mercoledì 21 novembre 2018

pc 21 novembre - Mineo - i crimini del decreto sicurezza si cominciano a vedere - Massimo sostegno ovunque alla protesta dei migranti

Migranti, protesta al Cara di Mineo dopo il cambio di gestione

Migranti in rivolta dopo che nei pasti preconfezionati sono stati tolti alcuni alimenti come latte, tonno e riso.
Volevano latte, tonno e riso. Hanno, invece, trovato in mensa fusilli al ragù e polpette di carne che per  costume non sono soliti mangiare. Ed è scoppiata la rivolta nella mensa del Cara di Mineo. Un centinaio di uomini e donne hanno incominciato a protestare contro i pasti confezionati. Poco o nulla è riuscito a fare il neo direttore della struttura, il siracusano Francesco Magnano, sul momento. Ora la contestazione è rientrata e la Cascina sta preparando le pietanze richieste.
Prima le proteste dei dipendenti, tagliati fuori dal nuovo gruppo che gestisce i quattro lotti dei servizi che ha ridotto gli assunti da 302 a 150. Ora quelle degli ospiti, passati dai quattromila di un tempo ai poco piu di 1800 di adesso.
Con il bando aggiudicato al ribasso per 40 milioni molti servizi non ci sono più. La scuola interna per adulti non è partita. L'ambulatorio della Croce rossa con 3 medici, 12 infermieri 2 ambulanze, è stato smantellato. Ora i migranti dovranno rivolgersi ai medici e all'unico pediatra di Mineo, con un codice fiscale provvisorio. Eliminato anche il pulmann che faceva la spola con il paese, a otto chilometri di distanza in collina. "E' una follia - lamenta il sindaco Giuseppe Mistretta - non vedo garantita la sicurezza sanitaria né tanto meno quella del territorio". Il primo cittadino, alla notizia della sommossa, ha subito informato la prefettura di Catania. 

pc 21 novembre - All'ombra del governo fascio/populista Di Maio/Salvini si prepara un attacco politico/giudiziario all'exOPG Je so'pazzo

VOGLIONO SGOMBERARE L'EX OPG?

Scopriamo dalla stampa napoletana di essere al centro delle indagini della Procura.
"Chi gestisce quello spazio e a che titolo?", così riportano nell'articolo, come se sotto ci fosse qualcosa di losco, qualcosa di poco trasparente, qualcosa di brutto che bisogna tirar fuori, o almeno è questo quello che si vuol far arrivare a chi legge magari distrattamente, magari non ci conosce.
Permetteteci due parole, per liberare il campo dagli equivoci, perchè queste manovrine fatte per delegittimare - e poi sgomberare - le esperienze di lotta sono vecchie come il mondo...
Vedete, tutto quello che ha detto, fatto, costruito la comunità dell'Ex Opg, lo ha fatto alla luce del sole, a testa alta, con umiltà ma pure con orgoglio.

pc 21 novembre - CHI SI AVVALE DELL'ATTIVISMO DELL'IMPERIALISMO ITALIANO? L'ENI

Profitti e ancora profitti per le multinazionali italiane, in testa l'ENI, ma non solo, anche Fincantieri, la Leonardo, con estensione della presenza dell'imperialismo italiano nel Golfo, in Egitto, il Libia.
Questo sta d'avanti e dietro l'attivismo dell'Italia. La politica "diplomatica" in Libia, per la Libia, i viaggi, incontri negli Emirati Arabi, o in Italia, le rinnovate buone relazioni con l'Egitto hanno dietro il rumore assordante dei soldi, ma anche dell'esercito per proteggere le fonti d'oro di gas, petrolio; in questo i migranti agiscono da carta di scambio. 
Questi fatti mostrano più di tante parole che gli ipocriti proclami di aiuto, attraverso investimenti, ai popoli nei loro paesi, per non lasciarli venire in Italia, in Europa, vogliono dire sempre e solo profitti per l'imperialismo e rafforzamento per i regimi al potere nei paesi del nord Africa, come del Golfo. Non un centesimo di questo luccichio di "oro" va alle condizioni di vita delle popolazioni locali.
La realtà è che più aumentano i profitti delle multinazionali italiane, più si allargano i loro investimenti in questi paesi, più le popolazioni vanno in miseria, e sono costrette dalla fame e dalle guerre ad emigrare.  
*****

(dalla Stampa) - "L’Eni sbarca in modo massiccio nel Golfo, per la prima volta nella sua storia, e gli accordi strategici con Abu Dhabi si allargano subito all’Egitto e in prospettiva anche al Fezzan, dove l’Italia deve fronteggiare la concorrenza francese. L’intesa con la compagnia di Abu Dhabi, l’Adnoc, uno dei giganti mondiali del settore, prevede una quota del 25 per cento in una mega concessione offshore, la Ghasha, che comprende tre giacimenti e riserve per «trilioni di metri cubi di gas». A regime i pozzi potranno produrre fino a 1,5 miliardi di piedi cubi di gas al giorno e 120 mila barili di condensati ad alto valore.
È un colpo notevole, in una regione che è stata finora territorio di caccia per le compagnie britanniche e americane. E arriva anche a compensare il ritiro forzato dal mercato iraniano, per via delle nuove sanzioni imposte da Donald Trump. Abu Dhabi ha scelto l’azienda italiana perché gli garantiva, prove alla mano, un passaggio rapido dall’esplorazione alla produzione.
Il colpaccio dell’Eni è stato possibile grazie all’exploit in Egitto dove in due anni l’azienda italiana ha permesso al Cairo di mettere a regime il più grande giacimento di gas del Mediterraneo orientale, lo Zohr. Negli stessi giorni Eni ha firmato un accordo con un’altra compagnia emiratina, la Mubadala, per la cessione del 20 per cento della quota Eni nella concessione Nour, al largo del Delta del Nilo in Egitto. L’Eni ha ora una quota dell’85 per cento, il restante 15 è dell’egiziana Egas.

Si formerà così un trio per sfruttare un giacimento più piccolo dello Zohr ma molto promettente, mentre Egitto e Israele hanno firmato un accordo per portare il gas israeliano sulla costa egiziana, dove, a Damietta, c’è un grande impianto di liquefazione dell’Eni che potrebbe diventare un hub per il trasporto verso tutta l’Europa. I nuovi contratti quindi s’iscrivono «in un’intesa strategica che l’Italia sta perseguendo da almeno cinque anni». La sfida nei prossimi decenni, sia nel Golfo che nel Mediterraneo, «sarà quella di proteggere le enormi scoperte fatte di recente».
Lo sbarco dell’Eni nel Golfo ridisegna gli equilibri nell’area, dove di recente ha fatto la sua comparsa anche la Russia. Vladimir Putin si sta aprendo la strada per installare una base militare in Egitto «e forse anche a Tobruk». Di qui la necessità per l’Italia di una alleanza con gli Emirati Arabi, che possono integrare gli investimenti in Egitto, dove hanno un rapporto di ferro con il presidente Abdel Fatah Al-Sisi, mentre in Libia sono fra i principali sponsor del generale Khalifa Haftar, padrone della Cirenaica e di una fetta del Fezzan. Con l’appoggio di Abu Dhabi l’Eni e l’Italia possono riequilibrare i loro rapporti nello scacchiere libico, e contrastare l’espansione francese dal Sud, dove esistono giganteschi giacimenti di gas ancora da esplorare.

Gli accordi firmati ad Abu Dhabi hanno preceduto di pochi giorni la visita del premier italiano Giuseppe Conte, reduce dalla conferenza di Palermo che ha visto un riavvicinamento fra Haftar e il premier libico Fayez al-Serraj. Le tensioni interne ai Paesi del Golfo favoriscono paradossalmente questo processo. Il reciproco interesse è confermato anche da Omar al-Ubaydli, direttore degli Economics and Energy Studies al Centro Derasat, in Bahrein: «I Paesi del Golfo stanno da tempo cercando nuovi partner internazionali, si è parlato tanto di Asia ma c’è spazio per una cooperazione con l’Italia in tutta la regione». L’Eni ha firmato accordi minori in Bahrein ed è in trattative anche con il Qatar. Nel nome dell’energia e non solo".

pc 21 novembre - La scrittrice indiana Arundhati Roy scende in campo contro la repressione in India - ricordiamo - 8 dicembre meeting a milano ore 10 Cs Micene


in via di traduzione

INDIA: Carta de Arundhati Roy al fotografo Shahidul Alam.

Arundhati Roy writes to Shahidul Alam

Day of the Imprisoned Writer 2018
PEN International
November 20, 2018 / Indian Cultural Forum

Dear Shahidul,
It’s been more than a hundred days now since they took you away. Times aren’t easy in your country or in mine, so when we first heard that unknown men had abducted you from your home, of course we feared the worst. Were you going to be “encountered” (our word in India for extra-judicial murder by security forces) or killed by “non-state actors”? Would your body be found in an alley, or floating in some shallow pond on the outskirts of Dhaka? When your arrest was announced and you surfaced alive in a police station, our first reaction was one of sheer joy.
Am I really writing to you? Perhaps not. If I were, I wouldn’t need to say very much beyond, “Dearest Shahidul, no matter how lonely your prison cell, know that we have our eyes on you. We are looking out for you.”

pc 21 novembre - il governo fascio/populista in preda a una guerra tra bande in Parlamento, mentre si incarta la crisi finanziaria con la bocciatura UE della 'sedicente' manovra del popolo'

L'assenza di una vera opposizione operaia e popolare nelle piazze, sui posti di lavoro e nel paese
favorisce comunque che alla fine si mettono d'accordo e continuano a vendere fumo e a funzionare da ingannappopolo - mentre  circa la crisi gli effetti del contrasto UE saranno giustificati da questo contrasto e scaricati sulle spalle dei lavoratori e masse popolari

Anticorruzione, Conti e Salvini a “vigilare” in aula. Di Maio: “Il voto di ieri salva i ladri. Anticorruzione, Conti e Salvini a “vigilare” in aula. Di Maio: “Il voto di ieri salva i ladri. Non lo permetteremo”



Alta tensione tra Lega e M5s: rinvio della discussione in Aula alle 13 per arrivare a un’intesa. 



“Questa norma è il peggio perchè salva i politici che rubano i soldi: per noi è inaccettabile“. E poi: “Vogliono macchiare il ddl sulla corruzione. Noi non lo permetteremo”. E ancora: “La più grande riparazione è l’approvazione in tempi più brevi. La riparazione è vedere a febbraio che i partiti devono rendicontare tutto”. Nel day after della prima sonora sconfitta in Parlamento per il governo, con il Movimento 5 stelle battuto su un provvedimento bandiera come il ddl Anticorruzione, Luigi Di Maio ha radunato senatori e deputati alla Camera. I 5 stelle non intendono porre il voto di fiducia sul provvedimento, ma vogliono proseguire il normale iter parlamentare, compresi i 43 voti segreti ancora previsti per altrettanti emendamenti. Per il deputato pentastellato Colletti “tra assenze pilotate e voti a favore dell’emendamento è probabile che sia stato un numero rilevante di leghisti che hanno votato a favore di un emendamento che tutela i politici che rubano nel corso del loro mandato.
«La nostra analisi di oggi suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata».
In conferenza stampa Valdis Dombrovklis ha confermato quel che già si poteva leggere in tarda mattinata nel rapporto della Commissione Ue. «Tutti i paesi della zona euro fanno parte della stessa squadra e giocano secondo le stesse regole. Queste regole esistono per proteggerci. Garantiscono certezza, stabilità e fiducia reciproca», ha spiegato il commissario lettone. Anche gli amici di Salvini come Orban o Kurz si sono rivelati “fratelli coltelli” votando contro l’Italia.

Il «non rispetto particolarmente grave» delle regole di bilancio, in particolare delle raccomandazioni dell’Ecofin dello scorso 13 luglio, comporta dunque l’apertura della procedura di infrazione. La decisione era ovviamente attesa, ma le conseguenze che può innescare sono davvero molteplici.


Per il deputato pentastellato “tra assenze pilotate e voti a favore dell’emendamento è probabile che sia stato un numero rilevante di leghisti che hanno votato a favore di un emendamento che tutela i politici che rubano nel corso del loro mandato.

pc 21 novembre - Il decreto Salvini non è solo decreto Salvini - editoriale

Il dibattito in Parlamento dimostra è il decreto SALVINI-DI MAIO, con una foglia di Fico, e avallato dal presidente Mattarella
La natura fascista e liberticida coinvolge quindi DI MAIO e il Movimento 5 stelle.
Naturalmente è indubbio l'appoggio ad esso di Fratelli d'Italia e di larga parte di Forza Italia che si propone come stampella per farlo passare, in caso di defezioni nell'area M5S.
Non è una reale opposizione neanche parlamentare quella del PD, che si appresta a portare l'antesignano e mentore di Salvini, Minniti, alla segreteria del Partito.
Quindi è l'intero Parlamento. Un parlamento nero da combattere e spazzare via con tutti i mezzi.
La mobilitazione contro questo decreto - che comprende anche l'appoggio a tutte le forme di disobbedienza civile - è prolungata e non si potrà spazzare via che rovesciando questo governo e questo parlamento.
La differenza tra opposizione piccolo borghese democratica al decreto e opposizione proletaria rivoluzionaria al decreto, al governo, al parlamento nero è l'essenziale della lotta politica su questo terreno.
Vi può e deve esserci convergenza in alcune azioni e in alcune fasi, ma l'essenziale oggi e compattare politicamente e organizzativamente il fronte proletario e rivoluzionario, renderlo visibile ed agente,
per iniziative e forme di lotte, allargarlo passando da una fase di difesa strategica, che è quella in corso e non sappiamo quanto può durare, alla fase successiva del consolidamento ed equilibrio strategico.
Il nostro lavoro da partito per il Partito si misura con questa azione e capacità.

proletari comunisti/PCm Italia
21 novembre 2018

pc 21 novembre - La tragica contabilità delle morti sul lavoro ci chiama a una lotta senza quartiere contro il capitalismo che uccide

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.
Morti sul lavoro dal 1° gennaio al 15 novembre 2018
Sono 634 i morti sui luoghi di lavoro 
(Con i morti sulle strade e in itinere sono già morti oltre 1200 lavoratori.
Sono ben 85 i morti schiacciati dal trattore dalla
 nascita a giugno del nuovo governo, e 136 dall’inizio dell’anno. 

Morti sui luoghi di lavoro nelle province italiane,
VENETO 62 Venezia (11), Belluno (3), Padova‎ (4), Rovigo (3), Treviso (15), Verona (18), Vicenza (8). Lombardia 57 Milano (13), Bergamo (5), Brescia (8), Como (5), Cremona (3), Lecco (1), Lodi (1), Mantova (8), Monza Brianza (7), Pavia (3), Sondrio (5), Varese (1) CAMPANIA 52 Napoli (16), Avellino (5), Benevento (), Caserta (13), Salerno (17).  EMILIA ROMAGNA 50 Bologna (7), Rimini (1). Ferrara (9) Forlì Cesena (6) Modena (7) Parma (5) Ravenna (5) Reggio Emilia (3) Piacenza (5) TOSCANA 47 Firenze (5), Arezzo (9), Grosseto (3), Livorno (4), Lucca (3), Massa Carrara (6), Pisa‎ (7), Pistoia (4), Siena

pc 21 novembre - Caporalato e sfruttamento - dal Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia

comunicato ricevuto
Sono tre le organizzazioni di “caporalato” scoperte e denunciate finora nel nostro territorio. Almeno, quelle che hanno avuto gli onori delle stampe!
Con una conferenza stampa, convocata mesi dopo i fatti – a cui non siamo stati invitati – è stata illustrata l’operazione condotta da Ispettorato del Lavoro, carabinieri e polizia municipale di Alessandria, contro un’organizzazione delinquenziale – a dire il vero, un ibrido tra caporalato e commercianti – che acquistava da proprietari dei terreni situati

pc 21 novembre - Libia - la Conferenza di Palermo - Una delle fazioni libiche quella del Fezzan traccia un bilancio dal suo punto di vista e alza il tiro delle sue richieste mettendo in campo le sue armi di pressione: migranti, sigarette, droghe ed armi - rimpiange l'azione di Minniti

Accordi segreti - risarcimenti - promesse del precedente governo non mantenute - lavorio segreto per la conferenza... I nuovi accordi tracciati sono solo e sempre soldi/affari/ intervento militare e poliziesco. In una trama da racconto di spionaggio e di un teatro che non fa che implodere ed esplodere

Tripoli, 20 nov 16:30 - (Agenzia Nova) - La Conferenza di Palermo per la Libia organizzata dall’Italia sotto l’egida delle Nazioni Unite è stata un “passo in avanti” nonostante alcuni “errori logistici” e il fatto che sia stato trascurato uno dei dossier più spinosi: la crisi del Fezzan, la vastissima area desertica della Libia meridionale che sfugge all'autorità di Tripoli. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio presidenziale libico, Abdulsalam Kajman, in un’intervista esclusiva concessa ad “Agenzia Nova”. “In primo luogo intendo ringraziare il governo italiano per aver ospitato la Conferenza di Palermo e per i grandi sforzi profusi. Certamente i risultati ottenuti sono limitati, ma questo è dovuto anche a noi libici. Alla fine però possiamo dire che la Conferenza di Palermo è stata un passo in avanti”, spiega Kajman, originario proprio del Fezzan. I 38 rappresentanti internazionali presenti al summit ospitato a Villa Igiea il 12 e 13 novembre hanno garantito un sostegno pressoché unanime al nuovo piano di azione delle Nazioni Unite che prevede, tra le altre cose, elezioni in Libia “entro la primavera del 2019” e lo svolgimento di una Conferenza nazionale, “a guida libica e inclusiva", da tenersi a gennaio sul suolo libico.

Nelle conclusioni finali della Conferenza di Palermo, tuttavia, il Fezzan viene menzionato in modo marginale. I partecipanti si sono limitati a esprimere “la loro preoccupazione per la situazione di sicurezza e umanitaria in alcune parti della Libia, e in particolare nel Sud, e si sono impegnati a stabilizzare la regione e a ripristinare i servizi di base per la popolazione interessata”. Troppo poco

pc 21 novembre - Le Filippine in mano al regime fascio/populista di Duterte oggetto della contesa mondiale economico-politico-militare interimperialistica tra USA e Cina

Filippine-Cina: presidente Xi in visita a Manila, firmati numerosi accordi di investimento

Manila, 21 nov 05:54 - (Agenzia Nova) - Il presidente cinese, Xi Jinping, ha inaugurato ieri la sua prima visita ufficiale a Manila, nelle Filippine, firmando con l'omologo Rodrigo...
La rivalità tra Stati Uniti e Cina che la scorsa settimana ha dominato l'annuale incontro della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec),...
L'annuale vertice dell'Apec a Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, si è chiuso lo scorso fine settimana senza una dichiarazione congiunta,...
O'Neill ha indicato chiaramente gli Stati membri il cui disaccordo ha pesato di più: "Conoscete i due giganti nella stanza", ha detto
Il vertice è stato segnato dal duello verbale a distanza tra il presidente della Cina, Xi Jinping, e il vicepresidente degli Stati Uniti,...

"La storia ha dimostrato che lo scontro, sotto forma di guerra fredda, guerra calda o guerra commerciale, non produce vincitori", ha argomentato...
Parlando allo stesso forum, il primo ministro dell'Australia, Scott Morrison, si è unito alla critica contro le tendenze protezionistiche:...
Pence ha ribadito la posizione dura di Washington contro Pechino, sia sulla sicurezza che sul commercio: "Abbiamo intrapreso azioni decisive...
Il vicepresidente statunitense, inoltre, ha criticato la Nuova via della seta, definendola una "cintura costrittiva" e una "strada a senso unico. (Fim)

pc 21 novembre - La guerra dell'auto sul mercato mondiale fa una 'vittima' in Giappone

  • Dietro le ruberie personali di Ghosn - la guerra sulle alleanze vecchie e nuove - la crisi della Nissani si riverserà sugli operai del gruppo e  può dilagare in tutto l'universo delle fabbriche mondiali dell'auto

  • Imprese: Renault-Nissan, Ghosn stava pianificando la fusione tra le due aziende
Tokyo, 21 nov 06:51 - (Agenzia Nova) - Il presidente dell’alleanza Renault-Nissan, Carlos Ghosn, stava pianificando la fusione tra le due case automobilistiche prima del suo arresto, avvenuto a Tokyo nella giornata di lunedì. E’ quanto sostengono indiscrezioni diffuse dalla stampa economica britannica e giapponese, che sottolineano come tale prospettiva si scontrasse con la ferma opposizione dei membri giapponesi dell’alleanza, Nissan e Mitsubishi. Stando ai quotidiani “Financial Times” e “Nikkei”, diversi membri del consiglio di amministrazione di Nissan si aspettavano la presentazione di una proposta di fusione da parte di Ghosn nel prossimo futuro; una fonte anonima citata dai due quotidiani afferma addirittura che la fusione tra le due aziende sarebbe potuta avvenire “nello spazio di mesi”.Renault e Nissan detengono partecipazioni non maggioritarie incrociate, secondo uno schema ideato quasi 20 anni fa; la leadership di Ghosn, sulla cui figura poggiava l’alleanza tra le tre case automobilistiche, aveva ottenuto l’appoggio del governo francese sino al 2022, a patto di rendere “irreversibile” l’alleanza; pare che il manager stesse progettando la fusione tra Renault e Nissan proprio a tal fine. Nissan, però, ha annunciato ieri l’imminente licenziamento del suo presidente, accusato di aver ingannato gli investitori e le autorità giapponesi in merito alla reale entità dei suoi compensi.

L’indagine interna avviata dal costruttore di automobili giapponese Nissan, in merito alle gravi irregolarità fiscali del suo presidente, Carlos Ghosn, si è estesa alle finanze dell’alleanza franco-giapponese Renault-Nissan: un ulteriore segnale dell’apparente volontà di Nissan di svincolarsi dal controllo francese sull’alleanza. Nissan, riferisce la stampa giapponese, ha comunicato a Renault già nella giornata di lunedì l’esistenza di prove di probabili irregolarità presso Renault-Nissan Bv, la venture olandese che supervisiona le operazioni congiunte dell’alleanza tra le due case automobilistiche, e che di fatto è controllata dal gruppo francese. A comunicare la notizia a Renault è stato l’ad di Nissan, Hiroto Saikawa; le due aziende hanno rifiutato di commentare pubblicamente la

pc 21 novembre - Imperialismo italiano - non solo Libia

'I legami storici dell'Italia con la Somalia' sono il fascismo storico e il neocolonialismo.
'La cooperazione bilatelare nei settori politico/economico e della sicurezza' sono la penetrazione delle multinazionali italiane in Somalia, le forniture belliche e la predisposizione necessaria dell'invio di truppe eventuali nel quadro dell'azione complessiva in Africa e della contesa aperta e sottotraccia con gli altri imperialismi

Roma, 20 nov 17:54 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricevuto oggi il presidente della Repubblica federale di Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo”. Lo riferisce Palazzo Chigi in una nota. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso ieri dalla presidenza somala, l'agenda dell'incontro prevedeva il rafforzamento della cooperazione bilaterale nei settori politico, economico e della sicurezza. “Condividiamo legami storici con lo Stato italiano, il mio governo lo sottolineerà perché l'Italia ha un ruolo importante nella ricostruzione della Somalia e i due popoli sono amici intimi”, si legge nella dichiarazione....Farmajo sarebbe dovuto intervenire ad una conferenza prevista all’università Roma Tre, tuttavia la conferenza è stata annullata a causa di un “cambiamento nel programma istituzionale del presidente”...

pc 21 novembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 30

puntate precedenti

pc 17 novembre - Prolegomeni per la costruzione del partito Comunista maoista/Italia - 29
pc 7 ottobre - Prolegomeni per la costruzione del partito Comunista maoista/Italia - 28
pc 5 ottobre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 27
pc 2 ottobre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 26

pc 26 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 25
pc 23  settembre -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 24
pc 21 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 23
pc 19 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 22
pc 17 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/italia - 21
pc 15 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 20
pc 13 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 19

pc 31 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 18
pc 30 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 17
pc 25 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 16
pc 23 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 15
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pc  5 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  3
pc  3 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  2
pc  1 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  1

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I documenti programmatici domandano una analisi aggiornata dell'Italia.
Economia, classi sociali, partiti, sindacati, correnti culturali.
L'elemento descrittivo deve essere funzionale alle caratteristiche attuali della rivoluzione socialista e della via per realizzarla, delle forze sociali della rivoluzione.
Un particolare peso deve trovare l'analisi delle forze  repressive dello Stato oggi e come fronteggiarle.

Sulle classi sociali. Il problema principale è la questione dell'apparato industriale e della classe operaia. 
L'obiettivo della rivoluzione è il potere operaio. Attraverso di esso la classe operaia si appropria - espropriandolo - dell'intero apparato industriale e lo unifica sotto un unico comando e piano. Innanzitutto per divenire autosufficiente, per produrre tutto ciò che è necessario al popolo e per avere merce di scambio necessaria  ad approvvigionarsi di ciò che manca.

martedì 20 novembre 2018

pc 20 novembre - Roma. Incendio fascista alla Palestra popolare Valerio Verbano - Massima solidarietà

All'ombra del governo fascio/populista mano libera a fascisti e malavitosi a Roma


Ieri notte intorno alle 23:40 circa un incendio è divampato nei locali esterni della Palestra Popolare Valerio Verbano in via delle Isole Curzolane al Tufello.
L’incendio è stata spento dai Vigili del Fuoco intorno alla mezzanotte; alla fine i danni hanno riguardato esclusivamente la parte esterna e l’area tecnica costituita dal boiler per l’acqua calda e il relativo impianto idraulico.
Già dalle prime indagini della polizia scientifica è emerso con chiarezza che si tratta di un incendio doloso poiché le fiamme sono state innescate in più punti e con materiale comburente; fortunatamente non ci sono danni alla struttura e neanche ai locali interni della palestra e questo ci permetterà in tempi brevi di riprendere le nostre attività.

La Palestra Popolare Valerio Verbano, che quest’anno compie dieci anni, è un luogo di sport e cultura attraversata ogni giorno da centinai di persone, molte delle quali bambine e bambini. E’ un punto nevralgico del quartiere e della comunità, un luogo riqualificato dal basso in memoria di un ragazzo del nostro quartiere e che ogni giorno attraverso la pratica sportiva costruisce quei valori di solidarietà sociale e riscatto così fondamentali in questi tempi di crisi e paura.
Siamo convinti che questo attacco non sia solo a Noi in quanto palestra, ma sia diretto all’intero laboratorio politico che oggi il III Municipio rappresenta: un territorio libero dalle sedi fasciste grazie ad una presenza importante di realtà sociali e e di persone in movimento che giorno dopo giorno costruiscono nuove pratiche per liberare il nostro territorio dalla solitudine sociale, dalla prepotenza razzista e dalla crisi economica e culturale.
Questo non è un attacco ad un luogo ma ad una comunità di cui questo luogo è un simbolo.
Hanno provato a farci male, di notte e in maniera vigliacca, ma non ci sono riusciti: in queste ore siamo a lavoro per riaprire subito per riprendere le attività e chiediamo a tutti e tutte di sostenere questo sforzo.
La risposta più importante è questa.
La nostra è una storia resistente e partigiana.
Saremo fedeli alla nostra storia.
Oggi e forse domani le lezioni sono sospese per il ripristino della struttura, ma riprenderemo meglio di prima!!!

pc 20 novembre - Si acutizza la crisi finanziaria in Italia -Il governo fasciopopulista è pronto a usarla a suo favore e a scaricarla su operai e masse popolari

 Sale lo spread e vanno giù gli affari…

(lo Stato deve pagare interessi ancora più alti sui soldi che prende a prestito)
Crollano le Borse (in tanti vendono perché non hanno “fiducia” nella “ripresa” dell’economia)
Crolla il prezzo del petrolio (anche perché se ne vende di meno e questo è un indicatore del calo della produzione mondiale)
Il governo italiano non riesce a vendere i buoni del tesoro per raccogliere altri soldi freschi
Aumentano le contraddizioni all’interno del governo fasciorazzista populista

***
Spread Btp-Bund chiude a 326 punti. Allarme della Bce sulle banche
Negativa la Borsa di Milano (-1,87%), scesa ai valori di dicembre 2016. Btp Italia flop anche oggi, venduti solo 241,3 milioni
Redazione ANSAROMA
20 novembre 2018

Piazza Affari chiude in forte calo con il Ftse Mib che lascia sul terreno l'1,87% a 18.471 punti, su valori che non vedeva da dicembre 2016. Chiusura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 326 punti base da 322 di ieri. Il tasso sul decennale del Tesoro cresce al 3,61%. Nel corso della seduta lo spread è salito fino a 335 punti base per poi ripiegare.
Le Borse europee cosi' come Wall Street limano il calo sul finire di seduta. Francoforte cede l'1,56%, Parigi, l'1,13%, Madrid l'1,56%, Londra lo 0,83%.  I listini americani procedono in forte calo, con il Dow Jones e il Nasdaq che perdono più del 2%, lo S&P 500 cede l'1,95%. Cali che, sommati alla brusca frenata delle ultime sedute, fanno bruciare a Wall Street i guadagni accumulati dall'inizio dell'anno e la fanno girare in territorio negativo
AFFONDA IL PETROLIO Il petrolio affonda a New York, dove perde il 5,33% a 54,15 dollari. A pesare e' il brusco calo di Wall Street che affonda le quotazioni del greggio in attesa della riunione dell'Opec in dicembre.
Al centro dell'attenzione la manovra ed il confronto con l'Unione Europea.
Btp Italia flop anche oggi, venduti solo 241,3 milioni - Prosegue la debolezza della domanda per il Btp Italia, il bond governativo destinato ai risparmiatori, con sottoscrizioni che oggi, seconda giornata del collocamento, si sono fermate ad appena 241,3 milioni di euro. Nel primo giorno il titolo indicizzato all'inflazione - giunto alla sua quattordicesima edizione - aveva raccolto solo 481 milioni di euro, in quello che è stato il peggior debutto dal 2012 e il secondo peggior esordio da quando il Tesoro ha introdotto questa tipologia di bond.

pc 20 novembre - IL 24 NOVEMBRE ESCE L'OPUSCOLO:"DIRITTO D'ABORTO PERCHE' SI'"

Esce il 24 novembre un lavoro di ricerca, documentazione su aborto, L.194 a cura delle compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario. Un lavoro che ripercorre le tappe che hanno condotto alla L.194, gli attacchi e le lotte sul diritto d’aborto in questi 40 anni. Non solo l’Italia: grandi movimenti di lotta delle donne per il diritto d’aborto e contro gli attacchi al diritto di scelta stanno attraversando diversi paesi, a dimostrazione che stati, governi, fascisti e razzisti vogliono ricondurre le donne a un moderno medioevo. 
Potrete richiederlo alle compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario alla
manifestazione del 24 novembre a Roma: ci troverete al concentramento in piazza della Repubblica 
lato Basilica di Santa Maria degli Angeli - angolo viale Einaudi.

DIRITTO D'ABORTO  
PERCHÈ SÌ!
 

Lavoro di documentazione, ricerca su aborto e diritto di scelta delle donne

2018: 40°L. 194 22 MAGGIO 1978
NON UN PASSO INDIETRO - ABBIAMO ANCORA TANTO DA LOTTARE 



pc 20 novembre - Di Maio a Pomigliano D'Arco contestazioni, ma anche superflue illusioni

Pomigliano d’Arco, gli operai licenziati Fca contestano Di Maio: “Dicci che non puoi fare niente per noi. Non prenderci in giro”


Il ministro del Lavoro Luigi di Maio, in visita a Pomigliano d’Arco, è stato contestato da 4 dei 5 operai Fca licenziati nel 2014 per aver protestato con un fantoccio con le sembianze dell’allora ad Marchionne impiccato.

pc 20 novembre - Caserta, contestazioni contro la Lega e contro Salvini

Contestazioni, in particolare contro Salvini, all'esterno della prefettura di Caserta, dove sono confluiti i manifestanti di alcuni centri sociali e di associazioni ambientaliste. "Odio la Lega" gridano i manifestanti. E anche "Fascisti del riciclo".

pc 20 novembre - India - la repressione non ferma certo l'espansione dei maoisti - meeting a Milano l'8 dicembre

INDIA: I maoisti espandono le loro basi in  Chhattisgarh-Madhya Pradesh-Maharashtra.


correovermello-noticias
New Delhi 19.11.18
La prensa india, que cita  fuentes de los servicios de inteligencia gubernamentales, informa que el clandestino Partido Comunista de la India (maoísta) ha ampliado nuevas base en el área de Chhattisgarh-Madhya Pradesh-Maharashtra, y en la zona de Gondia-Rajnandgaon-Balaghat, que abarca a mas de cien aldeas.
Los maoístas han organizado milicias locales (Jan Milicia) y organizaciones de masas así como campos de entrenamiento. Las fuentes policiales, afirman que preparan nuevas ofensivas en
Chhattisgarh, Maharashtra y Odisha, mientras que unidades especiales atacan a informadores policiales y agentes del Special Police Officer (SPO).

Bandh en el distrito de Malkangiri.
También se informa que el Comité Zonal Especial de Fronteras Andhra-Odisha (AOBSZC) del PCI (maoísta) a convocado un bandh (huelga general) en el distrito de Malkangiri, para mañana día 20, en homenaje a los miembros del Partido asesinados por las fuerzas represivas los pasados 12 de octubre y el 5 de noviembre. 
Numerosos carteles y pancartas piden participar en la huelga a la vez que denuncian como el gobierno solo busca defender los intereses de las multinacionales y no de la población con sus obras de carreteras que venden como "progreso".

lunedì 19 novembre 2018

pc 19 novembre - Info - sciopero nell'indotto della FCA Melfi - che sia la scintilla che incendi la prateria!

Lo sciopero è partito stamani 19 novembre con il primo turno, dopo le assemblee svoltesi venerdì scorso.

La RSU di stabilimento insieme agli operai anche a seguito delle assemblee terminate venerdì pomeriggio ha deciso di proclamare lo sciopero di tutti i lavoratori per dire basta ad un modello aziendale che ha un unico e solo obbiettivo, sfruttare sempre di più gli operai e come fine ultimo i profitti.

Gli operai chiedono la ridistribuzione della fetta degli introiti non come avviene adesso premiando i soliti noti ma per tutti.

Chiedono inquadramenti professionali non per i soliti lecchini e il passaggio dal 3 al 4 livello per tutti i lavoratori, applicazione delle giuste declaratorie professionali legandole alle mansioni svolte e non a quelle presunte, i buoni pasto per chi non utilizza la mensa e il miglioramento della stessa per tutti coloro che invece ne usufruiscono, l’armonizzazione salariale di tutti i lavoratori attraverso il riconoscimento del super minimo individuale.

Inoltre per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, confronto vero sulla metrica del lavoro attraverso la rivisitazione di tutte le postazioni di lavoro in quanto tanti gli operai accusano problemi di tendinite alle mani ecc…

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