Mentre continuano a cadere pezzi del costone interessato
dalla frana, il procuratore di Gela che ha aperto il fascicolo sul disastro di
Niscemi è stato chiaro e ha fatto affermazioni pesanti, importanti e impegnative:
ha detto che sta raccogliendo tutto il materiale necessario all’indagine e che
poi non guarderà in faccia nessuno a qualsiasi livello questi possa (o possano)
essere.
Queste affermazioni, che devono trasformarsi in fatti
concreti, hanno scatenato qualche timore tra i politici. Musumeci, attuale
ministro della protezione civile e le politiche del mare, in particolare, che
ieri ha riferito in Parlamento ha subito scaricato vigliaccamente a raffica le responsabilità
su tutti: “Tutte le istituzioni in questa triste storia devono sentirsi
coinvolte” ha detto. “Tutte” ha ribadito “da Roma a Palermo, da Caltanissetta a
Niscemi”, insomma il solito giochino “tutti colpevoli, tutti innocenti”! E ha
perfino aggiunto, scaricando le responsabilità anche sui tecnici, che nella
sostanza non c’era niente da fare perché già nel 2005 i tecnici parlavano di “dimensioni
e caratteristiche tali da rendere impossibile pensare a interventi finalizzati
alla stabilizzazione definitiva dei versati”.
Se è per questo tutti dicono che già con la frana del 1997 la
gravità era evidentissima. Queste dichiarazioni rendono ancora più pesante l’irresponsabilità
messa in atto da parte di Musumeci e compagnia fascista.
Ma come se non bastasse ha riportato le ultime rilevazioni
della frana, dicendo che questa continua a propagarsi “verso monte” cioè verso
l’interno del paese “in direzione del centro abitato … Il fenomeno attuale è
suscettibile di evoluzione retrogressiva, purtroppo.” A questo “purtroppo”
dovrebbero seguire interventi immediati per tutta la popolazione di Niscemi, e
invece niente di niente!
Ma questo lugubre personaggio d’altronde si era già distinto
durante gli alluvioni in Emilia Romagna!
e anche lì le famiglie e chi ha avuto una vita distrutta sta ancora
aspettando… Ma anche questa volta a dimettersi per manifesta incapacità e
volontà Musumeci non ci pensa nemmeno.
Che il governo stia accusando il colpo cercando in qualche
modo di scaricare a sua volta su di lui tutte le responsabilità lo si è
percepito ieri in aula, come ha notato qualcuno, perché è stato lasciato solo durante
tutto l’intervento. Questo anche perché il governo, nonostante le chiacchiere messe
in giro (dallo stesso Musumeci che ha detto “Per il nostro governo non è un
problema di risorse finanziarie!), sta “cercando” i soldi che servono per i primi
interventi e i “ristori”.
Ma sempre Musumeci, smentendosi da solo, in modo cinicamente
chiaro, ha detto che "Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state
costrette ad abbandonare per sempre le loro case". Mettendo una specie
di pietra tombale sulle aspettative delle famiglie, ma anche di tutti i
niscemesi, che direttamente o indirettamente hanno visto la loro vita
sconvolta. E un uomo di tal fatta ha il coraggio di parlare di quelli che lo
attaccano di essere “sciacalli in giacca e cravatta”, naturalmente facendo la
vittima!
Ma al ridicolo (pericoloso) non c’è limite, perché l’altro
figuro di questo governo, Tajani, ministro degli esteri, che si trova negli
Stati Uniti ha promesso pure lui: “Saremo presenti anche quando i riflettori
saranno spenti", ha detto, per fare cosa non lo ha specificato,
aggiungendo che incontrerà gli italiani in America e la Niaf (Associazione
italiani in America) per contribuire ai ristori alle popolazioni di Calabria,
Sicilia e Sardegna, a proposito di mentalità da elemosina!
Nessuna soluzione, quindi, è all’orizzonte, è per questo che
la ribellione popolare è necessaria e non deve servire solo per cacciare questi
ignobili elementi, ma per cacciare tutto il governo moderno fascista capeggiato
dalla Meloni.

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