lunedì 20 aprile 2020

pc 20 aprile - Capitalismo/guerra imperialista/influenza spagnola - un passato che ci riguarda e insegna in tempi di coronavirus




L’epidemia di influenza iniziò nella primavera del 1918, diffondendosi rapidamente in tutta Europa a causa dei movimenti delle truppe dovute alla prima guerra mondiale. Si stima che circa la metà dei soldati britannici e circa tre quarti dei soldati francesi furono infettati dall’influenza. L’influenza dilagava tra i soldati malnutriti, ammassati nelle trincee e negli accampamenti degli eserciti.
Con la mutazione del virus si svilupparono nuovi sintomi scioccanti, tra cui persone che diventavano blu a causa della mancanza di ossigeno e di emorragie interne, il tasso di mortalità salì alle stelle, in particolare tra i giovani adulti, i soldati. Oggi si ritiene che ciò sia avvenuto a causa di una eccessiva stimolazione del sistema immunitario, da una tempesta di citochine e da un’infezione secondaria come la polmonite. Ma i medici dell’epoca erano perplessi sulle origini del virus. Se è vero che l’origine del virus è ancora oggi oggetto di dibattito, c’è la certezza che questa pandemia non si sarebbe verificata senza i movimenti di truppe e senza i danni alla salute dei soldati e dei civili creati dalla prima guerra mondiale.
Mantenere la calma e andare avanti
Nonostante si trovassero di fronte alla più devastante pandemia della storia mai verificatasi sotto i

pc 20 aprile - Proletari Comunisti non aderisce alla iniziativa nazionale dell'ANPI per il 25 aprile - Noi siamo contro 'il tricolore' - La Resistenza Antifascista è rossa e antimperialista!

L'Anpi per il 25 aprile ha costruito un evento mediatico di celebrazione virtuale e casalinga.
Sappiamo che purtroppo non potrà essere la giornata di mobilitazione popolare e di piazza con cortei e iniziative varie che normalmente ha caratterizzato il 25 aprile - peraltro segnata molte volte dalla
contestazione degli oratori ufficiali dei partititi di governo e dei partiti parlamentari in genere, così come dalla contestazione antisionista e di solidarietà con la resistenza palestinese-; ma questo non vuol dire che tutti i gatti sono bigi e che non bisogna fortemente contestare e rompere il clima istituzionale e di unità nazionale che mette insieme padroni e proletari - governi dei padroni e masse popolari.
Da tempo avanza un moderno fascismo che vede in prima fila Salvini e il fasciopopulismo in genere - M5Stelle ecc., e che caratterizza l'intera situazione con lo stato di polizia, i decreti fascisti e razzisti sulla sicurezza, gli attacchi permanenti alla Costituzione e ora e dopo l'utilizzo dello stato di emergenza anticoronavirus. Il Tricolore oggi rappresenta questa Italia e viene utilizzato dai fascisti e da tutti coloro che vogliono l'unità nazionale al servizio dei padroni, all'insegna del neocorporativismo, delle iniziative economiche e delle missioni militari dell'imperialismo italiano.
Il moderno fascismo va contrastato con una lotta di lunga durata con l'antifascismo militante, proletario e di massa, con la costruzione di una Nuova Resistenza
Questi contenuti con il massimo omaggio alla lotta partigiana e ai partigiani che fecero della Resistenza una guerra di classe, guerra di liberazione antinazista, guerra civile antifascista e guerra di popolo devono vivere in forme alternative all'iniziativa dell'ANPI.

proletari comunisti/ PCmItalia
20 aprile 2020

pc 20 aprile - Pandemia e disabili - un contributo

Noi disabili siamo gli invisibili

La pandemia colpisce maggiormente i più deboli e mette in luce le carenze del nostro sistema sanitario che prima si fingeva di non vedere. I disabili sono fra i più colpiti.

Noi disabili siamo gli invisibili 
Noi siamo quelli senza cassa integrazione, siamo quelli senza partita IVA, noi siamo quelli non scritti in alcuna categoria.

Noi siamo gli invisibili.

Anzi no, siamo indicati, come i disabili, come fosse una qualifica, una categoria che ispira un senso di umanità fatta di pietismo. Perché ci è toccata in sorte la più triste delle condizioni. Inaffidabili perfino se chiediamo di lavorare. Chi non può, poi, non deve dar fastidio più di tanto, che se ne stia in un angolo senza disturbare. In fondo, con quello che lo stato spende, può sempre farcela senza troppo enfatizzare.

Ma si dal caso che questa emergenza, caduta come una mannaia sulla testa (di tutti, per carità), ha

pc 20 aprile - Il 25 APRILE È ANTIFASCISTA! Fascisti e gente travestita da 'popolo' lanciano appelli per il 25 aprile

Memoria Antifascista
In queste ore su Telegram sono stati aperti numerosi gruppi che promuovono l’iniziativa “25 aprile ORE 17:00 scendiamo in strada chat nazionale #ilnuovo25aprile”. Tra coloro che sui social aderiscono a questa iniziativa ci sono anche i fascisti di Forza nuova che dopo la fallimentare uscita di Pasqua a Roma ci riprovano. Molto anomala la modalità di inserimento delle persone in queste chat che sono state aperte sia a livello nazionale che regionale. Non tragga in inganno la grafica e il riferimento al 25 aprile. Oltre ai fascisti, nella chat, ci sono persone che promuovono teorie complottiste che circolano in rete merito sulla propagazione del Coronavirus. Dopo la solita uscita di Ignazio La Russa ecco un altro tentativo di manipolare la ricorrenza del 25 aprile che resta la festa della Liberazione dal nazifascismo. 

pc 20 aprile - Operaio della logistica ucciso dal coronavirus e dal lavoro in ogni condizione imposto dal padrone

È con grande dolore che comunichiamo la morte del lavoratore Cristhian Ramirez, 40 anni, facchino alla BRT di Sedriano nella 4logistix. Ha lottato per due settimane intubato
Il CoVid 19 se lo è portato via.
Era stato nostro delegato ed era un iscritto impegnato con il SI Cobas.
Mai come ora il loro profitto viene prima delle nostre vite!
Mai come ora è necessario rilanciare la battaglia per difendere la salute sui luoghi di lavoro, imponendo il rispetto tassativo dei Protocolli sulla sicurezza e la chiusura immediata delle aziende che non vogliono o non sono in grado di rispettarli.
Se i lavoratori non si organizzano per tutelare la propria salute e la propria vita, nessun governo e nessun padrone lo farà al posto loro.
Christian Ramirez vive nelle nostre lotte!
SI Cobas nazionale

pc 20 aprile - India - i maoisti condannano la risposta del governo Modi alla pandemia e chiedono la liberazione degli attivisti democratici e dei prigionieri politici

Info CPI Maoist Release Statement Condemning Modi Government’s Response To COVID-19 Crisis

Outlining Steps Necessary To Address It

in via di traduzione
Kothagudem: Coronavirus outbreak is the creation of imperialistic forces, asserted CPI (Maoist) central committee spokesperson Abhay. He said, “The emergence of biological weapons like Coronavirus was rooted in imperialistic policies.”
In a statement released on Tuesday, the Maoist spokesperson said Prime Minister Narendra Modi had failed to take measures to help the poor before announcing lockdown and it had forced migrant workers in cities to walk back to their natives as public transportation was shut.
The Union government needed to spend at least 10 per cent of the GDP towards food and health of the poor. The Central and State governments have to come out with measures to help unorganized sector with a financial package of Rs 5 lakh crore, Abhay said.
Likening the announcement of lockdown to announcement of demonetization, he said both the Central and State governments have placed the onus of protecting on the public with the claims that self-isolation was the only protection from Coronavirus.
In many states there was a lacking for PPE kits and face masks and Modi government consented export of hydroxychloroquine under pressure from the US President Donald Trump. The RSS-BJP leadership trying to target a section exploiting Tablighi Jamaat meeting that cause spread of Coronavirus, Abhay pointed out.
The Maoists Spokesperson, demanded immediate release of activists like Varavara Rao, Prof. Saibaba and other political prisoners lodged in jails across the country. The governments were preferring using police force to implement lockdown instead of educating people, he noted.
Measures for the safety of doctors, sanitary workers, laborers and health workers, protection of press freedom should be taken, confining the lockdown to red zones and hotspots were among his demands.

pc 20 aprile - Verso il 25 Aprile - La storia siamo noi -1

pc 20 aprile - La casa e la famiglia luoghi di femmicidi e violenza verso le donne - Non possiamo stare chiuse in casa! MFPR


Da circa due settimane i due vivevano a casa di lei, nel comune dell’hinterland milanese. Lei voleva interrompere la relazione, ma aveva deciso comunque di ospitarlo a casa sua. Per la donna, di 47 anni, non c’è stato nulla da fare.

Cassano d'Adda, uccide la moglie sparandole alla testa. Coppia in isolamento per Covid, lui: «Mi voleva lasciare»
Le ha sparato in testa mentre dormiva, il 47enne che si è poi costituito ai carabinieri per l’omicidio della sua compagna, intorno alle 2 di notte ad Albignano, un paesino alle porte Truccazzano, nel Milanese. Da circa due settimane i due vivevano a casa di lei, nel comune dell’hinterland milanese. Lei voleva interrompere la relazione, ma aveva deciso comunque di ospitarlo a casa sua (lui era di base a Bressanone, in provincia di Bolzano) per via dell’isolamento imposto dell’emergenza coronavirus. La vittima si chiamava Alessandra Cità e aveva 47 anni. Il suo compagno, invece, è Antonio Vena, coetaneo di origini siciliane e un impiego in una ditta di serramenti nella provincia in Alto Adige. Nella notte tra sabato e domenica, l’uomo si è presentato alla Caserma dei Carabinieri di Cassano d’Adda per confessare quanto aveva fatto «per gelosia». 

Maltrattamenti in casa: con la quarantena aumentano gli Sos al centro anti-violenze

I casi di violenza domestica a Biella non sono cresciuti quanto riportano le drammatiche percentuali nazionali, in cui si fa riferimento a un aumento vicino al 75%, ma anche in provincia sono riprese le chiamate al centro antiviolenza, in particolare da quando l'orario è stato ampliato. Ora gli operatori sono attivi dal lunedì al sabato, compreso, dalle 9 alle 17. «In più abbiamo attivato un numero di cellulare (il 3280468929) – spiega l'avvocato Ilaria Sala dell'associazione “Non sei Sola” -, un messaggio è più veloce da mandare e altrettanto efficace. Grazie a queste due aggiunte siamo tornati al livello delle segnalazioni del periodo precedente l'emergenza. Soltanto questa settimana abbiamo seguito tre casi, oltre al contatto di una collega di Milano che si stava occupando di una donna residente nel Biellese. Può trattarsi anche soltanto di una richiesta di informazioni, una signora l'abbiamo indirizzata al pronto soccorso. E' comunque importante che trovino qualcuno con cui parlare». A rallentare l'attività del centro era stata all'inizio l'impossibilità di frequentare fisicamente lo sportello di via Caraccio. «Le donne devono però sapere che possono uscire di casa e andare a denunciare i maltrattamenti. Per questo è importante che sia attivo un contatto da cui possano ricevere informazioni».
Nell'ultimo mese non sono poi mancati i casi di maltrattamento o stalking approdati in tribunale, dove sono stati firmati una decina di ordini di allontanamento. Si va dal vicino di casa molesto anche se sposato alle violenze nei confronti della compagna, che proprio a causa dell'isolamento sociale richiesto dalla pandemia trova ancora più difficile sfuggire al proprio persecutore. Non si tratta di numeri fuori dall'ordinario, ma che comunque richiedono attenzione. Anche in questo periodo valgono le norme relative al Codice Rosso, che prevedono l'avvio delle indagini entro le 48 ore e poi, dopo l'eventuale riscontro, l'allontanamento immediato del coniuge e compagno violento.     

pc 20 aprile - CONTRO I DIVIETI DEL SISTEMA in PIAZZA CON LO SPIRITO del 1 maggio rosso - dai compagni turchi




CONTRO LE DIVIETI DEL SISTEMA

in PIAZZA CON LO SPIRITO

del 1 maggio rosso

E’ il sistema imperialista-capitalista il

responsabile della pandemia !

1 ° maggio! Intensificare la lotta contro

 il sistema capitalista imperialista

1 maggio giorno della lotta gloriosa del

proletariato

Viva l’internazionalismo proletario!

Fondi per lavoro, non per il capitale!

Assistenza sanitaria equa e gratuita per tutti!

Fondi per la salute, non per le armi!

Sicurezza del lavoro per tutti Salario per tutti!

Accogliere le richieste di rifugiati

Chiudere i campi di rifugiati!

Costruiamo sindacati di di classe contro i

sindacati collaborazionisti!


AGEB (Associazione europea dei lavoratori 

migranti) aprile 2020



pc 20 aprile - Dalla Cina - la pandemia COVID-19 - La verità dietro le maschere

Corrispondenza in via di traduzione

The COVID-19 Pandemic: China – The Truth Behind the Masks

da redspark

Because of thorough repression, it is often impossible to know the opinion and perspectives of MLM comrades in China. But today, we are lucky to be able to publish the following article sent to us by a veteran MLM comrade on the situation of the COVID-19 pandemic in China.
A specter is haunting the world—the specter of COVID-19.
It knows no racial and national borders, infecting the Chinese population alongside those who believe themselves to be invincible. It ignores the arrogance and hierarchy of human society.
It remains unresolved how exactly the virus came out of the Pandora ’s Box. Science and politics, victim and scapegoat, are all tangled together now.
The virus is the common enemy of human beings and the human beings will defeat it together. This class/race-blind virus, however, unveiled many of the contradictions in our class society. The arrogance and prejudice of the public, and the ignorance and short sightedness of the ruling class are all apparent now.
1. Politicians, the Virus and the People
The name “corona” comes from the crown-like shape of the virus. In Chinese the character for “crown” and “bureaucrat” share the same pronunciation (guan). So people also call it the bureaucrat-virus. “Corona” gets at the shape, while the alternative gets at the substance.
It first affronted Wuhan, China. WHO named the disease COVID-19(Coronavirus Disease 2019),

domenica 19 aprile 2020

pc 20 aprile - Brutalità poliziesca in tempi di corona virus: a Catania, e a Torino, ma il quartiere si ribella

Polizia ed esercito a Catania per fermare, con manganelli e minaccia del taser, un uomo disarmato che aveva preso l'autobus senza biglietto:


Torino, al quartiere Barriera, un fermo violento da parte della Polizia ha scatenato la protesta degli abitanti del quartiere. Quattro arresti




Poco dopo l’ora di pranzo in corso Giulio Cesare, le forze dell’ordine hanno effettuato un fermo violento di due ragazzi magrebini presunti rapinatori. Alcuni abitanti del quartiere, di fronte ai metodi vessatori della polizia e a quello schieramento sproporzionato di sbirri, esercito e digos in borghese con i manganelli, sono intervenuti a contestarli. Tra loro c’erano 4 occupanti di un edificio situato in corso Giulio Cesare che sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale




Due episodi tra i tanti che in questi giorni stanno emergendo dalla cronaca di giornali e siti internet: dai rider multati a Torino e Milano durante il lavoro, alla coppia picchiata a Sassari (con la donna, nera, portata in questura), fino alla multa contro i genitori di un bambino malato di leucemia durante il trasporto in ospedale per un controllo post trapianto (sanzione ritirata solo dopo la figuraccia mediatica).

pc 19 aprile - Eterno onore e gloria ai prigionieri comunisti rivoluzionari turchi uccisi 20 anni fa dalla dittatura fascista


La dittatura fascista attaccò i prigionieri rivoluzionari il 19 dicembre 2000 sotto il nome di "ritorno alla vita" in 22 carceri contemporaneamente. Dalle prigione di tipo F i prigionieri rivoluzionari e comunisti hanno opposto a questo attacco una grande resistenza. Nella resistenza , 28 prigionieri rivoluzionari furono uccisi dalla dittatura fascista

pc 19 aprile - Speciale proletari comunisti 12 - Crisi/Coronavirus e cigno nero... - Una breve nota

Se per “cigno nero” si intende qualcosa di inaspettato, che improvvisamente si abbatte sulla società capitalistica e incide pesantemente sulla sua economia allora non siamo d’accordo.
La sorpresa che nasce per una crisi capitalistica, anche quando è scatenata da un virus, può essere comprensibile per i membri falsi e ipocriti della borghesia e i suoi ideologi, non per i proletari che nelle crisi ci vivono, né per i comunisti che le crisi le devono “prevedere”, perché le crisi da sovrapproduzione sono una specificità ricorrente del Modo di produzione capitalistico, anzi più che periodiche possiamo dire che queste crisi sono diventate permanenti.
Non vogliamo certo sottovalutare gli effetti che questa pandemia avrà sulle masse di tutto il mondo e che dovremo tenere in grande conto, ma non siamo d’accordo nel definire l’attuale pandemia da coronavirus e il suo impatto sull’economia uno shock esogeno, come dicono i compagni di Cuneo Rosso in un loro scritto, che però attenuano questa definizione in questi termini: “…anche se tale aggettivo è corretto solo se utilizzato in senso stretto, cioè prescindendo da tutte le devastazioni che il modo di produzione capitalistico ha inferto all’ambiente naturale, nel senso più ampio del termine e che, negli ultimi decenni, si sono estese e approfondite con una progressione esponenziale.” Naturalmente dell’“ambiente naturale” fanno parte anche gli esseri umani, ma, i compagni sanno bene che proprio da tutto questo non si può prescindere perché così è il capitalismo, "viene al

pc 19 aprile - NO! Anche in tempo di Coronavirus, nella fornace Bergamo, la morte di Yaye, giovane operaia senegalese incinta, non è "normale"!

Yaye Mai Diouf: giovedì 16 aprile avrebbe compiuto 32 anni.

Pontida piange Yaye: era incinta

Mamma senegalese di un bimbo di due anni, operaia alla Brembo. È la vittima più giovane dell’epidemia. Una settimana di tosse e febbre, poi la situazione è precipitata. Deceduta al Pronto soccorso.
«Abbiamo perso nostra figlia Yaye, un grande dolore per tutti noi». Poche parole dette da una madre affranta, che in questi giorni si trova nella casa della figlia Yaye Mai che con il marito Douda Timera e il piccolo di 2 anni e mezzo abitava a Pontida, in via Baradello.
La famiglia Diouf è arrivata dal Senegal nel 2002 ha abitato per tanti anni a Pontida, prima di trasferirsi a Presezzo. Yaye Mai invece è rimasta a Pontida, si è sposata con Douda Timera, anche lui senegalese, e ha avuto un figlio. La ragazza che avrebbe compiuto 32 anni giovedì 16 aprile, è deceduta all’Ospedale Papa Giovanni XXIII nella notte del 21 marzo.

L'MFPR si stringe intorno alla famiglia di Yaye. E' una morte profondamente ingiusta! 
Non si deve morire così a 32 anni! Perchè non è stata curata/salvata? La sua morte al pronto soccorso forse spiega come Yaye, come tante persone, lavoratori, anziani, morti a Bergamo potevano essere salvati ma sono stati lasciati morire. E inevitabilmente la rabbia si unisce al nostro dolore.  
Noi conosciamo, attraverso i compagni dello Slai cobas sc di Bergamo, le operaie della Brembo.
Sempre le prime in questi anni nello sciopero delle donne. Anche quest'anno avevano detto che era giusto scioperare nonostante i divieti, le minacce, gli attacchi.
E anche la morte di Yaye spiega perchè quest'anno vi era e vi è una ragione in più: difendere la nostra vita!
Un forte saluto solidale alle compagne di lavoro di Yaye, con il nostro impegno a continuare, elevare ancora di più la nostra lotta, anche in suo nome.

pc 19 aprile - Lombardia contro i responsabili della trasformazione della pandemia in strage

Usb chiede ai corresponsabili di 'cogliere un'occasione storica'?
Lo Slai cobas per il sindacato di classe BG/MI invita a un fronte comune per un'altra strada - allegato alla fine comunicato appello

Lombardia. Cogliere un’occasione storica! 
Unione Sindacale di Base – Federazione Lombardia

Lettera aperta di USB ai direttori generali di Trivulzio e Golgi-Redaelli
Cari dr Calicchio e dr Lucchini,
proprio adesso che l’Istituto Superiore di Sanità ha confermato e certificato il disastro delle RSA in Lombardia, regione che sta pagando – con migliaia di decessi! – un prezzo altissimo e drammatico in termine di vite umane (più di 3.000 morti nel 40% delle strutture RSA interpellate).
Proprio adesso che la Guardia di Finanza ha finito di acquisire documenti in  Regione Lombardia per capire quale siano le cause di questa apocalisse.
Proprio adesso che il virus, con le sue caratteristiche aggressive nei confronti della popolazione anziana, ha messo a nudo le fragilità del sistema socio-assistenziale, così come è stato concepito e realizzato, attraverso politiche di privatizzazione, frammentazione e precarizzazione.
Proprio adesso che la magistratura chiama in causa i responsabili delle strutture RSA, tra cui voi, per

pc 19 aprile - 19 APRILE 1968: LA RIVOLTA OPERAIA DI VALDAGNO - Esce la rivista con gli atti Convegno su "autunno caldo '69"/dicembre 2019 - Bisogna ritornarci con un nuovo appuntamento nazionale

Da Infoaut
La rivolta di Valdagno 
Il 19 aprile 1968 vede a Valdagno una rivolta operaia contro Marzotto e contro l'esasperante repressione politica padronale che impediva una gestione normale di una vertenza sindacale.
Già il mercoledì della settimana precedente era stato indetto uno sciopero selvaggio dichiarato solamente la sera prima. In quella mattinata gli operai avevano picchettato i gradini della fabbrica impedendo agli impiegati l'entrata anche violentemente dove necessario.
Quando il 19 aprile altra data di sciopero gli operai alle 7 di mattina si recarono davanti alla fabbrica per picchettare trovarono un'amara sorpresa, i carabinieri si erano posizionati sui gradoni. Immediatamente gli animi si scaldarono, in particolare quelli delle donne che reagirono violentemente urlando e imprecando contro i carabinieri schierati.
A un certo punto un brigadiere dei CC in borghese tirò fuori una catena legata con un lucchetto ed

pc 19 aprile - Il diritto di sciopero non si tocca lo difenderemo con la lotta! Presa di posizione di numerosi giuristi

Bene la posizione dei giuristi ma USB non si unisce al sindacalismo di base e di classe che propone da settimane, su iniziativa dello slai cobas per il sindacato di classe, una azione unitaria su questo tema - vedi allegato

Basta con la logica di parrocchia che favorisce padroni e Stato!

Pubblichiamo il finale della presa di posizione dei giuristi con le firme

allegati alla fine
- testo integrale della presa di posizione
- contestazione Slai cobas sc alla delibera della CGS - proposto come testo unitario

Difendere il diritto di sciopero per difendere la democrazia nel nostro paese

È dunque necessario prendere la parola contro la procedura avviata dalla Commissione. È tempo di fermare una pericolosa deriva che stigmatizza il diritto costituzionale di sciopero come un intoppo alla vita del Paese.


Uno sciopero generale a tutela della salute di quei lavoratori che vivono condizioni di pericolo non può essere definito come “un danno alle istituzioni”, ma costituisce il modo più alto per assolvere agli “inderogabili doveri di solidarietà politica economica e sociale” richiesti e imposti dalla Costituzione Repubblicana.
Salviamo la democrazia dal contagio delle derive autoritarie.
Chiediamo alla Commissione di garanzia di revocare la Delibera 572/20 del 26 marzo 2020.
Difendiamo il diritto di sciopero.

Primi firmatari
Claudio De Fiores, Docente Diritto Costituzionale 2° Università  di Napoli
Antonello Di Stasi, Docente Diritto del Lavoro  Università Politecnica delle Marche
Giovanni Orlandini, Docente Diritto del lavoro Università di Siena
Francesco Pallante, Docente Diritto Costituzionale Università di Torino
Bartolo Anglani, Docente di letteratura italiana ‘Università di Bari
Luigi Ferrajoli , Professore Emerito Filosofia del Diritto
Tomaso Montanari, Storico dell’arte, Docente Università di Siena

pc 19 aprile - Assemblea nazionale telematica del 14 aprile - La posizione dello Slai cobas per il sindacato di classe

RESOCONTO DELLA SECONDA ASSEMBLEA TELEMATICA DEL PATTO D’AZIONE del 14 aprile 
A cura del SI Cobas nazionale 

Interventi nell'assemblea del 14 aprile da Bergamo, Palermo e Taranto dello Slai cobas per il sindacato di classe - disponibili per i compagni la registrazione - slaicobasta@gmail.com

A seguito del primo incontro del 2 aprile, martedì scorso si è svolta la seconda assemblea nazionale promossa dal SI Cobas per rafforzare un patto d’azione tra le realtà sindacali, sociali e politiche dell’area anticapitalista.
Anche stavolta la partecipazione ha sfiorato i 200 contatti, in larga parte espressione delle realtà che erano già intervenute il 2 aprile, ma con l’importante novità della partecipazione di diversi delegati sindacali di fabbrica dell’opposizione Cgil e di reti autoconvocate (su tutte FCA di Cassino, GKN, precari della scuola e della sanità).
Ciò da una ulteriore spinta a un percorso che, come abbiamo più volte evidenziato, punta ad andare ben oltre gli ambiti di intergruppo tra strutture già esistenti, ma si pone come ambito largo di costruzione di un’opposizione di classe all’altezza dei compiti immediati che questa difficilissima fase ci pone.
Gli interventi hanno ampiamente dibattuto le ultime evoluzioni della crisi sanitaria ed economica legata all’emergenza CoViD-19, e indicato un primo calendario di mobilitazione.
Sul primo aspetto si è confermata un ampia convergenza sui contenuti della mozione approvata all’indomani dell’assemblea del 2 aprile, sulla quale sono emerse alcune proposte di arricchimento su aspetti rivendicativi che non erano stati sinora trattati (su tutti la condizione delle donne in quarantena) o di aggiornamento alla luce dell’accelerazione di queste ore da parte di governo e padroni nella direzione di una riapertura generalizzata delle attività produttive...

- Lo Slai cobas per il sindacato di classe propone emendamenti alla mozione del 2 aprile, ma finora non ci sono risposte - allegati in coda - 

...La realtà di queste settimane sta svelando chiaramente come i proclami del governo Conte su una “fase 2” siano smentiti clamorosamente dal fatto che in migliaia di aziende la “fase 1” non ci sia mai

pc 19 aprile - video intervento di soccorso rosso proletario aggiornato




Il 4 aprile 2020, doveva tenersi all'Aquila un corteo contro il carcere/tortura e ilcarcere-assassino.
Una manifestazione contro differenziazione, isolamento, alta sicurezza, 41 bis. Un corteo in solidarietà con tutti i prigionieri e le prigioniere in lotta, che oggi, alla luce di quanto avvenuto nei giorni delle rivolte e dopo, noi, come soccorso rosso proletario, consideriamo soltanto rimandato e più forte nelle sue ragioni. Le rivolte delle scorse settimane sono state innescate da tempo. Sono decenni che la borghesia, lo stato, forze politiche al governo antepongono le politiche securitarie al servizio del profitto del capitale al benessere e alla cura delle persone!
Hanno fatto delle carceri discariche sociali, criminalizzando povertà ed esclusione.
Il sovraffollamento, le condizioni igienico-sanitarie già disastrose, le generali infami condizioni di detenzione sono state l’humus in cui è germogliato il seme delle rivolte.L'allarme coronavirus e il blocco dei colloqui con i familiari hanno fatto da detonatore.
14 morti, pestaggi, minacce, trasferimenti punitivi, detenuti prelevati notte tempo scalzi e in pigiama per essere deportati chissà dove! Isolamento, torture, riduzione alla fame: questa la risposta dello Stato a chi ha rivendicato con forza il diritto alla salute.
Amnistia, indulto hanno chiesto i detenuti. E della loro effettiva sicurezza non c'e traccia nei decreti.
Ora questi detenuti giustamente ribelli rischiano pene pesantissime, ma senza il loro protagonismo, la loro lotta spontanea, non si sarebbe mai iniziato a fare i conti con l'emergenza carceri in condizioni di contagio coronavirus!
La lotta paga - questo è valido sempre – e negli stati di eccezione come questo, sono stati mezzi di lotta eccezionali che servivano, osando il massimo per avere il minimo.
Le misure decise dal governo per le carceri sono inadeguate a prevenire il contagio tanto che vi è stato un morto nel carcere di Bologna - Era un detenuto, come tanti, in attesa di primo giudizio; e come tanti in cattive condizioni di salute. Ma è morto per coronavirus, nonostante fossero stati chiesti per lui sin da gennaio gli arresti domiciliari per motivi di salute. - e sono aumentati i contagi conosciuti e non conosciuti in varie carceri
La morte per coronavirus tra i detenuti fa paura,e rabbia. Paura per i padroni e gestori di nuove rivolte da un lato, paura dei detenuti di fare la morte del topo dall'altro.
Noi continuiamo a dire che la lotta paga, che ribellarsi è giusto!
Pretendiamo che le carceri siano svuotate di almeno 10.000 detenuti – senza alcuna discriminazione dei detenuti accusati di aver partecipato alla rivolta
Pretendiamo che finiscano i pestaggi e le rappresaglie
Pretendiamo verità e giustizia per le morti in carcere mettendo fine alle menzogne
Pretendiamo che vengano ripristinati e aumentati visite, contatti, pacchi dei familiari perché devono sapere e vedere come stanno i detenuti
pretendiamo che i prigionieri politici – ignobilmente tenuti in 41 bis – non vengano discriminati e tutelati
Pretendiamo che venga accolta la proposta dei detenuti - sostenuta da sindacati di base dei lavoratori e associazioni democratiche di Amnistia/indulto!
Così come chiediamo la depenalizzazione delle lotte sociali anche nelle carceri!

Facciamo sentire in tutte le forme il nostro sostegno ai detenuti e i ai prigionieri politici! Informiamo e sosteniamo tutte le manifestazioni di questi giorni, pretendiamo che non vengano caricate e represse dalla polizia
Bombardiamo di e-mails il Ministero di grazia e giustizia!
Sviluppiamo una campagna unitaria e prolungata e organizziamo per il 19 giugno, giornata della solidarietà internazionale con i prigionieri nelle carceri dell’imperialismo per essere tutti uniti sotto le carceri per presentare il conto.

Soccorso rosso proletario
info srpitalia@gmail.com
aprile 2020

il video intervento del 4 aprile


pc 19 aprile - Verso il 25 aprile - testimonianze partigiane - 1 - La storia di Dina la partigiana in bicicletta: "l'ho fatto perché amavo ...