Alcuni giornali stanno dicendo che gli scontri che sono avvenuti alla fine della grande manifestazione di Torino, la necessaria risposta che c'è stata da parte di migliaia e migliaia di giovani alla repressione, al divieto della polizia di andare verso il centro sociale a Askatasuna, chiuso dopo più di trent'anni di esistenza, sarebbero stati un regalo al governo e quindi sarebbero questi scontri che permetterebbero al governo di andare avanti e fare nuovi provvedimenti repressivi con l’ultimo decreto sicurezza. Non è affatto così e in realtà chi sta dando invece un forte sostegno a queste ulteriori norme repressive è la cosiddetta “opposizione” parlamentare.
Matteo Piantedosi ha detto che sarà anche l'occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Ebbene, i partiti dell'opposizione parlamentare di fatto hanno subito detto da che parte stanno. Dalla parte dello Stato, dalla parte del governo che alla grande manifestazione di Torino, 50.000 persone - una manifestazione per Askatasuna, contro una repressione sempre più estesa e continua a Torino in particolare, ma anche in tante altre città, verso soprattutto i giovani, anche verso minorenni, per la libertà di tutti - a questa grande manifestazione sostenuta da tante masse popolari di Torino e non solo di Torino, ha risposto con migliaia di poliziotti, con blocchi della città, con lacrimogeni, con idranti, con fermi e arresti.
Un governo che ora, con una campagna stampa e televisiva, questa sì terrorista, questa sì fatta di “grandi parole” allarmiste (si parla di tentato omicidio, di “anni di piombo”, di squadrismo, di criminali), si prepara ad altri fatti nuovi, ad altri provvedimenti che, sia chiaro, toccheranno tutti, non solo chi ha manifestato a Torino, chi si è dovuto difendere dalla polizia, ma toccheranno tutti, dai giovani ai lavoratori che lottano (vedi le denunce agli operai metalmeccanici di Bologna per il blocco stradale), ai migranti, a chiunque osi protestare per i diritti. Un nuovo decreto sicurezza che vuole dare ancora più impunità, libertà di colpire chiunque, alla polizia e vuole istituire i cosiddetti arresti preventivi come accadevano ai tempi del fascismo e di fatto vuole instaurare un divieto di manifestare in aperta cancellazione della stessa Costituzione.
Chiaro che da un governo moderno fascista queste grida e provvedimenti anche isterici, a getto continuo, si fanno decreti sicurezza quasi ogni mese, sono sempre di più una normale conseguenza della sua politica, piani generali, ma questa reazione del governo oggi trova una porta aperta da un'opposizione, dai cosiddetti “partiti di sinistra”, che subito, nelle ore immediatamente successive alla manifestazione di Torino, hanno strillato anche loro e stanno quindi di fatto dando man forte all'azione di Piantedosi, della Meloni, degli esponenti di governo più invasati da Crosetto a Donzella, eccetera, eccetera.
Vediamo qualcuna di queste grida e partiamo proprio dal PD, da Elly Schlein, che neanche poche settimane fa aveva cercato di fare un'alleanza, un compromesso con la Meloni sulle donne, sulla grave situazione di stupri che colpisce le donne.
La Schlein ha subito detto: “Ferma condanna da parte del PD. Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il PD va agli agenti delle forze dell'ordine e ai giornalisti colpiti, alla città di Torino, che hanno subito un'aggressione delinquenziale da parte di frange, violente, organizzate e a volto coperto”.
Ora, due questioni vanno subito dette. La città di Torino è stata colpita dal blocco quasi totale della città, delle strade, dei mezzi pubblici che il Ministero degli Interni, con la giunta comunale, ha imposto il giorno della manifestazione. I cittadini, noi l'abbiamo visto direttamente, erano molto, ma molto arrabbiati non con la manifestazione, ma con una decisione assurda che ha bloccato anche la vita normale, chi doveva andare a lavoro, chi doveva andare a fare la spesa, ecc. Una sorta di mega zona rossa ha investito tutta la città, contro cui invece c'è stata anche una solidarietà, per esempio, di alcuni tassisti che hanno permesso ad alcuni manifestanti di arrivare nei punti di concentramento facendo pagare meno delle tariffe previste.
L'altra questione è che è veramente falso parlare di “frange violenti e organizzate”. In Corso Regina Margherita e poi lungo il Po, erano migliaia e migliaia; non è affatto vero che si sarebbero staccati delle minoranze. E’ stata una buona parte del corteo che ha cercato di arrivare alla sede di Askatasuna. M
Ma la Schlein continua: “La nostra condanna della violenza è come sempre la più ferma e aspettiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”. In conseguenza di questa posizione, una delegazione del Partito Democratico si è recata all'ospedale Le Molinette per portare la solidarietà del PD agli agenti feriti.
Ma anche qui si straparla, si enfatizza, anche sull'episodio dell'agente aggredito da alcuni manifestanti si usano grandi parole, esagerazioni assurde. Come mai questi agenti feriti - questo lo ha sottolineato anche una consigliera di sinistra del Comune di Torino - come mai questi agenti quasi assassinati, a rischio di morire, poi sono stati dimessi il giorno dopo, lo stesso agente colpito è stato dimesso dopo poche ore, e lì si vede sorridenti, in posa per la fotografia, quasi senza neanche un graffio, al massimo qualche contusione? Invece devono parlare di “terrorismo”, di “tentato omicidio”…
Ma chiaramente non è stato solo il PD. Giuseppe Conte, subito, anche lui è stato solerte a dichiarare da che parte stare: “Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle forze dell'ordine, atti che nulla avrebbero a che fare con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti, a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”.
Si unisce a queste dichiarazioni anche Roberto Fico, oggi Presidente della Regione Campania, che ha dichiarato che “l'aggressione avvenuta a Torino ai danni di un poliziotto è un fatto grave, che va stigmatizzato con fermezza. La violenza non è mai una risposta e non può trovare spazio in una società che crede nella giustizia sociale e nella convivenza civile. Difendere chi ogni giorno opera per garantire sicurezza, legalità e diritti significa proteggere i valori su cui si fonda la nostra democrazia”.
Ma quanto di falso c'è quasi in ognuna di queste parole. Dove sta la giustizia sociale? Dove sta la convivenza civile? Dove sta la giustizia sociale quando neanche il dissenso è permesso? Quando i giovani nelle scuole, nelle università, come parte degli insegnanti, non possono neanche parlare della Palestina, di ciò che succede a Gaza, perché vengono subito colpevolizzati, subito anche denunciati. Dove sta questa giustizia quando la giustizia normale che ci dovrebbe essere per i lavoratori, per chi sta male, per chi muore sul lavoro, non c'è. Ci si appella alla giustizia sociale solo quando vengono colpiti i poliziotti.
Poliziotti che hanno un curriculum di violenze, non solo nelle manifestazioni (pochissimi giornali o social hanno informato e messo foto delle violenze fatte il 31 a Torino dalla polizia verso ragazzi, persone, fotografi, che stavano solo partecipando alla manifestazione) ma nelle carceri, nella vita normale - basterebbe sentire ciò che dice la gente, tutti i soprusi che subisce. Ma per i rappresentanti della cosiddetta “sinistra” sono questi che dovrebbero essere difesi, sostenuti, mentre tutti gli altri che subiscono ogni giorno ingiustizia sociale, no e appena si ribellano diventano “criminali”.
Ancora. Anche AVS non è stata da meno a questa presa di posizione dalla parte della polizia, dalla parte dello Stato. Marco Grimaldi, vice capogruppo dell'AVS alla Camera, ha detto: “a chi mi chiede come sto e come stiamo rispondo che siamo tristi e amareggiati, che fatti gravi abbiano oscurato su tutti i media i commenti la manifestazione pacifica di 49 mila persone contro mille”.
Ma chi li ha oscurati? Chi si è buttato subito sull'episodio della agente buttato a terra? Non sono stati certo i manifestanti a farlo, siete stati voi, i vostri giornali, le vostre televisioni a buttarvi a pesce su queste cose. Ma Grimaldi continua dicendo: “Lo dico chiaramente a chi ha commesso quel reato, così si fa il gioco di chi vuole i decreti sicurezza”. Il problema – come abbiamo detto - è che il gioco, l'aiuto ai decreti sicurezza lo stanno dando loro.
Infine non poteva mancare la CGIL. Avremmo preferito che la CGIL usasse il silenzio quantomeno. E invece Lara Liglione, segretaria confederale della CGIL, subito anche lei ha dichiarato: “la CGIL condanna con fermezza le violenze avvenute ieri a Torino. La violenza non è mai una risposta e non può essere tollerata in alcuna forma. Esprimiamo solidarietà a tutti gli agenti e agenti coinvolti negli scontri. Chi pensa – continua - di imporre le proprie idee con la violenza attacca la democrazia e alimenta un clima pericoloso. La CGIL sta senza se e senza ma dalla parte della democrazia e della legalità costituzionale e respinge ogni forma di estremismo”.
Allora, questa signora dovrebbe un po' anche documentarsi, leggere quello che sta avvenendo, perché chi sta violando la Costituzione, la democrazia, i diritti di cui ancora la Costituzione parla, è il governo. è la polizia, sono le forze dell'ordine, i Piantedosi che la stanno violando su tanti terreni sia con le norme dei decreti sicurezza che violano vari articoli costituzionali, sia con la complicità nel genocidio a Gaza, nel sostegno attivo alle guerre, nell'aumento degli armamenti, ecc. Tutto questo fa carta straccia della Costituzione e della democrazia. Allora di che parliamo? Non stiamo in uno stato democratico, sia pur borghese. Siamo in una continua cancellazione dei diritti, con la complicità di Mattarella che firma tutto.
E allora in quale società la signora della CGIL pensa di stare? Se non in quella che risponde a problemi seri, a problemi reali (pensiamo ai problemi di quartieri, come Caivano, ai femminicidi, al degrado sociale, alla condizione dei migranti, ecc. ecc.) sempre e solo con la logica securitaria, con la logica di più pene, più fermi, più arresti.
Tornando a Torino. Sia chiaro, tutta la manifestazione è stata combattiva, è stata ben ferma nel denunciare l'azione estesa di repressione che viene fatta in particolare a Torino, ma che è un segnale per tutti, per tutte dovunque. Non vi lamentate, quindi, se poi questi manifestanti, questi giovani vogliono, pretendono la libertà, vogliono rioccupare gli spazi sociali sequestrati, vogliono prendersi le piazze, le strade che invece vengono bloccate. Questo è normale ed è inevitabile che sarà sempre più così.
Fatevene una ragione, non è possibile fare altrimenti.
Le 50.000 persone, tante di più che potevano essere, a Torino lo sanno da che parte stare, dalla parte di Askatasuna, dalla parte della Palestina, dalla parte della lotta contro le vostre guerre imperialiste, ecc..
Voi della cosiddetta “opposizione” che vi ritenete “rappresentanti dei diritti”, invece state dalla parte di chi questi diritti li calpesta ogni giorno.
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