sabato 17 febbraio 2024

pc 17 febbraio - Video Lenin: discorso per il Centenario - Facciamolo circolare e discutiamone

 

pc 17 febbraio - Manifestazione a Torino contro la repressione per la Palestina

 

Contro la repressione interna e la guerra. Per una Palestina libera!

Manifestazione: sabato 17 febbraio, ore 14:30, largo Saluzzo

Contro la guerra e la missione del governo Meloni in Mar Rosso

I governi dell’Occidente hanno intrapreso una deriva sempre più guerrafondaia: il governo Meloni procede. Davanti alla prefettura di Torino vogliamo indicare chiaramente le responsabilità delle guerre in questo Governo e in quelli che l’hanno preceduto.

Contro il genocidio che il regime israeliano sta commettendo in Palestina

La solidarietà alla popolazione palestinese non basta, la città di Torino – anche in virtù del gemellaggio con Gaza – deve dare una risposta concreta e recidere il protocollo d’intesa tra Iren e Mekorot (compagnia idrica nazionale di Israele).

Contro ogni tentativo di repressione del dissenso

Con l’aumento del coinvolgimento del nostro Paese nei conflitti in corso, assistiamo al restringimento di ogni spazio di agibilità politica: piazze negate per sit-in, violenza

pc 17 febbraio - Dal breve viaggio politico/ideologico a Londra di alcuni nostri compagni proletari comunisti sulle orme di Marx: un emozionante momento davanti alla lapide/monumento di Marx

 dalla Controinformazione rossoperaia ORE 12 del 15/02

Siamo tornati in questi giorni da un breve viaggio - ma bellissimo ed emozionante - che possiamo definire un viaggio all'insegna di Marx e sulle orme della vita e della storia di Marx, almeno per quella fase in cui lui visse nella città di Londra.

È stato un viaggio con cui da un lato abbiamo voluto onorare la memoria di Marx e che nello stesso tempo abbiamo considerato una vera e propria iniziativa politica attraverso cui, ripercorrendo alcuni luoghi significativi della vita di Marx, abbiamo riflettuto su quella che in questi anni abbiamo studiato attraverso i cicli di formazione proletaria e rivoluzionaria, in particolare su testi specifici di Marx, come il Manifesto o l'inizio del Capitale.

Quindi un viaggio che si inserisce anche in quel concetto che noi definiamo “guida per l'azione rivoluzionaria”.

Una tappa principale di questo viaggio, che comunque è durato pochi giorni, è stata al cimitero di Highgate, dove Marx è sepolto.

Siamo arrivati al piccolo villaggio di Highgate, un villaggio classicamente inglese, molto pittoresco. Un episodio carino è stato il fatto che nel chiedere indicazioni per arrivare al cimitero ci sorridevano dicendo: “ma state andando alla tomba di Marx?” In realtà a parte le mappe che potevamo avere, non è stato difficile raggiungere questo luogo perché c'era come una sorta di pellegrinaggio di persone che andavano verso il cimitero - e quindi verso la tomba di Marx - e questo ci ha facilitato il percorso

In una classica giornata inglese a cielo grigio, con una temperatura abbastanza fresca, siamo arrivati al cimitero, un cimitero all'inglese, con tombe sparse, con lapidi abbastanza differenti, senza un'apparente schema.

La parte dove si trova la tomba di Marx è di fronte a quella più grande del cimitero, considerata anche

pc 17 febbraio - Torino, Askatasuna consegna l'immobile occupato al Comune - Askatasuna: “Così è, ci pare”... - Cioè?

 Ora tavolo tecnico di co-progettazione

L'immobile di corso Regina Margherita, destinato ad attività per la collettività

Serrature cambiate, locali vuoti, lucchetti alle porte. Quella di ieri non è stata una mattinata come le altre. Almeno non per il quartiere di Vanchiglia che, dopo 27 anni, ha visto finire l’occupazione dell’ex asilo Opera Pia Reynero, diventato poi la sede del centro sociale Askatasuna. Come avevano garantito lo psichiatra Ugo Zamburru, il fondatore dei Subsonica Max Casacci, Elisa Turro, Rosa Lupano e Loredana Sancin, i cinque cittadini che hanno proposto al Comune di trasformare Askatasuna in un «bene comune», l’immobile di corso Regina Margherita è stato liberato dagli occupanti.

Nessuno sgombero, nessuna azione di forza. E da oggi può cominciare la fase di co-progettazione per trasformare il cortile e il piano terra dello stabile in un centro di attività sociali. Il cammino non sarà però agevole. La decisione di legalizzare — di fatto — Askatasuna aveva sollevato le critiche delle opposizioni e degli stessi sindacati di polizia.

La giunta comunale, però, è intenzionata ad andare avanti e, dopo il verbale di consegna, il primo

venerdì 16 febbraio 2024

pc 16 febbraio - Femminicidi: il fascismo genera un moderno patriarcalismo (da Controinformazione rossoperaia ORE 12 del 15/02)


Sono proprio di questi ultimi giorni gli ultimi recenti femminicidi.

Il 14 di febbraio c’è stato quello a Cisterna di Latina, in cui sono state uccise la madre e la sorella di una ex fidanzata dell'assassino. E l'altro ieri c'è stata l'uccisione di una donna di 61 anni a Bolzano.

Dall'inizio di quest'anno già sono 8 i femminicidi, a volte, come è successo a Cisterna di Latina si tratta di doppio femminicidio.

Ma ci vogliamo soffermare un attimo proprio su questo di Cisterna di Latina perché c'è un aspetto che hanno messo in evidenza pochi giornali, però è significativo.

Quest’ultimo femminicidio è stato commesso da un maresciallo della finanza, ma non è il solo commesso dalle forze dell'ordine, di chi ha la pistola facile, perché sempre in questo paese - che tutto sommato non è un grande paese, si tratta di una realtà di poco più di 36.000 abitanti - negli anni precedenti, guarda caso, ci sono stati altri 2 femminicidi: uno nel 2018 per mano di un appuntato dei carabinieri che, non solo sparò alla moglie ma uccise anche le sue due figlie, poi si suicidò. Nel 2014

pc 17 febbraio - Nuova strage nel cantiere di un supermercato a Firenze - prima info

 Crollo nel cantiere di un supermercato: tre operai morti, tre estratti vivi. Due i dispersi

Crollo al cantiere Esselunga a Firenze: tre operai morti, due ancora sotto le macerie, altri tre estratti vivi. “Un botto fortissimo, poi le grida di aiuto”

Crollo nel cantiere per la costruzione del nuovo supermercato Esselunga in via Mariti a Firenze. Secondo le forze dell’ordine ci sono tre operai morti, tre estratti vivi dalle macerie (si tratta di tre operai di 37, 48 e 51 anni, tutti di nazionalità rumena, uno è in condizioni stabili, uno è in terapia intensiva e uno semi intensiva con prognosi riservata, che per fortuna non sembrano in pericolo di vita) e ancora due dispersi questi si trovano sotto uno dei piloni precipitati. Uno degli operai morti, Luigi Coclite, aveva 60 anni e, da quanto si apprende, era originario di Teramo e viveva nel comune di Collesalvetti, in provincia di Livorno. I tre feriti hanno subito traumi da schiacciamento. Due sono in codice rosso e il chirurgo sta valutando se intervenire, mentre uno è in codice giallo.  Poco prima delle nove di questa mattina avrebbe ceduto un solaio.  I lavori sono in corso da tempo nell’area dove sorgeva l’ex Panificio Militare di Firenze. Al suo posto è in costruzione un grande supermercato del gruppo Esselunga. Sarebbero 8 le persone coinvolte nel crollo, Tre operai sono stati estratti vivi, ma sono in gravi condizioni”. All'appello mancano ancora quattro ragazzi della squadra" racconta uno degli operai presenti al momento del crollo, tra le lacrime. "La squadra che stava lavorando sul solaio era composta da otto persone, il primo recuperato era italiano, nonostante le manovre di rianimazione durare 30 o 40 minuti, è morto davanti ai nostri occhi. Lui lo hanno recuperato perché era nel punto più esterno del solaio. Sono crollati tre piani, cosa troveranno lì sotto?" afferma disperato. Secondo il suo racconto le altre persone sarebbero di diverse nazionalità, prevalentemente egiziani e indiani, ma non c’è di questo elemento nessuna conferma ufficiale.

pc 16 febbraio - Stellantis Melfi - "E' in atto una selezione "naturale": operai costretti a licenziarsi"

pc 16 febbraio - Compagni a Londra - Ascolta l'intervento a ORE 12 CR di oggi - parte la nuova fase della formazione marxista - appuntamento a marzo

 video da Londra

pc 16 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - La politica razzista imperialista del governo Meloni - La controriforma Nordio della giustizia - Palestina: verso le giornate del 23-24

 

pc 16 febbraio - Il genocidio in numeri. Ecco cosa ha fatto Israele a Gaza

Staff di Palestine Chronicle | palestinechronicle.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11 febbraio


Palestinesi in fila per prendere l'acqua in un campo profughi a Gaza.

I numeri possono essere disumanizzanti. Da soli, difficilmente potrebbero trasmettere la realtà del genocidio israeliano in corso a Gaza. Gli ultimi numeri ufficiali, tuttavia, sono critici.

L'Ufficio governativo per i media di Gaza ha pubblicato un aggiornamento sulla portata delle distruzioni effettuate dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza assediata, a partire dal 7 ottobre.

Il conteggio non è definitivo, a causa del fatto che oltre 7.000 palestinesi risultano dispersi e si presume siano morti - sotto le macerie delle loro case, o sparsi per le strade in aree che gli operatori della Protezione Civile non possono raggiungere.

I numeri, le statistiche e le stime che seguono riguardano il periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e l'11 febbraio 2024.

Il genocidio in numeri

- 128 giorni di guerra.
- 2.438 massacri.
- 35.176 martiri e dispersi.
- 28.176 martiri i cui corpi hanno raggiunto gli ospedali.
- 12.300 bambini martiri.
- 8.400 donne martiri.
- 340 operatori sanitari martiri.
- 46 martiri della Protezione Civile.
- 124 giornalisti martiri.
- 7.000 dispersi; il 70% di loro sono bambini e donne.
- 67.784 feriti.
- 11.000 feriti hanno bisogno di viaggiare per ricevere trattamenti critici e salvavita.
- 10.000 pazienti oncologici a rischio di morte.
- 700.000 gazesi contagiati da malattie infettive a causa dello sfollamento.
- 8.000 casi di infezione da epatite virale a causa dello sfollamento.
- 60.000 donne incinte sono a rischio a causa della mancanza di accesso all'assistenza sanitaria.
- 350.000 pazienti cronici sono a rischio a causa della mancanza di somministrazione di farmaci.
- 99 arresti di operatori sanitari.
- 10 arresti di giornalisti di cui si conosce il nome.
- 2 milioni di sfollati nella Striscia di Gaza.
- 142 sedi governative distrutte dall'occupazione.
- 100 scuole e università completamente distrutte dall'occupazione.
- 295 scuole e università parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 184 moschee completamente distrutte dall'occupazione.
- 266 moschee parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 3 chiese prese di mira e distrutte dall'occupazione.
- 70.000 unità abitative completamente distrutte dall'occupazione.
- 290.000 unità residenziali parzialmente distrutte dall'occupazione.
- 66.000 tonnellate di esplosivi lanciati dall'occupazione su Gaza.
- 30 ospedali messi fuori servizio dall'occupazione.
- 53 centri sanitari messi fuori servizio dall'occupazione.
- 150 centri sanitari parzialmente distrutti dall'occupazione.
- 123 ambulanze completamente distrutte dall'occupazione.
- 200 siti archeologici e del patrimonio distrutti dall'occupazione.

pc 16 febbraio - 23/24 febbraio - Indizione dello sciopero del 23/ appello del sindacalismo di base/ manifesto adesione dello ai cobas per il sindacato di classe

  

FERMARE IL GENOCIDIO

Questa la parola d’ordine della mobilitazione indetta dai sindacati di base raccogliendo l’appello dei Giovani Palestinesi che proponevano di realizzare una mobilitazione anche ricorrendo a forme di sciopero per il 23 febbraio e una grande manifestazione nazionale a Milano il 24 all’unisono con quelle che si terranno in numerosi paesi di tutti i continenti.

Cessare il fuoco in Palestina e in tutte le guerre, diventa oggi un imperativo per il movimento dei lavoratori e delle classi popolari, che vede crescere il rischio di un conflitto globale alimentati dai tanti

focolai d’incendio alimentati dalla crescente oppressione e spoliazione di interi popoli. Un rischio che ci deve vedere in campo contro i blocchi militari contrapposti, contro le politiche di riarmo e il militarismo crescente.

In questo momento, il movimento di solidarietà con il popolo e la resistenza palestinese deve concentrarsi intorno alla richiesta del cessate il fuoco immediato, accompagnato dal ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, dall’apertura di tutti i corridoi umanitari possibili per garantire il massiccio e necessario afflusso di aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio della scarcerazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, la fine delle incursioni dell’esercito israeliano in Cisgiordania e il blocco degli insediamenti illegali dei coloni sionisti.

L’economia bellica sta crescendo con percentuali impressionanti, gli USA primo produttore mondiale hanno venduto armi per 238 miliardi nel 2023 con un aumento del 56% rispetto al 22. Anche le industrie italiane con Leonardo stanno traendo grandi benefici da questa situazione mentre la spesa per esercito e armi in Italia nel 2024 toccherà i 24 Mld, oltre al fatto che è stata tolta l’Iva dalle armi, tutti soldi che verranno tolti alle spese sociali, sanità, scuole, pensioni, salari, sussidi ai poveri, solo per citarne alcuni.

Mentre l’economia italiana e europea grazie alle guerre va male, i lavoratori vedono i loro già modesti salari falcidiati dall’inflazione, molte fabbriche stanno chiudendo per il calo dei consumi ed aumenta la precarietà lavorativa l’Italia è sempre più impegnata sui vari fronti di guerra sia indirettamente come in Ucraina ed in Israele che direttamente come in Libano e nel Mar Rosso.

Fermare il genocidio a Gaza con i palestinesi fino alla vittoria

NO al riarmo e alle spedizioni militari!

Sono le parole d’ordine di questa due giorni articolata in questo modo:

il 23 febbraio si svolgeranno scioperi, mobilitazioni, assemblee ed iniziative varie per creare attenzione, informazione, coinvolgimento e partecipazione mentre il 24 si svolgerà una grande manifestazione da Piazza Loreto a Piazza Duomo al pomeriggio con concentramento alle ore 14,30.

CUB SGB USB SICOBAS ADLCOBAS ADLVARESE CONFEDERAZIONE COBAS SIALCOBAS COBAS SARDEGNA GPI UDAP API CLP SOL COBAS CLAP

Aderisce lo Slai cobas per il sindacato di classe - slaicobasta@gmail.com wa 3519575628

pc 16 febbraio - Contro la repressione degli antifascisti in Ungheria per la liberà di Ilaria Salis - info sulla mobilitazione internazionale

 in via di traduzione

Picture: International protests against fascists in Budapest. Source: Junge Welt

On February 11, Europe's largest Nazi march, the so-called "Day of Honor", once again took place in Budapest. Last year, there were attacks on participating fascists. There was repression in several countries against allegedly participating anti-fascists. Let's take a look at the current situation.

On January 29, the first verdict was handed down in the trial against anti-fascists who opposed the annual Nazi march in the Hungarian capital Budapest last year. The verdict was against Tobias E., a German antifascist from Berlin. He stood trial together with two other defendants. The Italian anti-fascist Ilaria Salis. and the anti-fascist Anna M., also from Germany.

The defendants were originally accused of carrying out attacks on fascists on the fringes of the so-called "Day of Honor". However, as there is probably no evidence, the accusation of having directly

pc 16 febbraio - India - riparte alla grande il movimento di massa dei contadini - 'cervi volanti' contro i droni del regime fascista indutva di Modi

 info a cura del Comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in India (ICSPWI) info csgpindia@gmail.com

in via di traduzione

Les agriculteurs ont entamé leur marche « Delhi Chalo » (Allons à Delhi) mardi matin, à bord de camions et de chariots chargés de nourriture, de literie et d’autres fournitures, après que les négociations avec le gouvernement n’aient pas abouti à un engagement sur des prix minimums pour toute une série de cultures. Les autorités ont pris des mesures de sécurité strictes dans les zones limitrophes de New Delhi. Des centaines de policiers en tenue anti-émeute ont été déployées au milieu de blocs de ciment surmontés de fils barbelés et de conteneurs destinés à barrer la route au convoi. Les forces de sécurité ont arrêté les agriculteurs à la frontière de Shambhu, qui sépare le Pendjab et l’Haryana – les États du nord auxquels appartiennent la plupart des agriculteurs – à près de 200 km de leur destination.

Les manifestants ont jeté des pierres et tenté de briser les barricades, la police et les forces paramilitaires ont eu recours à des gaz lacrymogènes et des canons à eau. Les forces de sécurité ont également utilisé des drones pour larguer des grenades lacrymogènes sur les agriculteurs qui, en réponse, ont lancé des cerfs-volants dans le ciel dans l’espoir d’enchevêtrer les machines. Plusieurs syndicats d’agriculteurs ont déclaré qu’ils protesteraient contre l’action de la police en bloquant le trafic ferroviaire à plusieurs endroits au Pendjab pendant quatre heures jeudi.

giovedì 15 febbraio 2024

pc 15 febbraio - Ancora cariche a TeleMeloni di Bologna - Ma non lo capiscono... LA REPRESSIONE NON SPEGNE MA ALIMENTA LA RIBELLIONE!

 INFO

Bologna, protesta alla sede Rai: manganellate sui Giovani palestinesi

I manifestanti chiedevano di leggere un comunicato contro “la propaganda filoisraeliana” della tv pubblica

 BOLOGNA Tensione, manganellate di polizia e carabinieri e lancio di oggetti da parte dei manifestanti in via della Fiera a Bologna, nei pressi della sede Rai regionale dove era in corso la manifestazione dei Giovani palestinesi. La prima fila del presidio si è avvicinata agli agenti schierati, sono partite manganellate e colpi di scudo, e lancio di oggetti e petardi dalle retrovie del gruppo. La tensione si è alzata dopo che i manifestanti, circa un migliaio, hanno detto che la Rai non aveva dato garanzia di non leggere tutto il documento proposto: i manifestanti si sono avvicinati e sono stati respinti con manganelli e scudi.

I manifestanti avevano chiesto di poter leggere in televisione un documento dal titolo: "Comunicato contro il negazionismo del genocidio in corso, la censura e la narrazione filoisraeliana della Rai".

(ansa)

I contestatori, che chiedono le dimissioni dell'ad Roberto Sergio e una informazione senza censura sulla Palestina e non "filo sionista", sono poi partiti in corteo verso piazza dell'Unità

pc 15 febbraio - SALVINI CRIMINALE! PALESTINA IMMORTALE!


L’ultima della Lega: vuol vietare le manifestazioni contro Israele

Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano

Il 4 novembre scorso il leader della Lega Matteo Salvini ha organizzato una manifestazione pro-Israele a Milano in cui ha definito “fascisti” coloro che scendono in piazza contro Tel Aviv dopo gli eventi del 7 ottobre.

Per questo, con la scusa di combattere gli atti di antisemitismo, ora il Carroccio vorrebbe proibire le manifestazioni in cui vengono criticate le istituzioni di Israele: a chiederlo è una proposta di legge presentata dalla Lega in Senato il 30 gennaio e depositata mercoledì, proprio il giorno in cui a Napoli alcuni manifestanti venivano manganellati sotto la sede Rai mentre protestavano per chiedere la pace nella Striscia di Gaza dopo le polemiche per le frasi di Ghali a Sanremo (“Stop al genocidio”).

La proposta di legge è firmata dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo e dai senatori Daisy

pc 15 febbraio - Francia solidarietà creativa con la Palestina e repressione - info

 in via di traduzione

France: Arrestations et perquisitions pour un escalier peint

Dans la nuit du dimanche 11 au lundi 12 février, les marches de l’escalier de la rue Sainte Marie des Terreaux, à Lyon, ont été repeintes aux couleurs de la Palestine, pour visibiliser l’horreur du génocide pratiqué par l’armée d’occupation israélienne. Six militant.es ont été pris sur le fait et mis en garde à vue et trois ont subi des perquisitions immédiates (ce qui est illégal, car les règles de mises en garde à vue ne s’appliquent normalement pas à ce genre de délit). Une directive ministérielle est d’ailleurs appliquée : chaque action concernant la Palestine doit conduire, autant que possible, à une garde à vue, dans le but d’intimider.

pc 15 febbraio - Formazione operaia - Perchè c'è il predominio dell'ideologia borghese? - Passi dal 'Che Fare?' di Lenin

Riprendiamo i passi seguenti, che commenteremo nel prossimo giovedì

Dal “Che fare?”: “Ma perché il movimento spontaneo… va verso il predominio dell’ideologia borghese? Per la semplice ragione che per la sua origine l’ideologia borghese è molto più antica di quella socialista, essa è più elaborata in tutti i suoi aspetti e possiede mezzi incomparabilmente più grandi di diffusione…”

Ancora, in una nota: “Si dice spesso la classe operaia aspira spontaneamente al socialismo. Ciò è giustissimo nel senso che più profondamente e più esattamente di tutte le altre la teoria socialista determina le cause dei malanni della classe operaia e perciò gli operai possono assimilarla facilmente, purché questa teoria non capitoli davanti alla spontaneità, purché non si assoggetti alla spontaneità, la classe operaia aspira spontaneamente al socialismo ma l’ideologia borghese che è la più diffusa (e che costantemente risorge nelle forme più svariate) pur tuttavia è imposta spontaneamente più di ogni altra all’operaio.

Riferendosi al giornale dell’economismo, Rabociaja Myisl Lenin scrive: “non nega completamente la lotta politica… parla di lotta contro il governo… pensa soltanto che la politica segue sempre

pc 15 febbraio - LA CENSURA E LA REPRESSIONE ALLA SOLIDARIETA’ PALESTINESE ACCENDONO LA PROTESTA SOTTO LA SEDE RAI A MILANO

Con i presidi convocati sull’onda delle dichiarazioni a difesa del genocidio a mezzo Rai, della generale disinformazione di parte sionista, delle cariche a Napoli e Torino, anche quello di Milano in corso Sempione, è diventato, inevitabilmente, un corteo, per la presenza di massa, per la decisione dei manifestanti. Un corteo fatto in gran parte da giovani, dell’area solidale con la Resistenza palestinese, dai tanti presenti perché indignati dalle manganellate e schifati da TeleMeloni, 

Da subito al centro degli slogan e degli interventi la censura Rai e Meloni, fascisti e servi dei coloni, i

pc 15 febbraio - Solidarietà con i ragazzi di Torino e Napoli aggrediti e picchiati dalla polizia sotto la Rai/NO alla scuola-caserma del governo Meloni (da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 14/02)

Lavoratori e lavoratrici, è davvero una vergogna quello che ieri è successo a Napoli e a Torino. Due manifestazioni di giovani e giovanissimi, appartenenti al movimento degli studenti, in particolare a Torino gli studenti di “cambiamo rotta”, gli attivisti solidali con la Palestina, appartenenti a diverse associazioni, a Potere al popolo, a realtà dei centri sociali, ad Askatasuna a Torino, a Napoli alle diverse realtà sociali attive che hanno giustamente protestato sotto la direzione della Rai.

Questa Rai fa schifo, è diventata TeleMeloni in mano a uomini del governo come mai si era visto prima. Anche prima la televisione era in mano ai partiti, era in mano ai governi, per carità, figuriamoci! Ne abbiamo viste di cotte e di crude e sappiamo come vengono piazzati alla Rai giornalisti/giornaliste…. per non usare parole volgari.

Ma TeleMeloni lo fa con arroganza. Dice che sta “riequilibrando” per loro che sono stati esclusi da anni. Falso! Uomini di questo governo o dei partiti di questo governo ci sono stati - eccome - dentro la Rai, se la sono spartita prima, basta pensare a Salvini, e stendiamo un velo pietoso su Forza Italia di Berlusconi. Sarebbero gli ultimi che possono parlare in questa maniera, però lo stanno facendo, lo stanno facendo e in maniera volgare, arrogante, provocatoria lo stanno attuando.

E che significa TeleMeloni? che non si devono dire cose che possono disturbare il governo e la sua

pc 15 febbraio - PIU' salario/MENO orario (da Controinformazione rossoperaia ORE12 del 14/02)

 

La lotta degli operai storicamente è sempre la lotta sindacale degli operai, ed è concentrata su due problemi, vale a dire l'orario di lavoro e il salario come due questioni centrali che animano lo scontro tra padroni e operai. I padroni dicono sempre che “siamo nella stessa barca”, se vado bene io andrete bene voi lavoratori. E il governo lo stesso. Lo dice Meloni esplicitamente: noi lavoriamo perché le imprese guadagnino così guadagnano i lavoratori.

Sappiamo che si tratta di una favola. Chi ha un minimo di cervello sul posto di lavoro sa bene che non funziona così.

Però in ogni caso due questioni sono al centro e che sono al centro oggi proprio perché siamo in difficoltà come movimento operaio, come lotte degli operai e dei lavoratori: la questione del salario e la questione dell'orario.

In Germania, per esempio, la lotta di 80.000 siderurgici ha ottenuto la riduzione d'orario da 35 a 32 ore