lunedì 7 settembre 2026

Potere al Popolo: "Campo politico indipendente" - "un’alternativa politica chiara"...?

 

Sia nell'assemblea nazionale del 14 giugno, sia nel PaPCamp a Paestum a fine agosto al centro c'è stata l'organizzazione di un 'Campo politico indipendente' in funzione prima di tutto delle elezioni politiche del prossimo anno:.

"Crediamo necessario e operiamo affinché si costruisca un fronte politico alternativo alla destra e indipendente dal campo largo, che sia presente alle elezioni del 2027 e che, soprattutto continui durante e dopo l’appuntamento elettorale per costruire la vera alternativa sociale e politica alla destra e anche al centrosinistra liberale" (rif. doc dell'assemblea nazionale di giugno)

"Ma al centro vi è stata la costruzione di una opposizione elettorale al Governo Meloni, alle elezioni politiche del prossimo anno". (rif. comunicato del PaPCamp di agosto)

Cominciamo a dire qualcosa, prendendo in considerazione in particolare il documento dell'assemblea nazionale di Pap sul "Campo politico indipendente".

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1) Sul governo Meloni, l'analisi è superficiale, ma soprattutto sbagliata e illusoria: il governo, pur con le sue contraddizioni interne - giacchè quelle esterne, nel senso di lotte, purtroppo finora non hanno intaccato la sua tenuta -, non è "friabile"; lo scenario anche dopo il referendum (che ha dato sì un colpo alla Meloni ma non tale per cui "lo scenario è mutato repentinamente" - le parole in virgolette sono riprese dal documento Pap), è rimasto stabile; amplificare il peso e il valore delle dimissioni di qualche suo esponente già messo in ombra dalla stessa Meloni e dall'azione della magistratura, o le dimissioni di esponenti di giunte, ecc., è avere una visione che si basa sulle apparenze (in GB per meno si è dimesso il capo del governo non degli esponenti già sputtanati) e guidata da logiche elettorali. 
Non vi sarà una "rapida caduta" della Meloni , e pur ammesso e non concesso un cambio di governo, sarà sempre a destra, non fermerà la marcia verso il moderno fascismo. Chi non vede questo ha come minimo gli occhi bendati e si vuole illudere in termini di esito alle elezioni politiche. Quindi il "condominio" non sta venendo affatto "giù".

2) anche da questa analisi e logica discende la proposta/appello per "un campo popolare indipendente" (questa proposta non è in contrasto con il "Campo largo della sinistra parlamentare", ma è in illusoria "concorrenza"). 
Noi, proletari comunisti, non siamo contro la presentazione alle elezioni, non siamo "astensionisti diprincipio". Crediamo che ci possano essere delle fasi in cui la presentazione di una lista possa favorire ed è frutto di una "polarizzazione". Ma, primo, non è ancora possibile oggi costruire questa "polarizzazione", perchè o è frutto di una situazione di lotte, scioperi, mobilitazioni che pongano la caduta del governo, o, la puoi abbellire come vuoi, ma al massimo è una lista di raggruppamento, di intergruppi; secondo, si carica questa proposta di costruzione di un "soggetto politico", di "prospettiva di offensiva politica" su tutti i campi. E questo, che viene presentato come: noi andiamo oltre le elezioni..., di fatto invece resta interno ad una logica elettorale del conflitto, perchè costruire un soggetto che punti ad un'offensiva politica" (poi, quale? la rivoluziona proletaria?), vuol dire ben altro: Partito, fronte e forza combattente.

3) Sulla piattaforma indicata, su ogni punto potremo entrare nel merito. Ma ciò che sicuramente non va affatto bene è porre/ridurre il socialismo come uno dei punti della piattaforma - certo è coerente con la linea espressa in tutto il documento, ma il socialismo non è "indipendenza", non è "mettere in discussione il capitalismo", è costruire, attraverso il processo rivoluzionario di rovesciamento del capitalismo, il potere proletario, la dittatura del proletariato.

4) anche sui "Necessari terreni di lotta" ci sono punti equivoci. Ma definire Cuba "Socialista", parlare di essere "con la sua rivoluzione" è il massimo. Cuba da tempo non è più un paese socialista - proprio in quei giorni di assemblee di Pap, il parlamento cubano ha approvato 176 riforme economiche che aprono l'economia ai privati. Le nuove disposizioni autorizzano gli imprenditori stranieri e i cubani all'estero a investire direttamente sull'isola, e consentono  l'apertura di banche e casse di cambio private; a Cuba non c'è affatto una rivoluzione proletaria e popolare; i movimenti, le proteste che ci sono state sono di destra, filo occidente capitalista.
Certo, se e quando Cuba verrà attaccata dagli Usa di Trump, noi la difenderemo, come abbiamo fatto per il Venezuela, al di là del suo attuale sistema economico e politico. Ma affermare altro è sia profondamente sbagliato verso il pensiero politico comunista e rivoluzionario, sia è un inganno verso i proletari e le masse popolari, anche cubane.

Chiaramente c'è e ci sarà molto più da dire.

MC

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