verso la manifestazione del 14 febbraio
Manifestazioni alla Foce, antifa e antagonisti “chiamano” Silvia Salis: “Chiudi i covi fascisti, apri spazi sociali”
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Genova. Continua il dibattito pubblico sul caso delle “manifestazioni alla Foce“, quartiere che da tempo ospita con crescente periodicità cortei e presidi organizzati da antagonisti e attivisti di Genova Antifascista contro la presenza della sede di Casapound, movimento di estrema destra. Dopo il polverone sollevato dall’esposto depositato da un comitato di residenti, dopo l’interrogazione sul tema depositata dai partiti di centrodestra in municipio, arriva la risposta degli “antifa” a cui si è aggiunta, poche ore dopo, quella degli autonomi del Buridda, che rilanciano, chiamando in causa la nuova amministrazione cittadina.
In un post intitolato “Uno sguardo a destra e uno a sinistra”, dopo aver osservato come la “destra istituzionale si compatta attorno ai piagnistei dei loro nipotini politici di CasaPound”, Genova Antifascista bussa alle porte di Tursi, chiedendo un intervento sul tema: “Dall’altra parte invece vediamo tanta stanchezza, poverini le giunte precedenti hanno lasciato tutto in disordine e per rimettere tutto a posto devono fare addirittura gli straordinari – puntualizza sarcasticamente il post – qualche ritardo e qualche dimenticanza la capiamo, ma sappiamo che il tema della chiusura delle sedi fasciste a loro sta veramente a cuore, per davvero. Li abbiamo visti in prima linea a Sestri Ponente e all’istituto Leonardo Da Vinci – punzecchiano – li abbiamo visti schierarsi nelle scorse legislature contro le giunte precedenti che coltivavano rapporti con esponenti di CasaPound e Lealtà Azione, e siamo certi che anche questa volta faranno la loro parte! Non si tireranno indietro, ed insieme a tutte le forze democratiche ed antifasciste si impegneranno a modo loro a far si che quei covi fascisti vengano chiusi per sempre”.
“Oggi aprendo un qualsiasi giornale – continua il post – leggiamo: Remigrazione, ICE, repressione del dissenso, nuovi decreti sicurezza e carcerazione preventiva, sostegno alla guerra, ma leggiamo anche di risse tra antifascisti e militanti di blocco studentesco ai quali come apprendiamo dai giornali sono state trovati manganelli telescopici, bombolette di spray urticanti e adesivi raffiguranti simbologie di estrema destra. Fino a poco tempo fa nulla di tutto ciò sarebbe stato immaginabile, perciò è importante continuare a tenere la barra dritta in questa città, continuare a lottare, respingere i fascisti nelle fogne e pretendere la chiusura delle sedi fasciste”.
“Una sede fascista in questa città è sale in una ferita aperta, una sede di Casapound a 500 metri da corso Aldo Gastaldi, dalla Casa dello studente, da Piazza Alimonda è uno sfregio alla nostra storia che non possiamo accettare – conclude il comunicato – Lo diciamo ancora una volta, e ora ci rivolgiamo a tutta la città, anche a chi per convenienza ha preferito nel corso degli anni chinare il capo e far finta di niente credendosi assolto, a qualunque colore, bandiera, istituzione, voi riuscite a convivere con questa feccia fascista, a voi sta bene tutto ciò? A noi no, odiamo tanto i fascisti quanto gli indifferenti“.
Il “toc toc” alla porta delle istituzioni genovesi arriva anche dagli attivisti del Buridda – lo storico laboratorio autogestito sgombrato nel luglio del 2024 e che da tempo è in cerca di una nuova sede – che chiamano in causa direttamente la sindaca Silvia Salis, lanciando la campagna simbolica “Chiudi il covo, dacci una sede“: “È impensabile che ci si riscopra antifascisti istituzionalmente parlando e non ci si attivi per non volere nelle proprie città un sede fascista – scrivono gli antagonisti in una nota pubblicata sui social – È impensabile che non si trovino spazi per quella che era la Buridda e si lasci aperto uno spazio dichiaratamente fascista. È il impensabile e inaccettabile che di fronte ad una richiesta così ampia della città di sotto di cui vi riempite spesso i discorsi al microfono non si chiuda una saracinesca e che si continui a fare parole e pochi fatti sulla definizione di uno spazio per chi fa e ha sempre fatto controcultura antifascista. Quindi chiudi il covo e dacci uno spazio”.
Mentre si aspetta, quindi, un eventuale segno da via Garibaldi, si prepara un nuovo appuntamento di piazza, con l’annunciata manifestazione organizzata da Genova Antifascista il prossimo 14 febbraio, che ancora una volta si svilupperà tra piazza Alimonda e via Montevideo, nel cuore di un quartiere divenuto in queste ore crocevia della politica cittadina.
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