lunedì 8 maggio 2017

pc 8 maggio - La polizia fascista turca assassina la giovane rivoluzionaria Sila Alabay - In Germania in piazza


La policía fascista turca ha matado a la revolucionaria Sila Abalay de 18 años en una redada durante una operación contra el DHKP-C. Los medios burgueses empezaron a propagar mentiras de manera inmediata para justificar el asesinato diciendo que fue uno de los miembros del rango mas alto de la organización.
Sila Abalay fue una revolucionaria joven muy conocida. Fue encarcelada con 16 años por participar en la campaña dedicada a Berkin Elvan. Durante este periodo participó en una huelga de hambre.
No es la primera vez que la policía lleva a cabo una ejecución extrajudicial contra el pueblo. Gunay Ozarslan fue asesinada en su casa con 15 balas. Dilek Dogan fue asesinada en su casa con un disparo al pecho. Durante todos los asesinatos los medios intentaron justificarlos con mentiras. Esta vez también lo intentan hacer con el asesinato de esta joven mujer.
SILA ABALAY ES INMORTAL!

Video - La joven revolucionaria asesinada Sila Abalay denunciando el asesinato del niño Berkin Elvan

En el video se a la joven revolucionaria Sila Abalay

Concentración en Colonia (Alemania) en repulsa por el asesinato de Sila Abalay a manos de la policia de Erdogan





SILA ABALAY ES INMORTAL!

pc 8 maggio - Contestare i grillini che sostengono il razzismo antimmigrati - Di Maio salvato dalla polizia che carica a Padova


Militanti del CSO Pedro contro le posizioni inaccettabili sui “taxi del mediterraneo”espresse dall'esponente cinquestelle
Luigi di Maio è stato contestato ia Padova dai militanti del Centro Sociale Occupato Pedro per la campagna di denigrazione dei salvataggi in mare di cui si è fatto alfiere. Con canotti, cartelli e slogan che chiedevano l'apertura immediata di canali umanitari il collettivo del Pedro ha fatto irruzione sul selciato della centralissima Piazza delle Erbe, ancora affollata per il mercato quotidiano. Dopo pochi minuti, durante i quali venivano esposte le ragioni della protesta, la piazza è stata sgomberata da un cordone di Polizia 

pc 8 maggio - Contrastare a Milano - Roma - ovunque i rastrellamenti razzisti del decreto Minniti


Milano 6 maggio All’ingresso della Stazione Centrale di Milano, un centinaio di persone ha partecipato al presidio contro razzismo e politiche securitarie, in risposta alla retata di martedì 2 maggio. […]




Milano

pc 8 maggio - Solidarietà e sostegno alla lotta dei prigionieri politici palestinesi

 Nuova dichiarazione del movimento dei prigionieri palestinesi

  •  6 maggio, 20° giorno dello sciopero della fame.
Lo sciopero è stato lanciato da 1500 prigonieri palestinesi il 17 aprile, nella giornata dei prigionieri palestinesi, e ad esso si sono uniti una serie di noti leader del movimento dei prigionieri e del movimento nazionale palestinese. Marwan Barghouti, membro del comitato centrale di Fatah, ha lanciato lo sciopero; e leader di tutti i movimenti politici palestinesi, inclusi il segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, il leader del FPLP Ahed Abu Ghoulmeh, il leader del Islamic Jihad Zaid Bseiso, i leader di Hamas Hasan Salameh e Abbas al- Sayyed, il leader del FDLP (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina) Wajdi Jawdat, il leader del Partito Popolare Bassam Khandakji e molti altri, inclusi i prigionieri detenuti da più tempo Nael Barghouti e Karim Younes.
Gli scioperanti hanno una serie di richieste/rivendicazioni, tra cui la fine dei divieti delle visite dei familiari, il diritto ad appropriate cure mediche, il diritto all’educazione in prigione e la fine dell’isolamento e della “detenzione amministrativa”, l’incarcerazione senza accusa o processo.
La dichiarazione che segue è stata rilasciata oggi in lingua araba dal movimento dei

pc 8 maggio - Centenario Rivoluzione d'ottobre - iniziativa a Napoli


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pc 8 maggio - Napoli contro la repressione - 19 maggio assemblea cittadina

Chi devasta e saccheggia è lo Stato! L’11 Marzo in piazza c’eravamo tutti!


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Appello per un'assemblea cittadina contro il tentativo di criminalizzazione dei manifestanti dell'11 marzo.

La Questura di Napoli ha concluso le indagini riguardanti i fatti della manifestazione dello scorso 11 marzo scorso contro il leader della Lega Nord Matteo Salvini.
Da subito, attraverso le notizie diffuse dai media, è apparso evidente il tentativo di una eclatante montatura contro i promotori e partecipanti della giornata: gli stessi capi d’accusa di devastazione e saccheggio, paventati nello specifico dal questore Antonio De Iesu, appaiono fortemente intimidatori verso i movimenti di lotta napoletani.
Nella realtà le pesanti accuse non corrispondono ai fatti di quella giornata: l'11 marzo scorso, infatti, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, è stato “accolto” a Napoli da migliaia di persone (lavoratori, pensionati, studenti, disoccupati) che hanno manifestato, con

pc 8 maggio - Bari G7 - Fermati 10 compagni

Non si può restare soli, certe notti qui

Contro narrazione tossica e provocazioni poliziesche al G7 di Bari.


Questa notte, dieci tra compagne e compagni della – Puglia contro il G7 – sono stati trattenuti in stato di fermo, identificati con foto segnalazione ed impronte digitali; Avvicinati per quello che sembrava un normale controllo, sono stati portati al commissariato di San Paolo senza alcuna motivazione reale se non quella di avere alcuni manifesti del coordinamento Pugliese contro il G7 riguardanti la manifestazione del prossimo 13 Maggio
Mentre la città di Bari è soffocata dalla narrazione tossica che giornali e testate web continuano a portare avanti in vista del prossimo G7 finanziario che si terrà a Bari seminando paure e allarmismi attraverso lo spauracchio “black block”, le forze dell’ordine, con un ennesimo atto di abuso di polizia, continuano a provocare e minacciare apertamente tutte e tutti coloro che intendono dare voce alla loro opposizione ai “grandi della terra”.

Durante l’identificazione alle solite minacce e provocazioni si è aggiunto il tentativo di rifilare una versione di comodo che i compagni e le compagne si sono rifiutati di firmare e la volontà di sottrarre alla libertà di circolazione un migrante. Lo stesso questore, che difronte a tv e giornali afferma che “sarà garantito il diritto a manifestare per le strade della città di Bari”, la notte alimenta un clima di tensione e persecuzione contro attiviste ed attivisti largamente fomentato dagli organi di stampa in vista del prossimo G7. Uno scenario perfettamente coerente alla legge securitaria Minniti/Orlando, fortemente voluta dal Presidente dell’Anci e Sindaco di Bari Antonio Decaro, che dà il via libera ad episodi di abuso di polizia come quello che hanno subito compagne e compagni questa notte a Bari. L’uso del “teorema della legalità” nasconde solo il tentativo di privarci della giustizia sociale, del diritto a manifestare il nostro dissenso e del diritto alla libera circolazione.
Non saranno queste intimidazioni ad impedirci di scendere nelle strade il prossimo 13 Maggio, per ribadire il nostro rifiuto ad un modello di sviluppo che punta alla svendita dei territori alle multinazionali del gas e del petrolio, così come deciso dal governo Renzi attraverso lo Sblocca Italia.
Invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi nei prossimi giorni, a partecipare a tutte le iniziative che si terranno in città contro il G7 dei potenti e alla grande manifestazione che si terrà il giorno 13 Maggio.
Concentramento ore 9:00
Largo 2 Giugno – Ingresso Viale Einaudi

pc 8 maggio - Bergamo 9 maggio 10.30 Prefettura corteo unitario e solidale contro i licenziamenti politici - massima informazione e sostegno

Comunicato stampa

Martedì 9 maggio 2017 ore 10.30 corteo unitario dal tribunale di Bergamo alla Prefettura

Corteo solidale e di sostegno alla lotta contro gli 11 licenziamenti politici a Brignano Presenti delegazioni di lavoratori e delegati dai magazzini in lotta di tutti i sindacati di base e di classe e dalla vasta rete di solidali con le lotte della logistica.
11 lavoratori, tra cui 4 delegati dello Slai Cobas per il sindacato di classe, sono stati licenziati nell'appalto Kamila di Brignano, non con 'normali' lettere di contestazioni su mancanze disciplinari,  ma per un  “disegno criminoso”, un'azione di “sabotaggio”, finalizzata a “mettere in ginocchio la cooperativa”. Cioè, una normale attività sindacale contro tempi e ritmi di lavoro, contro l'arbitrio aziendale, per la difesa dei diritti, oggi viene chiamata “disegno criminoso”, una sorta di “azione terrorista” verso le aziende della logistica.
I padroni delle cooperative, dei consorzi multinazionali, vogliono alzare il tiro. A Brignano come a Piacenza, Modena, Verona... dove i lavoratori duramente lottano, partono montature giudiziarie, denunce, repressione e licenziamenti. Vogliono fermare i facchini e le loro organizzazioni sindacali, mobilitate contro questo sistema neoschiavista degli appalti e subappalti nella grande distribuzione in mano alle cooperative logistiche, come SiCobas, USB, Slai Cobas che saranno presenti al corteo.
Il corteo termina alla prefettura di Bergamo.
I lavoratori si aspettano di essere ricevuti, come hanno già formalmente richiesto, dal sig Prefetto Tiziana Costantino. Sul tavolo della prefettura giace gravemente irrisolta la vertenza kamila, con le intese verbalizzate dalle parti davanti al sig Prefetto, ma che non sono mai state rispettate dall'azienda. I lavoratori da tempo chiedono alla Prefettura un intervento in qualità di garante dell'intesa per il rispetto di quanto sottoscritto al tavolo in via Tasso.  Ed oggi domandano al sig. Prefetto (che tra poche settimane sarà trasferito a Cagliari) di non lasciare Bergamo con la vertenza Kamila aperta sul tavolo della Prefettura.
contro gli 11 licenziamenti politici nel magazzino Kamila di Brignano martedì 9 maggio ore 10 corteo unitario dal tribunale di via Borfuro arrivo alla prefettura in via Tasso, alle ore 12.00 conferenza stampa

slai cobas per il sindacato di classe 3355244902 3407226074

pc 8 maggio - Un migrante di 23 anni che si impicca per la disperazione di non avere il permesso di soggiorno, solo, a migliaia di km dalla sua casa con la sola speranza di avere una vita dignitosa è considerato degrado all'immagine della cittá di Milano!

pc 8 maggio - "LA SOVRAPPRODUZIONE E' L'ESPRESSIONE STESSA DELLA CRISI CAPITALISTA... NON NE E' LA CAUSA" - Da un utile scritto di Michael Roberts pubblicato su www.resistenze.org

Sovrapproduzione e crisi capitalistica

Michael Roberts
27/04/2017

Ho ricevuto recentemente alcune mail che mi chiedevano se la Grande Recessione in cui siamo appena passati (e le precedenti recessioni economiche) è stata causata dalla sovrapproduzione oppure dalla caduta del tasso di profitto...


La sovrapproduzione avviene quando i capitalisti producono troppo in proporzione alla domanda di beni e servizi. Ciò comporta che i capitalisti accumulino scorte di beni che non possono vendere, essi hanno impianti con troppa capacità produttiva rispetto alla domanda e hanno troppi lavoratori rispetto a quelli di cui han bisogno. Per tali motivi chiudono gli impianti, tagliano la forza lavoro arrivando persino a chiudere e liquidare l'attività produttiva. Questa è una crisi capitalista.
La sovrapproduzione è l'espressione stessa della crisi capitalistica. Prima del capitalismo, le crisi erano di sottoproduzione (ossia carestia o scarsità di beni). Ma dire che la sovrapproduzione è la forma che assume una crisi capitalistica non è dire che la sovrapproduzione è la causa della crisi. Se fosse la causa, allora il capitalismo sarebbe in crollo permanente, perché i lavoratori non sarebbero mai in grado di riacquistare tutti i beni che producono. Dopo tutto, la differenza tra ciò che i lavoratori ricevono in salario e il prezzo dei beni o dei servizi che producono e che vengono venduti dai capitalisti non è altro che il profitto. Per definizione, i lavoratori non possono disporre di questo valore per spendere, ma rimane nelle mani dei proprietari capitalisti.

Marx criticò in modo sorprendente quegli economisti capitalisti che sostenevano che non ci può mai

pc 8 maggio - Brasile - un anno di lotta grandiosa delle masse popolari - un manifesto nazionale dei compagni maoisti brasiliani

pc 8 maggio - Una presentazione per valorizzare la Grande rivoluzione culturale proletaria in tutta l'area di orientamento comunista a Roma - info pc.rored@gmail.com

pc 8 maggio - Sostenere il popolo palestinese in tutte le forme

I documenti inseriti in questa settimana
( 1 Maggio -  6 Maggio 2017 )


6 Maggio 2017
- Riepilogo degli eventi importanti del diciottesimo giorno dello sciopero “Libertà e dignità"
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- Continua la protesta dei detenuti palestinesi in sciopero della fame
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- Dopo aver distrutto il sistema idrico di Bardala, l’esercito torna per distruggere ciò che restava
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5 Maggio 2017
- Torino.  Sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri palestinesi
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- La rivolta dei prigionieri: le vere ragioni che stanno dietro allo sciopero della fame dei palestinesi
di Ramzy Baroud
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- Israele stato terrorista
di Adolfo Perez Esquivel
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- Le forze israeliane attaccano un ospedale palestinese a Ramallah
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4 Maggio 2017
- A Montecitorio con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame
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Video di Hamid Masoumi Nejad
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- Post su FB: 200 giovani gerosolimitani condannanti dall’inizio del 2017
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3 Maggio 2017
- Hamas. Statuto, via libera a Stato palestinese solo nei confini del 1967
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- L’arcivescovo Hanna invita a un sostegno di massa dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame
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- E’ stato ricordato ai contadini palestinesi che vincere in un tribunale israeliano non è sufficiente per avere giustizia
di Amira Hass
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- La crisi del sistema sanitario nella Striscia di Gaza
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2 Maggio 2017
- Mail-bombing per i prigionieri palestinesi in sciopero della fame!
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- 13 giornalisti palestinesi feriti durante il tentativo di documentare un sit-in a Gerusalemme
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- Ecco come Israele gonfia [i dati] della propria maggioranza ebraica
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1 Maggio 2017
-  ROMA. COSTITUITO UN CORDINAMENTO DI ASSOCIAZIONI A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME
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- 14 ° giorno di sciopero della fame: Karim Younes giura di continuare fino alla “vittoria o alla morte”                          

domenica 7 maggio 2017

pc 7 maggio - Lo sfruttamento dei migranti che vede uniti padroni,caporali e alcune associazioni che gestiscono i centri di accoglienza, può essere smantellato dalla lotta e dall'autorganizzazione dei braccianti migranti, che è già in corso e che deve essere continuata e autorganizzata! da slai cobas per il sindacato di classe - info slaicobasta@gmail.com

Sfruttavano i rifugiati a 2 euro all’ora per il lavoro nei campi. Arrestati i capi di due Centri d’accoglienza di Cosenza
Redazione di Operai Contro, i razzisti urlano che i rifugiati costano 35 euro al giorno. Dovrebbero dire che il governo dei padroni regala ai padroni di molte cooperative 35 euro […]

da Repubblica
COSENZA. Avrebbero dovuto agevolarne l’integrazione dei richiedenti asilo e curare le loro ferite fisiche e psicologiche, ma si sono trasformati nei loro nuovi aguzzini. Scoperchia un quotidiano di miseria, sfruttamento e negazione di ogni basilare diritto l’inchiesta della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall’aggiunto Marisa Manzini e dal pm Giuseppe Cava, che ha portato venerdì in carcere i due responsabili di due centri d’accoglienza di Camigliatello silano, nel cosentino. Insieme a loro, per ordine del tribunale di Cosenza, 4 persone sono finite ai domiciliari, mentre in 8 sono state destinatarie di un provvedimento di obbligo di dimora.
Tutti sono a vario titolo accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per aver costretto i rifugiati cui avrebbero dovuto fornito assistenza a lavorare ogni giorno, per oltre 10 ore, nelle aziende agricole della zona. Una storia di ordinario sfruttamento e caporalato nascosta tra le pieghe del sistema di accoglienza delegato ai privati.

Vedi video testimonianza su operaicontro

Cosenza, sfruttavano rifugiati nei campi: immagini incastrano capi di due Centri accoglienza.

Una trentina di ragazzi – senegalesi, nigeriani e somali, riconosciuti come vittime di guerre, persecuzioni e conflitti e per questo riconosciuti come rifugiati – venivano prelevati ogni mattina all’alba e messi a

pc 7 maggio - L'intervento imperialista in Libia a guida italiana, già in corso, uno dei temi del G7 di Taormina - una ragione in più per una reale e forte contestazione e non per processioni che non disturbino il mnovratore


LIBIA: ALFANO, IL NUOVO COMMESSO VIAGGIATORE DELL’ENI
Redazione di Operai Contro, in Libia l’ENI paga sia il presidente Fayez al-Sarraj,nominato dall’ONU che il padrone della Cirenaica Khalifa Haftar. L’Eni ha piattaforme di estrazione del petrolio sia in […]


In Libia l’ENI paga sia il presidente Fayez al-Sarraj, nominato dall’ONU che il padrone della Cirenaica Khalifa Haftar. L’Eni ha piattaforme di estrazione del petrolio sia in Tripolitania che in Cirenaica. L’ENI è abituata a pagare mazzette per depredare i paesi dell’Africa e dell’oriente. L’ENI paga mazzette anche in Libia. Alfano è stato assunto come commesso viaggiatore dell’ENI in Libia. Alfano, Fayez al-Sarraj, Khalifa Hafta, non contano niente ma garantiscono l’estrazione di petrolio dell’ENI.
(da operaicontro)

Editoriale maggio proletari comunisti

DIETRO LA GUERRA PROFITTI... DELL'ENI
L'imperialismo italiano interviene più o meno intensamente su tutti gli scacchieri del mondo, ora al servizio ora in alleanza dell'imperialismo Usa e della Nato, sempre per tutelare in proprio i propri

pc 7 maggio - NO TAV - Oltre 15000 in corteo: fermarci è impossibile!



Nonostante la pioggia battente, una grande manifestazione  ha sfilato da Bussoleno a San Didero dimostrando ancora una volta di che pasta sono fatti i notav.
In oltre 15.000 (4.000 per la questura, chiaramente) abbiamo dato vita ad un corteo che ha ribadito ancora una volta lo slogan con cui lo avevamo indetto: ”C’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre”, ed oggi lo abbiamo dimostrato con i fatti.
Nonostante i presupposti per un grande corteo, la pioggia incessante presente fin dal mattino presto ci ha messo in apprensione fino a quando, con quella forza e quella magia che abbiamo dimostrato molte volte, la statale tra i due paesi si è popolata all’inverosimile.
Tanti Valsusini e Valsusine, famiglie intere, passeggini, giovani ed anziani, ma anche tutti i sindaci dei nostri comuni, il vice sindaco di Torino, una consigliera del Comune di Napoli, altri amministratori delle zone terremotate, e tanti comitati di ogni parte d’Italia hanno reso questa manifestazione un vero e proprio successo.
Abbiamo toccato con mano, confrontandoci tra di noi, cosa vuol dire investire i soldi pubblici in un’opera inutile e devastante togliendoli a cose veramente utili: le testimonianze delle mamme della “terra dei fuochi” ci hanno colpito  in particolar modo. Lì le bonifiche non vengono fatte per mancanza di fondi e volontà, qui in valle un buco inutile drena più denaro pubblico di una manovra finanziaria annuale. Le terre colpite dal terremoto sono da ricostruire e buona parte del nostro Paese è da mettere in sicurezza, eppure qui un esercito di polizie difende quell’infame cantiere, un vero e proprio scempio rispetto a quanto detto.
I No Tap sono giunti dal Salento trovando qui una comunità in lotta che li ha accolti a braccia aperte, rivedendo in loro gli inizi del nostro movimento. E ancora i No Grandi Navi, gli attivisti contro la Piana delle nocività di Firenze, i nostri amici del No Terzo Valico; i giovani cagliaritani che si battono contro le basi militari in Sardegna e tanti altri.
Tutti uniti dalla stessa voglia di prendersi cura del proprio territorio, del proprio presente e del futuro di tutti.
E ci siamo riusciti, dando vita ad una giornata importante, che non solo ci ha fatto trovare dei punti in comune, ma ci ha dato lo spirito giusto per continuare questa battaglia con determinazione e un grande sorriso, alla faccia di chi ci racconta come un ormai sparuto gruppo di attivisti.
La manifestazione si è conclusa con una grande Amatriciana solidale, cucinata dalle BSA e dai notav, il cui ricavato andrà a sostenere le popolazioni terremotate.
Un altro passo in avanti di un movimento incapace di rassegnarsi o arrendersi, ma pronto a rilanciare in avanti un programma chiaro di resistenza e lotta.
Avanti No Tav! Fermarci è impossibile!

pc 7 maggio - All'Ilva Taranto si preparano due mesi interessanti - Che la scintilla incendi la prateria!

Da slai cobas per il sindacato di classe Taranto
Siamo davanti a mesi importanti per l’Ilva, per la città, per il processo ILVA.
Noi partiamo da questo giudizio
1) tutti lavorano alla svendita della fabbrica con taglio dell’occupazione - chi dice il contrario è un bugiardo e un venduto;
2) sulle bonifiche parole ma niente fatti nei quartieri inquinati, al cimitero S.Brunone, ecc - temiamo che i soldi dello Stato siano spartiti ma senza risultati tangibili;
3) non c’è nessuna misura di emergenza sanitaria per tumori, malattie professionali - che si pagano con un carico di morti e malati in ogni famiglia;
4) esiste al processo un tentativo di allungare, di affossare e annacquare il maxi processo per salvare gli imputati responsabili - con penalizzazione delle parti civili e giustizia negata ai lavoratori, ai familiari, alla città.
A fronte di questo che si fa in fabbrica? Poco o Nulla!
Operai fermi in attesa e commissari e sindacati interni, tutti, impegnati su questioni spicciole per far vedere che fanno qualcosa senza disturbare il manovratore
La strada è un’altra ed è inevitabile:
la lotta in fabbrica autorganizzata!
assemblea popolare in città

slai cobas per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com
347-5301704
maggio 2017

pc 7 maggio - LEGITTIMA DIFESA: LICENZA DI ARMARSI, LICENZA DI UCCIDERE: l'altra faccia del Decreto Minniti

Il testo di legge sulla legittima difesa approvato alla Camera - che nei suoi termini concreti è un'aberrazione, una legge non legge, tanto da essere attaccata dallo stesso Renzi, come da "sinistra" e da "destra" - è emblematica per la logica fascista che l'ha prodotta e l'accompagna e che farà inevitabilmente ulteriormente peggiorare il testo al Senato (per es. una sua estensione: perchè solo di notte? Anche di giorno si può uccidere), e soprattutto dà il via libera ad una sua applicazione da far west.

Ci sono almeno tre aspetti di fondo che caratterizzano questa legge:

- Il testo prevede che sia da considerarsi legittima difesa la reazione di chi si difende da un'aggressione sulle persone o sulle cose che si verifica "di notte" o "dall'introduzione con violenza, minaccia o inganno". E' un via libera ad un armamento generalizzato. A tutti può succedere un'aggressione di notte e quindi tutti sono legittimati a usare le armi. E' la via dell'America marcia, nera che viene applicata anche in Italia.
Ma, al solito, qui si strafà: alla parola "violenza", si aggiunge anche "minaccia e inganno", che non è affatto detto che costituiscano una messa in pericolo di vita immediata e non evitabile delle persone. Quindi non è "legittima difesa" ma "legittimo attacco, legittima licenza di uccidere".
Naturalmente, però, chi potrà tenere le armi? La borghesia bottegaia, proprietaria, commercianti, professionisti, ecc, (mentre certamente a nessun operaio, a nessuna donna che si sente in pericolo, verrà mai data l'autorizzazione all'uso dell armi).

- Si dice che la difesa della casa, negozio, ma non solo anche delle "cose" (quindi anche mobili, qualche gioiello, soldi...?), cioè la difesa della proprietà privata, comunque e dovunque, val bene la vita delle persone; così come per la sicurezza della famiglia si può legittimamente uccidere. Quindi anche questa la legge codifica l'ordine di priorità di questo sistema sociale borghese, che vede al primo posto la "proprietà privata",

- Il testo prevede l'aumento delle tutele per chi si difende con l'uso di armi da un’aggressione in casa, se questa avviene in circostanze particolari di “grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione”. Una legge, quindi, che non si deve basare su fatti oggettivi, ma sulle reazioni psichiche delle singole persone, che variano da persona a persona; basterà poi dire "io mi sono turbato" che l'uccisione verrebbe considerata "legittima difesa". 
Siamo alla legge ad personam. Una sconfessione della stesso concetto di "legge" che dovrebbe valere per tutti. Un'aberrazione che ha come unico effetto di esasperare l'individualismo, contro la collettività.

Questo testo è l'altra faccia del Decreto sulla "sicurezza urbana" di Minniti. Quello come questo è mosso da una logica e politica per cui immigrati, poveri, piccola criminalità sono la feccia di cui liberare le città, per la sicurezza di una minoranza, della grande criminalità borghese legalizzata.

pc 7 maggio - La costruzione della partecipazione al G7 di Taormina a Milano

A tutte le realtà e organizzazioni che lottano contro il razzismo; le guerre imperialiste; il fascismo; la violenza sulle donne; lo sfruttamento dei lavoratori; per il diritto all’abitare

Il 27 maggio a Taormina, guidati dal -miliardario-fascista-nemico dei proletari e popoli del mondo-che odia le donne- Trump, si riunisce il G7 dei governi imperialisti per pianificare una nuova guerra di rapina e spartizione del mondo-militarizzazione e repressione delle lotte-razzismo, miseria e morte per i migranti-sfruttamento e disoccupazione.
E vogliono decidere in “santa pace” ergendo un’enorme zona rossa.
Il governo Gentiloni fa la sua parte, nel tentativo di impedire ogni tipo di contestazione, attraverso i decreti Minniti. Cosa che abbiamo già visto all’opera il 25 marzo a Roma e a Lucca il 10 aprile.
Non è accettabile che ci facciano la guerra e che li si lasci in pace!
Proprio Lucca ha mostrato che Rompere questa vetrina degli orrori E’ POSSIBILE E NECESSARIO!

Giovedì 11 maggio assemblea al Punto Libreria Metropolis c/o T28 -via Transiti 28- per organizzare la partecipazione

promuove
circoli Proletari comunisti MI/BG

pc 7 maggio - La lotta operaia nella logistica - importante punto di approfondimento per costruire l'unità di classe - una intervista

Stralci di inchiesta (11): le lotte nella logistica - da infoaut

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In questa nuova puntata abbiamo deciso di intervistare K., delegato del SI Cobas, rispetto alla sua esperienza soggettiva all'interno di quello che continua a confermarsi come uno dei processi di conflitto e autorganizzazione operaia più importanti nel contesto italiano: le lotte nella logistica. È infatti da quasi un decennio che, a partire dagli scioperi nell'hinterland milanese e lombardo, passando poi per uno degli epicentri logistici del Nord Italia (Piacenza), espandendosi quindi a tutta l'Emilia e al Veneto, e arrivando oggi a essere una realtà affermata anche in svariati contesti piemontesi e del centro Italia, l'industria logistica italiana è attraversata da una inedita ondata di scioperi, vertenze e forme di organizzazione e conflitto. In questa intervista K. ripercorre alcuni episodi significativi: il primo sciopero generale del settore (22 marzo 2013), la lotta alla Granarolo di Bologna, l'arresto di Aldo Milani. Ma soprattutto contorna il racconto con una serie di descrizioni delle condizioni di lavoro prima e dopo le lotte, e con svariati aneddoti biografici, che rendono un quadro più complesso e profondo per comprendere appieno le dinamiche soggettive di questo mondo operaio.
I: Per iniziare volevamo chiederti se ci racconti lo sciopero che ti è rimasto più impresso negli ultimi anni, quello che consideri più importante, o la cosa che più ti ha colpito di questi anni di lotte e che ti piacerebbe raccontare.
K: Io credo che sia il primo sciopero che ho fatto in Italia, quello di marzo 2013. La cosa che mi ha stupito di più è stato vedere il coordinatore nazionale del sindacato in prima fila a subire i manganelli, a scontrarsi con la polizia per difendere i lavoratori. Da lì ho capito che questo movimento operaio, questo sindacato di cui faccio parte (allora non ero ancora iscritto, anzi ero antisindacalista, non credevo nel sindacalismo – pensavo che tutti i segretari stanno nei loro uffici, seduti a far niente