mercoledì 1 giugno 2016

pc 1 giugno - Ventimiglia, oltraggio di carogne, vigliacchi e criminali! La polizia ha fatto irruzione nella chiesa dove si erano rifugiati i migranti

 Gravissime intimidazioni contro i solidali a Ventimiglia

sfilata
[Aggiornamento 31/05] Dopo la giornata di ieri è arrivata la meschina vendetta della questura. La polizia ha fatto irruzione nella chiesa dove si erano rifugiati i migranti con i compagni fermando 15 solidali e consegnando 11 fogli di via da Ventimiglia. Una vera e propria intimidazione contro chi non si arrende all'indifferenza a cui ci vorebbero costringere politici e polizia. Le frontiere scricchiolano, libertà per tutt*!
[Aggiornamento ore 22.15] La polizia è entrata dentro la chiesa dove si sono rifugiate ieri le persone senza documenti e hanno preso tutte le persone europee pare per un identificazione. Sono trattenute in caserma a Ventimiglia. La chiesa è presidiata da due furgoni della polizia. (Presidio Permanente No Borders - Ventimiglia)

pc 1 giugno - Bologna piazza vietata a Salvini... ma la mobilitazione continua. Boicottaggio elettorale contro tutti!

Arriva verso le 18 di ieri sera la notizia che le autorità competenti alla sicurezza cittadina hanno infine deciso di vietare piazza Verdi a Matteo Salvini, intenzionato a occupare la piazza tradizionalmente simbolo dei movimenti sociali e degli studenti e delle studentesse dell’Alma Mater per tenervi il comizio conclusivo della campagna elettorale di Lucia Borgonzoni.
Persino i giornalisti che hanno appena annotato sui loro taccuini l’occupazione della Facoltà di Lettere e Filosofia sono stupiti dal dato politico che emerge frontale da questa decisione: l’attivazione

pc 1 giugno - Belgio contagiato dalla Francia... dilaga la lotta, ma anche gli scontri

Contro una legge del governo federale che somiglia tanto alla Loi Travail di Valls e al Jobs Act italiano.


TOPSHOTS
Protestors thrown stones onto police during clashes at the end of a demonstration by tens of thousands people coming from some 20 European countries in the European district of Brussels to denounce the austerity measures in Europe on April 4, 2014. AFP PHOTO / JOHN THYS
“A noi i sacrifici, a voi i benefici” è stato lo slogan che ha caratterizzato ieri la manifestazione realizzata da circa quindicimila lavoratori scesi per le strade per protestare contro la “riforma” peggiorativa del settore pubblico in occasione dello sciopero convocato nel settore pubblico e nei trasporti. L’agitazione dei sindacati dell’amministrazione pubblica ha bloccato l’attività dei ministeri, delle scuole, la raccolta dei rifiuti, la distribuzione della posta, i trasporti nazionali e locali.
La scorsa settimana erano stati ben 60 mila i manifestanti che hanno invaso le strade di Bruxelles, una marcia sfociata in duri scontri con i reparti antisommossa della polizia e saldatasi con numerosi feriti e arresti.
.... La legge Peeters, presentata dal governo di centro-destra guidato dal premier Charles Michel, rappresenta “l’assassinio del settore pubblico” accusano i sindacati. “Se lo stato non ci ascolterà, allora sarà la guerra e andremo fino alla fine” ha minacciato Michel Meyer, presidente della Cgsp.
Le proteste stanno paralizzando soprattutto la Vallonia, la regione del Belgio abitata dai francofoni, sui quali le politiche a base di austerità impattano maggiormente che sui fiamminghi, soprattutto per quanto riguarda i tagli al bilancio sociale, alle pensioni e al sussidio di disoccupazione.
... I collegamenti ferroviari erano totalmente bloccati in Vallonia, mentre erano assicurati al 30-40% nelle Fiandre. Già la scorsa settimana, e senza preavviso, i ferrovieri della sezione vallone della SNCB – la società di trasporto su ferro – avevano bloccato i treni nella parte meridionale del paese ma i loro colleghi delle Fiandre non li avevano seguiti.

pc 1 giugno - ALMAVIVA: VINCE RENZI (Almaviva incassa). PER ORA...

COSA INCASSA RENZI? Un accordo su una vertenza nazionale importante da sbandierare come sua vittoria, e dei suoi nuovi ministri e viceministro. E a pochi giorni dalle elezioni, serve. I twitter e dichiarazioni di soddisfazione si sprecano...

COSA INCASSA ALMAVIVA? Nuove commesse, una stretta sui bandi pubblici o para-pubblici, il riordino del settore (= lotta alla concorrenza verso i piccoli-medi call center, per favorire le multinazionali), un impegno dei Sindacati a incrementare la produttività, formazione coi soldi della Regione; MENTRE mantiene comunque la spada di Damocle degli esuberi, che tra un anno e mezzo vengono solo ridotti a 1100, la possibilità di delocalizzazioni...

COSA INCASSANO LE LAVORATRICI E I LAVORATORI? Un accordo che non cambia sostanzialmente quello che il 95% di loro ha già bocciato, viene ridotto il periodo di vigenza degli ammortizzatori sociali. Un peggioramento delle condizioni di lavoro (devono lavorare di più e meglio per dimostrare di "meritarsi" il ritiro dei licenziamenti). Una condizione di congelamento e diluizione degli esuberi.

DI FATTO, UNA CONCLUSIONE (AL MOMENTO...) QUASI SCONTATA:
ALMAVIVA HA MINACCIATO CIRCA 3000 LICENZIAMENTI SUBITO, E HA FUNZIONATO... 
TORNA A CASA CON UN COSPICUO "SOSTEGNO" DEL GOVERNO RENZI, PIU' COLLABORAZIONISMO E IMPEGNO SINDACALE, E...MANI LIBERE 

Ma questo, per ora. Aspettiamo di sentire e vedere i lavoratori...

(Da Il Manifesto) - L’accordo prevede 18 mesi di ammortizzatori, divisi in due parti: 6 mesi di solidarietà dall’1 giugno, al 45% per Palermo e Roma e al 35% a Napoli, che equivalgono, spiega la Slc Cgil, alla gestione di 2400 esuberi (ridotti subito, quindi, rispetto ai 2988 iniziali). In caso di commesse lavorate su più siti, i picchi di attività non verranno svolti con gli

pc 1 giugno - Renzi e l'infame storia degli 80 euro


Occorre fargliela pagare con tutti i mezzi... Ministri, sedi ed esponenti del PD non possono essere lasciati in pace... 


E’ così che lo Stato italiano aiuta le persone che guadagnano poco? Regalando loro soldi quando riescono a lavorare e poi pretendendoli indietro perché alla fine dell’anno non hanno guadagnato abbastanza? Dando oltretutto per scontato che ne abbiano la disponibilità?”. Eugenia Pages, 31 anni, è cuoca. Nel 2015 si è vista riconoscere il bonus da 80 euro, salvo poi scoprire, quasi un anno dopo, che non ne aveva diritto. Perché il suo reddito è stato troppo basso. E così deve restituire la somma all’Agenzia delle Entrate. Ma se il bonus è stato erogato un poco alla volta in busta paga, 80 euro al mese appunto, ora la ragazza si trova costretta a restituire tutto in un’unica soluzione. Centinaia di

pc 1 giugno - Il sindacalismo confederale agente del padrone è, grazie allo Stato borghese, sempre più parte economica minore del sistema del capitale - il sindacato di classe è un'altra cosa per davvero se è fuori e contro il sindacalismo confederale. E' da questo che parte la fase di ricostruzione dal basso e dall'alto, accumulando forze e svuotando di lavoratori le strutture agenti della collaborazione del padrone

stralci da l'espresso di Stefano Livadiotti 
23 settembre 2015

.. la CGIL della Camusso si guarda bene dal pubblicare un bilancio consolidato: come del resto i cugini di Cisl e Uil, si limita a mettere insieme in poche paginette i numeri che riguardano la sola attività del quartier generale romano. Spiccioli, rispetto al vero giro di soldi delle confederazioni, che negli anni si sono trasformate in apparati capaci di lucrare pure su cassintegrati e lavoratori socialmente utili (nell’ultimo anno l’Inps ha versato a Cgil, Cisl e Uil 59,4 milioni di trattenute su ammortizzatori sociali)

«.....Diversi recenti episodi di cronaca confermano che di denari nei corridoi delle sedi sindacali ne girano parecchi. E che il loro uso è molto spesso un po’ troppo disinvolto.
Ai primi di novembre 2014 ha mollato di colpo il suo incarico il segretario della Cisl, Raffaele

pc 1 giugno - In provincia di Latina braccianti immigrati costretti a lavorare nei campi a 3 euro l’ora


da operai contro

Redazione di Operai Contro, l’Italia è una grande Rosarno, dalle fabbriche alle campagne i padroni vogliono operai che costino niente. Nell’agro pontino in provincia di Latina vi è un’altra piana […]

l’Italia è una grande Rosarno, dalle fabbriche alle campagne i padroni vogliono operai che costino niente.

Nell’agro pontino in provincia di Latina vi è un’altra piana di Gioia Tauro
L’unica differenza fra l’Agro pontino e la piana di Gioia Tauro è che in provincia di Latina non si vedono né ghetti né tendopoli abitati dai lavoratori sfruttati e invisibili. Ma le condizioni di lavoro sono forse peggiori: dai due euro ai tre e mezzo all’ora per lavorare 12 ore nella raccolta di frutta e verdura.
A farne le spese la comunità indiana sikh che in zona sfiora le 30mila unità.

Questa clip è tratta da “The Harvest. Storie di nuovo caporalato agricolo in Italia“, un film documentario in uscita prevista nel 2017 per cui è attiva ora una campagna di crowdfunding

pc 1 giugno - Speciale proletari comunisti sulle elezioni - stralci

SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 5 GIUGNO - stralci anticipazione dello speciale in uscita in forma stampata nei prossimi giorni

L'avvicinarsi della scadenza elettorale in grandi città del nostro paese, ci chiama a prendere posizione, a partire però da un'analisi concreta della situazione concreta esistente ...

La posizione generale di proletari comunisti/PCm  la possiamo riassumere in questo:
oggi per contrastare l'azione del capitale, dei suoi governi e del suo Stato serve innanzitutto la lotta e l'organizzazione. Bisogna insistere nelle fila proletarie, popolari e giovanili che la lotta e non il voto è la soluzione e la strada per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro e per conquistare lavoro, diritti....

....Dal lato della collina del capitale i meccanismi elettorali e le forme della politica praticata sono diventate sempre più escludenti e impositivi, antidemocratici, e sempre più caratterizzati come 'comitati di affari', 'clientele'.
Dal lato dell'opposizione si è andata formando una deriva della cosiddetta “antipolitica” che dà spazio soprattutto a demagoghi, arruffapopolo, che nella quasi totalità dei casi è di tipo reazionario, per non dire apertamente fascista e razzista.
....le masse di fronte alle degenerazione dei meccanismi della democrazia borghese, non avendo una propria rappresentanza politica vanno scegliendo, l'astensionismo, la non partecipazione al voto.casa, reddito, ecc......
....Quindi, è del tutto evidente che partecipare al voto con presentazione di liste o appoggio a liste presenti, significa entrare nel teatrino corrotto e degenerato della politica della borghesia e inseguire i partiti e i demagoghi sul loro stesso terreno, col risultato di corrompere ulteriormente le file dei movimenti di lotta o di opposizione politica e sociale che si mettono su questo terreno; ma significa anche separarsi dalle masse, in nome delle quali spesso si conduce questa politica elettoralista, che invece vanno approfondendo il loro distacco dai partiti elettorali, espressione sempre più pura del capitale, della casta politica e del malaffare.....
......alle elezioni amministrative del 5 giugno proletari comunisti invita a Milano, a Torino, a Bologna, a Roma al boicottaggio attivo del voto, non partecipando o annullando le schede...

pc 1 giugno - Basta morti sul lavoro... ma serve un cambiamento dei metodi di lotta, di organizzazione, di rivendicazioni e di programma

Report morti sul lavoro nei primi 5 mesi del 2016
Finalmente assistiamo a un calo delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro, rispetto al 31 maggio del 2015. Un calo abbastanza importante, dell’8,5%. Ma se lo andiamo a rapportare il numero di morti al 31 maggio del 2008, anno d’apertura dell’Osservatorio, il calo è inesistente. Altro che costante calo delle morti da dieci anni. Erano dall’inizio del 2008 al 31 maggio 234. E questo nonostante la perdita di tantissimi posti di lavoro in regola, che sono andati a finire nel precariato e in

pc 1 giugno - Ventimiglia, sostenere i migranti nella battaglia contro imperialismo francese e italiano

Ventimiglia, respinti in mille alla frontiera con la Francia

Migranti e polizia si fronteggiano (foto Pecoraro)

Ventimiglia - È muro contro muro sotto il sole di mezzogiorno nel caldo che soffoca. Da una parte i migranti, i 70 che si erano raccolti nella chiesa di San Nicola e che a sorpresa, alla mattina, sono usciti e in corteo si sono messi in marcia verso la Francia. Dall’altra parte i poliziotti con gli scudi: non si passa. Gli immigrati vogliono varcare il confine, continuano a ripetere: «La nostra meta è Parigi». Molti di loro, però, ci hanno già provato e sono stati respinti. Li racconta, quei tentativi a vuoto, lo sventolìo di foglietti tra le loro mani: la Francia ha già detto di no.
È la spia di quel che è accaduto nelle ultime due settimane a Ventimiglia, la storia che le telecamere non possono raccontare, quella dei passeur, delle marce notturne e pericolose sulle strade dei monti, dei viaggi accovacciati nel bagagliaio delle auto e dei furgoni. In mille, in 15 giorni, hanno dato l’assalto al confine con la Francia. Quasi nessuno ci è riuscito. Sono i numeri a dimostrarlo: ogni giorno, nelle ultime due settimane, sono stati respinti alla frontiera in 50, 60, anche di più.
Più la pressione aumenta, più i francesi diventano inflessibili e implacabili, sorvegliando ogni metro della frontiera. Dov’è finita, la differenza tra gli immigrati ricacciati indietro e coloro, duecento, che alla fine sono rimasti in città prima del blitz della polizia l’altra mattina? Hanno lasciato il campo. Si sono rimessi in viaggio in Italia, per provare altrove.

Una differenza di numeri notata anche dalla Caritas: «Negli ultimi mesi - spiega il direttore, Maurizio Marmo - abbiamo registrato tremila persone al nostro centro. Però poi la presenza stabile è di 250 al giorno. Cambiano sempre». Gli altri? Tornati anche loro in viaggio.

pc 1 giugno - MARIA UCCISA DAL MARITO E DA QUESTO SISTEMA MALEDETTO

Un triste, ma con forte rabbia, saluto a Maria Teresa Meo uccisa dal marito, da parte delle lavoratrici, disoccupate, compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario di Taranto.

Dalle notizie pare che l'assassino di Maria Teresa, il marito (che si è suicidato) avesse avuto qualche problema di lavoro un paio d’anni fa. Era, operaio della Star di Agrate Brianza, era in cassa integrazione a rotazione e temeva per il proprio lavoro. Per questo, sarebbe caduto in depressione. "Definito "gran lavoratore" dai vertici aziendali e dai colleghi - era addetto al reparto sughi - era stato a lungo spaventato dal fatto di essere stato per diverso tempo l'unico a portare uno stipendio a casa". 

Il "gran lavoratore" (che già in questo dimostra una concezione deviata: di chi si spende per l'azienda illudendosi così di essere garantito e poi crolla di fronte alla realtà; di chi ritiene che l'uomo debba garantire la sicurezza della famiglia, ecc.) poi diventa un assassino.

E sono così  le donne, anche in questa situazione, a subire tragicamente e doppiamente gli effetti devastanti, da un lato di questo maledetto sistema sociale che porta attacchi al lavoro, al futuro, e dall'altra degli uomini che scaricano i loro problemi, le loro frustrazioni, ma anche le loro ideologie deviate, meschine, sulle donne.  

pc 1 giugno - SI PARLERA' DELL'ILVA A TORINO, BRESCIA, BERGAMO, MILANO

Grazie al libro "La tempesta perfetta" in tante città si sta parlando dell'Ilva e si conosce finalmente la vera realtà degli "invisibili", gli operai.
Dopo Palermo, Napoli, Pisa, Massa, Schio, Milano, Catania

da metà giugno nuove presentazioni: 



TORINO: alla libr. Comunardi - 16 giugno

saranno presenti anche familiari e operai dei processi Thyssen ed Eternit

Intervengono gli avvocati di Torino che seguono le parti civili dello Slai cobas sc al processo Ilva di Taranto

Brescia - Rovato: al C.S. 28 Maggio - 17 giugno



Bergamo - Seriate: in p.zza Bolognini - 18 giugno

adiacente al Circolo Arci "Al Bafo"



Milano - presso la storica militante Libreria Calusca - 19 giugno

pc 1 giugno - Boccia, il nuovo capo di Confindustria, vuole un “capitalismo moderno” e una “democrazia moderna” per un paese al pieno servizio dei padroni che stronchi definitivamente gli ultimi diritti dei lavoratori

Il nuovo presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, ha fatto il suo primo discorso ufficiale il 26 maggio scorso all’assemblea dei padroni privati (ma anche pubblici, non dimentichiamo che esiste questa assurdità della presenza di aziende pubbliche che versano soldi pubblici nelle casse private di Confindustria) e ha detto chiaro e tondo quali sono i suoi obbiettivi e come li vuole raggiungere. E soprattutto che li vuole raggiungere!

Boccia ha detto che ha una fissazione e vuole che sia di tutti: quella della “crescita”, intende economica, e questa passa per un’altra “fissazione” quella dello scambio “salario/produttività”, e anche questo vuole che sia un problema di tutti! E intende padroni, sindacati e governo.
Partiamo, quindi, da ciò che è stato detto chiaro e tondo rispetto agli operai, come dice Boccia “da quello che conosciamo meglio e che sappiamo fare meglio: la nostra industria”: “La variabile decisiva per le nostre imprese è la produttività”. Per i padroni produttività significa che gli operai devono produrre di più, in tempi più brevi, affinché con prezzi più bassi delle merci e pagando meno salari, possano affrontare meglio la concorrenza, cioè strappare mercati agli altri capitalisti vendendo di più e, quindi, facendo più profitti! 


E come un’ossessione appunto, sulla produttività Boccia torna più volte, in un altro passo per esempio dice: “Consideriamo da sempre lo scambio ‘salario/produttività’ una questione cruciale e crediamo che la contrattazione aziendale sia la sede dove realizzare questo scambio.”
Ma per riuscire a fare tutto questo Boccia individua nel suo discorso degli “ostacoli” da superare e cioè l’esistenza di “relazioni industriali”, e cioè i rapporti con i sindacati, non ancora “moderni” e l’esistenza del contratto nazionale che deve essere sostituito, appunto, dal contratto aziendale, quello cosiddetto di secondo livello.

I padroni, dunque, sono chiamati da Boccia a “costruire un capitalismo moderno fatto di mercato, di apertura ai capitali e di investimenti nell’industria del futuro.” Alcuni padroni, secondo Boccia, sono già su questa strada, sono riusciti a rimanere a galla, “hanno superato la crisi. L’hanno superata perché hanno innovato. Hanno esportato. Perché hanno modernizzato la governance. (cioè il modo di dirigere l’azienda)… Hanno aperto il capitale dell’impresa” (cioè, rispetto a come facevano in passato, hanno accettato che altri capitalisti mettessero soldi nell’azienda diventando anche loro padroni senza più paura di perderne il “controllo”, “rischiando” di più e ammodernando le fabbriche con la nuova tecnologia). Quelli che invece non hanno fatto tutto questo hanno chiuso o

martedì 31 maggio 2016

pc 31 maggio - Domani anticipazioni del nuovo numero di proletari comunisti - speciale elezioni 5 giugno: Milano,Torino, Bologna,Roma e... ancora Napoli - lotta in Francia - 50° della Grande rivoluzione culturale proletaria

pc 31 maggio - Le fabbriche che esplodono - la Darkem di Ivrea: 14 feriti e rischi per la popolazione

Ivrea, 14 feriti per il rogo con esplosione nella fabbrica di vernici attigua all'ex Olivetti

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Quattordici feriti, la maggior parte soccorritori. E’ il bilancio del maxi incendio che ieri sera ha distrutto i capannoni di una fabbrica di vernici a Scarmagno. I più gravi sono due vigili del fuoco, trasportati in elicottero all’ospedale Cto. Il caposquadra, 54 anni, ha riportato ustioni di terzo grado sul volto e sul torace, circa il sette per cento del corpo. Si è fratturato anche una caviglia, ma anche se le sue condizioni sono serie non è in pericolo di vita e, malgrado la fiammata al viso, non rischia la vista. Meno gravi tutti gli altri vigili del fuoco: sono in tutto sette e sono rimasti ustionati nel tentativo

pc 31 maggio - HOTSPOT - NON C'E' LIMITE AL PEGGIO! ALFANO E LA UE PENSANO ANCHE A GALERE IN MARE

 "Una grande nave d’appoggio, come la San Giusto della Marina militare, potrebbe presto incrociare al largo delle coste italiane"... Li chiamano hotspot galleggianti: centri d’identificazione in mare, dove i profughi vengono fotosegnalati, poi portati a terra e da lì, per chi non ha diritto all’asilo, rimpatriati. 
La Commissione Europea aspetta dall’Italia una "valutazione approfondita" sulla fattibilità degli hotspot galleggianti. Per questo, oltre a portare a sei il numero complessivo di questi centri entro luglio, si pensa all’opzione di utilizzare la nave San Giusto della Marina militare italiana".


In questo modo governo Italiano e Commissione europea puntano a non farli neanche mettere piede sulle nostre coste. Un modo comodo, senza più accoglienza, e con costi molto più ridotti per riportare indietro i migranti, perchè di questo si tratterà per la stragrande maggioranza dei migranti.
Altro che "Corridoi umanitari". Alfano sta preparando corridoi disumani, con migranti, giovani, donne, bambini, trattati come bestie da selezionare e rispedire al mittente. 
Cosa potranno diventare in realtà questi "Hotspot galleggianti" ce lo mostra l'Australia - RIPORTIAMO UN ARTICOLO PUBBLICATO TEMPO FA:


(Da Il Manifesto) - "...la politica di Canberra nei confronti di rifugiati e migranti è sintetizzata nello slogan «No Way», vale a dire nessuna possibilità che qualcuno sbarchi sul territorio nazionale grazie a

pc 31 maggio - Avviso ai naviganti... ovvero ai Votanti del 5 giugno, e in anticipo a quelli del referendum istituzionale di autunno

....Questo governo non si spazza via con le elezioni, come anche la cosiddetta “sinistra” fuori dal parlamento e parte del movimento sostengono. 
Questo governo domanda invece una lotta davvero generale che assuma i caratteri di una “guerra prolungata”, una lotta che necessita di un partito comunista rivoluzionario autentico, un fronte unito delle masse popolari, una forza combattente d’avanguardia legata alle masse, costruiti nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse. 
Se vogliamo realmente cambiare la situazione.... 

dall'editoriale di
proletari comunisti -aprile 2014

pc 31 maggio - Taranto - Nell'Hotspot non si può entrare! Ma anche nella tendopoli di Manduria non si poteva entrare, e fu rivolta! Proposta una manifestazione regionale a Taranto in giugno, ma il movimento antirazzista svicola ancora.


pc 31 maggio - La fase attuale del lavoro di proletari comunisti per il Partito Comunista maoista in Italia - maggio 2016

IMPORTANTE - I maoisti internazionali e il loro compito principale - dalla Dichiarazione Internazionale Congiunta del 1 °maggio:

"...i proletari, le masse popolari, guidate dai comunisti, devono organizzare la resistenza proletaria e di massa alla guerra interna e intraprendere con decisione i preparativi per trasformare le guerre imperialiste in guerre rivoluzionarie.
Per fare questo, all'interno del ventre della bestia, i comunisti stanno costruendo Nuovi Partiti Comunisti Maoisti, facendo sforzi per fondersi con le masse più sfruttate del proletariato, per conquistare l'egemonia del maoismo nel movimento rivoluzionario, a fronte di tutte le ideologie non proletarie, mobilitando, politicizzando e organizzando i settori più sfruttati della classe operaia e delle masse più povere, per preparare e realizzare attraverso azioni l'inizio e lo sviluppo della Guerra Popolare..."
 
pc 8 maggio - IMPORTANTE COMUNICATO 'proletari comunisti-PcmItalia'

La Dichiarazione Congiunta Internazionale del 1 maggio dei partiti e organizzazioni marxiste-leniniste-maoiste del mondo apre una nuova fase del nostro lavoro in Italia.
Al centro di questa nuova fase è la ricostituzione del PCmaoista nel nostro paese.
Questa è un impresa storica e una missione di vita al servizio del proletariato e delle masse popolari del nostro paese e al servizio del movimento comunista internazionale.
  
Questo può essere solo il frutto dell'avanzamento ideologico e politico dell'insieme dei compagni e simpatizzanti che già lavorano in proletari comunisti , realizzato attraverso la lotta ideologica attiva e la lotta tra le due linee, e di nuove energie proletarie, giovanili, femminili  che devono essere conquistate in campo aperto, fuori dai limiti e griglie della nostra attuale organizzazione.
I compagni attuali della nostra organizzazione devono spazzare via dal loro cuore, dalla loro mente, dalla loro pratica i residui dell’ideologia borghese e sopratutto piccolo borghese che purtroppo sono ancora visibilmente presenti nelle concezioni, azioni e stile di lavoro e ostacolano e indeboliscono l’avanzamento della ricostituzione del Partito.
Per questo le istanze attuali dell'organizzazione vanno considerate in verifica sul piano ideologico, politico e organizzativo e vanno tutte ricostruite in campo aperto e nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse.
Intanto proseguono come da piani precedenti il lavoro di diffusione della stampa e delle pubblicazioni e l'impegno negli organismi generati, organizzazioni di massa, strutture di sostegno

proletari comunisti - PCm Italia
maggio 2016

pc 31 maggio - VENTIMIGLIA: MIGRANTI E NO BORDERS IN CORTEO VERSO IL CONFINE- LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE!

(Dalla stampa ligure)
Ventimiglia, migranti e no borders lasciano la chiesa e si spostano verso il confine
Sono circa 150 giovani: è il terzo spostamento in due giorni. Ieri sera dieci attivisti hanno ricevuto il foglio di via

Migranti e No Borders lasciano la chiesa di San Nicola di Ventimiglia e adesso stanno marciando verso il confine di Ponte San Ludovico, il luogo simbolo della protesta della scorsa estate, con decine di migranti per tre mesi sulla scogliera dei Balzi Rossi. Sono circa 150 giovani , tutti maschi: sono loro ad aver lasciato la chiesa di San Nicola nella notte, insieme agli attivisti che ieri sera erano stati identificati dalle forze dell'ordine. Il gruppo è stato fermato da uno schieramento di forze dell'ordine all'altezza del forte dell'Annunziata ed è stato intimato ai profughi di tornare indietro pena l'identificazione e l'allontanamento forzato.
Continuano a spostarsi, dunque: è la terza volta in due giorni, dopo il 'trasloco' dalle sponde del fiume Roja alla spiaggia, quindi in chiesa ospitati da don Francesco Marcoaldi, per evitare lo sgombero (fallito infatti ieri all'alba, quando le forze dell'ordine si sono trovati davanti la spiaggia deserta).
 

Intanto 10 attivisti hanno ricevuto dalle forze dell'ordine un "foglio di via", provvedimento che impedisce loro di stare a Ventimiglia, per l'episodio di ieri sera: uno di loro, in protesta contro le istituzioni, ha scaricato un estintore contro un'ambulanza della Croce Rossa davanti alla chiesa. Quindi l'arrivo dei carabinieri, l'intervento di altri ragazzi in difesa del ragazzo, alla fine il provvedimento.

Ventimiglia, la polizia blocca i migranti: «E noi ci rifiutiamo di mangiare»

I migranti in mancia verso la Francia (foto Pecoraro)

A quanto risulta, i migranti hanno intenzione di raggiungere il confine per protestare contro le autorità francesi che impediscono loro l’espatrio.
I migranti rifiutano il cibo per protesta. Sono stati gli operatori della Caritas a portare loro il classico pacchetto alimentare. La situazione è ancora di stallo. I migranti hanno organizzato un sit in sulla strada e carabinieri e polizia, in modo discreto, sbarrano loro il passaggio. In mattinata sono stati sottoposti a fermo di identificazione altri No border. Anche loro, come gli otto di ieri sera, rischiano il foglio di via da Ventimiglia.