Il governo della Regione Siciliana (Fratelli d’Italia, Lega,
Forza Italia) con a capo Schifani è responsabile di uno dei peggiori disastri
che tocca la regione da decenni, e cioè la siccità, la mancanza di acqua sia potabile
che per l’agricoltura e l’allevamento. Oramai quasi tutte le province sono allo
stremo: Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani, Ragusa… colpite le città,
ma anche le campagne dove stanno andando in rovina le coltivazioni di ogni tipo
e dove è in pericolo il bestiame che viene venduto o abbattuto. Siamo arrivati
al razionamento dell'acqua potabile tra 10% e il 45% in molti
comuni, toccando complessivamente oltre un milione di persone.
Le cause della siccità vengono da lontano e sono conosciute
da tutti da tempo: i cambiamenti climatici, con la conseguente
“tropicalizzazione” della regione: piove di meno in generale e la pioggia si
concentra in particolari momenti dell’anno e si scarica in maniera molto forte
tanto da causare a sua
La Russa sul cronista picchiato da CasaPound: «Si sarebbe dovuto
identificare»
Metropolis - Caso Joly, Malaguti risponde a La Russa: "Parole
vergognose, se il giornalista si fosse dichiarato gliene avrebbero
date di più?"
Andrea Malaguti
Il
presidente del Senato Ignazio La Russa alla
Cerimonia
del Ventagliocondanna l'aggressione del giornalista
de LaStampa Andrea
Joly, ma rimarca: "Non si è fatto riconoscere
e non era lì per caso...". Il direttore della Stampa
Andrea
Malaguti a stretto giro risponde dallo studio di
Metropolis: "Quello che dice la seconda carica dello
Stato non è irricevibile, è oltre l'imbarazzo".
E ancora: "Se Joly avesse detto sono un giornalista
gliene avrebbero date di più? Lì c'era un giovane
uomo per strada davanti a 100 persone, fumogeni, inni
mussoliniani e volevano la privacy?" Conclusione: "Difendo
un principio minimo di civilità. Seguendo il ragionamento di La
Russa da domani la gente esce per strada con le mazze da baseball e
si fa giustizia da sola"
La linea La Russa sul pestaggio di Joly: “I cronisti evitino
incursioni”. E scoppia la polemica
di Concetto Vecchio
e su Berizzi: “Non giocherebbe a calcio con i fascisti? Neanche
io con lui, siamo pari”
'Abbiamo
perso sangue, la nostra non è più una protesta per le quote ma per
cacciare Hasina. Denunciamo gli omicidi mirati degli oppositori al governo, dei
dirigenti del movimento degli studenti, assassinati nelle strade, prelevati di notte casa per casa con i cadaveri fatti sparire, migliaia arrestati'.
Nuova protesta
della comunità del Bangladesh a Bergamo, con più emozioni nelle voci e più movimentata rispetto a sabato, che si è ritrovata nel
piazzale davanti al Comune con gli studenti e contro la feroce repressione del regime di
Hasina, dei militari che hanno sparato sugli studenti in lotta,
ripartita a luglio per l’abolizione del sistema delle quote.
Abbiamo
portato la nostra solidarietà internazionalista esprimendo la nostra
partecipazione con un cartello per la fine del regime e per l’unità
degli studenti e delle operaie/i nella rivolta, cartello diventato
subito parte della manifestazione, nelle mani e nei piedi dei
manifestanti che ad un certo punto hanno cominciato ad usare l’effige di Hasina come
bersagli per le loro scarpe, sostenendo con gli slogan l’odio
contro la dittatrice che ‘doveva essere buttata giù’.
Una
protesta che ha alzato la bandiera degli studenti di Dacca: abbiamo
perso sangue, la nostra non è più una protesta per le quote ma per
cacciare Hasina. La morte di Abu Saied il primo studente ucciso a
freddo con tre spari dalla polizia ha scosso tantissimo gli
studenti. Ora il governo davanti alla potenza delle proteste propone
un accordo? Perché non ci ha pensato prima? Dopo la brutale
repressione non ha più senso un accordo. Chi pagherà per tutte
queste vite? È una farsa quella del governo, poi cosa succederà? E
l’opinione comune tra i manifestanti, pur nelle difficoltà della
censura verso l’informazione e le comunicazioni con lo stop a
internet e alle telefonate, che la notizia riportata dalla BBC e
ripresa da altre fonti, a proposito di una tregua di 48 ore nelle
lotte degli studenti, non sia veritiera, ma di parte governativa e
sostenuta dai gruppi di studenti dell’ala studentesca della Lega
awami, il partito della prima ministra Sheik Hasina, già entrati
negli scontri dalla parte della polizia con spranghe di ferro e altre
armi contro i settori in rivolta.
Una
tregua che non ci può essere senza la giustizia della fine della
dittatura di Hasina, detto con fermezza negli slogan e dalle voci dei manifestanti, guardando alle lotte delle operaie tessili, 'che hanno un piano comune, che sono contro il governo...'
Poco
prima di spegnere internet è stato dichiarato il coprifuoco, i
militari sono nelle strade con i carri armati. In una telefonata
difficoltosa e drammatica, nella notte di sabato, una giovane
studentessa da un parente ha avuto la descrizione di una situazione
devastante, con uccisioni sul posto:
Nicola Cocco, infettivologo e membro della rete Mai più Lager – No ai Cpr ha fatto accesso alla struttura di via Corelli a metà luglio. I 46 trattenuti vivono in condizioni insalubri. Intanto, la gara indetta dalla prefettura di Milano per la nuova gestione è in stallo. E il Gip ha prorogato fino a settembre l’amministrazione giudiziaria del centro posto sotto sequestro a fine 2023
Circa 45 gradi percepiti nelle stanze, nessun sistema di ventilazione e l’impossibilità di fare docce fredde per un guasto tecnico. Sono le condizioni in cui vivono i 46 reclusi all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di via Corelli a Milano sotto amministrazione giudiziaria dopo l’inchiesta della Procura.
“Un film dell’orrore”, come lo descrive il dottor Nicola Cocco della rete Mai più lager – No ai Cpr... Termometro alla mano, Cocco ha misurato la temperatura presente nei moduli abitativi registrando 35 gradi, due in più dell’esterno, con un’umidità del 60% per una temperatura percepita di 45 gradi. Una situazione resa ancor più grave dalla mancanza, come detto, di un sistema di arieggiamento che fa sì che questa temperatura sia costante per tutto il giorno. Inoltre, le lenzuola fornite per coprire i
Ciao, c'è ben poco da aggiungere a quanto egregiamente scritto
dall'avvocatessa Ricci. Posso riferire un episodio significativo
delle prove in atto di applicazione anticipata del ddl 1660. L'11
luglio una nuova e promettente realtà giovanile a Como ha
organizzato una manifestazione di solidarietà ai tre palestinesi
arrestati in Italia e in genere alla Palestina. Il questore non è
abituato a manifestazioni organizzate da ambiti non istituzionali e
ha posto una serie di prescrizioni senza accorgersi di sfociare nel
ridicolo. Esempi: obbligo di usare solo la lingua italiana, divieto
di frasi ingiuriose nei confronti di politici, divieto di bandiere e
striscioni etc. È stato confortante per me vedere questi
giovanissimi ignorare tutte le prescrizioni e sbeffeggiarle dinanzi
ai poliziotti. Cartelli, striscioni, bandiere, slogan in arabo e
inglese, considerazioni non propriamente di apprezzamento contro
Netanyahu e i suoi complici nel genocidio.
Buon lavoro all'amico
Losco e tanta solidarietà a Sebastiano.
Avv. Ugo Giannangeli
L'APPELLO DELLO SLAI COBAS SC AGLI AVVOCATI
"E' in atto un grave atto repressivo - Foglio di via da Milano - che questa volta colpisce un operaio della Tenaris Dalmine di Bergamo, responsabile della nostra O.S. Slai cobas per il sindacato di classe.
Stiamo facendo una campagna nazionale contro questo provvedimento che verrà impugnato davanti al Tar della Lombardia dall'Avv. Losco di Milano, legale anche di Ilaria Salis.
Chiediamo a voi avvocati, operatori della giustizia, dei messaggi di solidarietà, prese di posizioni verso questo tentativo del governo/ministro degli Interni di criminalizzare anche il dissenso, pure con aperte violazioni dei principi costituzionali.
Questi Vs messaggi sono importanti per porre una diga ad un clima nazionale sempre più pesante e pensiamo potranno essere utili anche per l'esito del ricorso al Tar. Li potete inviare al nostro indirizzo e mail slaicobasta@gmail.com o a WA 3519575628
Vi inviamo una prima presa di posizione da Taranto dell'avvocata Antonietta Ricci, parte dei legali che difendono parti civili organizzate dallo Slai cobas Taranto nel processo "Ambiente svenduto"
Vi ringraziamo. Calderazzi Margherita - Slai cobas per il sindacato di classe
DALL'AVVOCATA ANTONIETTA RICCI DI TARANTO
Solidarietà a Sebastiano Lamera - Una nuova minaccia allo stato di diritto. No al nuovo “ddl sicurezza”
Il Partito Comunista
maoista Italia esprime solidarietà ai compagni tunisini condannati
venerdì 12 luglio a 6 mesi di reclusione e ad un'ammenda di 5.000
dinari tunisini (1.600 € circa).
Mohamed, Bilel, Saddam e
Anis sono stati condannati dal regime tunisino di Saied per essere
attivi nella Campagna per il Boicottaggio di Carrefour e per
sostenere la causa palestinese, infatti i compagni, tramite una
pagina facebook, avevano denunciato la filiale tunisina della Ekoled
Ades diretta da Uzan Menchi di far affari con lo Stato sionista di
israele ed il suo esercito. Nonostante il regime di
Saied sostenga formalmente il diritto all'autodeterminazione del
popolo palestinese, non solo non prende provvedimenti concreti a suo
sostegno e per i palestinesi presenti in Tunisia, ma reprime i
militanti filo-palestinesi! Inoltre la Tunisia
conferma il suo allineamento con i paesi imperialisti che sostengono
il regime sionista (USA, Regno Unito, Germania, Francia e Italia),
continuando a stringere accordi di cooperazione economici e militari.
Libertà per Mohamed,
Bilel, Saddam e Anis!
Viva il movimento a
sostegno della Resistenza Palestinese che si sviluppa su scala
internazionale! Viva l'internazionalismo
proletario tra la classe operaia e i popoli dei Paesi imperialisti e
dei Paesi oppressi dall'imperialismo! Morte allo stato
nazi-sionista di israele, all'imperialismo e ai regimi arabi
reazionari ad esso subalterni!
Partito Comunista maoista, Italia
16/07/2024
يعرب
الحزب الشيوعي الماوي الإيطالي عن تضامنه مع الرفاق التونسيين الذين حكم
عليهم يوم الجمعة 12 يوليو بالسجن لمدة 6 أشهر وغرامة قدرها 5000 دينار
تونسي (حوالي 1600 يورو).
تم إدانة محمد وبلال
وصدام وأنيس من قبل النظام التونسي لسعيد لنشاطهم في حملة مقاطعة كارفور
ودعمهم للقضية الفلسطينية، في الواقع، كان الرفاق قد استنكروا، عبر صفحة
فيسبوك، الفرع التونسي لـ Ekoled Ades من قبل أوزان منشي إلى التعامل مع
دولة إسرائيل الصهيونية وجيشها.
وعلى الرغم من أن
نظام سعيد يدعم رسميًا حق الشعب الفلسطيني في تقرير المصير، إلا أنه لا لا
يتخذ إجراءات ملموسة لدعم نفسه والفلسطينيين الموجودين في تونس فحسب، بل
يقوم أيضًا بقمع المناضلين المؤيدين للفلسطينيين!
علاوة
على ذلك، تؤكد تونس اصطفافها مع الدول الإمبريالية الداعمة للكيان
الصهيوني (الولايات المتحدة الأمريكية والمملكة المتحدة وألمانيا وفرنسا
وإيطاليا)، والتي تواصل الدخول في اتفاقيات تعاون اقتصادي وعسكري.
الحرية لمحمد وبلال وصدام وأنيس!
عاشت حركة دعم المقاومة الفلسطينية التي تتطور على المستوى الدولي!
عاشت الأممية البروليتارية بين الطبقة العاملة وشعوب البلدان الإمبريالية والبلدان المضطهدة من قبل الإمبريالية!
الموت لدولة إسرائيل النازية الصهيونية والإمبريالية والأنظمة العربية الرجعية التابعة لها!
La nomina a inviato per il Fianco sud - di fatto per l’Africa
- della Nato era un obbiettivo da raggiungere molto sentito dal governo fascio-imperialista della Meloni
e dal suo ministro per la guerra Crosetto,
Quindi niente, fino a questo momento, a livello europeo e
niente a livello di Nato: è per questo che Crosetto si è talmente arrabbiato per
la figuraccia subita che ha scritto una lettera a Stoltenberg e concesso una
intervista alla Stampa per far sapere a tutti, e a chi verrà dopo di lui, l’olandese
Rutte, che “è infuriato” e che “ci saranno conseguenze sul piano dei rapporti personali.”
Frase che sembra anche una minaccia, ma che sembra non abbia minimamente
toccato i destinatari!
E per far apparire il guerrafondaio Stoltenberg proprio un
brutto tipo Crosetto, il guerrafondaio, insiste nel dire che “È lui l’unico
responsabile, lui ha scelto la persona per quel ruolo, basandosi su criteri
Nel disegno di legge 1532 bis, intitolato “Disposizioni in materia di lavoro”,
presentato da ben otto ministri del governo Meloni, guidati dalla
ministra del lavoro Calderone, è contenuta una norma sfacciatamente a
sostegno dei padroni. È l’articolo 9 che considera dimissioni volontarie
del lavoratore l’assenza ingiustificata di più cinque giorni e che, pur
senza che il lavoratore abbia manifestato alcuna volontà esplicita di
lasciare il lavoro, consentirà di chiudere il rapporto di lavoro senza
corresponsione della Naspi al novello disoccupato.
Per chi vive di lavoro precario e saltuario questa norma, se sarà
approvata, rappresenterà un altro colpo alla possibilità di difendersi e
metterà i padroni in una condizione di ulteriore vantaggio.
288 giorni di genocidio, oltre 38000 morti, almeno 10.000 le donne
uccise dal 7 ottobre, 90000 feriti, 2 milioni di sfollati. E nel 40°
sabato a Milano, con il popolo palestinese e la sua legittima
resistenza, con rabbia e decisione almeno un migliaio nel corteo da
piazzale Loreto alla Stazione Centrale per tenere viva la denuncia
contro i crimini nazi sionisti, il genocidio, la crudeltà e la
vigliaccheria delle truppe di occupazione israeliane, l’imperialismo
mandante e protettore, e accesa la solidarietà e il sostegno alla
resistenza, la lotta contro la repressione nel nostro paese, anche con un appello a non mollare l’importante piazza
antisionista di Milano, a tenere alta l’attenzione, collaborare a
far circolare le iniziative ‘anche in questo periodo di ferie’, a
partire dal prossimo 27 luglio.
E dal palco
organizzato sul camioncino gli interventi hanno toccato per forza la
sentenza della Corte Internazionale dell’Aja, che aggiunge una
conferma allo stato di occupante le terre dei palestinesi per
Israele, ma per puntare il dito verso lo stato di Israele illegale
dalla sua nascita, come tutta l’occupazione dal 1948, non solo per
le terre della Cisgiordania. Due popoli due stati? Non vogliamo pace
con i criminali assassini prima di aver ottenuto giustizia, non solo
per i 38.000 morti, ma per tutte le persone uccise in 76 anni di
occupazione continua...Il 7 ottobre è solo
una conseguenza di questo, dovete capire quello che è successo al
popolo palestinese, smettetela di piangere, dovete aiutare il popolo
palestinese, viva la resistenza.
E' stata portata l'accusa per il sosteno
dato ai terroristi israeliani da molte associazioni, organizzazioni internazionali e istituzioni, nella raccolta di soldi per finanziare
i coloni che sono illegali. Mentre le associazioni palestinesi che
operano per dare un sostegno alla popolazione, ai bambini, alle
vedove, sono perseguitate delle poste e dalle banche, dalle
istituzioni che bloccano i conti.
E' stata salutata la
resistenza che non arretra, i combattenti
yemeniti, libanesi, iracheni. L’imperialismo americano dopo il 7
ott è nel pantano, e nel nostro paese dobbiamo lavorare perché
cresca la spinta delle masse, degli operai, contro le istituzioni
complici, contro il governo italiano, che ancora nei giorni scorsi ha
incontrato il ministro del commercio israeliano per nuovi accordi.
E ribadito: la fine dell’occupazione vuol dire diritto al ritorno e
autodeterminazione, vuol dire fare i conti con Israele fondato sui
massacri, e sulle galere. Sono più di 20000 i prigionieri
palestinesi, tra parlamentari, intellettuali, medici, accademici,
universitari, lavoratori, donne e bambini nelle carceri israeliane
trattati con sadismo e torture atrocità che ci dicono che i
sionisti, disumani e vigliacchi criminali stanno superando i nazisti.
Ed è stata portata
anche la denuncia che quella che si sta combattendo è anche una
guerra tra una parte venduta agli israeliani e quella parte che
resiste e combatte e a volte vince. Perché anche in
Cisgiordania succedono fatti molto gravi. Quella che si fa chiamare
polizia palestinese, pochi giorni fa ha ucciso un uomo che stava
consegnando delle lettere, durante un tentativo di arresto di alcuni
membri della resistenza. Grazie al popolo l’operazione è fallita e
sono entrati in un villaggio sicuro. I palestinesi hanno
dalla loro parte i popoli, i governi sono schierati con Israele,
anche quello italiano che sta detenendo Anan Ali e Mansuor perché è
fascista e sostiene gli israeliani.
E nel 20 luglio è
stato ricordato l’assassinio di Carlo Giuliani, in quel 20 luglio
2001 del G8 di Genova, dove ancora le bandiere palestinesi hanno sventolato nelle tre grandi giornate anitimperialiste, contro la
globalizzazione, che con il sionismo sono il cancro della terra. Assassinato dalla
mano di un carabiniere, al comando dei fascisti che oggi sono
arrivati al governo, e forte si fa sente la repressione, come verso i
compagni di Napoli, 18 denunce e 4 obblighi di firma caricati.
Repressione che oggi ha al centro la lotta per la Palestina, ma per
li governo fascista della Meloni è programma contro le opposizioni e
le lotte. Repressione che chiede la solidarietà per tutti i compagni
colpiti, la denuncia per tutti i fatti, e risposte con campagne di
sostegno legale e di mobilitazione. Con questo spirito
nel nostro intervento (video sotto) abbiamo letto un passo dell'appello di
Sebastiano contro la repressione, colpito da un foglio di via da Milano per le
contestazioni del 25 aprile 24 in piazza del Duomo.
Sono
pericoloso perché sono un sindacalista che fa un tipo di attività
sindacale che non è conforme a quella che viene fatta dai sindacati
confederali. Sono pericoloso perché partecipo alle manifestazioni
pro Palestina e quindi in qualche modo mi discosto da l'opinione
comune sulla questione Israeliana Palestinese, etc... Ecco, questo è
la pericolosità sociale, non è una reale pericolosità sociale, è
appartenenza a categorie che in qualche modo danno fastidio perché
cercano di opporsi allo stato di cose.
Scrivevamo al tempo dello scoppio e della prima fase della pandemia da Covid a proposito della condizione delle donne "... stare chiuse dentro casa significa anche esasperare e amplificare le situazioni in cui le donne sono costrette a vivere 24 ore su 24 con mariti, partner violenti. In queste settimane, sono decine i femminicidi, le varie forme di violenza sessuale, maltrattamenti incentivati dalla convivenza forzata, non ultima la ragazza uccisa a Messina dal suo compagno. Per le donne, che dalle stesse statistiche risultano più forti, meno contagiate dal coronavirus, la morte viene più stando chiuse in casa col proprio assassino che dal coronavirus. E la tragica beffa viene dallo stesso Stato, come è successo a Taranto, in cui un giudice ha mandato ai domiciliari un marito che aveva tentato di uccidere la moglie..."
Uno Stato che con tutti i suoi apparati continua a legittimare/giustificare di fatto gli odiosi femminicidi di uomini che uccidono le donne perchè le considerano una loro proprietà di cui farne quello che vogliono fino a sbarazzarsene uccidendole.
Un' altra sentenza aberrante con cui si attenua, si banalizza un femminicidio con il pretesto dello stress da covid a fronte di una perizia pschiatrica che ha giudicato l'imputato in grado di intendere e di volere.
TOCCA A NOI DONNE DIFENDERE LE NOSTRE VITE E LOTTARE CONTRO QUESTO STATO BORGHESE CHE NON CI TUTELA IN ALCUN MODO, SERVE CHE CI ORGANIZZIAMO PER FARLO!
MFPR
Covid, sentenza shock: stressato da pandemia, annullato ergastolo per femminicidio
La giovane fu strangolata dal fidanzato, che ha confessato in una villetta di Furci Siculo (Messina), il 31 marzo 2020.
Lorena Quaranta, con la febbre, lo aveva cercato: «Amore ti prego, torna!». Lui, il fidanzato, Antonio De Pace, era infatti scappato a Messina per reimbarcarsi verso la Calabria, dove risiedeva la famiglia, in preda al timore di essere contagiato dal Covid (nonostante anche i familiari fossero malati): siamo infatti a fine marzo del 2020, in pieno lockdown per la pandemia di Covid 19. De Pace dopo vari messaggi era tornato, ma per strangolarla a mani nude poco dopo. Aveva chiamato lui stesso i carabinieri, dopo un tentativo di suicidio, spiegando di aver temuto di essere stato contagiato dalla fidanzata. Arrestato, dopo due gradi di giudizio che lo avevano condannato all'ergastolo, oggi vede una svolta nella sua vicenda processuale: la Cassazione ha annullato con rinvio, limitatamente all’applicabilità delle attenuanti generiche, la condanna all’ergastolo per il crimine del 31 marzo 2020. Ha accolto cioè le istanze dalla difesa, secondo cui De Pace era affetto da una temporanea infermità mentale dovuta allo stress e alla paura del virus, che rappresenterebbe un'attenuante.
Per dare risposte alla propria classe di riferimento,
borghesia grande e piccola, sia la Lega che Fratelli d’Italia sono
costantemente all’opera con vari decreti.
Le ultime iniziative riguardano la sanatoria di fatto
degli abusi edilizi (decreto legge “salva-casa”) fortemente voluto dalla
Lega di Salvini che è un vero e proprio tentativo di liberalizzare la gestione
non solo della casa di proprietà, o villa o palazzo o grattacielo o castello,
ma di annullare i piani regolatori delle città alimentando la
speculazione edilizia, nella quale potranno sguazzare anche le Regioni e i
Comuni: “La possibilità di mutare destinazione di aree inserite nel PRG viene
ulteriormente ampliata ed estesa alle Regioni, a cui ‘daremo la regia’, da
concordare coi Comuni, ‘che potranno scegliere zona per zona cosa concedere
e cosa non concedere’ (Salvini)
Cambia, infatti, come riporta la stampa, “la definizione di ‘stato
legittimo dell’immobile’”, che permette di
Prendiamo, con dispiacere, la decisione di non pubblicare i comunicati del Si.Cobas nazionale su fatti repressivi.
Continueremo a pubblicare denunce di repressione e a dare, come sempre, solidarietà alle singole realtà di lavoratori, compagni del Si.Cobas che vengono colpiti dalla repressione; ma mettiamo uno stop ai comunicati del Si.Cobas nazionale.
Tanti compagni, operai d'avanguardia di altri sindacati di base e realtà di lotta vengono ogni giorno colpiti da provvedimenti repressivi, soprattutto per la partecipazione e lavoro pro Palestina contro il genocidio di Israele - ultimo il grave provvedimento di "Foglio di via" da Milano che ha colpito Sebastiano Lamera operaio della Tenaris Dalmine dello Slai cobas per il sindacato di classe, per la sua partecipazione, interventi continui alle manifestazioni di Milano per la Palestina, che vuole impedire, porre un ostacolo (chiaramente inutilmente!) al ruolo dello Slai cobas sc nella lotta a fianco del popolo palestinese e all'attività verso i lavoratori su Milano del compagno - MA su tutto questo il Si.cobas risponde con il silenzio, neanche mezza parola di solidarietà.
Per il Si.Cobas conta solo la repressione che colpisce i suoi militanti, i suoi lavoratori. Facendo diventare la parola d'ordine necessaria e scontata nella sua giustezza: "Toccano uno toccano tutti", in 'toccano i miei toccano tutti... toccano gli altri,ci penseremo'.
Questo è espressione di settarismo e egemonismo nel movimento che peraltro mostra la voluta cecità dei dirigenti nazionali del Si.Cobas che ogni repressione a singoli oggi più che mai è una repressione interna ad un attacco generale, ad una marcia sempre più reazionaria del governo e dello Stato;
Chiaramente questa decisione verrà meno appena il Si.Cobas nazionale cambia atteggiamento
Con un presidio spontaneo come risposta immediata al massacro degli
studenti, la comunità del Bangladeh sabato pomeriggio ha fortemente
protestato contro le forze di polizia e governo colpevoli di aver
brutalmente assassinato più di cento manifestanti e compiuto
numerosi arresti nel tentativo di reprimere la lotta contro la legge
che assegna con un privilegio contestatissimo, il 56% dei posti
pubblici ai parenti dei reduci della guerra di
indipendenza del 1971, denunciata come un provvedimento oggi senza
più alcun legame con i fatti del 1971, una forma clientelare e di
corruzione politica e sociale ‘va bene i figli, va bene i figli dei
figli… ma ora basta’. Una protesta partita dagli studenti, che
ora si è molto allargata, con la forte partecipazione delle donne,
delle studentesse, violando i divieti di uscire dopo le 21.00 dai
loro dormitori.
Una protesta partita con l'esposizione di alcune bandiere italiane in segno di 'rispetto' verso il paese 'ospitante', ammainate dopo che abbiamo spiegato che un popolo che lotta non può aver rispetto per un governo della guerra, che reprime le opposizioni, fortemente sostenitore del sistema di sfruttamento delle operaie tessili in Bangladesh e delle aziende italiane coinvolte.
Dopo le prime posizioni prese dalla Corte internazionale di
giustizia che sta esaminando la causa intentata dal Sudafrica contro Israele per
genocidio e la Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di arresto nei
confronti di Netanyahu per crimini di guerra, ieri si è espressa la Corte internazionale
dell’Aja che ha denunciato Israele per occupazione illegale e apartheid!
Ieri, infatti, riporta il manifesto “il presidente della
Corte Nawaf Salam ha letto le 32 pagine di un parere
consultivo che è un terremoto: l’occupazione militare israeliana di
Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est è illegittima. È un’annessione di fatto
che ha generato un regime di apartheid e segregazione razziale. E deve finire,
subito: «Israele ha l’obbligo di porre fine alla sua presenza nei Territori
occupati palestinese il prima possibile».”
L’elenco delle atrocità di Israele, che continuano
quotidianamente e che le organizzazioni e i movimenti
Questo veniva chiaro nella lettera che Ursula von der Leyen aveva inviato ai capi di stato e di governo dei paesi della UE, a poche ore dal primo Consiglio europeo dopo il voto. In essa c’è un unico tema: l’immigrazione, per cui assicura una continuazione/rafforzamento delle politiche contro i migranti, la loro accoglienza, il rispetto dei loro diritti.
«Quando si guarderà al passato - scrive nella lettera - il 2024 sarà considerato un anno fondamentale per la politica Ue in materia di migrazione e asilo, con l’adozione e l’entrata in vigore del Patto». Si riferisce al regolamento votato alla fine della scorsa legislatura che segna il passaggio dall’Europa fortezza all’Europa prigione, proponendosi di incarcerare lungo le frontiere esterne decine di migliaia di
Il primo atto del “nuovo” parlamento europeo è stato quello
di varare una Risoluzione il 17 luglio approvata con 495 voti a favore, 137
contrari e 47 astenuti, che conferma l’impegno a finanziare l’Ucraina perché
possa continuare la guerra contro la Russia.
Si deve parlare di volontà di inasprire la guerra visto che
la Risoluzione dice chiaramente, oltre ad aumentare la fornitura di armi a
Kiev, di «forte richiesta di rimuovere le restrizioni dell’utilizzo di
sistemi di armamenti occidentali consegnati all’Ucraina contro obiettivi nel
territorio russo».
Nel confermare “l'impegno costante dell'UE a fornire
sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico
per tutto il tempo necessario a garantire la vittoria dell'Ucraina”, il
Parlamento ricorda innanzi tutto la valanga di soldi che sono già stati spesi:
“l'UE e i suoi Stati membri hanno finora contribuitoall'Ucraina con circa 108 miliardi
di EUROin assistenza finanziaria,
L'attuale governo con a capo la fascista Meloni ha deciso di continuare
a risparmiare tagliando i soldi alla sanità, alla scuola, al reddito di cittadinanza,
ai trasporti, ai servizi in generale, ai comuni… “risparmi” che servono sempre
più da destinare alle spese per la guerra e ai sussidi ai padroni.
Quel che riporta oggi un articolo del Manifesto riguarda
i tagli all’Università che ha fatto arrabbiare perfino i Rettori che accusano
la Bernini di effettuare “tagli lineari”, senza riguardo alle effettive
condizioni delle Università; rettori che “hanno confermato il timore, già
espresso in più occasioni, che un taglio ulteriore alle risorse accademiche
sarebbe un colpo letale per la ricerca italiana e per i lavoratori della
conoscenza.”
Sono 85 i rettori che hanno firmato un documento dove “vengono
anche dettagliati i tagli: «lo stanziamento complessivo verrebbe diminuito di
circa 173 milioni di euro con una generalizzata riduzione
Il problema della casa, degli affitti alti, tocca migliaia
di famiglie in tutto il Paese, e come tanti altri problemi sociali viene “risolto” dalla borghesia
al potere con la repressione, sgomberi forzati anche se in casa ci sono bambini,
anziani ecc.
Una “soluzione” temporanea adottata da chi non ha una casa è
spesso quella di occupare immobili vuoti pubblici o privati di fatto
abbandonati e di cui non ci si interessa… tranne quando vengono appunto
occupati!
Questa sentenza del Tar Toscana è una rarità che riconosce
di fatto il “problema abitativo”…
**
Il Tar assolve chi occupa a fini politici
Niente “foglio di via” per chi occupa abusivamente una casa.
Il Tar della Toscana ha annullato la decisione con cui la questura allontanava
due antagonisti da Firenze per quattro anni. Nell'ottobre 2023, alcuni membri
del collettivo Corsica81 erano entrati in uno stabile abbandonato, proprietà di
una banca, per esserne poi sgomberati 9 giorni dopo. Per il Tar gli
allontanamenti sono illegittimi perché gli ex occupanti non sono pericolosi e
hanno agito non per profitto, bensì “per sensibilizzare l'opinione pubblica sul
problema abitativo”.