venerdì 16 novembre 2012

pc 16 novembre - dal Ministero di giustizia - lacrimogeni sugli studenti


Corteo studenti, lacrimogeni lanciati dal ministero della Giustizia

 speciale video da repubblica

Proteste studenti

(109 video)
Mercoledì 14 novembre, via Arenula, Roma. Nel filmato, realizzato con un videofonino da un piano alto da un lettore di Repubblica.it, si vedono i ragazzi in corteo correre lungo la strada, dopo aver forzato il blocco della polizia all'altezza del Lungotevere dei Vallati. All'improvviso, dalle finestre del palazzo del ministero della Giustizia piovono lacrimogeni sulla folla in fuga. A giudicare dalla traiettoria, si tratterebbe di lacrimogeni a strappo: due sembrerebbero partire dal secondo piano sopra le stanze occupate dal ministro Paola Severino, il terzo dal tetto dell'edificio

giovedì 15 novembre 2012

pc 15 novembre - Napoli.. basta farse, lotta di classe !

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Novembre: il racconto di una giornata di lotta da Napoli all'Europa

Oggi è stata una giornata di mobilitazione in tutta Europa. Milioni di persone sono scese in piazza, dal Portogallo alla Grecia, per opporsi alle politiche dei governi europei, che stanno affamando le popolazioni pur di rilanciare i profitti di pochi! Milioni di persone che non vogliono più pagare questa crisi, e pretendono di vivere e di decidere.
Anche Napoli è stata un focolaio di questo incendio: decine di migliaia le persone in piazza, fra studenti, lavoratori, licenziati, cassaintegrati, disoccupati, precari...
A Piazza del Gesù eravamo circa 10.000 persone, per un corteo autorganizzato e determinato, che è iniziato con l'occupazione del palco della CGIL. E' infatti da troppo tempo che il sindacato più grande d'Italia prende in giro i lavoratori, accordandosi con Confindustria e con il Governo Monti, contrattando sempre al ribasso con il padronato, abbandonando al loro destino giovani e immigrati. Abbiamo preso il palco per dire che uno sciopericchio di 4 ore non è sufficiente, ed abbiamo esposto uno striscione che recitava "Basta farse, lotta di classe", perché è ora di mettere in campo una lotta vera, pari almeno a quella che i padroni ci stanno facendo! Il bello è che il nostro intervento è stato applaudito dagli stessi lavoratori della CGIL, che hanno fischiato le loro stesse dirigenze sindacali!

Quindi siamo partiti in corteo, un corteo che si è ingrossato di minuto in minuto. Su Via De Pretis è stata sanzionata l'agenzia interinale Adecco, azienda che sfrutta il lavoro di tanti giovani, spremendoli in cambio di una miseria e poi buttandoli via. Striscioni e uova: sono stati costretti a chiudere: almeno per mezza giornata non succhieranno il sangue di nessuno!
Il corteo è poi continuato su via Marina, dove sono stati attacchinati i manifesti della campagna Pessima Ikea, in solidarietà con i lavoratori caricati a Piacenza. Sempre su via Marina è stato sanzionato anche l'Ispettorato del lavoro, perché l'Italia è uno dei paesi meno sicuri per i lavoratori, che muoiono in migliaia ogni anno, che lavorano in nero, che non hanno diritti. Dal camioncino abbiamo ricordato che bisogna spezzare il clima di rassegnazione e organizzarsi, unire le forze, far pagare la crisi a chi l'ha generata.

Come in altre città d'Italia (Brescia, Milano, Padova...) abbiamo bloccato per oltre mezz'ora i binari della stazione, poi il corteo è ripartito e ha sanzionato il FIAT center, a simboleggiare la nostra opposizione al Piano Marchionne e a tutte le politiche di oppressione e ricatto ai lavoratori e ai giovani...

Il corteo infine si è sciolto, ma non si è fermata la nostra lotta! Da domani saremo di nuovo nelle università e sui posti di lavoro per allargare la protesta, per coinvolgere tutte le persone che stanno subendo questa situazione, per incalzare i responsabili della crisi e sovvertire questo stato di cose!

Basta farse, lotta di classe!

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pc 15 novembre - Vendola la violenza opacizza...il tuo cervello è opaco da sempre


''La violenza rischia di rendere opaco il senso di una giornata straordinaria come quella di oggi''. Lo scrive il leader di Sel, Nichi Vendola, su Twitter, commentando gli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine in molte città italiane in occasione dei cortei organizzati per la giornata di mobilitazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati. (AGI)

pc 15 novembre - Brescia - liberare subito gli antifascisti arrestati a Brescia

Nell'ambito delle iniziative realizzate nella giornata europea di sciopero generale e generalizzato tre militanti della Rete Antifascista di Brescia sono stati arrestati dalla polizia locale.

La Rete Antifascista esprime solidarietà alle vittime della macchina repressiva messa in atto dal governo Monti.
Le uniche risposte che il governo in carica è in grado di dare alla pesante crisi economica sono quelle di inasprire la repressione poliziesca riducendo ogni spazio di libera espressione democratica. Lo si è visto nella giornata di ieri con i brutali ed ingiustificati pestaggi nei confronti dei lavoratori Alcoa rei di lottare per la difesa del proprio posto di lavoro e della propria dignità. Lo si è visto questa mattina con le cariche nei confronti del corteo degli studenti bresciani.La Rete Antifascista condanna fermamente il comportamento delle forze di polizia ed invita tutti i democratici ed gli antifascisti a partecipare al presidio che si terrà giovedì 15 novembre alle ore 9.00 davanti al Tribunale di Brescia in concomitanza del processo nei confronti dei compagni arrestati.
Rete Antifascista Brescia

pc 15 novembre - liberare subito gli studenti e i compagni arrestati a Roma !


Centinaia di studenti e attivisti sotto il carcere di Regina Coeli per chiedere la liberazione degli 8 arrestati ieri denunciano la violenza gratuita e la caccia all'uomo.
"Il dissenso non si arresta. Tutti/e liberi/e". Questo c’è scritto su uno degli striscioni campeggia fuori dal carcere romano di Regina Coeli dove sono detenuti 7 degli 8 giovani arrestati ieri durante le violentissime cariche contro il corteo degli studenti intrappolato e aggredito su Longotevere, all’altezza di Ponte Sisto e poi a Ponte Garibaldi.

Davanti al carcere romano sono arrivati a centinaia, soprattutto studenti ma anche qualche attivista dei centri sociali e di qualche gruppo della sinistra capitolina per esprimere la propria solidarietà agli arrestati.
Anche altri striscioni sono stati srotolati sul Lungotevere, dicono "Non potete fermare il vento, ci fate solo perdere tempo, liberi tutti", "Le piazze d'Europa piene con i manganelli della Bce"; e poi "Si parte e si torna insieme. Natasha libera" in riferimento, quest’ultimo, all’unica ragazza arrestata ieri - Natasha Grdich – rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. Ed è proprio a Rebibbia che si trasferirà il presidio intorno alle 20 di stasera.
"Abbiamo organizzato il presidio perché pensiamo sia stata indegna la gestione del corteo da parte della polizia, perché siamo preoccupati delle condizioni di salute dei compagni arrestati e malmenati, ma soprattutto perché siamo preoccupati per la democrazia in Italia - spiega una studentessa universitaria -. Le scene di ieri, con minorenni malmenati e ragazze offese da battute pesanti dei poliziotti non si vedevano dai tempi di Genova".
Negli interventi, molti dei quali emozionati e rabbiosi, ieri si è assistito, dopo la prima carica all’altezza di Ponte Sisto, ad un’incredibile caccia allo studente che ha preso di mira ragazzi e ragazze giovanissime, molte dei quali erano già a terra, o si erano allontanati dai luoghi dei cosiddetti scontri.
“Noi avevamo detto che volevamo arrivare a Montecitorio – spiegano gli studenti ai giornalisti - e la polizia si é schierata per non farci passare e poi ha caricato. Non è tollerabile che, unico paese in Europa, a Roma non si possa protestare sotto i luoghi in cui la classe dirigente adotta politiche le cui conseguenze saranno durissime per l’intera popolazione”.
Dai racconti di alcuni ragazzi emergono particolari nuovi e inquietanti sulla giornata di ieri: "Sono stato circondato dalla polizia e manganellato con calci sulla faccia e sulla schiena" racconta uno studente. "Subito dopo mi hanno buttato insieme ad altri dentro la camionetta e lì i poliziotti ci dicevano che era quello che ci meritavamo". Per fortuna poi alcuni dei fermati sono stati identificati e rilasciati.

Intanto domani mattina, all’interno del carcere di Via della Lungara, si svolgeranno i cosiddetti ‘interrogatori di garanzia’ per gli arrestati di ieri, accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni e altri reati. Il Gip Wilma Passamonti dovrà decidere se confermare la carcerazione o concedere gli arresti domiciliari.
Nei prossimi giorni invece potrebbero arrivare degli avvisi di garanzia ad alcuni dei 144 ragazzi e ragazze identificati ieri, un bilancio tra i più alti degli ultimi anni, almeno nella capitale. Anche sul fronte dei feriti oggi il quadro è più completo, con decine e decine di persone, soprattutto adolescenti e studenti universitari, che hanno ricevuto colpi di manganello e sono tornati a casa con i denti rotti, le labbra spaccate, le teste aperte; senza contare il fatto che molti dei feriti non sono andati negli ospedali a farsi medicare per paura di essere identificati nei nosocomi. Paura giustificata, visto che ieri almeno all’Umberto I erano presenti alcuni agenti della Digos che – secondo alcuni testimoni - chiedevano ai sanitari di segnalare eventuali giovani recativisi per farsi curare dopo la manifestazione.
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pc 15 novembre - SULLA DISERZIONE DEL COMITATO LIBERI E PENSANTI DELLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 10 NOV. DEGLI OPERAI DEL MOF-ILVA

La diserzione alla manifestazione di sabato scorso, sia come Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, sia a titolo individuale (come in un primo momento avevano detto) dei suoi maggiori esponenti, degli operai Ilva del Comitato, è stato in sè un fatto grave ma nello stesso lampante della linea e ideologia antifabbrica, anti classe operaia che caratterizza il Comitato fin dall'inizio. Questa diserzione, influenzando e spingendo alla non presenza anche aree di persone ambientaliste e alcune realtà dell'ambientalismo cittadino che comunque stavano nelle mobilitazioni del Comitato liberi e pensanti, ultima la manifestazione-corteo ai Tamburi, è diventata un vero e proprio boicottaggio - rotto positivamente solo dalla presenza del Comitato Donne per Taranto - di una manifestazione che di fatto aveva al centro comunque, anche come effettivi protagonisti, e organizzatori (insieme chiaramente all'Usb che ci ha voluto mettere un suo peso e visibilità da 90, eccessivamente soverchiante) gli operai del Mof, il loro sciopero e presidio che durava dal martedì 30 ottobre, giorno della morte di Claudio Marsella; uno sciopero lungo e compatto che dopo tantissimi anni è stata una vera novità in Ilva e una importante rottura rispetto ai precedenti scioperi, organizzati da capi o dai sindacati aziendalisti.
Al di là di come la vogliono presentare il Comitato e i suoi esponenti, i Ranieri, i Battista, ecc., essi si sono schierati non al fianco degli operai del Mof, ma contro, facendo sì che una manifestazione che poteva essere di 3000 e più persone è stata di circa 700. Per stare con gli operai del Mof non basta certo una visita al presidio, nè la raccolta di fondi, ma serviva e serve lo schieramento nella lotta, mettendoci chiara la "propria faccia"; tanto più in una situazione di voluto isolamento/contrasto verso questa lotta da parte di sindacati confederali, di Istituzioni, di mass media soprattutto nazionali ma anche locali, di tanta "bella gente" "democratica e ambientalista" che quando muore all'Ilva un operaio si volta dall'altra parte.

Certo a volte, la realtà si diverte. Perchè, sarà come sarà, ma la giornata di sabato forniva un quadro per cui, mentre c'era la manifestazione, il maggiore esponente del Comitato liberi e pensanti non stava lì ma faceva bella mostra sulla copertina della rivista Wemag, e nell'intervista interna dissertava sulla ipotesi che il Comitato possa trasformarsi in una lista civica. "Decide l'assemblea, io sono solo il portavoce - risponde Aldo Ranieri al giornalista di Wemag - Noi vogliamo far riflettere i politici. Se non ci riusciremo, allora non è detto che non si diventi altro. Ma questa ipotesi mi sembra molto remota".

Ma occorre dire che questa diserzione-boicottaggio (denunciata sempre fin dall'inizio solo dallo Slai cobas per il sindacato di classe) è coerente con la linea, concezioni e metodi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti: il dichiararsi soprattutto "cittadini" - in cui tra l'altro spariscono le classi e gli interessi diversi e contrapposti delle classi e la si butta tutta sui politici e l'antipolitica; il non parlare di vera messa a norma con difesa della fabbrica, e parlare invece soprattutto di salvaguardia del reddito (per 20mila operai !?), ecc.;   tutto questo alimenta un humus in aree del Comitato qualunquista, antioperaio fino ad accenti razzisti in nome della tarantinità e della difesa di Taranto.
Verso gli operai, la critica giusta ai sindacati confederali, diventa un discorso tout court antisindacato, anti "bandiere" (è questa la vera ragione della non partecipazione alla manifestazione del 10, perchè stavano le bandiere dell'Usb, come le bandiere dello Slai cobas); per il Comitato gli operai dovrebbero essere singoli, privati del loro strumento di organizzazione di massa e di lotta in fabbrica, che oggi vuol dire costruire un sindacato di classe nelle mani degli operai. Gli operai dovrebbero essere disorganizzati, parlare a "titolo personale", senza bandiera di classe; mentre loro, del Comitato, impongono eccome la loro "bandiera", fatta di magliette, apecar, di striscioni, di visibilità sui mass media, ecc. - "peggio - come ha detto un operaio del Mof - che se fossero un partito".
Il sindacato degli operai, nelle mani degli operai è storicamente e attualmente la condizione sine qua no della possibilità di lottare quotidianamente, di pesare nei rapporti di forza, e strappare risultati; è l’unica organizzazione che può essere di massa degli operai.
Non c‘è un’altra organizzazione che possa oggi avere questa funzione, che possa rivolgersi in maniera trasversale a tutti gli operai, e organizzare stabilmente quelli che vogliono pensare con la propria testa, non come "individui liberi e pensanti" ma come rappresentanti collettivi della classe. Senza questa organizzazione alternativa gli operai possono certo incidere in un momento di lotta, ma non riescono assolutamente a pesare in modo continuo, sia nella lotta che nei tavoli di trattativa; sia in una singola lotta in fabbrica, sia in una battaglia così generale nello scontro contro padroni e governo.
Chi parla contro i sindacati in generale e comunque, come fa il Comitato, vuole impedire questo, e fare degli operai dei "singoli cittadini" non una realtà di classe collettiva.  Queste cose - anche se dette e fatte da operai, riconosciuti finora dai loro compagni di lavoro - sono posizioni reazionarie come ideologia, pieni di profonda sfiducia verso gli operai come realtà collettiva; e di fatto portano acqua alla politica dei sindacati confederali, dei padroni, delle istituzioni, che vogliono eccome operai singoli e senza organizzazione in fabbrica; nella situazione concreta, poi, in cui gli operai del Mof stanno lottando anche perchè l'Ilva riconosca l'organizzazione sindacale alternativa e di base che si sono dati e il diritto dei lavoratori ad organizzarsi e a scioperare indipendentemente da Fim, Fiom, Uilm (tant'è che gli operai hanno respinto il tenetativo della direzione aziendale di incontrarli singolarmente), la posizione e la pratica del Comitato diventano al servizio oggettivo dell'azienda. 
Le parole ogni tanto, soprattutto di Aldo Ranieri, possono anche essere diverse, ma purtroppo la realtà è più forte delle parole: gli operai del Comitato liberi e pensanti non hanno scioperato con gli operai del Mof - mentre quelli, pochi, dello Slai cobas SI, rischiando; e sabato il Comitato non stava alla manifestazione ma dall'altra parte.

MC

pc 15 novembre - Fermare il massacro dei boia nazisionisti israelianii a Gaza!


Su Gaza già assediata e colpita dall'aggressione di Piombo Fuso (2008-2009) continuano gli attacchi con aerei e navi dei nazisionisti israeliani che hanno fatto tredici morti e oltre 100 feriti tra i palestinesi, tra cui bimbi piccolissimi, carbonizzati, nel silenzio complice dell'Onu e con l'appoggio degli stati imperialisti di USA ed Europa, Italia in testa.
I mass media capovolgono la realtà dei fatti: nessuna rappresaglia ai razzi della resistenza, si tratta dell'ennesima strage dello Stato israeliano!
I boia Netanyahu e Barak, con l'operazione Pillar of Clouds (“colonne di nuvole”) in corso a Gaza, stanno conducendo la loro infame campagna elettorale, ancora una volta, sul sangue palestinese.



Dal blog http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/ una testimonianza

Emergenza da Gaza sotto attacco
Pubblicato da Rosa Schiano a 03:28
Missili piombati a centro città questo pomeriggio hanno inaugurato quello che Israele ha chiamato Operazione militare "Clooud Pillar".

Stavo uscendo di casa verso le 15.30 quando ho sentito una forte esplosione. Mi sono diretta sul posto a pochi metri di distanza e poi in ospedale con un attivista spagnolo ed un amico palestinese e da allora è stato un susseguirsi di arrivo di ambulanze con feriti, la maggior parte donne, bambini, persone anziane.
Mi hanno riferito dall'Italia che Israele stia conducendo una ottima operazione colpendo solo leaders di Hamas. La realtà non è questa.

La realtà è un inferno di esplosioni, di grida, di padri che corrono con in braccio bambini, di occhi terrorizzati, piccoli corpi bruciati.

Dati dallo Shifa hospital: almeno i 50 feriti, la maggior parte donne, bambini, persone anziane.
Cinque persone morte, tra cui un bambino di 11 mesi, con il 95 % del corpo bruciato,
e una bambina di 7 anni. La terza persona morta è una donna 19 anni.

Due feriti gravi, tra cui un bambino di 13 anni è in terapia intensiva con gravi ustioni.
Il resto delle persone riportano ferite moderate.
La situazione allo Shifa hospital era di altissima tensione ed agitazione.
Famiglie intere sono pervenute, bambini spaventati ed uno in alto stato di stress.

Un sentimento di impotenza soffocante davanti al susseguirsi degli sguardi di dolore di intere famiglie.

Più di 40 attacchi aerei hanno colpito la Striscia di Gaza in poche ore.
Questa è la lista delle persone uccise.

Ahmed Saed Al Ja'abry, 52 anni, comandante delle brigate Al Qassam di Hamas
Mohammed Hamed Al hams, 28 anni
Mohammed Hany Kusieh, 18 anni
Issam Mahmoud Abu Al meiza, 19 anni
Heba Adel Al Mashharawy, 19 anni
Rinan Yousif Arafat, 7 anni
Ali Jehad Al mashharawy, 11 mesi
Mahmoud Abu Swawin, 65 anni

Più di 70 i feriti.

Hanno colpito solo obiettivi militari? Falso.
Sono stati colpiti obiettivi militari, come basi militari di Hamas e stazioni di polizia.
Ma sono stati colpite anche abitazioni di civili.

Un raid ha colpito una casa in Zaytoun, quartiere est di Gaza city. Almeno 11 feriti, la maggior parte bambini, di cui uno ora in terapia intensiva con gravi ustioni. Sul quartiere di Zaytoun ci sono stati diversi attacchi aerei, che hanno ucciso 3 persone, tra cui un bambino di 11 mesi, una bambina di 7 anni, ed una donna di 19 anni.
Un attacco aereo a nord della Striscia di Gaza, nella zona di Al Shikh Zaied, ha ucciso due persone appartenenti alla resistenza palestinese. Successivamente un attacco nel quartiere di Tal Al Hawa in Gaza city ha colpito una casa, causando più di 30 feriti.
Molti attacchi aerei si sono susseguiti nel campo rifugiati di Nuseirat, dove un uomo di 65 anni è stato ucciso, e poi, un susseguirsi di attacchi dal nord al sud della Striscia di Gaza. Al sud in Rafah ed in Khan Younis, nella zona centrale in Deir al balah, nel quartiere Shijaia di Gaza city , a nord di Gaza city in Soudania, a nord della Striscia di Gaza in Biet Lahia ed in Jabalia.

Un attacco è avvenuto anche da parte della Marina militare israeliana che ha bombardato la zona di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza, non causando fortunatamente feriti.
Attacchi da terra sono avvenuti nel pomeriggio a sud della Striscia di Gaza, nelle zone di Khan Younis, Khuza'a, Abassan.

Continuano in questo momento incessanti gli attacchi aerei con droni ed F-16.
Colpite le aree di Tuffah in Gaza city, Jabalia e Beit Lahia a nord nuovamente. Mezz'ora fa un missile è caduto nuovamente sul quartiere di Zaytoun.

In questo momento in cui scrivo, ore 3.15 locali, un'enorme esplosione causata da un bombardamento sul quartiere Shikh Al Udwan in Gaza city. Attacchi aerei anche su Rafah.

Continuano incessantemente gli attacchi aerei minuto dopo minuto.
Ecco alcune foto che ho scattato allo Shifa hospital. Pubblicherò foto e video così come mi consente la connessione.

pc 15 novembre - lo sciopero del 14 e il ruolo della CGIL e del gruppo dirigente fiom con la polizia nel sostegno alle selvagge cariche nei confronti delle manifestazioni studentesche

Lo sciopero indetto della Cgil e parassiti vari in occasione della giornata europea di lotta del 14 novembre è fallito quasi ovunque nel nostro paese - tranne rare eccezioni, quali la scuola.
Operai e lavoratori lo hanno disertato nelle fabbriche e sui posti di lavoro.
La Cgil, tramite il PD, è il principale sostegno al governo Monti.
Agli scioperi indetti dalla Cgil non si partecipa e chi lo fa anche nelle file del movimento comunista e rivoluzionario e del sindacalismo di classe e di massa, sbaglia e disorienta gli operai e lavoratori.
Denunciare, attaccare e colpire Cisl e Uil senza denunciare il vero 'partito della conciliazione' con padroni e governo- la CGIL di Camusso- è oggi controproducente allo sviluppo della lotta di classe, della necessaria autonomia operaia e popolare e della conseguente organizzazione di classe politica e sociale.
La giornata del 14 è stata importante a livello europeo in tanti paesi, in primis la Spagna, ma nel nostro paese lo spirito e la pratica dello sciopero contro i governi e gli Stati dei padroni è stato interpretato dal movimento degli studenti e della gioventù ribelle che lo hanno trasformato in una vera giornata di lotta e ribellione.
Lo stato borghese e il suo governo hanno reagito con selvagge cariche poliziesche, fermi, arresti che hanno colpito e colpiranno ancora i giovani e giovanissimi ribelli scesi in piazza, dimostrando ancora una volta la natura da Stato di polizia e moderno fascismo del governo dei tecnici.
Esprimiamo il massimo appoggio allo sciopero e alle manifestazioni studentesche.
Riteniamo che le forze comuniste e rivoluzionarie, il sindacalismo di base e di classe - di cui non fa parte il gruppo opportunista del cobas confederazione - debbano scendere in campo a fianco del movimento studentesco nelle città e in particolare nelle fabbriche e sui posti di lavoro, denunciando il governo, la sua politica, la sua repressione e il ruolo di sostegno al governo e di collaborazione di classe di cisl-uil-cgil.
Bisogna con tenacia e determinazione lavorare per uno sciopero generale dal basso autorganizzato contro il governo e lo Stato dei padroni, per rovesciarli.

proletari comunisti - PCm Italia
15-11-2012               
                                                         
In un comunicato tutto politichese e pieno di bizantinismi, la Cgil condanna la "violenza". Quella dei manifestanti, ovvio...

Teste spaccate e ragazzini massacrati di botte in tutta Italia, decine di fermati e identificati a Roma. I sindacati di base condannano la violenza gratuita dei celerini contro ragazzini alle prime manifestazioni, col volto scoperto e a mani nude, bastonati quando erano già stati sbattuti a terra da violentissime cariche.
Ma la Cgil no, non condanna le cariche, le manganellate, gli arresti arbitrari. Condanna "la violenza". Di chi non è dato sapere, non è specificato. Un comunicato scritto attentamente per non dire chiaramente qual è e chi ha esercitato la violenza. Qualche studente poco esperto di politichese e bizantinismi potrebbe pensare, leggendolo, che il maggiore sindacato del paese - che oggi ha proclamato un "eroico" sciopero di 4 ore - 4 ore! - se la stia prendendo con la Polizia e chi la gestisce politicamente. Ma a leggere bene, soprattutto nelle ultime righe, i più esperti capiranno che è con la "violenza" dei manifestanti che ce l'ha la Cgil.

Leggere per credere:
"La Cgil condanna, "con estrema fermezza e massima intransigenza", tutti gli episodi di violenza che si sono registrati oggi in alcune città italiane, ed esprime piena solidarietà a tutti coloro che hanno subito aggressioni ed attacchi. "Alimentare un clima sempre più avvelenato, di scontri e contrapposizioni, di fronte ai problemi reali che vivono i giovani e i lavoratori per la mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro, arreca danno all'intero movimento sindacale, da sempre baluardo di democrazia e di difesa dei lavoratori. E' necessario che tutte le forze sindacali e democratiche condannino questi episodi di violenza per non prestare il fianco ad un clima di odio e intolleranza".
Il profondo disagio sociale che attraversa larga parte della popolazione "non può e non deve in nessun modo trovare sbocchi negli atti di violenza che si sono purtroppo registrati oggi. Questi atti inaccettabili hanno il solo obiettivo di tentare di oscurare le legittime rivendicazioni - prosegue la Cgil – che decine di migliaia di lavoratori hanno sostenuto oggi in piazza, partecipando allo sciopero e alle manifestazioni indette dalla Cgil, che si sono svolte tutte in modo pacifico e senza incidenti, nell'ambito della Giornata di mobilitazione proclamata dalla Confederazione Europea dei Sindacati, 'per il lavoro e la solidarietà' e per protestare contro le politiche di solo rigore che stanno alimentando pericolosi processi di recessione in tutta Europa".

mercoledì 14 novembre 2012

pc 14 novembre - lo stato di polizia si scatena a Lungotevere a Roma



Le cariche di Roma. Le foto
Ecco una serie di foto delle brutali e premeditate cariche della polizia, oggi poco dopo le 14, a Lungotevere a Roma. E alcuni video.




Partono le prime cariche all'altezza di Ponte Sisto. Video
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A manganellate in faccia, di proposito e mirando. Video

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La caccia al ragazzo nella "tonnara". Video

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I blindati addosso ai ragazzi. Video
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Pestaggio di gruppo verso Porta Portese

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Manganellata a freddo e alle spalle di un ragazzo
Guerriglia a Roma, feriti a Torino e Padova -   Vd


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tratto da www.contropiano.it



pc 14 novembre - in corteo lavoratori, precari, disoccupati, studenti a Palermo

DA PALERMO:

IL CORTEO DI LAVORATORI, PRECARI E STUDENTI E' PARTITO DA PIAZZA PRETORIA VERSO LA SEDE DELLA REGIONE SICILIANA A PIAZZA INDIPENDENZA. 


UN CORTEO COMBATTIVO, DETERMINATO, TANTI GLI SLOGAN CONTRO IL GOVERNO MONTI/FORNERO/PROFUMO E OGNI GOVERNO AL SERVIZIO DEL CAPITALE, CONTRO IL FASCISMO PADRONALE, CONTRO I SINDACATI SERVI DEI PADRONI, CONTRO LA REPRESSIONE DA STATO DI POLIZIA, A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEGLI OPERAI NELLE FABBRICHE, DI TUTTI I LAVORATORI E  DEGLI STUDENTI IN LOTTA NON SOLO NEL NOSTRO PAESE  MA ANCHE IN ALTRI DELL'EUROPA COME  LA GRECIA E LA SPAGNA, FUMOGENI ACCESI IN DIVERSI PUNTI  DEL PERCORSO.  
ALLA FINE DEL CORTEO UNA PARTE DI LAVORATORI  USB, TRA GESIP E PRECARI,  SONO RIMASTI AD "ASSEDIARE" LA REGIONE, CONTEMPORANEAMENTE STUDENTI MEDI E UNIVERSITARI SI SONO SPOSTATI  EFFETTUANDO BLOCCHI IN CORSO TUKORY E IN ALTRI PUNTI TRA LA STAZIONE CENTRALE E PIAZZA INDIPENDENZA, MENTRE PRECARI E LAVORATORI DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE CON 
UN CORTEO IMPROVVISATO DALLA REGIONE SICILIANA SONO ANDATI AL PALAZZO DELLA PROVINCIA ENTRANDO IN MASSA IN ESSO OCCUPANDOLO E PROTESTANDO CONTRO PRECARIETA' E UN FUTURO CHE SI ANNUNCIA DI NUOVI TAGLI AI POSTI DI LAVORO.  



Le donne a casa non torneranno il posto di lavoro difenderanno

E' ora  E' ora E'ora di lottare la furia delle donne si deve scatenare














                                                                                       Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo

pc 14 novembre - Contro l'occupazione e gli omicidi mirati israeliani, esplode la rivolta palestinese in Cisgiordania


Scontri in Cisgiordania, omicidi mirati a Gaza
Raduni si sono tenuti in molte citta' per l'anniversario della dichiarazione d'indipendenza palestinese del novembre 1988. Israele oggi ha ucciso un dirigente di Hamas a Gaza

mercoledì 14 novembre 2012


Ramallah (Cisgiordania), 14 novembre 2012, Nena News - Manifestazioni popolari e scontri tra palestinesi e soldati israeliani sono in corso oggi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, come non si vedevano da mesi, in anticipo sull'anniversario della dichiarazione di indipendenza palestinese letta da Yasser Arafat a Ginevra il 15 novembre 1988.

Intanto a Gaza son ripresi gli omicidi mirati di palestinesi, sollecitati in questi giorni da molti esponenti politici israeliani. A Gaza questo pomeriggio un aereo israeliano, forse un drone, ha colpito un'auto facendo almeno due morti e due feriti. Centinaia di dimostranti hanno bloccato strade a Gerusalemme Est e tra Ramallah, Betlemme, Gerico, Nablus, Hebron e Qalqiliya e i posti di blocco militari israeliani. Chiuse anche le statali 446 e 60, che collegano le colonie israeliane in Cisgiordania.

Una cinquantina di giovani hanno provato a chiudere all'altezza di Betlemme anche la strada a scorrimento veloce che collega Gerusalemme ai blocchi di colonie israeliane nel sud della Cisgiordania.

Manifestazione con un centinaio di dimostranti anche a Nabi Saleh (Ramallah) località dove già ogni venerdì si tengono cortei di protesta contro il Muro di separazione costruito da Israele in Cisgiordania.

Al momento si segnalano sei feriti negli scontri scoppiati tra manifestanti e soldati che hanno lanciato lacrimogeni e bombe assordanti per disperdere la folla.Nena News

pc 14 novembre - uno sciopero sopratutto studentesco con iniziative varie e significative in alcune città in alcune città


 

Gli scontri con gli autonomi
Tensione a Torino per lo sciopero contro l'austerità. Qualche tafferuglio è scoppiato questa mattina davanti al grattacielo di Intesa-Sanpaolo contro il cui cantiere si sono dirette alcune decine di autonomi. Il gruppo è riuscito a oltrepassare le recinzioni vandalizzando alcune strutture del cantiere. Le forze dell'ordine hanno respinto i manifestanti che hanno poi ripreso il corteo verso il centro. Poco prima, un gruppo di manfestanti aveva fatto irruzione nella sede provinciale del ministero dell'Economia e delle Finanze lanciando petardi e fumogeni. Una scrivania con alcune cartelle è stata trasportata in strada ed è stato dato fuoco alle carte. Imbrattati anche i muri dell'agenzia delle entrate. Foto ALESSANDRO CONTALDO /Photonews
Ore 12.50 Torino. Gruppi di manifestanti hanno fatto irruzione a Palazzo Cisterna, sede della Provincia di Torino, dove hanno issato la bandiera No Tav al posto di quella europea. Hanno divelto un cancello e hanno portato via sedie e mobili, accatastandoli in strada. Alcuni ragazzi sono stati fermati dalla polizia.12.40. Torino. Un poliziotto sarebbe rimasto ferito davanti alla sede della Provincia di corso Inghilterra, a Torino. Dopo una carica, sarebbe rimasto accerchiato da una ventina di giovani. Il poliziotto è stato portato all'ospedale Mauriziano per la frattura di un braccio.


12.30 Pomigliano. Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, è stato duramente contestato da alcuni giovani ricercatori che gli rimproverano di non aver difeso il lavoro ed i diritti dei lavoratori nelle riforme varate dal governo Monti, nei pressi del palco allestito in piazza primavera a Pomigliano d'Arco (Napoli), dove si sta svolgendo la manifestazione organizzata dalla Fiom. «Noi siamo disperati - ha spiegato Leandro Sgueglia, 28enne ricercatore universitario alla Federico II di Napoli - io non ricevo retribuzione da 7 mesi, e la politica non fa nulla per tutelare i lavoratori, e questo centrosinistra, che doveva difenderci, ha fatto passare una riforma vergognosa». Fassina, che è stato poi accompagnato sul palco da alcuni militanti della Fiom, per evitare che la discussione degenerasse, ha risposto che «l'articolo 18 difende lo stesso i discriminati, e lo dimostrano le ultime sentenze; forse prima era meglio, ma se non avessimo approvato le riforme l'Italia sarebbe andata a fondo». Ne consegue che i giovani ricercatori non sono "davvero italiani"?
12.20, Torino. La protesta degli studenti è proseguita davanti all'Ufficio Scolastico regionale, dove alcuni manifestanti hanno lanciato uova, petardi e fumogeni contro porte e finestre chiuse.

12,20. Padova.
Cariche della polizia per impedire l'ingresso alla stazione ferroviaria da parte di alcune decone di manifestanti. Si preparano numerose denunce, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa.

Ore 12, Palermo. A suon di "occupiamo la citta'" studenti medi e lavoratori della Gesip hanno occupato i binari 4 e 5 della stazione centrale di Palermo.

11.50. Bologna. Lancio di uova, poi l'invasione della sede Cisl. Un blitz del collettivo degli studenti che sta sfilando in corteo nel capoluogo emiliano. La sede di via Milazzo è stata occupata simbolicamente per un paio di minuti, ma c'è stata tensione tra attivisti e persone all'interno degli uffici. Sono volati spintoni. Poi il corteo è ripartito. In precedenza, con uova e vernice rossa, era stata colpita una sede del Ministero del Lavoro, in viale Masini, gesto accompagnato da slogan contro Elsa Fornero.

11.30. Brescia. Tre studenti sono stati arrestati dalla polizia locale questa mattina dopo che avevano incendiato alcuni copertoni in via Triumplina, a Brescia. Incendio doloso e travisamento le accuse. In segno di solidarietà, il corteo della manifestazione studentesca ha deviato il proprio percorso per dirigersi verso il comando di polizia locale. Successivamente gli studenti hanno raggiunto la stazione ferroviaria di Brescia, dove per circa mezz'ora hanno occupato alcuni binari. La polizia ha effettuato alcune cariche nel tentativo  di allontanarli dai binari. Il corteo studentesco si è poi diretto verso il centro cittadino.

11,30. Milano. Il corteo degli studenti si è scontrato in 2 occasioni con un cordone di agenti in tenuta anti sommossa in corso Magenta, a due passi dalla rappresentanza del Parlamento europeo a Milano. I ragazzi, schierati in formazione a testuggine con scudi e caschi, hanno tentato due volte di sfondare il cordone di agenti che ha reagito caricandoli. Durante i due momenti di confronto dal corteo sono volati sassi, sampietrini, fumogeni e grossi petardi. Dopo il secondo tentativo di superare l'ostacolo che li frappone all'obiettivo, i ragazzi (principalmente dei collettivi universitari) sono indietreggiati, proseguendo il lancio di oggetti e petardi in direzione degli agenti.
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11,30 Genova.
Migliaia gli studenti, lavoratori precari e militanti dei centri sociali scesi in piazza in occasione dello sciopero europeo contro l'austerità e per il lavoro e la solidarietà. Dietro ad un lungo striscione con scritto "Senza diritti e senza futuro, ci riprendiamo tutto", il corteo è partito intorno alle 10 da piazza Caricamento.  Al passaggio del corteo in piazza De Ferrari alcuni manifestanti hanno contestato e fischiato la Cgil per aver indetto solo quattro ore di sciopero e hanno invitato i lavoratori che ascoltavano il comizio finale a unirsi alla manifestazione,
11,20. Napoli. Nessuna tensione tra le forze dell'ordine e i partecipanti alle tre manifestazioni programmate in città. Petardi e fumogeni, insieme a cori e striscioni. Due diversi cortei, quello organizzato dagli studenti, partito da piazza Dante, protesta indirizzata soprattutto alla riforma della scuola voluta dal ministro Francesco Profumo; quello messo in piedi dai sindacati di base con gli studenti dei collettivi universitari, cui partecipano anche i disoccupati organizzati, partito da piazza Mancini.
In questo momento i due cortei si stanno incrociando. Un gruppo di studenti, poi, ha effettuato un blitz alla manifestazione organizzata dalla Cgil in piazza del Gesù, salendo sul palco allestito per srotolare uno striscione che recita "Basta farse, lotta di classe"
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Ore 11.10. Torino. Una parte degli studenti ha fatto irruzione nel cantiere del grattacielo di Intesa San Paolo in costruzione di fronte al palazzo di giustizia. I manifestanti hanno danneggiato alcuni vetri nel cantiere e divelto dei bagni chimici e hanno anche rotto un tubo dell'acqua. Poi hanno esposto uno striscione prima di disperdersi. La polizia in tenuta antisommossa ha lanciato alcuni lacrimogeni. Ora gli studenti si stanno dirigendo verso Corso Vittorio Emanuele per riprendere il corteo.
Ore 11. Firenze. Alcuni partecipanti ad uno dei cortei in corso a Firenze per lo sciopero europeo, hanno lanciato uova e imbrattato con vernici colorate l'esterno della sede fiorentina della Banca d'Italia, in via dell'Oriuolo.

Ore 11. Milano. In via Broletto i partecipanti al corteo attaccato diversi punti "sensibili" in piazza. Danneggiate le vetrine della sede Enel. Sulle 3 grandi vetrate danneggiate si notano i segni dei colpi di mazza o di altri oggetti contundenti e a terra le schegge di vetro e della terra rovesciata dalle fioriere sbattute al suolo. Scritte con vernice nera e rossa sono state fatte anche sulle vetrate di una sede Unicredit, e di fronte al punto Enel su quelle di Cariparma come, piu' avanti, verso Cordusio, (la piazza principale, per gli Istituti bancari, a Milano) anche sulle vetrine di Deutsche Bank. Un elicottero sorvola continuamente la zona. Via Broletto è chiusa al traffico e la circolazione un po' in tutto il centro è in tilt. Tra le scritte e i volantini lasciati dai manifestanti sulle vetrate, spiccano 'Tenetevi l'Austerity', insulti vari e inviti a 'non pagare' e contro il capitalismo.



Ore 11. Ancona. Lancio di uova e palloncini riempiti di vernice contro la sede della Banca d'Italia e altri istituti di credito in centro. Al momento sono un migliaio i partecipanti tra studenti e lavoratori. Uova anche contro le forze dell'ordine e lancio di petardi. L


Schermata del 2012-11-14 110547
 
Ore 10,40. Torino. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione nella sede del ministero dell'economia e delle finanze. Nel blitz sono stati lanciati fumogeni ed è stato dato fuoco a della carta portata fuori dall'edificio di corso Bolzano. Uova e fumogeni contro la sede dell'agenzia delle entrate di Torino. Dopo il blitz alla sede del ministero dell'economia e delle finanze, gli studenti si sono spostati nei vicini uffici dell'Agenzia delle Entrate, sempre in corso Bolzano. Sulla facciata è comparsa la scritta, realizzata con spray rosso, «usurai strozzini».


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brescia cariche della polizia che cercano di impedire l'occupazione dei binari, una decina i contusi. Intorno alle 12 occupato l'hotel Siri

La carica della polizia (Foto Lapresse)La carica della polizia (Foto Lapresse)
Scontri tra polizia e studenti a Brescia, alla stazione ferroviaria di Brescia, dove il corteo del «Kollettivo studenti in lotta» ha occupato i binari per una ventina di minuti. Una forma di protesta per l'arresto, di prima mattina, di tre attivisti del centro sociale di Rovato che hanno bruciato copertoni d'auto lungo via Triumplina, e che sono stati fermati dalla polizia locale e dalla Digos. Sciopero a Brescia stazione occupata, la polizia carica gli studenti                 L'occupazione della stazione - La polizia ha tentato di impedire l'occupazione dei binari caricando i manifestanti che stavano per entrare in stazione; ma una settantina di studenti è riuscita ad occupare i primi due binari della stazione. L'occupazione è durata un quarto d'ora: limitati i disagi al traffico ferroviario. Prima delle 11 i manifestanti hanno lasciato i binari e raggiunto l'altra parte del corteo, diretto verso il ring della città. Tra loro centinaia di studenti delle principali scuole cittadine (Arnaldo, Copernico, Calini, Leonardo, Itis Castelli, Gambara). Le azioni di protesta non sono finite: a mezzogiorno è stato occupato, da un gruppo di attivisti, l'hotel Sirio in via Capriolo, chiuso da anni. Sciopero generale, binari occupati e scontri tra polizia e studenti                 
La reazione all'arresto di 3 attivisti- A scatenare la forma di protesta estrema del Kollettivo è stato l'arresto di tre attivisti trentenni accusati di incendio doloso e travisamento. Per loro sono stati confermati gli arresti domiciliari e il 15 novembre subiranno il processo per direttissima. La notizia del loro arresto si è diffusa tra i manifestanti che partiti alle 9.30 da piazza Garibaldi hanno deciso di dirigersi prima verso il comando della polizia locale di via Donegani, per poi dirigersi alla stazione ferroviaria con l'intenzione di occupare i binari.
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Redazione Online 14 novembre 2012 | 14:21
Sciopero e scontri
Non sono mancati scontri tra studenti e forze dell'ordine, durante lo sciopero europeo di stamattina contro l'austerity

Ore 13. Milano. Colpite la sede dell'Abi (assciazione banche italiana) di via Olona e la filiale Deutsche Bank di piazzale Cantore. La prima è stata tempestata dal lancio di uova e vernice, mentre la seconda ha visto l'ingresso cosparso di letame.Anche altre filiali sono state oggetto di contestazione, in alcuni casi con danneggiamento di vetrine e bancomat. Con l'esplosione di alcuni petardi e il lancio di un paio di fumogeni, un gruppo di manifestanti si è unito ai lavoratori del San Raffaele che manifestano davanti al Palazzo della regioneRegione.

Migliaia in corteo per difendere la scuola
Repubblica Milano è anche su facebook e su twitter

Sono migliaia gli studenti scesi in piazza per protestare ancora una volta contro la politica del governo in materia di scuola, contro i tagli del personale e contro le riforme che aprono ai privati. Il corteo partito da largo Cairoli attraversa le vie del centro. In marcia anche presidi, insegnanti e personale non docente dei sindacati di base e della Cgil (Luca De Vito)
Ore 13. Milano.Tafferugli a Milano al termine del corteo. Un gruppo di manifestanti ha cercato di occupare i binari della stazione di porta Genova e si è scontrato con la polizia che cercava di bloccarli.Fuggi fuggi generale anche dei viaggiatori presenti dopo l'avvio del fitto lancio di fumogeni che hanno immediatamente reso difficoltoso respirare all'interno dell'androne. 


Tensione anche a Bergamo. Traffico paralizzato e cortei di lavoratori e studenti in centro anche a Bergamo. La giornata di sciopero generale ha visto scendere in strada un migliaio di persone. Qulache momento di tensione quando alcuni operai Fiom della Same hanno manifestato davanti alla sede di Confindustria, facendo esplodere alcuni petardi. I cortei si sono unificati per raggiungere insieme piazza Pontida, dove si è tenuto il comizio finale senza altri disordini. (14 novembre 201
Ore 13. Napoli. C
irca 300 studenti a Napoli hanno occupato la stazione centrale, entrando nell'atrio e percorrendo a piedi avanti e indietro pensiline e binari. Esplosi anche petardi e accesi fumogeni rossi.




pc 14 novembre - Ilva Taranto - la lotta degli operai del MOF una battaglia di classe nel cuore dell'ilva di padron Riva

ilpresidio













Contenuti dell'intervento della compagna Margherita Calderazzi coordinatrice provinciale dello Slai cobas per il sindacato di classe Taranto alla manifestazione di sabato 10 ottobre.

Voi operai del Mof dovete essere orgogliosi della lotta che state facendo, siete di esempio a tutti gli altri operai e avete portato in Ilva un fatto nuovo e di rottura sia dopo anni di silenzio degli operai sia verso la subordinazione della lotta dei lavoratori alle logiche aziendaliste. Voi state affermando che è invece possibile alzare la testa con dignità e dire Basta, per Claudio, per la propria sicurezza di tutti gli operai, per i diritti. 

La morte di Claudio è piena responsabilità dell'azienda, dei capi. Riva è assassino! E nella stessa maniera dobbiamo chiamare i sindacati confederali firmatari contro la volontà degli operai Mof di un accordo che ha lasciato solo Claudio. Respingiamo ogni odioso tentativo di scaricare sugli operai gli assassini all'Ilva.
La morte in fabbrica dimostra che gli operai sono prime vittime di padron Riva e dei profitti del capitale; morte che uccide gli operai anche fuori dal lavoro, e invade la città con l'inquinamento.
Ma la lotta degli operai del Mof autorganizzata e ad oltranza dimostra che sono e possono essere i lavoratori in fabbrica la prima linea contro padron Riva e sindacalismo confederale complice; e il punto di riferimento della lotta di tutta la città per una fabbrica a norma e una città risanata... Occorre costruire l'unità tra operai e popolazione per la salute e il lavoro, e questa manifestazione vuole essere un'iniziale esempio.


Padron Riva non vuole mettere i soldi nè applicare realmente nè le prescrizioni della magistratura nè la stessa Aia, vuol continuare la produzione non per risanare la fabbrica ma per continuare a fare profitti e a produrre attacchi alla salute e sicurezza. Il Min. Clini oggi invece di perseguire Riva vuole far ricorso contro la Magistratura. Ora l'Ilva mette 2000 operai in cassintegrazione, per stroncare e isolare la lotta degli operai del Mof, impedire che negli altri reparti si segua il loro esempio e per rilanciare il ricatto occupazionale come arma per contrastare il risanamento della fabbrica. Chi firmerà questa cassintegrazione è d'accordo con padron Riva e il governo Monti-Clini.

La lotta degli operai del Mof, organizzata dal Usb, con lo sciopero ad oltranza e il presidio, e sostenuta dagli operai dello Slai cobas Ilva e da altri operai iscritti pure ai sindacati confederali, è una lotta per affermare il
diritto di sciopero come proprietà dei lavoratori e non dei sindacati confederali e la libertà di organizzarsi nei sindacati di base e di classe, all'Ilva come in tutti i posti di lavoro, in piena libertà contro pressioni, ricatti, terrorismo psicologico, persecuzioni.

La manifestazione di oggi è importante perchè aiuta a rendere nazionale la lotta degli operai del Mof e la battaglia in corso all'Ilva. Il coraggioso sciopero ad oltranza degli operai Mof deve servire ad esempio per estendere la vertenza per la sicurezza in tutti i reparti dell'Ilva, e a costruire le condizioni per un vero sciopero generale in tutta l'Ilva, autorganizzato da tutti con la partecipazione di tutti, per fermare la produzione nello stabilimento e imporre le richieste operaie su sicurezza, messa a norma.
Sosteniamo la raccolta firme per la caduta delle attuali Rsu e per nuove elezioni che ridiano nelle mani degli operai le Rsu, raccolta già avviata nei mesi scorsi dallo Slai cobas Ilva.
Respingiamo ogni provvedimento disciplinare contro gli operai in sciopero in tutti i reparti
Sosteniamo la cassa di resistenza a favore della lotta degli operai del Mof.

Sono arrivati da altre città vari messaggi di solidarietà, dagli ex operai della Thyssenkrupp di Torino agli operai dello slai cobas Dalmine di Bergamo, dall'USI e Comitato 5 aprile di Roma, da altre realtà dello slai cobas per il sindacato di classe, Palermo operai Fincantieri, Milano Ist. Tumori che a settembre ha fatto il presidio sotto la sede legale dell'Ilva, Marghera-Venezia, Ravenna. In questa occasione non sono potutit venire ma saranno a Taranto per il Convegno della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro che si terrà il 7 dicembre, e a cui invitiamo fin da ora gli operai del Mof e l'Usb; la Rete unisce la battaglia all'Ilva a quella della ThyssenKrupp, Eternit (amianto), alle stragi operaie dell'Eureco, di Molfetta, di Marghera, ecc.,
per costruire la mobilitazione per la condanna dei padroni assassini, il sostegno ai familiari degli operai morti, per più potere agli RLS, nuove misure legislative per tutelare la vita e la salute in fabbrica e sul territorio;
per il primato della vita sul profitto dei padroni.


pc 14 novembre - la lotta degli operai MOF Ilva una pagina importante della lotta della classe operaia all'Ilva e non solo


pc 14 novembre - caccia alle streghe a Roma per una contestazione dei sindacalisti del padrone... ma la cgil è anch'essa il sindacato della conciliazione con il governo Monti



Un collettivo di precari sanziona le sedi dei sindacati gialli con slogan, volantini e un tocco di colore. Ma contro i contestatori si mobilitano la fabbrica del falso, le burocrazie sindacali e gli apparati repressivi.


Stamattina un gruppo di attivisti di 'Militant', ha dato vita a una significativa iniziativa di denuncia nei confronti del sindacalismo giallo. Quello di Cisl e Uil,... Anche le proteste contro alcune sedi romane di Cisl e Uil sono state simboliche: un po' di vernice, qualche cachi, uova e uno striscione. Un po’ di slogan e dei volantini, che spiegavano il perché dell'azione di sanzionamento e ne rivendicavano anche la paternità.

Qui le foto e il comunicato sull'iniziativa

''Questa mattina una ventina di precari, disoccupati e lavoratori a nero hanno accolto i continui inviti di padroni e governo ad essere meno choosy nella scelta del lavoro e si sono reinventati come interior designer della sede romana di Fim e Uilm'' hanno scritto quelli di Militant. ''Visto l'amore per il giallo padronale di Bonanni ed Angeletti i militanti hanno dato un tocco di colore a dei locali altrimenti cupi aggiungendo delle nuance di giallo uovo e giallo vernice e qualche tocco di rosso kaki''.

Ma le direzioni di Cisl e Uil,...  invitando naturalmente il Viminale ad agire immediatamente contro gli aggressori, colpevoli di “lesa maestà”. Per esprimere solidarietà agli aggrediti si sono smossi addirittura i vertici massimi della Cgil – Susanna Camusso – e della Fiom – Maurizio Landini, che condannano ''fermamente'' questi atti ''vili e inaccettabili'' di ''delinquenti comuni'' che ''nulla hanno a che fare con il movimento sindacale e la democrazia''.E quando alle 18 un drappello di burocrati sindacali si sono presentati davanti al Viminale – tra loro Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti – il Ministro Annamaria Cancellieri ha aperto loro le porte e li ha ricevuti, promettendo che farà di tutto “per aumentare la capacità di intervento e per contrastare episodi di questo genere''.

Insomma è cominciata la caccia alle streghe, . In poche ore quello che per le agenzie di stampa era un blitz simbolico diventa la ‘devastazione’ delle sedi di Cisl e Uil, accompagnata da violenza e minacce. E il nome del collettivo, ben evidente sui volantini e sul blog, viene storpiato in “organizzazione comunista ‘Collettivo militante Noi saremo tutto’", perché evidentemente Militant sembrava poco minaccioso come sigla. Permettendo a esponenti politici e sindacali di montare un caso che non esiste. Come l’europarlamentare del PD Sassoli, che in una dichiarazione sensazionalista afferma:''Mi auguro che i componenti del sedicente collettivo militante di incappucciati che questa mattina, con modalità squadriste, hanno devastato le sedi romane di Fim Cisl e Uil e aggredito il personale presente vengano al più presto individuati e assicurati alla giustizia''. Detto e quasi fatto: in serata la Questura di Roma diffonde in pompa magna un comunicato in cui afferma di aver individuato uno degli autori “del blitz vandalico” e che ora proseguono le indagini per cercare di pervenire all'identificazione degli altri soggetti coinvolti”. 

da contropiano