Denuncia un operaio: “Questa settimana fino a 300 auto a turno e pochi operai. Ci spremono come limoni”
Piccola inversione la prossima settimana, a San Nicola di Melfi, nello stabilimento lucano di Stellantis, con spostamento di un turno (al Montaggio) dalla mattina al pomeriggio. Per due settimane. Quindi cambierà poco rispetto alle settimane appena trascorse. E proprio su queste ultime accendiamo un faro. “Abbiamo viaggiato anche alla velocità di 300 auto a turno”, ci assicura un operaio del Montaggio che non ha saltato neanche un giorno, nella settimana in corso, ed è visibilmente provato. “Se viaggi a 300 auto a turno non puoi fare anche la qualità, come ti chiedono i capi”. E ancora: “Se le auto elettriche sono più delicate e necessitano di operazioni meno semplificate, bisognerebbe mettere più personale per svolgere in modo idoneo le operazioni”. Altrimenti poi capita che giungono auto a fine linea con le solite, piccole anomalie, e poi necessitano di essere recuperate.
“Loro invece vogliono fare più vetture – attacca l’operaio – con meno costi e meno personale. E le auto che facevamo prima su due turni giornalieri, ora le fai su un turno solo. Ecco la differenza”. Settimane estenuanti, le ultime. ”Se nessuno si lamenta e a tutti va bene, loro proseguiranno così, massimizzando i profitti e risparmiando sui costi e sul nostro lavoro”. La logica del “tirare a
campare” è quella prevalente. Oggi si va a “300 auto a turno” e domani magari c’è uno stop. “A ottobre sappiamo che ci sarà una fermata. Forse agli inizi del mese, durerà più giorni, ma nel frattempo ora ci spremono come limoni, chi sta scendendo in fabbrica può confermare”, rilancia il lavoratore del Montaggio. A prova di smentita.“Ci fanno capire sempre meno negli ultimi tempi, sul futuro. Nè sappiamo se le auto sono richieste, se si vendono. L’importante, per loro, è che corriamo su e giù come robot”. Non tutti però. I più fortunati camminano sulla linea o operano ai piani ‘alti’. Gli operai semplici che non si adeguano alla velocità, invece, restano a casa. “In Cds” (Contratto di solidarietà, ndr)

Nessun commento:
Posta un commento