venerdì 6 febbraio 2026

pc 6 febbraio - nelle scuole di Roma - Alziamo la testa! Non lasciamoci silenziare! - una lettera ricevuta

 

I can't breathe - Salvo Bullara

Care colleghe, cari colleghi,

domani, venerdì 6 febbraio, si riunirà il Consiglio d'istituto del nostro liceo per discutere il punto all'odg "Informativa sull’evento del 26/01/2026". Consiglio di assistere alla seduta, in qualità di uditori, per comprendere meglio alcuni fatti che ci riguardano e avviare un processo di confronto.

In questo tempo difficile di arroganza e di guerra è diventato più problematico esprimersi nelle piazze, come nel web, negli ambienti di lavoro e di apprendimento. I segnali inquietanti di restrizione progressiva della libertà d'espressione, d'insegnamento, di riunione, di protesta, di sciopero suscitano in molti preoccupazione e allarme.
Dai palazzi del potere l'indicazione generale è chiara: non disturbare il manovratore impegnato nella guerra esterna e interna. Questo vento reazionario sembra abbattersi in particolare sulle scuole, minacciate da un soffocante clima di censura di fronte al quale abbiamo il dovere e il diritto di alzare la testa.
La trasmissione televisiva "Report" qualche giorno fa ha dato visibilità nazionale all'annullamento della conferenza sulla Palestina prevista per il 24 di ottobre 2025 nel nostro liceo. Gli studiosi che avevamo invitato, tra cui lo storico di fama internazionale Ilan Pappé, sono stati imbavagliati per assecondare i proclami di un politicante della Lega che confonde Dante con Topolino.
Su questo grave episodio di censura, che ha portato molto discredito alla nostra scuola, ci è stato impedito di confrontarci pubblicamente nel Collegio dei docenti.
Questo contorno di asfissianti pressioni aliena professionalmente, personalmente e politicamente docenti e discenti, svuotando di senso la scuola. Possono ancora essere credibili le nostre lezioni su Kant e sull'idea di libero uso pubblico della ragione? Si interiorizza la censura, matura la convinzione che non si possa non ingoiare il rospo, si "cresce" nell'obbedienza.

Quest'aria pesante si è ulteriormente aggravata lunedì scorso, quando si è tenuta nell'aula magna del nostro liceo una conferenza organizzata in occasione del Giorno della memoria, senza preavviso per la quasi totalità di docenti e discenti e senza il coinvolgimento del Consiglio d'istituto e del Collegio dei docenti nell'individuazione dei relatori.
In merito a questa vicenda emergono alcune domande:
1) in una scuola, che, come da Costituzione, dovrebbe promuovere il RIPUDIO della guerra, si possono invitare relatori negazionisti/giustificazionisti dell'attuale genocidio in Palestina? Si può dare la parola a chi esalta l'IDF, l'esercito israeliano, o a chi identifica strumentalmente antisionismo e antisemitismo?
2) Si può militarizzare un ambiente di apprendimento pubblico con la presenza di 17 agenti Digos, per scongiurare il pericolo di domande "sbagliate"? E possono questi poliziotti in questo contesto filmare e fotografare docenti e discenti?
3) Si possono censurare opere degli studenti e delle studentesse sulla Palestina per togliere dall'imbarazzo gli ospiti della conferenza? Perché sono stati rimossi dalle pareti del corridoio del secondo piano del nostro liceo un murale, che raffigura una bandiera palestinese (realizzato nel contesto di un progetto scolastico), e una mostra di fotografie sul genocidio a Gaza? 
4) Ci si può ancora sentire parte della comunità scolastica in queste condizioni?

I fatti avvenuti lunedì nel nostro liceo hanno avuto risonanza locale e nazionale, sono stati oggetto di discussione in assemblee cittadine di genitori, di studenti e di docenti. Sono stati pubblicati vari comunicati di studenti, genitori, associazioni e articoli di giornali.
Infine, per fare chiarezza sulla vicenda, è stata presentata un'interrogazione parlamentare. 

Queste righe per condividere con voi il mio disagio e quello di altri colleghi e colleghe con cui mi sono confrontato. Un malessere diffuso da cui emerge il bisogno di una nostra discussione pubblica. 
A questo scopo si potrebbero richiedere un Collegio straordinario o autoconvocato e un'assemblea sindacale. 
Alziamo la testa! Non lasciamoci silenziare!

Salvo Bullara

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