giovedì 14 settembre 2023

pc 14 settembre - Casalbordino, esplosione in fabbrica. La Esplodenti Sabino ha solidi legami politici nazionali e internazionali: tra gli altri lavora con l’Esercito e la Nato

 ....ma quanto (ri)successo a Casalbordino ci presenta uno scenario di guerra a 360° contro gli operai; contro la popolazione; contro i popoli del mondo nella contesta interimperialista

La deflagrazione alla «Sabino Esplodenti», azienda che smaltisce e recupera polvere da sparo. Il precedente nel dicembre di tre anni fa: proprio domani era attesa l’udienza preliminare

Una forte deflagrazione, il crollo, le urla. Sono tre i morti, secondo quanto riferito dai soccorritori, nello scoppio avvenuto alla «Sabino Esplodenti» di Casalbordino, in Abruzzo. Il fatto è avvenuto alle 12.30 di mercoledì 13 settembre. La fabbrica smaltisce e recupera polvere da sparo da bonifiche. I tre operai deceduti lavoravano insieme. Si tratta di un uomo di Lanciano (Chieti), uno di Casalbordino (Chieti) ed un terzo di Palata, in provincia di Campobasso. Ci sono anche dei feriti.

una fabbrica in cui erano già stati uccisi degli operai, in particolare il 21 dicembre 2020 (in piena seconda ondata pandemica, che dimostra che anziché destinare fondi e rafforzare la sanità, la produzione e il profitto sono prioritari per questo sistema)

Nella stessa azienda il 21 dicembre 2020 in un altro incidente persero la vita 3 operai : Carlo Spinelli di 54 anni, Paolo Pepe, 45 e Nicola Colameo, 46. Allora una cassetta di razzi di segnalazione per il soccorso in mare sarebbe esplose per autocombustione investendo gli operai. Purtroppo non è solo l’unico precedente. Nella stessa fabbrica nel 1992 era morto il 48enne Bruno Molisani, ucciso dall’innesco di una spoletta; nel 2009 due persone rimasero ferite gravemente in un’esplosione.

Nell’inchiesta scaturita dall’incidente del 2020 era emerso che negli anni dal 2012 al 2017 si era sfiorata la tragedia altre cinque volte, in episodi classificati

mercoledì 13 settembre 2023

pc 13 settembre - A due anni (11settembre 2021) dalla morte in carcere del leader storico della rivoluzione peruviana Abimael Guzman (Presidente Gionzalo) invitiamo a leggere e richiederci il numero speciale de 'LA NUOVA BANDIERA' a lui dedicato


 richiedere a pcro.red@gmail.com

pc 13 settembre - Giornata per i Diritti dei Prigionieri Politici in India - Appello internazionale in italiano, inglese e spagnolo

Political Prisoners Unite the British Raj and 'New India' – free them all

Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) saluta, appoggia la Giornata per i Diritti dei Prigionieri Politici in India e fa appello al proletariato mondiale, a tutte le organizzazioni rivoluzionarie, democratiche e antimperialiste a salutare. appoggiare e partecipare il 13 settembre a questa giornata; e rendiamo omaggio rivoluzionario ai nostri compagni in prigione che incrollabilmente resistono e impugnano saldamente la bandiera rossa, dentro la campagna internazionale prolungata per la liberazione di tutti i prigionieri politici in India.

I compagni indiani scrivono: ‘94 anni fa, sotto dominazione britannica, il rivoluzionario nazionalista Jatindranath Das iniziava lo sciopero della fame a oltranza insieme al compagno Bhagat Singh, per rivendicare il riconoscimento dei rivoluzionari come prigionieri politici. Cadde martire dopo 63 giorni di sciopero della fame. In memoria di questo grande martire, il PCI(maoista) il 13 settembre celebra la Giornata dei Diritti dei

Prigionieri Politici. I governanti non solo non sono parte della lotta per l’indipendenza, vi si oppongono e sostengono i padroni coloniali. In questi giorni in modo spudorato e subdolo pretendono di festeggiare l’Azadi ka Amrut Kaal (il 75o dell’indipendenza). Ma ancor oggi nessun rivoluzionario è trattato come prigioniero politico in carcere in questo presunto "grande paese democratico".
Il governo hindutva approva di gran lena, disegni di legge antidemocratici e incostituzionali nella sua marcia che prevede la costruzione di una nazione indù entro il 2047, centenario della cosiddetta "indipendenza dell’India". È nostra responsabilità prioritaria far fallire i loro sogni e difendere la biodiversità dell’India, comprese le minoranze religiose, in particolare le minoranze musulmane e cristiane, con la vittoria della rivoluzione di nuova democrazia.

La lotta per la liberazione incondizionata dei prigionieri politici è compito urgente di tutte le forze solidali e parte integrante del sostegno, per la vittoria della loro guerra di liberazione.

La nuova campagna prolungata che comincia il 13 settembre in tutte le maniere possibili, adattata alle condizioni nazionali concrete di tutti i paesi, culminerà in una Grande Giornata Internazionale di Azioni il 25 novembre 2023

Libertà incondizionata per tutti i prigionieri politici!
Viva la guerra popolare in india!

Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India (ICSPWI)
settembre 2023

13th September - Day of the Political Prisoners Rights in India - Call of ICSPWI - english and spanish

Statement

The International Committee in Support of the People’s War in India (ICSPWI) salutes and

pc 13 settembre - ORE 12 - controinformazione rossoperaia - Il G20 in India: che cosa è stato e che cosa vuole da noi - l'India di Modi una prigione dei popoli - La lotta proletaria e rivoluzionaria in India

pc 13 settembre - Ancora operai ammazzati a Casalbordino!


Ancora i corpi straziati dei 5 operai di Brandizzo devono essere ricomposti, ancora si deve poter fare il loro funerale e un'altra strage è avvenuta oggi (insieme alle morti di singoli lavoratori che sono continuate sempre in questi giorni), di tre operai.

Anche questo è un assassinio annunciato, che segue quella avvenuta nel 2020 per altri tre operai.

Da Domani: "Oggi poco prima di pranzo tre persone sono morte alla Esplodenti Sabino, a Casalbordino in provincia di Chieti, dove una deflagrazione ha ucciso gli operai. Già nel 2020 la fabbrica era costata la vita ad altri tre lavoratori: Carlo Spinelli, 54 anni di Casalbordino, Paolo Pepe, 45 anni di Pollutri (Ch), e Nicola Colameo, 46 anni, di Guilmi (Ch). Nell’incidente di allora furono ipotizzati i reati di omicidio colposo plurimo e disastro e danno colposo.

L’avvocato del padrone ha riferito che erano state prese «precauzioni severissime», e che aveva risarcito i familiari delle tre vittime precedenti. 

Dopo Brandizzo nulla è stato fatto - tanto da costringere Mattarella a fare una sorta di richiamo (certo, solo formale) alla Ministra del Lavoro, squallida "consulente dei padroni" da cui evidentemente nulla ci si può aspettare per tutelare la vita degli operai, per colpire chi viola le minime norme di sicurezza, per aumentare effettivamente i controlli ispettivi; e che subito nella sue dichiarazioni ha "deviato" verso la necessità della formazione, dell'educazione dalle scuole - dicendo praticamente che la colpa è degli operai che muoiono non del modo di produzione capitalista, delle criminali leggi sugli appalti, della corsa al massimo dello sfruttamento per ricavare dalle vite degli operai più profitti. 

Ma anche sul fronte sindacale, la domanda è d'obbligo, dopo la morte degli altri tre operai nel 2020 cosa era stato fatto perchè non si ripetesse?

Come ha scritto la Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori:

"Il sangue degli operai morti è stato coperto dalla calce: non dobbiamo permettere che cali il silenzio dopo che avvengono morti o infortuni nei luoghi di lavoro.

Agire nazionalmente e autorganizzarsi in una Rete nazionale è la risposta necessaria a fronteggiare questa guerra di classe non dichiarata che è nella stessa natura di questo sistema basato sul profitto dei padroni assassini, non abbiamo nessun’altra strada. Partire dai luoghi di lavoro con fermate, scioperi improvvisi, per riprendere nelle proprie mani la battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro, unirsi alle associazioni dei famigliari, unire le Reti esistenti che si battono su questo, delegati, il movimento degli studenti, medici, intellettuali che ci vogliono mettere la faccia e il loro impegno su questo". 

pc 13 settembre - L'ATTUALITÀ di GRAMSCI - Lo sviluppo della rivoluzione

 Da “L’ordine nuovo “, 13 settembre 1919

Le tesi fondamentali dell’Internazionale comunista si possono così riassumere:

  1. la guerra mondiale 1914-18 rappresenta il verificarsi tremendo di quel momento del processo di sviluppo della storia moderna che Marx ha sintetizzato nell’espressione: la catastrofe del mondo capitalista; 

  2. solo la classe lavoratrice può salvare la società umana dall’abisso di barbarie e di sfacelo economico verso il quale la spingono le forze esasperate e impazzite della classe proprietaria, e può farlo organizzandosi in classe dominante per imporre la propria dittatura nel campo politico-industriale; 

  3. la rivoluzione proletaria è imposta e non proposta. 

    Le condizioni create dalla guerra (impoverimento estremo delle risorse economiche atte a soddisfare i bisogni elementari della vita collettiva e individuale, concentrazione dei mezzi di produzione e di scambio internazionali nelle mani di una piccola schiera di detentori, asservimento coloniale di tutti i paesi del mondo al capitalismo anglosassone, concentrazione, negli ambiti nazionali, delle forze politiche della classe proprietaria) possono determinare questi sbocchi: o la conquista del potere sociale da parte della classe lavoratrice, coi metodi e gli strumenti che gli sono propri, per arrestare il processo di dissolvimento del mondo civile e gettare le basi di un ordine nuovo nel quale sia possibile una

martedì 12 settembre 2023

pc 12 settembre - Massima solidarietà alle lotte operaie e proletarie in corso - Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia del 11/9


La strage di Brandizzo è ancora calda.
L'inchiesta è appena partita. Ma, a proposito: è mai possibile che nessun provvedimento, di nessun genere, sia stato preso subito verso il padrone della Sigifer? E’ possibile che finora gli unici indagati siano i compagni di lavoro che sono sopravvissuti alla strage? Un'inchiesta dettagliata dovrà stabilire le altre responsabilità, ma si poteva già indicare nel padrone della Sigifer - e chiaramente nella grande madre dell’appalto FF.SS, - dei responsabili per lo meno oggettivi di questa strage.

Un articolo del Fatto Quotidiano dice: “quanto percepivano di maggiorazione per lavorare tra le 22 e le 6 i cinque operai travolti dal treno?”: percepivano 2 euro e 60 centesimi in più a l'ora rispetto alla paga base, per lavorare di notte sui binari! E’ questa è la “maggiorazione notturna” che percepivano gli operai della Sigifer”, e questo lo si rileva dalla busta paga. Scavavano con le pale i pietrischi dei binari quando sono stati travolti e le buste paghe ci stanno a raccontare qual’era l'effettiva condizione salariale: €2 lordi a l’ora per lavorare in questa fascia assai pericolosa. Una elemosina!

L'inquadramento poi di questi lavoratori: delle cinque vittime uno era un manovale al primo livello, due erano operai comuni di secondo livello e due erano operai specializzati di terzo livello. Ebbene, tutti per il tipo di lavoro dovevano essere almeno di terzo, di quarto o quinto livello, per il grado di professionalità che richiedeva, oltre che per il grado di pericolosità.

I lavoratori sono in questa maniera oltremodo ricattabili ed è chiaro che pur di aumentare il loro salario accettano condizioni di lavoro, contratti e livelli inferiori a quelli che gli toccavano. Ma questo spiega che obiettivamente il padrone della Sigifer, per il solo fatto di essere colui che pagava questi salari e stabiliva questi livelli, è il primo responsabile di queste morti, è il primo responsabile che doveva essere colpito. Poi vediamo quanto, l'appalto tra Sigifer e le Ferrovie, condiziona tutto questo ciclo.

Gli operai alla strage di Brandizzo hanno risposto con alcuni scioperi, con alcune iniziative.

Abbiamo raccontato molto nei dettagli nell'altra Controinformazione lo sciopero alla Dalmine indetto dallo Slai Cobas sc. Alcune cose bisogna dire. Lo Slai Cobas sc è stato l'unico sindacato che ha indetto

pc 12 settembre - Un sostegno solidale alla popolazione in Marocco - Da ORE 12 Controinformazione rossoperaia di 11/9


Non possiamo cominciare quest
o numero di Ore 12 Controinformazione rossoperaia senza mandare un saluto e un sostegno solidale alla popolazione in Marocco, dove migliaia sono morti nel terremoto.

Le cifre ufficiali parlano di 2100 morti, ma si tratta di cifre che probabilmente sono al di sotto di quelle che effettivamente sono sia per le vittime del terremoto che per le distruzioni: ci sono interi villaggi scomparsi; in moltissime zone del Marocco non si è ancora arrivati; sono oltre 300.000 gli sfollati e per i feriti gravi e si parla di circa 2000. Gli ospedali e le strutture sanitarie che già in questo paese non sono tante - e sono condizionate dal tipo di paese, un paese oppresso dall'imperialismo, innanzitutto francese, ma anche da quello italiano e delle diverse potenze imperialiste, gestito da una borghesia capitalistica burocratica compradora che ha nella monarchia il suo centro - e con livelli di prevenzione della sanità nettamente al di sotto anche degli standard minimi dei paesi imperialisti e in particolare dei paesi occidentali, sono drammaticamente insufficienti.

Dall'ospedale di Marrakech giunge forte la denuncia: “non facciamo altro che amputare”, “non riusciamo a contare i morti”, “sono mobilitati gli studenti di medicina per dare una mano” .

E che questo paese sia, oltre che colpito dal terremoto, colpito dal regime che lo guida è una denuncia che viene da un reportage su La Repubblica, dove si dice:Nell’Atlante ferito dal sisma niente tende alle donne e muli come ambulanze”.

Sappiamo che in Italia vi sono molti lavoratori migranti marocchini e ad essi va la nostra solidarietà e sostegno per ogni tipo di iniziativa e di lotta che vogliano intraprendere anche nel

pc 12 dicembre - La radio, in mano a porci fascio/leghisti come FOA, viene usata come megafono potenzialmente golpista... Ma stia attento, non sarà sempre così!

Apologia di Vannacci e critiche alla stampa “mainstream”: Foa getta subito la maschera della radio Rai filo-leghista

L’esordio della trasmissione affidata all’ex presidente di Viale Mazzini: “Il libro del generale" dà voce alla maggioranza silenziosa. Sono come cinque amici che affettuosamente discutono tra di loro davanti a un microfono del servizio pubblico. Questo è il format. Per il resto attacchi alla stampa, apologia del generale Roberto Vannacci (“la maggioranza silenziosa non aspettava altro”), lagnanze per l’abuso dell’espressione negazionista: “La si usa come la rucola negli anni Ottanta”. È iniziata l’era radiofonica di Marcello Foa.

pc 12 settembre - Più la Meloni, a capo di un governo fascio/nazionalista/imperialista, si sbraccia a fare la sorridente servetta dell'imperialismo Usa più viene...

 ...evitiamo le parolacce, ma esse non mancheranno domani a ORE 12 CONTROINFORMAZIONE ROSSOPERAIA DEDICATA AL VERTICE G20 in India

G20, Biden dimentica Giorgia Meloni. Nell’elenco dei leader incontrati manca solo la premier italiana

G20, Biden dimentica Giorgia Meloni. Nell’elenco dei leader incontrati manca solo la premier italiana

pc 12 settembre - Controinformazione rossoperaia in diffusione alle fabbriche - N°1 - Fallo circolare, stampalo e diffondilo gratuitamente ovunque

 

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pc 29 settembre - ore 12 - Controinformazione rossoperaia 46 - No alla tortura di Stato/assassino- Libertà per Khaled El-Qaisi - la convenzione contro i migranti a Palermo

pc 12 settembre - La ripresa e l'intensificazione della lotta operaia ha bisogno di una forte e intensa lotta teorica, ideologica e pratica contro l'economicismo

 Un opuscolo di battaglia e di formazione operaia e comunista - richiedilo a pcro.red@gmail.com

pc 12 settembre - Si accende la lotta rivoluzionaria in Irlanda del Nord

 info da Secours rouge

Irlande du Nord: Emeute contre une opération policière anti-IRA

Seize policiers ont été grièvement blessés à la suite d’émeutes en Irlande du Nord, dans la ville de Derry, après avoir reçu des jets de briques, de peinture et de cocktails Molotov dans le quartier de Stewarts Terrace area de Rosemount. Les manifestants s’opposaient aux forces de police qui étaient en train de mener des perquisitions au cours desquelles des armes à feu, des grenades et des explosifs ont été saisis et trois personnes interpellées. Elles sont soupçonnées d’être liée à la Nouvelle IRA. Par ailleurs, une femme de 50 ans, qui avait été arrêtée à Derry vendredi, lors de perquisitions au cours desquelles la police a récupéré un certain nombre d’objets, a été libérée. Il semble que la police ai utilisé des drones pour suivre des personnes clés suspectées d’être liées à la Nouvelle IRA pendant plusieurs semaines afin de planifier les perquisitions et de localiser les dépôts d’armes.

Dossier(s): Reste de l'Europe Tags: ,

lunedì 11 settembre 2023

pc 11 settembre - Contro il vertice G20 in India - contro il regime fascista indutva di Modi al servizio del capitalismo/imperialismo - Internazionalismo è sostegno alla guerra popolare in India e al PCI (Maoista) che la guida - Mercoledì a ORE 12 Controinformazione rossoperaia

pc 11 settembre - La lotta contro il moderno fascismo del governo Meloni è un'opportunità che i comunisti devono cogliere e subito

L'opportunità offerta dal passaggio moderno fascista del governo Meloni è una grande occasione per i comunisti per assumere il loro ruolo di avanguardia e di combattimento rispetto ai governi della borghesia e per riunire intorno a loro la classe operaia, le masse povere, forze democratiche, movimenti delle donne, movimenti territoriali, ecc.; trasformando la lotta contro il governo Meloni in nuova resistenza.

Il moderno fascismo, che nasce dentro la democrazia borghese, la sopravanza e assolve a compiti di emergenza storica legata alla crisi dell'imperialismo, al rapporto tra crisi e necessità di centralizzazione del potere politico in forme dittatoriale aperte, all'immiserimento delle masse, di tutte le masse, della classe. dei settori sociali poveri che vengono ulteriormente impoveriti e di cancellazione di ogni ostacolo per una gestione del potere corrispondente alla crisi, alla guerra, ecc.
Cancellazione di ogni ostacolo significa cancellazione alla fin fine della funzione stessa del parlamento, delle Istituzioni, della magistratura, della televisione, del cinema, che deve essere tutto compattato nell'interesse della nazione, imperialista dentro la guerra. 

E' la borghesia che cancella tutto ciò che è formalmente democratico borghese, formalmente costituzionale, per non aver vincoli. 

La riforma della Costituzione è come la legge sugli appalti: siccome gli appalti devono essere gestiti in una certa maniera allora ci vuole una legge che li sveltisca e li sburocratizzi, che significa mano libera a

pc 11 settembre - 50 anni dal golpe in Cile - un manifesto in Cile

pc 11 settembre - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia n. 39 - Solidarietà alle popolazioni del Marocco - Lotte operaie e proletarie in corso, massimo sostegno!

 

pc 11 settembre - E i padroni ci ritentano... Ma il "processo Ilva" deve restare a Taranto e vogliamo che le condanne siano confermate

Mentre i risarcimenti alle parti civili, operai, abitanti dei quartieri inquinati, devono partire subito. Nel mese nuova assemblea, presidio al Tribunale delle parti civili organizzate dallo Slai Cobas per l'azione di risarcimento della provvisionale - per cui nulla cambia a fronte di questa assurda e ridicola pretesa di trasferimento del processo.

Per capire cosa è realmente questo processo 
LEGGI IL "MEMORIALE PROCESSO ILVA "AMBIENTE SVENDUTO"!

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Gli avvocati dei Riva, in particolare l'Avv. di Fabio Riva, Luca Perrone, ci ritentano (non fosse altro che per allungare i tempi del processo, ora in appello, come sempre hanno fatto durante il processo di 1° grado) - vedi in calce articolo sulla GdM del 8.9.23 

Anche nel giugno 2014 con un’istanza mastodontica, di 190 pagine, gli avvocati ben pagati dei Riva, di dirigenti dell’Ilva, ecc. hanno chiesto la remissione del processo da Taranto, usando motivazioni di una storia, avvenimenti in fabbrica e a Taranto visti e distorti dai capitalisti e loro corte.
Scrivemmo allora: "E’ chiaro soprattutto l’intento di mettere i bastoni tra le ruote di questo processo, per allungarne fin da subito i tempi, già di per sè enormi.
Ma è altrettanto chiara l’operazione politica, ideologica che descrive il capitalismo come il bene, le