giovedì 2 marzo 2017

pc 2 marzo - Ilva Taranto - scandaloso incontro segreto di renzi e la sua servetta Bellanova con i sindacalisti venduti di fim-fiom uilm


il destino di operai e masse popolari di taranto diventa un capitalo dei giochi sporchi del congresso PD


Ilva, l’ex premier Renzi a Taranto… in gran segreto

scandaloso incontro segreto di renzi e la sua servetta Bellanova con i sindacalisti venduti di fim-fiom uilm, dopo aver impacchettato l'accordo truffa sulla cassaintegrazione straordinaria anticamera degli esuberi 
ora si tratta di prepararli alla svendita ai nuovi padroni con laute mance e privilegi per tutti sulla pelle degli operai e i cittadini -  
questa alleanza infame deve essere denunciata e contrastata - le sedi del PD e dei sindacati confederali devono essere bersaglio di proteste e iniziative di lotta - non possiamo sfilare di sabato e poi per sette giorni questi fanno i cazzi propri sulla testa e sulla pelle di operai e masse popolari - in questa città se non si accendono i fuochi 
saranno bruciati da loro posti di lavoro, salute di donne e bambini e le speranze di un cambiamento e di una vita migliore


dal corriere di taranto
Quasi in gran segreto, o comunque senza dar troppa pubblicità all’evento, l’ex premier Matteo Renzi (e segretario dimissionario del Partito Democratico) ha incontrato, a Taranto, al Delfino, le segreterie territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, con le Rsu aziendali dell’Ilva. L’incontro ha visto fra i protagonisti anche il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova. Un confronto sull’Ilva, in modo diretto e senza clamori mediatici. Peccato, però, che l’ex premier qualcosa alla città avrebbe dovuto spiegare. Ma tant’è… alla visita in gran silenzio hanno contribuito in tanti, diciamoci la verità. Timori di proteste per caso?
Nel frattempo, alla fine dell’incontro quasi da riunione carbonara, le segreterie dei sindacati confederali di categoria hanno emesso una nota congiunta: “Questa mattina le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato a Taranto, su sua convocazione, il vice ministro al Ministero dello Sviluppo Economico, Teresa Bellenova, per un confronto legato alla gestione della fase di cessione degli stabilimenti Ilva s.p.a. in A.S.. Durante il ‘tavolo’, al quale era presente anche l’ex premier Matteo Renzi, i segretari generali di Fim, Fiom, e Uilm, Valerio D’Alò, Giuseppe Romano e Antonio Talò, insieme ad alcune RR.SS.UU. operanti nel sito siderurgico tarantino, hanno affrontato varie tematiche relative alla situazione Ilva. Tra i punti: la valutazione della possibilità di effettuare rilievi mirati......bla bla bla ......

pc 2 marzo - Nei processi di Torino contro i NOTAV esiste solo la criminalizzazzione della lotta

una sentenza tutta politica, basata sulla posizione della polizia

No Tav, i giudici: "Niente attenuanti, azioni violente senza il consenso della collettività"

No Tav, i giudici di Torino: "Niente attenuanti, le azioni violente non avevano il consenso della collettività"

Le motivazioni della Corte d'Appello per le 38 condanne nel maxiprocesso: la difesa aveva chiesto di considerare "i motivi di particolare valore morale e sociale"
I valori espressi dai No Tav non sono "avvertiti come tali dalla maggioranza della collettività". E' quanto scrive la Corte d'appello di Torino nelle motivazioni del maxiprocesso terminato lo scorso novembre con 38 condanne. I giudici hanno respinto in questo modo la richiesta delle difese di applicare agli imputati la speciale attenuante di "avere agito per motivi di particolare valore morale e sociale".

"Con il rispetto dovuto in ogni sistema democratico alle altrui idee politiche - è scritto - non può ritenersi assurga a integrare i presupposti di questa attenuante la lotta contro un'opera ferroviaria transnazionale". L'attenuante, aggiungono i magistrati, "non può essere scomodata per fatti di questo tipo perché è stata concepita per rimodulare le responsabilità a fronte di azioni commesse per la tutela di valori avvertiti come tali dalla maggioranza della collettività e intorno ai quali ci sia un generale consenso. Consenso che, nella specie, non esiste". La Corte osserva inoltre che non è corretto ritenere che l'opinione di chi è disposto "a manifestare con ogni mezzo anche violento" debba prevalere "rispetto all'opinione della maggioranza silenziosa".
In occasione dello sgombero del presidio dei No Tav alla Maddalena di Chiomonte, dove oggi sorge il cantiere per il tunnel preliminare della ferrovia Torino-Lione, "il comportamento delle forze di polizia è stato pacato, misurato e in linea con le direttive contenute nei provvedimenti dei vertici degli uffici e degli ordini dati sul campo" scrive inoltre la Corte d'appello di Torino. Lo sgombero avvenne il 27 giugno 2011. Le operazioni durarono alcune ore. Le forze dell'ordine lanciarono verso l'area occupata dai presidianti una grande quantità di lacrimogeni. I difensori degli imputati hanno definito "illegittima" l'azione, ma i giudici si sono detti di parere diverso: i lacrimogeni furono successivi al getto di pietre e di oggetti da parte dei No Tav. Inoltre le forze dell'ordine dimostrarono una "volontà dialogica" con i manifestanti, cosa che fuga "ogni dubbio circa il desiderio di prevaricare".

pc 2 marzo - Torino - Boicottare Israele”. Il Consiglio degli studenti universitari approva la mozione


“Boicottare Israele”. Il Consiglio degli studenti universitari  approva la mozione

Primo caso in un'istituzione accademica italiana. Il rettore Ajani: “Gli accordi con Technion non riguardano attività per l’uso militare delle tecnologie”

Gli universitari di Torino scelgono il boicottaggio di Israele e del Technion, l'università di Haifa finita più volte nel mirino dei militanti pro Palestina. Con una mozione dura, votata a maggioranza (16 favorevoli e 5 contrari), il Consiglio degli studenti ieri ha chiesto che il rettore Gianmaria Ajani "receda agli accordi attualmente in vigore con il Technion" entro la metà di aprile. La richiesta, che per essere valida dovrà essere votata da Senato accademico e consiglio d'amministrazione, è la prima ad essere approvata da un organo istituzionale di un ateneo italiano. Nel testo si sostiene, citando Amnesty International, che lo "Stato di Israele abbia deliberatamente colpito obiettivi civili e si sia reso responsabile di crimini di guerra durante l'attacco condotto nell'estate 2014 contro Gaza". E gli studenti sposano la campagna di Bds, cioè boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele e le sue istituzioni.

Un voto che arriva proprio nella settimana di sensibilizzazione sull'argomento organizzata dagli universitari del collettivo "Progetto Palestina" che da anni si battono contro questo tipo di accordi: "Siamo soddisfatti e speriamo che questo sia un primo passo e che anche altri atenei seguano questo esempio", commentano. Tra i sette punti approvati nella mozione, si chiede di stracciare la collaborazione con il Technion che già negli anni scorsi aveva suscitato polemiche, e contro cui sono state raccolte centinaia di firme tra docenti e studenti di molte università italiane. Ma si invita anche l'ateneo "a prendere pubblicamente posizione contro le violazioni per parte israeliana della legislazione internazionale e della Dichiarazione universale dei diritti umani e a non intessere più relazioni con tutti quei soggetti che contribuiscano o traggano beneficio dalle violazioni israeliane e dai loro contatti con le forze armate di quel Paese".

Il rettore Ajani conferma che se la presidente del Consiglio Studenti, Irene Raverta, porterà la questione agli organi centrali questa verrà discussa, ma ribadisce: "La cooperazione che abbiamo noi con il Technion è stata approvata dalla maggioranza di Senato e Cda e gli accordi stipulati non coinvolgono attività legate all'uso militare delle tecnologie, né la violazione dei diritti umani ". Il tema potrebbe essere già calendarizzato nelle sedute previste tra un paio di settimane: "Il Technion è uno degli istituti più coinvolti nella progettazione di tecnologie usate contro il popolo palestinese - spiega spiega Raverta, presidente espressione della lista di maggioranza Studenti Indipendenti - Abbiamo scritto la mozione con il coordinamento Studenti contro il Technion se fosse approvata dall'ateneo saremmo la prima università italiana ad assumere una posizione politica sul tema del conflitto israeliano-palestinese". Di tutt'altra opinione Luca Scudeler, portavoce di Obiettivo Studenti che si è opposto alla mozione: "Boicottare una comunità accademica popolata da studenti nostri coetanei equivale ad isolarla, impedendo alle future generazioni di israeliani di crescere e portare un contributo diverso rispetto a quella attuale sul conflitto in atto".

pc 2 marzo - ilva taranto - la USB denuncia l'accordo e il tavolo truffa a roma.. ma il giorno dopo e non il giorno prima come sarebbe stato necessario

CIGS Ilva, USB: da lunedì assemblee con i lavoratori

Rizzo: attuato lo schema politico che i governi italiani hanno usato nelle crisi industriali

A partire da lunedì prossimo, 6 marzo, partiranno le assemblee di USB all’interno dell’Ilva per decidere cosa fare in merito alla decisione del Ministero sulla Cigs. A comunicarlo è il coordinamento provinciale USB con un volantino distribuito all’interno dell’Ilva.
“È stata tutta una grande, enorme e patetica farsa. E non possiamo fare finta di niente. Non possiamo tacere e restare a guardare. E’ stato attuato lo schema predefinito già messo in campo per Alitalia e Piombino, che i Governi italiani utilizzano nelle crisi industriali. Uno schema che fa pagare il conto ai lavoratori e che noi non possiamo firmare – commenta Franco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto -. Due giorni di falsa trattativa in cui, più che parlare dei lavoratori Ilva, si è assistito ad un patetico monologo fatto dal vice ministro Bellanova e dai suoi seguaci contro il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in cui la disperata situazione dei lavoratori ILVA è stata usata come strumento di delegittimazione nei confronti del Governatore. Insomma sembrava quasi di essere in seno allo scontro nella direzione del Partito Democratico. Era tutto così fasullo che alle 12.00 alcune importanti agenzie stampa avevano già dato notizia di un accordo sulla cigs fatto da Fim Fiom Uilm, peccato che la firma dell’intesa sia avvenuta alle 17.00 cioè 5 ore dopo”. Secondo USB c’erano tutte le condizioni per prolungare i contratti di solidarietà, ma l’ipotesi non è stata completamente presa in considerazione, semplicemente perché la CDS dava garanzie sull’occupazione mentre la CIGS è l’anticamera del licenziamento o ristrutturazione.
“Il numero è stato portato a 3.300 unità (ma questo lo avevano capito pure i muli) – va avanti Rizzo -. Infatti se mettiamo in relazione la copertura fatta dal governo sull’integrazione che è prevista per 3.500 unità non ci voleva uno scienziato per capire che il numero degli esuberi doveva necessariamente calare da quasi 5.000 ad un numero sotto i 3.500”. Rizzo ricorda che il 31 gennaio scorso un volantino unitario, firmato da tutte le sigle sindacali recitava: “Nessun assist ai futuri acquirenti. FIM FIOM UILM e USB ritengono inaccettabile il ricorso alla cigs – continua Rizzo – lo abbiamo scritto pochi giorni fa, così è stato ma solo per USB, come sempre”.


pc 2 marzo - Taranto Ilva- La fiom .. una banda di ipocriti . che firma la cassa integrazione straordinaria che significano esuberi e autostrata verso i nuovi padroni e poi si arrampica sugli specchi - senza liberarsi di queste scimmie addosso in fabbrica, non è possibile sviluppare lalotta autonoma degli operai

Ilva, la RSU Fiom incontra i lavoratori in fabbrica

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Il coordinamento dei Rsu Fiom Ilva, riunitosi per discutere dei contenuti dell’accordo sugli ammortizzatori sociali sottoscritto ieri al Mise, ritiene “ancora aperta la discussione relativa ai futuri assetti industriali, legata in particolar modo alla presentazione dei piani industriali, e ribadisce che qualsiasi ipotesi di esubero strutturale sarà rispedito al mittente. Qualora si prefigurasse, in occasione della prossima presentazione dei piani industriali delle due cordate, un ridimensionamento degli attuali livelli occupazionali e di una mancanza di investimenti per il processo di risanamento ambientale, metterà in campo azioni di lotta e mobilitazioni“. Il coordinamento delle Rsu esprime, inoltre, “forte preoccupazione in merito alla durata dell’amministrazione straordinaria, prolungata fino alla scadenza del termine ultimo del piano ambientale, in quanto nel medesimo termine i commissari straordinari gestiranno ulteriori interventi di decontaminazione non previsti nel piano, impiegando a seguito di idonea formazione, il personale non altrimenti impegnato“. Tale condizione, conclude la Fiom, “rischierebbe di determinare una divisione tra i lavoratori, in quanto ci troveremmo di fronte alla costituzione di una Bad Company, propedeutica all’arrivo dei futuri acquirenti ove collocare gli eventuali esuberi non riconducibili alla nuova azienda“.

pc 2 marzo - lotta operaia contro i trasferimenti deportazione alla FCA Pomigliano-Cassino

HANNO COSTRUITO AD ARTE … A “VOCE di POPOLO”, il ritornello:
“CA’ NISCIUN VO SCIOPERA”, perché nui’ SINDACAT a ricotta amma fa, aggiungiamo noi
“O ritornell re sindacati e pummiglian” ai lavoratori è entrato in testa dopo 10 anni di lavaggio di cervello. Molti di loro ripetono la stessa cosa ”cà nisciun vo scioperà” e o riturnell è semp o stess. Sono proprio 10 anni (14 febbraio 2006) che FIAT ci licenziò, proprio per avviare la rieducazione antisciopero.
CHI SI ACCONTENTA GODE? … NOI NO!
La Fiat ci vuole solo giovani e forti…per consumarci meglio. Ci trasferiscono a Cassino e dicono che è una trasferta. Hanno costruito la sconfitta nella mente di ogni operaio, che uscendo dalla fabbrica ripete incessantemente semp a stessa cos “cà nisciun vo scioperà”, ed ogni uno incolpa l’altro cà o sciopero nisciun o vo fà, ed il piano azienda/sindacati si è consolidato. Prima ci fottono e poi chiedono pure l’applauso, proprio come ha fatto la dirigenza FIOM. La dirigenza FIOM dice: ma FIM e UILM già hanno firmato quindi la nostra firma a che serve? Se non avessimo firmato non sarebbe cambiato nulla lo stesso. …Certo che la segreteria FIOM è meglio dei VANNA MARCHI, come dire..ti faccio trasferire e poi ti chiedo pure la tessera. E’ quello che sta realmente accadendo in fabbrica, certo che sono proprio dei maestri del nulla. La stessa FIOM non dice che a Cassino si sta scioperando contro gli impossibili ritmi di lavoro. Perchè lo nasconde agli operai di Pomigliano? Andremo a Cassino e ci chiederanno di scioperare contro i ritmi di lavoro? Allora perché non lottiamo per rimanere a Pomigliano? Il contratto dei metalmeccanici, che rimane una schifezza di contratto, per una trasferta a Cassino, prevede circa 2000 euro. La FIAT non applica il CCNL ma il CCSL e ce ne da solo 550. Ora si capisce bene perché la FIAT ha richiesto un contratto solo per lei. La FIOM non ha firmato il CCSL ma l’accordo di Cassino si. A Cassino ci sono 700 operai a cassa integrazione e la FIAT ci manda 550 operai di Pomigliano e fa centinaia di nuove assunzioni. Perché? Perché sulle linee serve “carne fresca”. Operai che non arrivano a cinquant’anni la FIAT li scarta. Ormai serviamo da venti a quarant’anni, poi diventiamo esuberi. In questa situazione siamo più di mille a Pomigliano. Più di mille a Melfi e centinaia a Cassino per non parlare degli altri stabilimenti. Che fine faremo? Per Cassino la FIAT sta tirando dentro diversi operai cinquantenni di Pomigliano. Anche sulle linee di Pomigliano sta spostando molti operai avanti con l’età o con problemi di salute. Sta preparando il terreno per buttarli fuori. Sa che non ce la faranno a lavorare e accumuleranno malattie e provvedimenti disciplinari per “mancata produzione”. Cercherà di licenziarli come “lavativi” o proporrà accordi individuali per farli dimettere. A Melfi ci sono già licenziamenti per questi motivi. Altro che piano industriale. Dietro i trasferimenti a Cassino c’è un grande piano di ristrutturazione. La FIAT sta preparando il terreno per tenersi solo giovani da spremere il più possibile. Tutti gli altri sono in più. Di fronte a questa emergenza nessun sindacato interno alla fabbrica ha avuto il coraggio di denunciarlo, ma tutti hanno firmato l’accordo per Cassino chiedendo un “nuovo piano industriale”. Ragioniamo: La produzione della Panda è stato il frutto di un “piano industriale”. Abbiamo prodotto centinaia di migliaia di auto. Siamo diventati lo stabilimento più produttivo e “avanzato” del gruppo. Ma a noi operai cosa ha portato tutto questo? Ritmi impossibili e lavoro solo per circa 2000 di noi. Cosa possiamo sperare dall’ennesimo “piano industriale”? Nella ultima assemblea di stabilimento gli operai hanno bocciato l’accordo votando la mozione letta da Mignano, ma questo non ha fatto cambiare idea ai sindacalisti. Questi sono contro gli operai. Individualmente siamo deboli, solo se ci uniamo siamo una forza. Dobbiamo organizzarci contro i trasferimenti a Cassino e i piani di ristrutturazione della FIAT. I “piani industriali” lasciamoli al padrone, noi dobbiamo chiedere di rientrare tutti in fabbrica. Se sentono la nostra pressione troveranno loro il modo per utilizzarci. Mobilitiamoci dietro la parola d’ordine NO CASSINO. Cominciamo a discutere e riflettere collettivamente. La FIAT è sola insieme ai suoi servi del sindacato, noi siamo una massa.
DOMENICA 5 MARZO ORE 20 CONCERTO NO CASSINO A POMIGLIANO CON I 99 POSSE, IN VIA GHANDI ( presso bar la villa) ingresso villa comunale di Pomigliano
LUNEDI’ PULLMAN DI SOLIDARIETA’ NO CASSINO PARTENZA INGRESSO FCA DI ORE 4
SI COBAS FCA POMIGLIANO- COMITATO DI LOTTA NO A CASSINO 2/03/2017

pc 2 marzo - Renzi, il 'figlio scemo' di una cosca affaristica che ha messo le mani sul governo e lo stato - E' tutto il PD un cerchio magico da denunciare, colpire, spazzare via a Roma come ovunque

dal fattoquotidiano arresti eccellenti nell'affare CONSIP

A pagina 49 dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice per le indagini preliminari Gaspare Sturzo nei confronti di Alfredo Romeo spunta ‘il pizzino‘. La richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi della Procura di Roma contiene un foglio il cui contenuto è molto delicato politicamente e che pur tra mille ‘omissis’ filtra nell’ordinanza depositata e consegnata ai legali. Il ‘pizzino’ di Alfredo Romeo è quello svelato nei suoi contenuti dal Fatto Quotidiano che ha già dedicato alle letture degli investigatori di questo ‘pizzino‘ ben due prime pagine. Il foglietto è stato trovato, in parte strappato, nei sacchi dell’immondizia proveniente dall’ufficio del gruppo Romeo in via Pallacorda a Roma. Il foglio, definito ‘pizzino’ dai pm di Napoli che coordinavano l’indagine del NOE dei Carabinieri, Henry John Woodcock e Celeste Carrano, è stato poi ricostruito a partire dalla nettezza urbana con la stessa tecnica investigativa impiegata dal FBI per incastrare il boss di New York Joe Bonanno.Ovviamente Romeo non ha nulla a che fare con il tipo di crimine di uno dei padrini che ha ispirato Mario Puzo ma il metodo usato per eludere le intercettazioni da parte dell’imprenditore campano era molto simile, almeno nell’ipotesi dell’accusa, suffragata dalle dichiarazioni di un indagato di peso: il manager della Consip, Marco Gasparri. Purtroppo per Romeo anche gli investigatori che in questo caso ascoltavano le sue conversazioni intercettate e piene di silenzi, conoscevano bene questa storia. Il NOE è stato guidato – fino allo scorso anno – da Sergio De Caprio, il celebre Capitano Ultimo che ha messo le manette ai polsi di Totò Riina nel 1993. Il colonnello De Caprio, nell’era dei Carabinieri contrassegnata dalla guida del comandante generale Tullio del Sette (a fine dicembre finito per ironia della sorte indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento proprio nell’indagine Consip) è stato messo da parte e alla fine convinto a lasciare il NOE .
Il nucleo operativo del NOE però ha memorizzato le tecniche investigative di Ultimo e sotto la guida di un suo allievo, il Capitano Gianpaolo Scafarto, ha ricostruito uno per uno i foglietti di Romeo e poi li ha usati per interpretare i lunghi silenzi delle conversazioni. Il foglietto – secondo l’ipotesi investigativa – sarebbe stato scritto da Alfredo Romeo mentre parlava di un vero e proprio ‘accordo quadro‘ con il ‘faccendiere-facilitatore’ Carlo Russo, 33 anni, imprenditore di Scandicci amico di Tiziano Renzi, padre dell’allora premier e leader Pd Matteo. La T. sarebbe – in questa ipotesi tutta da dimostrare – riferibilie a Tiziano Renzi. La sigla C.R. sarebbe quella di Carlo Russo, L. potrebbe essere Luca Lotti e M. potrebbe essere Luigi Marroni. Secondo l’ipotesi investigativa infatti Carlo Russo avrebbe contrattato i pagamenti di 30mila euro al mese per Tiziano Renzi e di 5mila euro ogni due mesi per sé in cambio di una serie di impegni per favorire l’imprenditore campano a cui interessava la gara più grande d’Europa, la facility management 4.
Tra questi impegni ci sarebbero stati, in questa lettura investigativa del pizzino, due incontri per Romeo, ‘tenuti da T.’ alias da Tiziano Renzi, con Lotti, allora sottosegretario alla presidenza del consiglio al fianco di Matteo Renzi e poi con Luigi Marroni, l’amministratore delegato della società pubblica Consip che aveva bandito la gara FM4 da 2,7 miliardi che tanto interessava a Romeo. La Romeo Gestioni, come ricostruito dal Fatto nelle settimane scorse nel disinteresse della stampa nazionale, è risultata prima in tre lotti, due principali e uno accessorio, per complessivi 609 milioni di euro. Ora nell’ordinanza dal Gip Sturzo si trova conferma di quanto da noi scritto in splendida solitudine: i grandi giornali scrivevano di gara in quattro lotti mentre le offerte di Romeo erano per 4 lotti mentre i lotti totali sono 18 e quelli che vedono in testa Romeo sono tre, su quattro offerte presentate, su un totale di 18 lotti ancora non aggiudicati.
Al riguardo a pagina 16 dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Alfredo Romeo è citato un passo del verbale di interrogatorio del responsabile acquisti e gare di Consip, Marco Gasparri, indagato per corruzione ex articolo 319 (messa a disposizione della funzione e non per un atto specifico) perché ha incassato somme in contanti da Romeo. “Vi dico che Romeo Gestioni è risultata prima in graduatoria in tre lotti sui quattro lotti oggetto di domanda e precisamente sul lotto 3, sul lotto 13 e sul lotto 18 (ha perso il lotto 10)”, cioé quello del Municipio 1, il centro di Roma con i palazzi del potere. Lotto andato a Cofely, gradita a Denis Verdini, come scritto dal Fatto. Poi Gasparri spiega che Consip aveva chiesto chiarimenti a Romeo sulla sua offerta e aggiunge quale era il suo ruolo in favore dell’imprenditore campano: “In proposito ho fornito al Romeo indicazioni precise per evitare che gli venissero respinti per una seconda volta i chiarimenti che in prima battuta la Consip gli aveva rimandato indietro”. Il ‘pizzino’ nel quale sono impresse dalla penna di Romeo le lettere che riporterebbero – secondo la lettura degli investigatori – le iniziali dei nomi di Tiziano Renzi e Carlo Russo e le somme loro offerte da Romeo stesso, è riportato nell’ordinanza dal Gip a titolo di esempio della tecnica usata dall’indagato per eludere le intercettazioni. Non come prova a carico di Tiziano Renzi né di Russo. Il padre del premier – va ricordato – non era presente ai colloqui nei quali – secondo gli investigatori – Romeo e Russo parlavano di somme a lui destinate e sarà interrogato per difendersi venerdì ma solo come indagato per un reato minore, il traffico di influenze.
Cosa c’entra allora il pizzino su T. e C.R in questa operazione che riguarda la corruzione di Marco Gasparri? E’ presto detto. Il Gip Sturzo prima riporta nell’ordinanza i ‘pizzini’ riguardanti Gasparri, indagato per corruzione. Poi riporta le dichiarazioni di Gasparri stesso: “L’ufficio mi chiede perché le conversazioni tra me e Romeo a volte sono a voce bassissima a volte evitando di dire alcuni nomi e provvedendo a scrivere parti del colloquio su foglietti volanti; l’indagato risponde: effettivamente questa modalità era una consuetudine. Perché Romeo era convinto che il proprio cellulare fosse stato inoculato da captatore informatico (cioé il trojan usato dalla Procura di Napoli già nell’inchiesta P4 per ascoltare le conversazioni trasformando il telefonino dell’indagato di turno in una sorta di microspia ambulante, Ndr) mentre era sicuro che il suo ufficio fosse ‘pulito’”. Poi il gip Sturzo scrive che “i carabinieri hanno acquisito dei biglietti con nomi e numeri accanto, in sostanza una ulteriore prova a riscontro dell’assunto accusatorio del Gasparri e per quanto sia in corso di accertamento del fatto che Romeo abbia corrotto e stia corrompendo altri pubblici ufficiali anche tramite intermediari lobbistici e facilitatori”. A questo punto il Gip allega la foto del pizzino che qui riportiamo. Ma il giudice lascia chiaramente intendere che la storia di questo pizzino con la T. e la sigla C.R deve ancora essere scritta dal punto di vista giudiziario. La corruzione in questo caso è “in corso di accertamento”.

pc 2 marzo - 3000 migranti in corteo a napoli il 1 marzo

NAPOLI SI PREPARA ALLA VENUTA DI SALVINI: 3000 PERSONE IN CORTEO CONTRO IL RAZZISMO E PER I DIRITTI DEI MIGRANTI!
Prossimo appuntamento giovedì 9 marzo alle 9 in presidio sotto la questura, per il rilascio dei permessi bloccati!
Nella giornata di mobilitazione internazionale e di sciopero degli immigrati Napoli ha dato una grande risposta di civiltà e democrazia!
La partecipazione e la coesione di larghe fette della cittadinanza intorno alla richiesta di diritti e democrazia progressivi sono il miglior antidoto al proliferare di episodi di discriminazione, discorsi xenofobi e leggi esplicitamente razziste, ultimo il decreto Minniti. Il protagonismo dei migranti, nonostante la fame, la precarietà lavorativa, i ricatti subiti per disinnescare la partecipazione al corteo, è oggi il cuore pulsante di una collettività che non si è arresa ai muri, alle barriere, all’egoismo e all’odio calati dall’alto sui più deboli.
Quella di oggi è stata una prima fondamentale tappa di un percorso determinato ad arrivare fino alla vittoria, anche costruendo l’opposizione alla venuta in città del leader leghista Salvini, atteso per l’11 marzo. Prossimo appuntamento giovedì 9 marzo alle 9 in presidio sotto la questura, per il rilascio dei permessi bloccati!
NAPOLI E’ ANTIRAZZISTA!

pc 2 marzo - assemblea contro la repressione a napoli





repressione
La crisi del sistema economico capitalista internazionale si acuisce. I centri dei poteri economici, finanziari e politici dei gruppi imperialisti (USA, UE, NATO, FMI, BCE) spingono gli stati verso politiche di guerra e di austerità a scapito delle masse sfruttate. In Italia queste politiche, come negli altri paesi, hanno prodotto leggi massacranti (Jobs Act, Buona Scuola, Sblocca Italia, Fornero,) che negano principi costituzionali quali il lavoro, la salute, l’istruzione, la previdenza, la casa, l’ambiente sano, le libertà di espressione, di dissenso, di sciopero, di movimento degli immigrati. E’ a causa di questa situazione che le lotte sociali e politiche si moltiplicano e segnano, anche con un NO referendario contro la riforma Renzi, il distacco sociale di massa dalle classi dirigenti al potere. Ma con la conflittualità popolare si sviluppano anche le politiche repressive. Decine di miglia sono i procedimenti giudiziari accumulati nei tribunali dei padroni contro chi si organizza, resiste e lotta (lavoratori, disoccupati, studenti, donne, pensionati, immigrati). Sono ormai all’ordine del giorno arresti, fermi, denunce, condanne penali e amministrative, carcere, obblighi di dimora, di firma, multe. I reati di estorsione già da un po’ fioccano per criminalizzare chi lotta per imporre tavoli di contrattazione. Ad inasprire la repressione giunge ora il decreto sulla “sicurezza urbana” varato dal governo Gentiloni che allarga l’uso del DASPO (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) anche contro i manifestanti delle lotte sociali e politiche. Naturalmente anche la “guerra al terrorismo islamico” diventa un pretesto per estendere i lager (i CIE ora CPR) in cui detenere più a lungo gli immigrati da espellere, quando non più utili ai padroni per il lavoro nero. Ma il ventaglio delle misure repressive in Italia fa il paio con il permanere di palesi violazioni dei diritti umani come dimostra l’impunità del reato di tortura, l’assenza del numero identificativo degli agenti delle forze di polizia liberi di massacrare manifestanti, l’inasprimento delle condizioni di carcerazione che negano i diritti dei detenuti a 41bis (uno su tutti è il divieto, confermato dalla Cassazione, di avere più di tre libri in celle di isolamento assoluto).
Contro questa deriva autoritaria e repressiva dei governi padronali occorre organizzare un fronte di lotta comune. Occorre coordinare stabilmente le lotte per rafforzarle ed estendere la resistenza alla repressione. Occorre sviluppare la coscienza collettiva dei propri diritti, della legittimità delle lotte anche quando travalicano il codice penale e civile borghese. Rafforziamo la solidarietà costituendo concretamente casse di mutuo soccorso. Con questi obiettivi invitiamo i movimenti di lotta, gli organismi politici e sindacali a partecipare e a contribuire al dibattito con analisi e proposte concrete.
Promuovono: Laboratorio Politico Iskra; Laboratorio Comunista Casamatta; Rete dei Comunisti
Aderiscono: Collettivo 48OHM Pomigliano d’Arco, Sinistra Anticapitalista, Critica comunista – Napoli, Centro di documentazione e lotta Rosso 17 – Roma, Si/Cobas Napoli, USB Campania, Collettivo Autorganizzato Popolare 80010 Quarto, Centro Culturale La Città del Sole, Non solo Marange – Collettivo di mutuo soccorso e cassa di Resistenza, Zero81; Movimento di lotta disoccupati "7 novembre"; Coordinamento Terra di Lavoro, Fronte Popolare, Carc Campania, Coordinamento di Lotta per il Lavoro…

pc 2 marzo - a Bologna nuova iniziativa di lotta degli studenti,nuove cariche poliziesche

Bologna. Contestato il Career day; cariche, uno studente fermato




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 a Bologna, centinaia di studenti che da quasi un mese sono in mobilitazione contro l'installazione dei tornelli alla biblioteca di discipline umanistiche, si sono dati appuntamento in Piazza Verdi per andare a contestare il Career Day, evento fiore all'occhiello dell'UniBo e pubblicizzato come "grande occasione" per laureandi e neolaureati in cerca di lavoro ma che in realtà dimostra quanto il mondo della formazione universitaria si indirizzi sempre più verso la formazione di futuri precari messi costantemente in competizione per emergere dal mucchio degli sfruttati.
Il corteo parte verso le 12.30 dalla zona universitaria e attraversa le strade della città dirigendosi verso BolognaFiere, luogo in cui si sta svolgendo il Career Day. Gli slogan scanditi durante il percorso attaccano frontalmetne il PD e le sue politiche di austerità e precarietà, individuando nell'Università di Bologna e nel rettore Ubertini uno strumento per disciplinare ed abituare studenti e studentesse a questo magro destino.
Una volta giunti nei padiglioni della Fiera, il corteo è stato bloccato da un ingente dispiegamento di forze dell'ordine in assetto antisommossa che, ancora una volta, non si è fatto scrupoli nel caricare gli studenti e le studentesse in modo violento ed indiscriminato.
Durante le cariche è stato fermato uno studente ed ora il corteo è ripartito scandendo slogan per chiedere la liberazione del ragazzo fermato.
Aggiornamento ore 15.30:

Il corteo studentesco torna in zona universitaria, dirigendosi verso il rettorato dove si decide di riunirsi in assemblea e rilanciare la mobilitazione. 
 
Intanto, lo studente fermato dalle forze dell'ordine è stato rilasciato.
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pc 2 marzo - Taranto Al Processo Ilva è stata una buona giornata - da tarantocontro

Il presidente della Corte d'Assise ha rigettato l’istanza di
trasferimento del processo
da Taranto, un'ennesima provocatoria manovra degli
imputati maggiori e dei loro avvocati di togliere a Taranto
la possibilità di giudicare e sorvegliare il più importante
processo mai celebrato a cui guardano operai e masse
popolari della città, ma anche tutto il nostro paese che
respinge la logica delle morti sul lavoro e dei quartieri inquinati.
L’unico risultato che i nemici del processo hanno
ottenuto è quello di allungarne i termini - forse era loro reale scopo.
La giornata di oggi ha visto finalmente raccolto l’appello
da noi fatto a partecipare in massa al processo.
Un centinaio ed oltre di persone si è accalcata all’ingresso
 dell'aula Alessandrini, tanto da non poter essere contenuti
nell’aula (a proposito che fine ha fatto la nuova sede del
processo a lungo promessa e in eterno allestimento?)
dando finalmente un segnale di partecipazione e interesse.
Questo è importante, perchè va smentita la diceria interessata,
seminata in città, secondo cui partecipando al processo
 lo si danneggiava e se ne favoriva il trasferimento.
Quando è esattamente vero il contrario
(e oggi ne è stata una dimostrazione): 
lasciando il processo nel deserto e nelle mani dei
cavilli giuridici e di addetti ai lavori si favoriscono i
nemici del processo e si espropria la città del suo
diritto a sentire e a far sentire la propria voce.
E' così che in altri importanti processi del genere Taranto,
vedi Eternit, Thissenkrupp, Viareggio,
si è potuta avere una parziale giustizia.
Ma la sentenza emessa oggi è stata importante anche
su altri temi.
Innanzitutto è stato messo un freno alla manovra
governo/Riva sul patteggiamento, a cui la nuova
procura Capristo si è prestata in maniera a nostra
giudizio illegittima, politicamente e giuridicamente
sbracata, con la questione del "cosiddetto" miliardo
e 300 milioni.
Oggi la posizione per il patteggiamento di due aziende,
Ilva spa commissariata e RIva Forni Elettrici, è stata
stralciata e rinviata a nuova sezione della Corte di Assise,
con un giudizio abbastanza negativo del presidente che
invita praticamente la nuova sezione a respingere
i patteggiamenti.
Mentre priva di fondamento è stata dichiarata
la richiesta di patteggiamento della ex Riva Fire,
messa su appositamente con un artifizio ingannevole.
Questo passaggio permette finalmente che il processo,
 ‘che non s’ha da fare’, possa finalmente iniziare il suo
dibattimento.
Noi vogliamo giustizia con condanne vere e pesanti,
vogliamo risarcimenti per le parti civili
vogliamo che le istanze di operai e cittadini, parti civili
in nome di tanti altri vengano raccolte e soddisfatte
in tempi processuali non epocali.
L’avvocato Bonetto, del foro di Torino,
con un suo intervento per le nostre parti
civili in aula ha fatto sentire forte chiaro
questo orientamento, compreso nella critica
dell’attuale Procura.
Sappiamo purtroppo che questa battaglia non è
che all’inizio e che va perseguita con tenacia,
determinazione, serietà e partecipazione.
Circa poi gli effetti in fabbrica di questo passaggio
ne parliamo in altra nota nei prossimi giorni.

Le parti civili operai Ilva /lavoratori cimitero/
gruppo abitanti quartieri tamburi, paolo VI, ecc.
slai cobas per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com
info 347-5301704
1 marzo 2017



pc 2 marzo - DIFENDIAMO DIRITTI SACROSANTI E CI DANNO DENUNCE E REPRESSIONE! DENUNCIATI DALLA QUESTURA DI PALERMO I PRECARI ASSISTENTI IGIENICO-PERSONALE DELLO SLAI COBAS S.C.

Comunicato stampa
Palermo, 01/03/2017

DIFENDIAMO DIRITTI SACROSANTI E CI DANNO DENUNCE E REPRESSIONE!
DENUNCIATI DALLA QUESTURA DI PALERMO I PRECARI ASSISTENTI IGIENICO-PERSONALE DELLO  SLAI COBAS S.C. 

Mentre Ivan e i suoi compagni disabili continuano a non andare a scuola, ormai siamo a quasi 60 giorni di non frequenza dall'inizio delle lezioni dopo le vacanze di natale, 
Mentre i servizi di assistenza igienico personale e di trasporto nelle scuole superiori continuano VERGOGNOSAMENTE a essere erogati a singhiozzo i primi e a non esserci completamente il secondo,  gli Assistenti precari dello Slai Cobas s.c. che lottano incessantemente da mesi insieme ai genitori degli studenti disabili sono stati denunciati dalla Questura di Palermo per manifestazione non autorizzata. In questi giorni sia ai delegati che a diversi precari e precarie stanno arrivando le denunce. 

Lottare in modo piu' che legittimo e giusto contro i palazzi del potere che ad oggi, nonostante i vari PROCLAMI  del Presidente Crocetta, del sindaco Orlando... non hanno risolto proprio nulla continuando a ledere in modo gravissimo e arrogante diritti sacrosanti, in questo sistema è REATO! E l'unica risposta che continuano a dare alle emergenze sociali è la repressione poliziesca!

invece di colpire i veri responsabili dello SCEMPIO SOCIALE che ogni giorno si aggrava si colpiscono lavoratori che con  coraggio e determinazione stanno lottando in difesa di diritti basilari.

MA NOI  ANDREMO AVANTI E NON SARANNO LE VOSTRE DENUNCE A FERMARCI! CONTINUEREMO A LOTTARE!



protesta di assistenti e genitori presso la sede di "La Repubblica" PA

IL DIRITTO ALLO STUDIO E AL LAVORO NON SI TOCCANO!
LA VOSTRA REPRESSIONE NON CI FERMA MA ALIMENTA LA NOSTRA LOTTA!

Precari e Precarie Assistenti Igienico-personale 
Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo

3408429376


la lotta dei precari e dei genitori su "La Vita in Diretta" Rai 1 del 23 febbraio

pc 2 marzo - Palermo: la lunga e dura lotta dei precari delle cooperative sociali alla trasmissione di RAI1 “La vita in diretta” e arriva all’opinione pubblica nazionale, costringe Crocetta e Orlando a “giustificarsi”… e cominciano ad arrivare le denunce della polizia!


Una lotta giusta ed esemplare che con gli assedi ai palazzi, e il fiato sul collo, non ha lasciato in pace un minuto nessuno dei responsabili del disastro sociale

la lotta dei precari e dei genitori su "La Vita in Diretta" Rai 1 23 febbraio








mercoledì 1 marzo 2017

pc 1 marzo - Bologna - Cariche e un fermo contro gli studenti che contestavano il Career Day... vetrina dorata e simbolo dell'università-azienda

Ancora una volta è la celere, nel silenzio complice delle altre istituzioni, a rispondere alle azioni degli studenti e delle studentesse in lotta da più di un mese a Bologna dopo i fatti della Biblioteca del 36. Come era iniziata, con la celere che irruppe in università lo scorso 9 febbraio, è continuata oggi con il fronteggiamento all'ingresso del Career Day, che ha portato ad un fermo tra i manifestanti.
Il Career Day bolognese, vetrina dorata e simbolo dell'università-azienda dei nostri tempi, è lo specchio più puntuale delle politiche di privatizzazione e di messa a profitto degli studenti portata avanti dall'Alma Mater per ottenere fondi dalle aziende a cui svende i suoi prodotti-studenti.
Oggi però, dopo la quarta assemblea studentesca di ieri, centinaia di studenti in lotta si sono recati a contestare quella vetrina, per ribadire come dietro di essa ci sia la stessa logica che impone selezioni all'ingresso nelle biblioteche e che vuole ridurre a zero il dibattito politico e il dissenso all'interno dell'esamificio Alma Mater.

La retorica della spettacolarizzazione delle meravigliose prospettive di carriera che si possono avere approfittando della relazione tra Ateneo e aziende, voleva essere attaccata a partire dalle contraddizioni portate nelle proprie vite da quella che è definita la generazione Erasmus.
Una generazione distrutta dall'austerità dell'Unione Europea anche per quanto riguarda il terreno della formazione, per la quale esiste soltanto un incerto futuro di precarietà dove il desolante presente è invece fatto di stages, tirocini, voucher, promesse disattese in stile Garanzia Giovani.
Radunatisi alle 12 in piazza Verdi, il corteo ha raggiunto l'area Fiere, attraversando ponte San Donato e via Stalingrado, venendo bloccato da uno sbarramento inaccettabile di diversi blindati e decine di esponenti della DIGOS.

Lo sbarramento impediva agli studenti di poter andare a dire a chi stava partecipando a quella messinscena la reale sostanza di una università che dà saperi precari, non permette la diffusione del pensiero critico e serve solo a produrre candidati produttivi per le aziende.
Nella carica, successiva alla spinta dei manifestanti per avere libertà di movimento, viene fermato un compagno.
Il fermo si svolge all'interno di una dinamica grottesca, arbitraria e pre-determinata da parte della DIGOS, alla ricerca continua di strumenti utili alla criminalizzazione della lotta in corso, come testimonia questo video
Il corteo, mentre il compagno veniva portato in Questura, è ripartito puntando verso i viali, dove ha bloccato il traffico cittadino per mezz'ora prima di rientrare in zona universitaria e iniziare un corteo interno alle facoltà per comunicare quanto successo e decidere insieme le prossime date di lotta. Sono stati via via raggiunti i poli universitari di Berti-Pichat, via Belmeloro e Strada Maggiore, richiedendo a gran voce la liberazione del compagno così come di Sara e Orlando, ai domiciliari dallo scorso 10 febbraio. 


Da infoaut: Ulteriori aggiornamenti sulla pagina Quelli del 36

pc 1 marzo - G7 DI TAORMINA: Tentativi di far partire i lavori per l'elipista con l'Aeronautica Militare che già finiscono in tribunale!

Secondo l'Amministrazione comunale l'ente gestore dell'impianto natatorio deve liberare i locali entro il 9 marzo. Le due parti sostengono di essere dalla parte della ragione. E che eventualmente saranno i magistrati a diramare l’intricata matassa
"elipista"

Mercoledì, 1. Marzo 2017 - 1:13
Scritto da: Carmelo Caspanello
Due piccole ruspe dell’aeronautica hanno avviato i lavori per la realizzazione di una elisuperfice in contrada Bongiovanni a Taormina. Si tratta di una struttura temporanea funzionale al G7 del prossimo 26 e 27 maggio. L’elipista è stata ricavata nei campetti della piscina comunale. Contestualmente il Comune ha notificato all’ente gestore della piscina, il Corpo volontari di soccorso in mare, un documento secondo il quale dovrà liberare l’impianto natatorio entro il 9 marzo in modo da consegnare i locali al commissario per il G7 Riccardo Carpino.
I responsabili del Csvm che gestisce l’impianto natatorio si sentono cautelati dal contratto e dagli atti e si dicono pronti a tutelarsi nelle sedi opportune. In parole povere, il Corpo volontari servizi in mare, nel momento in cui dovesse consumarsi lo “sfratto” il 9 marzo, sarebbe pronto ad adire le vie legali. Il Cvsm fa riferimento ad un contratto frutto di un bando di gara. Un contratto di gestione basato sul codice civile. Sia l’una che l’altra parte, l’ente gestore e il Comune, sostengono di essere dalla parte della ragione. E che eventualmente saranno i magistrati a diramare l’intricata matassa. Al momento c’è un contezioso per servizi che il Comune non avrebbe pagato. Il Cvsm ha presentato un decreto ingiuntivo per complessivi 540mila euro e l’ente locale ha presentato opposizione.

http://www.tempostretto.it/news/verso-g7-taormina-via-lavori-elipista-campetti-piscina-scontro-comune-csvm.html

pc 1 marzo - Fincantieri Palermo: si sciopera contro il taglio della pausa… gli effetti nelle fabbriche del contratto fascista-neocorporativo, assistenziale dei metalmeccanici. Attrezziamoci per rispondere a questo scempio senza fine dei diritti degli operai conquistati con dure lotte

Palermo, Fincantieri a Rsu: "Turno di 7 ore senza pausa pranzo", scatta sciopero
Fiom Cgil Palermo risponde con la proclamazione di uno sciopero di mezz'ora a fine turno, a partire da oggi. L'azienda: "C'era accordo"

28 febbraio 2017
Fincantieri propone alle Rsu, per i lavoratori dell'officina, un turno di lavoro senza pausa in mezzo e la Fiom Cgil Palermo risponde con la proclamazione di uno sciopero di mezz'ora a fine turno, a partire da oggi. Secondo la proposta di Fincantieri, anziché otto ore di lavoro con una pausa di trenta minuti, tra le 11.30 e le 12 per il pranzo e una pausa caffè di 5 minuti, i lavoratori avrebbero un turno unico di 7 ore e mezza senza che sia previsto in mezzo nessun ristoro.
"Spostare la pausa mensa a fine turno crediamo non sia affatto il rimedio per modificare i livelli di efficienza dell'officina - afferma Francesco Foti, della segreteria Fiom Cgil Palermo - I problemi sono tanti, segnalati dalle Rsu, quasi tutti riconducibili a un'organizzazione deficitaria del ciclo produttivo. Chiediamo nuovamente un incontro con Fincantieri nazionale affinché si rendano conto con un confronto che questa nuova riorganizzazione non risolve i problemi ma peggiora solamente le condizioni dei lavoratori". La proposta della Fiom era quella di prevedere una pausa per il pranzo di 15 minuti, in orario da concordare, e un'altra intesa come pausa-caffè. Ma la direzione ha respinto la richiesta.
La replica di Fincantieri. Poco dopo la risposta di Ficantieri: "Abbiamo appreso con stupore la decisione della Fiom di indire mezz'ora di sciopero per ogni turno nell'area produttiva in cui si sta sperimentando l'orario con pausa a fine turno, in linea con quanto definito e sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, compresa la Fiom, in data 23 febbraio 2017.
In tale occasione l'azienda ha esaustivamente informato la Rsu di Stabilimento della necessità di implementare, in via sperimentale, tale tipo di turnistica, al fine di recuperare produttività in un'area che ad oggi è caratterizzata dai peggiori indici di stabilimento". In linea con quanto già in essere negli altri stabilimenti, dove tale turnistica è applicata in ottemperanza dei vincoli di legge, è stato altresì comunicato, sostiene Fincantieri che sarebbe comunque stato possibile effettuare una pausa pari a dieci minuti". L'iniziale intenzione della direzione di stabilimento era di far iniziare il primo turno alle 7 e il secondo alle 14.30 "e solo a seguito delle insistenze della Rsu, anche al fine di attuare un percorso condiviso, è stato deciso di portare l'inizio dei due turni alle 6 e alle 13.30, per garantire ai lavoratori la possibilità di mantenere i normali cicli fisiologici, in termini di orario di pranzo e cena.
Tutti i rappresentanti della Rsu presenti, hanno regolarmente sottoscritto il verbale".


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/02/28/news/palermo_fincantieri_a_rsu_turno_di_7_ore_senza_pausa_pranzo_scatta_sciopero-159451451/

pc 1 marzo - Trump va alla guerra: aggiunge altri 54 miliardi – che potrebbero arrivare a 84 - ai 600 miliardi già stanziati ogni anno per la spesa militare

Va dritto al punto Trump: «È un messaggio al mondo durante tempi pericolosi, sulla forza, sicurezza e determinazione dell’America». Così riporta il Sole 24 ore di ieri. ORDINE E SICUREZZA ripete fascisticamente: «Questo budget sarà caratterizzato da ordine pubblico e sicurezza nazionale - ha fatto sapere Trump dalla Casa Bianca -. Conterrà un incremento storico nella spesa militare per ricostruire le forze degli Stati Uniti d’America debilitate quando più ne abbiamo bisogno”.

L’aveva promesso in campagna elettorale, ci ricorda il quotidiano dei padroni: “aumentare le truppe in servizio a 540.000 da 490.000 e i battaglioni dei marines a 36 da 23, di mantenere una flotta con 350 vascelli e sottomarini rispetto ai 275 attuali e di far decollare cento nuovi aerei militari oltre ai 1.100 odierni”. E qui viene confermato l’“invito agli alleati a farsi carico di maggiori contributi per la difesa collettiva.”


Ma dove li trova i soldi, è la solita domanda che si fanno tutti, ed ecco la SOLITA risposta: TAGLI: “drastici tagli altrove, in voci non belliche a cominciare dagli aiuti all’estero”, “Complessi tagli di spesa saranno tuttavia necessari ovunque - dall’Agenzia per la protezione ambientale alla cultura - probabilmente pari al 10% di aumento al Pentagono visto che il budget della Difesa equivale per dimensioni alle voci discrezionali civili.”

martedì 28 febbraio 2017

pc 28 febbraio - 3 marzo manifestazione operai logistica a bergamo il 3 marzo - massimo sotegno


pc 28 febbraio - Torino, sgomberi alla grillina.. con il 'project manager' .. oh yes!

Appendino: "Un project manager si occuperà dello sgombero dell'ex Moi"

Appendino: "Un project manager si occuperà dello sgombero delle palazzine ex Moi"


Il primo edificio sarà liberato entro la primavera

Entro la primavera sarà liberata la prima palazzina dell'ex villaggio olimpico di Torino, l'ex Moi, oggi abitato da un oltre un migliaio di persone tra migranti e profughi. A confermarlo in Sala Rossa la sindaca Chiara Appendino. Il primo cittadino del capoluogo piemontese, in particolare, rispondendo a una richiesta di comunicazioni, ha precisato che è stato costituito un tavolo inter istituzionale composto dalla Città in qualità di capofila, e da Prefettura, Regione Piemonte, Diocesi, Città metropolitana e Compagnia di San Paolo che si articolerà in due fasi.

La prima, ha sottolineato la sindaca, prevede uno studio di fattibilità con il coinvolgimento attivo delle persone che vi dimorano e una seconda fase di progettazione dettagliata per l'avvio di percorsi di inclusione abitativa e sociale. Ad avviare lo studio di fattibilità entro la prima settimana di marzo sarà un project manager individuato sulla base dei curricula inviati alla Compagnia di San Paolo che opererà in loco.

"E un progetto molto complicato ma spero, con il contributo di tutti i soggetti coinvolti, e anche del Consiglio comunale di poter individuare una soluzione che dia sollievo al quartiere e a coloro che vivono in condizioni non dignitose in quelle palazzine", ha concluso la sindaca.


pc 28 febbraio -. buona accoglienza oggi all'ilva taranto de lvolantino dello slai cobas per il sindacato di classe - Governo- commissari e sindacati confederali comincino a preoccuparsi

La cassa integrazione straordinaria  è anticamera degli esuberi...

solo i dirigenti sindacali dicono, che sono temporanei. La riduzione dei numeri era prevista dalla copertura del governo per 3500 al 70% della paga... rotazione e formazione sono nei termini in cui sono previsti, puri palliativi non per tutti
Noi invitiamo i lavoratori a dire NO a questo accordo.
Vogliamo una assemblea generale di tutti i lavoratori ilva e un referendum su questo accordo, per firmare il quale i sindacati confederali non hanno ricevuto alcun mandato.

….All’interno del verbale non c'è una sola parola sui livelli occupazionali. Non è vero che la cigs non c’entra nulla con gli esuberi strutturali perché la cigs rappresenta lo strumento per poter dichiarare gli esuberi, a differenza dei contratti di solidarietà.. l'accordo introduce nei fatti, la cassa integrazione a zero ore per 800, dichiarati non ricollocabili, a ridotte capacità lavorative e/o dotati di professionalità “incoerente”.. dichiara Rizzo Usb presente ai tavoli romani e locali.
L'accordo governo-commissari-sindacati apre una autostrada ai nuovi padroni, che potranno portare a termine la ristrutturazione per fare l'acciaio necessario a fronteggiare - con meno operai ma più sfruttati - e nessuna riduzione dell'impatto ambientale sulla città - la crisi mondiale della siderurgia, originata dalla sovrapproduzione, che la legge del profitto capitalistico provoca, e che solo abbattendo il regime capitalistico potremo superare
Chi sono i componenti delle due cordate:
  • la Jindal (indiana) che ha bisogno di ingrandirsi a livello mondiale promette il cielo più blu, ma dove esiste questa azienda in India ha ridotto i salari dei suoi operai del 25%, porta avanti un'operazione di desertificazione di intere zone e cacciata delle popolazioni che vi abitano..; in Mozambico è incriminata per violazione dei diritti umani e disastri ambientali, ecc., tanto che un giornale indiano ha definito “scioccanti” le condizioni in cui lavorano gli operai., mentre Arvedi aTrieste, è indagato per inquinamento ambientale e Del Vecchio, ci mette solo i soldi (una specie di operazione Alitalia, come ai tempi di Riva).
- Arcelor Mittal, a parte i debiti, è interessata solo ai laminatoi... questa multinazionale indiana è caratterizzata dal fatto che acquista per ridimensionare o chiudere, occupando fette di mercato; ha tagliato 35mila posti di lavoro, ha spento altoforni, e chiuso impianti in Francia, Belgio, Lussemburgo, Spagna., circa poi la Marcegaglia a Taranto ha chiuso uno stabilimento..

Per lo Slai cobas per il sindacato di classe, l'alternativa è una sola,
qualunque si il padrone di Stato o privato.
Una lotta seria, determinata e prolungata per il cambiamento generale del piano sancito dagli attuali decreti, secondo la linea più volte esposta da noi e definite"decreto operaio", su tre punti:
  • sancire per legge che nessun esubero potrà esserci e che i diritti acquisiti dei lavoratori sono intoccabil
  • fare un vero piano di utilizzo dei lavoratori nei lavori cosiddetti di ambientalizzazione e bonifica dello stabilimento, che ne permetta la permanenza in fabbrica per tutto il periodo necessari
  • sancire un piano di prepensionamento di tutti i lavoratori Ilva/ Taranto - zona inquinata e zona di crisi complessa - che abbiano almeno 25 anni di stabilimento
appuntamenti

1 marzo – mattino - tribunale processo ILVA – pomeriggio ore 18 sede via rintone 22 taranto – presente avv. Bonetto, foro di torino che cura le parti civili operai ilva- lav- citt..

9 marzo ore 18 – sede slai cobas via rintone 22 – esame dettagliato accordo e piani padronali
e le iniziative possibili dei lavoratori – riunione aperta a tutti, indipendentemente dalla tessera

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

via Rintone, 22 slaicobasta@gmail.com 347- 5301704