviluppa in modo disomogeneo nei vari paesi, il socialismo si realizza prima nell’anello debole della catena imperialista in uno o alcuni paesi. I paesi capitalisti esisteranno ancora. Questi aiuteranno gli imperialisti ad agire contro i nuovi Stati socialisti. Gli stati socialisti devono essere preservati e lavorare per la rivoluzione socialista mondiale. Pertanto la lotta sarà prolungata. Il compagno Lenin definì questo orientamento.

In quanto all'organizzazione del partito ha detto ciò che segue. Il partito deve avere una rete di membri molto ampia e un nucleo di rivoluzionari professionali. Un simile partito politico deve assolutamente fondersi con le masse e prestare grande importanza all'iniziativa creativa delle masse nella costruzione della storia.

La comprensione leninista della questione della nazionalità è una tappa qualitativamente superiore. Il compagno Lenin ha spiegato che tutte le nazioni hanno il diritto alla completa uguaglianza, il diritto all'autodeterminazione incluso quello della secessione e, infine, a stabilire una federazione di tutte le nazioni. Ha spiegato come la questione nazionale e coloniale sia parte integrante della questione generale della rivoluzione proletaria mondiale. Secondo la tesi nazionale e coloniale del compagno Lenin, i movimenti rivoluzionari proletari e le colonie dei paesi capitalisti devono allearsi con i movimenti di liberazione nazionale. Questa alleanza può distruggere le colonie e anche l’alleanza delle forze reazionarie imperialiste, feudali e borghesi compradore nei paesi dipendenti. Pertanto, in ultima istanza, inevitabilmente porrà fine al sistema imperialista in tutto il mondo.

Il compagno Lenin formò la Terza Internazionale subito dopo la fine della guerra. La trasformò in una poderosa arma del proletariato internazionale nella lotta contro l’imperialismo.

Mentre il marxismo è la teoria dell’era in cui il capitalismo si è sviluppato in modo relativamente pacifico, il leninismo è la teoria legata all’era dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie.

Il compagno Stalin, stretto collaboratore di Lenin, applicò, preservò e sviluppò creativamente il marxismo-leninismo. ha diretto il Movimento Comunista Internazionale per tre decadi dopo la morte del compagno Lenin. Ha svolto un ruolo magnifico nella vittoria ottenuta sul fascismo di Hitler durante la seconda guerra mondiale.

Stalin preservò e sviluppò il marxismo-leninismo nella lotta contro i nemici del leninismo come i trotskysti, gli zinovievisti, i bukhariniani e altri agenti borghesi e contro varie forme di opportunismo. Ha dato un contributo duraturo al Movimento Comunista Internazionale attraverso i suoi vari scritti teorici.

Mao-Maoismo

Il compagno Mao ha combinato la rivoluzione cinese e la rivoluzione proletaria internazionale con la verità universale del marxismo-leninismo. Ha ereditato, preservato e sviluppato il marxismo-leninismo. Ha portato il marxismo-leninismo ad uno stadio nuovo e superiore nei settori della filosofia, dell'economia politica, della scienza militare e del socialismo scientifico. Il compagno Mao ha sviluppato ulteriormente la strategia-tattica marxista-leninista. Ha sviluppato il concetto di Guerra popolare di lunga durata nel processo di 28 anni di lotta rivoluzionaria nella Cina coloniale, semicoloniale e semifeudale e con l’esperienza della Cina in una condizione totalmente diversa da quella dell’Europa capitalista. La teoria della Nuova Democrazia è un chiaro apporto all’arsenale del marxismo-leninismo.

La rivoluzione cinese trionfò nel 1949. Più tardi, nel processo di lotta mondiale contro il revisionismo di Krusciov e il revisionismo moderno, dette alcuni apporti importanti al marxismo. Questa lotta teorica divenne nota come “Grande Dibattito” nel Movimento Comunista Internazionale. Da allora ha apportato integrazioni all'arsenale del marxismo-leninismo. Ha avviato e guidato la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria (GPCR) che ha scosso il mondo. La Rivoluzione Culturale segna una svolta storica nel Movimento Comunista Internazionale. Durante questo periodo sviluppò la teoria di continuare la rivoluzione nella dittatura del proletariato con l'obiettivo di impedire la restaurazione capitalista in un paese socialista, di rafforzare il sistema socialista e la dittatura proletaria e avanzare verso il comunismo in tutto il mondo.

In generale, il compagno Mao ha portato la scienza del marxismo-leninismo al suo terza, qualitativamente nuova tappa.

Mao ha reso preziosi servizi nello sviluppo del materialismo dialettico, della filosofia proletaria, compresa la teoria della conoscenza. Ha sviluppato il principio di contraddizione e ha apportato un salto concettuale. Ha suggerito che il principio di contraddizione, l'unità e la lotta degli opposti è la regola fondamentale del movimento che controlla la società, compresa la natura e i pensieri degli esseri umani. Ha detto: “…Il socialismo scientifico, la filosofia e l’economia politica sono le tre componenti fondamentali del marxismo. La lotta di classe è la base delle scienze sociali…”. Ha sviluppato anche una comprensione dialettica delle forze di produzione, dei rapporti di produzione, tra teoria e pratica, tra base economica e sovrastruttura, tra materia e coscienza e altri fenomeni. I concetti di “Servire il popolo” e “Linea di massa” sono le componenti principali in rapporto alla comprensione nella pratica dell’intera opera di Mao. La Grande Rivoluzione Culturale Proletaria avvenuta per plasmare il partito e l'intera società per lottare contro i valori feudali e borghesi e prendere di mira i centri borghesi all'interno del partito, ha arricchito questo metodo di indagine.

Fece un'analisi critica approfondita dell'economia sovietica, traendo lezioni dalle esperienze positive e negative della costruzione socialista nella Russia sovietica e analizzò le specifiche regole del movimento che reggono la costruzione socialista. Ha affermato che si deve mantenere il giusto equilibrio tra la crescita delle forze produttive e il corrispondente cambiamento nei rapporti di produzione, attraverso il tema “Camminare su due gambe”. Dedusse che la sovrastruttura e la coscienza possono cambiare la base e che la politica deve stare al posto di comando in tutti i settori per sviluppare coerentemente i rapporti di produzione. Un altro grande apporto di Mao è che il capitale burocratico è intrecciato con l’imperialismo e il feudalesimo e possiede un carattere compradore.

Mao non solo sviluppò il concetto leninista di “rivoluzione in due fasi” nel campo del socialismo scientifico, ma anche i principi della trasformazione socialista. La nuova democrazia prese di mira non solo il sistema feudale ma anche l’imperialismo. Affermò che i compiti democratici borghesi potranno essere portati a termine nella fase attuale solo sotto la direzione del proletariato come parte della Rivoluzione Socialista Mondiale. Per la prima volta Mao stabilì il concetto di Stato con trasformazione socialista, costituito dalla dittatura democratica popolare di quattro classi come prima tappa della trasformazione vero la dittatura proletaria. Successivamente Mao stabilì anche le basi teoriche, politiche, culturali ed economiche per la trasformazione dalla fase rivoluzionaria democratica alla fase socialista. Mao spiegò in maniera approfondita la concezione rivoluzionaria su come sviluppare il socialismo dalla sua fase primaria a quella superiore, il comunismo.

In quanto alla tattica proletaria, aggiunse la “Guerra popolare prolungata” all’arsenale della rivoluzione. Questo è un contributo vitale alla strategia e alla tattica rivoluzionaria. È qualitativamente nuovo.

Non solo sviluppò ulteriormente la concezione leninista del partito proletario e costruì un nuovo tipo di partito sulla base del centralismo democratico, ma anche costruì un nuovo tipo di partito che può assumere la critica-autocritica, la campagna di rettifica e può svilupparsi attraverso la lotta tra le due linee. Ha sviluppato una teoria integrale relativa al Fronte Unito e ai suoi principi. Mao ha consegnato la teoria militare al proletariato internazionale. Ha portato la teoria e la pratica della rivoluzione a uno livello nuovo e superiore con il concetto di guerra popolare. Ha dimostrato che possiamo affrontare efficacemente una forza forte con le leggi della guerra guerriglia come “ritirarsi quando il nemico attacca, avanzare quando il nemico è stanco, inseguire il nemico nella sua ritirata”.

Sia che la rivoluzione prenda la via della lotta di lunga durata o dell’insurrezione generale, i concetti fondamentali della guerra popolare si applicano in tutto il mondo. Conquistare il potere con la forza armata e distruggere la macchina statale esistente è il compito centrale di ogni rivoluzione. Tutta la pratica deve essere posta al centro della lotta armata, altrimenti deve accelerare le azioni preparatorie per l’insurrezione generale. Anche oggi, la guerra popolare è il metodo più completo per sconfiggere il nemico. La guerra popolare si è sviluppata in un principio universale per i paesi coloniali, semi coloniali e semi feudali, a partire dalla pratica rivoluzionaria concreta della rivoluzione cinese. Questo è il principio della guerra scientificamente sviluppato nelle mani del proletariato per eliminare l'imperialismo, il feudalesimo e la borghesia. Questa è l'arma principale nella guerra contro l’imperialismo in tutto il mondo.

Altra nuova teoria sviluppata da Mao è che il Partito, l’Esercito e il Fronte Unito sono le “tre magnifiche armi”. Ha detto: “la nostra esperienza di 18 anni dimostra che il Fronte Unito e la lotta armata sono due armi fondamentali per sconfiggere il nemico. Il Fronte Unito è continuazione della lotta armata. Il Partito è un audace guerriero che impugna queste due armi del Fronte Unito e della lotta armata e distrugge le basi nemiche. E' così che queste tre armi sono reciprocamente correlati”. Il Centralismo Democratico è un contributo significativo in relazione alla teoria delle leggi di costruzione del partito proletario.

Mao ha spiegato la comprensione della questione della donna, dell’arte e della cultura, dell’imperialismo e della questione nazionale. La lotta teorica condotta dal Partito Comunista Cinese sotto la direzione di Mao contro il revisionismo moderno di Krusciov che si manifestò in Russia divenne nota come “Grande Dibattito”. Mao diresse la GPCR come un salto di qualità nel preservare e attuare la dittatura proletaria. Ha intrapreso la “lotta di classe nelle sovrastrutture” con lo slogan “Bombardare il quartier generale”. Ha così sviluppato questa scienza in una fase nuova, qualitativa e superiore nel processo di combinare la verità del marxismo-leninismo con la pratica concreta della rivoluzione cinese.

Dal punto di vista attuale il maoismo è particolarmente essenziale per comprendere gli "arretramenti del socialismo". E' grazie al marxismo-leninismo-maoismo che possiamo spiegare gli arretramenti della società socialista e, quindi, possiamo armarci con l'arma della necessità di "portare avanti 1000 Rivoluzioni Culturali", come la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria diretta dal compagno Mao.

Il marxismo-leninismo-maoismo come nuova, terza e superiore del marxismo

Il concetto di “marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo” non riflette l'ampiezza del marxismo-leninismo-maoismo. Questo va contro la comprensione che la teoria proletaria è un'entità indivisibile e viva e che tutto quello che finora si è ottenuto universalmente dalla pratica rivoluzionaria proletaria è implicito in questa concezione. Inoltre equivale a negare il socialismo scientifico del passato e ad applicarlo ai contributi di Mao Tse-tung. Questa è l'arma poderosa. Con quest’arma possiamo contrattaccare e sconfiggere l’ideologia di classe borghese e ogni tipo di revisionismo, compreso quello che si copre sotto il velo del maoismo.

Il marxismo è sorto come scienza della natura, della società e del processo del pensiero umano e come scienza rivoluzionaria. Nasce nel momento in cui il proletariato emerse come classe rivoluzionaria capace di plasmare il futuro della società insieme al proprio futuro. Si sviluppò verso una nuova e superiore tappa, il marxismo-leninismo. Successivamente si sviluppò ulteriormente con il marxismo-leninismo-maoismo. È un sistema filosofico completo, economia politica, socialismo scientifico e strategia e tattica per comprendere il mondo e trasformarlo attraverso la rivoluzione.

Il Nono Congresso del PCC, celebrato sotto la direzione del compagno Mao nel 1969, fornì un'analisi storica ed esauriente sul pensiero di Mao (oggi maoismo). Secondo esso, il pensiero di Mao ha ottenuto il riconoscimento dei marxisti-leninisti del mondo fin dai tempi del Grande Dibattito, ha acquisito importanza storica ed è diventato lo stadio qualitativo, nuovo e superiore nello sviluppo dell’ideologia proletaria all'epoca del Nono Congresso del PCC.

Il marxismo-leninismo-maoismo è un’entità integrale. Il maoismo è il marxismo-leninismo odierno. Negare il maoismo è negare il marxismo-leninismo. Il maoismo ha dato contributi distinti in materia di filosofia, economia politica, scienze sociali, costruzione dei partiti, rivoluzione di nuova democrazia attraverso la guerra popolare, rivoluzione socialista, organizzazione e molti altri temi come la Rivoluzione culturale proletaria.

Sconfiggere il revisionismo moderno è parte dello sviluppo del marxismo-leninismo-maoismo

Da quando il socialimperialismo sovietico ha cessato di essere una superpotenza, sono emerse le teorie neo-revisioniste di Avakian secondo cui “gli Stati Uniti sono l’unica superpotenza egemonica” e di Prachanda secondo cui “gli Stati Uniti sono uno stato imperialista globalizzato”. La teoria “ultraimperialista” di Kautsky è la base di tutte queste teorie “moderne” opportuniste. Secondo questa teoria è impossibile ottenere la vittoria sull’imperialismo. Su questa base, il partito maoista nepalese si è unito alle classi dirigenti compradore e ha tradito gravemente la rivoluzione nepalese, la guerra popolare, il movimento comunista mondiale, in particolare il movimento rivoluzionario del Sud Asia. Comprendere la teoria del marxismo-leninismo-maoismo come entità è un aspetto vitale per sconfiggere queste teorie neo revisioniste errate.

La linea di demarcazione tra marxismo e opportunismo è riconoscere che nella dittatura del proletariato la lotta di classe si estende e si sviluppa in modo più complesso. Oggi solo coloro che estendono la dittatura del proletariato alla comprensione dell'esistenza delle classi e delle contraddizioni di classe antagoniste attraverso tutto il socialismo fino ad arrivare al comunismo, l'esistenza della classe borghese nel partito, e la continuazione della rivoluzione sotto la dittatura del proletariato, sono i veri marxisti-leninisti-maoisti.

Vediamo quindi che possiamo arricchire questa scienza proletaria del marxismo-leninismo-maoismo solo nel processo della sua applicazione creativa e di sintesi a partire dalla nostra esperienza rivoluzionaria.

Situazione internazionale

A livello internazionale, le tre contraddizioni più importanti si intensificano giorno dopo giorno. La crisi economica che si estende in tutto il mondo sta spingendo i proletari e popoli oppressi verso una maggiore povertà. La ricchezza viene accumulata su larga scala nelle classi sfruttatrici. Disoccupazione, inflazione, malattie, crisi ambientale, alimentare e altre crisi simili stanno mettendo proletari e masse oppresse del mondo in difficoltà indescrivibili. I problemi fondamentali delle masse aumentano giorno per giorno. Vediamo questa situazione non solo nei paesi oppressi ma anche nei paesi capitalisti-imperialisti. L’imperialismo sta scatenando una maggiore repressione contro le masse e le nazioni oppresse in tutto il mondo nel tentativo di superare la crisi. La crisi economica mondiale acuisce tutte le contraddizioni e crea condizioni oggettivamente favorevoli per una nuova ondata di rivoluzioni. L’alternativa rivoluzionaria si presenta come una necessità immediata in un modo senza precedenti. La responsabilità di realizzarla ricade sui partiti marxisti-leninisti-maoisti.

Tra gli imperialisti crescono le contese per i mercati e per le risorse mondiali. L’esempio recente è l’attacco aggressivo di Israele alla Palestina con il sostegno dell’imperialismo statunitense. L’attacco di “Hamas”, una organizzazione di lotta per la liberazione nazionale della Palestina, alle basi militari israeliane nel territorio palestinese occupato da Israele, è una nuova svolta in questa lotta. Il reazionario Israele risponde bombardando il popolo palestinese in nome della “guerra al terrorismo”. L'appoggio alla giusta lotta di liberazione nazionale della Palestina sta ottenendo un sostegno mai visto da tutto il mondo, comprese le masse dei paesi imperialisti.

Lo sciopero dei lavoratori dell’auto, partito dagli Stati Uniti e si è esteso in Canada, rivela la crescente contraddizione tra proletariato e borghesia nei paesi capitalisti-imperialisti. Ci sono le lotte operaie in altri paesi come Germania, Gran Bretagna, ecc. le masse di Asia, Africa, America Latina lottano in diverse forme e metodi contro gli imperialisti e le classi dominanti ad essi asservite. Tutto questo mostra che le condizioni stanno diventando favorevoli alla rivoluzione.

La Russia ha iniziato una guerra di aggressione contro l’Ucraina, come risultato della contesa imperialista tra Stati Uniti, Nato sotto l’egemonia imperialista statunitense e la Russia. La guerra per procura continua da oltre 20 mesi. Le tensioni tra Usa e Cina riguardo Taiwan stanno aumentando. D’altro canto, il conflitto-collaborazione, soprattutto il conflitto, si sta intensificando tra tutti in Asia occidentale. I preparativi della guerra dei paesi imperialisti per spartirsi il mondo aumentano il pericolo di una terza guerra mondiale.

Gli Stati Uniti hanno visto indebolito il loro status di superpotenza lo svilupparsi di un “mondo multipolare”. Incapaci di accettare questa situazione, gli Stati Uniti hanno incrementato un grave conflitto con i paesi imperialisti contendenti, Russia e Cina. Nel frattempo Cina e Russia lottano per consolidare il "mondo multipolare" in nome del multilateralismo. Le pericolose strategie di USA-NATO stanno facendo aumentare le tensioni in varie parti del mondo. Questo sta intensificando la situazione che porta alla Terza Guerra Mondiale.

L’applicabilità della guerra popolare

Il principio di “prendere il potere con la forza armata e risolvere la questione mediante la guerra” si applica in diverse situazioni e in diverse forme nel mondo. Secondo la concezione del MLM, il cammino per le masse dei paesi capitalisti-imperialisti è l’insurrezione armata generale e il cammino per i popoli dei paesi semi-coloniali e semi-feudali è la guerra popolare di lunga durata (GPP). I principi descritti dal compagno Mao nella percezione della guerra popolare si applicano in entrambi questi cammini in tutto il mondo. Questi devono essere applicati. Dovuta a questa importanza universale, la lotta di classe nei paesi capitalisti-imperialisti e la guerra popolare di lunga durata nei paesi semicoloniali e semifeudali sono dialetticamente interconnesse.

Il sostegno della strategia della guerra popolare dipende assolutamente dal fatto che il popolo, che costituisce la maggioranza in qualsiasi paese, sconfigga i nemici di classe protetti da una minoranza piccola delle forze armate mercenarie governative.

Il presidente Mao ha enfatizzato la direzione del Partito comunista e la linea di massa nella guerra popolare con le parole "Se esistono il Partito e le masse si possono fare ogni tipo di miracoli". Il Partito comunista e le masse sono l'anima della Guerra popolare.

Come ha detto il compagno Lenin in Stato e rivoluzione: “La necessità di permeare sistematicamente le masse con questa e proprio questa visione della rivoluzione violenta è alla base di tutta la teoria di Marx ed Engels”. Dipendendo dalle masse, armandole per combattere il nemico, possiamo mettere in difficoltà il nemico, lavorando incessantemente nella sua stessa area. Possiamo eliminare il nemico a pezzi, centralizzando forze molto grandi nella guerra controtattica e isolando il nemico dalle masse. Se applichiamo le leggi della guerra di guerriglia stabilite da Mao di “arretrare quando il nemico avanza, attaccare quando il nemico è stanco e inseguirlo nella sua ritirata”, possiamo affrontare efficacemente una forza forte.

La Guerra popolare prolungata formulata dal compagno Mao passa attraverso tre fasi strategiche: la difensiva strategica, l'equilibrio strategico, l'offensiva strategica. Mao ha sviluppato le leggi della guerra di guerriglia, della guerra di movimento e di posizione e il rapporto tra queste, in maniera dettagliata.

Sebbene la guerra popolare sia di lunga durata, ha affermato che le azioni con decisioni rapide devono essere il principio fondamentale nelle campagne e nelle guerre. Ha sviluppato un nuovo tipo di sistema di direzione costituito dl comando strategico centralizzato e comando decentralizzato. Mao definì il suo concetto di guerra popolare, di controffensiva strategica – autodifesa, eliminazione del nemico, compiti di guerra, centralizzazione e decentralizzazione delle forze, mobilitazione politica delle masse e problemi come quelli tra ufficiali e soldati, esercito popolare e popolo. La condizione primaria è la formazione dell’Esercito Popolare come principale forma istituzionale. La guerra di guerriglia è fondamentale per una forza relativamente debole per combattere contro le forze armate governative.

La guerriglia urbana e rurale venne utilizzata e la resistenza popolare armata iniziò proprio durante la seconda guerra mondiale e nel periodo iniziale del fascismo. In tutta Europa e soprattutto in Italia, Francia e Spagna, i guerriglieri combatterono efficacemente le forze fasciste con metodi di guerriglia. Oltre ai comunisti, a questo tipo di lotta presero parte anche i patrioti. Anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, le lotte di liberazione nazionale poterono continuare con fermezza la loro lotta adottando metodi di guerriglia e basandosi sulla strategia della guerra di popolo. Essi poterono continuare le loro lotte armando il popolo e attuando tattiche di guerriglia.

Dopo la seconda guerra mondiale gli imperialisti, soprattutto quelli americani, hanno ricevuto duri colpi dalle guerre popolari in Cina, Vietnam, Corea del Nord, Cuba e Indocina. Queste guerre popolari hanno creato una paura permanente.

Negli ultimi tempi, i popoli dell’Iraq, dell’Afghanistan e di altri paesi hanno utilizzato tattiche di guerriglia nella loro lotta contro gli imperialisti statunitensi e britannici, e hanno potuto contenere costantemente gli imperialisti per decenni.

Con la crescente crisi dell’imperialismo, il fascismo sta nuovamente emergendo in tutto il mondo. Mentre da un lato crescono le cricche e i partiti fascisti, dall’altro lo Stato e i governi acquistano sempre più un carattere fascista. I meccanismi repressivi, e le reti di intelligence e metodi di alta tecnologia stanno trasformando diversi paesi in stati di polizia. Lo sciovinismo razziale, l’egemonia nazionalista, il sistema delle caste, l'integralismo religioso e altre cose simili si stanno convertendo in piattaforme per il dominio fascista.

In tali condizioni, possiamo lottare efficacemente contro i governi degli sfruttatori, che stanno facendo uso di uno stato estremamente centralizzato, di armi ultramoderne (come missili ad alta tecnologia, bombardamenti con droni), tecnologia dell’informazione (come 4G e 5G), intelligenza artificiale (AI), solo attraverso la Guerra Popolare.

Le guerre popolari condotte dai partiti maoisti in paesi come Filippine, India, Turchia e Perù stanno combattendo contro una forte macchina statale, utilizzando metodi di guerriglia per distruggerla e stanno realizzando nuove esperienze nella mobilitazione delle masse attraverso la guerra popolare.

Conclusione

In questa situazione il proletariato deve lottare unito contro le guerre imperialiste. In una situazione in cui non esiste una base socialista, se scoppia la guerra, come insegnò il grande maestro marxista Lenin nella rivoluzione russa, dobbiamo adottare la tattica di “trasformare la guerra in guerra civile”. La soluzione definitiva delle varie crisi che affronta il mondo potrà ottenersi nella società comunista.

Si stanno conducendo rivoluzioni di Nuova democrazia lungo la via della guerra popolare prolungata nei paesi semi-coloniali e semi-feudali. Ci sono guerre popolari sono in Filippine, in India, Turchia, Perù e in altri paesi simili che affrontano le campagne repressive delle classi dominanti sfruttatrici del paese con il sostegno dei loro padroni imperialisti. In altri paesi si stanno realizzando preparativi. Nelle condizioni attuali, il proletariato mondiale ha il compito di sviluppare le lotte di classe nei paesi semicoloniali, semifeudali e capitalisti-imperialisti e di rafforzare i partiti proletari.

Oggi dobbiamo affrontare l’attacco teorico dei diversi tipi di revisionisti, neorevisionisti, reazionari contro il comunismo, il MLM e i movimenti rivoluzionari. Dobbiamo contrattaccare con comprensione maoista le teorie opportuniste e i diversi tipi di teorie liquidazioniste piccolo-borghesi di falsi rivoluzionari che contaminano le menti delle masse, con l’obiettivo di distoglierle dalla guerra, dal cammino della rivoluzione e dalla liquidazione teorica del capitalismo-imperialismo. Dobbiamo costruire partiti bolscevichi decisi, capaci di costruire un esercito proletario, una guerra di classe, una guerra rivoluzionaria, una guerra popolare prolungata e un fronte unico rivoluzionario. Dobbiamo far avanzare con successo i movimenti rivoluzionari.

Per adempiere a questi compiti, per liberare il popolo dall'imperialismo, da tutte le classi reazionarie e da ogni repressione e oppressione, per costruire un mondo nuovo, il socialismo-comunismo, riaffermiamo la teoria di Mao Tse-tung sulla guerra popolare come arma principale che continua da molto tempo.

Questo sarà il vero omaggio che possiamo rendere al compagno Mao.

Mao ha detto: “…i popoli di vari paesi stanno conducendo guerre rivoluzionarie per sconfiggere gli aggressori. Il pericolo di una nuova guerra mondiale tuttavia esiste e i popoli di tutti i paesi devono prepararsi. Ma la rivoluzione è la tendenza principale nel mondo d'oggi” – in “Popoli del mondo, unitevi e sconfiggete gli aggressori statunitensi e tutti i loro lacchè”, 23 maggio 1970.

Viva l'internazionalismo proletario!

Viva la Rivoluzione Socialista Mondiale!

Viva l'unità dei partiti e delle organizzazioni rivoluzionarie proletarie dei diversi paesi!

Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

 

Partito Comunista dell’India (maoista)

Partito Comunista (Maoista) dell’Afghanistan

Partito Comunista di Turchia – Marxista Leninista (TKP-ML)

Unione Operaia Comunista (mlm) Colombia

Comitato di Costruzione del Partito Comunista Maoista – Galizia

Partito Comunista maoista - Italia

Partito Proletario del Bangladesh (PBSP/Bangladesh)

Partito Comunista Rivoluzionario del Nepal


*il CCPCMG firma questa Dichiarazione in accordo con la maggior parte del suo contenuto, ma difendendo la universalità della Guerra Popolare Prolungata

*Il PC maoísta - Italia considera che gli insegnamenti di Mao Tse-tung sulla Guerra Popolare Prolungata siano universali, anche se debbono applicarsi in forma specifica e differente nei paesi capitalisti-imperialisti e nei paesi oppressi dall’imperialismo

* Il PBSP/Bangladesh firma con riserva

Altri Partiti e Organizzazioni mlm possono firmare questa Dichiarazione Congiunta

csgpindia@gmail.com