martedì 5 gennaio 2021

pc 5 gennaio - il movimento NOTAV riprende nel nuovo anno in mano la pratica

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo video  al cantiere di Chiomonte…pare che i folletti della Clarea abbiano dato, alla moda dei No Tav, il loro benvenuto al nuovo anno con l’augurio che sia ancor di più di lotta e resistenza.

pc 5 gennaio - si accentua la militarizzazione imperialista del Mediterraneo -Gli Usa di Joe Biden guardano ad Atene.


 Gli equilibri delle alleanze mediterranee si spostano dalla Turchia alla Grecia

Gli Usa di Joe Biden guardano ad Atene. Gli equilibri delle alleanze mediterranee si spostano dalla Turchia alla Grecia

La nuova amministrazione statunitense sembra intenzionata a spostare il baricentro delle sue attività nel Mediterraneo a favore di Atene che intanto rafforza al sua capacità militare con l'acquisto di 18 caccia francesi Rafale di ultima generazione. La 6a flotta Usa potrebbe presto appoggiarsi alle basi elleniche per manutenzione e approvvigionamenti. Sulla Grecia puntano anche gruppi privati come Tesla e Microsoft. La Grecia si candida ad assumere il ruolo di primo military-hub della Nato e degli Usa nel Mediterraeo orientale, spodestando la Turchia, la cui base americana di Incirlik viene depotenziata a vantaggio di Souda Bay, a Creta i cui lavori di raddoppio sono ormai prossimi per ospitare più sottomarini nucleari e fregate.

pc 5 gennaio - i governi imperialisti europei principali responsabili della ' catastrofe umanitaria' che colpisce i migranti in Bosnia

È infatti appena cominciata la ricostruzione del campo di accoglienza Lipa, andato quasi completamente distrutto qualche giorno fa, con l'esercito che sta montando le prime tende. Lipa è però un luogo assolutamente inadatto all'accoglienza, soprattutto in questo periodo invernale. Era infatti stato chiuso la settimana scorsa perché altamente pericoloso per la vita delle persone che ospitava: è sprovvisto di elettricità, acqua potabile e riscaldamento, in una zona dove le temperature scendono sotto  zero. Subito dopo la sua chiusura, un incendio aveva distrutto le poche tende rimaste nel campo.Caritas riferisce che le 1.200 persone ospitate al momento della chiusura erano finite per strada senza una sistemazione alternativa. I tentativi di riaprire l'ex campo Bira (nella città di Bihac) o di allestire l'ex caserma in località Bradina (non distante da Sarajevo) da parte delle autorità locali sono falliti per le proteste dei cittadini e delle autorità locali. 

Bruxelles si aspetta che le autorità bosniache risolvano la situazione

La situazione dei migranti nel campo di Lipa e, più in generale, nel cantone dell'Una-Sana in Bosnia-Erzegovina "è inaccettabile e deve essere risolta immediatamente". Si tratta di un "disastro umanitario che avrebbe potuto essere evitato se le autorità" del Paese balcanico "avessero agito come richiesto già prima del periodo natalizio" ha affermato un portavoce della Commissione Ue. Bruxelles si aspetta che "le autorità bosniache a tutti i livelli intraprendano azioni immediate per risolvere subito la situazione", ha ammonito il portavoce, evidenziando che "si tratta di salvare la vita di centinaia di persone" e che il Paese balcanico ha "obblighi internazionali e umanitari".

La Commissione Ue ha annunciato domenica lo stanziamento di ulteriori 3,5 milioni di euro per aiutare Sarajevo a gestire la situazione dei migranti, in aggiunta agli oltre 88 milioni stanziati dal 2018 a oggi.

pc 5 gennaio - info _ neonazisti europei armati e attivi

 stralci da Avvenire

Aumento di adepti e reati in Germania e Austria. Gli ultimi arresti, a cavallo dei due confini, portano alla luce arsenali consistenti che dimostrano la crescita delle formazioni

In Germania sta tornando con violenza l’incubo dei simboli nazisti


La milizia austro-tedesca

«Un’organizzazione paramilitare con scopi eversivi e terroristici. Pronta a colpire in Austria e in Germania». il ministero degli interni  ha mostrato  parte dell’arsenale sequestrato tra Austria e Germania, nei länder della Baviera e del Nord Reno Westfalia. «Abbiamo arrestato 5 persone in Austria, altre due in Baviera, ma presto potrebbero esserci altri arresti Sono stati sequestrati alla milizia neonazista oltre 70 fucili tra cui Kalasnikov, Skorpion e Uzi, anche granate, esplosivo, almeno 100.000 proiettili e armi naziste, ancora funzionanti, tutte scoperte nelle abitazioni degli arrestati, tutti uomini tra i 35 e i 50 anni.

Da dove arrivano le armi?

Le armi, gli stendardi, le divise risalenti all’epoca nazista sono cimeli, simboli molto ambiti tra gli estremisti di destra austriaci e tedeschi, esposti, mostrati come trofei nelle riunioni. La maggior parte dei fucili e delle granate provengono soprattutto dai Balcani in particolare dalla Croazia: «Le indagini sono partite dal commercio della droga, soprattutto cocaina. Con i soldi guadagnati, alcuni degli arrestati si recavano nei Paesi balcanici per acquistare le armi pronte per una guerra», ...il canale pubblico tedesco Zdf, nel suo magazine d’inchiesta, Frontal 21, ha mostrato un documentario sulla rotta balcanica, la stessa da cui arrivavano quelle armi. «Non le vendiamo agli islamici bensì ai tedeschi e ad altri europei, vengono da tutta Europa con valigie piene di soldi». Le armi, ha rivelato il venditore, un ex militare croato seduto accanto ad un bazooka in cerca di acquirente, «risalgono alla guerra della ex Jugoslavia ma provengono anche da altri traffici».

Il funzionario della dogana

Ma c’è altro. La Procura di Monaco di Baviera due anni fa in Croazia ha fat- to arrestare un estremista di destra, tedesco, tale Alexander R., coinvolto in un commercio di droga e armi. Il suo cognome non è mai stato reso noto perché sono in corso ancora delle indagini. Si sa che ha 47 anni ed è bavarese. «La prima volta che ho sentito parlare di lui era nel 2009, faceva il funzionario della dogana. Un’attività che gli ha permesso di svolgere un ruolo chiave nei commerci illegali», spiega nel documentario Robert Andreas giornalista tedesco esperto di estremismi e neonazismo. Alexander R., aggiunge ancora Andreas, era stato a lungo un membro del partito neonazista Npd poi, dopo la sua fondazione, si era iscritto nel partito ultranazionalista e populista Alternative für Deutschland, l’Afd. Per Alternative aveva fatto politica attiva in Baviera fino a poco prima del suo arresto. «Qui l’ho fotografato vicino ad alcuni leader bavaresi di Afd e anche a Bjorn Höcke», aggiunge Andreas mostrando la foto. Höcke è leader del partito in Turingia e spesso indicato dai media tedeschi come capo della frangia più estrema del partito.

Nel mirino del Verfassugsschutz

Da marzo 2020 l’ufficio federale per la difesa della Costituzione, il Verfassungsschutz ha messo sotto osservazione Der Flügel (L’ala), il gruppo che costituiva la fazione più estrema di Afd soprattutto a causa dei due leader Andreas Kalbitz e Björn Höcke, definiti come «estremisti di destra» e «contro l’ordine liberal-democratico dello Stato». I due in una lettera aperta ai loro sostenitori avevano poi decretato lo scioglimento solo formale di Flügel, composta da circa 7.000 membri. A maggio, Kalbitz è stato espulso dal partito Afd perché aveva fatto parte della Heimattreue Deutsche Jugend (Gioventù tedesca fedele alla patria), un’organizzazione di fatto neonazista che Afd ha considerato incompatibile con lo statuto del partito. Höcke ad inizio dicembre è stato confermato leader e capogruppo di Afd in Turingia. Il Verfassungsschutz negli ultimi mesi ha messo sotto controllo anche il movimento dei “Querdenken”, i negazionisti del coronavirus, la maggior parte appartengono a gruppi di estrema destra. Il 30 agosto del 2020, 300 di loro hanno tentato di fare irruzione nella sede del Bundestag, l’ex Reichstag. ». 


pc 5 gennaio - SMART WORKING - SFRUTTAMENTO ADEGUATO AI TEMPI MODERNI - LE DONNE FANNO DA CAVIE - Un contributo

Da La Città futura

Dal lavoro a cottimo allo smart working

Lo smart working è una forma di lavoro a cottimo che agevola lo sfruttamento. Occorre impedire che anche dopo l’epidemia venga esteso indiscriminatamente e senza il controllo dei lavoratori organizzati.

Karl Marx, nella sezione VI del libro primo del Capitale [1], dedicata al salario, inserisce il capitolo 19 sul salario a cottimo. È interessante seguire alcuni passaggi perché certi contenuti sono riferibili non solo a questa specifica forma di retribuzione ma anche più in generale a una specifica forma del rapporto di lavoro e a una modalità lavorativa di grande attualità.

Una prima considerazione sul cottimo è che “la qualità del lavoro è qui controllata dall’opera stessa, la quale deve possedere bontà media […] Esso offre al capitalista una misura ben definita dell’intensità del lavoro” (p. 605).

Viene meno quindi la necessità di assoldare dei controllori: “siccome qui la qualità e l’intensità del lavoro sono controllate dalla forma dello stesso salario, si rende superflua buona parte della sorveglianza del lavoro. Questa forma costituisce quindi la base […] di un sistema di sfruttamento e di oppressione […] Questo sistema si chiama in Inghilterra in modo caratteristico «sweating system» (sistema del sudore)”.

Ciò nonostante il lavoratore può essere indotto suo malgrado a condividere gli obiettivi di produttività: “Dato il

pc 5 gennaio - INDIA: I CONTADINI IN PROTESTA CHE ASSEDIANO NUOVA DELHI ANNNUNCIANO NUOVE AZIONI DI LOTTA DOPO IL FALLIMENTO DELL’INCONTRO DEL 4 GENNAIO

 

È fallito anche il settimo giro di incontri che si è tenuto ieri 4 gennaio con i responsabili del governo indiano capeggiato dal fascista indù Narendra Modi.

Durante l’incontro i rappresentanti dei contadini hanno costretto di fatto i rappresentanti del governo a commemorare, con due minuti di silenzio, i 60 contadini morti durante la protesta (fino ad ora). Un contadino muore ogni 16 ore ed è responsabilità del governo dare una risposta, ha tra l’altro affermato il portavoce della protesta Rakesh Tikait.

Il ministro dell’agricoltura ha detto alla stampa che il governo non intende ritirare le leggi, che è invece il punto fermo delle rivendicazioni, ed è per questo che mentre continuano ad accerchiare New Delhi costruendo veri e propri villaggi, i contadini annunciano altre iniziative: "Il movimento degli agricoltori ha consegnato un ultimatum al governo indiano e ha annunciato che i contadini marceranno a Delhi il 26 gennaio", Giorno della Repubblica, ha detto Sankyukta Kisan Morcha, un organismo che raccoglie circa 40 organizzazioni che protestano.

Il governo ha comunque fissato un altro incontro per giorno 8 gennaio.

Qui di seguito uno dei tanti articoli della stampa borghese indiana online

***

"I contadini sono stati irremovibili sulla richiesta di abrogazione delle leggi agricole", afferma il ministro dell'Unione Narendra Tomar su quanto accaduto nei colloqui

Ora, il prossimo round di colloqui si svolgerà l'8 gennaio alle 14:00. I leader dei sindacati agricoli si riuniranno martedì per decidere la loro prossima linea d'azione.

INDIA Aggiornato: 04 gennaio 2021, 23:53 IST

 

hindustantimes.com | A cura di Shivani Kumar

Hindustan Times, Nuova Delhi

Ministro dell'Agricoltura dell'Unione Narendra Tomar. (Vipin Kumar/HT PHOTO)

    

Lunedì il governo ha detto che il settimo round di colloqui con i contadini è stato inconcludente perché i manifestanti sono stati irremovibili sul ritiro delle tre leggi agricole. Il ministro dell'Agricoltura dell'Unione Narendra Tomar si è detto "fiducioso" che si possa trovare una conclusione nel prossimo ciclo di colloqui che si terrà l'8 gennaio.

"Volevamo che i sindacati dei contadini discutessimo le tre leggi dal punto di vista delle clausole. Non siamo stati in grado di raggiungere alcuna soluzione poiché i sindacati dei contadini sono rimasti irremovibili sull'abrogazione delle leggi", ha detto il ministro ai giornalisti dopo l'incontro a Vigyan Bhawan a Delhi.

"Guardando alla discussione odierna, spero che avremo una discussione significativa durante il nostro prossimo incontro e arriveremo a una conclusione", ha aggiunto. Il Ministro ha anche affermato che occorre compiere sforzi da entrambe le parti per trovare una soluzione. "Taali dono haathon se bajti hai (entrambe le mani sono necessarie per applaudire)."

Nel frattempo, i contadini hanno dichiarato che non si ritireranno fino a quando il governo non ritirerà le tre leggi e darà loro una garanzia legale sul sistema MSP (prezzo minimo di sostegno) per l'approvvigionamento delle loro colture. "Si è svolta una discussione sulle nostre richieste: abrogazione delle tre leggi e MSP ... kanoon wapasi nahi, a ghar wapasi nahi (Non andremo a casa fino a quando le leggi non saranno ritirate"," ha detto l'agenzia di stampa ANI citando Rakesh Tikait, portavoce dell'Unione Bharatiya Kisan.

Gli agricoltori protestano alle porte di Delhi dal 26 novembre dello scorso anno contro le leggi agricole appena promulgate - Farmers' Produce Trade and Commerce (Promotion and Facilitation) Act, 2020, l'accordo degli agricoltori (empowerment e protezione) sull'assicurazione dei prezzi e il Farm Services Act, 2020, e l'Essential Commodities (Amendment) Act, 2020.

Ora, il prossimo round di colloqui si svolgerà l'8 gennaio alle 14:00. I leader dei sindacati agricoli si riuniranno martedì per decidere la loro prossima linea d'azione.

lunedì 4 gennaio 2021

pc 4 gennaio - UN ANNO DI LOTTE, SCIOPERI DELLE DONNE IN TUTTO IL MONDO, UN 2021 PER SCATENARE LA RIBELLIONE DELLE DONNE COME FORZA PODEROSA DELLA RIVOLUZIONE

 

pc 4 maggio - La questione dei vaccini cubani e il ricercatore palermitano - una informazione da dibattere

da Il Sole 24 ore

Coronavirus, il ricercatore italiano e il vaccino etico prodotto a Cuba

L’8% dei vaccini contro il coronavirus già arrivati in fase di sperimentazione clinica è prodotto a Cuba

di Biagio Simonetta

Forse non ci crederete, ma secondo i dati elaborati dal New York Times, l’8% dei vaccini contro il coronavirus già arrivati in fase di sperimentazione clinica è prodotto a Cuba. L’isola del Centroamerica, Paese socialista che da anni fa i conti con l'embargo statunitense, è un piccolo fiore all’occhiello nel mondo dell'industria biotecnologica. E fu proprio l’embargo a spingere i cubani in questa direzione.

Quattro vaccini in fase di sperimentazione clinica

Fidel Castro, conscio delle difficoltà indotte dal ban commerciale imposto dagli Stati Uniti, ha puntato sulla ricerca, affinché il Paese raggiungesse una sorta di autonomia medica. E forse non è un caso, allora, che oggi siano ben quattro i progetti vaccinali contro il coronavirus – sostenuti dallo Stato – in fase di sperimentazione clinica. Tutti hanno come scopo la distribuzione gratuita. Due di questi sono in Fase 2, e potenzialmente vicini alla commercializzazione. E sono quelli a cui sta lavorando il Finlay Institute Avana.

Proprio a questi progetti sta contribuendo Fabrizio Chiodo, ricercatore italiano che dal 2014 collabora con l’Avana nel campo dei vaccini. Nato e cresciuto a Palermo, ma originario di Caccuri (piccolo Paese della provincia di Crotone che si arrampica verso la Sila), Chiodo ha lavorato per anni in giro per il

pc 4 gennaio - Un libro che si pone le stesse domande che poniamo noi ma che al solito non cerca e lavora per le stesse risposte

Tra l'altro poste al centro dal convegno 'Uscire dal lungo inverno per un nuovo autunno caldo' con atti pubblicati e disponibili nella rivista uscita 'la Nuova Bandiera' - info pcro.red@gmail.com   

"Certo che c’è la guerra di classe, ma è la mia classe, la classe ricca che la sta conducendo, e noi stiamo vincendo" - Lo conferma il miliardario Warren Buffett intervistato dal “New York Times”

Bruno Lai sull’ultimo libro di Marco D’Eramo

Nei primi decenni del secondo dopoguerra i valori della sinistra (uguaglianza, giustizia sociale, democrazia, diritti, solidarietà) seducevano i giovani ed affascinavano anche molti meno giovani. Gli anni del sessantotto hanno rappresentato la maggior diffusione delle idee di sinistra in tutto il mondo. Come è potuto succedere che, nel giro di qualche decennio, queste idee abbiano perso il loro fascino, la loro capacità di mobilitare studenti, lavoratori, semplici cittadini, ed abbiano lasciato il passo all’egemonia culturale della controrivoluzione neoliberista?

Risponde a questo quesito il denso libro di Marco D’Eramo Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi, recentemente pubblicato da Feltrinelli (ottobre 2020).

L’attuale egemonia della destra neoliberista non è casuale, ma è frutto di una vera e propria “controguerriglia” ideologica, teorizzata in modo simile ad un’azione militare. Nel manuale dei Marines

pc 4 gennaio - La fusione FCA/Peugeot - Stellantis - i sindacati confederali si preparano a cogestire la ristrutturazione con meno operai più sfruttamento

Intanto... la maggior parte delle fabbriche Fca resta in cassa integrazione e i modelli annunciati come Grecale e Tonale non bastano a tutelare nè l'occupazione nè la capacità di rilancio dell'automotive in Italia"

Stellantis, i sindacati chiedono un incontro sui rischi della fusione

Aspettative e timori alla vigilia delle due assemblee di Fca, ad Amsterdam, e Psa, a Parigi, che diranno si alle nozze. Per i sindacati, in attesa di capire quali saranno i piani industriali del nuovo gruppo Stellantis, è fondamentale avere un confronto con i nuovi vertici del neonato gruppo automobilistico per capire gli effetti del matrimonio non solo a livello mondiale, ma nei singoli Paesi e a livello territoriale. Già partita la richiesta di incontri, formalizzata anche a voce in colloquio informale tra i rappresentanti

pc 4 gennaio - L'esclusione dei Carc dal Patto d'azione anticapitalista giusta e necessaria

Comunicato di Milano

PER CHIARIRE DEFINITIVAMENTE . 

La riunione plenaria del nodo di Milano del Patto d'azione ha chiesto l'esclusione dei Carc dal patto per le esplicite posizioni sovraniste e di affiancamento al governo di centro destra prima e a quello attuale oltre ad una vicinanza politica a posizioni di un ambiguo rosso brunismo come il sostegno in funzione antisistemica al candidato di fratelli d'Italia a Piombino. Riteniamo che queste posizioni, di cui fa parte anche una impostazione interclassista, siano incompatibili con le posizioni distintive del Patto, come definite nella piattaforma e nei documenti approvati, in cui l'opposizione ai governi della borghesia è senza se e senza ma. 

pc 4 gennaio - Oggi siamo tutti solidali e vicini ai ferrovieri e familiari della strage di Viareggio


Oggi, 4 gennaio, alle ore 18.00 in stazione a Viareggio

Mauro Moretti l’Amministratore delegato di FATTO delle Ferrovie: dal 2001 in Rfi (Rete ferroviaria italiana) dal 2006 al 2014 alla holding Fs!
Il 'manovrismo di soccorso' per salvarlo da una sentenza di Cassazione che sancisca i due precedenti verdetti processuali, di 1° grado e d’Appello, è all’opera …
Chi pensa di poterlo salvare per il loro perenne rapporto di potere dimentica che il primo accusatore di Moretti è Lui stesso?!
Dopo il disastro ferroviario, solo e unicamente LUI ha trattato lo “spiacevolissimo episodio”. Chi lo vuole sollevare dalle sue gravi e pesanti responsabilità per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 o è un folle oppure è di servizio a chi folle non è …
Alcuni suoi passaggi in audizione alla VIII Commissione lavori del Senato.

02 e 08 luglio 2009. Moretti: “Dalle informazioni in mio possesso il carro coinvolto nell’incidente non aveva la doppia corazza … Bisognerebbe iniziare a fare qualcosa in questo senso anche in Italia, soprattutto se si tiene conto che i treni attraversano le città … ma un giorno si dovrà pur decidere di

domenica 3 gennaio 2021

pc 3 gennaio - USA - mentre continua la transizione... - scontri a Portland

A Portland, un grand nombre de personnes étaient rassemblées vendredi dans la zone de Southwest 3rd Avenue, autour de Southwest Main Street, La police leur a intimé l’ordre de partir immédiatement: «Si vous ne partez pas, vous risquez d’être arrêté, cité et/ou sujet au recours à la force», ont menacé les policiers de Portland avec des mégaphones. Les affrontements ont aussitôt commencé. Des groupes de manifestants ont attaqué les forces de police, un centre commercial, le palais de justice fédéral au moyen de feux d’artifices et de cocktails Molotov. D’autres ont tenté pour pénétrer par effraction dans le centre de justice situé au 1120 Southwest 3rd Avenue. Outre les cocktails Molotov et les engins pyrotechniques, les  policiers ont canardés de pierres, des briques, de bouteilles d’eau congelée et de ballons de peinture. Les policiers ont chargé et utilisé des engins fumigènes, lacrymogènes, et des munitions non-létales. Des arrestations ont eu lieu mais les détails ne sont pas encore disponibles. Les forces de répression ne comprenait pas uniquement les policiers locaux, mais des agents des services fédéraux (en fait une division en uniforme du Département de la sécurité intérieure).

pc 3 gennaio - A Belfast operazione poliziesca contro le realtà antifasciste IRSP

info da secours rouge

En juillet, des militants de l’Irish Republican Socialist Party (IRSP), rejoints par d’autres antifascistes, avaient expulsé du quartier de Fountain Street, à Belfast, une délégation d’extrême-droite qui était en train de distribuer des tracts racistes aux passants. Les antifascistes ont mis les fascistes (du Parti de la liberté irlandais) en fuite, ont détruit leur stand et jeté leurs tracts. Cette semaine, la police de l’Irlande du Nord (PSNI)  a rendu visite à une demi-douzaine de membres de l’IRSP les prétendant instigateurs de l’incident et les menaçant de poursuites. Les policiers ont aussi interrogé d’autres membres de l’IRSP à ce sujet. C’est un nouvel exemple de l’accointance entre la PSNI à l’extrême droite. Cet été, la PSNI avait déjà tenté d’inculper et de condamner les organisateurs d’une manifestation à Belfast en soutien à Black Lives Matter.

pc 3 gennaio - Alla Coop Lombardia per sei donne condizioni lavorative peggiorate con la scusa della "ricollocazione”

Nella "giornata d'azione" del 15 gennaio delle donne/lavoratrici portiamo nei posti di lavoro dove vanno avanti profonde discriminazioni che colpiscono sempre più le condizioni di lavoro e di vita delle donne, la piattaforma di lotta - per costruire attraverso l'unità delle realtà lavorative la forza generale delle lavoratrici contro padroni e il governo, Istituzioni al loro servizio.

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Part-time con orario fisso e lavoro solo al mattino trasformato in un part-time a turnazione. È un esempio della ricollocazione che la Legacoop Lombardia ha proposto a sei delle sue lavoratrici. Un “peggioramento della prestazione e delle condizioni di lavoro“, che mostra l'ipocrisia tra “quello che viene promosso da Legacoop Lombardia, in fatto di iniziative per i propri aderenti, e quello che poi realizza all’interno del proprio organico”.

L’associazione regionale delle imprese cooperative ha annunciato lo scorso autunno la riorganizzazione del personale, che ha portato a un esubero di sei persone su 20. Ma ha garantito che si sarebbe adoperata per la ricollocazione di questi dipendenti. Al momento della verifica su quali sarebbero state le nuove condizioni, il sindacato ha scoperto che “le ricollocazioni peggioravano la prestazione lavorativa”.

“Bisogna sottolineare che le sei persone in esubero sono tutte donne. Tra loro ci sono anche mamme monoreddito con figli piccoli a carico – Proporre un part-time con turnazione al posto di uno con orario fisso al mattino non è una piccola variazione: vuol dire che alla lavoratrice serviva quel regime orario per organizzare la cura della casa e dei figli”.

pc 3 gennaio - Riders - una buona sentenza che bisogna imporre con la lotta sui posti di lavoro

Rider, l’algoritmo discrimina chi si ammala e chi sciopera
Bologna - Deliveroo è stata condannata per condotta anti-sindacale:
Ora c’è anche un giudice che lo afferma: l’algoritmo usato da Deliveroo per misurare la bravura dei rider è “discriminatorio”. Il Tribunale di Bologna, con ordinanza del 31 dicembre, ha così definito il “ranking reputazionale” stilato dall’app britannica di consegne a domicilio. Per come è stato congegnato, infatti, ha penalizzato chi si “assentava” dal turno […]

pc 3 gennaio - Sarà l'anno della liberazione di Georges Abdallah? Lo speriamo e dipende anche da noi!

pc 3 gennaio - FASCIO-RAZZISMO IN SALSA GRILLINA - una corrispondenza

Anche nel 2021, purtroppo, in occasione della festa di inizio anno tocca ascoltare la solita conta dei morti e feriti dovuti alla cattivissima abitudine di sparare i botti, e non solo; in questa occasione tutto sommato è ancora andata bene, rispetto al passato.

Un morto e settantanove feriti è il bilancio conosciuto al momento in cui scriviamo; il deceduto è un ragazzino di tredici anni, residente nel campo nomadi di via Guerra ad Asti: è stato colpito all’addome da una batteria di petardi, così riferisce l’edizione telematica locale del quotidiano La Stampa.
Lo stesso canale di informazione, venerdì primo gennaio, pubblica un articolo – a firma Laura Secci –

sabato 2 gennaio 2021

pc 2 gennaio - Lo sciopero generale nazionale del 29 gennaio è indetto - ora occorre che riesca nel maggior numero di posti di lavoro e che incida e apra lo scontro nelle fabbriche con padroni e sindacati confederali

Per non pagare la crisi come lavoratori e lavoratrici

Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce e convoca lo sciopero nelle realtà lavorative e nelle città dove è presente 

INDIZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI 24 ORE SU TUTTE LE CATEGORIE NELLA GIORNATA DI VENERDI’ 29 GENNAIO 2021

La scrivente O.S. Sindacato Intercategoriale Cobas, considerato che:

  • La perdurante crisi sanitaria esaspera una crisi strutturale dell’economia capitalistica, con un impoverimento generalizzato e un peggioramento delle condizioni di vita per milioni di lavoratori e lavoratrici;
  • A più di 9 mesi dall’inizio della pandemia, le misure di contenimento adottate dal governo Conte, dalle Regioni e dagli enti locali si sono dimostrate totalmente fallimentari sia sotto il profilo sanitario (l’Italia è il paese UE che registra il maggior numero di decessi), sia sul versante della

pc 2 gennaio - Dalla Rinascente di Torino: La ressa per lo shopping ha un costo. E lo stiamo pagando noi.

"Ci stiamo ammalando in serie. La ressa per lo shopping ha un costo. E lo stiamo pagando noi. Sotto al piano terra, quello dei profumi, c’è la situazione più complicata».

Queste le parole di denuncia dei lavoratori della Rinascente di Torino, costretti al momento a rimanere anonimi per non perdere il posto.

In neanche un mese e mezzo, un terzo dei dipendenti si sono ammalati di Covid, quasi tutti del reparto beauty, il reparto profumi e trucchi, dove sono necessarie misure di prevenzione più stringenti per evitare i contagi. Misure che l’azienda non sta mettendo in atto, nonostante sia un suo obbligo di legge.

I lavoratori più esposti sono quelli che fanno provare le fragranze ai clienti, questi infatti abbassano le mascherine per annusare campioncini e boccette, così il contagio si diffonde facilmente.

Ad ammalarsi il capoarea e una commessa, direttamente alle dipendenze di Rinascente e i lavoratori esterni, assunti dai veri brand per promuovere il proprio marchio: la coppia di Dior, uno di Armani, una di Aesop, una di Dolce & Gabbana, una di Olfattorio.

Le misure per salute e sicurezza, messe in atto da Rinascente, non sono minimamente sufficienti e risultano di pura facciata, vista la situazione gravissima dei lavoratori. L’azienda infatti controlla la temperatura all’ingresso e contingenta i clienti perché non superino il numero massimo consentito, poi più nulla viene fatto. In alcune aree del negozio vi sono evidenti affollamenti, mentre i consumatori abbassano le mascherine per provare trucchi e profumi.

Da una denuncia della Usb