Lecce - sono 38 i compagni colpiti dalla repressione per la manifestazione antifascista contro il raduno - festa nazionale - di casapound del settembre scorso.
Procura, mondo politico e istituzionale locale colluso con i fascisti e stampa borghese - in primis il Corriere del mezzogiorno- edizione locale del Corriere della sera scatenarono sin da allora una campagna volto a dipingere i compagni antifascisti come violenti e i fascisti come innocenti e patriottici convegnisti e festaioli
Di qui denunce, inchiesta lampo e rinvio a giudizio per ' aver promosso una riunione in luogo pubblico senza darne preaavviso, per aver nel corso della manifestazione portato in luogo pubblico, senza giustificato motivo (!?),bastoni di legno e caschi da motociclista, di aver fatto uso di mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento, travisandosi il volto, di accensione pericolose (!?) fumogeni e petardi e di minaccia a pubblico ufficiale.
Mentre i buoni sarebbero i fascisti di casapound gli esponenti politici Borghezio, PoliBortone, Congedo forza italia...
Nello stesso tempo si coglie l'occasione per criminalizzare la manifestazione del 25 aprile 2014, in cui 300 antifascisti cercarono di contestare e impedire il raduno istituzionale, che vedeva sul parco parte degli esponenti dei collusi con il fascismo, come la presenza di casapound il 6 settembre e le reazioni politico-istituzionali alla mobilitazione antifascista hanno dimostrato.
Ora la repressione opera un salto di qualità che domamda la risposta di tutte le forze antifasciste di lecce, della Puglia e a livello nazionale, come è stato per Cremona
circolo proletari comunisti taranto
pcro.red@gmail.com
16 febbraio 2015
dal blog tarantocontro le cronache di quei giorni
6 settembre 2014 - Lecce: Casapound asserragliata in campagna, gli antifascisti si prendono la città
Mentre i fascisti ascoltavano ossequiosi il
razzista Borghezio, eurodeputato legaiolo, e i doppiopettisti Poli Bortone,
ex
sindaca, e Congedo, consigliere regionale Forza Italia, gli antifascisti confluiti
a Lecce da tutta la regione hanno sfidato divieti e minacce delle forze dell’ordine,
sfilando in corteo per le vie di tutta Lecce.
Solo la protezione un massiccio dispiegamento di forze di
polizia, che ha blindato e militarizzato l’intera area di Surbo, paesino alle
porte di Lecce, sede del raduno fascista, ha garantito a Casapound di tenere la loro
triste cerimonia.
Ma i divieti e minacce dei fascisti in divisa blu non hanno potuto
impedire che la rabbia degli antifascisti tuonasse per tutta Lecce.
Come già giovedì notte l’antifascismo militante aveva messo
in fuga i fasci calati in città per una bevuta, il corteo combattivo, determinato
e scoppiettante di un migliaio di compagni che hanno sfilato per il centro,
senza rispettare i divieti posti alla vigilia, hanno ribadito che a Lecce come
ovunque il solo spazio consentito ai fascisti è quello che la tutela della mano
armata dello Stato gli assicura.
Tutta la Lecce in strada il sabato pomeriggio ha potuto ascoltare,
tra un tuono e l’altro, lo slogan “Siamo tutti antifascisti” e gli altri in
solidarietà con tutti i compagni che questo Stato incarcera e incrimina per
aver lottato per il lavoro, la casa, la difesa dei territori, mentre foraggia e
protegge i fascisti amici delle istituzioni e garantisce impunità alla violenza
assassina degli sbirri.
Una delegazione di compagni del circolo di proletari comunisti di Taranto ha partecipato alla manifestazione.
6 settembre - Il circolo proletari comunisti di Taranto partecipa oggi alla manifestazione contro casapound - Stanotte scontri.
Raduno Casapound: scontri nella notte in piazza Sant’Oronzo
Dalle prime notizie, gli scontri sarebbero avvenuti vicino piazza S.
Oronzo a Lecce, dopo che un gruppo di romani di Casapound avrebbero a
lungo insultata e poi aggredita una ragazza e degli antifascisti della
zona.
"Da lì - dice la stampa - sono
iniziati gli scontri a colpi di bottiglie, sassi ricavati dalle fioriere
rotte, e colpi di cinghia". Sul posto sono state
trovate macchie di sangue sull'asfalto, fioriere rotte e sassi lanciati
dalle opposte fazioni.
A Lecce, nel recente passato, sono accaduti episodi di violenza che
hanno coinvolto alcuni esponenti di Casapound, quattro dei quali furono
addirittura arrestati nel marzo 2012 per il pestaggio di un giovane di
Antifa".
Chiaramente la questura era in tutt'altre faccende affaccendata:
"Qualche ora prima, poliziotti della Digos e delle
Volanti erano intervenuti a presidiare la casa del consigliere
regionale di Forza Italia Saverio Congedo, invitato a partecipare oggi
pomeriggio al raduno di Casapound"...
Pubblicato da
tarantocontro
a
11:36
E' lo Stato il primo fascista.
Si ripete anche a Lecce la solita storia.
Mentre il gruppo neonazista ha potuto
tranquillamente, con tanto di autorizzazione, fare la scorsa settimana
il suo raduno nazionale, sostenuto da squallidi esponenti di Forza
Italia, Lega e ex sindaco, la Procura di Lecce ora vuole denunciare e
perseguire gli antifascisti che hanno manifestato sabato a Lecce,
inventandosi il "terrore dei passanti" e facendo passare innocue
scritte, volantini sui muri, fumogeni, petardi, aste, per bombe,
bastoni, "armi"; mentre sono le forze dell'ordine calate in massa a
Lecce, che ora fanno "terrorismo", inventandosi minacce ai
rappresentanti politici/istituzionali, gli stessi che ora stanno
chiamando i cittadini a denunciare alla polizia gli antifascisti.
Una buona posizione dell'ANPI.
Giù le mani dagli antifascisti!
(dalla stampa)
La Procura di Lecce sulle tracce dei violenti
LECCE - Un fascicolo, per il momento a carico di ignoti, è stato aperto
in Procura sul corteo degli antagonisti che si è svolto sabato
pomeriggio a Lecce. L'indagine è condotta dal procuratore capo Cataldo
Motta, che sta aspettando le conclusioni cui giungeranno gli agenti
della Digos, tuttora al lavoro per dare un nome a chi, nel corso della
manifestazione, si è reso responsabile di eventuali reati.
Incappucciati,
alcuni con i caschi, armati di bastoni e vestiti di nero: erano in coda
al corteo, voltati verso le forze dell’ordine in senso di sfida e con
movimenti tipicamente «militari», come veri e propri professionisti
della «guerriglia» urbana. E se ciò non è avvenuto, è stato solo grazie
alla professionalità delle forze dell’ordine che hanno evitato di
rispondere alle provocazioni. Sui «black bloc» che sabato hanno seminato
panico e terrore nel centro storico di Lecce c’è un’inchiesta degli
agenti della Digos, con il coordinamento della Procura di Lecce.
L’INCHIESTA - Troppo gravi gli
episodi avvenuti: bombe carta in via Trinchese, fumogeni accesi, muri
imbrattati, famiglie e turisti in fuga per paura, negozianti costretti
ad abbassare le saracinesche. Un clima surreale, però, originato da
pochi facinorosi rispetto ai 600 giovani che hanno partecipato al corteo
contro CasaPound organizzato dal centro sociale Binario 68. Un corteo
tutto sommato pacifico che si è limitato a gridare slogan contro i
politici e i componenti del movimento neofascista. Ma nessun atto di
violenza. I 30 facinorosi, però, sarebbero gli autori dei danni alcuni
palazzi storici e facciate dei monumenti. Gli inquirenti stanno
indagando per identificare chi ha provocato i danni e lanciato le bombe
carta. Al vaglio ci sono decine di foto e video ma non sarà facile
perchè i facinorosi erano incappucciati e molti anche provenivano dal
nord Italia. Le forze dell’ordine, seppur in modo discreto, terranno
sotto controllo anche Adriana Poli Bortone, Filomena D’Antini e Saverio
Congedo, i tre politici che hanno partecipato alla festa di CasaPound ed
insultati durante il corteo antifascista. Nel frattempo a Lecce è
ancora polemica. Pierpaolo Signore, consigliere comunale di Fratelli
d’ Italia , ha invitato attraverso il proprio profilo facebook i
propri interlocutori ad aiutare la polizia per identificare gli autori
dello «scempio» con immagini e video. Ecco il suo post con l’hashtag
#chisbagliapaga: «Chiunque abbia foto, immagini e video che consentano
di identificare gli autori dello scempio che la nostra città ha subito
per mano di alcuni delinquenti, partecipanti al corteo antifascista non
autorizzato, me li faccia cortesemente pervenire in Comune. Sarà mia
cura sollecitare sindaco e giunta affinché il Comune di Lecce
intraprenda le opportune azioni giudiziarie per il risarcimento dei
danni subiti dalla nostra città!».
I POLITICI - La vicepresidente
della Provincia, Simona Manca, ha chiesto alle forze dell’ordine di
punire chi ha oltraggiato la città. Dice: «Il mio auspicio è che le
forze dell’ordine riescano a perseguire e punire chi ha insultato lo
Stato e la Polizia, chi ha intimidito i commercianti del centro, chi ha
imbrattato con minacce e slogan violenti muri dei palazzi storici,
monumenti, cartelli stradali, vetrine, edifici privati, chi ha fatto
spaventare bambini e famiglie con le bombe carta fatte esplodere tra chi
passeggiava».
09 settembre 2014
La posizione dell'ANPI
"...
il sindaco si dice dispiaciuto per le scritte sui muri e per lo scoppio
dei grossi petardi, però si guarda bene dallo spendere una sola parola
riferita ai gravi fatti della notte di giovedì 4 settembre, accaduti in
piazzetta Santa Chiara con danno veri ai beni della città e con feriti e
contusi, causati tutti dall'aggressione dei neonazisti di Casapound i
cui dirigenti, poi, a fatti accaduti, nell'ambito del loro squallido
convegno, sono andati a dire di non sapere nulla di tali eventi e, se
effettivamente accaduti, loro non conoscono chi li ha provocati... l'ex
sindaca Poli Bortone ha ritenuto di andare a colloquiare con Borghezio
al raduno neofascista, così come un consigliere regionale di Forza
Italia, Saverio Congedo, e come l'ex assessore ai servizi sociali della
provincia di Lecce, Filomena D'Antini, che così facendo hanno
legittimato quell'adunata triste. Su tutto questo il sindaco della città
che aspira ad essere capitale europea della cultura e che è ben
nominata nella propaganda di Casapound a livello nazionale, non ha
trovato nulla da eccepire. Il comportamento di quella parte di classe
politica salentina teso a legittimare e minimizzare il raduno
neofascista nazionale è soltanto vergognoso".