venerdì 17 maggio 2019

pc 17 maggio - CON IL SINDACO DI LEGNANO C'E' SALVINI

L'arrestato: "Ho fatto un accordo con Salvini per il ballottaggio"

Le indagini che hanno portato all'arresto del sindaco di Legnano fanno emergere storie di malaffare e di accordi spregiudicati. Un mercato delle vacche: io do a te e tu dai a me. "Prima del ballottaggio a livello regionale io ho fatto un accordo con Paolo Lalli, Salvini e quell'altro provinciale loro della Lega in cui Paolo Lalli e
Guidi, hanno detto che mi avrebbero appoggiato al ballottaggio e che io in cambio gli avrei dato un posto, quindi devo mantenere questa promessa che ho fatto io, Gianbattista Fratus, per cui per Aemme Linea Ambiente non do nessun consigliere in quota a nessun partito. Li scelgo io quindi". 

E quanto emerge in una intercettazione dell'inchiesta sulle nomine a Legnano tra l'assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini, finita ai domiciliari, e l'assessore comunale Letterio Monaco. Una conversazione che sottende, a dire degli inquirenti, "le reali motivazioni sottese alla nomina di Martina Guidi
Dalle indagini su Piazza Pulita è emerso ''il prezzo'' pagato dal sindaco di Legnano per l'appoggio elettorale. ''E' emerso -ha sottolineato- come il sindaco nel 2017 abbia stretto un accordo in sede di ballottaggio con uno dei candidati che aveva perso al primo turno elettorale. In virtù di questo accordo il sindaco avrebbe assicurato, in cambio dell'appoggio elettorale promesso, una nomina, a lui o altra persona all'interno di una società municipalizzata, situazione che effettivamente le indagini hanno permesso fotografare. Alla fine dello scorso anno il prezzo è stato pagato dal sindaco, il quale ha costretto a dimettersi una consigliera di una società municipalizzata e al posto suo ha nominato la figlia del candidato escluso''.

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