martedì 28 febbraio 2017

pc 28 febbraio - SCIOPERO DELLE DONNE: "SARÀ UNA ECCEZIONALE GIORNATA DI MOBILITAZIONE IN CUI LE DONNE SONO PROTAGONISTE..."


Riportiamo stralci di una intervista di Eliana Como del 'sindacato è un'altra cosa' - Cgil, che condividiamo, soprattutto quando dice: "Ben vengano le assemblee nei posti di lavoro, gli incontri, gli spettacoli, le iniziative cittadine. Ma senza lo sciopero il segnale è tutt’altro...".


Chiamiamo tutte le operaie, le lavoratrici di tutti i posti di lavoro, le migliaia di precarie, le braccianti, le immigrate supersfruttate nei servizi, nelle pulizie,  ad essere in prima fila nel prendere in mano lo "sciopero delle donne", perchè è lo sciopero che unisce la lotta di classe e la lotta come donne, ed è l'"arma" combattiva proprio delle donne più sfruttate, oppresse, discriminate.

MFPR






8 MARZO – LO SCIOPERO DELLE DONNE «ECCO PERCHÉ FARLO ANCHE IN ITALIA»
"Trecentomila donne hanno manifestato a Roma lo scorso 26 novembre contro la violenza maschile sulle donne e a inizio febbraio si sono riunite a Bologna circa duemila donne..."

pc 28 febbaio - Un nuovo libro sull'assassinio di Pinelli presentato a Milano


Pinelli la finestra è ancora aperta 
di Gabriele Fuga ed Enrico Maltini
(morto pochi mesi fa).

 Una sorta di nuova edizione del precedente libro arricchita con dati derivanti da documenti scoperti recentemente. Le due presentazioni a Milano  erano la prima con Silvia, una delle figlie di Pinelli e Gabriele Fuga; la seconda con Lello Valitutti, l'ultimo compagno a vedere Pinelli vivo.

pc 28 febbraio - CONTRO IL G7 A TAORMINA, DALL'ASSEMBLEA DI PALERMO PARTE IL LAVORO PER LA MOBILITAZIONE

L’assemblea internazionale contro il G7 organizzata a Palermo il 25 e 26 febbraio dal “Coordinamento Sicilia contro il G7” è stata molto partecipata e si è data i tempi scadenzati per proseguire verso la costruzione della manifestazione a Taormina il 26 maggio prossimo.

L’iniziativa è stata divisa in due giorni. Il primo giorno, il 25, si è tenuta l’assemblea generale che ha visto la partecipazione di circa 200 persone provenienti dalla Sicilia e da altre parti d’Italia e dalla Germania, Catalogna, Paesi Baschi. Mentre il secondo giorno, il 26, è stato dedicato a 4 tavoli tematici nella mattinata e ad una assemblea conclusiva nel pomeriggio.
L’assemblea della prima giornata è cominciata con qualche ora di ritardo a causa di un tentativo repressivo che ha rallentato l’arrivo di qualche delegazione, e questo tentativo si è ripetuto anche il mattino dopo.
La partecipazione alla prima assemblea è stata costante e motivata, e ha dato la spinta, dopo i momenti alti della lotta contro il Muos, il Ponte, la militarizzazione ecc., per impegnarsi in una nuova lotta; erano presenti molti giovani, per la maggior parte aderenti a centri sociali di Palermo, Catania, Napoli, Roma, Torino, Padova… presenti altri militanti della NOTav, di Messina, Agrigento, Cosenza, Catanzaro…
Gli interventi sono stati tanti e si sono susseguiti durante tutta la giornata e con lo spirito giusto, nell’insieme, per lanciare la mobilitazione; nell’intervento introduttivo è stata posta la necessità dell’analisi della situazione attuale, della denuncia della politica dell’imperialismo e delle proposte da fare.

lunedì 27 febbraio 2017

pc 27 febbraio - Brasile - video per la campagna in Germania in sostegno delle donne del MFP e dei contadini della LCP e del giro della LCP in Galizia

Brasil video



pc 27 febbraio - Oscar a Moonlight - Ma nell'India del regime fascista Indù di Modi non si può vedere

Homophobie: Moonlight censuré en Inde


Moonlight, film initiatique de Barry Jenkins centré sur un personnage homosexuel issu des ghettos noirs-américains a été censuré en Inde.
moonlight censuré en Inde
La loi Indienne, issue de l’époque coloniale britannique, interdit en effet l’homosexualité.
Toutes les coupes ici

pc 27 febbraio - India, sciopero maoista ‘Bharat Bandh’



Maoists call for ‘Bharat Bandh’ on February 27


CPI (Maoist) has given a call for “nationwide shutdown” on February 27 to protest against the policies of the Centre and the Chhattisgarh government.
The secretary of the south sub-zonal bureau of CPI (Maoist) Ganesh Uike issued a press statement seeking the people’s support for the ‘bandh’ in protest against demonetisation and its ‘favourable’ approach towards the corporates, multinational companies.
The rebels claimed that the demonetisation has led to inflation, unemployment and poverty in the country.
The rebels demanded release of seven members of Telangana Democratic Front jailed in Sukma jail and halting of search operations and ‘fake encounters’ against the Maoists in the region.
They expressed concern over the creation of Bastar battalion and demanded strict action on the forces over the alleged atrocities against tribal women in Chattisgarh.
The comrades also demanded registering of murder case against the inspector general of police SRP Kalluri who was recently shifted to the state police headquarters from Bastar. They sought his dismissal over the alleged violation of human rights, massacre of tribal persons and suppression of the people in the conflict-ridden south Chhattisgarh.

pc 27 febbraio - Ilva - no all'accordo sulla cassa integrazione - vogliamo assemblea generale e referendum - Slai cobas per il sindacato di classe Ilva-appalto Taranto

comunicato stampa


llva Taranto i sindacati confederali firmano la cassa integrazione che apre l'ultima corsa verso gli esuberi - si comincia subito con 800 a zero ore.
Chiediamo un assemblea generale e un referendum tra i lavoratori.
Mercoledì presidio incontro port A/D  ore 15-16

La cassa integrazione straordinaria  è anticamera nei numeri degli esuberi niente affatto temporanei.
Noi invitiamo i lavoratori a dire NO a questo accordo.
Vogliamo una assemblea generale di tutti i lavoratori ilva e un referendum su questo accordo per il quale i sindacati confederali non hanno ricevuto alcun mandato

Per lo slai cobas per il sindacato di classe è i tempo di dare vita a una lotta seria per il cambiamento generale del piano sancito dagli attuali decreti secondo le linee più volte esposte da noi e definite "decreto operaio", su tre punti:
- sancire che nessun esubero potrà avvenire e che i diritti acquisiti dei lavoratori sono intoccabili
- fare un vero piano di utilizzo dei lavoratori nei lavori cosiddetti di ambientalizzazione e bonifica dello stabilimento
- sancire un piano di prepensionamento di tutti i lavoratori che abbiano almeno 25 anni di stabilimento

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
slaicobasta@gmail.com
347-1102638
27-2-2017

Appuntamenti con lo Slai cobas sc
28 febbraio - port A/D ore 15-16

1 marzo
mattino processo Ilva dalle 9.30 al tribunale di Taranto
ore 18 sede via rintone 22 Taranto - presente avvocato Bonetto foro di Torino che cura le parti civili

Nella prossima settimana
relazione sulla situazione
giovedì 9 marzo ore 18 via rintone 22 Taranto
info 347-1102638

pc 27 febbraio - I PADRONI AGRICOLTORI DANNO PIENA CONFERMA: SONO LORO I VERI RESPONSABILI E "UTILIZZATORI FINALI" DELLO SFRUTTAMENTO FINO ALLA MORTE DEI BRACCIANTI COME PAOLA

(Da un articolo del 26.2.17 del Quotidiano di Puglia)

Dopo gli arresti per la morte della bracciante Paola Clemente... "minacciano di licenziare tutti i loro dipendenti dal 1° marzo... Sono gli agricoltori del "Movimento per l'agricoltura", che sabato 24 febbraio in 200 hanno protestato a Bari contro la legge anti caporalato..."
"noi gli 86 euro al giorno ad un dipendente (è la paga lorda prevista dal contratto nazionale - ndr) non li daremo mai. E quando ci costerebbe la manodopera?... se devo dare 86 euro al giorno al mio dipendente a quanto devo vendere l'uva?
Domanda il giornalista: "Qual'è, quindi, la retribuzione equa per 8 ore di lavoro sotto i tendoni? Risposta: "Non 15 euro come accade nei ghetti ma certamente nemmeno 86 euro". Non lo dicono apertamente ma fanno capire che i 30-35 euro che riceveva Paola Clemente (in realtà meno: 27 euro al giorno - ndr) è una cifra tutto sommata "giusta".
Ma questi padroni non protestano solo per le retribuzioni - che la legge si limita a dire soltanto che devono essere quelle previste dal CCNL, niente di più, e che, come in tutto il sistema produttivo della legge del capitale, pagano solo una parte del tempo in cui i braccianti lavorano (per 10, 12 ore), quello per riprodurre la forza-lavoro per essere sfruttata il giorno dopo, mentre il resto del tempo di lavoro è gratis per produrre plusvalore per il profitto del padrone - si lamentano anche della mancata flessibilità dell'orario di lavoro, delle misure di sicurezza che dovrebbero adottare, perfino dell'installazione nei loro fondi dei bagni chimici.
"Se per necessità - dice un agricoltore - chiedo al mio operaio di andare oltre le 6 ore e 45 minuti, pur pagandogli lo straordinario, rischio di essere accusato di caporalato. Ma lavorare in campagna non è come lavorare in una fabbrica... il nostro è un prodotto che va raccolto nei tempi giusti. Se piove dobbiamo fermarci, ma io poi quel tempo lo devo recuperare..."
E ancora ".... come possiamo farci carico anche della visita medica del lavoratore? (e, quindi, si lavora anche se la bracciante non sta bene, come è successo a Paola - ndr). Allo stesso dipendente poi dovrei garantire la formazione, dovrei fornirgli tutta l'attrezzatura: insomma, prima ancora che cominci a lavorare ho già speso per ogni singolo operaio 300 euro..."
"... un bagno chimico nelle campagne è una follia: in estate con temperature vicine ai 40 gradi diventano impraticabili..."
Gli agricoltori minacciano di fare una serrata per 15 giorni se non cambia la legge e tra le richieste del Movimento sta anche "la modifica nella parte in cui prevede la responsabilità penale dei titolari delle imprese, l'abolizione del controllo giudiziario dell'azienda che viene scoperta ad utilizzare lavoratori in condizioni di sfruttamento". Cioè libertà di sfruttamento - ndr.

ALLORA, A CHI FA COMODO IL CAPORALE? CHI STA DIETRO LA MORTE DI PAOLA, LO SFRUTTAMENTO FINO A SFINIMENTO DI ALTRI BRACCIANTI? 
I PADRONI!

Chi denuncia il caporalato senza combattere le aziende, vuole nascondere che il lavoro in agricoltura è parte del sistema del capitale, che lo sfruttamento serve il profitto degli agricoltori.

pc 27 febbraio - Ilva Taranto: i sindacati confederali firmano la cassa integrazione che apre l'ultima corsa verso gli esuberi - si comincia subito con 800 a zero ore

Firma dell’accordo sulla Cigs dei lavoratori dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria.
Il numero degli esuberi temporanei è sceso a 3.300 unità di cui 3.240 per Taranto e 60 per Marghera. I numeri, in deciso calo rispetto ai precedenti 4.984 chiesti dall’azienda,
Di media la cig riguarderà 2.500 persone (2.465 a Taranto e 35 a Marghera). L’accordo sarà valido fino al termine dell’Amministrazione Straordinaria.
Nello stabilimento di Taranto, precisa la stessa fonte, 800 unità saranno a zero ore. A questi l'azienda garantirà una rotazione pari al 20% del tempo lavorabile nel quale i lavoratori effettueranno attività di formazione e riqualificazione professionale. Azienda e sindacati hanno concordato incontri bimestrali al fine di verificare la corretta applicazione dell’accordo.

Intesa FIM-FIOM-UILM in merito a sospensione temporanea dell’attività lavorativa per CIGS in numeri medi pari a 2500 unità, massimi in 3300 unità (comprensive delle 60 unità di Ilva Marghera).
L’intesa prevede durata annuale, attraverso verifiche cadenzate bimestralmente con la finalità di opportunità di interventi migliorativi alla struttura.
Si prevede rotazione dei lavoratori degli impianti fermi, nella misura di 1 settimana ogni 6. Sarà inoltre prevista la formazione retribuita considerata come presenza effettiva di lavoro, di 1 giorno mensile a totale carico aziendale.
Attraverso la regione Puglia si incorpora nell’intesa la possibilità di piani di formazione aggiuntivi a quanto previsto, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico da tenersi nei prossimi giorni.
Come UILM, si legge in una nota del sindacato dei metalmeccanici, siamo convinti di aver messo al sicuro il salario dei lavoratori e la certezza dell’occupazione.

Saranno 3.240 a Taranto e 60 al deposito di Marghera: la cassa integrazione sarà straordinaria e durerà per tutto il mandato dei commissari. Per 800 lavoratori sarà a zero ore, essendo questi addetti a impianti che resteranno totalmente fermi


Lo stabilimento Ilva di Taranto
Lo stabilimento Ilva di Taranto
Il tavolo di oggi al Mise è stato presieduto dal vice ministro Teresa Bellanova. Nei giorni scorsi è stata approvata in Parlamento la legge per il Sud che stanzia, su proposta del governo, 24 milioni per mantenere ai lavoratori Ilva in cassa integrazione nel 2017 lo stesso trattamento economico dei contratti di solidarietà del 2016, ovvero il 70 per cento della retribuzione. I 24 milioni, che vengono da un fondo del ministero del Lavoro, sono riferiti a una platea di 3.500 unità. 

pc 27 febbraio - I sindaci del PD sugli immigrati, sono solo 'diversamente' razzisti dai leghisti!

Canavese: il sindaco dem di Rivarolo scrive al prefetto: "Basta immigrati"

Canavese: il sindaco dem di Rivarolo scrive al prefetto: "Basta migranti"Rostagno: "Non faremo le barricate ma qui ce ne sono già troppi"

Il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno ha scritto una lettera al prefetto a nome dei 46 comuni del Canavese occidentale per dire basta all'arrivo dei migranti. Rostagno che è stato eletto sindaco nel 2014 alla guida della lista civica "Rivarolo rinasce" appoggiata dal Pd chiede una riorganizzazione del sistema di accoglienza. Nella zona ci sono oltre 400 migranti per una popolazione di 80mila abitanti. Solo a Rivarolo sono 128. "Adesso ce ne sono troppi non ne accogliamo più".

pc 27 febbraio - Torino, la lotta per la casa prende una giusta direzione... ma gli amici dell' Appendino e dei grillini, sono ancora nel movimento e bisogna liberarsene!

I Comitati antisfratti: "Finita la luna di miele con la giunta Appendino"

I Comitati antisfratti: "Finita la luna di miele con la giunta Appendino"
Sfrattati occupano lo sportello casa del Comune
Il 18 marzo in piazza: "Finora nessun cambiamento rispetto al passato"

La luna di miele tra la sindaca Chiara Appendino e chi aveva sperato in un cambio di rotta sulle politiche dell'abitare a Torino è finita. Movimenti per la casa, centri sociali, ma anche gli occupanti dell'ex Moi lo hanno certificato ieri pomeriggio durante l'assemblea organizzata nel cortile della Cavallerizza Reale. Una cinquantina di persone si è riunita per lanciare la manifestazione del 18 marzo quando davanti a Porta Nuova si troveranno le tante realtà che compongono il Movimento di lotta per la casa: ...
Un'accelerazione politica, anche se non si tratta di una chiusura definitiva, data dagli episodi delle

domenica 26 febbraio 2017

pc 27 febbraio - SI' ALL'ASSUNZIONE DI MEDICI NON OBIETTORI! FUORI INVECE GLI OBIETTORI DAGLI OSPEDALI!

Gli obiettori di coscienza che sono il culmine dell'ipocrisia di questo marcio sistema fascio patriarcale, rappresentano il punto di attacco piu grave al diritto d'aborto.
Tante donne, soprattutto proletarie, non possono abortire perchè in tanti ospedali ci sono, o si fanno, solo medici obiettori di coscienza. E pertanto è il diritto delle donne, previsto dalla L. 194 che viene calpestato da questo stesso Stato!

Alcuni giorni fa la regione Lazio, che in pratica non aveva più medici non obiettori in grado di garantire il servizio ha pubblicato un bando di assunzione per  2 ginecologi "non obiettori" al San Camillo di Roma, con la clausola che in caso di futura obiezione di coscienza sia previsto il licenziamento.

Subito ne è seguito un gran polverone da parte governativa e della CEI.
In una situazione in cui in Italia c'è il più alto tasso europeo di obiettori: il 70%, con punte del 90% in alcune zone, e per cui il bando fatto dalla Regione Lazio riequilibra solo minimamente questa realtà che di fatto impedisce l'aborto a tantissime donne. 

La ministro della salute Beatrice Lorenzin, che già con la sua proposta del Piano di Fertilità aveva chiarito che l'intento del governo era quello di trattare le donne come fattrici, macchine per la riproduzione in nome di Dio patria e famiglia, ha fatto dichiarazioni che vergognosamente hanno ignorato una legge che dovrebbe tutelare il diritto di scelta delle donne, la autoderminazione.

Chi è allora, fuori legge!?

Sulla pelle delle donne gli ipocriti obiettori lucrano, praticando in privato gli aborti, negando di fatto il diritto alle tante donne lavoratrici, disoccupate, immigrate che tornano a rischiare la loro vita ricorrendo alla  clandestinità.


Anche questa canea contro l'assunzione di medici non obiettori è quindi parte di un ritorno a un moderno medioevo in cui gli attacchi alle donne si fanno sempre più duri, con discriminazioni sul lavoro, molestie sessuali, stupri, femminicidi, tentativi di ricacciare le donne a casa a cui scaricare il taglio e il peggioramento dei servizi sociali e di cura.


L'OTTO MARZO CON LO SCIOPERO DELLE DONNE  SCENDEREMO NELLE PIAZZE UNITE, E PIU' FORTI, ANCHE PER DIFENDERE IL DIRITTO D'ABORTO, LA NOSTRA AUTODETERMINAZIONE.

DOBBIAMO FAR PAURA A QUESTO SISTEMA FASCIO PATRIARCALE! 

Una compagna dell' MFPR

pc 26 febbraio - LO SCIOPERO DELLE DONNE: DALLA SCINTILLA ALL'INCENDIO

Il 25 novembre 2013 per la prima volta in Italia si realizzò lo "sciopero delle donne"; era una novità anche a livello internazionale, lo sciopero poi si è ripetuto nell'8 marzo dell'anno scorso promosso sempre dal Movimento femminista proletario rivoluzionario, che già negli anni precedenti portava avanti questa "parola d'ordine" e lavorava per la sua realizzazione.
Quest'anno, quelle "scintille", speriamo che nell'8 marzo diventano dei veri fuochi in Italia e in tanti paesi del mondo.
Uno sciopero, contro la guerra di bassa intensità contro le donne, in quanto donne, che parte dalla sua manifestazione più evidente, fatta di femminicidi e stupri, di uomini che odiano le donne, perpetrati soprattutto nella "sacra famiglia", fatta di violenze, molestie sul lavoro, di maltrattamenti delle donne, come "ordinaria" oppressione verso le donne, frutto più barbaro di questo putrefatto sistema sociale capitalista. .
Ma è uno sciopero delle donne che si estende all'insieme della condizione di doppio sfruttamento e oppressione, peggioramento delle condizioni di vita sul lavoro e in casa, di discriminazioni, smantellamento di diritti conquistati con le lotte, come l'aborto, da parte di padroni, governo, Stato; che contribuiscono a creare l'humus, sociale, ideologico, da moderno medioevo, in un clima di marcia a tappe forzate verso un moderno fascismo, dagli Usa, alla Francia, all'Italia, ecc.
.
E' giusto parlare di "sciopero globale delle donne", perchè riguarda e chiama non solo le lavoratrici allo sciopero, ma anche le studentesse, le disoccupate, le donne casalinghe dei quartieri, le braccianti, le compagne in lotta nei movimenti, le immigrate, le donne incarcerate, le lavoratrici del sesso, tutte..., ecc.
Ma lo "sciopero delle donne" è l'arma soprattutto delle donne proletarie, delle lavoratrici, delle migliaia di donne precarie, delle disoccupate, ecc. che sono la maggioranza nel nostro paese come a livello mondiale, che hanno non una ma mille catene da spezzare, e non vogliono solo migliorare questo sistema di oppressione; donne per cui lo "sciopero delle donne" è l'arma attuale perchè esse siano protagoniste della strada per una effettiva liberazione, frutto di una rivoluzione proletaria, in cui le donne siano la marcia in più per rovesciare questo sistema borghese, dalla terra al cielo.

Per questo lo "sciopero delle donne" deve partire e avere al centro i posti di lavoro, le operaie, le lavoratrici, tutti i settori precari e ipersfruttati delle donne.
Per questo lo "sciopero delle donne" è diverso e molto di più di altri scioperi. Esso intreccia la condizione di donne con la condizione di classe; perchè tra le donne vi sono le proletarie, ma ci sono anche le borghesi che vogliono solo spazi per sè e migliorare questo sistema di sfruttamento e oppressione per la maggioranza.

Lo sciopero delle donne può e deve dare un segnale forte, dirompente, di rottura; vogliamo che lo sciopero pesi, incida concretamente, crei "danni" ai padroni, allo Stato, alla "sacra famiglia", agli "uomini che odiano le donne". Non vogliamo solo manifestazioni, che non "disturbano i manovratori delle nostre vite", lo "sciopero delle donne" è di più anche di una grande manifestazione, rompe il giocattolo "su cui padroni, Stato, governo, uomini possono contare".

Lo "sciopero delle donne" è un avvenimento di impatto, di rottura anche a livello culturale, ideologico. Perchè lo sciopero delle donne, ponendo una denuncia che riguarda l'insieme delle condizioni della maggioranza delle donne,  mette in discussione tutto! Ed è questo che pone e
per questo fa paura lo "sciopero delle donne".
Esso nella sua piattaforma non deve porre solo delle rivendicazioni di miglioramento, ma una piattaforma che raccoglie tutte le istanze della maggioranza delle donne. Questo è il senso piattaforma del MFPR, che il 25 novembre ha portato come sfida in Parlamento e ai Ministeri, dicendo: non vogliamo sentire le vostre frasi, promesse false, parliamo noi! E vi diamo degli "ultimatum".

Lo sciopero delle donne è per le donne. Serve prima di tutto alle donne, perchè trovino la forza per ribellarsi, e continuare a farlo, per non accettare come inevitabile una condizione di doppio sfruttamento e oppressione, subordinazione, il loro ruolo nella famiglia; per essere una realtà di lotta che preoccupi e faccia paura ai padroni, ai governi, allo Stato, agli uomini che odiano le donne.

Ma lo sciopero delle donne, delle lavoratrici serve anche all'interno della intera classe proletaria; esso vuole essere una battaglia richiede una trasformazione anche all'interno dei lavoratori, dei propri compagni di lavoro, del movimento sindacale, degli uomini delle organizzazioni rivoluzionarie, comuniste, degli organismi e movimenti di lotta.
In questo senso lo sciopero delle donne pone nei fatti la necessità della rivoluzione, in cui le donne siano la forza più determinata, la carica/marcia in più, perchè portano la necessità di una battaglia complessiva e radicale.

MFPR

pc 26 febbraio - PERCHE' NON CI SIANO PIU' "PAOLE" MORTE SUL LAVORO PER FATICA, PER SFRUTTAMENTO!


NON VOGLIAMO PIU' PIANGERE, DOBBIAMO LOTTARE!

Il 13 luglio 2015 una bracciante, Paolo Clemente, di S. Giorgio (Taranto) cadeva a terra e moriva durante il lavoro nelle campagne di Andria. 
Nei giorni scorsi 6 persone, direttamente o indirettamente responsabili della sua morte sono state arrestate: il responsabile dell'Agenzia interinale (i nuovi "caporali legali") Inforgroup di Noicattaro (BA), per la quale lavorava Paola, i due collaboratori dell'Agenzia, il titolare dell'Agenzia di trasporto delle braccianti e la moglie che si spacciava per bracciante per avere i contributi, e un'altra donna che faceva da "fattora" (una sorta di caporale sul campo), tutti accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravato e continuativo e per truffa.

Siamo contenti che una parte di maledetti sfruttatori siano stati arrestati per la morte di Paola, ma le donne, le lavoratrici non possono affidare la loro vita alla Magistratura, che comunque interviene solo quando una lavoratrice muore
Serve la lotta delle braccianti, serve lottare prima contro i caporali e i padroni assassini, serve organizzarsi e unirsi per rompere le paure, i ricatti, anche l'omertà, la divisione tra le stesse lavoratrici. 
L'8 marzo, lo sciopero delle donne deve essere la prima importante risposta di lotta per Paola, per tutte le braccianti uccise, la prima scintilla! Che le lavoratrici si fermino anche nelle campagne!

Pur avendo fatto questi arresti, ancora niente è stato fatto nei confronti dei proprietari dei campi (la società Ortofrutta meridionale di Corato-BA) dove Paola e le altre braccianti lavoravano e ancora altre continuano a lavorare.
Così come questi arresti sono fatti per un filone di indagine, quello legato soprattutto al ricatto verso le braccianti di lavorare per un numero di giornate e una paga inferiore a quelle effettive; nessun arresto ancora c'è per la morte di Paola.

Paola e le altre braccianti partivano alle 3,30 del mattino per andare a lavorare e tornavano alle 15,30. Stavano 9/10 ore nella campagna, sempre in piedi, con le mani alzate a fare l'acinellatura, soffocando per il caldo che sotto i tendoni arriva a 50 gradi e respirando anche i prodotti tossici buttati sulle viti; in una condizione di pressante controllo, incitamento a fare presto, anche nei bagni (spesso dietro gli alberi) venivano accompagnati dalla fattora.
Per questo lavoro dovevano prendere 86 euro al giorno, ma Paola e le altre ne prendevano solo 27. 
L'inchiesta ha accertato che "tra giugno e settembre 2015 sono stati reclutati tramite l'agenzia interinale barese 7.524 braccianti... è stata omessa la contrattualizzazione e contabilizzazione di 943 giornate di lavoro, che corrispondono a circa 200mila euro di stipendi non versati" 

TUTTO QUESTO HA FATTO MORIRE PAOLA E METTE A RISCHIO LA VITA DI TANTE DONNE BRACCIANTI, LE FA INVECCHIARE PRECOCEMENTE, PER RIUSCIRE A PRENDERE UNA PAGA UN PO' PIU' ALTA - Paola nonostante stesse male fin dal mattino di quel giorno, ha voluto continuare a lavorava finchè non si è accasciata a terra.

MA E' PROPRIO QUESTO SUPERLAVORO, SUPERSFRUTTAMENTO CHE FA AUMENTARE I PROFITTI DELLE AZIENDE. 

Dietro le agenzie interinali, i caporali, ci sono le grandi aziende ortofrutticole, alcune multinazionali, che impongono il loro sistema di prezzi e che usano il caporalato perchè gli permette di avere manodopera pronta, a disposizione, quando e come serve, a basso costo. 
Il caporalato è il braccio necessario delle grandi aziende per fare super profitti, non si può separare dalle aziende, nè alcuna legge che punta a colpire il caporalato serve, perchè esso (illegale o legale) rinasce per forza. 
I caporali e il caporalato legalizzato delle agenzie sono i parassiti del capitalismo agrario, che pasciano e si gonfiano le tasche con le briciole dei profitti delle aziende, rubando ai braccianti pure una parte del loro già ridotto salario. Ma chi intasca realmente sullo sfruttamento dei braccianti sono le aziende, agromafie o "pulite" che siano. 

Il lavoro in agricoltura è parte del sistema del capitale, non è un'anomalia rispetto al capitale legale. 
Per questo, è sempre la fine del modo di produzione capitalista il problema.

pc 26 febbraio - Antifascisti in piazza in Francia-Germania-Gran Bretagna

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En Nantes le dejan claro en las calles a Le Pen y al Frente Nacional que ¡ No Pasaran !

Manifestación de Antifascistas contra Le Pen y el Frente Nacional, la policía cargar y se montar barricadas.

Germany - antifa Frankfurt (Alemania)

Cientos de Antifascistas protestan en Frankfurt contra el auge del fascismo y racismo.

Great Britain - antifa Tottenham Road/Kingsland Road


Manifestantes piden el cierre de la galería racista de LD50 de Dalston 



London Antifascists
Cientos de Antifascistas protestan en las calles en Dalston, en contra la galería LD50

pc 26 febbraio - Dal blog tarantocontro - TARANTO - TRIESTE STESSA LOTTA CONTRO I PADRONI ASSASSINI! E Arvedi, inquisito a Trieste, dovrebbe venire a Taranto...?

Una delegazione di Trieste alla manifestazione cittadina di Taranto di sabato 25 febbraio

pc 26 febbraio - Nella logistica, alla guerra di classe di padroni e Stato bisogna rispondere con la guerra di classe nelle mani dei proletari in lotta

 Delegati sindacali denunciano irregolarità: licenziati

safim AIl settore della logistica vive un grande fermento di lotte da parte di operai che hanno subito per anni situazioni di semi schiavitù.
È il caso della SAFIM, azienda della “logistica del freddo” partita appena otto anni fa con un pugno di dipendenti in un capannone e che conta oggi oltre 250 operai su decine di migliaia di metri quadri.
Un “miracolo imprenditoriale” costruito sullo sfruttamento brutale dei lavoratori, prelevati direttamente dall’estero, in particolare dall’Egitto, e costretti a lavorare 12 ore senza contratti, con straordinari non-pagati e paga bassissime.
L’ingresso in azienda del sindacato SI COBAS è riuscito a strappare migliori condizioni di lavoro ma ora l’azienda passa al contrattacco colpendo i protagonisti delle lotte operaie di questi ultimi anni.
Quattro delegati sindacali sono stati licenziati per aver denunciato all’ispettorato del lavoro le irregolarità che persistevano in azienda. Si è rotto il rapporto di fiducia, ha detto la SAFIM, che evidentemente può riporre fiducia solo nei lavoratori che ignorano i propri diritti e abbassano la testa. I quattro operai licenziati, loro, di fiducia nell’azienda non ne hanno mai avuto.

pc 26 febbraio - Trump rilancia la supremazia atomica statunitense

Un passo annunciato - ma è bene approfondire - leggi lo speciale Trump di 'proletari comunisti', richiedi a pcro.red@gmail.com

Un passo che chiama ancor più alla mobilitazione contro il G7 di Taormina 26-27 maggio - primo viaggio importante di Trump all'estero e in Italia

Diffondi l'appello di proletari comunisti/PCm-Palermo - leggilo su questo blog



Trump-s-nuclear-capabilities-could-be-under-threat-758526

Almeno su questo Donald Trump non si è rivelato una incognita. Il neopresidente statunitense ha riaffermato infatti che gli Stati Uniti devono rimanere il Paese più potente sul piano degli armamenti nucleari, anche espandendo, se necessario, l'arsenale atomico di cui dispongono al momento. La dichiarazione del presidente americano, destinata a scatenare una nuova corsa agli armamenti, è stata rilasciata all'agenzia Reuters e rilanciata da tutti i media americani. Il capo della Casa Bianca, che in precedenza ha parlato di un possibile "patto" con la Russia per ridurre gli arsenali atomici, ha spiegato che mantenere gli Usa al "top of the pack", nella posizione più forte, è una necessità.
Trump è ricorso al solito gioco retorico del "non vorrei ma" affermando che "Sono il primo che non vorrebbe vedere nessuno, dico nessuno, con la bomba nucleare, ma non rimarremo mai indietro rispetto ad un altro Paese, anche se si tratta di un Paese amico". Perchè "sarebbe fantastico, sarebbe un sogno che nessun Paese avesse le armi nucleari, ma se invece le hanno, allora noi saremo i più forti". In realtà non è la prima volta che Trump argomenta il bisogno per gli Usa di mantenere la supremazia atomica nell'attuale contesto. Lo scorso dicembre, appena eletto, commentando una dichiarazione del collega russo Vladimir Putin sul rafforzamento delle capacità nucleari, Trump disse che gli Usa "devono rafforzare fortemente ed espandere la propria capacità nucleare sino a quando il mondo non rinsavirà riguardo l'arma atomica".
Il trattato Start sulla riduzione degli arsenali strategici, prevede limiti alla quantità di testate possedute da Usa e Russia. Ma secondo Trump si tratta di "un altro cattivo accordo sottoscritto, così come l'accordo con l'Iran. Cominceremo a fare buoni accordi". Il presidente Usa ha anche detto che solleverà con Putin, "se e quando ci incontreremo", la questione dello spiegamento di un nuovo tipo di missile balistico da parte della Russia, in violazione al trattato di non proliferazione delle armi atomiche.

pc 26 febbraio - Alla libreria Metropolis di Roma si discute di critica marxista

pc 26 febbraio - MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI A TARANTO MARTEDI' 28 PER I DOCUMENTI DI IDENTITA' - SOLIDARIETA' AI MIGRANTI DI RIGNANO FOGGIA

Nel dare tutta la nostra solidarietà ai migranti del Gran ghetto di Rignano Foggia (segue sotto il comunicato di Rete Campagne in lotta),

 informiamo sulla lotta in corso a Taranto per il documento di identità ai migranti di Paolo VI, gestiti dall'Ass. "Noi e Voi", la stessa che gestisce l'hotspot. Questa lotta nel 2015 fu vinta dai migranti del Centro del Bel sit, dopo mesi di lotta e dure proteste. 
Ma Associazioni, Prefettura, Comune, nonostante questo positivo precedente, tornano a negare questo diritto. MA AVRANNO LA STESSA RISPOSTA DI LOTTA!


Un fatto positivo, invece, c'è stato questa settimana: dei medici e operatori, si sono messi a disposizione dei migranti per l'assistenza sanitaria; vi è stata un'affollata assemblea nella sede Slai cobas, in cui i migranti di 2 centri di accoglienza hanno denunciato che addirittura da tre anni non hanno visto un medico andare nelle loro strutture, hanno parlato dell'abbandono da parte delle associazioni (che pure anche per questo ricevono soldi dal Ministero degli Interni) verso migranti che stanno male, che hanno bisogno di essere accompagnati in ospedale, che hanno bisogno di medicine. I medici, gli operatori hanno fornito utili indicazioni e soprattutto hanno detto che loro sono pronti ad andare nei Centri, chiamati dagli stessi migranti.

Tornando alla lotta per i Documenti di Identità, riportiamo la lettera al Comune, che per non riconoscere questo diritto arriva a contraddire sè stesso...


LA LETTERA DELLO SLAI COBAS ALLA RISPOSTA NEGATIVA DEL COMUNE 

TA 25.2.17

"...vogliamo ricordare che nell'autunno 2015 per la identica problematica: iscrizione 
anagrafica e documento di identità, allora riguardante i migranti del 'Bel Sit', l'intervento 
del Comune fu decisivo per dirimere positivamente la vicenda.
Infatti il 16.9.2015 vi fu una riunione della Commissione Consiliare "Affari generali ed 
Istituzionali", con all'OdG "Iscrizione Anagrafica Stranieri Immigrati" in cui tenendo 
conto delle normative, e in sinergia con la Prefettura, a conclusione si decise quanto segue 
(si riporta dal Verbale):
"A conclusione, il Segretario Generale ritiene di sintetizzare l'esito della riunione nel seguente 
modo: l'iscrizione anagrafica ed il conseguente diritto al rilascio della carte di identità saranno 
assicurati ai migranti che abbiano i seguenti requisiti:
1) possesso di regolare permesso di soggiorno o che abbiamo effettuato domanda di rinnovo 
in corso d'istruttoria da parte delle competenti autorità italiane;
2) dichiarazione da parte del responsabile delal struttura di accoglienza/ospitalità (albergo o 
struttura autorizzata o riconosciuta dalla Prefettura) della convivenza anagrafica di cui all'art. 
5 del DPR del 223/1989 o, in mancanza, che sia stata accertat mediante la Polizia 

municipale".
Anche questa volta il ruolo del Comune è quindi necessario...
IL COMUNICATO DI RETE CAMPAGNE IN LOTTA
Ennesime operazioni di propaganda sulle spalle degli abitanti del Gran
Ghetto
Ancora una volta la Regione Puglia prova a scrollarsi di dosso l’onta dell’illegalità e del