Così lo stato vuole uccidere Nadia e sventolare la testa di
una prigioniera politica davanti al proletariato ...ma Nadia
non si è pentita e vive ancora, così pure il proletariato,
perché viva è la necessità della rivoluzione proletaria.
La giustizia borghese, quella di Biagi e di D'Antona, quella
di Renzi, Monti, Marchionne, Berlusconi ecc. ha fatto
molti più morti di Nadia: morti di stato, morti sul lavoro,
morti per fame e per miseria. Il proletariato comincia a
vedere che questa giustizia borghese lo vuole schiavo o
morto, comicia a vedere che la giustizia di stato ha 2 pesi
e 2 misure: l'una per chi uccide e avvelena gli operai, i
proletari, le popolazioni e il territorio, l'altra per chi lotta
contro questa devastazione umana ed ambientale.
Ma finché la violenza di stato continuerà a chiamarsi
giustizia, la giustizia del proletariato continuerà a
chiamarsi violenza. "Mors tua vita mea" ci ricordano i servi
dei padroni in ogni circostanza e in ogni ambito per
dividerci, isolarci,
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Almeno 30 persone, perlopiù parte del gruppo ultras White Knights della squadra di calcio egiziana dello Zamalek, sono morti ieri sera mentre stavano accedendo all'Air Force Stadium del Cairo per la partita domenicale di campionato.
La tragedia accade nel giorno in cui era permesso per la prima volta il ritorno nelle curve dei tifosi in seguito allo stop di due anni seguiti al massacro di Port Said.
Erano migliaia le persone al di fuori dello stadio ieri a scoprire come rispetto al passato ci fossero delle novità: per entrare nello stadio bisognava infatti passare attraverso un tunnel stretto poco più di 2 metri, che ha costretto i tifosi di fatto ad imbottigliarsi e a iniziare a lamentarsi vistosamente contro il trattamento subito.
A quel punto le forze dell'ordine hanno iniziato a sparare lacrimogeni in quantità, costringendo i tifosi a tirare giù le reti e a provare disperatamente la fuga dalla trappola loro tesa dalle forze dell'ordine. Le reti però, fatte di acciaio e filo spinato, hanno creato il panico e ressa tra i tifosi che cercavano di scappare dalla calca, dal gas e dalle abrasioni calpestandosi l'un l'altro e creando i presupposti per la tragedia.
Le autorità hanno cercato di giustificare le misure prese dalla necessità di controllare l'afflusso dei tifosi, che potevano accedere solo in 10,000 e si sarebbero presentati in migliaia in più, senza biglietto e “potenzialmente pericolosi per la tenuta delle infrastrutture dello stadio”. La realtà è che le misure prese erano evidentemente destinate a creare le condizioni per la situazione che poi si è tragicamente creata.

















