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Assalto allo stabilimento Leonardo di Torino, 16enne affidato a una comunità: pietre, bottiglie, fumogeni e petardi contro la polizia, più di 30 lanci verso gli agenti
È accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento durante la guerriglia del 3 ottobre 2025: ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, a tradirlo una felpa rossa e una sciarpa gialla
Quando il corteo raggiunge lo stabilimento di Leonardo, dopo una lunga marcia in corso Francia, a Torino, è il primo a farsi avanti e avvicinarsi alla cancellata. Ha il volto scoperto e indossa una vistosa felpa rossa, nascosta solo in parte da uno smanicato di colore nero. È giovanissimo, ha appena 16 anni e non è un «volto noto» delle piazze torinesi, ma ci mette pochi minuti a prendersi la scena e diventare uno dei principali protagonisti dell’assalto. Il suo viso viene subito ripreso dagli operatori polizia scientifica, mentre le telecamere di videosorveglianza dall’alto immortalano tutte le sue azioni. E così, al termine di un’indagine della Digos, per il 16enne è scattato il collocamento in comunità. Il giovanissimo dovrà rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento per la guerriglia urbana davanti allo stabilimento di Leonardo, la mattinata del 3 ottobre. La misura cautelare, disposta dal gip del tribunale per i Minorenni di Torino, è stata eseguita giovedì mattina, 5 febbraio, dagli agenti della questura di Torino. Il 16enne dovrà andare in comunità e, in attesa di individuare la struttura, sarà sottoposto alla permanenza in casa.
Il suo nome è iscritto nel registro degli indagati per i disordini del 3 ottobre, in occasione di una mobilitazione oceanica per la Palestina. In quella lunga giornata di proteste, scattate in mattinata con il tentativo di entrare alle Ogr e terminate a notte fonda con la guerriglia davanti alla prefettura, uno spezzone di circa 4 mila persone ha raggiunto lo stabilimento torinese di Leonardo, in corso Francia. Il colosso dell’aerospazio, ritenuto «complice del genocidio del popolo palestinese»,
è stato preso d’assalto per un’ora dai manifestanti. Le forze
dell’ordine schierate dietro le cancellate sono state bersagliate con pietre e bottiglie e hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni.
Tra i protagonisti dell’assalto c’è anche il 16enne, tra i primi ad avanzare quando il corteo raggiunge il civico 426 di corso Francia. Il giovanissimo è tra i più attivi, con il passare dei minuti e l’intensificarsi della guerriglia indossa anche una sciarpa gialla per coprirsi il viso. Ma è troppo tardi, le immagini della scientifica lo hanno ormai ripreso in maniera nitida. E così è possibile ricostruire un ruolo di primo piano: il 16enne è protagonista di oltre trenta lanci tra pietre, bottiglie di vetro, un cassonetto, fumogeni e petardi verso lo schieramento di polizia. Una condotta che gli varrà il collocamento in comunità con le accuse di resistenza aggravata, travisamento e danneggiamento.
Il nome del 16enne si aggiunge così a quelli di diversi altri indagati. La guerriglia del 3 ottobre davanti allo stabilimento di Leonardo spicca nel fascicolo che ha spinto la Procura di Torino a chiedere gli arresti domiciliari per 18 militanti antagonisti, tra cui diversi attivisti di Askatasuna, indagati per i disordini nelle mobilitazioni dello scorso autunno. È prevista venerdì 6 febbraio l’ultima di tre giornate di interrogatori preventivi che potranno orientare la decisione del gip sull’applicazione delle misure cautelari. L’assalto alla Leonardo è inoltre menzionato nel decreto di perquisizione e sequestro che, il 18 dicembre, ha permesso alla Digos di entrare nel centro sociale di corso Regina Margherita e dare il via alle operazioni di sgombero.
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