martedì 27 giugno 2023

pc 27 giugno - Depliant "Guerra imperialista e proletari" richiedere a pcro.red@gmail.com


Di seguito la prima pagina del depliant (formato da 8 pagine)
E' stato anche distribuito nel convegno contro la guerra in Ucraina tenutosi l'11 giugno a Milano

pc 27 giugno - Sugli avvenimenti in Russia e l'attuale fase della guerra interimperialista in Ucraina - Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 26/6


I lavoratori, le masse popolari, devono
conoscere quello che sta avvenendo in Russia, nell'attuale contesto della guerra interimperialista accesasi nell'ultima fase con invasione dell'imperialismo Russo dell'Ucraina.

Le truppe della Wagner, dell'esercito mercenario di Prigozhin, sono passate nel campo di Zelensky, degli USA, della NATO, dei governi UE: questa è la sostanza del problema. Al di là delle stesse intenzioni di Prigozhin l'operazione militare - messa in atto dalla Wagner - rappresenta una sorta di tentativo di colpo di Stato volto a minare il potere di Putin e dell'esercito russo che, nel contesto oggettivo di questa guerra interimperialista, significa alimentare l'azione dell'imperialismo USA/ NATO/governi imperialisti europei, con il braccio armato costituito dall'esercito reazionario di Zelensky.

I mercenari sono mercenari e quindi si vendono al maggiore offerente. La montagna di rubli, di soldi, trovati anche nelle stesse casse di Prigozhin, stanno lì a dimostrare anche questo.

I giornali scrivono che la CIA e Biden erano informati dell’operazione. Ma nei rapporti che ci sono in guerre come queste “essere informati” significa condividere, essere informati significa lasciar fare, pronti a vedere l'effetto che fa.

Chiaramente l'imperialismo russo prima arma i mercenari della Wagner per usarli come truppa avanzata nell'invasione dell'Ucraina e poi se li ritrova contro quando il ruolo di questi mercenari cresce al di là del servizio che sono chiamati a svolgere.

E’ sempre così: l'imperialismo americano aveva armato i talebani in funzione anti russa, nei lontani anni

pc 27 giugno - Campagna internazionalista per India e Filippine Milano 1 luglio

 

1° luglio,

Per tutto il mese di luglio campagna internazionale in onore dei martiri della rivoluzione in India e nelle Filippine, così come per la libertà dei prigionieri politici e a sostegno delle gloriose guerre popolari che si sviluppano in India e nelle Filippine.

Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India invita tutto il proletariato mondiale, le organizzazioni rivoluzionarie e democratiche a partecipare attivamente dal 1° luglio alla Campagna Internazionale in onore dei martiri della rivoluzione in India e nelle Filippine, così come per la libertà dei prigionieri politici e a sostegno delle gloriose guerre popolari che si sviluppano in India e nelle Filippine.

Questa campagna deve rendere omaggio a tutti i compagni che hanno dato la vita per la rivoluzione. Tra i grandi martiri della Rivoluzione Proletaria Mondiale c'è il compagno Azad del PCI (Maoista) dell'India.

Il 1° luglio 2010, il compagno Azad è stato rapito nella città di Nagpur, da lì è stato portato nel distretto

pc 27 giugno - Un commento al convegno di Milano sulla guerra in Ucraina dell'11 giugno

Scriviamo in ritardo sull'assemblea contro la guerra di Milano dell'11 giugno, ma è comunque doverosa una valutazione da parte nostra che siamo intervenuti, necessaria per il dibattito per gli scopi per cui è stata organizzata (“unire le forze” per rilanciare la lotta, dare forza all'iniziativa di classe) in un momento in cui è ancora molto debole la risposta proletaria, popolare, antimperialista alla guerra in corso, all'economia di guerra e al governo Meloni in prima linea nello scontro interimperialista e, infine, perchè ha sollevato la bandiera dell'internazionalismo proletario (uno dei punti dell'appello di convocazione).
I promotori, Fc, Fgc, Iskra, SI Cobas e Tir nel comunicato finale esprimono un giudizio positivo: l'assemblea "è riuscita nel suo intento".

Noi abbiamo partecipato come Slai Cobas psc e proletari comunisti, siamo intervenuti alla fine per decisione degli organizzatori.

Diciamo subito che il nostro giudizio non è altrettanto positivo. E spieghiamo i motivi.
Gli interventi politici non hanno dato sostanza ad una linea proletaria, comunista, sulla lotta alla guerra imperialista: il dibattito politico ha ripreso il convegno di Roma del 16 ottobre scorso che ha avuto il merito di analizzare lo scontro interimperialista in Ucraina ma è rimasto sul terreno dell'economicismo, sulla denuncia degli effetti della guerra. Ora, con le presenze di giovani comunisti, di compagni, il dibattito avrebbe dovuto toccare il tema delle "particolarità storiche" di questa guerra (cioè la linea leninista che noi abbiamo portato con l'opuscolo su "Il socialismo e la guerra" di Lenin
) e il ruolo dell'Italia imperialista e da qui fare dipendere la lotta contro Stato/governo Meloni/imperialismo italiano. L'assemblea di Milano non era un'assemblea del movimento pacifista eppure gli organizzatori si sono distinti da essi solo per il frasario di sinistra. La lotta contro il governo Meloni, il rapporto fascismo/guerra, un regime in formazione nel nostro paese al servizio dei padroni e dell'imperialismo, la costruzione di un Fronte unito per lottare contro tutto questo, non sono entrati nel dibattito politico dell'assemblea.
"Unire le forze" per gli organizzatori ha significato unire attorno a sè, alla propria linea, le forze che avevano dato vita al Patto d'azione e si è riproposto lo stesso schema.

Quello che è inaccettabile e che si vogliano lasciare i lavoratori e i giovani che si dicono comunisti senza coscienza politica, come se bastasse esprimere sentimenti contro la guerra, manifestare, però senza porsi il problema che la lotta contro la guerra significa lottare principalmente contro il nostro di governo della guerra, per costruire un fronte di opposizione. Si dice che il nemico è a casa nostra ma non si è conseguenti: nessuna proposta di lotta al complesso militare-industriale che è ben rappresentato da questo governo.
Ma non solo sulla questione del governo Meloni fascio-imperialista: anche l
a visione dell’internazionalismo che viene fatta non fa avanzare la coscienza dei lavoratori in primo luogo. Per gli organizzatori internazionalismo significa dare la parola a organizzazioni sindacali e a intellettuali, dal sindacato dei ferrovieri giapponese Doro Chiba, alla sud-africana General Industries Workers Union, all' Angry Workers of the World del Regno Unito, all’United Front Committee for a Labor Party degli Stati Uniti, per non parlare di intellettual presentati dagli organizzatori per marxisti, come Alain Bihr che fa parte dell' Unione Comunista Libertaria, Ricardo Antunes che è stato consigliere di Lula in Brasile, Yannis Thanassekos che ha sottoscritto un appello con cui, tra le altre cose, nel contrasto al "campismo" (posizione di settori del movimento che, in nome della lotta all'imperialismo USA/UE, sostengono il campo opposto, in questo caso quello russo) afferma il diritto all'autodeterminazione dei popoli "attraverso un processo democraticamente organizzato e monitorato a livello internazionale" (?), lo scioglimento della NATO (quanta fortuna ha questa parola d'ordine), chiedere il ritorno al tavolo dei negoziati (e a chi lo chiede?), spingere per un nuovo trattato paneuropeo, una nuova architettura di sicurezza europea che includa la Russia, nell’ambito della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (o di qualsiasi altro quadro adeguato) e sotto l’egida delle Nazioni Unite (!). Posizioni socialscioviniste ben descritte e combattute da Lenin.
Ecco, quando gli organizzatori parlano di internazionalismo non intendono legarsi alle lotte rivoluzionarie dei popoli, alle loro guerre antimperialiste o in lotta per il socialismo, ma creare legami con alcuni sindacati combattivi e con pseudo-intellettuali al servizio delle borghesie,
del riformismo. Non l'unità tra proletari e popoli oppressi e le loro organizzazioni, primo fra tutti il partito comunista. E chi si dice comunista in questo paese - e in quell'assemblea milanese - non ha avuto niente da dire su questo?
Lavorare per lo sciopero generale non significa, per gli organizzatori, andare tra i lavoratori, davanti ai cancelli delle fabbriche, a fare iniziative per fare schierare gli operai innanzi tutto contro questa guerra per elevare la loro coscienza di classe, costruire dal basso un vero sciopero generale per bloccare la produzione e trasformarlo in sciopero politico e costruire la forza necessaria per rovesciare questo governo. Ancora una volta si salvano l'anima proponendo l'ennesima data dell'ennesimo sciopero generale, autoreferenziale, che non sposterà di un millimetro i rapporti di forza nel nostro paese.
I lavoratori che hanno fatto azioni dirette contro la guerra, come i portuali del Calp di Genova che hanno organizzato manifestazioni e scioperi per l'arrivo di navi cariche di armi, sono addirittura criticati dai promotori dell'assemblea per una frase in una piattaforma che parlava di Europa.
Quando parlano di lavoratori, i promotori intendono i propri, quelli organizzati dal loro sindacato SiCobas.
E di quali "forti argomenti, ad un tempo di genere e di classe" a sostegno della parola d'ordine: “niente più figli per le vostre guerre” si sarebbe fatto promotore il Comitato 23 settembre? "L’allarme sul calo delle nascite... è parte integrante del programma di avere forze affidabili per le guerre future… lavorare per favorire il rifiuto di un ordine sociale che ci impone di fare figli condannati allo sfruttamento, per garantire la sopravvivenza di quel sistema di oppressione fondato sul capitalismo e sul patriarcalismo..."
Giusta la riflessione sulla questione dell'oppressione delle donne nei contesti di guerra, il problema è che è
stata assente un lavoro, una indicazione, per un protagonismo delle donne e delle donne proletarie in particolare. contro il governo Meloni, fascista, sessista, razzista che sta attaccando pesantemente la condizione delle donne e che rovescia l'economia di guerra su di esse.

L'assemblea di Milano avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di definire un percorso di lotta unitario contro la guerra, invece le uniche decisioni che ha preso sono state la partecipazione alla manifestazione di Ghedi, "aprire un confronto" con il Comitato No Base di Coltano e costruire lo sciopero generale del sindacalismo di classe e combattivo.

Da quelle premesse l'assemblea/convegno ha tradotto il tutto in una autoreferenzialità che è un ostacolo all'effettiva unità di un fronte organizzato contro la guerra.

L'opuscolo che abbiamo diffuso e citato nell'intervento all'assemblea che ha ripreso Lenin de "Il socialismo e la guerra" si è dimostrato l'arma necessaria da assimilare tra le avanguardie di lotta, tra i giovani comunisti, da usare per combattere posizioni opportuniste, scioviniste e antimarxiste. Come comunisti abbiamo solo un compito - e per questo Lenin dev'essere la nostra guida di combattimento, il grande dirigente comunista che ha sottratto all'infame carneficina della guerra i soldati, il proletariato e le masse russe e li ha condotti alla conquista del potere politico - quello di lavorare per trasformare la guerra imperialista in guerra civile rivoluzionaria.

Una linea, un'indicazione, che l'assemblea dell'11 di Milano non ha assunto e inteso seguire.

a cura dei compagni intervenuti all'assemblea 

pc 27 giugno - Stellantis Pomigliano la lotta continua

Informazione da Stellantis Pomigliano

1) La lotta a Pomigliano è continuata... sabato 24 giugno 8 ore di sciopero Per ogni turno di lavoro

Lottiamo contro intollerabili le strategie aziendali di super sfruttamento dei lavoratori incrementando produzione e ritmi di lavoro a danno dell’ insieme dei diritti e delle tutele non riteniamo accettabile il prospettato killeraggio discriminatorio dei lavoratori RCL (resi invalidi dalle insostenibili modalità lavorative) e tenuti da anni a sotto-salario in cigs con zero prospettive lavorative future.

Respingiamo la logica per cui l’azienda possa scegliersi i suoi “sindacati di comodo” per fare accordi sulla pelle dei lavoratori impedendo tra l’altro qui a Pomigliano libere elezioni sindacali in fabbrica ormai da anni con la complicità attiva di tutti i sindacati, firmatutto o non.

2) L'AZIENDA HA MOBILITATO BEN 4 TURNI DI LAVORO ED ALCUNE CENTINAIA DI TRASFERTISTI DAGLI ALTRI STABILIMENTI PER FAR FRONTE AL 75% DI ADESIONE ALLOSCIOPERO SUL 1° TURNO DELLA PANDA. CONVOCATI INOLTRE AL 1° TURNO TUTTI I COORDINATORI TEAM LEADERS DEI REPARTI DI TUTTI I TURNI DEI MODELLI PANDA E TONALE PER FAR FRONTE ALL' ELEVATA DIFETTOSITÀ IN CONSEGUENZA DELL'ASSEGNAZIONE A LAVORATORI DI ALTRE PRODUZIONI DI MANSIONI MAI SVOLTE PRIMA: IL PARADOSSALE "RECUPERO DELLE VETTURE RECUPERATE"…

Ma chiaramente questo significa ammettere che lo sciopero è riuscito e che la lotta continua

Ricevuto da Slai cobas pomigliano

pc 27 giugno - Acciaierie d'Italia /appalto Taranto -- Noi lavoriamo per la scintilla che accenda la prateria

L’incontro a roma del 19 giugno che ha riguardato anche la vertenza di Acciaierie d’Italia.ha dimostrato che i padroni possono fare quello che vogliono e l'azione del governo è di loro mero supporto.

Il governo ha ripetuto le stesse cose di sempre. “Abbiamo chiesto - dice Urso - agli investitori di scommettere sul rilancio industriale delle Acciaierie”. Ma il rilancio industriale delle Acciaierie di cui parlano e a cui ArcelorMittal pensa è un rilancio produttivo sulla pelle dei lavoratori, un rilancio in cui i padroni avranno mano libera in materia di condizioni di lavoro, di gestione della cassa integrazione, con tutti gli effetti che questo ha sul salario e sui diritti dei lavoratori, come sulle condizioni di salute e sicurezza.

I piani di Acciaierie d'Italia sono tuttora sempre nelle mani di ArcelorMittal, che ciò che vuole fare lo fa - con lo stile della Ad Morselli -, vale a dire andando avanti per la sua strada, e questo sul fronte della cassa integrazione si traduce in cassa integrazione unilaterale, di cui strada facendo si cambiano anche le motivazioni ma che hanno il solo scopo di permettere all'azienda di fare quello che vuole.

L'alternativa posta dai sindacati, che trova sponda in Federacciai e anche nello stesso governo - almeno a parole - è quella che lo Stato vada avanti nel cambio di una governance, con la salita al 60%. Ma lo stesso governo chiarisce che si tratta di una salita solo temporanea per poter riconsegnare l'intero stabilimento ai padroni. Se non sarà ArcelorMittal - che però ha detto di essere già intenzionata ad esercitare il suo diritto di prelazione - sarebbe un altro padrone dell'acciaio.

Quindi il passaggio nelle mani temporanee dello Stato attraverso la salita al 60% da parte di Invitalia non avrebbe altro scopo che il solito: socializzare le perdite per permettere una piena ripresa della produzione per il profitto dei padroni, chiunque siano. Il governo mette i soldi pubblici e i privati dovrebbero continuare ad esercitare il controllo effettivo dell'azienda.

Su questo ArcelorMittal insiste, attraverso la questione della Morselli che, peraltro, ha un buonissimo rapporto con il governo (ogni volta che la Morselli ha occasione di parlare della Meloni ne fa un elogio sperticato fino all'ammirazione e viceversa; tanto che – come scrive la stampa – nel caso dovesse passare la mano nella gestione delle Acciaierie d'Italia, sarebbe per incarichi superiori, sempre all'interno dei piani dei padroni e governo).

Gli effetti sui lavoratori continuano e continueranno ad essere gli stessi: una cassa integrazione unilaterale e permanente che taglia i salari, con numeri che saranno i futuri esuberi.

Soprattutto la questione dei salari è grave. Lo Slai Cobas psc fin dal primo momento, consapevole che questa è la strada scelta da padrone, ha sostenuto la linea della difesa del salario attraverso l'integrazione della cassa integrazione che dovrebbe riguardare tutti i lavoratori in cigs, sia di Acciaierie sia dell’Appalto.

Ma solo lo Slai Cobas psc ha sostenuto questo! Mai sui tavoli effettivi delle trattative questa rivendicazione è stata posta, salvo poi lamentarsi che i salari sono scesi tra 900 e 1000 euro al mese.

A fronte della drammaticità della situazione non c'è nessuna risposta di lotta all'altezza. Anche quando viene alzata la voce sulla denuncia di quello che avviene, vedi in questi ultimi giorni sulla cassa integrazione, la risposta dei sindacati confederali - USB compresa - non è mai lo sciopero, il blocco della produzione.

Il grande sciopero, quello del 6 maggio dello scorso anno, che si sviluppò con una forte partecipazione e soprattutto contestazione diretta alla Morselli, è rimasto un fatto episodico. Eppure lo sciopero del 6 maggio era la strada giusta, è la risposta anche per oggi: il blocco generale della produzione, effettivo, i cortei all'interno all'esterno, il blocco delle strade, il blocco della città.

Ma predichiamo nel deserto. Anche rispetto all'utilizzo della cassa integrazione unilaterale, i sindacati parlano ancora - e solo - al massimo di un'impugnativa legale per i giorni eventualmente scoperti che ne rimangono tra la decisione del governo di estendere la cassa integrazione fino a fine dicembre contenuta in un nuovo decreto - che peraltro non è ancora effettivo - e la decisione dell'azienda di procedere comunque alla cassa integrazione da subito anche senza il provvedimento di copertura.

Quindi che senso hanno rispetto a questa situazione gli scioperi pilotati (del 7 e 10 luglio) dichiarati da Fim-Fiom-Uilm? Peraltro lasciati all'autogestione delle organizzazioni sindacali territoriali che non hanno pressoché mai dato dimostrazione di voler effettivamente una lotta dura? Poi, di quale lotta si parla, quando nelle Acciaierie di Taranto Fiom e Fim hanno firmato un accordo separato che dava questa possibilità all'azienda, ma i sindacati che non l'hanno firmato non sono stati conseguenti, non hanno aperto lo scontro, anzi hanno usato le assemblee per cercare di ricucire, invece di chiamare i lavoratori a scioperare, a isolare i sindacati che avevano firmato l'accordo-bidone..

Nelle fabbriche è evidente che conta solo riuscire a far ripartire gli scioperi dal basso, una strada difficile in una condizione di ricatto e di disorganizzazione dei lavoratori. Ma se non si intraprende questa strada, aumenterà il ricatto, aumenterà la disorganizzazione dei lavoratori. Meglio uno sciopero dal basso minoritario che rompa la pace sociale e apra una strada che gli scioperi pilotati su piattaforme concertative di Fim-Fiom-Uilm.

Acciaieria, Appalto, Stellantis ecc contengono tutte le contraddizioni del sistema capitalista, dello scontro tra padroni e classe operaia, tra classe e Stato del Capitale. Questa è una prateria e questa prateria ha bisogno di una scintilla che l'accenda. In questo senso gli scioperi come quelli fatti a Pomigliano possono essere la scintilla che accenda la prateria.

Noi lavoriamo innanzitutto per la scintilla che accenda tutta la prateria, non per accompagnare con alte grida i piani dei padroni e il governo verso la fine che è nota, ma per sviluppare una nuova fase dello scontro di classe, dell'organizzazione degli operai adatta allo stadio attuale dello scontro di classe.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

27 giugno 2027

lunedì 26 giugno 2023

pc 26 giugno - ORE12 - Controinformazione rossoperaia - 22 - speciale - che succede in Russia ...

 

pc 26 giugno - Migliaia in piazza alla manifestazione contro il governo Meloni a Roma - info


Migliaia di persone, diecimila secondo molti, si sono presi ieri pomeriggio la piazza della Capitale per materializzare l’urgenza e i temi di una vera opposizione politica e sociale al governo Meloni.

Da una parte lavoratrici e lavoratori, studenti, immigrati, alluvionati della Romagna, pacifisti, dall’altra un governo fondato su una “aristocrazia fiscale” che si avventura nella guerra all’esterno e nello scontro sociale sul fronte interno..

L’apertura unitaria era caratterizzato dallo striscione contro il governo Meloni accusato di rubare il futuro. Seguivano lo striscione contro l’autonomia differenziata delle regioni che demolisce l’assetto costituzionale del paese. E poi i movimenti di lotta per il diritto all’abitare, a confermare la centralità di questioni come gli affitti-rapina e l’emergenza abitativa. E ancora l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, Potere al Popolo che ha messo in evidenza la richiesta del salario minimo a 10 euro e un grande spezzone dall’Emilia Romagna alluvionata con gli striscioni “Spalare e non sparare” e gli “argini si sono rotti”.

Fitto, combattivo e numerosissimo lo spezzone degli studenti medi e universitari di Osa e Cambiare Rotta.

,,,,,L’Unione Popolare con lo striscione sul salario minimo a 10 euro.

Infine uspezzone dell’Unione Sindacale di Base con in testa i braccianti dei campi della Puglia e della Calabria e poi dagli spezzoni delle realtà operaie – dall’Ilva alla logistica, alla Piaggio alla GD, ai portuali – a confermare che nelle manifestazioni i soggetti sociali in piazza non solo si contano ma “si pesano”.

“Il black out informativo imposto dai mass media non deve più impensierire nessuno. Il sistema dominante non prevede l’esistenza di una opposizione politica e sociale fuori dagli schemi consentiti  e addomesticati. Ma la manifestazione ha dimostrato che questo esiste. In molti dovranno farsene una ragione.

da contropiano

domenica 25 giugno 2023

pc 26 giugno - Giugno 1960/giugno 23 - Genova ore 18 Piazza Alimonda

...mancano un po' di giorni al corteo antifascista del 30/6... è un momento difficile, la crisi economica la guerra, vecchi e nuovi fascismi... L'unico modo che abbiamo per resistere è stare assieme compatti, l'antifascismo è lotta di classe è anticapitalismo.
Portuali di mestiere, orgogliosamente antifascisti per tradizione...
30 giugno ore 18 piazza Alimonda...




pc 25 giugno - Una grande campagna internazionale dal 1 luglio

1° luglio,

per tutto il mese di luglio campagna internazionale in onore dei martiri della rivoluzione in India e nelle Filippine, così come per la libertà dei prigionieri politici e a sostegno delle gloriose guerre popolari che si sviluppano in India e nelle Filippine.

Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India invita tutto il proletariato mondiale, le organizzazioni rivoluzionarie e democratiche a partecipare attivamente dal 1° luglio alla Campagna Internazionale in onore dei martiri della rivoluzione in India e nelle Filippine, per la libertà dei prigionieri politici e a sostegno delle gloriose guerre popolari che si sviluppano in India e nelle Filippine.

Questa campagna deve rendere omaggio a tutti i compagni che hanno dato la vita per la rivoluzione. Tra i grandi martiri della Rivoluzione Proletaria Mondiale c'è il compagno Azad del PCI (Maoista) dell'India.

Il 1° luglio 2010, il compagno Azad è stato rapito nella città di Nagpur, da lì è stato portato nel distretto di Adilabad, nello stato indiano dell'Andhra Pradesh, vicino al Maharashtra, e lì è stato brutalmente assassinato.

Il lavoro del compagno Azad non è stato importante solo per gli Adivasi, i dalit, i contadini e

pc 25 giugno - Daniela Santanchè: la tipica imprenditrice Made in Italy... si', ma anche fascista/razzista/ e qui e ora soprattutto MINISTRO del governo fascio/padronale della Meloni!.. o no?

da infoaut

Un’inchiesta di Report ha scoperchiato il vaso di pandora mettendo insieme vicende in parte note sulla vita imprenditoriale di Daniela Santanchè: alti guadagni per i manager, lei ed ex consorte, dipendenti licenziati che attendono ancora il pagamento di fine rapporto; cene regali per chi comanda e fornitori finiti sul lastrico con buona pace del made in Italy, ipotesi di falso in bilancio, scatole cinesi e impiegati che lavorano mentre sono in cassa integrazione.

Open to Merdaviglia. Mentre la nostra veniva invitata in televisione ad inveire contro poveri e migranti, contro il Reddito di Cittadinanza e qualsiasi misura in grado di rendere il lavoro un po’ più degno, la stessa, a quanto pare, si esercitava nella violazione di più o meno ogni legge riguardante l’imprenditoria

pc 25 giugno – Testo dello Speciale ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 23/6, su: Maternita' surrogata e annullamento atti di nascita di bambini


La controinformazione rossoperaia del lunedi', mercoledi', venerdi' 
si può trovare anche su spotify




In questi ultimi giorni sono accaduti due fatti che mettono ben in luce la filosofia, l'ideologia di questo governo ma anche di questo Stato e di alcune sue istituzioni fondamentali.

Stiamo parlando della decisione della procura di Padova di annullare 33 atti di nascita di bambini nati da coppie di genitori omosessuali, perchè dovrebbe essere per loro registrato solo il cognome della madre biologica; e nello stesso tempo il fatto che alla Camera è iniziata la discussione sulla proposta di legge sulla maternità surrogata, per rendere il divieto di maternità surrogata reato universale.

Questi due fatti non sono distinti, non è un caso che avvengano negli stessi giorni, addirittura nella stessa giornata; non è un caso perché sono stati anticipati già nelle settimane, anche mesi precedenti da dichiarazioni di ministri del governo, in particolare del ministro Lollobrigida, della ministra Roccella e, più recentemente, di Salvini.

Sono state dichiarazioni che hanno ripreso in una maniera ancora più determinata la concezione e la

pc 25 giugno - Manifestazione alla RheinMetall Spa a Roma - da generalizzare contro le maggiori industrie della guerra - Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 23/6


Esprimiamo la massima solidarietà alla
manifestazione di Roma indetta del Coordinamento Sa
nità regionale, dal Movimento al diritto dell'abitare e della Rete dei comitati e dei collettivi di lotta. E’ stata un’importante manifestazione perché si è tenuta davanti alla RheinMetall Spa.

Cos'è questa RheinMetall Spa? È una delle maggiori industrie della guerra, della morte e della distruzione. È collocata nella cosiddetta Tiburtina Valley che è uno dei maggiori poli produttivi del comparto militare industriale in Italia. Come dice il manifesto di convocazione: “RheinMetall sta fornendo a un cliente internazionale due sistemi di difesa aerea Skynex… il sistema, del valore di

pc 25 giugno - Stellantis Pomigliano - sciopero contro il lavoro straordinario ed i recuperi al sabato - info

 


Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I.cobas

Comunicato stampa


L'AZIENDA HA MOBILITATO BEN 4 TURNI DI LAVORO ED ALCUNE CENTINAIA DI TRASFERTISTI DAGLI ALTRI STABILIMENTI PER FAR FRONTE AL
75% DI ADESIONE ALLO SCIOPERO SUL 1° TURNO DELLA PANDA. CONVOCATI INOLTRE AL 1° TURNO TUTTI I COORDINATORI TEAM LEADERS DEI REPARTI DI TUTTI I TURNI DEI MODELLI PANDA E
TONALE PER FAR FRONTE
ALL' ELEVATA DIFETTOSITÀ IN CONSEGUENZA DELL'ASSEGNAZIONE A LAVORATORI DI ALTRE PRODUZIONI DI MANSIONI MAI SVOLTE PRIMA: IL PARADOSSALE "RECUPERO DELLE VETTURE RECUPERATE"...

"L'azienda dovrà rassegnarsi perché con le buone o le cattive riporteremo la democrazia in fabbrica per

sabato 24 giugno 2023

pc 24 giugno - Guerra in Ucraina - sugli avvenimenti in Russia

Comunicato 
La Wagner mercenaria di Progozhin passa con Zelenskj/Usa/Nato/governi Ue. 
L’imperialismo russo prima arma i mercenari nell'invasione dell'Ucraina e ora paga il costo di questo. 
Non è guerra civile ma golpe Usa/Nato.
Il regime imperialista russo mostra la sua natura di tigre di carta e l’imperialismo Usa/Nato/governi UE-Italia compresa - avanzano ancor più verso la guerra imperialista mondiale. 

Noi siamo per la guerra civile in Ucraina come in Russia, ma dei proletari contro il governo reazionario capitalista di Zelenskyj e gli imperialisti Usa/Nato/Ue, e dei proletari russi contro il regime borghese del nuovo zar Putin e dei mercenari di Prigozhin, fascisti e al servizio del miglior offerente. 

Noi siamo per la fraternizzazione tra soldati ucraini e russi contro la guerra.
Siamo per l’unità internazionalista tra proletari russi e ucraini.

In Italia siamo contro l'imperialismo italiano contro il governo della guerra Meloni/ alleato e al servizio dell’imperialismo Usa/Nato/Ue, contro l’economia di guerra scaricata su proletari e masse popolari.

proletari comunisti - 24 giugno 2023

pc 24 giugno - Fridays for future: «Così noi, attivisti ecologisti, siamo diventati agli occhi dei governi adulti da contrastare»

Massima solidarietà, anche se non si tratta di 'governi adulti' ma di governi capitalisti e imperialisti

Quei bravi ragazzi con i cartelloni colorati sono diventati giovani adulti da contrastare, reprimendone il dissenso

Di fronte ai sempre più frequenti eventi estremi, come l’alluvione in Emilia Romagna, gli incendi in Canada, che hanno tinto di arancione i cieli del Nord America e l’ondata di calore che sta investendo l’India, la crisi climatica assume un carattere sempre più chiaro e dai contorni definiti. Eppure proprio

pc 24 giugno - Mobilitazione delle operaie della Beretta e degli operai MD l'unità rende più forte la lotta!


da slai cobas per il sindacato di classe
Articolo video e foto al seguente link


Si è tenuta oggi (ieri) l'udienza per il ricorso contro l'appalto "The Workers" al Salumificio Beretta di Trezzo. L’udienza è stata interlocutoria, i testi ascoltati non decisivi, il ricorso si aggiorna al 5 di ottobre. 
Le operaie dell’appalto Beretta di Trezzo in sciopero e in presidio al tribunale di Milano, hanno portato avanti una giornata di mobilitazione per denunciare come, il cambio appalto del 2022 al Salumificio - operazione di immagine per scaricare tutte le irregolarità e violazioni sulla cooperativa precedente ed uscirne con la faccia pulita, buona per i cartelloni pubblicitari del ‘Viva la mamma’ - in fabbrica

pc 24 giugno - Esselunga: frode fiscale e “Sistematico sfruttamento dei lavoratori”

Esselunga accusata di frode fiscale: sequestrati quasi 48 milioni di euro. Il pm: “Sistematico sfruttamento dei lavoratori”

il nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, in un'inchiesta del pm Paolo Storari, ha eseguito un sequestro preventivo d'urgenza per quasi 48 milioni di euro nei confronti di Esselunga in un'indagine con al centro una presunta "somministrazione illecita di manodopera". È stata accertata, secondo l'accusa, "una complessa frode fiscale" col meccanismo dei "serbatoi di manodopera".

La condotta “di Esselunga, di carattere fraudolento, dura da numerosi anni e ha comportato non solo il sistematico sfruttamento dei lavoratori ma anche ingentissimi danni all'erario", scrive Storari nel decreto di sequestro. Sono indagati l'ex direttore finanziario del colosso dei supermercati, Stefano

pc 24 giugno - Calderone una ministra consulente dei padroni e dedita alla menzogna - anche sui fondi per gli infortuni sul lavoro!

Il governo ha ridotto per decreto, di quasi la metà, gli importi spettanti alle famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro e nega di averlo fatto. La vergogna è che la strage di operai non conosce limiti.
il governo ha ridotto per decreto, di quasi la metà, gli importi spettanti alle famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro e nega di averlo fatto. La vergogna è che la strage di operai non conosce limiti.

Questo governo  non ha talmente nessuna remora nel dire menzogne e nemmeno si vergogna delle

pc 24 giugno - Soccorso rosso proletario arma indispensabile - dal blog

 

Soccorso rosso proletario arma indispensabile

Soccorso rosso proletario  è l’organismo unitario da da sempre propongono i proletari comunisti marxisti-leninisti-maoisti del nostro paese e in questo quadro che svolge una attività incessante di denuncia e partecipazione a tutte le iniziative contro la repressione e sul carcere nel nostro paese

E’ l’unico organismo nel nostro paese che interviene partecipa – con le sue forze ancora modeste – a tutte le iniziative senza settarismo e sempre in prima fila e sopratutto l’unico organismo che porta azione nelle file della classe operaia e delle fabbriche e nel movimento di lotta delle donne proletarie

E’ l’unico organismo, collegato alle lotte rivoluzionarie tutte che si svolgono nel mondo, l’unico ricosciuto dall’india all’america latina, dalle filippine all’ africa , all’europa

Solo questa è la strada che permette alla lotta contro la repressione e carcere di essere  di essere parte della marcia della rivoluzione proletaria mondiale, che esige Partito/Fronte Unito/ Forza combattente a livello nazionale e internazionalele

soccorso rosso proletario