lunedì 18 dicembre 2017

pc 18 dicembre - 16 dicembre - alla manifestazione di Milano solidale con i migranti

pc 18 dicembre - Il governo Gentiloni e Mattarella responsabili dell'ignobile pagliacciata dell'arrivo dei Savoia - una corrispondenza

FANNO PROPRIO SCHIFO!

Questa volta tocca alla indecente operazione di reimpatrio delle salme di Vittorio Emanuele di Savoia – salito al trono come Vittorio Emanuele III di Savoia, a seguito dell’uccisione del padre, Umberto di Savoia (Umberto I) – e della di lui consorte, la regina Jelena Petrović-Njegoš del Montenegro in di Savoia.
Spese centinaia di migliaia di Euro per andare a recuperare i corpi di due personaggi storici tra i peggiori della storia italica: il re fellone – colui che diede, con tutte le proprie forze, appoggio al fascismo e, dopo la sua caduta, fuggì vigliaccamente a Brindisi – e la sua sposa.
Quest’atto,va addossato al governo e al presidente della Repubblica, che in quanto capo della Stato non poteva non essere a conoscenza di questo sconcio – e ai limiti dell“alto tradimento”, ed è uno dei due reati per i quali si può mettere in stato di accusa il primo cittadino della nazione.
Non si conosce la motivazione per la quale si è provveduto ad offendere così profondamente la memoria di centinaia di migliaia di italiani traditi, torturati, ed uccisi, durante il ventennio fascista, dalle squadracce in camicia nera divenute "tutori dell’ordine costituito" proprio per colpa di Sciaboletta.
Che una decisione come quella presa sarebbe stata una pagina vergognosa per il Governo italiano lo sapeva benissimo chi ha orchestrato questa autentica schifezza: ora che siamo in tempi di elezioni politiche ...
Il popolo italiano ha il diritto di sapere chi ha dato ordine di sperperare denaro pubblico per andare in Francia ed Egitto, con due aerei di Stato – per prelevare quei due personaggi indegni e riportarli in Italia per essere sepolti a Vicoforte di Mondovì.
Stefano Ghio 

pc 18 dicembre - La Formazione operaia a Dalmine parte con il piede giusto

La Formazione operaia a Dalmine parte con il piede giusto, al primo appuntamento partecipano lavoratori e operai in rappresentanza anche delle più grandi  aziende della provincia tra cui la Tenaris Dalmine, la Brembo, la Necta.

Una serata in cui le ore passano ma l'attenzione rimane forte grazie  alla viva e intensa relazione del professor Di Marco, e agli interventi dei presenti, che permette di scorrere il ciclo di produzione capitalistico, rappresentato con esempi semplici, vivi, ma profondi: il significato di "proletario" dal punto di vista economico, il lavoro salariato che produce capitale, il costo è il valore della forza lavoro,  il profitto e lo sfruttamento attraverso cui si estrae la ricchezza di questa società.

Sono seguiti, nonostante l'ora tardi e impegni per alcuni di lavoro, domande, interventi e un dibattito molto utile, ma anche "scambio" tra un intellettuale e gli operai.

La serata finisce con l'impegno a proseguire nell'approfondimento per gli operai e i lavoratori che illumini il cammino delle lotte e la prospettiva-necessità della trasformazione della società in cui viviamo e lottiamo.

pc 18 dicembre - Info dalla FCA SATA MELFI

da operaicontro

Il giorno 11 dicembre 2017 i rappresentanti  di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl e i rappresentanti della PMC, una fabbrica dell’indotto FCA-Fiat di Melfi, si sono incontrati presso Confindustria Basilicata.
La società PMC Melfi applicava, per il sito di San Nicola di Melfi, il Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di Primo Livello del 29-12-2010, con le successive modifiche integrate, cioè quello attuale FCA-Fiat.
L’incontro presso Confindustria è servito per firmare un’ipotesi di accordo da sottoporre ai lavoratori che sancisce il passaggio dal CCSL al CCNL e l’adesione all’Accordo Comparto Auto ACM Melfi, ad eccezione di alcuni punti fra cui quello inerente l’incentivo di produttività sancito dall’Accordo Comparto Auto ACM, cioè il riconoscimento ai lavoratori  dal 1° al 4° livello un’indennità oraria di 0,82 centesimi, inoltre l’incentivo di euro 6,71 per 13 mensilità a titolo di elemento aggiuntivo.
Il giorno 13 dicembre, due giorni dopo la firma sull’ipotesi di accordo fra i rappresentanti del sindacato e i rappresentati del padrone, senza distribuire una copia dell’ipotesi firmata si è chiamati i

pc 18 dicembre - Controllo Popolare: l'Ispettorato su lavoro nero e Napoli Sotterranea - con una premessa

Una premessa tanto per chiarire

proletari comunisti pubblica e appoggia tutte le esperienze di lotta proletaria e sociale che si svolgono nel nostro paese - indipendentemente dal contenitore politico, sociale, sindacale in cui si sviluppano - perche ai proletari e lavoratori in lotta in questa fase del conflitto di classe non va mai fatto mancare tutto il sostegno possibile.
Nello stesso tempo noi combattiamo una guerra di classe ideologica, teorica, politica e organizzativa contro tutte le forme di organizzazione politica opportunista e su linee riformiste- elettoraliste-eurostoppiste-populiste di sinistra,
tutte forme attuali del revisionismo, che resta il nemico e il cancro principale del movimento operaio e comunista, 
un ostacolo alla rivoluzione proletaria unica soluzione necessaria perchè le lotte proletarie abbiano un fine e uno sbocco.

E' in questo quadro che pubblichiamo questo articolo e questa esperienza
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Direte voi, ''Evvai! tutto funziona e procede'' ebbene: NO. E' si vero infatti che i nostri ispettori hanno proceduto all'ispezione dopo la sollecitazione di una pressante campagna pubblica, peccato però che i nostri imprenditori locali siano più arguti e furbi di quanto l'ispettorato potesse prevedere perchè, con una rapida ''magia'', proprio sotto gli occhi dell'ispettore, sono riusciti a far sparire i loro lavoratori... ah no... i loro volontari!
Proprio per questo abbiamo pensato che all'ispettorato non sarebbe dispiaciuto un nostro piccolo aiuto, frutto dell'intelligenza collettiva. Le abbiamo chiamate le tre regole d'oro, ossia dei semplici suggerimenti, diciamo pure dei ''trucchetti'', che gli ispettori potrebbero usare per arginare le nefandezze (o prodezze) dei datori di lavori. Sicuri delle grandi potenzialità dei nostri ispettori e fiduciosi che possano accogliere i nostri modestissimi consigli.. gli auguriamo ancora un buon lavoro, con la promessa di rivederci presto.

Controllo popolare sul lavoro nero e Napoli Sotterranea

Facciamo un'ispezione sul lavoro dell'Ispettorato del lavoro

Prologo: Napoli Sotterranea

Come Camera Popolare del Lavoro dell'ex-OPG “Je so' pazzo” da mesi portiamo avanti la campagna contro il lavoro nero #nonesistomacisono. Abbiamo conosciuto tanti lavoratori che lavorano a nero o “a grigio” e tante situazioni in cui, sullo sfruttamento del lavoro nero, i datori di lavoro riescono a fare enormi profitti. Tra i tanti luoghi dello sfruttamento che abbiamo inchiestato ci siamo trovati di fronte al famoso e (ormai famigerato) sito di Napoli Sotterranea e della pizzeria ad esso collegata “Le Sorelle Bandiera”. Un luogo dove colui che gestisce il sito, Enzo Albertini, da anni fa dello sfruttamento del lavoro nero di guide e camerieri il suo core business. Il clima di ricatto e intimidazione, i lavoratori costretti a lavorare senza contratto e senza le minime norme di sicurezza e il senso di impunità in cui avveniva e avviene tutto questo sono stati messi allo scoperto da una video-inchiesta fatta insieme a lavoratori ed ex-lavoratori e da una serie di articoli usciti sui giornali.

Abbiamo ben in chiaro che il lavoro nero non è un “malcostume” che vede lavoratori e padroni uniti nel fare le cose al di fuori della legge ma un ricatto, un abuso e un furto che “il più forte”

pc 18 dicembre - Argentina - la lotta operaia, giovanile e popolare ferma la riforma reazionaria delle pensioni del governo Macri

da infoaut
giovedì 14 dicembre verrà ricordato come il giorno in cui il governo Macri voleva approvare la riforma sulle pensioni nel Congresso, mentre fuori reprimeva migliaia di persone. Tanti giovani, ma anche tanti anziani che non volevano che venisse sacrificato il lavoro della loro vita in nome dell’austerità, ed è stata la forza di questo popolo ad impedire che la riforma venisse approvata.

Perché la gente è scesa in piazza il 14 dicembre?
Migliaia di persone hanno invaso le strade di Buenos Aires con l’intenzione di raggiungere il Congresso dove si discuteva l’approvazione della riforma sulle pensioni. Macri e il suo partito, incoraggiati dal trionfo elettorale di ottobre e sottostimando la forza delle organizzazioni popolari

pc 18 dicembre - Info su assemblea di Roma di 'potere al popolo' - Vedi ns posizione nei post già pubblicati su proletari comunisti

Potere al popolo. La sfida è accettata e sarà “militante”


L’affollata assemblea tenutasi oggi al teatro Ambra Iovinelli di Roma, ha “accettato la sfida” del processo che porterà alla lista Potere al Popolo nelle prossime elezioni politiche.  Per vedere concretamente questa opzione sul campo occorrerà raccogliere le firme necessarie in tutti collegi elettorali, e bisognerà farlo rapidamente. Eppure, a giudicare dalla spinta e dal clima che si è respirato in una freddissima giornata di dicembre, anche questa tappa verrà affrontata con slancio, lo stesso che è stato imposto un mese fa dai compagni del centro Je So Pazzo di Napoli.
In qualche modo la natura e il ritmo del processo di Potere al Popolo, anche in questo, hanno imposto la dovuta discontinuità rispetto a certe estenuate liturgie della “sinistra”. Un dato leggibile dalle quasi settanta assemblee locali che si sono svolte tra la prima  assemblea (18 novembre) e quella di oggi. Il dibattito provocato da questa proposta ha attraversato tutte le realtà che l’hanno guardata con interesse già da come si era presentata. La Piattaforma Eurostop ha visto una sua vivace assemblea nazionale discutere e poi decidere a maggioranza che l’esperimento andava tentato. Ma anche dentro i partiti comunisti “storici” la discussione e la decisione risulta non essere stata affatto semplice.
Eppure si è capito che si respirava aria diversa in questi trenta giorni, che hanno portato in tanti a dire “accettiamo la sfida”, mediando dove era necessario e forzando dove era indispensabile. Potere al Popolo si è data gli strumenti minimi per cominciare a ingaggiarla: un simbolo (che pure è stata oggetto di molte discussioni) e un responsabile politico (imposto dalla legge elettorale) che è stato riconosciuto ai compagni di Napoli che si sono assunti la responsabilità di avviare il processo.
L’assemblea all’Ambra Jovinelli ha concesso poco, anzi pochissimo, a liturgie e artifici politicisti. L’intervento introduttivo di una compagna di Napoli ha fatto riverberare con

pc 18 dicembre - Anche in Italia due giornate internazionali di azione 26-27 gennaio - per la libertà di SAIBABA - KOBAD GANDHY - AJITH e TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india - info ICSPWI csgpindia@gmail.com

In Italia manifestazioni, presidi assemblee, nraccolta firme, e ogni tipo di iniziativa info ICSPWI csgpindia@gmail.com

disponibili video - materiali in inglese e italiano 

pc 18 dicembre - Nuovamente arrestato il compagno Kobad Gandhy. "Mi vogliono morto" dichiara - arrestati lo scrittore VARAVARA RAO ed altri scrittori e intellettuali indiani dell'Associazione VIRASAM

pc 18 dicembre - Indette due giornate internazionali di azione 26/27 gennaio 2018 per la libertà di SAIBABA - KOBAD GANDHY - AJITH e TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA - Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india - info ICSPWI csgpindia@gmail.com

domenica 17 dicembre 2017

pc 17 dicembre - NO TAP il governo introduce nella manovra finanziaria un emendamento con la proposta di introdurre l'arresto per chi entra nei cantieri NOTAP - E' una militarizzazione e una dichiarazione di guerra contro il movimento e le popolazioni che si oppongono

Il cantiere NO TAP non è Auschwitz... ma è l'ostentazione dello Stato di polizia al servizio delle multinazionali contro le popolazione


Bellanova e soci sono espressione concentrata di questa violenza antipopolare e per questo devo essere combattuti con tutti i mezzi necessari.

pc 17 dicembre - NO TAP ottima contestazione della Bellanova PD e della sede PD da parte del movimento NOTAP e dei cittadini

PD e uomini del governo Pd come la Bellanova - lo stesso vale per il Ministro De Vincenti - si presentano scortati e militarizzati dalla polizia nei paesi per ostentare il loro essere a servizio dei padroni e della devastazione ambientale, in Salento come a Taranto, e cominciano a fare la campagna elettorale per continuare a fare parlamentari e ministri sulla pelle dei proletari e delle popolazioniPd nel mirino dei No Tap: nuovo raid intimidatorio
Scritte sulla sede Pd di Martano. Nel pomeriggio contestata la viceministra Bellanova


Scritte sulla sede Pd di Martano. Nel pomeriggio contestata la viceministra Bellanova

MARTANO – Scritte contro il Pd e contro la Tap sulla sede del Partito democratico. E poi, nel corso delle ore, anche una dura contestazione di parte dei cittadini di Martano contro il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. I messaggi, impressi da ignoti con alcune bombolette spray, riportano le seguenti frasi: “Venduti”, “No tap” e anche un insulto.

Ma la polemica non è stata soltanto quella alimentata dalle scritte sulla sede Pd. Nel corso del pomeriggio, infatti, diversi cittadini martanesi, tra cui lo stesso sindaco, Fabio Tarantino, sono scesi pacificamente per strada, per

pc 17 novembre - Solidarietà con il popolo palestinese a Milano

pc 17 dicembre - Signori antifascisti, non basta dire Genova è antifascista, Savona è antifascista, ecc.

serve contro i fascisti - l'antifascismo militante, le sedi fasciste vanno chiuse, le iniziative antifasciste vanno impedite esercitando la giusta forza - Polizia e istituzioni che le coltivano e proteggono, vanno attaccate...ecc. ecc.

Forza Nuova, volantini contro la Cgil a Genova


Sono stati sparsi per la città dei manifesti firmati dal gruppo di estrema destra. Il sindacato: "Genova è antifascista"
Sono di due tipologie diverse: uno essenziale, in bianco e nero, dove viene annunciato l'inizio di alcune ronde di controllo per la città, con tanto di chiamata "alle armi" ai cittadini; l'altro, in rosso, con un ragazzo di colore sullo sfondo, che accusa la Cgil di lucrare sul traffico dei migranti. Sono volantini firmati Forza Nuova che il movimento d'estrema destra ha sparso per Genova. È il secondo episodio, nel giro di pochi giorni, che in Liguria viene preso di mira il sindacato: il precedente riporta allo striscione con scritte neonaziste e una svastica appeso davanti alla sede della Spi Cgil di Ceparana in provincia di La Spezia.

Immediata la replica  "Stanno girando, tra i quartieri della nostra città e in rete, volantini di un gruppo di chiara ispirazione fascista con contenuti farneticanti - scrivono Ivano Bosco e Federico Vesigna, segretari generali della Cgil di Genova e della Liguria -. Non ci interessa, né vogliamo rispondere o

pc 17 dicembre - OGGI L'ASSEMBLEA NAZIONALE PER LA LISTA "POTEREALPOPOLO" UFFICIALIZZA LA VIA ELETTORALE...

La campagna lanciata da Je sò pazzo per una lista "potere al popolo" ha avuto un successo relativo e diseguale. Assemblee e incontri in tutt'Italia hanno toccato almeno 50 province, in alcune città vi sono state assemblee molto partecipate e rappresentative, in altre invece è stata una partecipazione più limitata. Comunque l'iniziativa ha avuto successo. Je sò pazzo è riuscita a mobilitare i suoi quadri e attivisti e in particolare la rete Clash City Workers, che alla resa dei conti ha dimostrato un'espansione maggiore del previsto e un'interlocuzione larga.
Il messaggio del centro sociale è apparso “forte e chiaro” e ha colto la situazione in un momento in cui la sinistra riformista era nella fase di chiusura dei giochi nelle sue due varianti coagulate intorno alla candidatura Grasso, e la sinistra rivoluzionaria sostanzialmente non aveva preso in considerazione le elezioni (a parte la lista dei trotskisti puramente autoprapagandista che unisce il Pcl e falcemartello). Quindi, quella di Je sò pazzo è risultata l'unica proposta in campo, che ha attratto l'attenzione di tutti coloro che pensavano alla presentazione alle elezioni e non si ritrovavano in nessuna delle proposte e sentivano la sterilità di una presentazione testimoniale.
Questo è sostanzialmente il successo dell'operazione.
Va considerato che Je sò pazzo godeva comunque di fama trasversale, sia per l'impegno profuso socialmente a Napoli su alcuni temi abbastanza esemplari: immigrati, lavoro nero, sia per il sostegno da movimento che aveva sviluppato in occasione della campagna elettorale locale per De Magistris.
Quest'insieme di questione, compreso lo slogan già utilizzato ma sempre “buono” di “potere al popolo”, ha portato effettivamente ad assemblee molto partecipate e a volte intense per dibattito, rappresentazione di lotte ed esperienze.
Chiaramente pesa anche molto che questa proposta, la sua rappresentazione è portata avanti da giovani.
Quindi, le assemblee hanno preparato il buon successo dell'assemblea nazionale che dovrebbe concludere la fase di appello “movimentista” e andare ad una strutturazione delle liste, della campagna elettorale e dei metodi e mezzi per condurla.

La nostra posizione sulla proposta è stata sin dall'inizio di critica frontale, in un certo senso in continuità con la critica che avevamo fatto in occasione dell'appoggio alla lista De Magistris.
Allora noi abbiamo fatto una critica non solo teorica, dal punto di vista di comunisti, marxisti, sinistra rivoluzionaria, ma anche politica e pratica; una critica che non siamo, però, riusciti a valorizzare, sia per il clima generale esistente, per posizioni nel campo dei comunisti ora sterili ora di sottovalutazione della realtà, sia per la debolezza del nostro insediamento organizzativo nazionale.

Poco prima che l'attuale proposta di presentazione di una lista venisse lanciata, avevamo già preso atto di trovarci di fronte ad un cambio di natura di Je sò pazzo, non si tratta più di un centro sociale

pc 17 dicembre - Solidarietà e mobilitazione per i migranti... iniziativa ieri a Palermo

Ieri 16 dicembre, giornata di mobilitazione a sostegno dei migranti, un volantinaggio itinerante con attacchinaggio si è snodato a Palermo lungo le vie e la piazza del  quartiere popolare di Ballarò.
Due volantini sono stati distribuiti ai migranti del quartiere, che lo hanno accolto anche con sorrisi e richiesta di spiegazione, e alle altre persone: uno con la piattaforma di lotta e l’altro con l’appello solidale  per il migrante Haidara a rischio espulsione a Taranto, come esempio del coraggio e della sfida di un gruppo di migranti che in quella città, organizzati con lo Slai Cobas sc, stanno lottando da anni per diritti primari (le carte di identità, ottenute in alcuni casi,  e migliori condizioni di vita nei centri di “accoglienza”) e per questo repressi.


E’ stata ricordata la manifestazione nazionale e la necessità e importanza dell’organizzazione nella lotta dei migranti, una vera e propria ricchezza nel nostro paese da unirsi alle lotta dei proletari contro il governo che attacca la nostra condizione di vita in ogni ambito e nello specifico contro il ruolo del governo Minniti, mandante e responsabile delle politiche razziste e moderno fasciste contro i migranti, degli accordi assassini con paesi come la Libia, in cui centinaia di migranti sono torturati, violentati, massacrati fino ad essere uccisi anche prima di imbarcarsi nei barconi “della morte”, delle campagne ideologiche in nome di “migrante=nemico” che viene in Italia a togliere il lavoro, i servizi… spargendo humus razzista a livello di massa e scatenando l’odiosa guerra tra poveri…



Una tappa dell’iniziativa poi è stata fatta all’ex Cinema Edison, oggi facente parte dell’Università agli studi di Palermo, sempre nel cuore di Ballarò, dove si svolgeva un’iniziativa dal titolo “Migrazione, Diritto e Diritti”, in apertura del Tribunale dei Popoli che si svolgerà dal 18 al 20 dicembre. Abbiamo affisso i volantini nella bacheca dell’atrio e poi consegnati direttamente ad una delle organizzatrici, l’Avvocatessa Serena Romano (che segue lo Slai Cobas sc per alcuni processi come quello relativo alle incriminazione per la mobilitazione No Muos/Niscemi,) che si occupa nei processi penali della difesa dei migranti, la quale, ha mostrato interesse a mettersi in contatto con Taranto su questa vicenda del migrante Haidara.



Abbiamo seguito una parte della riunione in cui si è parlato ina alcuni interventi della necessità di corridoi umanitari, della attuale arbitrarietà del diritto internazionale, della mancanza di diritti

pc 17 dicembre - MIGRANTI TARANTO - IL VOLANTINO DIFFUSO IERI AL PRESIDIO E AVVIO RACCOLTA FIRME PER HAIDARA


pc 17 dicembre - "Migliaia di migranti alla manifestazione nazionale di Roma per il permesso di soggiorno per tutti"... - MA... "tutto secondo programma..."

Migranti, precari e senza casa, il corteo degli "invisibili" riempie il Centro: "Diritti per tutti"
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(stralci ripresi da Contropiano - in neretto nostro commento)
"Permesso di soggiorno per tutti", "E' la nostra giornata - ci siamo tutti in piazza. Vogliamo finalmente riprenderci tutto", "No schiavitù no accordi criminali", "Non siamo pacchi postali"... Sono alcuni dei cartelli tenuti in mano dai migranti. Tra gli striscioni alcuni con su scritto "Ius omnibus", "Uniamo le lotte" e "schiavi mai".


pc 17 dicembre - Sanità: “Può un contratto di lavoro nuocere alla salute dei malati prima che degli stessi lavoratori? Sì

Tratto da Quotidiano on line di informazione sanitaria

Sabato 16 DICEMBRE 2017 – “Può un contratto di lavoro nuocere alla salute dei malati prima che degli stessi lavoratori? Si. Nelle proposte avanzate dalla parte datoriale sul contratto della sanità succede anche questo. Il riferimento è all’articolato presentato sull’orario di lavoro. Un affronto, certo, ai lavoratori ma ancor più a chi, a seguito di malattia, ha bisogno di cure sicure e di qualità”. Ad affermarlo è il Nursind in una nota che fa il punto sulle trattative.
Per il sindacato degli infermieri, quello in atto è “un ulteriore tentativo di affossare il Servizio sanitario nazionale viene proprio da parte del Comitato di Settore che con la proposta di ‘elevare a sei

pc 17 dicembre - ETERNIT: 'La nostra guerra non è persa, sono solo aumentati i campi di battaglia'

L'Afeva commenta la sentenza della Corte di Cassazione sul processo Eternit Bis

CASALE MONFERRATO - 
In relazione alla decisione assunta ieri dalla Corte di Cassazione nell’ambito del procedimento Eternit bis, l’Associazione Familiari Vittime Amianto di Casale Monferrato e Cavagnolo, dichiara quanto segue: “Solo la lettura della sentenza ci consentirà di sapere se la Corte di Cassazione, dopo avere demolito nel 2014 il più grande processo penale per disastro ambientale nella storia d’Italia, abbia adesso accolto le inaudite tesi del Gup di Torino sull’assenza di dolo da parte di Stephan Schmidheiny. Sarebbe, in tutta franchezza, davvero troppo”.
“Meglio pensare – prosegue l'Afeva – per il rispetto che si deve alle istituzioni (persino a quelle che già in passato hanno riservato clamorose delusioni), che il giudizio di inammissibilità sia dovuto a questioni processuali e formali”.
“Se le motivazioni non sono ancora note, il risultato invece è certo: il procedimento Eternit-bis è stato definitivamente spacchettato in quattro diverse Procure”.
“Un esito che avremmo voluto sicuramente evitare, perché ci priva della possibilità di procedere compatti in un unico fronte, insieme a una Procura che già conosce a fondo il caso, ma che non ci deve spaventare”.
“La nostra guerra non è persa, tutt’altro: sono solo aumentati i campi di battaglia”.
“Il nostro impegno è volto a far sì che quei casi, oggi separati, siano un domani riuniti da un comune esito finale: la condanna di Stephan Schmidheiny”.