mercoledì 9 settembre 2026

A partire dal 4 settembre, contro il governo Meloni per un autunno di lotta

 da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 8/09

Nel riprendere Ore 12/Controinformazione rossoperaia, per questo autunno facciamo una premessa.

Questo strumento quotidiano - o quasi quotidiano - ha lo scopo di denunciare il Governo, lo Stato, la classe dominante su tutti quei fatti che interessano i proletari e le masse popolari, perché si facciano un'opinione propria. Nello stesso tempo esso ha lo scopo di fornire gli strumenti ai proletari e alle masse popolari e, in particolare, alle sue avanguardie nelle fabbriche, nei posti di lavoro o nei movimenti di lotta, perché da questa denuncia si faccia leva per la mobilitazione particolare e generale delle masse proletarie e popolari.

L'obiettivo di fase che abbiamo è la caduta del Governo Meloni, e quindi è importante che questo strumento serva ad elevare la coscienza, l'organizzazione e la lotta dei proletari e delle masse popolari per raggiungere questo obiettivo.

Questo non significa che altri governi della borghesia siano oggi soluzioni per i proletari e le masse popolari, perché noi pensiamo in realtà che serva un'alternativa di Governo, di Stato e di società capitalistica, che si muova nella prospettiva di un Governo operaio, ottenibile con la lotta e con il rovesciamento di ogni Governo dei padroni.

È in questa prospettiva che oggi però ci misuriamo col Governo in carica, che è il Governo Meloni.

Questo Governo a Bari ha celebrato la sua durata, rivendicando pienamente che la stabilità del Governo è il suo importante risultato.

Chiaramente la borghesia imperialista e tutti i loro servi hanno bisogno della stabilità, che è il contrario della instabilità, l'instabilità proveniente dalla crisi e dalla situazione internazionale e nazionale del Paese. Instabilità che dal nostro punto di vista può provenire dallo sviluppo del movimento operaio e popolare contro il Governo.

Questo Governo nel celebrare la sua stabilità certamente ha ottenuto un risultato che non va trascurato, soprattutto perché si è dimostrato che nel corso di questi anni del Governo Meloni non vi è stata un'opposizione politica all'interno del Parlamento e che le forze di opposizione non sono in grado di far cadere questo Governo, né nel Parlamento né nel Paese.

Dal punto di vista però dei proletari e delle masse popolari il bilancio che fa la Meloni del suo Governo è diametralmente opposto a quello che facciamo noi. 

Innanzitutto pensando alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, nel periodo di questo Governo, come anche altri hanno scritto, c’è stato il record dei morti sul lavoro, operai, lavoratori, giovani, italiani, migranti, sono morti in tutte le maniere nelle fabbriche e in particolare questo anno è stato uno dei peggiori; queste morti sul lavoro dipendono dal Governo, dipendono innanzitutto dai capitalisti e dallo sfruttamento che essi esercitano sui posti di lavoro, dipende dalla volontà dei padroni di trarre il massimo profitto e dalle conseguenti inosservanze delle norme di sicurezza e controllo che portano i

lavoratori a lavorare in ogni condizione e a generare incidenti sul lavoro, ma il Governo su tutto questo ha accompagnato l'azione dei padroni con leggi che a parole hanno lo scopo di fermare le morti sul lavoro, nei fatti hanno l’ unica soluzione di difendere i padroni, quando essi sono responsabili delle morti.

Per non dire sui salari, qualsiasi analisi dimostra come i salari e i redditi dei proletari e delle masse popolari italiane siano diminuiti, per il carovita innanzitutto che ha falcidiato e continua a falcidiare anche in questi giorni ancora più di prima a causa dell'effetto indotto dagli aumenti dei costi energetici della benzina, diesel. I salari dei lavoratori si vanno via via riducendo, e ognuno può verificarlo ogni volta che va a fare la spesa, che si trova a affrontare spese grandi e piccole della sua vita quotidiana.

Le condizioni di ulteriore povertà colpiscono tutti coloro che non hanno un lavoro o che comunque vivono di precarietà e di espedienti La cancellazione del reddito di cittadinanza ha comportato come obiettivo risultato l'ulteriore impoverimento di chi era già povero. Così, questo governo ha fatto di tutto perché tutti i sostegni andassero ai padroni e non ai redditi dei lavoratori. Ha rigettato l'idea di una legge sul salario minimo garantito che comunque poteva evitare l'ulteriore peggioramento della condizione salariale di milioni di lavoratori e lavoratrici che si trovano a dover lavorare in ogni condizione con qualsiasi salario nei sistemi di sfruttamento intensivo e di appalti.

Sul lavoro il governo vanta risultati sul terreno della riduzione dei disoccupati o dell'aumento della gente che sta lavorando. Le cose evidentemente non stanno così.

I dati che il governo fornisce nascondono una realtà di crescente minaccia di licenziamenti, di diffusa cassa integrazione, di mancanza di nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani e le donne e il fatto concreto che chiunque lavora vive in una condizione di precarietà circa la durata e la consistenza del suo lavoro.

E' evidente che questo governo ha fatto danni sul terreno della sanità. La linea che guida questo governo è il sostegno alla sanità privata, è il sostegno alle grandi industrie farmaceutiche, è di ridurre sempre di più l'assistenza sanitaria effettiva per chi sta male e il sostegno effettivo a coloro che si trovano di fronte al dilagare delle grandi malattie indotte dalla situazione generale dell'economia capitalistica e del sistema capitalistico. La spesa sanitaria è al di sotto del 6%, programmata per il 2028.

La fondazione Gimbe sostiene che siamo di fronte alla lenta agonia del Servizio Sanitario Nazionale.

Potremmo continuare sul problema della casa, degli affitti, sul costo dei trasporti e delle condizioni dei trasporti; potremmo continuare su ciò che avviene nei territori colpiti da alluvioni e disastri ambientali per renderci realmente conto che con questo governo tutti questi fattori sono peggiorati e non migliorati e che quindi i quattro anni e più del governo, la sua durata, si traduce in un peggioramento delle condizioni di vita dei proletari e delle masse popolari.

Questo però, in tutta sincerità, non è il peggiore danno fatto da questo governo e non perché ne vogliamo minimizzare le responsabilità ma perché tutti i governi dei paesi imperialisti e capitalisti, tutti i governi del sistema mondiale dominato dall'imperialismo e dalle classi dominanti a servizio di esse, oppressive e repressive dei loro popoli, a difesa di padroni grandi e piccoli, dalle grandi multinazionali ai padroni nei paesi oppressi dall'imperialismo, tutti hanno condotto una politica di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e non pensiamo affatto che un altro governo non avrebbe fatto nella maggior parte dei casi provvedimenti simili a quello che ha fatto il governo Meloni.

Quindi è giusto denunciare tutto questo e smascherare i dati falsi che Meloni e i suoi governanti, le sue televisioni, i suoi giornali dicono, ma nessuna illusione deve essere portata tra i lavoratori che questi provvedimenti sono di questo governo e non del sistema capitalistico e delle leggi generali che dominano in questo sistema.

Chiaramente il governo Meloni è il governo dei padroni, degli attuali padroni, della loro frazione più reazionaria, non solo sul piano politico ma anche sul piano economico. I veri danni di questo governo sono in materia di quello che noi chiamiamo marcia verso il moderno fascismo, la guerra, e su questo i veri danni sono molto più consistenti di quelli fatti in materia economica: le leggi di sicurezza, la repressione, lo Stato di polizia, le campagne spudorate contro i migranti che fanno di questo governo effettivamente una delle punte più avanzate nelle leggi razziste e nell'operazione di fare dell'immigrazione il problema dei problemi per utilizzarlo sia a fine elettorale sia al fine di rafforzare la sua natura fascista e imperialista. Quindi in materia di sicurezza, di immigrazione, questo governo ha fatto danni maggiori dei precedenti governi - anche se nel solco dei precedenti governi - e ha dimostrato sempre di più nel suo personale politico, nella sua ideologia, nel suo modo di operare nei confronti delle masse che si ribellano, che lottano, di essere il peggiore dei governi possibili nell'attuale situazione. All'interno del fatto che “al peggio non c'è mai fine” finché questi governi, questo Stato borghese proseguiranno nella loro azione e potranno dominare sulle masse comunque e in ogni condizione.

Pensate poi al ruolo che questo governo ha svolto nel sostegno alle guerre, a tutte le guerre, dalla guerra in Ucraina al genocidio palestinese, di come esso si sia allineato a Trump nonostante Trump non lo abbia ripagato con la stessa moneta negli ultimi tempi; nel garantire che l'Italia avanzerà nel riarmo e che le spese militari potranno crescere, insieme alla partecipazione diretta dell'Italia alla guerra. 

Su questo, noi pensiamo che questo governo abbia fatto più degli altri governi e sia oggi un obiettivo fondamentale da fermare e rovesciare, se vogliamo combattere la guerra, il riarmo, il sostegno alle guerre.

E’ inutile dire che l'atteggiamento di questo governo verso il genocidio palestinese sia stato tra i peggiori di tutti i governi dell'Occidente capitalistico e i legami di questo governo con il regime sionista che arrivano oggi in Parlamento ad approvare - con una parte rilevante dell'opposizione che lo sostiene - leggi che vogliono mettere fuori legge il movimento di lotta che in questo Paese c'è stato nella solidarietà alla Palestina. 

Quindi è per le ricadute politiche, ideologiche e culturali di questo governo che in effetti questi quattro anni sono stati i peggiori possibili; lì si dimostra che questo governo ha potuto farlo senza l'opposizione se non quella venuta fuori dal Parlamento, dalle realtà che si sono mobilitate sulla Palestina, contro la guerra, sul terreno della lotta ai decreti di sicurezza e dell'antifascismo.

Solo parte dell'elettorato dei partiti parlamentari è stato influenzato da tutto questo, in certe occasione in maniera significativa - si pensi alla grande manifestazione di un milione di persone per la Palestina del 4 ottobre dell'anno scorso - ma in generale i partiti parlamentari hanno partecipato - sia pure dall'opposizione - al gioco truccato su questi temi che porta oggi il governo a poter vantare dei risultati.

Tutto questo richiede quindi un ben altro movimento di lotta nei confronti di questo governo, un movimento autonomo dai partiti parlamentari e in grado di far leva sulle sue capacità di organizzazione e sviluppo sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle città per costruire una massa critica in grado di rispondere all'avanzata reazionaria del governo e porre le condizioni per rovesciarlo.

Quest'autunno può essere importante in questo senso e noi e questo organo di stampa che oggi riprende intendiamo svolgere un ruolo. Lo abbiamo già fatto a partire dal 4 settembre con la manifestazione a Bari che ha visto una buona partecipazione di duemila compagni e compagne rappresentativi di quella che è l'opposizione nella nostra regione ma che in questo caso fungeva da voce nazionale contro il governo e la sua festa. 

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