giovedì 10 settembre 2026

I nazisti avanzano in Germania. Perché e come combatterli in Germania, in Europa e in Italia

da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 09.09.26


La vittoria della lista elettorale a cui fa riferimento il neonazismo in Germania è avvenuta in uno Stato estremamente piccolo, di circa 2 milioni di elettori, in un Paese di 83 milioni.

Sotto questo punto di vista va subito detto che non siamo alla vigilia del dilagare del nazismo in queste forme in tutta la Germania. La percentuale raggiunta in Sassonia non è facilmente replicabile in molte realtà della Germania, non siamo alla vigilia, sull'immediato, di una andata al governo dei nazisti nel principale Paese europeo, nella principale potenza imperialista dell'Europa. Su questo l'amplificazione che viene fatta del voto tedesco ha evidentemente uno scopo politico per le borghesie imperialiste e i suoi organi di stampa: agitare l'allarme del nazismo che avanza per cercare di difendere i governi attuali che rappresentano attualmente gli interessi dei padroni in Europa, in Germania in primis quando si parla di nazisti, ma così vale anche per gli altri Paesi imperialisti europei e occidentali in generale.

Lo scopo di spingere comunque gli attuali governi, qualunque essi siano, a inseguire i nazisti sul loro terreno, giustificare la loro azione per impedire l'avanzata dei nazisti, ma per poter fare politiche che in certe forme sono simili.

Su due temi fondamentalmente questo va considerato, prima di tutto quello dell'immigrazione. I governi imperialisti - tutti - cavalcano la tigre dell'immigrazione per cercare di consolidare il consenso nazionalista intorno ad essi e scaricare sui migranti il carico degli effetti che la loro politica provoca nella vita generale delle masse popolari.

Il secondo elemento è legato alle condizioni economiche delle masse popolari che sempre di più vedono peggiorare il loro livello di vita e sempre di più vedono messi in pericolo i loro posti di lavoro, e su questo da sempre la demagogia nazista fa presa e i governi che la provocano sono gli effettivi responsabili dell'avanzata anche elettorale dei nazisti.

Di conseguenza in nessuna maniera combattere i nazisti può voler dire attenuare la lotta contro gli attuali governi dei padroni, dei banchieri, questo in Germania come in Francia per quanto riguarda

Macron, così come nella maggior parte dei paesi europei, compresa l'Italia, dove il governo è quello più a destra che c'è rispetto alla situazione politica generale, rispetto ai grandi paesi imperialisti.

Quindi intensificare la lotta contro i governi dei padroni sul terreno della difesa degli interessi dei lavoratori resta comunque un compito principale anche per combattere la demagogia nazista, anche perché i nazisti in realtà, proprio nei confronti delle classi popolari che essi dicono di voler rappresentare, sono i governi meno adatti a fare qualcosa per salvarne e difenderne le condizioni di vita e di lavoro.

L'altro grande tema che si innesca con la crisi economica è quello del riarmo e della guerra. Qui i nazisti si presentano in quest'occasione in veste pacifista, ma in realtà coerentemente alle conseguenze finali del loro programma, il loro obiettivo è fare una Germania più forte, in Spagna una Spagna più forte, in Francia una Francia più forte e in Italia un'Italia più forte.

Quindi evidentemente è il nazionalismo imperialista l'altro elemento centrale della politica che i nazisti vogliono imporre, e intorno al quale vogliono coalizzare gli interessi delle classi popolari, ottenerne il consenso per poi instaurare una dittatura che vedrebbe proprio nelle masse popolari e proletarie il bersaglio principale e la ricaduta principale.

Ma certamente il riarmo imperialista costituisce un anello chiave della politica dei governi su scala mondiale, e questo elemento ci dimostra che le forze di opposizione, proletarie e popolari, devono alzare il tiro nella lotta contro il riarmo, ben sapendo che il riarmo porta con sé l'economia di guerra, porta con sé l'attacco sempre di più alle spese sociali e così via, e di conseguenza alimenta il disagio delle masse popolari che, se non intercettato attraverso la lotta, l'organizzazione, la mobilitazione popolare, può cadere facilmente preda della demagogia nazista.

Su questo un ruolo principale lo svolgono i cosiddetti partiti "di sinistra" che pur rappresentandosi come alternativa - non tutti - ai nazisti (il caso tedesco è anche particolare sotto questo punto di vista), la loro politica, la loro azione è legata a un profondo distacco dalla vita effettiva delle masse popolari, laddove vivono e laddove lavorano.

La linea obiettivamente collaborazionista che i sindacati ufficiali hanno nella maggior parte dei paesi a tutti i livelli è un elemento che permette in realtà ai padroni di attuare i loro programmi, ai governi di trovare una soluzione di conciliazione di classe ai problemi di lavoro e di vita, dei salari dei lavoratori; e, nello stesso tempo, mostra a settori di operai, di lavoratori e masse popolari che i loro interessi non sono difesi dai sindacati, non sono difesi dai cosiddetti partiti parlamentari della sinistra e di conseguenza le parti più arretrate delle masse popolari cadono in preda della demagogia nazista.

Di tutto questo è pieno il voto dei nazisti e di tutto questo occorre far tesoro anche per ciò che sta avvenendo in Germania e per quello che potrebbe avvenire. Perché, se è vero che si tratta di un voto particolare di un piccolo Stato che non rappresenta certo l'intera Germania, è però un elemento di una onda che può divenire una valanga, tenendo conto che tutte le potenze imperialiste appoggiano i nazisti, li appoggia Trump che anzi è il loro massimo rappresentante come linea generale e come movimento generale, li appoggia Musk - e su questo tutta l'azione di sostegno a tutti i livelli dei nazisti che hanno fatto i Maga e Musk è piuttosto evidente -, ma appoggia i nazisti Putin, il socialfascismo imperialista russo.

Nel caso di Putin il legame con l'estrema destra è qualcosa di più, dato che Putin è della stessa natura dei governi nazionalisti e nazisti e il suo programma di Putin non è differente. Si cavalca la tigre della guerra in Ucraina - e i governi imperialisti sempre di più caratterizzano in questo senso l'azione politica internazionale - ma il principale sponsor dei nazisti, a parte Trump, resta Putin. 

Quindi le grandi potenze imperialiste, quelle in guerra e quelle protagoniste dei piani di guerra sono dalla parte dei nazisti e guardano a questi dal punto di vista dell'indebolimento immediato dei governi imperialisti europei e, in prospettiva, del disegno di un ordine mondiale di matrice nazista del XXI° secolo.

Di conseguenza c'è tanta roba all'interno di questo voto e dell'azione che proletari e masse popolari e le forze comuniste e progressiste hanno da fare.

Partiamo da un dato: i nazisti non si battono con il voto, non si sono battuti con il voto negli anni dell'ascesa del nazismo e del fascismo, non si sono battuti con il voto nei paesi in cui sono avanzati i governi estremamente reazionari - compreso l'Italia -, e non sarà neanche in questa occasione il voto l'arma principale per fermarli. Tutti coloro che invitano a rafforzare le forze che sul piano elettorale possono fare da alternativa, in realtà non comprendono che sul terreno elettorale i nazisti sono avvantaggiati, sono avvantaggiati dalla situazione generale, dal modo con cui si svolgono le elezioni, dall'utilizzo possibile dei mass media sempre più concentrati nelle mani dei padroni, e non solo dei padroni ma spesso e volentieri della frazione più reazionaria dei padroni.

L'ascesa dei nazisti si batte con la Nuova Resistenza, con la riorganizzazione sociale e politica delle forze proletarie e popolari, con la costruzione di partiti autenticamente rivoluzionari che si battono all'interno dei paesi per un rovesciamento rivoluzionario dei governi del Capitale e imperialisti, con un Fronte Unito che unisca innanzitutto le masse, perché senza unire le masse è difficile costruire un fronte politico necessario che possa fermare l'ondata nazista.

Ma soprattutto l'avanzata del nazismo, della guerra, dell'imperialismo ci fa capire che sarà il terreno del conflitto sociale aperto, dello scontro di piazza, della guerra civile, della lotta rivoluzionaria che può dare una prospettiva realmente alternativa al sistema che produce guerre, fascismo, razzismo, nazismo.

Su questo terreno l'esperienza storica della lotta antifascista, antinazista all'epoca della seconda guerra mondiale fornisce ancora oggi alcuni elementi centrali a cui ispirarsi. 

In Italia, noi dobbiamo ricostruire il Partito dei lavoratori come partito rivoluzionario, come partito comunista dotato di una teoria, di una strategia e una tattica rivoluzionaria. 

Siamo ancora lontani da questo, ma a questo bisogna puntare. Bisogna quindi costruire un fronte antifascista, anticapitalista e antimperialista; prepararci allo scontro frontale con i governi che praticano la repressione, lo Stato di polizia, la dittatura aperta.

Questo lavoro è l'unica speranza per fermare guerra e nazismo nel mondo come nel nostro paese.

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