sabato 12 settembre 2026

La poderosa avanzata delle milizie Houthi in Yemen - proletari comunisti appoggia e sostiene questa avanzata

info stampa 11 Settembre 2026

Da giorni ormai imperversa la guerra in Yemen, con le forze filosaudite del governo internazionalmente riconosciuto da una parte e il gruppo Ansar Allah, gli alleati dell’Iran meglio noto come Houthi, dall’altra. Ieri, Ansar Allah ha lanciato una vasta offensiva lungo la costa del Mar Rosso, conquistando la città portuale di Mocha, uno dei principali centri portuali del Paese. La città si trova a circa 50 chilometri dallo Stretto di Bab el-Mandeb e la sua conquista rafforza significativamente la posizione degli Houthi lungo una delle principali rotte marittime mondiali. Nella notte, il gruppo ha continuato la propria offensiva verso sud, tanto che, secondo fonti non ufficiali, avrebbe catturato l’intera costa yemenita che affaccia sul Mar Rosso. Il controllo del litorale occidentale è particolarmente strategico per Ansar Allah, che dal luglio scorso ha imposto un blocco navale contro l’Arabia Saudita. L’avanzata verso Bab el-Mandeb potrebbe consentire agli Houthi di esercitare una pressione ancora maggiore sul traffico marittimo e sulle esportazioni di petrolio saudite attraverso il Mar Rosso; l’azione congiunta dell’ Iran sullo Stretto di Hormuz unita al controllo Houthi su Bab el-Mandeb potrebbe inoltre metterebbe sotto scacco il commercio internazionale in reazione alla guerra statunitense contro Teheran.

Gli scontri in Yemen sono riesplosi oltre una settimana fa, ma in un saliscendi di intensità proseguono dalla seconda metà di luglio, quando in risposta agli attacchi delle forze filosaudite contro Sana’a Ansar Allah ha annunciato l’avvio di un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita. La notte tra il 2 e il 3 settembre, le Brigate Tihamah, fedeli al governo internazionalmente riconosciuto del Consiglio Presidenziale (PLC), hanno lanciato pesanti attacchi di artiglieria contro le postazioni di Ansar Allah, dando il via a una nuova escalation: gli Houthi hanno risposto colpendo, tra le varie località, la stessa Mocha, mentre il PLC ha scagliato nuovi attacchi contro al-Bakrah. Il fuoco incrociato ha portato a scontri terrestri nelle alture di Shar’ab, tra i governatorati di Ibb e Ta’izz; nel giro di poche ore si è aperto un vero e proprio fronte di conflitto, coinvolgendo tutta la porzione di Paese a sud di Hays e a ovest della stessa Ta’izz.

Gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb si trovano rispettivamente all’ingresso del Golfo Persico e del Mar Rosso, due aree strategiche per le principali rotte marittime mondiali

Nell’arco della giornata, le forze terrestri di Ansar Allah hanno avanzato a ritmo sostenuto, portando gli

scontri nelle due principali città coinvolte. Sabato 5 settembre, dopo 48 ore di confusione, sono arrivate le prime conferme dell’avanzata: gli Houthi hanno conquistato l’area di Bani Bakari, in direzione di Ta’izz, e, nella medesima zona, Sherajah, dove hanno installato un checkpoint. Le due località si trovano lungo l’asse che collega Ta’izz a Mocha e la loro conquista ha spianato la strada all’avanzata di Ansar Allah verso la costa. Nel fine settimana, il contrattacco del PLC è riuscito a contenere l’avanzata degli Houthi e lunedì sono intervenute anche le forze aeree saudite, che hanno sostenuto il governo internazionalmente riconosciuto nella controffensiva. In serata è arrivato l’annuncio: «È stata presa la decisione di riconquistare Sana’a da Ansar Allah», ha comunicato il viceministro della Difesa dello Yemen, Sameer Al-Sabri. L’escalation ha così riacceso definitivamente la guerra civile.

Nei giorni seguenti, l’offensiva terrestre è continuata, mentre la campagna aerea si è allargata pienamente anche all’Arabia Saudita. Ansar Allah ha lanciato attacchi contro basi e postazioni militari di Riyad, suscitando condanne a livello internazionale. Nonostante i tentativi di contenimento, nella notte tra mercoledì e giovedì gli Houthi hanno preso il controllo dell’intero distretto di Hays e si sono spinti fino alla costa, portando i combattimenti alle porte di Mocha. La città è caduta poco prima dell’alba. Da lì, le forze di Ansar Allah hanno proseguito verso sud, raggiungendo le isole Hanish e conquistando almeno l’isola di Zuqar, mentre sono avanzate fino alla città di Dhubab, sullo Stretto di Bab el-Mandeb. Nelle ultime ore, secondo una fonte del PLC citata dall’agenzia di stampa AFP, Ansar Allah avrebbe conquistato l’intera costa yemenita che affaccia sul Mar Rosso e avrebbe preso il controllo dell’isola meridionale di Perim, strappando definitivamente il controllo dell’intero Stretto di Bab el-Mandeb alle forze presidenziali. Alle 15 di oggi, il portavoce di Ansar Allah, Yahya Saree ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia «l’espulsione dei contingenti e delle truppe del nemico saudita da sei distretti nei governatorati di Ta’izz e Hodeidah, per un’area complessiva di 5.400 chilometri quadrati», senza tuttavia specificare quali aree sarebbero state conquistate».

È ancora troppo presto per sapere fino a dove si sia realmente spinta – e fino a quanto possa tenere – l’avanzata di Ansar Allah nel sud dello Yemen. Quello che è certo è che l’Arabia Saudita pare essere in netta difficoltà. Secondo il sito di informazione Axios, Riyad avrebbe chiesto l’intervento degli Stati Uniti, che tuttavia si sarebbero rifiutati di intervenire. Da quanto riportato dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, anche il Pakistan, le cui truppe sono schierate vicino al confine con lo Yemen, ha affermato che, nonostante l’avanzata degli Houthi sia al momento al centro di serrate discussioni, l’ipotesi di un intervento militare non sarebbe ancora finita sul tavolo. La questione è delicata: se Ansar Allah avesse effettivamente conquistato l’intera costa yemenita affacciata sul Mar Rosso, riuscirebbe a esercitare un controllo pressoché totale sullo Stretto di Bab el-Mandeb, che in passato aveva già messo sotto pressione dalle aree sotto il proprio controllo; un blocco simultaneo di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz ridurrebbe ulteriormente il traffico di idrocarburi ed estenderebbe le difficoltà nell’approvvigionamento energetico anche al commercio internazionale di beni.

 

Il Mar Rosso è degli Houthi. Gibuti ora diventa centrale

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Combattenti Houthi sfilano durante una campagna di mobilitazione in Yemen – Epa/Yahya Arhab

Gli Houthi controllano ormai quasi tutta la costa yemenita sul Mar Rosso, minacciando le rotte petrolifere saudite e trasformando Gibuti in un crocevia strategico per le potenze occidentali e asiatiche, mentre Riyadh resta isolata e Trump rifiuta di intervenire direttamente.

da internet 

Solidarietà geopolitica e questione palestinese: All'interno dei cortei e dei comunicati della sinistra radicale e delle mobilitazioni pro-Palestina (in cui la firma di organizzazioni come Proletari Comunisti compare regolarmente sui cartelloni di dissenso), le azioni delle milizie yemenite Houthi nel Mar Rosso vengono inserite nella cornice del sostegno alla resistenza palestinese contro Israele. Mentre Crosetto definisce le loro azioni "gravi violazioni del diritto internazionale", l'area dei collettivi radicali accusa l'Italia e la NATO di complicità internazionale con i governi occidentali. [1, 2, 3]

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